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A P R.

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N. 8 3 6
louisvuitton.com
S O M M A R I O

Aprile 2020
Far Away So Close

20 22 24 26
Editor’s Letter Photo Vogue Questa Non È Una Controcanto
E M A N U E L E G I OVA N N I Fotografia Di Moda A N G E L O
FA R N E T I M O N TA N A R O V I N C E A L E T T I F L AC C AV E N T O

47 48 50 53 54 59
Far Away So Close La Nostra Il Prezzo Da Pagare Consumismo, A Brand New World Questo Non È (Solo)
Battaglia Game Over? Un Giornale Di Moda

62 64 66 68 70
Avrò Abbracci Senza Sogni Mai La Nostalgia Facciamo Rumore La Vita
Per Tutti Laser È Un’Isola

72 76 77 78 79 80
Mai Così Vicini Tutto Si Trasforma A Che Gioco Giochiamo La Grande Vittoria Il Futuro È Adesso Sapremo Rialzarci

81 82 84 86 88
Oltre La Bufera Salviamo Sognando Passato L’Estate Che Ci Aspetta
Le Idee Fresche Abiti Elettrici Presente
S O M M A R I O
(continued)

92 102 104 106 108


Voi, Noi, Il Sistema Migliore C’è Un Tempo Sentirsi Connessi Il Tesoro Ritrovato
Insieme Per Cucire

110 111 112


Un Progetto Ripensare A Riveder Le Stelle
A Lungo Termine Il Pianeta

120 123
E Se Domani Nessuno È Imperfetto

127
Far Away So Close

188 192 196 200


Il Vestito E La Rivoluzione Una Notte A Capri Una Sirena A Manhattan Il Body Del Reato
S A M J. C H R I S T O P H E R L I L A A Z A M C H I A R A
M I L L E R B O L L E N Z A N GA N E H M O S C A R D E L L I

204 207 208


Enigmistica Oroscopo One Last Thing

Aprile 2020
Vogue Italia No. 836 Aprile, 2020
Milano, Italia

Bianco

Io non so se, come dicono alcuni, la ragion d’essere di Vogue è quella di intrattenere,
di regalare qualche ora di evasione a chi lo sfoglia.
So, come si legge a pagina 59, che questo giornale nella sua storia ultracentenaria
ha attraversato guerre, crisi, atti di terrorismo. E la sua tradizione più nobile (ne è
forse l’esempio più lucente Audrey Withers, che ne ha diretto l’edizione inglese sotto
le bombe naziste) è quella di non voltarsi dall’altra parte. Perché, come diceva proprio
Withers, restare inermi vuol dire farsi andare bene lo status quo.

Poco meno di due settimane fa stavamo mandando in stampa un numero pianificato


da tempo e che vedeva coinvolto in un progetto gemello anche l’Uomo Vogue.
Ma parlare d’altro, mentre le persone muoiono, medici e infermieri mettono a rischio
la propria vita e il mondo sta cambiando per sempre, non è la storia di Vogue Italia.
Così abbiamo accantonato il progetto e ricominciato da capo, con in mente di fare
tre cose.

La prima: iniziare a guardare oltre il temporale per provare a immaginare


una mappa del mondo che ci aspetta, ospitando punti di vista qualificati e senza
indulgere nell’autocommiserazione (c’è e ci sarà troppo lavoro da fare per perdere
tempo a rimpiangere il passato).
La seconda, chiamare a raccolta la nostra comunità. Oltre quaranta artisti, in giro
per il mondo e in pieno lockdown, si sono messi a disposizione per realizzare a casa
propria quella che a tutti gli effetti è la prima fotografia che un giornale di moda
pubblica del mondo nuovo – tutti lontani, nessuno da solo.
La terza e forse la più difficile: decidere di mandare in stampa, per la prima volta
nella nostra storia, una copertina completamente bianca. Non perché mancassero
le immagini, appunto, tutt’altro. Ma perché il bianco è tante cose assieme.

Il bianco è innanzitutto rispetto.


Il bianco è rinascita, è la luce dopo il buio, la somma di tutti i colori.
Il bianco è le divise di chi ci ha salvato la vita, mettendo a rischio la propria.
È tempo e spazio per pensare. Anche per rimanere in silenzio (perché se tutti
facessimo un po’ più di silenzio, chissà quante cose potremmo sentire, dicevano
le ultime righe di un bel libro uscito qualche anno fa).
Il bianco è per chi questo spazio e questo tempo vuoto lo sta riempiendo di idee,
pensieri, racconti, versi, musica, attenzioni per gli altri.
Il bianco è come quando, dopo la crisi del ’29, gli abiti si fecero candidi – un colore
scelto per esprimere purezza nel presente, e speranza nel futuro.
Bianche sono le notti di chi ha lavorato a questo numero, da questo e l’altro lato
dell’oceano, in condizioni complicate. A ciascuno di loro va la mia gratitudine.
Soprattutto: il bianco non è resa, piuttosto è una pagina tutta da scrivere,
il frontespizio di una nuova storia che sta per cominciare.

di Emanuele Farneti

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Il Rifesso Sul Vetro

In casa, in solitudine, il mondo fuori. Per cominciare davvero a vedersi.


Un racconto ispirato a questi tempi, e allo scatto di Imogen Freeland.

di G I O V A N N I M O N TA N A R O

Sono giorni che non esco di casa. All’inizio, stavo vesti- lulite, i capelli rossi che non riesco mai a pettinare. Non
ta, persino mi truccavo qualche volta. Presto però ho co- mi sono mai sentita così bella, come se stessi tutta qui,
minciato a togliermi le cose di dosso, come se non mi dentro il mio corpo, e invece per tutta la vita mi fossi un
servissero più, tanto nessuno doveva vedermi, nessuno po’ distratta, a cercar cose, a perdere tempo, a trascurar-
veniva a trovarmi. La casa è calda, mi trascino nel let- mi. Nessuno mi doveva vedere perché cominciassi a ve-
to, dormo, leggo, penso; se mi metto sul divano, mi av- dermi io. Sono contenta di essere una femmina, non mi
volgo in una coperta. Telefono, chatto, trovo articoli inte- piacerebbe per niente essere un maschio. Mi avvicino al-
ressanti che non mi aspettavo. Mi spavento, poi mi passa. la finestra, gli alberi sono ancora spogli, non piove mai
Ogni tanto guardo fuori dalla finestra. Il mondo mi man- quest’inverno. La luce però è forte. Provo a socchiude-
ca, ma non esco lo stesso. Per le strade non c’è nessuno, e re il vetro, sento che da fuori passa un po’ di calore. Mi
così posso stare nuda anche alla finestra, nessuno mi ve- sporgo fuori, non mi ero mai affacciata così, senza nien-
de, nessuno si ferma. È sul vetro della finestra che mi so- te indosso, c’è un signore lontano, che cammina, forse mi
no vista tutta riflessa, tutto il corpo, come in bagno non sta guardando, non mi importa, sta andando in un’al-
mi riesce. Mi sono vista bella. Senza trucco, senza vestiti; tra direzione. Fuori è caldo, la primavera sta davvero per
con quei seni che avrei voluto più grandi, quel po’ di cel- arrivare. ________________________________________

selezione a cura di A L E S S I A G L AV I A N O

Imogen Freeland, “Cressida in Morning Light”, dalla serie “The Modern Crisis of the Self, 2012”. Inglese, 32 anni, Imogen Freeland è iscritta
a PhotoVogue, la piattaforma fotografica di Vogue.it curata dai photo editor di Vogue Italia che dall’aprile del 2011 è aperta a tutti i generi,
dal reportage allo still life, dalla moda all’architettura, e che conta oggi oltre 183mila fotografi provenienti da ogni parte del mondo.

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peserico.com

FIRENZE FORTE DEI MARMI MILANO ROMA S.MARGHERITA LIGURE TORINO VERONA
Questa Non È Una Fotografia Di Moda
Quello di Stephen Shore è uno sguardo apparentemente casuale, mai superficiale.
Lo dimostra questo ritratto, che mette a fuoco un momento felice nella vita dell’artista.

di V I N C E A L E T T I

“[Untitled], 1979”, di Stephen Shore. Dalla serie “Transparencies 1971-1979”, © Stephen Shore. Courtesy 303 Gallery, New York.

Anche se alcune delle primissime fotografie di to, un linguaggio che affondasse le sue radi- Perfino in questi primi lavori, Shore guarda con
Stephen Shore, scattate nella sua tarda adole- ci in Walker Evans, nelle cartoline postali e nel- inconsueta chiarezza, ma raramente da un punto
scenza, tra il 1965 e il 1967, erano di Andy, Edie, le istantanee amatoriali. Shore, che nel 1971 di vista prevedibile. Le sue immagini danno spes-
Gerard, Nico e Lou Reed alla Factory di Warhol, aveva realizzato una serie di cartoline a colori so la sensazione di essere curiosamente “off” – un
il suo soggetto abituale non sono le persone. Sho- impossibili da distinguere da quelle che si po- po’ sbilenche, o inquadrate in modo strano. Non
re è infatti conosciuto soprattutto per le immagini trebbero trovare nell’espositore di un drugsto- hanno nulla di superfluo, eppure viene da chieder-
a colori di luoghi e oggetti tipicamente america- re, è un ottimo esempio di questo approccio. si: cosa stava guardando esattamente? Nel ritrat-
ni: incroci stradali, cittadine di provincia, tavo- L’immagine qui sopra è tratta da un nuovo libro, to qui sopra, invece, il dubbio non sorge affatto.
le calde, una colazione apparecchiata sul tavolo. di raffinata fattura, delle sue prime fotografie, Se in molte delle sue street view Shore sembra
Il suo lavoro è stato incluso, insieme a quello di Transparencies: Small Camera Works 1971-1979, stare quasi troppo lontano, qui è quasi fastidio-
Robert Adams, Nicholas Nixon e Lewis Baltz, in pubblicato da Mack. I contenuti non sono esclu- samente vicino. Ma il modo in cui il suo sog-
New Topographics: Photographs of a Man-Altered sivamente americani, ma in qualsiasi posto del getto lo guarda, con la camicetta aperta e i ca-
Landscape, la memorabile mostra del 1975 che mondo si trovi Shore è comunque fortemente at- pelli naturalmente spettinati, è senz’altro più
ha introdotto un modo apparentemente ingenuo, tratto dal quotidiano e dal banale: parcheggi, can- amichevole che sospettoso. Forse perché quan-
del tutto sottovalutato fino a quel momento, di tieri, vetrine di negozi, segnali stradali, scrivanie, do la fotografia è stata scattata, nel 1979, lui e
raffigurare il mondo in cui vivevano gli americani. una cabina telefonica, un televisore, un funerale. Ginger (il nome è citato nei ringraziamenti) vi-
T R A D U Z I O N E D I A L I C E G UA R E S C H I .

Il vocabolario visivo di grandiosità e splendo- Nel saggio conclusivo del libro, Britt Salvesen si vevano già insieme e si sarebbero sposati l’an-
re che Ansel Adams e Edward Weston avevano concentra sulla componente colloquiale del lavo- no dopo. Nel 2020 festeggiano il loro quaran-
ideato per le loro vedute del paesaggio occiden- ro di Shore, un approccio spesso descritto come tesimo anniversario di matrimonio, e Shore
tale non poteva essere applicato ai centri com- “neutro” – diretto, persino brusco, ma mai super- in un certo senso aveva già previsto questa fe-
merciali e alle case a schiera scelti da questi gio- ficiale. «Se elimini quante più convenzioni foto- lice ricorrenza quando, nell’ultima pagina di
vani fotografi come soggetto delle loro immagini. grafiche possibili», ha affermato Shore, «quello Transparencies, annota: «La nostra relazio-
Era necessario un linguaggio nuovo, più diret- che ti rimane sei tu stesso e il modo in cui guardi». ne è stata la più significativa della mia vita». _

Vince Aletti è critico fotografico e curatore. Vive e lavora a New York dal 1967. Collaboratore di “Aperture”, “Artforum”, “Apartamento” e “Photograph”, è stato co-autore
di “Avedon Fashion 1944-2000”, edito da Harry N. Abrams nel 2009, e ha firmato “Issues: A History of Photography in Fashion Magazines”, pubblicato da Phaidon.

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Controcanto

di A N G E L O F L AC C AV E N T O

Necessario È Il Superfluo

Ogni evento cambia la lingua e i pensieri. Social distancing sarà


il lascito, non solo lessicale, di questa pandemia. È la distanza
di sicurezza, un po’ come in auto, con qualcosa di più: il terrore.
Ne va della vita. Il distanziamento da social network, riflesso di
una alienazione ormai di vecchia data, non c’entra proprio, o
c’entra in parte. Il risultato di tutto quel che sta succedendo
potrebbe essere un nuovo ordine supremo di rapporti sterilizza-
ti, germ-free, sottovuoto e digitalizzati, oppure una riscoperta
del vero e dell’umano, dal fatto a mano alla stretta di mano – a
patto poi di lavare palmo e falangi con il sapone, per un tempo
congruo. Per ora non è dato sapere; crogioliamoci nel dubbio.

Intanto – vergo queste righe in data 22 marzo, nel pieno del


lockdown – sono le più normali occasioni di socialità fisica ad
atterrire, e questo ha un effetto devastante su percezioni e pro-
iezioni, non ultimo estetiche. Privandoci della possibilità di in-
teragire in uno spazio fisico reale, negando volume al nostro
corpo e ai nostri gesti, obliterando ogni scambio effettivo che
sia anche solo uno sguardo di sguincio, da dietro, a una silhouet-
te che si allontana, il virus ci ha reso solisti, ottusi e illetterati.
Annoiati a morte, incapaci di stare con noi stessi e trarre bene-
ficio dall’otium coatto, trasmettiamo gran cazzate, con un mez-
zo per nulla narrativo, web celebrities del piffero di una tv mal-
destra e casalinga che comu veni si cunta (come viene viene). E
non importano i tutorial su come conciarsi per il colloquio su
Skype o il meeting su Zoom, siamo tornati all’età della pietra.
La domesticità forzata cui aderiamo per inderogabili e sacro-
santi motivi di salute pubblica con la moda, infatti, cozza di
brutto. Ha riportato al grado zero, che è coprirsi. Ma vestirsi,
inteso come gesto insieme spontaneo e calcolato di rappresenta-
zione di sé, è ben altra cosa: abbisogna di un pubblico e di
svariati antagonisti o perde efficacia. Siamo animali sociali: la
nostra identità si definisce nel rapporto con gli altri, e trova nel
vestimento il più rapido ed efficace mezzo di comunicazione. Il
vestito dice, spesso più del necessario, ma implora uno sguardo
e uno spazio reali. Star chiusi tra le mura di casa ne è la neme-
si e l’antitesi. La temperie fosca ci richiama con secco morali-
smo all’essenziale: un quadro di mera sopravvivenza nel quale
la moda è relegata a ultima delle preoccupazioni, frivolezza
delle frivolezze.

Eppure, sono proprio il superfluo e le frivolezze ad arginare


l’abbrutimento; aiutano, consolano, confortano. Una volta usci-
ti, c’è da impegnarsi perché la frivolezza esploda quanto prima,
perché non sia il pentimento medievale a bloccarci ma un nuo-
vo modo radicale di essere a imporsi. Di essere, non di consu-
mare; di vivere, non di sopravvivere. Riscoprendo la bellezza
nell’autenticità del gesto creativo, la liberazione nell’espressio-
ne disinteressata di fantasia. I momenti bui sono terreno fertile
per creare senza remore. Ne nascerà una nuova lingua vesti-
mentaria, magari, fatta di segni che parlino anche a distanza di
sicurezza, che ci connettano e colleghino come umani e non
macchine consumanti. L’estetico è un laboratorio inesauribile,
Nel disegno in alto, figure in libertà, libere creazioni uscite anch’esse in questo senso. Illuminiamolo. ___________________________
dalla penna dell’autore di questo articolo.

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A

B
Quality is our Business Plan

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Per questo abbiamo Vogue, il mensile più autorevole e Vanity Fair, il settimanale leader in Italia.
Per questo siamo l’editore italiano più seguito sui social. Per questo ogni mese raggiungiamo 16 milioni di donne.
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A N TON ELL A A I R AGH I Abbiamo il tempo di pensare alle esperienze vissute e alle nostre radici;
D AV I D E B U S S I ritroviamo il punto da cui siamo partiti per essere ciò che siamo. Redazione
Io, nel mio personale percorso, ritrovo Vogue Italia. Un magazine che mi 20123 MILANO
Piazzale Cadorna 5 - Tel. 0285611
ha seguito fin dall’inizio e che nel mondo della moda ha sempre rappresentato
un punto di riferimento, una voce autorevole che sostiene la creatività
e il made in Italy con originalità, profondità e convinzione. Le mie radici
e le radici di Vogue si intrecciano e tutto questo fa parte
della storia della moda italiana, che mai come oggi
dobbiamo preservare e far evolvere”.
G I O R G I O A R M A N I
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FA R AWAY S O C L O S E

FA R AWAY S O C L O S E
È possibile, nel mezzo della bufera, provare a immaginare che
cosa ci aspetta, dopo? Di certo il mondo, e la moda con esso,
non torneranno più quelli di prima. Ma, in mezzo a tutto questo
dolore, un nuovo panorama sta prendendo forma, fatto di nuove
vicinanze. Nelle prossime pagine proviamo a tracciarne

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una prima mappa con alcune delle più rilevanti voci del settore.
PAG.4 8 FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E

La Nostra
Battaglia
Per orientarsi nel mondo
post-Covid, il pensiero
del filosofo Martin Hägglund
è utile quanto quel circolino rosso
che, nelle mappe all’ingresso
di un giardino sconosciuto,
indica: voi siete qui.

di M I C H E L E N E R I

È stato il più grande colpo di frusta psichico


dall’ultima guerra mondiale. Dopo settimane
d’isolamento sociale, confinati in uno spazio
limitato e costretti a relazioni contingentate
e senza sapere quando questi limiti saranno
tolti, è come se un grande elastico tirato al
massimo fosse tornato indietro da una di-
stanza infinita, togliendoci i riferimenti. Se
negli ultimi decenni la legge economica e tec-
nologica ci aveva spinto oltre i confini del qui
e dell’ora, nelle timeline parallele dei social,
dentro sogni narcisistici di una vita estesa
artificialmente e dove la globalizzazione toc-
cava ogni aspetto, rimpicciolendo il pianeta,
il Covid-19 ha improvvisamente chiuso fuori
dalla porta quest’idea di illimitatezza. Siamo
costretti a fare i conti con la finitezza, con un
corpo fragile, dentro l’esigua rete famigliare,
per scoprire, ogni giorno di più, che soltanto
l’attenzione degli altri per noi e la nostra per
loro può salvarci. E che ciò che conta davvero
è che cosa facciamo del tempo nostro.

Sembra un passo indietro, un arretramento


dell’autonomia, ma c’è un saggio, This Life
(Pantheon), pubblicato qualche mese fa da
uno dei più importanti filosofi contempora-
nei, lo svedese Martin Hägglund – è docente
a Yale e membro della “Society of Fellows” di
Harvard –, che dimostra il contrario, e che ha
scatenato un dibattito critico ed elogi che non
si leggevano da anni. L’indipendenza, la di-
gnità della nostra esistenza derivano proprio

PAG.4 8 FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E


FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG.4 9

dalla finitezza della vita e dalla sua necessa- razionale ed egoistica da fare. Come si
ria incertezza, scrive Hägglund; è la fragilità potrebbero portare queste idee a un livel­
propria e di chi amiamo a dare il movente lo più alto di quello dei singoli individui?
e l’urgenza per fare della vita la “nostra”. La pandemia non ha fatto altro che rendere
Criticando eccessi della società capitalistica e dolorosamente chiaro un problema preesi-
ogni fede religiosa nell’eternità, mescolando stente. Da una parte, sosteniamo che solida-
il pensiero di Proust, Aristotele, Marx, Martin rietà e benessere collettivo siano i valori più
Luther King e Karl Ove Knausgard (l’auto- importanti. Dall’altra, viviamo in un sistema
re della monumentale autobiografia La mia economico, il capitalismo, in cui non è per-
battaglia), Hägglund ha scritto quattrocento messo trattare l’altro quasi fosse parte di noi,
pagine per rassicurarci, oltre che convincerci, anzi, l’economia ci costringe a considerarlo
di un fatto: i limiti dell’esistenza sono condi- alla stregua di un mezzo per produrre profit-
zione e premessa fondamentale della libertà, to. Per il capitalismo, conta che produciamo
e una vita privata della percezione del peri- e consumiamo, non che realizziamo la nostra
colo non ha senso di essere vissuta. Per im- umanità; il benessere non ha un valore eco-
maginare i cambiamenti profondi lasciati dal nomico. Già con la crisi climatica abbiamo

. Uno scatto di David Sims tratto da Vogue Italia, Novembre 2019.


