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Itinerari romani

Comune di Roma
Turismo

4 Il colle della poesia


L’Aventino e dintorni
Roma per te
Collana di informazioni del Comune di Roma

Realizzazione a cura: Cosmofilm spa - Elio de Rosa editore


Testi: Alberto Tagliaferri, Valerio Varriale
(Associazione Culturale Mirabilia Urbis)
Coordinamento editoriale: Emanuela Bosi
Progetto grafico e impaginazione: Marco C. Mastrolorenzi

Foto: C. De Santis: pag. 3, 13 in basso, 23 in alto, 26, 27, 28, 29, 30 in alto, 32, 33, 36; L.
Mozzano: pag. 9; P. Soriani: pag. 12, 13 in alto, 14, 15, 24; Spazio Visivo: pag. 30 in
basso, 31; A. Vagni: pag. 35, 38; Archivio Cosmofilm: copertina, pag. 2, 10, 11, 16, 17,
18, 19, 20, 21, 23 in basso.

In copertina, campanile della chiesa dei Ss. Bonifacio e Alessio


In questa pagina, particolare del mascherone della fontana a piazza Pietro d’Illiria
Itinerari romani
Comune di Roma
Turismo
• L’Aventino 8
1. Passeggiando, passeggiando... 10
2. Santa Sabina 12
3. I Santi Bonifacio e Alessio 17
4. Il Priorato di Malta 21
5. Passeggiando, passeggiando... 22
6. Santa Prisca 24
7. San Saba 26
8. Passeggiando, passeggiando... 29
9. La Piramide di Caio Cestio 31
10. Passeggiando, passeggiando... 32
11. Monte Testaccio 34
12. Passeggiando, passeggiando... 36

Particolare della statua di Giorgio Castriota, detto “Scanderbeg”,


a piazza Albania

4 Il colle della poesia


L’Aventino e dintorni

Stampa: GRAFICA PONTINA - Pomezia - ord. n. 6821 del 17-3-08 (c. 30.000)
L’ingresso alla basilica di S. Sabina, con la chiesa dei Ss. Bonifacio e Alessio sullo sfondo,
in una incisione settecentesca di G. Vasi

L’interno della Porta Ostiense e la Piramide di Caio Cestio in una incisione di inizio Otto-
cento di L. Rossini
Il colle della poesia
Presentazione

I
tinerari romani costituiscono una serie di percorsi per chi desi-
deri approfondire la conoscenza della Città.
Agli itinerari del grande Rinascimento romano già realizzati - Cara-
vaggio, Raffaello, Michelangelo e a quelli dell’arte barocca delle archi-
tetture di Bernini e Borromini si aggiungono, ora, altri percorsi apposita-
mente studiati per accompagnare e agevolare il visitatore alla scoperta
“metro per metro” di una Città d’arte così sintetizzata.
In tal modo in un unicum - distinto è rappresentata e “letta” la città in
un mosaico che si ricompone e si scompone secondo le esigenze del visi-
tatore, che potrà scegliere tra La Roma Monumentale (via dei Fori Impe-
riali e Colosseo), Il Colle della poesia (l’Aventino e dintorni), Tra boschi e
acquedotti (il Celio), Agli albori della Roma Cristiana (San Giovanni in La-
terano e Santa Croce in Gerusalemme), da La Suburra (Rione Monti e
Santa Maria Maggiore) a Quasi un set cinematografico (via Veneto e din-
torni), ecc.
Un’impresa difficile, pur tuttavia felicemente riuscita, anche sul piano
dell’immagine della tradizione e dell’identità culturale della nostra Città
e che, con semplicità rispetta i contenuti scientifici del patrimonio stori-
cizzato, con una narrazione che unisce l’impostazione grafica con la li-
nea editoriale dei contenuti.
Un sistema di comunicazione efficace per la comprensione del più va-
sto e incredibile patrimonio storico-artistico di Roma, che permette al
turista di individuare, immediatamente, il significato principale dell’iti-
nerario prescelto permettendogli, nel contempo, l’immediata colloca-
zione della propria posizione logistica in rapporto all’area che si deside-
ra visitare.
I percorsi così condensati e raccolti possono ben rappresentare un
simbolico “taccuino d’artista” e apparire agli occhi del visitatore come
una grande vetrata - a più specchi - sul cui sfondo vi è un orizzonte cul-
turale che non potrebbe essere più romano, suggestivo e ricco di valori
mai tramontati.
Roma ti aspetta!

L’Ufficio Turismo
del Comune di Roma 5
La pianta

3
5
4

12 10

9
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6
La pianta
1

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8
Legenda
1. Passeggiando, passeggiando...
2. Santa Sabina
3. I Santi Bonifacio e Alessio
4. Il Priorato di Malta
5. Passeggiando, passeggiando...
6. Santa Prisca
7. San Saba
8. Passeggiando, passeggiando...
9. La Piramide di Caio Cestio
10. Passeggiando, passeggiando...
11. Monte Testaccio
12. Passeggiando, passeggiando...
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4° Itinerario

…Inizia la
passeggiata...

L’Aventino
T
ra i sette colli di Roma, l’A- fuori del pomerium, la cinta sacra
ventino può essere conside- della città, forse per la presenza del
rato il colle della poesia. Sug- Tempio di Diana, sede della Confe-
gestionati dalla sua serena bellezza, derazione latina. Nel 451 a.C. la ple-
grandi poeti come D’Annunzio e be si ritirò in armi sull’Aventino do-
Carducci ne hanno cantato lo splen- po un ennesimo sopruso della cer-
dore nei loro versi; lo stesso Mazzini, chia dei decemviri, capitanati da
al quale è dedicato il monumento Appio Claudio, eletti per redigere
nella piazza oggi intitolata a Ugo La le Dodici Tavole e presto trasforma-
Malfa, affacciandosi da quello stesso tisi in oligarchi. La crisi politica si
punto verso la città, abbassò lo concluse con il suicidio di Appio
sguardo attonito, senza sorridere di Claudio, l’ottenimento dei diritti ri-
fronte a tanta magnificenza. chiesti e il rientro della plebe in
Numerose sono le interpretazioni città. L’Aventino fu anche il luogo
del nome Aventino: qualcuno lo fa dell’estrema resistenza di Caio
derivare da aves, gli uccelli scorti da Gracco e dei suoi sostenitori e, in
questo colle da Remo durante la ga- età contemporanea, furono detti
ra con il fratello Romolo per deci- “aventiniani” i deputati italiani che,
dere in quale luogo dovesse sorgere nel 1924, rifiutarono di rientrare
Roma, altri dal termine adventus, ra- nell’aula di Montecitorio per prote-
duno, per le riunioni che vi teneva- stare contro il delitto Matteotti. Du-
no i plebei in occasione delle cele- rante l’antichità il colle fu sede di
brazioni di Diana. Un’antica leg- un gran numero di templi: quelli
genda, inoltre, narra che vi sarebbe del dio Mercurio, di Iuventas e di
stato sepolto il re di Albalonga, Diana; quelli di Cerere, Libero e Li-
Aventinus, dopo che un fulmine lo bera, di Vertumnus, di Consus, della
aveva ucciso. Durante la Monarchia Luna, di Iuppiter Liber, di Libertas, di
e la Repubblica l’Aventino fu il Flora e di Summanus. Dove è ora la
quartiere della plebe di Roma, che chiesa di S. Prisca pare vi fosse un
lo abitò densamente e che qui si ri- edificio sacro a Minerva, dove è ora
tirò durante le storiche secessioni S. Sabina il Tempio di Giunone Re-
che segnarono le sue lotte per l’ot- gina, cui ad ogni primavera salivano
tenimento dei diritti politici e giuri- in processione le zitelle romane, e
dici. Sebbene le antiche mura ser- nei pressi dell’attuale S. Alessio
viane avessero incluso il colle nella quello di Iuppiter Dolichenus, il cui
loro cerchia, esso, fino al tempo di materiale archeologico, rinvenuto
8 Claudio, venne mantenuto al di nel 1935, è oggi esposto nei Musei
Il colle della poesia
Capitolini. Trasformatosi tra la Re- propria fortezza l’imperatore del
pubblica e l’Impero in luogo di di- Sacro Romano Impero Ottone III,
more lussuose, sull’Aventino sorse- stabilitosi a Roma nello sfortunato
ro le Terme Surane, quelle Deciane tentativo di attuare la Renovatio im-
e quelle di Varo e Stilicone. Vi ebbe- perii. Trascorsa l’epoca degli Ottoni,
ro casa Lucio Licinio Sura, costrut- il castello fu occupato dalla famiglia
tore delle suddette terme e amico dei Savelli tra i quali quel Cencio
stretto di Traiano, questo stesso im- che fu eletto papa con il nome di
peratore, i poeti Nevio ed Ennio e Onorio III. Nella residenza di fami-
l’imperatore Vitellio. Per il suo lus- glia sul colle questo papa ricevette,
so fu la zona di Roma che più delle per approvarne gli ordini, sia Do-
altre soffrì il saccheggio dei Goti di menico di Guzmán che Francesco
Alarico nel 410 d.C. Dopo il sacco di Assisi. Rimasto solitario e sugge-
l’Aventino si spopolò e divenne così stivo sino alla fine dell’Ottocento,
deserto da essere preferito da mo- come testimoniano gli acquarelli di
naci e religiosi come sede di cenobi Ettore Roesler Franz, nel corso del
o eremitaggi. Nel 537 fu il rifugio di Novecento l’Aventino si trasformò
papa Silverio, accusato da Giustinia- in un esclusivo quartiere residenzia-
no di tramare con i Goti di Vitige, e le dove lussuosi immobili si mesco-
intorno all’anno Mille vi edificò la lano agli antichi affascinanti edifici.

L’Aventino visto dalla sponda destra del Tevere 9


4° Itinerario
1.
Passeggiando,
I
l grande piazzale nel 1645 dalla comu-
che troviamo ai nità ebraica romana
piedi del colle, passeggiando... e nel corso del Sette-
all’inizio del nostro iti- cento si estese occu-
nerario, era un tempo de- pando le aree verso il Cir-
dicato ai due gemelli della leggen- co Massimo e tra le basiliche di S.
da romana, Romolo e Remo, ma Prisca e di S. Balbina. Il divieto di
cambiò intitolazione per ricordare collocare lapidi o iscrizioni ebrai-
l’uomo politico Ugo La Malfa, uno che a memoria dei defunti fu aboli-
dei padri della Repubblica italiana. to soltanto nel 1846 da Pio IX e solo
Al centro del piazzale campeggia il da quel momento il cimitero si
monumento a Giuseppe Mazzini, riempì di pietre tombali e memo-
opera realizzata nel 1929 da Ettore rie. Il cimitero venne chiuso nel
Ferrari, che presenta un’ara al cen- 1895 nell’ambito della nuova siste-
tro di una scalinata e quindi degli mazione urbanistica del colle, ma
altorilievi che circondano su tre lati soltanto negli anni Trenta del No-
l’alto podio sul quale è posta la sta- vecento, durante l’apertura di via
tua bronzea del patriota. del Circo Massimo, fu demolito da
Sulla destra del piazzale, percorsa Antonio Muñoz e le sepolture furo-
una breve salitella si arriva al Rose- no trasferite nel cimitero israelitico
to Comunale, con ingresso ai nu- del Verano.
meri 6-7 di via di Valle Murcia, dove Da via di Valle Murcia, oltrepassia-
vengono coltivate varie specie di ro- mo il clivo dei Publicii, che nel 289
se di maggiore o minore rarità . È a.C. fu la prima strada lastricata di
interessante ricordare che il terre- Roma, e subito dopo, a destra, il cli-
no sul quale ora sorge il roseto ospi- vo di Rocca Savella, lungo il quale si
tava un tempo uno dei cimiteri ri- ritiene sorgesse anticamente il
servati ai romani di religione ebrai- Tempio di Cerere, Libero e Libera,
ca. Il terreno era stato acquistato eretto nel 494 a.C. dal dittatore Au-

10 Il monumento a Giuseppe Mazzini


Il colle della poesia
lo Postumio. Proseguendo su via di
S. Sabina, sul percorso del vicus Ar-
milustri, dove l’esercito romano al
ritorno dalle campagne militari ef-
fettuava la purificazione delle armi,
vediamo sulla destra l’alto muro
che chiude il Parco Savello, noto
anche come Giardino degli Aranci,
sistemazione novecentesca dell’a-
rea del castello che fu di Ottone III e
poi dei Savelli. Il parco, sul quale si
affacciano l’abside e il fianco di S.
Sabina, venne disegnato dall’archi-
tetto R. De Vico, autore di molti Il mascherone della fontana a piazza
giardini della capitale. Sulla destra Pietro d’Illiria
sono visibili i resti delle torri e del in granito proveniente da terme ro-
ponte levatoio del castello, mentre mane. Nel Cinquecento, quando
dalla terrazza si può godere uno dei l’area del Foro Romano era ancora
più bei panorami di Roma: i templi il Campo Vaccino, questo masche-
del Foro Boario e l’Isola Tiberina, i rone venne utilizzato da Giacomo
campanili di S. Crisogono e di S. Della Porta per realizzare una fon-
Maria in Trastevere, il complesso tana nei pressi del Tempio dei Dio-
del S. Michele e S. Pietro in Monto- scuri. Dopo spostamenti ottocente-
rio sul Gianicolo. schi, il mascherone arrivò nella se-
Usciti dal giardino raggiungiamo de attuale, mentre la grande vasca
piazza Pietro d’Illiria dove trovia- della fontana del Foro si trova ora a
mo, inserita nel muro di cinta del piazza del Quirinale. Su piazza Pie-
Parco Savello, una fontana costitui- tro d’Illiria si affaccia il fianco de-
ta da un mascherone e da una vasca stro della basilica di S. Sabina.

Il Giardino degli Aranci 11


4° Itinerario

2. Santa Sabina

S.
Pietro d’Illiria fondò la chiesa e ve miracolosamente sulla sommità
il convento di S. Sabina nel del Mausoleo di Adriano, che, a me-
425, durante il pontificato di moria del prodigio, venne ribattezza-
papa Celestino I. Secondo la tradizio- to Castel S. Angelo. Nell’824 papa
ne Sabina era una matrona di Avezza- Eugenio II la arricchì di uno splendido
no che fu decapitata nel III secolo per- ciborio d’argento, scomparso nel
ché convertita al cristianesimo dalla 1527 durante il sacco di Roma. Nel XIII
schiava Serafia, che invece morì lapi- secolo papa Onorio III diede la chiesa
data. Sotto papa Sisto III (432-440) allo spagnolo Domenico di Guzmán,
proseguirono i lavori di costruzione e S. Sabina è ancora oggi officiata dai
della chiesa, che vide la prigionia di domenicani.
papa Silverio durante il periodo di L’aspetto medievale della chiesa subì
Giustiniano, le lotte contro l’eresia una radicale trasformazione con gli
monofisita e, secondo la tradizione, interventi condotti da Domenico Fon-
l’inizio della famosa processione con- tana alla fine del Cinquecento, per
tro la pestilenza del 590, guidata da volontà di papa Sisto V: la demolizio-
papa Gregorio Magno. Durante la ce- ne della schola cantorum, dell’icono-
lebrazione l’arcangelo Michele appar- stasi, del ciborio e la costruzione di un

12
Veduta dell’abside di S. Sabina
Il colle della poesia

Atrio; sullo sfondo la statua di S. Rosa da Lima

nuovo altare maggiore con baldacchi- narie. Gli scavi archeologici ottocen-
no, la muratura di alcune finestre, l’a- teschi nell’area individuarono due pic-
sportazione dei marmi dell’abside e coli templi dell’età arcaica, tratti delle
quella del soffitto a lacunari. I restauri mura serviane, edifici d’età repubbli-
condotti nella prima metà del Nove- cana e imperiale trasformati nel II se-
cento da A. Muñoz eliminarono le so- colo d.C. in un santuario di Iside, resti
vrastrutture barocche della chiesa e la di un impianto termale e quelli di una
riportarono alle supposte forme origi- domus del III-IV secolo che qualcuno

13
Sarcofago romano strigilato conservato nell’atrio raffigurante due coniugi
4° Itinerario

necessario raggiungere il portico a pi-


lastri in laterizio sulla sinistra, dove so-
no conservati numerosi resti della ba-
silica medievale. Si giunge così all’a-
trio ad arcate sorrette da otto colonne
di età romana, quattro di marmo gial-
lo e quattro di granito. Qui sono visibi-
li due fronti di sarcofagi romani rilavo-
rati, nella parte anticamente liscia, co-
me lapidi cristiane. In fondo all’atrio si
può vedere una statua secentesca di
S. Rosa da Lima. Gli ingressi della
chiesa sono ora due, perché il terzo
venne chiuso nel XIII secolo per con-
sentire la costruzione del campanile.
Gli stipiti dei portali sono ricavati da
cornici di età romana e l’elemento di
maggiore interesse è costituito dal
portale maggiore, che conserva i
preziosi battenti di legno ornati da 18
formelle a rilievo; esse costituiscono
La porta lignea una delle più importanti testimonian-
ze di scultura del V secolo. Le formelle,
volle identificare come la residenza che originariamente erano 28, sono
della famiglia di Sabina. incorniciate da racemi e girali, con
Da piazza Pietro d’Illiria, il fianco della animali simbolici, e mostrano scene
chiesa presenta un portico con arcate della vita di Gesù, di Mosè, di Elia
su colonne sormontato dalle finestre e Daniele; esse furono restaurate nel
della navata laterale destra. Le origi- 1836 e in quell’occasione il restaura-
nali colonne del portico in marmo ne- tore rifece il volto del faraone, nella
ro, sostituite da quelle bianche attua- scena del Passaggio del Mar Rosso, ri-
li, sono oggi conservate presso i Mu- cavandovi il ritratto di Napoleone.
sei Vaticani. Per accedere alla chiesa è L’interno della chiesa, solenne e lumi-

14 Mosaico della controfacciata con iscrizione dedicatoria


Il colle della poesia
Veduta d’insieme dell’interno

nosissimo, è a tre navate, divise da stano scarse tracce, mentre sulle pa-
ventiquattro colonne corinzie scana- reti laterali è un ornato floreale ad af-
late che reggono archi. Su questi cor- fresco del V secolo. Degna di atten-
re un fregio a marmi policromi d’età zione è la grande decorazione a mo-
romana. Su ogni colonna sono inse- saico policromo sulla controfacciata,
gne militari sormontate da una croce, che riporta una iscrizione metrica a
a simboleggiare la superiore autorità lettere d’oro, della quale è ritenuto
della Chiesa sul potere imperiale. Le autore s. Paolino da Nola, con la
pareti della chiesa erano in origine ri- menzione di papa Celestino I e di Pie-
vestite di tarsie marmoree, di cui re- tro d’Illiria. Ai lati dell’iscrizione stan-