Covid-19, la voce del filosofo è utile quan- visto le conseguenze di un’economia che pri-
to quel benvenuto circolino rosso che, nelle vilegia il profitto sul benessere. Con la pan-
mappe all’ingresso di un giardino immenso o demia, il bisogno di un cambio radicale è
sconosciuto, indica voi siete qui. ancora più visibile.
Se il virus è un effetto del capitalismo,
Come possiamo convivere con la perdita quale può essere la cura?
dell’illimitatezza? Come spiego nel libro, le domande esistenzia-
In This Life tento di mostrare come il nostro li non sono separate dall’organizzazione eco-
senso di finitezza sia il motore dell’interesse nomica della società. Siamo convinti di dare
per l’altro. Essere finiti significa soprattut- priorità al pianeta, all’ambiente e all’essere
to due cose: dipendere dall’altro e vivere in umano, ma questi valori contrastano con il
relazione con la morte, ed è intrinsecamente modo in cui ci guadagniamo la vita sotto il
legato al fatto che ciò che facciamo abbia un capitalismo. Se non integriamo i nostri valori
senso. Dobbiamo occuparci degli altri perché nella pratica quotidiana, resteremo incastrati
possiamo morire e dobbiamo combattere per nelle contraddizioni sociali che caratterizza-
ciò in cui crediamo perché soltanto grazie al no il presente. E ciò impedisce l’affermarsi
nostro sforzo costante può sopravvivere. E di una società in cui il conseguimento delle
preoccuparci di cosa sarà lasciato alle prossi- condizioni materiali si accompagni a un’esi-
A SINISTRA

me generazioni perché il futuro torna a essere stenza libera e nella quale la reciproca dipen-
incerto. denza tra noi sia riconosciuta.
Quale potrebbe essere l’effetto di aver Pensa che la natura invisibile, sopranna­
vissuto una pandemia? turale del virus si tradurrà in un ritorno
La pandemia rende la finitezza più palpa- alla fede?
bile ancora, ma deve ricordarci anche che In ogni crisi c’è la tentazione di cercare una
proprio l’interdipendenza e la vulnerabilità spiegazione “religiosa”: siamo stati puniti, la
sono condizioni alla base dell’esistenza. E redenzione divina potrà guarirci dai peccati,
può fare un’altra cosa, ricordarci qualcosa eccetera. This Life offre una prospettiva seco-
che in condizioni normali dimentichiamo, e lare che incoraggia a prenderci carico di que-
cioè che fragilità e interconnessione hanno sta vita condivisa e onorarla al massimo delle
bisogno di nuovi principi di giustizia sociale possibilità. Il che significa avere coscienza che
e di benessere materiale. Di colpo le doman- tutto dipende dalle nostre azioni, insieme agli
de fondamentali sulla riorganizzazione della altri e in un tempo limitato. Una prospettiva
società – come vivere e lavorare insieme – di- secolare permette di concentrarsi sulle prati-
ventano urgenti. che sociali – inclusa la risposta alla crisi crea-
Molti ritengono che la crisi stia insegnan­ ta dal virus – con scelte di cui noi siamo re-
do che la solidarietà è nell’interesse co­ sponsabili e che noi potremo correggere. Non
mune, essere altruisti è l’unica cosa date per natura o decreto soprannaturale. ___

FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG.4 9


Il Prezzo Secondo lei, che ruolo ha l’intelligenza
collettiva in questo preciso momento?

Da Pagare In tutto il mondo è già al lavoro per predire,


monitorare e trovare soluzioni; alcuni esempi
sono la piattaforma BlueDot, che raccoglie
dati sulla salute degli utenti: già il 31 di­
cembre ha avvisato i suoi iscritti di un virus
Rinunciare alla nostra privacy pericoloso a Wuhan, ben nove giorni prima
per permetterci, attraverso dell’Oms. O il progetto Contagion, iniziato
il data sharing, di godere di più nel 2018 dalla Bbc, che coinvolge i cittadini
sicurezza? Geoff Mulgan, studioso
di intelligenza collettiva, ci guida
nel più estremo dei paradossi.

di C H I A R A S TA N GA L I N O

«Ci sono decenni in cui non succede nulla, e


ci sono settimane in cui accadono decenni».
La frase, attribuita a Lenin, si trova all’inizio
di Social Innovation (Policy Press), il nuovo
libro di Geoff Mulgan che completa una sorta
di trilogia ideale insieme a L’ape e la locusta
(Codice ed.) e Big Mind: L’intelligenza collet-
tiva che può cambiare il mondo (Codice ed.);
ed è un buon punto di partenza per comin­
ciare a pensare al mondo dopo il coronavirus.
Mulgan insegna Collective Intelligence, Pu­
blic Policy and Social Innovation presso lo
University College di Londra; è stato Ceo di
Nesta fino al 2019, direttore della Prime Mi­
nister’s Strategy Unit in Inghilterra e consu­
lente di Tony Blair e Gordon Brown.

Cosa può fare l’intelligenza collettiva di


fronte a una pandemia?
Il coronavirus ci ha ricordato qualcosa che in
fondo sapevamo già: la segretezza può essere
molto pericolosa. Tutto è iniziato con la Cina
che tenta di sopprimere le informazioni, e mi­
naccia pesantemente i whistleblower. E se mai
ci servisse un avvertimento su quanto il mon­
do abbia bisogno di un flusso di informazioni
libero, di persone che ci mettano in guardia,
di profeti di sventura, ecco, purtroppo il co­
ronavirus ce lo ha rammentato. La seconda
cosa importante è che, se mettiamo a con­
fronto il modo in cui gli stati hanno reagito
all’emergenza, vediamo come quelli che stan­
no ottenendo i risultati migliori sono gli stessi
che hanno raccolto dati e informazioni di di­
verso genere e li hanno utilizzati in un modo
che potremmo definire “molto Ventunesimo
secolo”: a Singapore, a Taiwan, in Corea del
Sud hanno reso le informazioni trasparenti,
mobilitato i cittadini, tracciato le interazioni
e agito secondo un modello che chiamiamo
intelligence design, mettendo insieme numeri chiedendo loro di segnalare gli spostamenti
e informazioni in tempo reale per affrontare e le persone incontrate, o le piattaforme di
la situazione. Sono questi i governi che han­ calcolo e previsione come Metaculus e Good
no ottenuto risultati in breve tempo, rispetto Judgment Project. A Singapore, la dash­
per esempio all’Europa e agli Stati Uniti. È board Covid­19 SG permette ai residenti di
forse la prima volta nella storia che le culture conoscere in tempo reale ogni nuovo caso di
avanzate come l’europea o americana devono infezione e la località precisa, e a Taiwan si
imparare qualcosa da quelle dell’East Asia. è creata, con il contributo dei cittadini, una
crowdsource map che segnala dove sono Alcuni digital thinkers, come Evgeny ne verso ciò che ormai è considerato comune
ancora disponibili le mascherine, e in quale Morozov, ci mettono in guardia dal con- buon senso, cioè lo stop alla raccolta dei dati
quantità. Ci sono poi gli attivisti di Reddit: cedere i nostri dati, soprattutto quelli in nome della privacy. Nutro una certa simpa-
hanno creato un archivio gratuito, scavalcan- personali e legati alla salute. Per lei è un tia per queste posizioni, ma la Storia si muove
do i paywall, con oltre 5.312 articoli scienti- pericolo? in modo dialettico, non lineare, e una delle le-
fici sul coronavirus, ritenendo un imperativo Credo che, quando ci guarderemo indietro, tra zioni importantissime della crisi delle ultime
morale che la ricerca sia accessibile a tutti una generazione o due, vedremo chiaramen- settimane sono stati i progressi fatti da paesi
gli scienziati del mondo. Molte sono anco- te un movimento a zig-zag. All’inizio grandi che hanno utilizzato i dati non per il profitto,
ra le iniziative, e c’è una mobilitazione che compagnie private hanno raccolto i dati per- ma per il bene comune, e penso che il dibatti-
non avevo mai visto prima, non con questa sonali a nostra insaputa, sto parlando di Face- to si sposterà su come si possa incoraggiare il
data sharing e il data pooling in modo respon-
sabile e a beneficio della collettività. Credo che
alcuni intellettuali siano bloccati su posizioni
superate, e che tra qualche anno i puristi sa-
ranno considerati degli ingenui rispetto alla
complessità dei problemi che ci aspettano.
Certo, nessuno vuole che i nostri dati finiscano
nelle mani della Silicon Valley, o di un gover-
no dittatoriale. Ma in Europa esiste un’altra
possibilità: una delle cose cui ho più lavorato
è la progettazione di istituzioni comuni degne
di fiducia. Il problema della raccolta dei dati e
del loro utilizzo è che non ci sono attualmente
istituzioni deputate a raccoglierli nel nostro
interesse. Personalmente, ho pubblicato diver-
si testi in cui prefiguro quale potrebbe essere
il futuro, cioè la creazione di istituzioni che
siano i “guardiani” dei dati sulla salute, sui
trasporti, sui consumi. Questo dibattito è ap-
pena iniziato, e non c’è ancora nessun paese al
mondo dove questo sia una priorità, ci vorran-
no probabilmente ancora due o tre anni prima
che i governi istituiscano organismi di questo
tipo. Incidentalmente vorrei dire che una delle
big tech companies, Facebook, nata per creare
profitto, ha avuto come effetto collaterale la
creazione di una delle innovazioni sociali più
importanti del secolo, e che senza WhatsApp,
Skype, FaceTime e molte altre app in circola-
zione la crisi che stiamo affrontando ci avreb-
be fatto sentire ancora più soli e smarriti.
Lei parla di zombie orthodoxies, orto-
dossie già morte ma che proprio non
vogliono andarsene per lasciare il posto
ad altro. Quale verrà spazzata via dal Co-
vid-19?
Molte, e la più importante è senz’altro quella
che ha dominato la scena in paesi come l’In-
ghilterra e gli Usa, e che si può riassumere
con la frase di Reagan secondo cui alle parole
«I am from the government and I am here to
help» bisognava prepararsi al peggio. Quin-
di l’idea che lo Stato debba essere minimo,
e lasciare tutto al mercato: ecco, questo è
stato spazzato via in un attimo dal coronavi-
rus, perché si è visto nelle attuali circostanze

intensità. Se riuscissimo in futuro ad applica- book, Google, Amazon, che tracciavano algo-
re la stessa energia e organizzazione non solo ritmi per poi vendere pubblicità mirate agli
a un’emergenza chiaramente visibile, quella inserzionisti. È stato un evento straordinario,
del coronavirus, ma a crisi più stabili, e al- cui all’inizio nessuno ha dato peso. Ma quando
trettanto pericolose, come il climate change, ci si è resi conto di ciò che stavano facendo
non avremmo sprecato una lezione. Churchill si è creato un contraccolpo enorme, e lì lo zig
I N QU E ST E PAGI N E .
diceva: «Never waste a good crisis», e questa si è velocemente trasformato in uno zag, so- Freja Beha Erichsen fotografata da Ethan James
è una crisi senza precedenti. prattutto gli intellettuali hanno preso posizio- Green (Vogue Italia, Novembre 2018).
PAG . 5 2 FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E

come tutto sia dipeso dallo Stato e dalle sue


strutture. E credo bisognerà inventarsi anche
una nuova economia in tempo reale, spero
basata sul concetto di circolarità dei beni, del
loro riutilizzo.
Cosa succederà dopo l’emergenza? Come
sarà il mondo?
Vent’anni fa sono stato incaricato dal gover-
no inglese di simulare diversi possibili scena-
ri catastrofici per studiare delle contromisure
efficaci: al primo posto abbiamo messo le cri-
si finanziare, al secondo le pandemie, al terzo
gli atti terroristici. E ha funzionato, perché
nei cinque anni successivi non è successo nul-
la di drammatico. Ma disegnare scenari pes-
simistici ha delle controindicazioni pesanti, si
diventa più paranoici e spaventati. A questo
proposito ho cominciato a interessarmi di im-
maginazione sociale, e il quadro che ne è ve-
nuto fuori è che le migliori menti del presen-
te, i giovani in Europa, America e Cina, sono
pressoché incapaci di prefigurare un mondo
migliore per le prossime generazioni. Sono in
grado di immaginare i progressi tecnologici,
e futuri peggiori, apocalittici, AI, guerre, ma
un futuro migliore no, non riescono a conce-
pirlo. E credo che in questo ambito siamo in
effetti peggiorati rispetto a 50 o 100 anni fa,
quando c’era molta attenzione per l’immagi-
nazione sociale: una delle ragioni è che molte
istituzioni, dalle università ai partiti politici,
hanno abdicato a questo compito, smesso di
pensare in modo creativo al futuro del nostro
sistema sanitario, o della nostra democrazia
per esempio, e ciò ha contribuito a creare
una sorta di malaise, perché le persone non
riescono a vedere un mondo migliore a cui
tendere. Quello che stiamo cercando di fare,
con il supporto di oltre 40 associazioni inter-
nazionali, è riattivare un lavoro sistematico
di pensiero creativo e di immaginazione so-
ciale. Una delle mie speranze è che questa
crisi, come tutte le precedenti, impenni la
richiesta di nuove idee, ce n’è bisogno, da
molto tempo manca la domanda per questa
specie di immaginazione sociale. Mi auguro
che si riaccenda una scintilla, che si possa
guardare avanti con speranza, sì, ma anche
con una progettazione positiva da applicare
al presente, per cambiare il mondo, e farne
un posto migliore. ______________________

PAG . 5 2 FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E


FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 5 3

Consumismo, Sta già avvenendo, e come?


Si è affermata la “verità” come cardine dei

Game Over?
nostri pensieri. Prima di tutto ciò davamo
importanza alle opinioni, ma oggi queste
sono diventate più lente del virus; fino a po-
chi mesi fa, non erano costantemente con-
. Anna Ewers ritratta davanti alle vetrine di Bergdorf Goodman, a New York, da Johnny Dufort (Vogue Italia, Ottobre 2018). traddette da fatti e dati con cui la nostra im-
Il ritorno del corpo. L’integrità. maginazione deve continuare a fare i conti.
Una nuova etica, anche nei La seconda parola chiave è “competenza”.
consumi. E nella moda, che L’importanza oggi riconosciuta alla verità
secondo il sociologo Francesco scientifica ha come ricaduta che, a qualun-
Morace parteciperà al cambio di que livello, non si potrà fare a meno dell’inte-
direzione dell’economia globale. grità da parte dei nostri interlocutori.
Conclusa l’emergenza, quali potranno
essere le conseguenze concrete sulle no-
stre abitudini?
di M I C H E L E N E R I
Ritorneremo al corpo, ora sacrificato. Per i
giovani, la riconquista di una dimensione
sportiva sarà un elemento fortissimo della ri-
La crisi del Covid-19 è un faro accecante che partenza. E in genere la cura del corpo occu-
illumina ogni aspetto della vita privata e so- perà le nostre priorità. Dall’auspicato raffor-
ciale, mostrando carenze ed errori, ma an- zamento del sistema sanitario alle abitudini
che insolite capacità di reazione di singoli e di ciascuno, che vedrà nella tutela delle pro-
comunità. Quando il virus avrà terminato la prie energie vitali il senso principale dell’esi-
propria azione dirompente, il mondo nuovo stenza. Sempre il corpo e la cura di sé saran-
avrà ben poco in comune con quello passato. no al centro di un’altra rivoluzione. Il lavoro
Competenza scientifica e altruismo – fonda- diventerà meno frenetico e le aziende, anche
mentali per superare l’emergenza sanitaria – a seguito delle responsabilità emerse durante
continueranno a esercitare il proprio effetto la pandemia, dovranno fare un grande mea
a scapito di opinioni generiche e individuali- culpa sulla gestione delle risorse umane. C’è
smo, e promuovendo un cambio di direzione poi un altro settore, legato al corpo e che ri-
a livello politico e finanziario. La crisi po- troverà slancio: la moda. Per la stessa voglia
trebbe essere l’opportunità per sanare molte di rifiorire, rinascere e ritrovare piacere.
storture del tardo-capitalismo. Negli Stati Uniti si prevede l’abbandono
Più difficile è immaginare come reagirà il di un consumismo e di una catena di ap-
singolo, quali potranno essere le conseguen- provvigionamento globalizzati, a favore
ze sulle abitudini di acquisto della popola- di un ritorno a filiere locali. È d’accordo?
zione. Dovremo per esempio rinunciare al In Italia, già da qualche anno è iniziato il ri-
consumismo di massa, passare dall’era della entro di numerose produzioni prima espor-
quantità a quella della qualità, dall’illimi- tate. Il fenomeno s’intensificherà, ma non si
A SINISTRA

tatezza dei desideri alla finitezza delle pos- trasformerà in una battaglia contro il con-
sibilità? sumismo come negli Stati Uniti. Noi siamo
Risponde qui il sociologo Francesco Morace, diversi: da noi conta di più la personalizza-
presidente del Future Concept Lab, centro zione e l’acquisto di beni legati alle passio-
studi per la previsione degli effetti delle inno- ni. A causa della pandemia, ma anche per
vazioni su marketing e società. effetto della crisi economica preesistente, si
«Io non credo al neo-pauperismo. Finita l’e- farà più attenzione a non sprecare. C’è già
pidemia, cercheremo una compensazione a un piccolo segnale: a Milano, anche se tutti
questo periodo di rinunce. Il che non signifi- sono costretti a mangiare a casa, la raccolta
ca che le scelte non saranno influenzate dalla dell’immondizia è fortemente calata. L’ocu-
pandemia, anche perché sta già avvenendo». latezza resterà.

FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 5 3


PAG . 5 4 FA R AWAY S O C L O S E A Brand New World
Una parola che si è affermata in questi
mesi è vulnerabilità. Potrebbe cambiarci? Abiti, accessori, cosmetici, viaggi… Secondo Carla Buzasi,
Sì, dandoci di nuovo il piacere e il dovere di ad dell’agenzia di forecasting Wgsn, il business di domani
porci dei limiti così da poter conquistare un parte da una diversa idea di sé. E soprattutto degli altri.
futuro. Se sei capace di progettare i tuoi li-
miti, riuscirai anche ad affrontare meglio le
prossime difficoltà. di F A B I A N A G I AC O M O T T I
Come dovranno comunicare i brand?
Facendo tesoro di alcuni valori fondamentali.
Reciprocità, rispetto, responsabilità e ricono-
scibilità. Dubito che avrà successo chi alleg- Nulla sarà più come prima. Ormai l’hanno per viaggiare in business class e spostarsi da
gerisca il tono o ironizzi sull’emergenza. Non detto tutti, in tutti i modi, convincendo in un capo all’altro del mondo nel giro di una
è il momento di fare i simpatici, ma di tenere via definitiva anche noi che pure ce lo ripe- giornata. Ed è questo il gruppo che rischia di
un profilo basso per comunicare ciò in cui si tevamo come un mantra dal minuto uno di apparire più obsoleto agli albori di quest’e-
è davvero competenti. Ogni contributo con- questa pandemia, seppure a scopi apotropai- ra P.C., post-coronavirus, al contrario, com’è
creto per affrontare il Covid-19, così com’è ci ovvero scaramantici. Nei primi giorni del intuibile, dei kindness keepers, i rivoluzionari
stato gestito da diverse aziende, sarà molto lockdown ci dicevamo che tutto sarebbe cam- dell’etica, «che non si aspettano risposte dai
apprezzato dal futuro consumatore. Nascerà biato e che noi vi avremmo contribuito, ma governi, ma semmai contribuiscono alla co-
una riconoscenza spontanea per chi, durante lo facevamo con lo stesso spirito di Tancredi operazione» nella speranza di costruire un
la crisi, si sia mosso a favore della comuni- Falconeri nel Gattopardo, cioè perché nulla mondo migliore. È il gruppo a cui appartiene,
tà. E verrà dato per scontato che l’azienda cambiasse del nostro piccolo mondo. Poi, un anche nelle sue espressioni più irose, Greta
abbia appreso la lezione fondamentale: agire giorno dopo l’altro, la nostra insopprimibile Thunberg. «Quando vedi, come in queste set-
tenendo conto degli altri. natura umana ci ha portati ad assecondare timane, la diminuzione drastica dell’inquina-
In che modo? il cambiamento, spingendoci a identificare mento nell’aria delle grandi città industriali
Le persone si affideranno a marchi capaci di nuove reazioni, a spiare la nascita di nuovi o l’acqua trasparente nei canali di Venezia, ti
sostenere ogni aspetto del proprio lavoro con sentimenti e prospettive, perfino di modi di- rendi conto che forse c’è qualcosa di buono,
la massima serietà. Saranno giudicati, che versi di prenderci cura di noi stessi, dei no- di scintillante anche dentro questa tremenda
si tratti della gestione delle risorse umane o stri interessi, del nostro sistema di relazioni nuvola grigia. Spero che, quando torneremo
della sostenibilità degli approvvigionamenti. e dei nostri desideri. Sappiamo già che, fuori, a una parvenza di vita normale, saremo tutti
E non basterà: dovranno dimostrare di essere troveremo un mondo nuovo. Non distopico. più consapevoli di come trattiamo l’ambien-
allo stesso livello di abnegazione e altruismo Al contrario, e ne offre un’indicazione piut- te, ma anche le altre persone».
di chi, come medici o cassiere dei supermer- tosto precisa questo scambio di opinioni con
cati e volontari, ci abbia sostenuto nei giorni Carla Buzasi – amministratrice delegata del Ci stanno portando a questo i fili dei rapporti
più neri. Dovranno creare una rete virtuo- colosso della ricerca previsionale Wgsn, ed ex interpersonali che incredibilmente, conside-
sa. Per esempio, gli agricoltori e i lavoratori direttore di Huffington Post Uk –, il futuro rato il distanziamento sociale, stiamo rianno-
del settore alimentare, che ora ci tengono in che possiamo immaginarci ora parla di nuo- dando: «Credo che la gente darà priorità ai
vita a costo di sacrifici, non potranno essere va consapevolezza di sé e degli altri, di pietas, gesti che in questi mesi non possiamo com-
abbandonati nuovamente allo sfruttamento di cura, di affetti. Per esteso, di benessere, di piere, al contatto con chi si ama, ma anche
della grande distribuzione. Dopo il Covid-19, bellezza («lo vediamo già nei comportamenti alla ricerca di esperienze e prodotti che of-
non soltanto la sostenibilità ambientale, ma di acquisto dei cinesi») e forse di un diverso frano benessere, nutrimento dell’anima pri-
anche la dignità del lavoro, dei suoi spazi e rapporto con il mondo che ci circonda. ma ancora che del corpo. Noi di Wgsn pre-
tempi, sarà un requisito fondamentale nelle vediamo un picco di richieste nell’area del
scelte dei consumatori. Si affermerà un nuo- Nel giugno del 2019, durante il tradizionale benessere e delle industrie correlate. Lo stia-
vo assetto sociale, e dovrà essere riconosci- speech che Wgsn dà in apertura dei Cannes mo appunto vedendo in Cina, come impatto
bile anche all’interno delle aziende, non solo Lions, gli Oscar della pubblicità mondiale, diretto del Covid-19». Questo spostamento
per il cliente finale. Se non mi posso affidare Buzasi identificò tre gruppi sociali di riferi- progressivo di interesse verso la persona,
completamente all’interlocutore, non mi fido mento nell’evoluzione della società dei consu- dall’esteriorità all’introspezione, si rifletterà
del prodotto. Così a essere premiate saranno mi: i “compressionalists”, “i kindness keep- anche nella scelta dei luoghi e del modo di
le aziende che mostreranno di sentire la crisi ers”, i “market makers”. Rivedendo quella fare acquisti: «Le aziende di ogni dimensione
in prima persona e i cui responsabili si espor- ricerca oggi, il primo gruppo siamo tutti noi sono state colpite dalla pandemia. Quello che
ranno, come ora fanno medici e infermieri. _ dell’epoca A.C. ante-coronavirus: «Ansiosi, a mio giudizio è particolarmente interessan-
perfezionisti, sempre connessi, timorosi di te», annota Buzasi, «è che la problematica ha
fallire, potenziali o anche effettive vittime del toccato ogni strato della società e dell’indu-
burn-out». È questo il gruppo che forse più stria». Per questo è convinta che le piccole
PAG . 5 4 di ogni altro ha contribuito alla diffusione imprese, finora schiacciate dalla concorren-
distopica (questa sì) del virus, che certamen- za dei colossi, «abbiano motivo di speranza,
te non era stato programmato dalla natura perché i consumatori rifletteranno sempre
FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 5 5

FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 5 5


più attentamente su come e dove spendono
PAG . 5 6 VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E
i propri soldi». Ma anche, e soprattutto, con
chi. Se la strategia del “give back” attraverso
iniziative no profit, sostegno a scuole e mu-
sei, condivisione degli utili con i dipendenti,
era già praticata dalle imprese più sensibili,
questa emergenza ha reso la responsabilità
sociale imprescindibile per la stessa sopravvi-
venza dei settori meno “essenziali”, aggettivo
che molti ceo hanno imparato con dolore in
queste settimane di chiusure forzate e di “re-
putation” da difendere a ogni costo.