15
4° Itinerario

nali, l’antica schola cantorum con i


plutei ornati da croci e racemi. Il cati-
no absidale è stato affrescato nel Cin-
quecento da T. Zuccari riproponendo,
come nelle immagini dell’antico mo-
saico, Cristo assiso sul monte cir-
condato dagli apostoli. Al centro
della navata è la trecentesca lastra
funeraria di Muñoz de Zamora,
generale dei domenicani, unica a Ro-
ma per il ritratto a mosaico. Nella na-
vata sinistra si trova la cappella d’Elci,
dedicata nel 1671 a S. Caterina da
Siena su disegno di G.B. Contini. Sul-
l’altare è posta una tela di G.B. Salvi
detto il Sassoferrato (1605-85) con la
Lastra funeraria di Muñoz de Zamora Madonna del Rosario, S. Domeni-
co e S. Caterina da Siena. Nella vol-
no due grandi figure femminili sim- ta, Trionfo della santa, di G. Odaz-
boleggianti l’Ecclesia ex circumci- zi. Nella parte di campanile visibile in
sione (di origine ebraica), che ha in fondo alla navata è ricavata una cap-
mano l’Antico Testamento, e l’Eccle- pella, che custodisce una statua li-
sia ex gentibus (di origine pagana), gnea cinquecentesca della Madon-
che reca il Nuovo Testamento. Il mo- na col Bambino. Tornando verso
saico era completato, in origine, lun- l’ingresso si può vedere il punto indi-
go le pareti della navata, da figure di cato da una colonnina con un peso
apostoli ed evangelisti, mentre sul- romano di basalto dove, secondo la
l’arco trionfale si trovavano le figure, tradizione, s. Domenico passava le
ricostruite con affreschi moderni, del- notti in preghiera. Il convento, del
la Gerusalemme terrena e celeste quale fu spesso ospite e dove insegnò
e del Cristo con gli Apostoli e i il grande domenicano s. Tommaso
quattro evangelisti. Nella navata di d’Aquino, conserva un suggestivo
destra, incassata nella parete, è una chiostro del Duecento, circondato
colonna romana appartenente alle da un portico a colonnine singole o
fasi più antiche della chiesa. Quindi si binate e a pilastrini con capitelli a fo-
arriva alla cappella dedicata a S. Gia- glie di loto. Nell’orto del convento s.
cinto, apostolo della Polonia, affre- Domenico piantò un arancio portato
scata da F. Zuccari con Scene della dalla Spagna, che si vuole sia stato il
vita del santo. Sull’altare è una tela primo trapiantato in Italia. L’albero
con la Madonna e S. Giacinto, ope- attuale, secondo la tradizione, sareb-
ra della cinquecentesca pittrice bolo- be miracolosamente nato su quello
gnese Lavinia Fontana. Incontriamo antico.
quindi il quattrocentesco monu- Ripresa la via di S. Sabina si giunge a
mento funebre del cardinale piazza di S. Alessio, dove sorge la
Auxia, della scuola di Andrea Bre- chiesa intitolata a due santi le cui vi-
16 gno. Nel 1936 nel presbiterio è stata cende, secondo la tradizione, erano in
ricostruita, usando frammenti origi- qualche modo collegate.
Il colle della poesia
3. I Santi Bonifacio e Alessio

I
n origine il titulus, elevato a diaco- Oriente per evitare un matrimonio
nia nell’VIII secolo da Leone III, era imposto dai familiari. Tornato a Ro-
intitolato al solo S. Bonifacio. Egli ma dopo vent’anni, visse come un
conduceva vita dissoluta insieme alla mendicante sotto le scale dell’atrio
madre di Alessio, Egle, e quando della sua casa e solo in punto di mor-
questa si convertì ad una vita cristia- te rivelò al papa la sua vera identità.
na lo stesso fece Bonifacio, che ar- Benedetto VII affidò la chiesa al mo-
rivò a subire il martirio per decapita- naco basiliano Sergio, che la tra-
zione. Verso la fine del primo millen- sformò in un’abbazia, da dove parti-
nio, la chiesa venne dedicata anche a vano i missionari per cristianizzare gli
S. Alessio. Secondo una leggenda ri- Slavi. Papa Onorio III, nel 1217, la ri-
salente al V secolo Alessio, giovane costruì e fece sistemare le reliquie dei
patrizio romano che aveva dedicato due santi sotto l’altare maggiore.
la sua vita ai bisognosi, fuggì in Durante i lavori del 1750, diretti da T.

17
Facciata della chiesa dei Ss. Bonifacio e Alessio
4° Itinerario

La navata centrale

De Marchis, la sopraelevazione del della chiesa, neocinquecentesca, è


pavimento fece perdere le antiche opera del De Marchis. Sotto il portico
decorazioni a mosaico. La chiesa fu è conservata la statua di papa Be-
affidata nel 1846 ai padri somaschi, nedetto XIII, opera in gesso del XVIII
che praticarono ulteriori interventi. secolo. A destra si staglia il campa-
Si entra attraversando un quadri- nile duecentesco, a cinque ordini
portico d’impianto medievale, in con serie di doppie bifore.
parte murato, che ha sulla destra L’interno della chiesa, cui si accede
una fontanella ornata da un fram- attraverso un portale cosmatesco, è a
18 mento di guglia gotica con le imma- tre navate divise da pilastri, ornati da
gini dei due santi titolari. La facciata paraste scanalate e capitelli corinzi. Il
Il colle della poesia
soffitto, a cassettoni, è dell’Ottocen-
to, mentre nel pavimento sono resti
della decorazione cosmatesca. Nella
navata di destra è la tomba della
principessa Eleonora Boncompa-
gni Borghese (1695), opera di A. Fu-
cigna su progetto di G.B. Contini,
proveniente dalla demolita chiesa di
S. Lucia dei Ginnasi. Nel transetto de-
stro è la cappella voluta da Carlo IV di
Spagna, dove è custodita un’icona
con la Madonna databile al XIII seco-
lo, che la tradizione riteneva invece
portata dall’Oriente dallo stesso s.
Alessio. L’altare maggiore è sor-
montato dal ciborio a cupola, sorret-
Il campanile
to da colonne di marmo greco, opera
del De Marchis, e qui, in un’urna, si nica, l’unica a Roma, dove un altare a
trovano le reliquie dei santi titolari. baldacchino conserva le reliquie di s.
Nell’abside sono poste due colonni- Tommaso Becket, arcivescovo di Can-
ne che già si trovavano nella prece- terbury e confidente di re Enrico II
dente chiesa di Onorio III e oggi incor- d’Inghilterra, da questi fatto uccidere
niciano l’iscrizione che ricorda le reli- nel 1161 per la sua difesa intransigen-
quie dei ss. Bonifacio e Alessio. Dal te dell’autonomia e dei privilegi della
presbiterio si accede alla cripta roma- Chiesa. Nella cripta è conservata una

19
Particolare del soffitto
4° Itinerario

Particolare della piazza dei Cavalieri di Malta con le stele e gli emblemi dell’Ordine

colonna ritenuta quella alla quale sa- santo sotto la scala nella quale, se-
rebbe stato avvinto s. Sebastiano condo la leggenda, aveva il suo giaci-
quando venne martirizzato. Ornano glio. La leggendaria vicenda è peraltro
le pareti affreschi del XII e XIII secolo narrata nei famosi affreschi della basi-
con l’Agnello mistico, i simboli de- lica inferiore di S. Clemente.
gli evangelisti e figure di santi ed è Usciti dalla chiesa, e ripresa a destra
inoltre visibile la cattedra vescovile. via di S. Sabina, si oltrepassa l’ingres-
Nel transetto di sinistra è una cappella so al convento di S. Alessio, fondato
con la tomba del cardinale Guidi di nel X secolo e ricostruito nel Settecen-
Bagno (1641), opera di D. Guidi. Si to, oggi sede dell’Istituto di Studi Ro-
passa quindi alla cappella settecente- mani, con una biblioteca di circa
sca dedicata a S. Girolamo Emiliani, 21.000 volumi. Si raggiunge così
fondatore dei Somaschi, dove è con- piazza dei Cavalieri di Malta, rac-
servata una tela di J.F. De Troy con S. chiusa su un lato dal muro di cinta
Girolamo Emiliani che raccoman- delle proprietà dell’ordine e da mura
da gli orfani alla Vergine. Il passag- ornate da specchiature neoclassiche e
gio dal transetto alla navata di sinistra da piccoli obelischi, edicole e stele con
conserva la tomba di G. Brippio, emblemi navali e religiosi dell’ordine.
umanista del XV secolo e autore del Questo arredo urbano venne realizza-
poema La leggenda di S. Alessio. In- to tra il 1764-65 da Giovanni Battista
contriamo poi un pozzo ottagonale Piranesi, su incarico del nipote di papa
chiuso da un pesante coperchio di le- Clemente XIII, il patrizio veneto Gio-
gno ritenuto proveniente dalla casa di vanni Battista Rezzonico priore dei
s. Alessio. In fondo alla navata, all’in- Cavalieri di Malta. Sulla piazza si af-
terno di una vetrina, è la scenografia faccia il portone che immette al Prio-
barocca con S. Alessio assistito da- rato, su cui si trova il famoso buco
gli angeli al momento del trapas- della serratura dal quale è possibile
20 so, opera in legno e stucco di A. Ber- vedere la cupola di S. Pietro incorni-
gondi, che ricostruisce la morte del ciata dalle siepi del parco.
Il colle della poesia
4. Il Priorato di Malta