Ne è testimonianza la velocità con cui le im-


prese della moda si sono convertite, almeno
parzialmente, e, come logico, chi aveva le
caratteristiche per farlo, alla fabbricazione
di mascherine protettive o di detergenti an- diretto, costante e affidabile, avrà costruito
tisettici. E poi, aiuti in denaro agli ospedali. una nuova relazione con i lettori; in partico-
«È stato interessante vedere quanti abbiano lare con i giovani, che forse fino a oggi non
saputo adattare rapidamente il proprio mo- avevano mai acquistato un giornale. Il mon-

di Mert Alas & Marcus Piggott tratta da Vogue Italia, Settembre 2019.
dello di business (per i tempi straordinari che do ha imparato di nuovo a fidarsi delle voci
viviamo). Applicare la norma del business as autorevoli». Cambiano i punti di riferimento,

N E L L E P A G I N E P R E C E D E N T I . Un’immagine
usual è quasi impossibile, ma è confortante dunque, e si fanno difficili e più lontani anche
notare i tanti cambiamenti che molti stanno quelli geografici. Il distanziamento sociale
apportando al proprio sistema per restituire colpirà inevitabilmente il business del viag-
valore alla comunità e ai soggetti più a ri- gio, lo stesso gusto per gli spostamenti lunghi.
schio». È un mondo nuovo, che è già qui, den- Fortunatamente, segnala Carla Buzasi, non
tro e fuori di noi; non il “brave new world” la curiosità. Se per le compagnie aeree «sarà
della Tempesta di Shakespeare e di Huxley, davvero difficile sopravvivere senza l’inter-
bensì un “brand new world” nel senso du- vento dei governi» e i viaggi a lungo raggio
plice di nuovo di zecca e nuovo per le stesse perderanno l’attrattiva di commodity che
aziende, a qualunque settore appartengano. avevano sviluppato negli ultimi vent’anni,
Qualcuna, come l’editoria, o l’entertainment, la speranza di questa neo-quarantenne che
a detta di Buzasi mostra rinnovate chance: sussurra nell’orecchio dei più grandi comuni-
«Le industrie creative hanno la possibilità di catori mondiali è che l’industria del turismo
rispondere rapidamente al cambio di scena- e dei viaggi, «fondamentale per educare alla
rio. La produzione di televisione o di cinema comprensione delle differenze culturali», tro-
sarà difficilissima nei prossimi mesi. Dunque, vi un nuovo equilibrio, «dove la scoperta del
mi aspetto di vedere un’impennata di auto e “lontano” sia maggiormente ponderata, cali-
piccole produzioni individuali, che potrebbe brata». Ancora una volta, rispettosa dell’Al-
addirittura stimolare una nuova generazione tro. Cosa questa che i “market makers”, i gio-
di professionisti sia davanti sia dietro la te- vani dei Paesi emergenti, hanno molto ben
lecamera». chiara. _______________________________

Nel campo dell’informazione si assiste a un


boom degli abbonamenti digitali per i quo-
tidiani, e a una vendita costante per la carta
stampata perfino in Italia, dove il numero di
lettori di news è in diminuzione da decenni. I
social, il bla bla senza certezze, privo di fonti
e a rischio fake, stanno mostrando il proprio
lato oscuro o insipiente. «In momenti come
questi vogliamo fatti, e le fonti tradizionali
diventano il punto di partenza», dice Buza-
si. «Ma questo resta comunque un momento
difficile per l’industria dei media, costretta a
subire tagli ai budget pubblicitari e di mar-
PAG . 5 6 keting. Prevedo che alcuni non sopravvive- VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E
ranno alla crisi, ma non ci sono dubbi che chi
avrà invece saputo mantenere un rapporto
Questo Non È (Solo)
FA R AWAY S O C L O S E
Un Giornale Di Moda PAG . 5 9

Crisi, guerre, emergenze. Vogue ha sempre raccontato


la storia, l’attualità e la cultura dei suoi tempi. Perché
non dire nulla vorrebbe dire accettare lo status quo.

di C H I A R A B A R D E L L I N O N I N O
La cover del numero di “British Vogue” (Ottobre 1945) dedicato alla fine della Seconda guerra mondiale. È “The Peace and Recontructions Issue”.
A DESTRA.

Poco prima della sua morte nel 1942, Con- (maschere antigas alla mano), sfidando co-
dé Montrose Nast aveva chiesto a Audrey prifuochi, razionamenti della carta, superan-
Withers quale dovesse essere, secondo lei, il do addirittura il bombardamento dei propri
ruolo di un magazine come Vogue. Withers uffici (lo staff era arrivato la mattina dopo
era diventata editor in chief di British Vogue con scopa e paletta, e quel mese Vogue era
FA R AWAY S O C L O S E
nel 1940, quando l’allora direttrice era rima- uscito con un solo giorno di ritardo). Soprat- PAG . 5 9
sta bloccata oltreoceano per l’inasprirsi del tutto, Withers (la cui storia è magnificamente
conflitto mondiale. Una volta in carica, aveva raccontata nel recente Dressed for War di Ju-
portato avanti il giornale in ristrettezze inim- lie Summers) aveva brillantemente guidato il
maginabili: editandolo da rifugi antiaerei giornale in un territorio prima inesplorato: la
guerra, l’attualità e la politica. E, a ostilità comunque un gesto politico che equivale ad
cessate, si era rifiutata di abbandonare un accettare lo status quo. E questo, certo non
terreno e una credibilità così faticosamente è Vogue.
conquistati. Quando nel 1946 la potentissi-
PAG . 6 0
ma direttrice di Vogue Edna Woolman Chase Le pagine che oggi state sfogliando sono il
rinnova la domanda di Nast, Withers rispon- risultato di una storia molto lunga e di molte
de con un memo che è quasi un manifesto, e battaglie, da quelle sanguinose combattute
dice più o meno questo: Vogue non potrà mai sul fronte a quelle culturali, meno dramma-
tiche, ma solo in apparenza. Se la moda ri-
specchia il proprio tempo, lo stesso vale per
i magazine che la raccontano. Un principio
semplice, alla base anche del nostro giorna-
le: dagli editoriali di Meisel a questo numero,
messo in piedi in poco più di una settima-
na mentre in Italia e nel mondo infuria una
pandemia che probabilmente cambierà molti
equilibri che davamo per scontati, e muterà
per sempre il nostro modo di vivere, quindi
di raccontare la moda e consumarla. E se
ancora oggi qualcuno storce il naso all’idea
che l’attualità rientri tra gli interessi di un
fashion magazine, forse vale la pena andare
alle radici di questa storia, che sono lontane
e molto profonde. Risale alla Prima guerra
mondiale il fiorire di un giornalismo di moda
più aperto, che assolve a compiti pratici e
propagandistici, ma intanto racconta come
cambia il ruolo della donna nella società. La
realtà comincia a farsi strada anche su Vo-
gue: la rubrica Smart Fashion for Limited
Incomes diventa nel ’17 Fashions On A War

F O T O J A M E S D E H O L D E N S T O N E ; P O R T E R WO O D R U F F, C A R L O S C A R A U G U S T E R I C K S O N E E R W I N B L U M E N F E L D , T U T T E C O N D É N A S T V I A G E T T Y I M AG E S ; © N E R E B R I A R OVA .
Income, e pochi anni dopo troverà un senso
ancora diverso durante la crisi del ’29 (dove
Nast perde quasi per intero la sua fortuna).
Non è un caso che, parlando del crollo del
mercato mondiale del 2008, Suzy Menkes si
sia chiesta come mai Wall Street non aves-
se tenuto d’occhio le ultime sfilate – secondo
un noto detto, gli orli delle gonne salgono e
scendono assieme alla borsa. Dopo il ’29, gli
abitini di lamé degli Anni Ruggenti lascia-
no il posto a gonne alle caviglie, e per di più
quasi sempre sui toni del bianco – un colore
scelto per esprimere purezza nel presente,
e speranza per il futuro. Vogue nel maggio
del 1930 mette in copertina un immacolato
disegno di Lepape e uno strillo che pubbli-
cizza, appunto, i consigli più chic per i por-
tafogli limitati, mentre nel ’38 – quando il
cosmopolitismo del decennio precedente ha
lasciato il posto a una difesa dei confini che
presto sarà anche fisica – inaugura il primo
“Americana Issue”, inno alla produzione e
allo stile indigeni, inconcepibile fino a poco
prima. Questa reattività al presente continua
a dettare la linea editoriale dei magazine di
moda fino ai giorni nostri: al trauma dell’11
settembre, Vogue reagisce mettendo in coper-
tina la nuova fidanzatina d’America, Britney
più essere un semplice magazine di moda. Ha Spears, sorridente davanti a una bandiera a
il dovere morale di coprire tutto quello che stelle e strisce, mentre Vogue Italia negli anni
PAG . 6 0 accade, e che influenza la vita delle donne a pubblica editoriali sulla violenza della polizia
cui si rivolge. La moda, ovviamente, rimarrà post Torri Gemelle, sulla guerra in Iraq, sul
sempre in primo piano, ma il magazine do- disastro ambientale della British Petroleum e
vrà essere apertamente progressista e impe- sulla devastante acqua alta a Venezia. Ma è
gnato. Per un semplice fatto: non dire nulla è nella Seconda guerra mondiale che il codice
genetico di Vogue muta, e permette ai diretto-

delle donne durante il primo conflitto mondiale. N E L L A P A G I N A


l’illustrazione di un’infermieera e una croce rossa, celebra l’impegno
A S I N I S T R A . La cover di “Vogue” Usa (maggio 2018) con
ri delle varie edizioni di allargare lo sguardo.

A C C A N T O . La copertina di “Vogue” Usa (marzo 1945)


Se nel 1939 Edna Woolman Chase era ancora

con il messaggio: “Do your part for the Red Cross”.


convinta che a garantire il ruolo del giornale
PAG.6 1
sarebbe stato, come nella guerra preceden-
te, il fabbisogno di gusto e bellezza anche (e
soprattutto) in un mondo devastato, Withers
dimostrerà che l’importanza del giornale an-
dava molto oltre la sua capacità di distribuire
puro e semplice escapismo.

Nella Parigi occupata i nazisti, non riuscendo


a spostare – come avrebbero voluto Hitler, e
soprattutto Goebbels – la Couture a Berlino
(Lucien Lelong, rappresentante dei cou-
turier, era stato molto chiaro: “O Parigi, o
niente”), avevano tentato di prendere il con-
trollo dell’industria della moda attraverso la
stampa. Vogue Paris però si era rifiutata di
obbedire alle richieste della propaganda na-
zista, ed era stata costretta a chiudere. Poco
importa. Come avrebbe raccontato su British
Vogue Carmel Benito, le francesi non si erano della guerra, quelle di Miller – le macerie di
lasciate sopraffare, resistendo a modo loro, Saint-Malo, gli scheletri di Buchenwald, i corpi
cioè con enormi cappelli e altrettanta im- dei nazisti suicidi nei loro interni borghesi –
maginazione: «Eravamo pronte a rimanere sono fra le poche che ancora oggi restano. Quel
senza cibo, carburante, sapone, [...] ma mai loro impasto di eleganza e ferocia trovava in
ci saremmo fatte vedere trascurate o squal- Vogue la camera degli echi più efficace: e, pub-
lide: dopotutto, eravamo pur sempre parigi- blicandole, la rivista si sarebbe trasformata in
ne». L’ultimo baluardo nell’Europa occupata qualcosa di diverso, e nuovo. I magazine han-
sarebbe rimasto il Vogue stampato a Londra no a che fare con l’immediato, il qui e ora. Per
che, anche durante il Blitz, continuava a usci- Audrey Withers voleva dire saper raccontare
re. E non solo, era diventato un interlocutore con la stessa credibilità tanto la bellezza quan-
di primo piano del Ministry of Information. to la guerra e la devastazione. Come scriveva
Istituito nel 1939, il MoI aveva inizialmen- Beaton, raccontando una Londra che resisteva
te faticato a tenere il passo della controparte ai bombardamenti con l’ennesima invenzione
nazista, ma nel 1941 era stato messo nelle inglese, il Blitz Spirit: «Nonostante Hitler e
mani di Brendan Bracken – guarda un po’, contro Hitler, arrivano comunque i cataloghi
un editore di giornali e magazine. Una delle del giardinaggio. E non ordiniamo solo fagioli,
cose che Bracken aveva subito capito era che patate, spinaci, cavoli e le arnie che ormai pro-
per comunicare con il pubblico femminile (“i sperano nei giardini inglesi, ma anche i bulbi
soldati senza pistola”) bisognava usare le ri- dei giacinti, che fiorendo illumineranno le no-
viste di moda, e soprattutto la più autorevole stre giornate più buie». Certo, quei giacinti non
e diffusa: Vogue. erano essenziali per sopravvivere. Ma a pen-
sarci bene, invece, sì. _____________________
Le richieste del ministero erano, ovviamente,
propagandistiche: spingere i consumi inter-
ni, rendere chic i tagli corti per diminuire gli
. Giugno 1945: “Vogue” Usa esce in edicola con una

indirizzata al popolo americano. S O P R A . Place de la Concorde


copertina illustrata: da una baionetta escono dei fiori e una lettera

incidenti sul lavoro dovuti al rifiuto di in-


deserta nella copertina di “Vogue Paris” dell’inverno 1945.

dossare gli orribili cappucci di protezione, o


addirittura far accettare il razionamento dei
vestiti. In uno degli scatti più iconici commis-
sionati da Withers, Cecil Beaton aveva foto-
grafato una delle prime annunciatrici della
BBC davanti a un edificio ridotto in macerie
dai bombardamenti. La didascalia recitava:
“Qualcuno pensa che la moda sia finita.[...]
Ma la moda è indistruttibile... Non si può ra-
zionare lo stile”. Ma combattere, per Withers,
non era solo aiutare la propaganda: era far
capire alle donne inglesi cosa fosse vera-
mente la guerra. E per farlo, avrebbe scelto
A SINISTRA

PAG.6 1
un’immensa fotografa che era stata, prima
della guerra, anche una modella: Lee Miller.
Sulle sue stesse strade lavorava, per fare solo
un nome, Robert Capa, ma fra le immagini
Avrò Abbracci tattile cui piace avere rapporti, guardare negli
occhi e ora non posso; ma dobbiamo fare così,
ti gregoriani, che ascolto mentre lavoro. Dob-
biamo tenere a mente che anche se immobili,

Per Tutti per poi riabbracciarci di nuovo. Nell’attesa


di qualcosa di così bello, io riesco a resistere.
questi mezzi e attraversamenti, come musica
o scrittura, sono doni grandissimi e con cui
possiamo anche uscire da casa. Non indico
Che cosa le dà fiducia in questi momenti? nulla in particolare, esorto tutti a farlo di più:
Diverse cose, io sono ottimista di natura. Il ne abbiamo bisogno e dobbiamo trovare il
Nel diario della lontananza dopo sarà meglio di quello che abbiamo vis- tempo necessario anche dopo il coronavirus.
di Alessandro Michele, il lavoro suto e sono certo che per noi questo sarà un
a maglia, la chitarra, i canti momento di grande riflessione sul da farsi, su
gregoriani, giorni lenti. come costruire qualcosa che sia un ponte che
In attesa di guardarsi negli occhi, faccia attraversare non solo questo periodo,
con più sincerità e comprensione. ma ci porti in un territorio migliore, dove vi-
vere meglio, abbracciando il pianeta e l’uma-
no e le cose belle che ci circondano. Quando
di M I C H E L E N E R I la mattina salgo sul terrazzo e vedo il sole,
sento i gabbiani, questo mi dà conforto: la na-
tura ci parla e la dobbiamo ascoltare di più.

Questo è un estratto dell’intervista trasmessa Sente che questa pausa forzata dentro
integralmente sui social media di Vogue Italia. una vita fatta di viaggi, fretta e incontri
possa modificare anche le sue priorità
Dove e come sta trascorrendo questo pe- future? C’è qualcosa che già sa che cam-
riodo d’isolamento? È possibile svolgere bierà o inizierà a fare?
il suo lavoro a distanza? La mia vita frenetica io ho sempre cercato di
Lo sto trascorrendo nella mia casa romana renderla mia, autentica. Anche i viaggi e le oc-
con il mio compagno, cercando di occupa- casioni di stare con gli altri, ho sempre fatto
re e accogliere nella mia vita questo tempo in modo di renderli autentici, densi. Mi soffer-
prezioso in maniera gentile. Per tutti noi è merò di più sulle mie azioni, le vivrò in modo
un momento traumatico, sto cercando di più profondo ancora per sentire che le cose
attraversarlo nel modo migliore possibile. che farò siano più vere, e si depositino dentro
Ho scoperto che si può lavorare con grande di me. Mi sposterò lentamente, ascolterò di più
generosità, perché stare in casa mi permet- gli altri e me stesso. Nella mia corsa spesso non
te d’immaginare di più, pensare e poter allo mi ascolto abbastanza, ma ci tengo a dire che
stesso tempo comunicare con le persone dello lavoro con un gruppo di persone fantastiche,
studio e dell’azienda con mezzi che non avevo quello di Kering, e in un sistema che ho sem-
sfruttato prima e possono aiutare moltissimo. pre ritenuto autentico. Forse basterà prose-
Cerco anche di capire come questo tempo guire, perché la strada intrapresa era virtuosa.
possa servire per costruire un nuovo modo di
processarlo, perché questa pausa ci costringe Vivere ai tempi della pandemia potrebbe
a immaginare anche un domani che ora non avere un impatto anche sulla sua idea di
sappiamo quando sarà. Io lo sto immaginando stile?
diverso, migliore; mi sento molto cambiato. È una domanda complicata: la mia idea di
Quando ho una pausa tra appuntamenti te- stile è come un parto, prima viene concepita.
lefonici e lavorativi, cerco di ritrovare spazi È una regia che ha bisogno che le cose decan-
per me e occupare il vuoto in maniera virtuo- tino e dopo c’è l’immediatezza del metterle
sa. Sto rileggendo La montagna incantata sulla carta, in scena, e produrle. Sì, qualcosa
di Thomas Mann, un romanzo incredibile, e è in fase di gestazione: sto attraversando ter-
dove questa immobilità è raccontata in modo ritori seminando, qualcosa sta mutando e me
eccelso. Tanto tempo fa ho iniziato delle lezio- ne prendo cura in attesa di portarla alla luce.
ni di chitarra e approfitto per suonarla. E sto
facendo una cosa antica, lavorare a maglia, Dopo la crisi, avremo una comprensione
l’uncinetto: imparata a cinque, sei anni, mi più premurosa e attenta dell’altro?
aiuta, la definisco una bella preghiera. In quei Avremo una comprensione diversa di tutte le
momenti viaggio con la testa, mentre ripeto cose che ci circondano. I suoni non saranno
quel gesto che produce un intreccio che poi più gli stessi, nemmeno l’incedere sul mar-
diventerà un oggetto. Sto facendo un berretto. ciapiede, anche ascoltare l’altro sarà diverso
PHOTO COU RT ESY A L ESSA N DRO M ICH EL E.

e forse guardarci negli occhi sarà più sincero.