L
a storia del complesso dell’ordine facciata è percorsa da due coppie di
dei Cavalieri di Malta sull’Aventino lesene scanalate ornate da spade a ri-
ha inizio nel 939, quando Alberico lievo e sostenenti capitelli figurati con
II, l’aristocratico discendente della fa- al centro torri. Il portale è chiuso sulla
miglia dei Teofilatti che si era procla- sommità da un timpano su cui sta un
mato «principe e senatore di tutti i Ro- occhio incorniciato da una corona di
mani», fece trasformare il suo palazzo quercia con motivi strigilati. Nel tim-
sull’Aventino in monastero benedetti- pano è lo stemma dell’ordine tra tro-
no, affidandolo a Oddone di Cluny. Nel fei militari e panoplie. Al di sopra svet-
XII secolo il monastero passò ai Templa- ta la croce di Malta, mentre ai lati due
ri, il cui ordine era nato per la difesa dei frammenti di muro stanno a ricordare
pellegrini cristiani in Terrasanta. Quan- il fastigio distrutto dai cannoneggia-
do l’ordine fu soppresso nel 1312 da menti francesi del 1849.
papa Clemente V, il monastero passò ai L’interno della chiesa, a croce latina, è
Gerosolimitani, che lo tennero fino a a navata unica con nicchie laterali e
quando, nel Quattrocento, papa Paolo abside. La volta è ornata da stucchi
II concesse il monastero ai Cavalieri di con trofei, labari e navi e al centro è la
Malta. croce di Malta. Al di sotto della trabea-
Il complesso è visitabile solo previo zione sono medaglioni con ritratti de-
permesso da richiedere al Sovrano gli Apostoli. Nella prima nicchia di
Militare Ordine di Malta. destra è la tomba dell’umanista Bal-
Nel 1765 Giovanni Battista Piranesi fu dassarre Spinelli, costituita da un
l’autore della ristrutturazione e della sarcofago romano, databile al III secolo
nuova facciata della chiesa dell’ordine d.C., ornato sulla fronte dalla figura
intitolata a S. Maria del Priorato, del defunto che regge nella mano sini-
detta anche S. Maria Aventina. La stra il volumen, simbolo della propria

21
Il portale di accesso al complesso del Priorato di Malta
4° Itinerario

cultura, mentre dietro di lui sta Miner- bile poi il sepolcro del cardinale G.F.
va, simbolo della sapienza. La cappella Portocarrero, viceré di Sicilia, morto
seguente ospita il cenotafio di Gio- nel 1760, opera di L. Salimei, raffigu-
vanni Battista Piranesi, raffigurato rante il defunto sorretto da due putti.
in una statua con la toga romana, Segue il sepolcro dell’ammiraglio
opera del 1780 di G. Angelini. Per ri- Giorgio Seripando, morto nel 1465,
cordare che l’originaria sede dell’ordi- la cui effigie sta sul coperchio.
ne di Malta si trovava nella chiesa di S. Al secondo piano della villa, ristruttu-
Basilio al Foro di Augusto, presso l’al- rata da Piranesi, sono conservati tutti i
tare maggiore è la Gloria di S. ritratti dei gran maestri nella suc-
Basilio, gruppo ideato da Piranesi e cessione cronologica. In una sala è
realizzato da T. Righi. A destra del pre- conservata, inoltre, la tela dipinta da
sbiterio è il quattrocentesco sepolcro A. Sacchi rappresentante La Vergine
del priore Bartolomeo Carafa. Sulla col Bambino e S. Basilio, che una
sinistra è la tomba di Riccardo Ca- volta si trovava sull’altare maggiore
racciolo, altro gran maestro, in un della chiesa.
sarcofago romano scanalato con pro- Il giardino conserva ancora l’aspetto
tomi leonine. Nella parete di sinistra è ideato dal Piranesi, ornato da una ve-
un altare medievale in cui, durante i ra da pozzo, che reca incisa la data
restauri del 1765, fu rinvenuta un’ur- del 1244 e il nome di Pietro da Geno-
na d’argento con sacre reliquie. È visi- va, gran maestro dei Templari d’Italia.

5.
Passeggiando,
P
rendendo per alla chiesa, progetta-
via di Porta ta in stile neo-roma-
Lavernale si ri- passeggiando... nico dall’abate Ilde-
sale ora fino a piazza S. brando di Hemptinne
Anselmo passando accan- e realizzata da F. Vespi-
to al muro di cinta del giardino del- gnani. S. Anselmo (1033-1109) en-
la chiesa. È questo il proseguimen- trò nell’ordine benedettino dopo
to dell’antico vicus Armilustri, che essere fuggito di casa. Teologo di
conduceva all’Armilustrium, il luogo chiara fama, divenne arcivescovo di
dove l’esercito romano, rientrato Canterbury e fu tra i fondatori della
dalle campagne militari, provvede- filosofia scolastica.
va alla purificazione delle armi. Si La facciata della chiesa è ornata da
giunge così alla chiesa di S. Ansel- tre monofore su finta galleria, men-
mo, dove ha sede il collegio bene- tre l’interno, di sobria imitazione pa-
dettino internazionale e che è resi- leocristiana, è diviso in tre navate da
denza dell’abate primate dell’ordi- colonne di granito. Il soffitto è a ca-
ne. Il complesso sorge su un’area priate lignee. Nelle absidi stanno mo-
donata nel 1892 dal Sovrano Milita- saici raffiguranti angeli, opera di P.
re Ordine di Malta, su esplicita ri- Radbodus Commandeur. Sotto l’alta-
chiesta di papa Leone XIII. Un via- re maggiore sono conservate le reli-
letto, che conduce a un quadripor- quie di S. Anselmo, mentre la cripta è
tico, al centro del quale è una mo- ornata da sedici altari. Il 21 aprile, du-
22 derna statua di S. Anselmo, porta rante la funzione religiosa per l’anni-
Il colle della poesia
Mosaico romano, nel complesso di S. Anselmo, raffigurante Orfeo che, con la sua mu-
sica e il suo canto, soggioga il mondo animale
versario del santo, i monaci intonano lizzata dai Sangallo sotto il pontifica-
canti gregoriani, di cui tramandano to di Paolo III (1534-49).
l’insegnamento. Nell’atrio del mona- Lasciata la chiesa di S. Anselmo, si
stero è inserito nel pavimento un an- può prendere a destra la via omoni-
tico mosaico romano di II-III secolo ma e girare a sinistra all’incrocio
raffigurante Orfeo, mentre nei sot- con via S. Melania. Proseguendo su
terranei della chiesa si possono visita- questa via, e dopo aver superato
re i resti della domus romana di Luci- piazza del Tempio di Diana, conti-
lia Pactumeia. Nei retrostanti giardi- nuiamo a destra sulla via dallo stes-
ni del monastero, nei quali non sono so nome e, svoltando a destra giun-
ammessi i visitatori, si erge il bastione giamo a piazza S. Prisca. Qui sorge
della Colonnella, fortificazione rea- la chiesa omonima.

Particolare della statua di S. Anselmo Interno della chiesa di S. Anselmo

23
4° Itinerario

6. Santa Prisca

L
a chiesa ricorda la giovane roma- sacerdoti furono sempre presenti ai
na, figlia di Aquila e Priscilla, de- concili romani. Fino all’XI secolo S. Pri-
capitata sotto l’imperatore Clau- sca fu officiata dai monaci basiliani di
dio (41-54 d.C.). Nella casa di Aquila e S. Maria in Cosmedin, passando quin-
Priscilla, che secondo la tradizione di ai benedettini. Nel Medioevo fu
sorgeva nello stesso luogo della chie- elevata al grado di abbazia romana e
sa attuale, fu ospitato S. Pietro, il qua- a quel tempo fu particolarmente de-
le vi fece opera di conversione. Vi fu vastata dalle incursioni normanne.
ospitato anche S. Paolo che, nella Epi- Nel 1414 passò ai francescani e, nel
stola ai Romani, dice come nella casa 1455, ai domenicani. Nel Seicento, in-
di Aquila esistesse una ecclesia dome- fine, fu affidata agli agostiniani, che
stica, cioè un luogo di preghiera priva- ancora la officiano. I primi scavi ar-
to, tipico del periodo in cui i cristiani cheologici condotti al livello delle fon-
non erano autorizzati a praticare pub- dazioni, cui si è già accennato, porta-
blicamente. I resti della santa furono rono al rinvenimento di una preziosa
rinvenuti nel III secolo da papa Euti- tabula bronzea che il popolo di Clu-
chio e trasferiti nella chiesa che da lei nia, in Spagna, aveva offerto nel 222
prese nome. Si vuole addirittura che la a.C. a Caio Mario Pudente Cornelia-
chiesa fosse, prima che a Prisca, dedi- no per la sua opera di governatore.
cata ai suoi genitori, Aquila e Priscilla. La chiesa presenta una semplice ma
In verità la chiesa di S. Prisca fu titulus elegante facciata barocca, opera di
fin dal V secolo e dal 499 al 595 i suoi Carlo Lambardi, percorsa da due cop-
pie di lesene in laterizio su plinti e con
capitelli ionici in travertino. Tra le lese-
ne è l’elegante portale, affiancato da
due antiche colonne di granito su cui
s’apre l’occhio delineato da una cor-
nice marmorea. Nei capitelli delle co-
lonne del portale, sono volti di cheru-
bini; sovrasta il tutto un timpano
triangolare. Il campanile, a vela, è
opera di G. Monaco (1961). L’inter-
no, diviso in tre navate fu, nel Seicen-
to, privato di ben tre campate. Le an-
tiche colonne ioniche, che dividono le
navate, sono inserite nei pilastri ba-
rocchi, il cui ventaglio è ornato da fi-
gure di santi, apostoli e angeli. Sul-
la parete di fondo, durante i lavori
24 eseguiti per la costruzione della sa-
La facciata di S. Prisca crestia, sono venute alla luce le arcate
Il colle della poesia
della chiesa originaria che, pur aven-
do subito gravi danni nell’incendio
dei primi del Quattrocento, ancora
conservano frammenti di affreschi
dell’VIII secolo. Da ammirare, inoltre, è
un settecentesco affresco di G. Odaz-
zi raffigurante La Madonna con An-
geli. Nella cappella battesimale il
fonte è ricavato da un capitello com-
posito della fine del II secolo d.C., or-
nato da foglie lanceolate, ovoli, roset-
te e foglie d’acanto. Nonostante l’evi-
dente contrasto cronologico, la tradi-
zione vuole che in questo fonte S. Pie-
tro abbia battezzato sia S. Prisca che i Particolare della testa di Helios-Sol, dal
suoi genitori Aquila e Priscilla. Gli af- mitreo di S. Prisca
freschi del presbiterio, raffiguranti il mi del V secolo forse ad opera degli
Martirio di S. Prisca, sono opera del stessi cristiani. Dal ninfeo si accede al-
Fontebuoni (1580-1626). Nell’abside la cripta della chiesa, con pianta a T
sono degli angeli sostenenti meda- datata tra il IX e il X secolo, che il Fon-
glioni e la pala d’altare con S. Pietro tebuoni affrescò nel 1600 con Scene
che battezza S. Prisca dipinta, nel della vita di S. Pietro. L’altare baroc-
1600, dal Passignano. Sull’arco trion- co conserva le reliquie di Aquila, Pri-
fale è lo stemma di papa Clemente XII. scilla e Prisca. Si raggiunge così il ve-
Nella navata sinistra abbiamo i resti di stibolo del mitreo, dove si trovava
un affresco con l’Annunciazione, ri- l’angolo per i sacrifici rituali. La cella
tenuto opera di scuola di Benozzo dove venivano conservate le immagi-
Gozzoli. ni sacre, e che doveva simbolicamen-
Dalla navata destra della chiesa si può te rappresentare la grotta nella quale
accedere alla zona degli scavi archeo- era nato il dio, era detta spelaeum. Al-
logici condotti vicino ad un tratto del- l’ingresso, in due nicchie erano poste
l’antico Clivus Publicius nel periodo le statue di Cautes e Cautopates, di
1934-66. Si ipotizza che parte delle cui resta la prima trasformata in Mer-
emergenze riguardi i resti della casa di curio. Nella nicchia di fondo dello spe-
Licinio Sura, del I secolo d.C., costituiti laeum è collocata invece un’edicola
da un quadriportico trasformato in con un grande rilievo raffigurante Sa-
abitazione nel secolo successivo e da turno giacente e il giovane dio Mi-
un grande ninfeo absidato d’epoca tra che uccide il toro. A sinistra di
traianea, nel quale è conservato inte- questa nicchia un graffito consente di
ressante materiale di scavo. Sono stati ricostruire la data dell’inaugurazione
anche recuperati i resti di un edificio a del tempio: 18 novembre 202 d.C. Tra
due navate del II secolo, identificato le immagini ad affresco che ornano le
come l’antico titulus di S. Prisca, sorto pareti del mitreo si distinguono delle
sull’ecclesia domestica di Aquila e Pri- raffigurazioni simboliche dei sette
scilla. Il rinvenimento più interessante gradi della gerarchia iniziatica mitrai-
è quello di un mitreo, che conserva le ca collegati ai pianeti. Sulla parete op- 25
tracce di una distruzione subita ai pri- posta troviamo le figure di sei iniziati,
4° Itinerario

indicati con il grado di leones, e i ri- chia, erano un tempo visibili sette
spettivi nomi; essi recano un cratere e concentrici cerchi azzurri con intorno i
gli animali del sacrificio: un toro, un segni dello Zodiaco. L’ultimo degli
gallo, un montone e un maiale. Segue ambienti è la stanza delle iniziazioni,
infine la raffigurazione di una grotta quella dove il neofita veniva irrorato
dove il dio Mitra e il dio Sole banchet- con il sangue della vittima sacrificale.
tano assistiti da due persone che in- Usciti dal complesso di S. Prisca, si
dossano una maschera a testa di cor- può discendere sulla sinistra la via
vo. Oltre la cella si aprono altri locali, omonima. Al termine della via, sulla
tra cui la stanza degli arredi sacri, det- destra, si incontra piazza Albania ol-
ta apparatorium, contenente resti di trepassando la quale si prosegue per
anfore, e il Coelus, una sorta di batti- via di S. Saba, che in breve ci conduce
stero, nel quale, all’interno di una nic- alla basilica omonima.

7. San Saba

L
a tradizione narra che s. Silvia, risalire al VII secolo, quando alcuni mo-
madre di s. Gregorio Magno, naci della comunità fondata da s. Sa-
avrebbe avuto qui una casa con ba presso Gerusalemme, fuggiti dalle
annesso oratorio e che qui si trovasse invasioni arabe, giunsero a Roma e vi
il primo monastero dedicato a s. Saba, fondarono alcuni monasteri orientali.
capo del monachesimo orientale. Il La prima notizia certa riguardo al ce-
primo impianto della chiesa sembra nobio paleocristiano risale al 768,
quando vi fu imprigionato il falso pa-
pa Costantino. Durante l’VIII secolo S.
Saba viene ancora menzionato, poi-
ché gli abati del monastero tenevano
contatti diplomatici fra il papa e l’O-
riente e nel IX secolo viene ricordato
come il più importante convento di
Roma. Nel X secolo è probabile che il
monastero fosse tenuto dai benedet-
tini di Montecassino, i quali avrebbero
infine costruito la prima chiesa al di
sopra dell’oratorio. Il complesso pas-
sò ai cluniacensi nel XIII secolo, poi ai
canonici regolari, quindi ai cistercensi.
Infine, nel 1573, papa Gregorio XIII
26 (1572-85) lo affidò al Collegio Ger-
Ingresso al monastero di S. Saba manico Ungarico, retto dai gesuiti.
Il colle della poesia
Il portico

Nel 1909 la chiesa di S. Saba divenne perti archeologici e medievali, tra cui
vice-parrocchia legata a S. Maria Libe- un piccolo sarcofago strigilato con la
ratrice del rione XX Testaccio e, dal 5 raffigurazione della dextrarum iunc-
dicembre 1931, è parrocchia del rione tio e un rilievo dell’VIII secolo con un
XXI S. Saba, che da essa prende nome. Cavaliere con falcone. Il portale re-
Si accede alla chiesa dal suggestivo ca una bella cornice cosmatesca, con
protiro del XIII secolo, posto in cima decorazione a mosaico e un’iscrizione
ad una scalinata, sulla curva della stra- che riporta il nome di Giacomo, figlio
da, tra il verde degli alberi. Dal protiro, di Lorenzo e padre di Cosma, il gran-
sostenuto da colonne con capitelli io- de artista marmorario. L’interno, di
nici sormontati da mensole, si entra in austera semplicità, è a tre navate, divi-
un piazzale, sul quale prospetta la se da 14 colonne di spoglio e termi-
facciata, preceduta da un portico a nanti in tre absidi. Lo splendido pavi-
sei pilastri in laterizio con piattabanda mento cosmatesco, del XIII secolo, è
in travertino, sopra i quali si trova una ornato da cinque grandi dischi di mar-
compatta struttura, anch’essa in late- mi diversi ed è stato ricollocato in situ
rizio, con cinque piccole finestre. La dopo un restauro di inizio Novecento.
facciata è chiusa in alto da un loggia- Durante questi interventi si ricostrui-
to ad archi a tutto sesto, sostenuti da rono, con pezzi antichi, il ciborio, l’al-
colonnine; al di sopra del breve tetto tare maggiore e la cattedra episcopa-
spiovente, si intravede la retrostante le; quest’ultima è decorata da un
parte sommitale del timpano della grande disco con mosaici cosmate-
facciata originaria, con il tozzo cam- schi, ed è sovrastata da una Crocifis-
panile a due piani di bifore. Il portico e sione, dipinta nel XIV secolo. Gli affre-
il sovrastante loggiato, realizzati nel schi dell’abside, eseguiti per il giubi-
1463 dal cardinale Francesco Piccolo- leo del 1575, riprendono i soggetti
mini, vennero ampiamente rimaneg- della precedente decorazione a mo-
giati sotto Pio VI (1775-99). Sotto il saico e rappresentano Cristo tra i Ss. 27
portico sono conservati numerosi re- Andrea e Saba e, scendendo, L’A-
4° Itinerario