Ha stabilito nuove routine? Quale, tra Mi auguro che moltissimi di noi abbiano ca-
quelle abbandonate, le manca di più? pito questa lezione che è forte e necessaria. Qual è la persona che non vede l’ora di
Le mie routine somigliano alle vecchie: mi alzo riabbracciare?
presto, mi vesto e mi trasferisco in salotto a la- Un libro, un film, una serie tv che consi- In assoluto mia sorella e i miei due nipoti
vorare. Non attraverso la soglia di casa e que- glierebbe a chi volesse tirarsi su di morale? che amo come fossero i miei figli: mi man-
sto non mi permette di scendere per strada tra Tre canzoni che ascolta in questi giorni? cano molto. E poi tutti, chi mi fa il caffè la
la gente, fermarmi al bar e prendere un caffè Ascolto musica di tutti i generi, classica, pop, mattina: ho bisogno dell’umano e di umani-
con il mio compagno. Sono una persona molto tanto jazz che amo, e in questo momento i can- tà e i miei abbracci saranno per tutti. _____
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FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 6 3

SOPRA . Alessandro Michele (Roma, 1972), direttore creativo di Gucci, nel suo appartamento romano: «Tanto tempo fa ho iniziato delle lezioni di chitarra
e adesso ne approfitto per suonarla. È un modo per essere in connessione con l’amore di mio padre per la musica e per sentirmi più vicino alle mie radici».
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F O T O C O U R T E S Y VA L E N T I N O.
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FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 6 5

Senza Sogni Mai


La distanza sociale Pierpaolo Piccioli l’ha trasformata
in momento per cercare ispirazione, vivere in famiglia,
. Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, è nato a Nettuno (Roma) nel 1968. Qui è ritratto da Inez&Vinoodh.

ritrovare il senso dello stare insieme.

di P I E R P A O L O PI C C I O L I

Sto trascorrendo queste giornate di isolamen- Credo che sia il bisogno di manifestare un
to nella mia casa a Nettuno, insieme alla mia semplice sentimento patriottico a far sì che
famiglia e approfitto della distanza sociale ci si ritrovi: mia moglie Simona, i figli e io
per riflettere e rivedere un po’ tutto, dai va- nel giardino di casa a cantare e ballare con
lori profondi al modo con cui questi possono in sottofondo canzoni italiane; in comunione
poi essere trasmessi attraverso il mio lavoro. ideale con i balconi e i tanti appuntamenti
Ho la fortuna di essere impegnato, in questo che tengono unito il Paese.
periodo, nella progettazione delle prossime
tre collezioni: è una fase in cui conta soprat- Se provo a guardare in avanti, sono fiducioso
tutto la concentrazione e l’immaginazione, che la grave crisi del coronavirus possa pro-
per cui è relativamente facile portarla avan- vocare anche cambiamenti positivi nella mia
ti anche da casa. In questo senso, il cambio professione. La moda dovrà trovare il modo
improvviso di routine può dare un aiuto, per andare avanti e lo affermo con tutta la
perché ho più tempo per disegnare, leggere, responsabilità che sento in questo momento
documentarmi e andare alla ricerca di fonti per un’azienda. Voglio che le collezioni che
di ispirazione senza uno scopo immediato. usciranno non riflettano, ma sappiano reagi-
Questo tempo in più mette in una condizione re a questa fase: con leggerezza, poesia e con
mentale più libera. Siamo tutti costretti a re- più sogno di prima. Credo che tutti avremo
stare chiusi in casa, ma possiamo e dobbiamo bisogno di sognare. È il messaggio contenuto
sognare. nel mio mantra, che non ho mai cambiato.
È un neon appeso in ufficio, riporta l’ultima
Mi manca ovviamente l’interazione con il mio frase di una poesia di Pasolini tratta dalle
team. Ho bisogno del contatto fisico con le Lettere Luterane: «Non vogliamo essere su-
persone con cui progetto e lavoro e sto facen- bito già così senza sogni».
A SINISTRA

do di tutto per mantenerlo vivo con lunghis-


sime videochiamate, messaggi su WhatsApp Questa crisi sanitaria ha dimostrato che ciò
e la libertà di scambiarci pensieri attraverso di cui abbiamo davvero bisogno è veramente
ogni mezzo digitale a qualsiasi ora. Restare poco, se poco si possono chiamare gli affetti
connessi con il mondo esterno, con il mio e le persone e gli abbracci. Allora vorrei che
Paese è diventata una necessità fondamen- in un futuro vicino la moda sappia riflettere e
tale e vedo che influisce direttamente anche amplificare proprio questa emozione, il senso
sui miei gusti. Non mi è mai successo, per ritrovato dello stare insieme. ______________
esempio, di ascoltare esclusivamente musica
italiana come sto facendo in questi giorni. (Testo raccolto da Michele Neri)

FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 6 5


La Nostalgia che in alcuni rimane così viva da forgiare i scenti come quel romanzo. I battiti della house

“ P E T E R PA N 1”, 19 9 7 @ _ M A S S I M OV I TA L I .
gusti, il destino, una vita intera. «Sono nato music che ho trasformato in stampe acide

Laser in Romagna e nei club ci ho passato quindici


anni», racconta il fondatore del brand MSGM
Massimo Giorgetti, che quelle luci psichede-
digitali hanno formato il mio immaginario e
tutta la mia fantasia».
Che estate sarà?
liche le ha traslate nelle sue creazioni: «Era- Un’estate strana, dove però ci godremo l’Ita-
vamo totalmente spensierati e ci indebita- lia. Tutti noi dovremo far squadra e chiedere
Storie d’Italia/1. Per chissà vamo solo per presentarci la notte col look ai nostri follower di tornare a godersi il no-
quanto tempo, l’estate giusto: i ragazzi di adesso, per il clima e per stro Paese, palmo a palmo.
romagnola dovrà fare a meno
delle grandi discoteche. Massimo
Giorgetti ricorda qui quella
stagione di musica, follie,
leggerezza e libertà.

di R A F F A E L E P A N I Z Z A
foto di M A S S I M O V I T A L I

La nostalgia laser di tutti i clubber d’Italia, il


Cocoricò di Riccione, avrebbe dovuto riaprire
l’11 aprile. Ma come un buttafuori il virus ha
impedito a cinquemila corpi di riunirsi sotto
la sua piramide. E con ogni probabilità an-
dremo incontro a un’estate di “distanza so-
ciale”, dove il sapore di sale non lo sentiremo

R I T R AT T O G I OVA N N I C O R A B I C O U R T E S Y M S G M .

sulla pelle degli altri ma lo immagineremo l’economia che stenta sempre, hanno molta Qual è il suo primo ricordo delle spiagge
guardandoci da lontano. Sarà, forse, un’Ibi- più consapevolezza di noi». Nato nel 1977 a romagnole?
za senza code per il Pacha. Un Belgio senza Longiano, sulle colline di Santarcangelo di Sono cresciuto in una grande casa di campa-
Tomorrowland (la data francese di marzo è Romagna, ha lanciato la sua collezione nel gna: papà aveva una piccola impresa edile e
già saltata). Una Romagna senza aperitivi 2009 con le parole di Isabella Santacroce in mamma lavorava in un allevamento avicolo.
ammassati sotto la consolle dei deejay. Però testa: «Descrisse quegli anni nel libro Fluo: Tredici zii, di cui due con un’impresa di ri-
resta la forza della memoria (e di immagi- storie di giovani a Riccione. E non è un caso cami e stampe per Charro e Best Company,
ni come questa, scattata da Massimo Vitali), che tutti i primi capi MSGM fossero fluore- trentacinque cugini e cinquanta nipoti. Ero
felice ma avevo voglia di autonomia, così a Romagna più indie, tra Cervia e Rivabella: “Cocco” era Matteo Sorbellini, che quando
quattordici anni ho preso il motorino e sono lo Slego, il Velvet, il Flinstone e il Vida. Ci vidi per la prima volta sfoggiava un total
andato a Cesenatico a lavorare come bagni- ho visto suonare i Blur giovanissimi, un Ja- look DSquared2: del resto, i fratelli Dean e
no. Sistemavo gli ombrelloni, pulivo le passe- miroquai sconosciuto, Rufus Wainwright e i Dan, così come Marc Jacobs, erano habitué.
relle. E frequentavo gente più grande che mi Coldplay che mi hanno ispirato il lettering Avevamo i jeans di Gucci disegnati da Tom
ha fatto conoscere il mondo dei club. del marchio. Ero ossessionato dai brand dello Ford, con la grande “G” sul sedere. Le “C”
Le signore in villeggiatura le facevano il filo? streetstyle come Santa Cruz, Stüssy, Billa- di Chanel ovunque. Le felpe Lanvin col mar-
Sì, quelle coi mariti a Bologna per lavorare, bong e ho anche provato la droga, che per chio gigante in evidenza. Poi Helmut Lang,
lasciate lì da sole. Da adolescente ero etero- fortuna ho abbandonato subito. La mia edu- Carol Christian Poell e Costume National.
Per la prima volta ho visto la moda scende-
re dalle passerelle e incarnarsi: le campagne
pubblicitarie dei brand, riprodotte alla lette-
ra, prendevano vita.
E chi si era impigliato nell’incertezza, in
quella libertà sperimentava col sesso.
È stato in quella prima notte a Riccione che
ho baciato un uomo e ho trovato la mia iden-
tità. Lì potevi essere te stesso, e in mezzo a
quei corpi eri uno, nessuno e centomila. Se

N E L L A P A G I N A A C C A N T O . Massimo Giorgetti (è nato a Rimini nel 1977) è il fondatore di MSGM


adesso sono sposato e se ho vissuto la mia

. Una delle immagini delle discoteche romagnole scattate da Massimo Vitali, fotografo
omosessualità in modo aperto lo devo alla
cultura che si respirava in Romagna, a quel-

e un conoscitore della movida romagnola, le cui luci fluo ha traslato nelle sue collezioni.
che ama immortalare spiagge affollate, club e parchi, per raccontare la società italiana.
le leggerezza, energia e ottimismo. Non tutti
hanno avuto la stessa fortuna: io, lì dentro,
ci sono nato.
E a un certo punto ha anche fatto il dj.
Frequentavo il Prince, la Villa delle Rose il
venerdì, il Pascià la domenica e l’Echoes il
lunedì sera, con i red carpet all’ingresso ide-
ati dal direttore artistico Maurizio Monti.
Assorbivo musica e stili, così ho iniziato a
registrare dei cd che davo ai negozi. Poi il di-
rettore artistico del Cocoricò Loris Riccardi
mi ha chiesto di suonare nei bagni delle don-
ne: si accalcavano i gay, le trans, le ragazze
che si imboscavano con i compagni occasio-
nali. Tutto molto dangerous.
C’era più trasgressione o più cultura?
Nei privé incontravi gli intellettuali: Aldo
Nove, Aldo Busi, Enrico Ghezzi e l’intelli-
ghenzia di sinistra. Ti ritrovavi a ballare sui
tavoli con Alberta Ferretti, Sergio Rossi, Giu-
seppe Zanotti. Prima della musica, i registi
A SINISTRA

presentavano i film e vedevi gli spettacoli de


La Fura dels Baus e le sperimentazioni tea-
trali della Socìetas Raffaello Sanzio. Finché,
con la crisi del 2008, la leggerezza è volata
via. Ma non dentro di me: quello spirito di
avventura mi ha dato il coraggio di avere co-
raggio. _______________________________

sessuale, anzi bisex direi, e in una cabina del cazione musicale, il mio amore per l’under-
mio stabilimento balneare ho fatto l’amore ground, li devo a quei giorni.
per la prima volta con una ragazza di Cesena. Finché un sabato di luglio del 1997, come
In piedi, scomodissimi, imbranati: non posso una rivelazione, è arrivato il Cocoricò.
dire sia stato bellissimo. Lavoravo in un negozio di tendenza su viale
Poi le altre prime volte: la notte, la musi- Ceccarini che si chiamava Nick & Sons, dove
ca, la moda. avevamo i marchi indispensabili per supera-
Fino ai vent’anni ho frequentato i locali della re le selezioni all’ingresso. Il selector man del
Facciamo amo chi si apre agli altri, ecco perché ho ca-
pito che i balconi si stavano trasformando in

Rumore VOGU E ITALIA 836


ponti per avvicinarci».

Il suo terrazzo nel centro di Milano in che


cosa s’è trasformato?
È diventato lo scenario di pensieri nuovi. C’e-
Storie d’Italia/2. «I balconi? ra il sole, c’erano le piante, e ho pensato che
Sono uno stile di vita». d’ora in poi avrei voluto organizzare i fitting
Fausto Puglisi è cresciuto qui, far venire da me le modelle e celebrare
in una città affacciata sul mare. la vita. Tutta questa storia ci ha fatto capi-
Per questo sa che le finestre re che dobbiamo rallentare. Sa chi è stato
sono ponti, e che questi giorni il mio maestro nella moda? Azzedine Alaïa,
di concerti improvvisati che aveva lo studio in casa e invitava Naomi
ci faranno vincere la paura. a provare gli abiti mentre cucinava per lei.
Se aveva idee, presentava la collezione. Al-
trimenti: niente. Io credo nel cinema e nella
di R A F F A E L E PA N I Z Z A

N E L L A P A G I N A A C C A N T O . Dall’alto. Flash mob con luci psichedeliche in via Madama


Cristina, a Torino. Milano: una donna suona la fisarmonica sul balcone del suo appartamento.
«Nel momento della paura siamo tornati a

con degli amici, qualche anno fa, a ffacciati a un balcone di avenue Montaigne a Parigi.
A S I N I S T R A . La foto che Fausto Puglisi ha postato sul suo profilo Instagram: lui
essere chiassosi, e sopra il chiasso abbiamo
fatto emergere la nostra intelligenza, capace
di vincere la battaglia». Nato a Messina nel
1976, Fausto Puglisi è il designer che insie-
me a Dolce & Gabbana e a Gianni Versace
ha maggiormente cristallizzato negli ultimi
anni il meridione nelle trame delle collezio-
ni. Tessuti che sembrano maioliche rigorose e
svolazzanti, laviche e illuminate come la sua
Sicilia. «Abbiamo tirato fuori la nostra natu-
ra fatta di lentezza e sentimenti espressi e ci
siamo trasformati in un unico grande Sud»,
s’infiamma Puglisi, dopo aver postato sul suo
profilo Instagram una foto che lo ritrae, sim-
bolicamente e con un gruppo di amici, affac-
ciato a un balconcino di avenue Montaigne a
Parigi. Sbracciandosi dai balconi usati come
palchetti di un teatro, l’Italia si è fatta com-
pagnia per settimane, suonando le pentole

F O T O N I C OL Ò C A M P O/ L I G H T RO C K ET V I A G ET T Y I M AG E S. A L E S S A N DRO GR A A S S A N I / C O N T R A S T O © T H E N EW YOR K T I M E S.
come tamburelli della taranta e intonando le
canzoni italiane e l’Inno di Mameli. Chi lo sa-
peva fare imbracciava una tromba. Chi non
sapeva far nulla schiamazzava e riprendeva
col telefono una resistenza mediterranea che
ha fatto il giro del mondo. «Da ragazzo abi-
tavo in posizione sopraelevata sullo Stretto,
vicino alla Fiera, e vedevo il mare col suo blu
strafottente che diventava di piombo se le musica, e non mi pare che registi e musicisti
nuvole incombevano. Sono cresciuto veden- facciano un film ogni due mesi, come accade
do le navi fare avanti e indietro regalando a noi. In quei giorni ho compreso che non vo-
una vertigine, l’impressione che fosse la terra glio finire soffocato da tutte queste richieste
stessa a muoversi. Siamo una penisola, e io isteriche e continue. Occorre capire dove va il
sono nato affacciato su un porto: ecco perché mondo ed essere eroici, come Ulisse.
La Milano affacciata sui balconi l’ha sor-
presa?
No, perché tutta Italia è unita dalla stessa fie-
rezza, che sa essere giocosa ma anche grave,
se necessario. Ho vissuto un anno a Istanbul
e anche lì ho visto le persone vivere sugli af-
PAG . 6 8 FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 facci: ma noi siamo più avanti. Abbiamo una
cultura carnale e mediorientale che sa unirsi
al grande pensiero occidentale, una tradizio-
ne politica che s’è emancipata dall’oppres-
sione religiosa, abbiamo l’arte e l’industria.
FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 6 9

Ai balconi dimostriamo la nostra spirituali-


tà laica e stratificata, e ci uniamo alle tante
menti che hanno lottato per renderci indi-
pendenti.
Un’Italia di palazzi stupendi da cui si è
alzato per settimane un grido di dolore.
Sono il simbolo della grande contamina-
zione in cui siamo cresciuti. Io non potrei
sopportare di vedere i palazzi palermitani e
napoletani abitati, com’erano un tempo, da
un’aristocrazia che non faceva nulla. Ora ci
vive il popolo, spesso in condizioni di grande
bisogno, e questo è uno spettacolo struggen-
te. Vedere le facciate ricche di fregi barocchi
convivere con un’umanità sofferente ci innal-
za e ci unisce.
Il suo amore per le espressioni popolari
quando è nato?
Me l’ha trasmesso mio padre, preside di scuo-
la e sindacalista della Cgil. E mio nonno, co-
munista in una Sicilia che non vedeva certe
idee di buon occhio, e ci voleva coraggio. Mi
inculcava Pasolini, mi faceva vedere i film di
Antonioni da bambino, il neorealismo, tutto.
E mi raccontava la storia di quando, dopo la
guerra, aveva mandato mia mamma bambi-
na a prendere una manciata di uova, e du-
rante il tragitto di ritorno un uomo l’aveva
fermata e gliele aveva rubate. Grazie a questa
formazione violenta ho sviluppato l’amore
per chi ha meno.
Lei veste Madonna, J.Lo, Taylor Swift, ce-
lebrity che vivono lontano dagli occhi dei
fan e che la consolazione di un affaccio
sulla città forse non ce l’hanno.
Parlare di celebrity non ha più senso, per me
non esistono. Quest’anno ho passato due set-
timane a far le prove per il tour di Madonna,
di notte, e quando tornavo a Manhattan mi
fermavo a Little Italy a parlare con un’an-
ziana signora napoletana, di una forza e di
una bellezza imponenti. In quei momenti ho
provato una sensazione precisa: stare con
Madonna, oppure stare con quella madonna
che Madonna non era, e che portava in petto
tutta la linfa del mio Paese, per me rappre-
sentavano la stessa identica soddisfazione. __

FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 6 9


La Vita Ma fino a questa inattesa piega degli eventi
che lo blocca nel suo faro a tempo indetermi-

È Un’Isola VOGU E ITALIA 836


nato, gli impegni parigini – prima l’incarico
di direttore delle collezioni di scarpe di Dior
e poi, da marzo 2018, di direttore creativo
di Roger Vivier – gli impediscono di soggior-
narvi per periodi lunghi. «Chi avrebbe mai
Storie d’Italia/3. Lontano pensato, solo pochi giorni fa, che sarebbe
dal silenzio delle metropoli stata una microscopica entità a permettermi
in lockdown, ci sono angoli finalmente di realizzare questo sogno!», iro-
del Paese che nel silenzio vivono nizza, passando poi a raccontare la sua nuo-
da sempre. Come il faro va routine isolana. «Di mattina presto scendo
a picco sul Tirreno, da cui in giardino a curare gli alberi di limone e le
Gherardo Felloni racconta altre piante. Sarà perché sono cresciuto in
i suoi giorni sospesi. campagna, nei dintorni di Arezzo, ho bisogno
di un contatto con la terra per sentirmi pie-
namente felice: mi diverte zapparla, nutrirla,
di M I C H E L E F O S S I piantumarla. Cosa tutt’altro che scontata, ho
foto di F R A N C E S C O J O D I C E trovato il modo di coltivare questa passione
persino a Parigi dove, circa dieci anni fa, ho
acquistato una casa con un piccolo terreno
annesso». Finite le mansioni di giardinaggio,
È una giornata limpida all’isola del Giglio. è la volta di tornare nel faro, sedersi davanti
Dall’alto della torre della sua insolita resi- al computer e occuparsi di moda. «Ci sono le
denza marittima – un faro ottocentesco in nuove collezioni da mandare avanti, e tanti
pietra riconvertito ad abitazione – Gherardo piccoli progetti digitali a cui, in questi gior-
Felloni racconta di poter vedere quasi tutte ni di isolamento, riesco a consacrarmi con
le isole dell’arcipelago: l’Elba, Montecristo, maggiore attenzione. Sono certo che questa
Giannutri. «Terre di esiliati illustri, a partire permanenza forzata a casa, lontano dagli uf-
da Napoleone, e di quarantene coatte. Come fici, dimostrerà anche ai più increduli che il
la mia, del resto: ho lasciato Parigi a inizio telelavoro, anche per un brand di moda, fun-
marzo convinto di passare un weekend; ed ziona piuttosto bene». Una rivelazione che
eccomi qui col mio ragazzo, settimane dopo, – preconizza – spingerà nel corso della pros-
a non sapere ancora quando potremo riparti- sima decade molti professionisti del settore
re. Una bella doccia fredda, per tutti. Ma non ad abbandonare, per gran parte dell’anno,
posso che ritenermi fortunato a ritrovarmi le grandi metropoli a favore della provincia.
bloccato in un luogo per me così speciale». «Lontano dal tran tran cittadino, non solo la
qualità della vita è più alta; si scopre anche
Circa sette anni fa, Felloni si mise alla ricerca che le interazioni umane sono meno codifi-
di un buen retiro dove passare mesi a colti- cate, e piacevolmente più trasversali. Mentre
vare la terra, contemplare il mare, e creare nelle metropoli tendiamo a frequentare solo i
moda. Da solo, in coppia, o in compagnia di consimili che popolano la nostra stessa “bol-
pochi, selezionati amici. Nella sua fantasia, la” sociale, nei piccoli centri ci si trova ad
aveva vagheggiato le forme di un castello. avere lunghe e proficue discussioni anche con
Poi, nel 2014, l’incontro inatteso col faro del- persone molto diverse per estrazione sociale,
le Vaccarecce. «Un castello, quella diruta casa cultura, esperienze di vita. E se ne esce im-
colonica in pietra, proprio non lo era. Ma con mancabilmente arricchiti».
quella lunga torre del faro annessa ne aveva
un po’ le sembianze. Un’impressione corro- Felloni si dichiara convinto che l’attuale cri-
borata dal grosso calibro delle pietre della si – che definisce «il primo vero momento di
facciata e dalla sua ubicazione, sulla vetta di criticità in Occidente dai tempi della guerra»
un’altura. Decisi così di rompere gli indugi, e – ci trasformerà, e anche piuttosto in fretta,
di acquistarlo». Negli anni successivi, nel cor- in cittadini del mondo migliori; in partico-
so di brevi soggiorni, lo arreda come «si fa con lare più “attrezzati spiritualmente” per af- F. J O DI C E , C O U R T E S Y GA L L E R I A M I C H E L A R I Z ZO V E N E Z I A .