Particolare del portico in cui sono affissi frammenti scultorei altomedievali

gnello mistico e teorie di agnelli, parte dell’antica schola cantorum,


La Vergine in trono col Bambino e i che venne qui ricostruita nel 1943 riu-
12 apostoli e Gregorio XIII e santi. tilizzando vari frammenti antichi. Ol-
Da entrambi i lati della gradinata di tre la navata sinistra si trova la cosid-
accesso al presbiterio una piccola sca- detta quarta navata, in origine proba-
la immette nella cripta semianulare, bilmente un portico, coperta a crocie-
con rivestimento marmoreo e tracce ra; sulle pareti, si trovano affreschi del
di un affresco di difficile datazione. Le Maestro di S. Saba, raffiguranti La
pareti della cripta sono quasi intera- leggenda di S. Nicola di Bari e del-
mente ricoperte da iscrizioni e da le tre zitelle, Un papa in trono tra
frammenti antichi di recupero. Ad- due santi e La Vergine in trono tra
dossata alla parete destra si trova una S. Andrea e S. Saba.
Spostandoci sulla retrostante piazza
Bernini, giungiamo nel cuore dell’in-
tervento urbanistico, di alta qualità
abitativa, denominato complesso ICP
S. Saba, realizzato per conto dell’Isti-
tuto Case Popolari da Quadrio Pirani
negli anni dal 1906 al 1923. Queste
case, di modesta altezza, sono per lo
più villini abbinati e serviti ognuno da
un proprio accesso, separati da viali e
con piccole aree di verde. Al centro di
piazza Bernini si trova una stele, qui
innalzata nel 1920 in memoria degli
28 Affresco raffigurante S. Nicola tra due abitanti del rione morti nella prima
santi guerra mondiale.
Il colle della poesia
8.
Passeggiando,
S
i ridiscenda di co. La porta segna
nuovo da via S. l’inizio della via
Saba per ritor- passeggiando... Ostiense, dalla quale
nare in piazza Alba- derivò il suo primo
nia, dominata dal monu- nome. La costruzione nel
mento equestre in bronzo dedicato IV secolo della basilica di S. Paolo
al personaggio più celebre di que- fuori le Mura portò alla denomina-
sta nazione, Giorgio Castriota detto zione odierna. Costruita in relazio-
“Scanderbeg”, cioè Alessandro il ne alla Porta Raudusculana della
Grande, opera del 1940 di R. Roma- cinta serviana, è difesa da torri se-
nelli. micircolari e conserva, nella parte
Dietro il monumento si estende un interna, i due fornici originari, dai
giardino dalla forma triangolare, quali si diramavano la via Ostiense e
racchiuso tra via della Piramide Ce- l’antica Laurentina, che vennero
stia, via Marmorata e viale Manlio unificati all’esterno, a scopo difen-
Gelsomini. Questo giardino, un sivo, al tempo dell’imperatore
tempo detto Cestio per la vicinanza Onorio. La Porta Ostiensis sopporta-
della celebre piramide, a memoria va un traffico particolarmente in-
degli eroici episodi resistenziali che tenso, poiché collegava via terra la
si verificarono a Porta S. Paolo do- zona dell’Emporium, lo scalo com-
po l’8 settembre 1943, venne deno- merciale fluviale all’altezza dell’o-
minato Parco della Resistenza dierno rione di Testaccio, con quel-
dell’8 settembre. la del porto di Ostia. Gli ambienti
Nel lato del parco che affaccia su all’interno della porta ospitano il
via Marmorata ha sede l’Ufficio po- Museo della via Ostiense, nel quale,
stale, una delle più significative rea- oltre a materiali vari, sono allestiti
lizzazioni dell’architettura raziona- due plastici ricostruttivi di Ostia an-
lista, costruito fra il 1933 e il 1935
dai progettisti Adalberto Libera e
Mario De Renzi. Arretrato di poco
rispetto al marciapiede e con ampi
gradoni fra i prati, l’edificio è for-
mato da tre piani più un interrato e
presenta tre corpi di fabbrica dispo-
sti ad U, in cui l’uso di elementi in
vetrocemento ha ottimizzato la lu-
minosità degli ambienti. Di fronte
all’edificio, sul lato opposto di via
Marmorata, un piccolo settore del
giardino ha conservato la denomi-
nazione di Parco Cestio.
Da via Marmorata portiamoci a
piazza di Porta S. Paolo, dove sorge
la porta omonima, in antico deno-
minata Porta Ostiense, isolata dalle La statua di Giorgio Castriota detto
restanti mura per necessità di traffi- “Scanderbeg” a piazza Albania 29
4° Itinerario

L’Ufficio postale in via Marmorata

tica in età imperiale e dei porti di sistenza contro le truppe tedesche


Claudio e di Traiano. Tra la porta e avvenuta l’8 settembre 1943, la se-
la Piramide Cestia, le mura aurelia- conda lo sbarco ad Anzio dell’eser-
ne presentano un varco, dovuto ai cito alleato del 4 luglio 1944, men-
combattimenti della seconda guer- tre nella terza, posta il 24 marzo
ra mondiale. Tre targhe poste sulle 1980, vengono ricordati i caduti
mura ne ricordano le principali vi- della resistenza accomunati con le
cende: in una viene ricordata la re- vittime del terrorismo.

La Porta Ostiense

30
Il colle della poesia
9. La Piramide di Caio Cestio

L
a Piramide Cestia appare ora isola- una piccola camera sepolcrale, aperta
ta, ma anticamente era stata in- alla fine di un lungo corridoio. Essa,
clusa, quasi una sorta di baluardo, ornata di affreschi ormai poco leggibi-
nel percorso della cinta difensiva volu- li, risulta suddivisa in riquadri da alti
ta dall’imperatore Aureliano e costrui- candelabri dipinti poggianti su un alto
ta tra il 272 e il 275 d.C. La piramide, il zoccolo, anch’esso affrescato tutto in-
cui livello antico è a quattro metri di torno alla stanza. Agli angoli sono
profondità rispetto al piano delle mu- quattro figure alate, mentre figure
ra, fu costruita per volere di C. Cestio femminili stanti o sedute occupano i
Epulone, pretore, tribuno della plebe riquadri in alternanza a recipienti lu-
e, secondo quanto dice l’iscrizione che strali. Il soffitto, coperto da una volta a
si legge su uno dei lati della piramide, botte, presentava anch’esso dei riqua-
membro del Collegio dei septemviri dri e forse in quello centrale doveva
epulones. Questo singolare monu- essere l’effige di Caio Cestio. Ai quat-
mento funerario, sintomatico dello tro angoli esterni della piramide erano
spirito egittizzante succeduto alla vit- situate colonne scanalate disposte su
toria di Azio del 31 a.C., fu innalzato plinti. Il testamento di Caio Cestio da-
intorno al 20 a.C. in 330 giorni, come va disposizioni affinché l’interno del
viene indicato nell’iscrizione, se- suo sepolcro fosse ornato di og-
condo le disposizioni testamenta- getti preziosi e stoffe pregiate.
rie di Caio Cestio. È in opera ce- Dal momento che una legge
mentizia con rivestimento in romana del 18 a.C. vietava
lastre di marmo lunense e, che fossero sepolte stoffe
con una base di 29,50 e oggetti di lusso, gli
metri, si erge per un’al- eredi, per soddisfare
tezza di 36,40 metri. in qualche modo le
All’interno è situata disposizioni testa-

31
La Piramide di Caio Cestio
4° Itinerario

mentarie del defunto, vendettero gli più grande, che fino al Cinquecento
oggetti preziosi e con il ricavato acqui- esisteva presso S. Pietro. Nel 1656 pa-
starono due statue bronzee, che prov- pa Alessandro VII Chigi, come è ricor-
videro a far sistemare ai lati della pira- dato in un’iscrizione apposta sulla fac-
mide stessa. Di esse, che dovevano ciata ovest della Piramide, sotto quella
trovarsi sul lato orientale del monu- antica, provvide al suo restauro e fu in
mento, sono rimasti soltanto i basa- quella occasione che vennero rialzate
menti, conservati presso i Musei Capi- sui plinti, agli angoli della costruzione,
tolini. Accanto alla Piramide è ancora le colonne che giacevano interrate. Fu
visibile parte di una pavimentazione a anche in tale occasione che si entrò
basolato: si tratta di quanto resta del- nella camera sepolcrale e furono de-
l’antica via Ostiensis, ortogonale al scritti in una accurata relazione al pon-
tracciato delle mura. A partire dal Me- tefice gli affreschi, già allora poco con-
dioevo la piramide venne ricordata servati, della cella sepolcrale. Copie di
con l’epiteto di meta Remi, in contrap- queste pitture, realizzate nel XVIII seco-
posizione con la meta Romuli, nome lo, si trovano nel summenzionato Mu-
che veniva dato a un’altra piramide, seo della via Ostiense.

10.
Passeggiando,
T
ornati su via parte superiore, con
Marmorata, rafforzamenti a in-
prendiamo a passeggiando... tervalli regolari, a so-
sinistra per via Caio miglianza delle vicine
Cestio e ci dirigiamo ver- mura aureliane, cinge il
so l’ingresso al Cimitero acattolico cimitero e si interrompe in corri-
per stranieri, tradizionalmente co- spondenza del cancello. Il portale,
nosciuto come Cimitero degli Ingle- in stile neo-gotico, si apre entro una
si. Un alto muro chiuso inferior- muratura in peperino, la cui som-
mente e aperto a intervalli nella mità è a somiglianza di una torre
merlata. Sopra è la scritta: RESURREC-
TURIS. È possibile accedervi pagan-
do il biglietto d’ingresso. Le origini
di questo cimitero risalgono agli ini-
zi del Settecento, allorquando gli
stranieri residenti a Roma acquista-
rono un terreno presso il sepolcro
di Caio Cestio per dare sepoltura ai
defunti appartenenti a confessioni
diverse dalla cattolica che, al tempo,
non potevano essere sepolti entro le
mura della città. La sepoltura più
antica rinvenuta durante i lavori di
scavo intorno alla piramide nel
1928 risale al 1738, come si legge
sulla pietra tombale, che ricorda un
giovane studente di Oxford morto a
32 Il portale di accesso al Cimitero acattolico soli venticinque anni. Questa tomba
Il colle della poesia
amico fraterno, che vegliò gli ultimi
La tomba di
Percy Bysshe Shelley giorni di vita del giovane poeta. Qui
è anche sepolto, in un diverso setto-
re, il figlio di Goethe, morto a qua-
rant’anni nel 1830 e la cui tomba si
trova in corrispondenza della pe-
nultima torre, chiusa da una recin-
zione in ferro e ornata dal ritratto
scolpito da Thorvaldsen. Quindi è
apparteneva alla parte più antica la tomba della scrittrice Malwida
del cimitero, che fino al 1824 rimase von Meysenburg, amica di Mazzini,
privo di recinzione, poiché questa Wagner e Nietzsche. Andando verso
avrebbe impedito la vista della Pira- l’ultima torre vediamo la tomba di
mide. Fu durante il papato di Leone un altro grande poeta inglese, Percy
XII che si permise la costruzione di Bysshe Shelley, che morì in un nau-
un fossato per proteggere il cimite- fragio a La Spezia l’8 luglio 1822.
ro dalle profanazioni. La concessio- Nella stessa cavità della torre è an-
ne di una parte di terreno recintato che la lapide che indica la sepoltura
a fianco della Piramide Cestia e del- dell’amico di Shelley, E.J. Trelawny.
le mura fu ufficialmente ratificata È da notare quindi la tomba di Jef-
dal cardinal Consalvi, allora segreta- ferson Page, ornata dalla scultura di
rio di Stato, nel 1821, ma si dovette Ximenes (1899), e quella del figlio-
attendere il 1870 perché fosse rea- letto del poeta Shelley, morto nel
lizzato il muro di recinzione. Le ese- 1819 all’età di tre anni. Percorren-
quie si svolgevano quasi sempre not- do il viale che costeggia le mura ver-
tetempo, con il pretesto che la vista so la cappella vediamo anche la
di apparati rituali diversi da quelli tomba del famoso pittore della
cattolici avrebbe potuto destare l’ira Campagna Romana E. Coleman e
del popolino. Numerose sono le la- dietro alla sua tomba
pidi che ricordano quelle di tre aviato-
illustri personaggi ri inglesi segnate
del mondo lettera- da croci fatte ad
rio che vissero a elica. Qui sono se-
Roma e furono se- polti anche Anto-
polti in questo ci- nio Labriola e An-
mitero. Fra questi tonio Gramsci.
ricordiamo il poe- Usciti dal cimitero
ta John Keats, degli Inglesi ri-
morto a Roma in prendiamo a sini-
giovane età, nel stra il percorso si-
1821, dopo una no in fondo a via
permanenza nella Caio Cestio. Attra-
città di soli quattro versiamo quindi
mesi. Vicino a que- via Nicola Zabaglia
sta tomba c’è quel- per portarci nell’a-
la del pittore Jo- rea di monte Te-
seph Severn, suo La tomba di John Keats staccio. 33
4° Itinerario

11. Monte Testaccio

P
iù che di un vero e proprio mon- dro IV. Fino al pontificato di papa Pao-
te, si tratta in realtà di una collina lo II Barbo (1464-71), vi si correva un
artificiale, che nel pianoro più al- palio carnevalesco (Mons de Palio), fi-
to misura circa 49 metri di altezza e no a quando questo non venne spo-
circa 45 in quello inferiore; il suo peri- stato sulla via del Corso, divenendo la
metro è molto irregolare e va da circa famosa Corsa dei Barberi. L’area con-
250 metri per i lati più lunghi (quelli a tinuò, comunque, ad essere teatro di
est e ovest) a 180 metri per quello a altri spettacoli, che radunavano un
nord. La superficie complessiva è di gran numero di persone. Sul monte
22.000 mq. Il monte si è formato inte- Testaccio, durante le celebrazioni del-
ramente con i frammenti delle anfore la Settimana Santa, avveniva la con-
(testae) che venivano svuotate duran- clusione della “Rappresentazione”,
te le operazioni di scarico delle merci che aveva inizio nel vicino Foro Boa-
nel vicino Emporium e che si sono ac- rio, si dirigeva alla Casa dei Crescenzi,
cumulati qui per un periodo che va detta “casa di Pilato”, seguiva il per-
dal I alla metà del III secolo d.C. I fram- corso sulla via Dolorosa, passando da-
menti appartengono, in gran parte, vanti alla chiesa di S. Maria in Cosme-
ad anfore olearie della Betica, l’odier- din e si dirigeva al monte Testaccio
na Andalusia, grandi anfore cioè del- dopo avere oltrepassato l’Arco di S.
l’altezza di circa 75 cm e di circa 55 Lazzaro. Sul colle si rappresentava la
cm di diametro. Le anfore vuote, che crocifissione e la sepoltura di Gesù; a
a quanto pare venivano utilizzate per ricordo di questa antica usanza, una
un unico trasporto, erano caricate su croce è ancor oggi visibile in cima al
carri che salivano mediante sentieri e monte. Agli inizi del Seicento gli arti-
rampe sul grande cumulo. Molti di glieri di Castel S. Angelo scelsero la
questi frammenti recano i timbri di zona come luogo per le loro esercita-
fabbricazione impressi sulle anse, al- zioni: la postazione di tiro era situata
tre invece conservano i cosiddetti Ti- vicino alla Piramide Cestia, mentre il
tuli picti, che erano vergati con cala- bersaglio veniva sistemato sulla colli-
mo o pennello, con atramentum nero netta.
o con minio rosso, e riportano la data Durante il Seicento il monte Testaccio
consolare, la tipologia del contenuto, finì per divenire una sorta di frigorife-
il nome dell’esportatore, talvolta la ro cittadino e, su regolare concessio-
destinazione. In un’iscrizione dell’VIII ne da parte degli amministratori citta-
secolo, che è collocata nel portico del- dini ai privati, vennero scavate alla ba-
la chiesa di S. Maria in Cosmedin, se del monte delle cantine, le cosid-
compare per la prima volta il toponi- dette “grotte” per la conservazione
mo “Testaccio”. Nel 1256 si ha noti- del vino. Queste grotte erano dispo-
zia di “ludi testacei”, che si tenevano ste lungo tutto il perimetro del colle e
34 qui nella seconda metà del Duecento, la pianta del Nolli mostra come, già
durante il pontificato di papa Alessan- nel 1748, la situazione fosse simile a
Il colle della poesia