i luoghi dove si spera, un giorno, di passare frontare, a emergenza rientrata, la sempre


molto tempo», trasportando faticosamente più impellente e inderogabile crisi climatica.
sull’isola oggetti di design acquistati all’asta: «Rimarremo i soliti consumatori bulimici?
grandi specchiere liberty, poltrone di Osvaldo Ne dubito. I vincoli allo spostamento e le ri-
Borsani in velluto verde e altre di Luigi Cac- strettezze di questi giorni ci sbattono in fac-
cia Dominioni in mogano e pelle nera; tavo- cia, dolorosamente, di aver dato tante, troppe
lo e sedie Mackintosh in frassino; lampadari cose per scontate, a partire dal cibo, la salute,
Venini in cristallo di Murano. Nelle stanze da VOGU E ITALIA 836 la vicinanza fisica delle persone che amiamo.
letto, invece, colloca un letto d’hotel firmato E ci insegnano a discernere più saggiamente
Gio Ponti in legno con annessi mensole e co- tra essenziale e superfluo, tra oggetti di cui
modini, e dei letti di Pomodoro di ottone. ci scordiamo pochi giorni dopo averli acqui-
stati, e quelli, pochi, a cui siamo legati da un
vincolo affettivo. Alcuni di essi si trovavano
per mia fortuna nell’esiguo bagaglio a mano
che ho portato al faro», racconta. «In questi
FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836
giorni di isolamento forzato rifulgono ai miei
occhi come di luce nuova… quasi fossero più
preziosi. Mi riferisco ai miei amati pantaloni
neri e camicie bianche: capi che costituisco-
no la mia “divisa” per gran parte dell’anno
e di cui proprio non so fare a meno. E poi
tre pezzi della mia collezione di gioielli an-
tichi a cui sono particolarmente affezionato:
un cammeo in onice col profilo di Ercole, in-
corniciato da una montatura di serpenti in
oro, e due spille en tremblant di diamanti. Un
provvidenziale sesto senso mi ha suggerito di
metterli in valigia all’ultimo minuto. Adesso
sono contento che siano qui con me, al faro,
a farmi compagnia». ____________________

FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG .7 1

S O P R A . Francesco Jodice, “Capri. The Diefenbach Chronicles, #014”, 2013. N E L L A P A G I N A A C C A N T O . Gherardo Felloni al Faro delle Vaccarecce, il suo ritiro all’Isola del
Giglio. Aretino, dal 2018 alla guida creativa di Roger Vivier, dal 2009 vive a Parigi, dove ha lavorato per Dior, per poi diventare, nel 2014, direttore creativo degli accessori di Miu Miu.
PAG .7 2 Mai Così Vicini FA R AWAY S O C L O S E

Queste immagini sono state scattate in quarantena. Parlano di noi, del mondo,
in attesa. Così la narrazione dell’isolamento ci unisce, rinnovando un forte
spirito di comunità a cui è dedicato – anche – il prossimo Photo Vogue Festival.

di A L E S S I A G L AV I A N O

Le immagini che compongono queste pagine mento di Photo Vogue, famiglia allargata di Lo scouting All in This Together è aperto a
sono state scattate mentre il mondo è in qua- cui fanno parte più di 180.000 artisti sparsi ogni genere fotografico, dalla moda al repor-
rantena. Un avvenimento assolutamente stra- in tutto il mondo, tenuti assieme dalla passio- tage, all’arte e via dicendo. Quest’anno la call
ordinario: è forse la prima volta infatti che ne per la fotografia, dal desiderio di aiutarsi sarà sia su Instagram che sul sito di Photo
accade qualcosa nell’era dei social media di a vicenda e di crescere insieme. Con l’intento Vogue fino alla fine di giugno. Le immagini
così universale e drammatico al tempo stesso. di tenere vivi questi sentimenti e portarli con in queste pagine sono il frutto di una selezio-
Eppure, mentre il virus si espande senza co- noi nel futuro, abbiamo deciso di dedicare ne tra quelle caricate su Instagram (hashtag
noscere barriere né confini, e ogni significa- l’open call di quest’anno all’esplorazione del #Allinthistogether), Photo Vogue e Picter.
to e senso possibile paiono naufragare, ecco concetto di comunità in ogni sua forma: All Per questa call, Vogue Italia ha infatti stabi-
moltiplicarsi da una parte all’altra del globo in This Together, e con essa lo scouting della lito una partnership con la piattaforma foto-
messaggi di solidarietà e amore. prossima edizione del Photo Vogue Festival. grafica tedesca Der Greif, che ha lanciato a
Ed è forse proprio questo amore, questo rin- Le fotografie qui pubblicate rappresentano sua volta su Picter una call intitolata When
novato spirito di comunità che può farci ritro- quindi un primo capitolo di una storia che “I” Becomes “We” dedicata alle immagini di
vare il senso della vita, aiutandoci a “riveder racconteremo insieme a novembre durante il compassione, solidarietà e speranza ai tempi
le stelle”. La community è anche il fonda- Festival. del coronavirus. _________________________
“From the series « COVID-19 diary »” (Parigi)
D M I T RY KO S T Y U KOV

«Un uomo cammina nel Champ de Mars a Parigi, con la Tour Eiffel sullo sfondo, durante l’isolamento dovuto all’emergenza Covid-19. Probabilmente stava
facendo la solita strada di sempre, aveva il passo lento e forse era un po’ sordo perché non rispondeva ai richiami della polizia. L’hanno lasciato andare».

“I tuoi nei” (Milano)


G I A N N A R U B I N I

FA R AWAY S O C L O S E
FA R AWAY S O C L O S E

«In questo tempo sospeso, cerco tra i tuoi nei il ricordo della mia infanzia. Toccarsi in un momento in cui è proibito, evadere con amore e con la curiosità
di scoprire il corpo dell’altro. Insieme al pianeta Terra godiamo di questo blocco della civiltà che le concede un profondo respiro».

VOGU E ITALIA
VOGU E ITALIA

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“Coronart - A Painter from A Window” (Roma)


YA Z Y Ü C E I L

«Mi chiamo Yaz e vengo da Istanbul, Turchia. Il nome Yaz significa “estate” nella mia lingua. Non è una coincidenza che io ami il caldo e il sole.
È una delle ragioni per cui ho scelto di trasferirmi a Roma, qualche anno fa. L’Italia è nel mio cuore, come la vita meravigliosa che è in grado di offrire».
PAG .7 4
“That’s Me, Lying in Bed, Allowing My Feelings about The Situation, to Be There” (Berlino)
L E N A K U N Z

«Immaginavo che un sacco di persone nel mondo stessero facendo esattamente quello che stavo facendo io: starsene a letto e realizzare che bisognava chiudersi in
casa. In uno stato di crisi prima viene lo shock, poi la negazione, poi si cercano informazioni. Ho scattato questa immagine come visualizzazione dello shock».
FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG .7 5

PAG .7 5
“Lili on The Floor” (Budapest)
A N D R Á S L A D O C S I

«È una fotografia che ho scattato appena si è cominciato a parlare dell’emergenza Covid-19. Attraverso i miei lavori mi piace cogliere la verità che emerge
dai movimenti e nei gesti (fisici, emotivi e psichici). Può essere una verità privata ma fa sempre riferimento, allo stesso tempo, a qualcosa di universale».
Tutto si sono inseriti con verve affabulatoria John
Galliano e con spirito assurdista Francesco

Si Trasforma VOGU E ITALIA 836


Risso –, ma esplorazioni ed esperimenti sul
potere metamorfico e alchemico dell’atto cre-
ativo, capace di trasfigurare tutto. Si potrebbe
stabilire un nuovo dialogo tra creatore e con-
sumatore con oggetti abbozzati la cui forma
Opinioni/1 Lo stile. finale sia determinata in maniera univoca e
Torneranno vecchi difetti personalissima solo da chi indossa. Il prodot-
e avidità. Ma intanto, proviamo to che implichi un coinvolgimento è ipotesi
a immaginare un nuovo degna di attenzione, estendendo e modifican-
umanesimo, fosse anche solo do idee che circolano almeno dai tempi della
per un biennio scarso. moda radicale, e che sono poi state formaliz-
zate da Issey Miyake con “A Piece of Cloth”.
Nella prospettiva del non consumo e del di
di A N G E L O F L AC C AV E N T O più con meno, c’è anche l’utilizzo di materie
esistenti ma incongrue – anche lì, dai fili da
pesca di Salvatore Ferragamo alle schiume
isolanti di Melitta Baumeister, la letteratura
A forza di leggere fantascienza distopica e di è ricca – da cui potrebbe finalmente emerge-
guardarla al cinema e in Tv, nell’anti-utopia re una estetica del futurismo vestimentario
ci siamo trovati invischiati per davvero, da plausibile invece che costumistica. Questi i
capo a piedi. Che botta insopportabile. Quan- primi germi e spunti, da espandere e fertiliz-
do usciremo tutti dai nostri rifugi e dalle no- zare. Quel che il futuro prossimo fin da ora
stre domestiche prigioni – nessun bunker sot- sembra domandare è una maggiore consape-
terraneo o panic room, almeno a questo giro –, volezza: coscienza e libero arbitrio e con que-
saremo in condizioni pietose, come cavernico- sti umanità. Vale anche fuori dalla moda. Che
li inselvatichiti, con grandi pezze al culo. Poco sia solo utopia? Certamente. In fondo, homo
male: la povertà stimola le idee, e non è un homini lupus e con il creato anche peggio. Ma
caso che i creativi di ogni risma diano inva- val la pena di provarci. ___________________
riabilmente il meglio nelle ristrettezze – dalla
pittura alla moda. La moda si troverà davan-
ti un ingente surplus produttivo: merci mai
consegnate, prodotti mai consumati, appetiti
da risvegliare. Un’ecatombe. Nessuno ha la
sfera di cristallo, ma a voler continuare il trail
distopico ostinandosi con un comprensibile

Columnist per “The Business of Fashion” e “Il Sole 24 Ore”, è editor at large di Vogue
“Mi piace far le facce con gli oggetti. Occhiali, perché senza sono perso, spilla da balia

Angelo Flaccavento non dichiara l’età ma l’anno di nascita: 1972. Scrive e disegna.
pessimismo, si può immaginare che dopo un

come oggetto infantile, la clip portasoldi termina con l’ancora e io amo il mare”.
A S I N I S T R A . Un autoritratto per oggetti dell’autore di questo articolo.

Italia. Lo definiscono gentilmente spietato, lui preferisce poetically punk.


momento di volemosebbene iniziale tutto tor-
nerà come prima, con i grossi conglomerati
avidi come non mai, il cinismo rampante e il
consumismo cieco indotto nelle maniere più
subdole. Ma è altrettanto lecito pensare che
qualcosa cambierà, anche solo per una breve
primavera di nuovo umanesimo, per un bien-
nio scarso, per cinque giornate.

Quel che è successo ha toccato nel profon-


do certezze radicate. Ci ha mostrato che per
quanto tecnologizzati e dominanti, siamo
parte del ciclo naturale, e potremo facilmente
soccombere all’inarrestabile processo evoluti-
vo nel quale i nostri desideri piccini e meschi-
ni valgono zero. Dimenticheremo presto, ma
intanto è lecito ruminare, avanzando ipotesi
semiserie per il futuro prossimo. Ipotesi che
hanno l’umano al centro: la mano, perfetta-
mente imperfetta ma sempre autentica. Tor-
nerà l’artigianato? Dicunt. Con l’abbondanza
scellerata di merci già in essere, una via per-
corribile – automatica – è lo smembramento
e recupero dell’esistente, il collage fai da te, VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E
il patchwork dilagante, intesi però non alla
maniera dell’upcycling, o della nobilitazione
dello scarto e del dimenticato – territorio di
proprietà di Martin Margiela nel quale oggi
A Che Gioco la creativa, a caccia della novità e dell’unicità.
Adesso che il virus ci ha imposto un rallen-
istruita, poi, metterà in moto il cambiamento
dal suo interno: l’educazione gratuita e all’a-

Giochiamo tamento forzato, in molti ci rendiamo conto


di quanto sia illusorio cercare di superare
noi stessi, o inventarci sempre nuovi impegni
vanguardia sarà la chiave per il futuro. La
creatività può renderci autonomi e coraggiosi.
Da un’epidemia che ha decimato intere aree
solo per evitare di vivere davvero, usando il geografiche e città, nascerà il bisogno di ri-
lavoro come scusa per essere assenti. Credo manere uniti, di ritrovarsi in scala ridotta,
Opinioni/2 Le tendenze. che ora siamo pronti per progettare una vita regione per regione, quartiere per quartiere,
Uniformi, abiti da tramandare, diversa, più lenta. Nessuno osa ammetterlo strada per strada. E la foga di viaggiare in
piccoli marchi, viaggi per via del prezzo di vite umane dell’epide- lungo e in largo scemerà. Scopriremo cose
vicini, un diverso, semplice mia ma, sotto sotto, molti apprezzano questa nuove, vicino a noi.
senso dell’esistenza: nuova forma di esistenza, il senso di libertà I piccoli marchi, le case di moda, i produttori
ecco i giorni che verranno. e concentrazione, e quella strana felicità che di casual, gli atelier di artigianato prospere-
li pervade. È come se finalmente ci si fosse ranno in questa nuova epoca di invenzioni
liberati di un peso. Abbiamo l’opportunità magari pensate per clienti locali. Questo po-
di L I D E W I J E D E L KO O R T unica di ricominciare e costruire insieme una trebbe far rinascere il negozio specializzato e
ripensare completamente i department sto-
re. Sarà il momento della verità: le persone
giudicheranno quel che è veramente creativo
Di certo, il Covid-19 porterà a un enorme e sostenibile, premiando i brand che meglio
cambiamento sociale ed economico, ma an- sapranno interpretare le nuove regole della
che e più in profondità delle nostre abitudini. semplicità.
È presto per leggerne con chiarezza la forma, Anche se dovremo imparare a non toccarci e
ma si avverte già il bisogno di un piano, di a vivere in un mondo prevalentemente bidi-
un progetto per il nostro futuro collettivo di mensionale, il senso del tatto tornerà prepo-
esseri umani. Non sappiamo quanto durerà tente. Il contatto è quanto più desideriamo.
questa situazione, forse più a lungo di quanto L’impossibilità di abbracciarsi o stringersi la
pensiamo, ma di certo produrrà altri cambia- mano è molto difficile da accettare, ancor più
menti, e con essi il bisogno di strategie radica- per gli italiani. Il vostro è il Paese degli ab-
li e risolute, l’urgenza di riprendere in mano bracci e dei flirt quotidiani con il bel parcheg-
il nostro domani come fossimo creativi alle giatore, l’affascinante barman, la splendida
prime armi. ragazza alla reception. Un gioco innocente e
Perché quella che erediteremo sarà una so- illuminante.
cietà da ricostruire, proprio come dopo una Quella italiana è la cultura del fatto a mano:
guerra. Saranno rimasti in piedi solo gli edifi- scultura, architettura, pittura, conciatura del-
ci. Tutto il resto è da rifare, magari senza sol- la pelle, filatura; cucire i vestiti, raccogliere
di. Bisognerà aprire negozi, bar, scuole, atelier l’uva, fare la pasta e i biscotti... Probabilmen-
creativi e produttivi. te la più manuale al mondo! Per questo po-
Da questo disastro emergerà un nuovo gusto, treste scrivere il “manuale della ricostruzione”
una certa idea di eleganza fatta di abiti simili dell’Italia. E una mano potrebbe diventare il
tra loro. Poiché aspireremo a una società più vostro simbolo. La vostra icona. ___________
equa, cercheremo uno stile che a essa si ade-
gui, un design coerente e una cultura condi-
visa in cui vedremo fiorire uniformi, abiti che
possono essere tramandati alle generazioni
future. E questo accadrà anche perché avre-
School di New York, dove ha fondato il Master in Textile,
Lidewij Edelkoort è una celebre trend

a strateghi, esperti del marketing e designer, da Armani

mo risorse scarse e dovremo condividere i po- 1998 al 2008 è stata direttrice della prestigiosa Design
forecaster. La sua società Trend Union offre strumenti

a Zegna. È Decano di Hybrid Design alla Parsons

nonché editrice, attivista, docente e curatrice. Dal

chi tessuti che all’inizio si potranno produrre. Academy di Eindhoven (www.edelkoort.com).


I designer dovranno usare gli stock esistenti
per realizzare le loro idee. Improvvisazione:
questa sarà la nuova regola del gioco.
Il dopo-virus segnerà la fine di molti dei si- società completamente diversa. Nella quale il
stemi che governavano l’espressione artistica, bene comune sia più importante dell’ego, e
il design e la moda. Del resto, già da tempo la cooperazione e la collaborazione offrano a
si era cominciato a mettere in discussione la tutti le stesse opportunità. All’inizio non avre-
necessità delle fashion week e delle fiere del mo altra scelta che unire le forze e lavorare
design: in molti chiedevano un cambiamento insieme. Si dovranno stabilire nuovi accordi
A SINISTRA.

non solo per l’impatto in termini di inqui- tra agricoltori, produttori di fibre, industrie
namento, logoramento umano e dispersione tessili e case di moda. Bisognerà coinvolgere
economica, ma anche perché la moda stava l’intera filiera, stimolarla con fondi pubblici,
perdendo il suo stesso scopo, e la sua autore- così che siano condivisi gli interessi e i guada-
PH O T O BY T H I R Z A S C H A A P

volezza. Quanti giornalisti, modelle, designer, gni di questo rinascimento culturale. PAG .7 7
acquirenti hanno buttato via giorni e settima- Una società più felice potrebbe anche gene-
ne della loro vita solo per riunirsi intorno al vi- rare più ricchezza, perché le energie positive
tello d’oro del design. Come se tutti dovessero saranno in grado di aggirare le strutture pi-
per forza stare nello stesso luogo, in quella fol- ramidali di potere del passato. Una società
hanno l’opportunità di diventare più forti ac- gno di una comunicazione precisa e diffusa,

La Grande canto ai loro clienti. Lo shopping sarà la vit-


toria. E tutti vorranno festeggiare la vittoria.
perché è vitale. Smettere di comunicare in
questo momento storico, per me, è il peggior

Vittoria
Quindi il primo paio di scarpe che comprere- errore che si possa fare.
mo, o la prima borsa, sarà la nostra vittoria Sarebbe una sorta di disfattismo?
su ciò che sta accadendo oggi. Sì. Ma dirò di più: non dobbiamo sentirci in
E come cambiano i meccanismi del no- colpa nel raccontare delle storie belle. E non
stro sistema nel Nuovo Mondo? dobbiamo sentirci in colpa se gli altri non
Opinioni/3 La comunicazione. Sono molto razionale. In questo momento ci sono fortunati come noi – fermo restando
Tutti, nella vita, hanno bisogno troviamo in un limbo, ed è difficile muoversi che occorre rispettarli e includerli. Guardan-
di qualcosa da celebrare. in un simile territorio, specialmente nel mon- do mia figlia e la sua generazione mi sono
Questa è la nostra occasione, do della moda in cui tutto era organizzato: resa conto che non erano preparati per quello
dice Emanuela Schmeidler. sapevi già quando era la tua sfilata, quando che è successo, ma che sono pronti a impa-
Passando dall’Io al Noi. era la collezione, le vendite, gli eventi... Ades- rare qualcosa di nuovo. Prima, forse, erano
so quello che devi fare è pensare giorno per annoiati da ciò che avevano. Mentre adesso
si sentono importanti, in senso buono: si sen-
di L U K E L E I T C H
tono utili. Guardano la Tv, leggono i giornali,
vogliono essere informati.
Quindi, in fin dei conti, parliamo anche
di un cambiamento positivo.
«Mia madre e mio padre vennero entrambi Sì. Fingere di non cambiare ora è impossibi-
internati nei campi di concentramento. Quin- le, perché siamo tutti cambiati. Inoltre penso
di sono nata con un forte istinto di sopravvi- che tutti vogliano una vittoria nella loro vita,
venza. La situazione ora è drammatica ed è e questa sarà una grande vittoria cui prende-
cambiata radicalmente. Ma da tutto questo re parte. Certo, per alcuni marchi sarà dura,
possiamo imparare qualcosa, dobbiamo met- per altri meno, ma penso che l’evoluzione
terci subito al lavoro». Così mi dice Emanuela da “io” a “noi” aiuterà i più piccoli e il vero
Schmeidler quando la raggiungo il 22 marzo, talento. A volte è necessario ricostruire il si-
ovviamente con una videochiamata. Schmei- stema, e questa è l’occasione. _____________
dler ha fondato l’agenzia di pubbliche rela-
zioni che porta il suo nome nel 1999, dopo
14 anni con Versace. La sua presenza accorta
e la sua solida consulenza sono state parte
integrante del successo e dell’espansione di
marchi italiani tra cui Schiaparelli e Moncler,
oltre a Vogue Italia, che insieme a L’Uomo e
ad altri titoli di Condé Nast Italia collabo-

Versace, nel 1999 ha creato l’agenzia di comunicazione che porta il suo nome. Oggi
si occupa di molte realtà del fashion system, tra cui anche Vogue Italia e L’Uomo.
A S I N I S T R A . Un ritratto di Emanuela Schmeidler. Dopo 14 anni nel team
rano da tempo con la sua agenzia. Nessuno
a Milano si trova in una posizione migliore
per delineare le sfide e le opportunità che ci
attendono nel campo della comunicazione e
della strategia della moda.

Come riassumerebbe questo cambia-


mento radicale?
Penso che il primo e più radicale cambia-
mento sia il passaggio dall’“io” al “noi”. In
Italia, e soprattutto nella moda, si parlava
sempre di “io”: “io sono il talento, io conosco
le strade, io sono il migliore, io e il mio selfie,
io e quello che indosso”. Passare al “noi” può
rafforzare il sistema. Allo stesso tempo, aiute- giorno. Quindi hai bisogno di grande razio-
rebbe i marchi un po’ più deboli a migliorare. nalità. Penso che l’esperienza sia di nuovo
Ma tutto ciò deve avvenire nel giro di poche qualcosa di molto importante. Questo è il
settimane. vero valore, ed è qualcosa che avevamo perso
Cosa, chi, guida questo cambiamento? un po’ perché bastava essere millennial e gio-
Il consumatore: è lo stesso di prima, ma ora vane per essere alla moda e cool. Ritengo che
ha un punto di vista completamente diverso ora sia necessario avere un po’ di esperienza,
e vuole un messaggio diverso. e non escludere nessuno.
T R A DU Z I O N E DI GI U S E PPE G U L L O.