Particolare di Monte Testaccio

quella attuale. Sembra che la prima Un altro mutamento il monte Testac-


grotta per il deposito di botti sia stata cio lo subì negli anni 1938-42, allor-
scavata nel 1667. Seguirono le aper- quando si cominciò lo scavo del Cir-
ture di numerose altre grotte, ideali co Massimo. Si pensò infatti in quella
per la conservazione del vino perché occasione di accumulare la terra di ri-
assicurano una costante temperatura porto sulla collinetta, con il risultato
di 7-10 gradi lungo tutto l’arco del- che oggi vediamo i lati ovest e sud ri-
l’anno. La concessione era vincolata coperti di vegetazione. È degli anni
pro conservatione vini et non aliud fi- Trenta del Novecento un progetto di
nem, anche se faceva eccezione la sistemazione a verde della zona con
grotta al n. 16 di via di Monte Testac- viali alberati e l’inserimento della
cio, utilizzata per la conservazione di Fontana del Boccale, che possiamo
salumi. Alla realizzazione delle grotte ancora vedere in via Zabaglia. Dopo
fecero seguito le costruzioni di “tinel- il 1942 vennero sistemate anche le
li” per la degustazione del vino a cui, grotte, con eliminazione di gran par-
in molti casi, si aggiunsero edifici te degli edifici che vi erano cresciuti 35
esterni. attorno.
4° Itinerario
12.
Passeggiando,
D
a via Zaba- pontificio contribuì
glia si pren- alla realizzazione di
da a sinistra passeggiando... un complesso note-
via Galvani in fondo al- volissimo, soprattutto
la quale è piazza Giusti- nella creazione dei servizi
niani. Sulla piazza, lungo il lato occi- relativi al suo funzionamento, for-
dentale di monte Testaccio, s’erge mato da una serie di edifici perime-
l’edificio dell’ex Mattatoio, che oc- trali che racchiudono vaste aree do-
cupa una superficie di quasi dieci et- ve avveniva la vendita del bestiame,
tari coperti per gli ambienti destina- la macellazione e tutti i processi del-
ti alla macellazione e una lunghezza la lavorazione e conservazione della
di circa 506 metri sulla fronte, che si carne. In corrispondenza del forni-
affaccia sulla piazza. Quando la ce che costituisce l’ingresso princi-
nuova amministrazione italiana de- pale, su piazza Giustiniani, è un atti-
cise di sostituire il vecchio mattatoio co ornato da un gruppo raffiguran-
pontificio, situato nella zona com- te un genio alato che, afferrato un
presa fra il Tevere e Porta Flaminia, toro per le corna, lo sta per atterra-
si scelse la zona del monte Testaccio re. All’interno di questo vasto recin-
che, nei primi progetti, doveva esse- to era ospitato il Foro Boario, in cui
re interessata dallo sviluppo di un’a- avveniva il mercato del bestiame,
rea industriale, accanto al fiume e che aveva un proprio ingresso su via-
alla linea ferroviaria Roma-Civita- le di Campo Boario, analogo a quel-
vecchia, allora in costruzione. Il di- lo su piazza Giustiniani e con la vici-
segno del complesso fu affidato nel na casa del custode. Tra il 1912 e il
1888 all’architetto Gioacchino Er- 1918 venne impiantato l’edificio dei
soch, autore di una ristrutturazione frigoriferi sul fianco del mattatoio,
del precedente mattatoio pontifi- nell’area compresa fra via B. Frank-
cio, e i lavori procedettero con lin e via Volpicelli. La struttura, su
estrema rapidità, tanto che ai primi due piani, ha circa dieci metri di al-
mesi del 1891 l’impianto cominciò tezza da un lato mentre da un altro
ad essere utilizzato. L’esperienza ac- ha un piano soltanto. Questo mo-
quisita dal progettista nella ristrut- derno complesso, che era illumina-
turazione del precedente mattatoio to da lampade a gas e che era uno
dei più moder-
L’edificio dell’ex Mattatoio ni in Italia e in
Europa, restò
in funzione fi-
no al 1975.
L’area è desti-
nata ad acco-
gliere le nuove
strutture della
facoltà di Archi-
tettura, dell’Ac-
cademia di Bel-
36 le Arti e del
Il colle della poesia
DAMS dell’Università di Roma Tre. La banchina, che era larga 90 metri
Da piazza Giustiniani si prenda a de- e scendeva al fiume con una doppia
stra per via Franklin e poi a sinistra rampa di gradinate, finì per esten-
via Manuzio, sino a raggiungere il dersi per circa 500 metri, dall’odier-
lungotevere Testaccio. Dirigendosi na via Torricelli a via Rubattino, ri-
a destra verso il Ponte Sublicio e af- coperta da un lastricato in pietra.
facciandosi dal parapetto verso il Sul margine del fiume erano fissati
fiume, sono visibili alcuni resti delle blocchi di travertino muniti di fori,
grandiose strutture portuali della attraverso i quali venivano passate le
Roma imperiale. Agli inizi del II se- gomene per ancorare i battelli e le
colo a.C. l’asse commerciale della chiatte trainate dai buoi sulla via
città venne trasferito dall’antico sca- Caudicaria, la strada alzaia che univa
lo fluviale arcaico, situato dove ora Roma con Ostia lungo il corso del
sorge il complesso dell’Anagrafe di fiume. Il nuovo bacino artificiale co-
via Petroselli, presso una nuova e struito da Traiano presso la città di
più ampia area portuale appena Porto, nelle vicinanze dell’odierno
fuori della Porta Trigemina, la porta centro di Fiumicino, comportò lo
situata tra le pendici dell’Aventino e sviluppo dei collegamenti lungo la
il Tevere. Questa nuova area mer- via Portuense. Favorita da Costanti-
cantile venne battezzata con il no- no nel IV secolo, Porto finì per dive-
me di origine greca Emporium e fu nire il principale centro ammini-
corredata con l’imponente costru- strativo dei commerci finendo per
zione della Porticus Aemilia, che con privilegiare il traffico sulla riva de-
i suoi quasi 500 metri di lunghezza e stra del fiume a discapito di quello
60 metri di larghezza era il più vasto che fino a quel momento si era svol-
mercato coperto costruito dai Ro- to a ridosso della via Ostiense. I resti
mani. La struttura, iniziata nel 193 delle strutture murarie, visibili oggi
a.C. dai censori L. Emilio Lepido e sporgendoci dalla spalletta del lun-
L. Emilio Paolo e completata nel gotevere Testaccio, vennero in par-
174 dai censori Q. Fulvio Flacco e A. te in luce in occasione della costru-
Postumio Albino, era collegata con zione dei muraglioni del Tevere. Si
la via Ostiense e il porto di Ostia e ri- tratta di una serie di ambienti di cir-
mase funzionale all’attività allo sca- ca quattro metri di altezza, costruiti
lo commerciale per circa 240 anni. in opera mista con copertura a volta
Il complesso, parallelo alla riva del che dovevano costituire il corpo più
Tevere, aveva la facciata formata da avanzato dell’Emporium. Su questa
una fila di pilastri in opera quadrata sorta di criptoportico correva un la-
di tufo ed era costituito da sette stricato in travertino che costituiva
grandi navate longitudinali, che di- la banchina adibita al carico e allo
gradavano verso il fiume, e da cin- scarico delle merci. Questa struttu-
quanta navate trasversali, con pavi- ra, che rimase in uso fino al VII seco-
mentazione in terra battuta. Ne ri- lo d.C., fu in seguito abbandonata e
mangono alcuni resti tra via Rubat- su di essa si sviluppò un’area cimite-
tino, via Branca, via Florio e via riale. Alla base del complesso sono
Franklin, inseriti tra i palazzi e nel stati rinvenuti numerosi blocchi di
giardino della scuola C. Cattaneo. marmo con marchi in piombo risa- 37
4° Itinerario

I resti dell’Emporium in via Rubattino

lenti al I secolo d.C., forse sistemati a dado in blocchi di tufo con corni-
per proteggere le strutture dalle ce in travertino e iscrizione dedica-
piene del Tevere: la loro presenza toria fiancheggiata da fasci littori.
ha dato origine alla denominazione Gli Horrea Lolliana furono invece
di “ripa marmorata” poi passata alla costruiti probabilmente nel 71 a.C.
via che collega Porta S. Paolo con la da M. Lollius Palicanus; alla morte
riva del fiume. di Lollia Paolina, seconda consorte
In quella che anticamente era la re- dell’imperatore Caligola, tutti i be-
gio XIII, Aventinus, presso lo scalo flu- ni della nobildonna, compresi i ma-
viale, è inoltre ricordata la presenza gazzini, furono confiscati da Clau-
di ben trenta horrea, parola che sta a dio e passarono sotto l’amministra-
significare magazzino, luogo di de- zione imperiale. Questo grande
posito. La presenza di magazzini complesso, di cui non restano trac-
privati presso il porto risale al tem- ce visibili, era situato nella zona sul-
po della seconda guerra punica. l’attuale area dell’ex Mattatoio; at-
Fra i più vasti e importanti ricordia- traversato da strade che lo divideva-
mo gli Horrea Lolliana e gli Horrea no in varie zone, esso era dotato di
Galbana. Di questi ultimi, costruiti tabernae e attrezzato con un molo
proprio dietro il complesso della fluviale per il carico e lo scarico del-
Porticus Aemilia, e che rimasero di le merci. Alle pendici dell’Aventino
proprietà privata fino all’epoca del- era probabilmente il sito di un altro
l’imperatore Galba, sono stati rin- complesso di horrea privati, quelli
venuti resti costituiti da ambienti Aniciana o Anicetiana, mentre a ove-
dall’impianto regolare affacciati su st della Porticus Aemilia si trovavano
tre grandi cortili e corredati dai co- gli Horrea Seiana, che entrarono a
siddetti ergastula, cioè abitazioni far parte del demanio imperiale
per il personale responsabile dello sotto il principato di Traiano. I resti
stoccaggio delle merci. Presso i ma- della Porticus Aemilia e dell’Empo-
gazzini era situata la tomba di Ser- rium sono visitabili inoltrando ri-
gio Sulpicio Galba, scoperta nel chiesta alla Soprintendenza Ar-
38 1885 in via G. Branca: una struttura cheologica di Roma.
Come arrivare a…

Via del Circo Massimo:


3 - 60 - 75 - 81 - 118 - 122 - 160 - 175 -
271 - 628 - 673 - 715 - Metro B

Piazza Albania:
3 - 60 - 75 - 118 - 175 - 271 - 673 - 715

Piazza di Porta S. Paolo (Piramide):


3 - 23 - 30 - 60 - 75 - 95 - 118 - 130 - 175
- 271 - 280 - 715 - 716 - 719 - 769 - Me-
tro B - Ferrovia Roma Lido

Legenda:
I numeri in neretto indicano i capolinea (es. 70)
quelli sottolineati indicano i tram (es. 3)
quelli in verde le linee solo feriali (es. 30)
quelli in rosso le linee solo festive (es. 130)
Comune di Roma
Turismo
Via Leopardi 24
00185 Roma

Punti Informazione Turistica


Tutti i giorni ore 9.30-19.30
• Castel Sant’Angelo - Piazza Pia
• Santa Maria Maggiore - Via dell’Olmata
• Piazza Sonnino
• Via Nazionale - altezza Palazzo delle Esposizioni
• Piazza Cinque Lune
• Via Minghetti
• Visitor Centre - Via dei Fori Imperiali | Tutti i giorni ore 9.30-18.30

• Fiumicino Aeroporto Leonardo Da Vinci


Arrivi Internazionali - Terminal C | Tutti i giorni ore 9.00-19.00
• Stazione Termini - Via Giolitti, 34
Interno Edificio F / Binario 34 | Tutti i giorni ore 8.00-21.00
• Aeroporto “G.B. Pastine” di Roma (Ciampino)
• Lungomare P. Toscanelli - Piazza A. Marzio (Ostia Lido)

Call Center Ufficio Turismo tel. +39 06 06 06 08

Centralino Comune di Roma tel. +39 06 06 06

www.comune.roma.it