Questo “noi” come si manifesta nelle pub- Ha menzionato la narrazione. Quali sono
bliche relazioni e nella comunicazione? le storie che devono essere raccontate?
Bisogna pensare che quando usciremo di Le informazioni sono cruciali e i marchi de-
nuovo, magari per fare acquisti, significherà vono spiegare le storie che li riguardano. Due
che siamo ancora vivi e stiamo bene. Tutti i mesi fa nessuno pensava più che il lavoro del
marchi devono lavorare in questa direzione e giornalista fosse importante, ma adesso ab-
sviluppare una narrazione adeguata. Perché biamo bisogno dei giornalisti, abbiamo biso-
una nostra app, tramite la realtà aumentata: Abbiamo alle spalle chi ci sostiene. Siamo ben

Il Futuro Yooxmirror altro non è se non un camerino


virtuale, dove i nostri utenti hanno modo di
piazzati perché molto diversificati. Se fossi-
mo concentrati su un unico Paese, sarebbe

È Adesso
provare su di sé i capi in catalogo. Per Mon- complicato. La Cina sta già dando segnali di
cler.com, poi, abbiamo lanciato la possibilità ripresa, a macchia di leopardo i vari mercati
di vedere come stanno ai piedi varie paia di ripartiranno. Speriamo che l’Italia sia il se-
sneakers. Non racconto il futuro, sta acca- condo a riprendersi, e toccherà poi all’Ameri-
dendo adesso. ca e all’Inghilterra. Nel quadro contempora-
Opinioni/4 La tecnologia. La cronaca insegna pure che la logistica, neo, la differenziazione geografica si rivela un
Per Federico Marchetti, così com’è, non riesce a reggere i picchi vantaggio enorme. ______________________
presidente e ad di domanda, che la filiera va ripensata
di YNAP, investimenti tech per tornare tempestiva.
e integrazione offline/online Di nuovo, la soluzione è investire in tecnolo-
rilanceranno il settore. gia. La maggior parte dell’evasione degli or-
dini nei nostri magazzini, per esempio, viene

di M A R C O M O R E L L O

University e un’esperienza di lavoro, anche, per Bain & Company, fonda Yoox nel 2000, diventato Ynap nel 2015 e acquisito dal colosso
«Una tempesta come quella che stiamo viven-

A S I N I S T R A . Federico Marchetti (Ravenna, 1969) si laurea in economia alla Bocconi di Milano. Dopo un MBA alla Columbia

del lusso Richemont nel 2018. Marchetti ha dichiarato che lascerà la carica di ad mantenendo quella di presidente del gruppo.
do adesso scatena cambiamenti inevitabili.
Ma quando l’emergenza passa, non si torna
indietro. Rimane un’onda lunga. Nella moda
andrà a coincidere con un’accelerazione degli
investimenti in tecnologia». Così immagina
lo scenario post-coronavirus Federico Mar-
chetti, presidente e amministratore delegato
di Yoox Net-A-Porter Group, gigante del lus-
so online con oltre 4,2 milioni di clienti in
180 Paesi, circa un miliardo di euro di vendi-
te annuali realizzate da smartphone, più di
un miliardo di visite l’anno sulle sue destina-
zioni digitali.

Lo tsunami in corso spazzerà via i negozi


fisici?
Al contrario, continueranno a esserci sempre.
Non credevo alla loro scomparsa quando ho
iniziato con Yoox e tutti dicevano che sarebbe
sopravvissuto solo l’e-commerce, figuriamoci
vent’anni dopo. Penso che si possa creare un
connubio tra i due universi. Un’integrazione
invisibile, senza confini, tra online e offline.
Come coesistono senza rivaleggiare?
Diventando un unico, perché il cliente è uno,
dunque ha senso mostrargli ovunque si trovi
lo stesso inventario. Ognuno di noi si porta
dietro il suo storico, le sue preferenze, un
pacchetto di informazioni importanti: van-
no messe al servizio dei personal shopper sul
“.com” e, in parallelo, degli addetti in bou- affidata a robot che vanno più forte di una
tique. Altro passaggio fondamentale, occorre Lamborghini e a un nastro trasportatore più
ricordare che il cliente appassionato di moda lungo del circuito di Monza. In questo modo,
non va su internet solo per comprare. Chiede ci siamo non solo trovati ad avere a dispo-
intrattenimento. Specie in situazioni di bur- sizione un know-how utile per reggere in un
rasca, desidera contenuti per potersi distrar- periodo di shock, ma siamo anche riusciti a
re e ispirare. Nel complesso, è una formula salvaguardare la salute dei nostri lavoratori,
quasi alchemica, che funziona. rimasti sempre a distanza di sicurezza tra loro.
Una grande lezione di questo tempo biz- Secondo studi autorevoli, non si tornerà
zarro è che le case sono, giocoforza, fi- alla normalità prima di parecchi mesi. È
nestre spalancate sul mondo dalle quali preoccupato da questa resistenza dello
F O T O OL A F B L EC K E R .

PAG .7 9
tentiamo di fare di tutto. La tecnologia straordinario?
può semplificare l’esperienza d’acquisto, Devo dire che la notte riesco ancora a dor-
portando il negozio a domicilio? mire. Facciamo parte del gruppo Richemont,
La risposta è sì. Lo abbiamo già fatto dentro uno dei più grandi colossi del lusso al mondo.
emotivo alla base della nostra scelta: voglia- dall’online. È un elemento strategico, perciò
mo lanciare un messaggio di coesione. abbiamo chiesto al Governo di sostenere chi

Sapremo
Appena possibile, tutto come prima? investe in tale direzione.
Non tutto, il valore della sostenibilità va te- Il suo auspicio è che non si perda nem-
nuto in conto. Spingerà a muoversi meno, meno un posto di lavoro. Non suona ir-

Rialzarci orienterà le scelte limitandole. Immagino, per


il futuro, un maggiore intimismo, con tante
realistico?
Il nostro sistema è come una tela di ragno,
finestre aperte sul resto del mondo. Finestre poggia su una interdipendenza totale. Nei
che possono essere digitali. distretti italiani ogni pezzetto, anche picco-
Potrebbero spalancarsi anche a giugno, o lo, incide sul resto. L’azienda con cinquemila
Opinioni/5 Il sistema. è troppo presto? addetti che svolgono un mestiere di routine
Streaming e eventi fisici, ma A giugno daremo vita ad altri modelli di nar- è essenziale tanto quanto quella di cinque:
con diversa intimità. E finestre razione. Se l’industria avrà ripreso a lavorare, se viene meno la piccola impresa che cura il
sul mondo. Per il presidente apriremo piattaforme virtuali per veicolare ricamo di una più grande, si perde la qualità
della Cnmi Carlo Capasa, ovunque i contenuti delle collezioni e delle complessiva di un capo. Se si spezza un sin-
dalla crisi un’opportunità. pre-collezioni. golo anello, crolla tutto. La moda italiana è
flessibile e trasversale. Dobbiamo protegge-
re a ogni costo la nostra unicità. Lavorando
di M A R C O M O R E L L O uniti si possono fare grandi cose, ne abbiamo
avuto la prova quando l’Italia è rinata dalle
ceneri della guerra. Da soli si va veloci, insie-
Già a febbraio, quando la pandemia non era me si va lontano. Il virus, in questo senso, è
immaginabile, un muro alzato dal coronavi- molto istruttivo.
rus è stato scavalcato da un’intuizione: dare Cosa insegna?
modo ai buyer cinesi bloccati in casa di se- Quanto sia importante pensare all’altro. Oggi
guire le passerelle milanesi, arrivare in Italia devo stare lontano da chi vorrei avere vicino
attraverso le immagini in streaming, da qua- per non rischiare di infettarlo. Se tutti noi cre-
lunque schermo di loro preferenza. sciamo in altruismo, sarà la società intera a
La strategia ha superato le aspettative. Alla maturare. E saprà rialzarsi. ______________
cerchia ristretta degli addetti ai lavori si è
unita un’affollata compagnia: «Tra dirette e
differite, sono state raggiunte 25 milioni di
persone. Per la prima volta, siamo riusciti a
organizzare una Fashion Week virtuale», ri-
corda Carlo Capasa. Per il presidente della
Camera Nazionale della Moda Italiana, la
seconda volta sarà persino più epocale. Sia

Ennio il brand Costume National, lasciandolo dopo 30 anni nelle mani del fondo
Nazionale della Moda Italiana dal 2015. Dopo aver lavorato per diverse aziende

dedicato alle aziende della moda impegnate sul tema dello sviluppo sostenibile.
del settore e aver lanciato il marchio Romeo Gigli, nel 1986 fonda con il fratello

Sequedge. Nel 2017 è tra gli ideatori del Green Carpet Fashion Awards, evento
l’uomo sia la donna sfileranno a settembre:

A S I N I S T R A . Carlo Capasa (Lecce, 1958) è il presidente della Camera


«Per l’occasione rafforzeremo lo streaming, lo
allargheremo ad altri Paesi. Vorremmo avere
il Giappone, gli Usa, la Russia, vari stati eu-
ropei. Stiamo parlando con gli interlocutori
giusti per trasmettere i nostri contenuti».

Perché lo streaming è così importante?


Abbiamo raccolto un gruppo di consumatori
che sono diventati un patrimonio di tutto il
sistema moda, dando ai brand coinvolti una
popolarità che altrimenti non avrebbero avu-
to. Non sono sensazioni, è matematica. Una
manifestazione ha successo se raduna decine L’insieme suona come un ridimensiona-
di migliaia di persone. Qui siamo su ordini mento degli eventi tradizionali.
di grandezza totalmente differenti. Abbiamo La fisicità continuerà a essere insostituibile.
imparato una lezione importante. E non sol- Chi compra, vuole toccare il tessuto, capirne
tanto noi: Shanghai ha adottato lo streaming la vestibilità. Se è l’unica alternativa, allora
per la sua Fashion Week. I cinesi ci copiano. sono inevitabili gli acquisti a distanza, ma
Che scenari intravede per settembre? di regola i buyer devono poter andare per
Essenzialmente due. Che la situazione in- showroom, confrontarsi tra loro, conoscere le
ternazionale sia risolta, allora con qualche proposte dei giovani per sceglierle. Non pos-
accortezza supplementare verrà ristabilita siamo privarli di queste esperienze.
la normalità. O che la crisi sia superata in La filiera, invece, di cosa non deve privar- FA R AWAY S O C L O S E
singoli Paesi, tra cui il nostro, ma senza po- si per ripartire?
ter fare entrare le persone dall’estero. In quel Nessuno avrebbe potuto immaginare che
caso, lo streaming ci supporterà in maniera in Paesi come la Germania o l’Inghilterra il
importante. Comunque vada, c’è un fattore 30% del fatturato del settore sarebbe dipeso
momenti di analisi e riepilogo, consentono di estendendola ad altre industrie, non solo del
scoprire in pochi giorni qual è lo stato della comparto della moda.

Oltre
moda, le direzioni che il settore sta prendendo In questa osmosi fluida tra reale e virtuale,
declinate nelle stagioni in arrivo». Un’esigen- la città da cui tutto parte, in cui la kermes-
za che si afferma superando la compresenza se si svolge, si ritaglia un ruolo specifico: «A

La Bufera fisica: il prossimo Pitti potrà essere esplorato


da lontano, da chi non riuscirà a esserci, così
Firenze, con la sua dimensione provinciale in
termini di superficie, i suoi palazzi e i giardini,
come da chi ci sarà, però intende prolungare, si concentra quello che altrove si disperde. In
approfondire, estendere il dialogo iniziato in passato avremmo potuto spostare la manife-
Toscana. stazione in altri mercati, ma rimanere dove sia-
Opinioni/6 Le fiere. La chiave d’accesso sarà la piattaforma di- mo è la conseguenza di una strategia precisa.
Potenziare le interazioni virtuali gitale e-PITTI Connect. Il consolidamento Ogni volta che partecipiamo a eventi francesi,
in attesa che tornino quelle reali: di un’intuizione radicata: «Abbiamo sempre tedeschi, americani, ci rendiamo conto che in
è la ricetta di Raffaello dato grande attenzione alle nuove tecnologie. nessun polo fieristico in giro per il mondo è
Napoleone per Pitti Immagine. Il know-how acquisito nel tempo ci mette a replicabile l’atmosfera che si genera all’inter-
no della Fortezza da Basso. Nonostante le sue
debolezze in termini di vetustà o la necessità
di rimettere a posto gli impianti, quello che si
di M A R C O M O R E L L O
crea a Pitti è uno spirito di comunità». Si recu-
pera una dimensione collettiva che, almeno per
il momento, ci appare perduta, interrotta, mes-
Per smorzare l’incertezza di questo tempo in sa in pausa. Ritrovarla sarà respirare il passato.
affanno, Raffaello Napoleone ha voluto tenere Un esercizio corale di normalità. ____________
il punto il più a lungo possibile. Non fino all’ul-
timo, sarebbe stata una caparbietà imprudente,
ma di sicuro fino a quando era ragionevolmen-
te sensato: «Giugno è diventato un traguardo
irraggiungibile non appena è stata fermata la
produzione delle imprese. Sono venute meno
le condizioni per portare i campionari a Firen-
ze», riassume l’amministratore delegato di Pit-
ti Immagine. Da qui, la decisione più ovvia e

Stanford University, lavora come dirigente responsabile del personale di Salvatore Ferragamo spa.
Raffaello Napoleone (Roma, 1954) è amministratore delegato di Pitti Immagine
dal 1989. Dopo la laurea in legge a Roma, e corsi di executive management e marketing alla
sofferta: rimandare la fiera dedicata alla moda

Tra le altre cose è membro del consiglio di amministrazione di Ente Moda e Polimoda.
maschile. «E avvicinarsi agli altri grandi ap-
puntamenti del calendario internazionale».
Guardando avanti, si intravedono comunque
spiragli di fiducia: «In estate la situazione
sarà migliore di quella che stiamo vivendo in
queste settimane. La mia è una rassicurazio-
ne ponderata, ragionata, non strumentale. Le
nostre azioni ci consentiranno di circoscrivere
il virus. Finito il contagio, arriva la guarigione.
Supereremo la crisi». L’Italia sarà capace di
riaccendersi. Lentamente, pur trascinandosi le
sue cicatrici, come sta facendo adesso la Cina:
«Mi raccontano che ai semafori di Shanghai si
forma la fila, si va nei negozi e al ristorante,
sebbene ci si muova con mascherine e guanti.
Si prendono le contromisure necessarie, però la
vita è ripartita».
Arriverà il tempo di fare la radiografia dei dan-
ni, di certo è inevitabile intravedere prospet- disposizione uno strumento immediatamente
tive dolorose: «L’impatto del quadro attuale utilizzabile in una situazione imprevedibi-
A SINISTRA.

sarà significativo e avrà conseguenze plurime. le. Lo stiamo potenziando, ne lanceremo una
I mesi di stop, di vendite perse, difficilmente versione inedita per renderlo un elemento di
si potranno recuperare. Il 2020 sarà carat- condivisione totale di contenuti. Un luogo di
terizzato da vischiosità diffuse. L’impatto si interazione a distanza che si sviluppa in an-
sentirà sulla disponibilità delle materie prime, ticipo e durante la fiera, che nelle settimane
sulla produzione, la commercializzazione, la successive alla chiusura continua a offrire
distribuzione e l’acquisto. Il mercato subirà un opportunità di concludere accordi e stringere
ripiegamento, patirà l’impatto del minore mo- relazioni tra espositori e compratori». Di più:
vimento delle persone». attraverso una collaborazione con l’Ice, l’agen- PAG . 8 1
In uno scenario del genere, che concede rari e zia per la promozione all’estero delle imprese
faticosi spiragli di ottimismo, le fiere raddop- italiane, si mira ad allargare ancora la durata
© F O T O R AG GI .

piano di senso. Pur con un calendario stravol- e il campo d’azione della piattaforma. Il pro-
to, vanno oltre la loro logica funzionale: «Sono getto è che diventi operativa per tutto l’anno
mica. Cosa sarà di loro? Se non riceveranno A dare speranza, intanto, i venti di ripresa
aiuto, rischiamo nei prossimi mesi di assiste- che soffiano dalla Cina, dove la bufera – as-
re a un’ecatombe». Grassi sottolinea che non sicura, dati alla mano, l’imprenditore mila-

Salviamo solo le istituzioni, ma anche l’industria deve


dare una mano, a partire dai proprietari di
nese – si sta placando e la vita commerciale
riavviando verso la normalità. «In Asia i vo-

Le Idee Fresche showroom e dai buyer, ai quali lancia un ap-


pello. «È comprensibile che in un periodo di
crisi si tenda a voler rischiare di meno, pun-
lumi degli ordini tornano a crescere, ma la
sensibilità dei consumatori si rivela profon-
damente cambiata. Analizzando i dati delle
tando su brand affermati, considerati giusta- vendite online di marzo, abbiamo riscontrato
mente più sicuri. Ma attenzione: in questo un nuovo modo di approcciarsi all’abbiglia-
Opinioni/7 Gli showroom. frangente critico ci troviamo tutti, nessuno mento, improntato al “value for money”, al
Buyer, aziende e media hanno escluso, davanti alla responsabilità storica desiderio cioè di acquistare capi che servono,
una responsabilità storica, di salvare le nuove generazioni di stilisti. Se con un buon rapporto qualità-prezzo. Chi
spiega Riccardo Grassi: li perdiamo, perdiamo tutti: consumatori, conosce i sistemi di mercato sa che questa
proteggere i giovani stilisti. retailer, e persino i grandi marchi». Un si- modalità d’acquisto è tipica dei dopoguerra:
i consumatori, ancora frastornati, non tor-
nano immediatamente “a ballare sui tavoli”,
di M I C H E L E F O S S I ma guardano a capi utili. Il che non significa
necessariamente appiattimento o una visione
sterile dello stile: basti pensare agli straordi-
nari cappotti e tailleur che, da Dior a Chanel,
«Tra un mese si inizieranno a vedere le prime accompagnarono con il loro bel connubio tra
schiarite, anche se la tempesta si calmerà del praticità ed estetica la rinascita della moda
tutto solo tra settembre e ottobre», preconiz- tra la fine degli anni 40 e l’inizio degli anni
za un lupo di mare della moda come Riccardo 50. Semmai ci dà un’ulteriore conferma che
Grassi, fondatore dell’omonimo showroom in il periodo che stiamo attraversando, anche se
via Piranesi a Milano, considerato – grazie a non cadono le bombe, è percepito dal mer-
una nutrita scuderia di marchi emergenti e cato come una vera e propria guerra». _____
una rete di duemila retailer sparsi per il glo-
bo – uno dei più influenti al mondo. «Nella
nostra industria, gli showroom sono stati le
prime realtà a essere colpite dalla crisi del
Covid-19, già durante la settimana della
moda di febbraio, disertata dai buyer asiatici.
Non ci siamo persi d’animo, però, ma imme-
diatamente attrezzati per lavorare in remoto,

in una ex struttura industriale che vanta un portfolio di brand internazionali. Nato


a Carrara, milanese d’adozione, ha aperto il primo showroom a Firenze nel 1988.
e abbiamo continuato a piazzare ordini onli-

Riccardo Grassi, buyer e talent scout, dal 2011 è titolare


ne», racconta. «Certo, non è la stessa cosa: il

dell’omonimo showroom di via Piranesi a Milano, 3000 metri quadri


nostro è un mestiere che vive di appassionati
colloqui a tu per tu davanti alla merce, e della
possibilità di farla toccare con mano. Ma per
sopravvivere a queste settimane critiche, con
restrizioni agli spostamenti senza precedenti,
la tecnologia a disposizione – da WeChat alle
simulazioni di vendita in videoconferenza –
si sta rivelando più che sufficiente».

A preoccupare Grassi, più che il crollo di pre-


senze fisiche dei buyer, è un’altra cosa: la te-
nuta della parte più debole del sistema-moda
Italia. «I pesci grandi arrancheranno per un
po’, ma si salveranno», prevede. «Durante le stema-moda depauperato della loro vitalità
crisi del passato, le nostre aziende più conso- – invita a riflettere Grassi – rischierebbe di
A SINISTRA.

lidate hanno dato prova di grande resilienza, risvegliarsi, a crisi passata, invecchiato d’un
hanno reagito alle onde telluriche del mer- sol colpo, e incapace di fare sognare. «In un
cato flettendosi, senza mai spezzarsi. Hanno momento storico come quello attuale, in cui
infatti sufficiente potere organizzativo per l’offerta dei grandi è piuttosto omologata, i
fronteggiare le emergenze e, se richiesto, con- piccoli marchi emergenti fanno la differenza
segnare i campionari a tempo di record, lavo- a livello creativo; sono loro a iniettare linfa
rando giorno e notte». Diverso, invece, il caso vitale, con idee fresche e nuove, a un sistema
dei tanti giovani stilisti appena affacciatisi che da tempo ha grosse difficoltà a suscita-
sul mercato con piccoli marchi indipenden- re desiderio nel consumatore finale. Se, per
ti. «Tra mille difficoltà, stavano muovendo i giocare sicuro, dimentichiamo l’importanza
loro primi, timidi passi nel nostro ecosistema, delle emozioni nel nostro mondo, non solo
contando, per la loro sopravvivenza, su tanto ci diamo la zappa sui piedi: dimentichiamo
ottimismo e una normale congiuntura econo- cosa è la moda».
V O G U E I T A L I A P E R K O N T A T T O

P E R FASCINO
IRRESISTIBILE
T O
T A T
K O N

È quello che trasmette la collezione “Flower Bomb” di


Kontatto. Dal deserto ai tropici passando per la Provenza: filo
conduttore la forza del color block e il romanticismo dei fiori.

Un’invasione pacifica sta conquistando il


guardaroba con i colori e le stampe dei fiori, che si
manifestano con un segno grafico o con un tocco
monocromatico. Così Kontatto affronta la nuova
stagione. E per farlo lancia la collezione “Flower
Bomb”. Un’esplosione floreale, dunque, declinata
in tre temi differenti. La primavera si fa sentire
con “Romantic”, dall’ispirazione iperfemminile:
tulle, chiffon, pizzi, merletti e maglia traforata
trasmettono un senso di leggerezza e di sensualità,
sottolineato dalla delicatezza di una palette con
sfumature pastello, come pesca, cipria, crema.
Il “campo” perfetto per far nascere minuscoli
bouquet in stile provenzale. Sono invece i toni
accesi quelli che caratterizzano il “Tropical” mood.
La scena è tutta delle stampe giungla & foresta
che scatenano un mix molto estivo, spettacolare
grazie alle tonalità gioiose di buganvillea e papaya,
spesso abbinate tra di loro, ma anche nella
versione color block. Infine, con “Desert” si entra
in un vortice cromatico con le nuance della terra
e della sabbia che convivono con il verde delle
oasi, la golosità del cacao e il rosa dell’alba. Ma il
bello di “Flower Bomb” è che tutti i look possono
essere scomposti e ricomposti, ogni volta diversi
per adattarsi alla personalità di ogni donna.

Miniabito con tripla balza e scollatura monospalla. Collezione “Flower Bomb”, P/E 2020. Kontatto.

V O G U E I T A L I A P E R K O N T A T T O
io fossi un giovane designer con un piccolo prodotto rientra nella categoria del virtuale.
budget eviterei di produrre i capi». Si sono D’altra parte, è abbastanza complicato se-
già misurati con qualcosa del genere: due gnare un confine netto tra le discipline. Lo

Sognando stagioni fa con TrashyMuse, nome sotto cui


si celano le berlinesi Carina Bucspun e Ann-
studio grafico Golgotha, per esempio – altri
parigini che da anni lavorano in maniera

Abiti Elettrici Britt Dittmar, hanno realizzato la prima


sfilata virtuale. «Niente tessuti veri, niente
modelle vere. Solo l’anno scorso la gente non
trasversale –, ha collaborato con il fotografo
Daniel Sannwald per la campagna di Fendi
“Amor Roma”, capsule lanciata nel 2019.
ne capiva il senso», racconta Carina. «Ma Allo studio è stato chiesto di creare un ma-
quest’anno è diverso, e specialmente dall’ar- ke-up digitale attinto dai colori della collezio-
Come in un romanzo rivo del coronavirus, le persone cominciano ne. Il risultato, sulla pelle delle modelle, sta a
di fantascienza, il digitale
prenderà il posto del reale?
Tra sfilate online,
tessuti e shooting virtuali,
nell’universo creativo sta

D E S T R A . “ Ceremonial Formality” , installazione dell’artista belga Frederik Heyman, commissionata dallo Showstudio di Nick Knight.
. Uno shooting di moda generato al computer dallo studio creativo Nda Paris, apparso su “Sport and Style Magazine”.
già succedendo. Eppure...

Model: Solann Zélie. Giacca e borsa Fendi, gonna Alexandre Blanc, neckless Zana Bayne. Stylist: Nicolas Klam.
di M A R T A GA L L I

«La modella è in una gabbia con qualcosa


come 250 macchine fotografiche che la ri-
prendono da ogni angolo e un software cal-
cola il modello 3D sulla base di queste imma-
gini»: quando ha iniziato la carriera Frederik
Heyman era un fotografo, ma oggi il termi-
ne gli si aggiusta come una coperta troppo
corta. «Puoi partire modellando un avatar o
con la scansione di una ragazza vera», spie-
ga, «io preferisco il livello di realismo e im-
perfezione della seconda opzione. Il mondo
fisico è letteralmente copia-incollato in quel-
lo digitale». L’artista belga – in curriculum
collaborazioni con Burberry, Showstudio e
la Biennale di Shanghai – crea installazio-
ni virtuali di decadente sapore ballardiano,
dove corpi e tecnologia collidono, e relitti del
vecchio mondo fluttuano nell’iperrealismo di
scene animate in digitale. È il risultato del
sapiente bilanciamento di media diversi:
Heyman non scatta, non registra, non dise-
gna. Fa tutte queste cose assieme, ma non ha
più bisogno di recarsi sul set. «Posso trovar-
mi in Europa e scannerizzare una modella
in Asia, lo abbiamo già fatto, attraverso una
video-call dirigo il lavoro dallo studio». Nei
A SINISTRA

giorni del social-distancing, in cui lo smart


working ha sostituito l’ufficio e l’aperitivo si
fa a distanza su Zoom, anche l’industria del-
la moda si interroga se il suo immaginario,
A

fatto ancora oggi essenzialmente di fotogra-


fia (e video), possa essere creato in remoto.
Per la generazione YZ la risposta è ovvia:
già lo sta facendo. A Parigi lo studio crea-
tivo Nda, co-fondato dai fratelli Melvyn e a percepire il valore di qualcosa che è total- metà strada tra la porcellana e una carrozze-
Edwin Bonnaffé, ha nei ranghi designer Cgi mente digitale». Per l’operazione, calcolata ria metallizzata. Un effetto apprezzato dalle
(computer generated images) che potreb- in 14mila frame, sono state sufficienti due nuove generazioni, tanto da nutrire una sorta
bero produrre l’equivalente di un servizio settimane, spiega Melvyn: «Il tempo impie- di beauty industry parallela che produce fil-
fotografico senza alzarsi dalla sedia. E se le gato a creare sia avatar sia vestiti è inferiore tri; e a cui partecipano le stesse TrashyMuse,
modelle sono facilmente sostituite da avatar, a quel che ci vuole al computer per sviluppa- assieme a Samy La Crapule, e un manipolo
per l’abbigliamento basta inserire una serie re il render; dopo aver lavorato per 8-9 ore, di pionieri che, invariabilmente, si incontra
di informazioni, come il disegno e la compo- lasciavamo che questo elaborasse durante su Instagram. Il movente è lo stesso che so-
sizione del tessuto. «È semplice, economico la notte: ed è come se avessimo lavorato 24 stanzia il commercio di crypto moda: «C’è
e sostenibile, tanto che», riflette Edwin, «se ore al giorno». Oggi, circa un terzo del loro già una comunità che compra vestiti per il
proprio avatar o il prossimo post sui social», Knight, per la cronaca, cominciò a scanne-
conferma infatti Carina. L’anno scorso “Iri- rizzare le modelle – Kate Moss e Naomi, per
descence”, un’eterea veste che si può indos- dirne un paio – ben prima che la stessa Moss
sare solo nel mondo virtuale, è stata venduta comparisse sotto forma di ologramma in Zo-
PAG . 8 5
all’asta per 9500 dollari (veri, questi). «L’im- olander 2, nel 2016. «Oggi la produzione
piego di 3D e Realtà Aumentata insieme sono d’immagini moda avviene attraverso Skype,
“un incontro benedetto dal cielo”» si entusia- Instagram, Zoom e questo significa anche che
sma Carina, «specialmente in questo settore». un sistema limitato ed eurocentrico si apre a
Diversi grandi brand dell’abbigliamento e realtà prima escluse, come Africa, Asia e Sud
accessori – Nike, Burberry, Kenzo, Balencia- America; infine cosa importa se il risulta-
ga e Moncler, per citarne alcuni – hanno infi- to è fatto di pixel o emulsione granulosa?».

lato il naso in questo mondo dove si maneg- Tornando ai fratelli cresciuti nutrendo-
gia una cassetta degli attrezzi, se non nuova, si di Metropolis, Dragon Ball, Nick Knight
“alternativa”. Questo immaginificio potrebbe e video-giochi, affermano: «La tecnologia
non solo cambiare la maniera in cui la moda non pone limiti alla fantasia, Dumbo può
è veicolata, ma anche prodotta. Secondo Nick volare, e questo è un bene, ma ci stiamo
Knight, celebre fotografo che non si defini- muovendo verso un’estetica più naturali- PAG . 8 5
sce più tale, fondatore di Showstudio – e per stica e personale; almeno per quel che ci
molti creativi digitali un punto di riferimen- riguarda». Perché sebbene possiamo co-
to –, «Internet ci ha cambiato come specie, pia-incollare il reale nel digitale, l’inverso,
è ovvio che stia cambiando anche la moda». per ora, lo abbiamo visto solo nei film. ___
PAG . 8 6 FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E

Passato
Presente
In questi giorni di isolamento,
aprono i grandi database digitali.
Come quello di Vogue Italia,
che svela la storia della moda
e della fotografia dal ’64 a oggi.

di M I C H E L E F O S S I

«È come essere all’interno di una galleria d’ar-


te e poter andare indietro nel tempo». Così
Naomi Campbell, in un post entusiastico su
Instagram, ha salutato l’iniziativa di “solida-
rietà digitale” di Vogue Italia di regalare a tut-
ti, per tre mesi, l’accesso gratuito al Vogue Ar-
chive: il prezioso scrigno digitale, considerato
il più importante archivio di moda al mondo,
dove sono raccolte e catalogate tutte le pagine
della rivista dal 1964 a oggi. Un’occasione per
abbandonarsi a un meraviglioso viaggio nello
spazio e nel tempo alla scoperta dei lavori dei
più grandi fotografi del mondo: dai servizi de-
gli anni 60 con Albert Watson, Helmut Newton
e Richard Avedon, passando per i controversi
scatti firmati Steven Meisel, le oniriche visio-
ni di Tim Walker, l’estetica cinematografica
di Peter Lindbergh, fino alle più recenti col-
laborazioni con David Sims e Inez&Vinoodh.
Per arrivare a Mert Alas and Marcus Piggott,
che per il marzo 2020 hanno firmato la prima
cover di Vogue con protagonista una modella
virtuale, generata al computer. L’ultima, in or-
dine cronologico, di una lunga serie di “prime
volte”, con cui la rivista nel corso degli anni ha
riscritto le regole del gioco, guadagnandosi il
titolo di Vogue più d’avanguardia, meno com-
merciale e – a detta del New York Times – “più
influente” al mondo.

Pagine tratte da Vogue Archive raccontano la storia di Vogue Italia attraverso alcuni dei suoi grandi fotografi. SOPRA . Una delle celebri cover di Steven Meisel,
PAG . 8 6 che nel 1991 già testimoniava il mito di Madonna ritratta come Marilyn Monroe. N E L L A P A G I N A A C C A N T O , D A L L ’ A L T O .
Donovan Leitch Jr e la madre Enid Karl in uno scatto di Michel Comte, Dicembre 1993. Un layout con foto (da sinistra) di Guido Mocafico e Fabrizio Ferri,
Luglio/Agosto 1989. Milla Jovovich ritratta nell’Ottobre 1997 da Paolo Roversi, uno dei maggiori fotografi italiani contemporanei. Due miti, due grandi storie
di Vogue Italia: è Peter Lindbergh l’autore, nell’Ottobre 1989, di questo ritratto di Linda Evangelista, una delle “sue” celebri modelle con Naomi Campbell,
Christy Turlington, Eva Herzigova e Cindy Crawford. I collage di parole e immagini delle “Doppie Pagine” di Anna Piaggi, Maggio 1991.
Un esempio dell’arte fotografica di Satoshi Saikusa nel numero di Novembre del 1989.
FA R AWAY S O C L O S E PAG . 8 7

Anche Foam Magazine, la rivista trimestrale dove ci attendono 80mila film e 400mila fo-
di fotografia, offre per un mese libero acces- tografie consultabili online. Anche il Touring
so al suo archivio. Oltre cinquanta numeri, Club apre virtualmente i propri archivi: fo-
ciascuno dedicato a un tema diverso, con gli tografie, antiche cartine, mappe e cartoline
scatti dei massimi talenti della fotografia a del secolo scorso, fotogrammi rarissimi di
360°: da quella di moda a quella documen- un’altra epoca e di un’altra Italia, quella che
taristica, dalla foto d’arte al reportage natu- il Touring ha documentato nei suoi appena
ralistico. Una rara opportunità per sfogliare compiuti 125 anni di storia.
online numeri da tempo sold out e introvabili,
come “Water” (n. 50) e “Freedom of Expres- Per spezzare la routine delle giornate di qua-
sion under Surveillance” (n. 43), curato da rantena, sono infine numerose le iniziative
Ai Weiwei, e certamente “Adorned” (n. 53), culturali pensate dalle case di moda. La Fon-
dedicato alla moda. dazione Prada il 5 aprile lancia sul proprio
sito una rassegna cinematografica in strea-
L’Archivio Alinari dà accesso gratuito alla ming intitolata Perfect Failures, e inaugura
mostra online Antichi mestieri e costumi d’I- la serie di podcast Readings; la Fondazione
talia: un indimenticabile viaggio nell’Italia Vuitton ha appena presentato una nuova
dell’Ottocento attraverso una selezione di fo- piattaforma digitale, grazie alla quale sarà
tografie d’epoca provenienti dallo sterminato possibile rivivere da casa gli eventi culturali
archivio fiorentino (cinque milioni di imma- e le mostre organizzati dal 2014; Zegna, in
gini). Fotografie, ma anche libri, manoscritti collaborazione con Google Arts & Culture,
e persino affascinanti mappe antiche, posso- ha aperto l’accesso online al suo archivio:
no essere consultati gratuitamente, in questo una ricchissima collezione di foto d’epoca,
tempo di quarantena, nel non meno vasto bozzetti, progetti, taccuini e stoffe che rac-
archivio digitale della Biblioteca Mondia- contano i 110 anni di storia del marchio.
le dell’Unesco. Tra le perle contenute, oltre L’intrattenimento gratuito è la strategia di
a migliaia di volumi e filmati rari (tra cui i solidarietà digitale per cui opta anche Bot-
primissimi esperimenti di cinema in bianco tega Veneta. Si chiama “Bottega Residency”
e nero), i dieci numeri di Eleganze Femminili, il nuovo contenitore virtuale – definito dal
rivista quindicinale di moda uscita dal gen- direttore creativo Daniel Lee «un teatro di
naio al maggio 1911, con cui ci si può regala- svago spensierato» e lanciato il 23 marzo su
re un rincuorante tuffo nell’ottimismo e nelle tutte le principali piattaforme digitali – con
speranze dell’Italia giolittiana, tra sontuosi cui la griffe vicentina offrirà ai suoi follower
cappelli addobbati con fiori e piume, ombrel- interviste a scrittori, musicisti, registi e artisti,
lini e graziosi guanti in seta bianca. performance live, film, e persino lezioni di
cucina e ricette con chef stellati.
In questi giorni di isolamento domestico si
spalancano eccezionalmente anche i bastio- Il tutto a tempo indeterminato: il “marketing
ni dei grandi archivi cinematografici: come d’evasione” (come potremmo battezzare la
quelli del Dfa, The International Documen- nuova strategia comunicativa sperimentata
tary Film Festival di Amsterdam, che mette in questi giorni dai marchi del lusso e incen-
a disposizione 300 documentari gratuiti, e trata sulla condivisione di materiale d’intrat-
quello della Cineteca di Milano, che regala tenimento gratuito) manterrà intatta la sua
l’accesso in streaming a ben 500 film rari, ragion d’essere anche a emergenza pandemia
come il bel corto di Comencini Il museo dei rientrata, e – c’è da scommetterci – si ripro-
sogni. Senza dimenticare l’Archivio Luce, porrà in futuro in numerose nuove forme. ___

FA R AWAY S O C L O S E PAG . 8 7
L’Estate down towards the sea
the summer waits in olive groves and the sacred greenhouses of

Che Ci Aspetta Savona where


summers flowers begin to grow, unstopped.
We will throw our legs in the sea again,
we will feel the wind chill a little on our skin again as the sun sets on
the beach
Le colline di Alassio, i sensi che languono, at Laigueglia
il destino comune, la felicità che verrà. Sei poeti and sends us up to the square for dinner.
hanno composto queste preghiere laiche pensando
all’Italia e al mondo. In esclusiva per Vogue. Che le sue parole siano ricamate sulle maniche di un abito da sera Valentino o brucino tra le
fiamme sullo sfondo di uno scuro cielo notturno, il lavoro di Robert Montgomery è sempre
uno sguardo tempestivo che analizza la psiche collettiva. Qui il poeta e artista scozzese pre-
sta le sue parole alla Lombardia e alla Liguria – luoghi di cui lui e la moglie Greta serbano
a cura di S A M I R A L A R O U C I
innumerevoli ricordi felici, e dove sperano di tornare presto.

P H O T O R O B E R T M O N T G O M E R Y B Y B R A I N DA LY, S T Y L I N G B Y R AC H E L B A K E W E L L . P H O T O K A I-I S A I A H J A M A L B Y A R I A S H A H R O K H S H A N I . N E L L A PAG I N A AC C A N T O P H O T O Y R S A DA L E Y-WA R D B Y M O N TA N A L OW E R Y.


ROBERT MONTGOMERY KAI-ISAIAH JAMAL
Poem for Lombardy A hard world, demands us to keep soft

The sacred ancient spires of Lombardy oversee a quiet prayer In a world that’s asks us to touch,
where jazz plays from the balconies and the birds come back to but a time that begs us to not
whisper to us may we find a way to instead take time to be touched.
their memories of the mountains. By the non physical, observation can too be a ritual.
I remember the fireflies in the hills above Alassio Praise to the portable paradises we will find
and the red chairs we sat in all that August. that we did not even peer at before.
Where our bodies are filled with empathy
The sacred ancient spires of Lombardy oversee a quiet prayer and not not just fear and finger pointing.
where the airplanes are silent now What I am saying is—
the trees run around in hysteric oxygen May we find a way of being undone
the trees rampage all night and spraypaint the buildings. in a time that asks us to stop doing.
I remember the laughter in the cafe by the railway station and Moulding a world that we want to live in
sharing cigarettes whilst we can’t actually live within it.
walking drunkenly through the streets of Brera arm in arm. Where there is enough for everyone always,
Especially those that need.
The sacred ancient spires of Lombardy oversee a quiet prayer Where greed can be stripped off down to the ankles.
where the stockmarket crashes again and again each night on A world where we restore dreams
television And recall hope, maybe finds a new thing to call it.
silent glass implosions Where we fear loneliness only
until the stockmarket doesn't matter anymore And not to be alone, or away
all that matters is to hold the ones you love and stay safe. For enough days to have enough love for the both of us.
I remember we said we all needed to stop and realign what really For the all of us.
matters. A world where there is time to think
Money is not a truth, money is a superstition. And sit but not sink because there is
Enough of us equally alone to know
Later, after this quiet prayer is held long enough to appease the gods That we can only verge on the brink of silence.
the joyous roads of Liguria will sweep again But we are all breathing, so there is in fact
Enough noise in the world. might be the same, or worse
A world where we make peace with the slow and everything is low, low,
and the slowing, slow moving or halted…
and showing and sharing but here you are, remember -
and coming to and not coming in and caring. nursing a planet body, ever-changing. You are here, just gathering
A world where we have to talk colour. Here you are, ripening. A harvester of ideas. A container for
because nothing can be taken only on proximity. possible good things. Here you are, red cells working hourly; new
Willing be, praise to all the words blood being made, a moving heart. This is rest. Step out of your way.
pushed off bottom lips.
To all the anticipated kisses and twirling Famosa soprattutto per la dettagliata analisi di temi come salute mentale, lutto, sessualità
e amore, la poetessa newyorkese Yrsa-Daley Ward ha ottenuto il plauso della critica per
ankles that are still to come. la sua prima raccolta di poesie “Bone”. L’ex modella di origini giamaicana e nigeriana si
There is still to come — concentra sull’esplorazione delle innumerevoli sfaccettature della condizione umana. In
that is what is most easy to forget. “Untitled”, Ward ricorda a ognuno di noi di usare questo periodo di isolamento forzato per
guardarsi dentro più in profondità.
I sit, watching on a gleaming screen;
the couple lean, fall into each other
live in that moment only inside the alcove of another.
Two bodies mimic two bodies
Cheek to cheek,
feet in step with feet.
A treat to watch on the largest stage of the social solar system.
Dancing in the evening in only the way Italians could
And we believe again in how a body can become home for another body,
Even more so in a time of the isolated and the aching.
May this time, gift us enough time to watch —
If nothing else.
May this time, give us time to see.
Praise to the humanity that will evolve
even under uncertainty, universal urgency,
Nervously, we exist in times of the virtue of the virtually.
We will watch it create these tender moments
That will shape history, most certainly.

Negli ultimi anni Kai-Isaiah Jamal, poeta, performer e attivista per la visibilità dei trans ha
sconvolto il panorama della letteratura. Il modello del brand di moda FENTY è stato eletto
primo poet-in-residence dell’ICA e ha lavorato con Stella McCartney, Vivienne Westwood,
Barbican, Tate e National Gallery. In questa poesia, Jamal scrive un’ode alla coppia italia-
na divenuta virale che ha ballato sullo sfondo della proiezione di “Cheek to Cheek” di Fred JEREMY REED
Astaire durante l’autoisolamento.
Sleeplessness

I used to fear the dark as palpable,


not luminous at its interior,
but learnt to know its inner dialect,
like just today these shocking pink anemones
are joined by frilly indigo and red
I’d forgotten all winter underground
their extravagant colour swatch of silks
like patterns thrown across a kimono
we confuse for the wearer’s skin
mistaking pigment for bold yellow chrysanthemums.
All night I’d listened to low drone of planes
as muffled sky traffic, familiarised
myself with plans conceived for the next day
as though already done, and learnt in this
the art of being ahead and not behind
rotation into day, and knew in time
sleep would return, but only different
for knowledge gained of its alternative,
the comfort of communion with the self,
and went outside at 6am, the sky
YRSA DALEY-WARD orange, turquoise and black, and they were there,
Untitled anemones, a solo purple one
new to the rest, affirming its passage
You sit in bed. Tepid. Folding, in the middle of the day. You tell out of the dark into rewarding light.
yourself that no one else is doing this. The good people of the world
are doing something more immediate, productive, winning - and those Il poeta britannico sessantanovenne Jeremy Reed ha pubblicato oltre 50 opere in 25 anni e
annovera Björk e il compianto JG Ballard tra i suoi più grandi fan. Insonne di lunga data,
ones who are ha scritto questa poesia alle 5 del mattino per dare conforto a chi giace sveglio in preda alla
are better than you and the ones who aren’t paura. Un’ode agli anemoni del suo giardino che si schiudono – fiori che si fanno strada
dall’oscurità per sbocciare nella luce.
PAG .9 0 FA R AWAY S O C L O S E

JAMES MASSIAH
Pray Days Change

Do It by Dizzee Rascal
And Brand New Day both come to mind
Tempman’s “Sticky Businezz” freestyle on YouTube too
There’s definitely others
Maybe Doorway by Wiley
Actually
Definitely
Doorway by Wiley
GRETA BELLAMACINA I think about other songs too
Poem for Italy Other tunes
That do what they do
When you wake in the morning salvation will find you, To me
in corners all over the world. I hope they do what they do
Come towards the window To you
let your dreams witness the century. Too

Sunlight resting on old stone, (Special mentions for Jadakiss, YMO, Dillinger, Warpaint
to be the last child of paradise, and Meridian Crew)
a new spring garden promise.
To be, in the watch of the unread light. James Massiah è un poeta della parola orale e performer che integra i codici della letteratura
con la vita notturna e la musica per andare oltre i confini e unire le persone. Avendo lavorato
con i nomi più prestigiosi, dalla Tate alla BBC, da Burberry a Dazed, Massiah è a proprio
Women who are trees lean in your soul agio nel parlare di Albert Camus come nell’animare un party fino alle 6 del mattino. In
bending like music chords to the sound of embrace. “Pray Days Change” usa i suoi versi poetici per condividere le canzoni che gli danno conforto,
nella speranza che possano fare lo stesso con voi.
The city— a saint lamp in your grace,
a new quartered stillness in ash imaginings.

P H O T O G R E TA B E L L A M AC I N A B Y A N YA H O L D S T O C K . P H O T O J A M E S M A S S I A H B Y B Y A L E X K U R U N I S .
All of your heart made into a set of spoons
filled in like a kitchen drawer,
comforting and full of the market.
Returning back to the things that hold you and intrigue you,

like the virtue of water,


like the painted sun gods left to dry
and the collection of heads that all lay beside you
broken before dawn, telling you it is alright…

and the stars that are miracles after all


shouting at the sun,
rising in high hopes
forgiving the moon.
VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E
Poetessa, regista, attrice e modella, la ventinovenne Greta Bellamacina ha fatto conoscere la
sua voce come poet-in-residence dello Chateau Marmont, è entrata nella rosa di candidati
per il titolo di Young Poet Laureate of London e ha intessuto le sue parole nella delicata
trama della collezione Valentino A/I19. In questa poesia regala la propria voce come luce
di speranza per l’Italia.
PAG . 92 FA R AWAY S O C L O S E FA R AWAY S O C L O S E
Che forma hanno il coraggio, l’orgoglio, la ritrovata libertà (presto, si spera)
di vestirsi e uscire? Quattordici stilisti la immaginano così, in questi sketch
che sono anche, attraverso Vogue Italia, un abbraccio al loro pubblico.
Voi, Noi, Insieme

PAG . 92 FA R AWAY S O C L O S E VOGUE ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E

Dior
«L’amore è universale come tutte le lingue parlate nello studio Dior. Mai più di adesso è necessario ricordare che apparteniamo tutti allo stesso mondo».
M A R I A G R A Z I A C H I U R I , direttrice artistica donna haute couture, prêt-à-porter e accessori Dior.
FA R AWAY S O C L O S E FA R AWAY S O C L O S E PAG . 93

FA R AWAY S O C L O S E VOGUE ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 93

Prada
M I UCCI A PR A DA – utilizzando le lettere del logo come nella campagna P/E 2020 – esprime il suo pensiero di solidarietà con queste parole:
Passione, Riflessione, Ascolto, Domani, Amicizia.
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FA R AWAY S O C L O S E VOGUE ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG . 95

Dolce&Gabbana
D OM E N IC O D OL C E E ST E FA NO GA B BA NA omaggiano lo spirito, lo stile di vita, la tradizione italiana attraverso i suoi simboli riportati sugli abiti.
PAG . 96 VOGUE ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E

Michael Kors Collection Schiaparelli


«Nei momenti più duri, la forza e la resistenza sono tutto. «Siamo tutti in un nido affascinante e doloroso, in attesa di vedere cosa
Come il saper essere timeless». succederà. Sapevamo sarebbe accaduto e ora dobbiamo cambiare, crescere,
M I C H A E L K O R S , Presidente onorario scegliere una direzione nuova. È la nostra chance, l’unica del secolo».
e Chief creative officer di Michael Kors. D A N I E L R O S E B E R R Y , direttore creativo di Schiaparelli.
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N° 21 Salvatore Ferragamo
«Ho pensato a un abito semplice ed essenziale nelle forme per diverse occasioni,
con una stampa primaverile come messaggio di speranza e risorgimento». PAU L A N DR EW, direttore creativo di Salvatore Ferragamo, nel suo bozzetto
A L E S S A N D R O D E L L ’ A C Q U A , direttore creativo di N°21. raffigura una donna forte, «pronta ad affrontare qualsiasi sfida».
PAG . 98 FA R AWAY S O C L O S E VOGUE ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E

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Moschino Stella McCartney


«Da tutto questo amore e da questa cura dell’altro nascerà qualcosa di grande.
«La creatività è ciò che unisce tutti». Per questo siamo pieni di speranza».
J E R E M Y S C O T T , direttore creativo di Moschino. S T E L L A M C C A R T N E Y , Founder & Creative director di Stella McCartney.
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Versace
«Forza Italia»: DONATELLA VERSACE nelle vesti di eroina di un fumetto omaggia l’Italia e la sua resilienza.
PA G . 1 0 0
PA G . 1 0 0

Marni Gucci
«Un talismano contro l’oscurità di questi giorni, sperando che siano anticamera di nuovi percorsi.
Sono gli eventi straordinari o spaventosi a rendere possibile la nascita di nuovi scenari». «Avremo una comprensione diversa di tutte le cose che
F R A N C E S C O R I S S O , direttore creativo di Marni. ci circondano. E forse guardarci negli occhi sarà più sincero»,
A L E S S A N D R O M I C H E L E , direttore creativo di Gucci.

FA R AWAY S O C L O S E
FA R AWAY S O C L O S E
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“Non vogliamo essere


subito già così
senza sogni.”
Pier Paolo Pasolini
FA R AWAY S O C L O S E VOGUE ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PA G . 1 0 1

Valentino
Il bozzetto cita le “Lettere Luterane” di Pier Paolo Pasolini. «Voglio che le collezioni che usciranno non riflettano ma sappiano reagire a questa fase,
con leggerezza, poesia e più sogno di prima». P I E R P A O L O P I C C I O L I , direttore creativo di Valentino.
PAG. 10 2 FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E

Il Sistema
Migliore
Donazioni a ospedali, raccolte
fondi, progetti solidali. Così
la fashion industry mondiale
è scesa in campo per
fronteggiare l’emergenza.

di G A I A PA S S I

Giorgio Armani è stato il primo nome del-


la moda a scendere in campo contro il Co-
vid-19: il 9 marzo, all’indomani del decreto
con cui il Consiglio dei ministri metteva in
quarantena gran parte del Nord Italia, lo sti-
lista già annunciava una donazione, arrivata
alla cifra complessiva di 2 milioni, per soste-
nere gli ospedali di Milano, Roma, Bergamo,
Piacenza e Versilia, e l’attività della Prote-
zione civile. Armani era stato anche il primo
a sfilare a porte chiuse durante la Fashion
Week milanese: «Io Milano l’ho scelta. Per la
sua energia, la determinazione, la forza di
ricominciare», ha dichiarato. «È con questo
spirito che ha saputo reagire ai momenti dif-
ficili. Lo farà anche questa volta». Nelle stes-
se ore, Chiara Ferragni e Fedez (19 milioni
di follower su Instagram lei, 9,5 milioni lui)
lanciavano, con una donazione di 100mila
euro, una raccolta fondi online per la crea-
zione di una nuova terapia intensiva al San
Raffaele di Milano: la struttura è stata inau-
gurata il 23 marzo, grazie alla cifra record
di quasi 4,5 milioni di euro donati da oltre
200mila persone in tutto il mondo.

Le imprese della moda hanno risposto con


grande generosità alla richiesta di aiuto di
istituzioni pubbliche e private. La lista dei
marchi coinvolti è lunghissima e in costan-
te evoluzione (aggiornamenti su Vogue.it).
«Milano ha regalato a tutti noi un presente
straordinario. È un dovere restituire alla cit-
F O T O S I DUAT I O N S/ H O M E AG E N C Y.

PAG. 10 2 FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E


FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG. 10 3

tà ciò che fino a ora ci ha dato», ha detto euro a titolo personale. Il gruppo Kering ha
Remo Ruffini, presidente e amministratore destinato 2 milioni di euro a Lombardia, Ve-
delegato di Moncler, annunciando il 16 mar- neto, Toscana e Lazio, le quattro aree in cui
zo una donazione record di 10 milioni di euro il virus è maggiormente radicato. Valentino
per contribuire alla costruzione di una tera- Garavani e Giancarlo Giammetti hanno of-
pia intensiva con oltre 400 posti nell’ex Fiera ferto 1 milione per la nuova terapia intensi-
di Milano. A sostegno degli ospedali milanesi va al Gemelli di Roma, ospedale supportato
sono intervenuti anche il gruppo Prada, che anche dalla Carla Fendi Foundation con una
ha donato postazioni di terapia intensiva e donazione di 100mila euro. Il Gruppo Canali
rianimazione a Buzzi, Sacco e San Raffaele; ha messo a disposizione 200mila euro all’O-
il gruppo Mayhoola (di cui fanno parte Va- spedale San Gerardo di Monza, mentre Ralph
lentino, Balmain e Pal Zileri), che ha offerto 1 Lauren ha agito a livello globale, destinando
milione di euro al Sacco e 1 milione alla Pro- 10 milioni di dollari all’Organizzazione mon-
tezione civile – sostenuta, quest’ultima, anche diale della sanità e ad altre organizzazioni.
dalla famiglia Zegna con 3 milioni di euro. Al
San Raffaele hanno guardato anche Dona- Non sono mancate le iniziative di shopping
tella e Allegra Versace (200mila euro) e Re- solidale: Sergio Rossi con “Shoes Make a
demption di Gabriele Moratti (50mila euro). Difference” ha devoluto alla lotta al virus il
100% dei ricavi delle vendite online dal 14
C’è poi chi ha scelto di sostenere la ricerca. al 20 marzo, oltre a donare 100mila euro al
Dolce&Gabbana ha finanziato uno studio Sacco. Un esempio seguito da tante imprese,
dell’Humanitas University, ed Etro una ricer- grandi e piccole, come Alberta Ferretti, Phi-
ca del Laboratorio di microbiologia e virolo- losophy di Lorenzo Serafini, Save The Duck,
gia del Sacco. Burberry ha annunciato che fi- Benedetta Bruzziches, Sara Giunti e Manila
nanzierà la ricerca dell’Università di Oxford Grace, tra gli altri. Sulla piattaforma onli-
per un vaccino monodose, in sperimenta- ne GoFundMe è anche possibile contribuire
zione sull’uomo dal mese prossimo. Già a alle raccolte fondi lanciate da Patrizia Pepe
febbraio, prima dell’arrivo del Covid-19 in (#ItalyStayStrong) ed Elisabetta Franchi
Italia, Bulgari aveva acquistato un microsco- (#sevuoipuoi).
pio all’avanguardia per il team medico dello
Spallanzani di Roma, tra i primi a isolare la Da segnalare infine un’iniziativa fuori dal
struttura del virus. «Intervenire sulla ricerca coro, destinata alle donne impegnate in pri-
significa supportare la speranza di trovare ma linea contro il Covid-19: il gruppo spa-
cure e vaccini», ha ricordato Marta Branca, gnolo Pronovias donerà un abito alle future
direttore generale dello Spallanzani. spose – medici, infermiere, ma anche addet-
te alla portineria e alla ristorazione – che in
Nella geografia delle donazioni, molte azien- queste settimane sono al lavoro negli ospe-
de hanno scelto di sostenere le realtà del pro- dali di tutto il mondo per sconfiggere la pan-
prio territorio: la famiglia Benetton ha dona- demia. La collezione – creata per l’occasione
to 3 milioni di euro all’ospedale Ca’ Foncello e disponibile fino al 31 agosto – si chiama
di Treviso, oltre che al Sacco, allo Spallanza- “The Heroes Collection”. _________________
ni e al Gemelli. Alla sanità veneta è arriva-
to anche l’aiuto di Mario ed Enrico Moretti
Polegato, presidenti di Geox e Diadora, per
l’ammontare di 1 milione di euro. Tra i bene-
fattori in Emilia-Romagna la Technogym di
Nerio Alessandri, che ha messo a disposizio-
A S I N I S T R A . Artwork di Siduations.
ne 1 milione di euro, e Marco Bizzarri, presi- Il digital artist (su Ig @siduations) crea collage surreali
dente e ceo di Gucci, che ha donato 100mila e collabora con magazine di arte e moda.

FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 FA R AWAY S O C L O S E PAG. 10 3


C’è Un Tempo Anche il mondo beauty lavora al servizio
dell’emergenza: ha iniziato il gruppo Lvmh

Per Cucire
in Francia, convertendo alla produzione di
FA R AWAY S O C L O S E
gel disinfettanti le unità di cosmetica e pro-
fumi dei marchi Christian Dior, Guerlain e
Givenchy, seguito da altri gruppi del settore,
come Clarins e L’Oréal. In Italia, Bulgari ha
Le filiere della moda e della donato alle strutture mediche centinaia di
cosmesi si riconvertono alla migliaia di flaconi di disinfettante per le mani
produzione di mascherine, camici,
disinfettanti, in una corsa solidale.

di G A I A PA S S I

Non abiti, accessori e cosmetici, ma masche-


rine, camici e gel disinfettanti: è una corsa
contro il tempo quella dei marchi di moda e
bellezza (italiani e non solo) per riconverti-
re la propria produzione e aiutare così a far
fronte all’emergenza sanitaria. In Italia, oltre
200 imprese hanno risposto alla campagna
lanciata il 23 marzo da Confindustria Moda
per fornire tessuto non tessuto (Tnt) e fab-
bricare dispositivi medici contro la diffusione
del Covid-19. E le adesioni sono in continua
crescita mentre questo giornale va in stampa
(aggiornamenti su Vogue.it). Una mobilita-
zione resa possibile dall’articolo 5 del Decre-
to cura Italia del 16 marzo, che ha stanziato
50 milioni di fondi e ha stabilito norme stra-
ordinarie per la produzione.
Tra le prime aziende ad attivarsi Miroglio
Group, storico gruppo tessile di Alba, che
ha destinato all’Unità di crisi della Regione
Piemonte oltre 600mila mascherine riutiliz-
zabili. Non è da meno l’alta moda toscana:
«Abbiamo chiesto alle nostre sarte, a casa
per precauzione, se volevano fare volonta-
riato creando mascherine, camici e cuffie, e
hanno aderito tutte», spiega Toni Scervino,
amministratore delegato di Ermanno Scer-
vino, che ha messo a disposizione gratuita-
mente la forza lavoro dell’azienda. Lo stesso
hanno fatto Gucci – 1.100.000 mascherine
chirurgiche e 55mila camici donati –, Pra-
da – 80mila camici e 110mila mascherine –,
Zegna, Salvatore Ferragamo, Fendi, Celine,
Serapian (Richemont), Valentino. Armani ha
convertito i propri stabilimenti produttivi al
fine di realizzare camici monouso da donare
a medici e personale sanitario.
Tra i grandi gruppi, Calzedonia ha riorga- creato insieme al suo partner di fragranze Icr
nizzato la filiera per realizzare mascherine (Industrie cosmetiche riunite, Lodi). L’Erbo-
e camici, Ralph Lauren produce materiale lario ha confezionato 66mila flaconi di gel
tecnico per gli ospedali americani, Burberry igienizzante per le strutture sanitarie di Lodi
P H O T O B Y M AT T E O D E M AY DA .

per quelli inglesi, H&M ha dato disponibilità e Milano grazie al lavoro di 23 dipendenti
all’Unione europea per offrire supporto con volontarie. E il Gruppo Davines di Parma ha SOPRA . Lamin Seidi, 29 anni, viene dal Gambia
le sue strutture ai paesi più in difficoltà, così voluto anche lanciare un messaggio positivo ed è uno dei sarti di “Talking Hands”, laboratorio
come il gruppo Inditex e Mango che a loro con le sue 100mila unità di “Gel del buon di design (a Treviso) gestito da migranti
e richiedenti asilo che per arginare il contagio
volta hanno messo a disposizione la propria auspicio”. E solo il cielo sa quanto ce ne sia della popolazione hanno cominciato a produrre
rete di distribuzione. bisogno. _______________________________ mascherine colorate lavabili e riutilizzabili.
Sentirsi
Connessi
Tutti a casa e tutti – ancora
di più – sui social. Senza filtri
e senza mediazioni. Anche
modelle, star e influencer.
Per soddisfare un rinnovato
bisogno di condivisione.

di S A M I R A L A R O U C I

Tra gli innumerevoli cambiamenti che il Co-


vid-19 ha portato alle nostre abitudini e per-
cezioni, c’è anche quello del rapporto con i
social network. Se fino a ieri infatti Instagram
era considerata la piattaforma più pericolosa
per la salute mentale (lo sosteneva uno studio
della Royal Society for Public Health, relati-
vamente agli effetti dei filtri sull’autostima),
oggi la situazione si è capovolta. L’essere tutti
indistintamente a casa (celebrity, modelle, fo-
tografi, musicisti, influencer) e con molto tem-
po a disposizione, ha democratizzato l’esposi-
zione, dando un’idea di prossimità più sincera.
Di fatto poi nessuno soffre più di Fomo (Fear
of missing out), l’ansia cioè di non essere pre-
senti a un determinato evento, incontro, pre-
sentazione. Ig Live, in particolare, è utilizzato
da moltissime modelle e artisti come una sorta
di streaming personale per navigare all’inter-
no dei propri sentimenti e cercare di dare un
senso a ciò che sta accadendo. Il risultato è
una serie di momenti unici, difficili da rac-
contare esaustivamente perché cambiano di
ora in ora. In quarantena, le cose si muovono
velocemente.

A intrattenere, e fornire spunti di curiosità


e riflessione, puntano le molte iniziative di-
gitali di Vogue Italia. Ogni giorno la nostra
piattaforma Ig condivide una fotografia sotto
l’hashtag #VogueAtHome: si tratta di immagi-
ni di vita domestica tratte dal grande archivio
del magazine, un modo semplice e poetico per
ribadire l’invito a restare a casa. Dopo aver
promosso l’accesso gratuito a Vogue Archive
(vedi articolo a pagina 86), è stata inoltre lan-
ciata la challenge #Varchive4you, con cui si
chiede ai lettori di postare la cover preferita di
Vogue Italia relativa al proprio anno di nascita.
Poi ancora: concerti in live streaming – come
quello con James Righton e Joan Thiele; vi-
deo interviste esclusive ai protagonisti della
moda, della fotografia e della creatività – per
cominciare Mariacarla Boscono, Petra Collins,
Ibrahim Kamara. L’account ha inoltre lancia-
to una open call per il Photo Vogue Festival, in
programma a novembre, dedicata all’esplora-
zione del concetto di comunità. E molte altre
idee seguiranno nelle prossime settimane. follower possono partecipare a tutte le attività
Innumerevoli sono i protagonisti dell’industria della modella: sessioni di meditazione, lezioni
della moda diventati attivi sui social in que­ di programmazione informatica o trattamenti
ste settimane. Ci sono le sfide creative, come per la cura del viso.
quella lanciata dallo stilista Simon Porte Jac­
quemus attraverso l’hashtag #Jacquemus­ Una nuova autenticità, trasparente e senza fil­
AtHome: i suoi 1,9 milioni di follower sono tri. È quella che appassiona i follower del nuo­
incoraggiati a pubblicare sculture fatte con vo account @wfhfits, diretto dai fashion editor
oggetti di uso quotidiano. Ma soprattutto c’è Sara McAlpine, Steff Yotka e Rachel Seville
intrattenimento in forme e voci diverse. Per Tashjian, dove tutti sono invitati a mostrare le
Vogue Usa, Virgil Abloh ha curato una playlist proprie migliori mise da casa. Ed è qui, nella
per la quarantena, la modella Adut Akech ha sua forma più rilassata, che si osserva il lato
documentato le sue passeggiate a tarda notte autentico dell’industria della moda: Crocs,
e Naomi Campbell ha partecipato alla #Safe­ pantaloni della tuta, calzini spaiati abbelliti
HandsChallenge invitando alcuni amici storici da una fascia per capelli Prada. Durante la
a seguirla. La modella britannica Adwoa Abo­ quarantena, l’autenticità sta rapidamente di­
ah ha annunciato di voler usare la sua piatta­ ventando la norma, e il vantarsi per un certo
forma The Gurls Talk per puntare i riflettori lavoro o per un determinato successo sembra
su opere d’arte, video, foto, poesie, saggi e una modalità tramontata.
umorismo condivisi dagli utenti e «tutto ciò
che aiuta a elaborare le proprie emozioni» sot­ Instagram quindi, ma non solo. Diverse piat­
to il moniker Coping Together. Lanciato pochi taforme concorrono per conquistare l’at­
giorni fa, è poi lo show di Miley Cyrus Bright tenzione del pubblico a casa. In particolare
Minded: Live with Miley. Molte le star interve­ TikTok, in questo periodo, ha visto il flusso
nute: da Dua Lipa a Ellen DeGeneres e Jeremy dei download aumentare esponenzialmente, e
Scott. In uno degli episodi più recenti, Cyrus e a livello intergenerazionale. I nuovi fan inclu­
Scott si scambiano vecchi capi trovati nei loro dono Bella Hadid, Emily Ratajkowski, Teddy
rispettivi armadi, tra cui una maglietta vinta­ Quinlivan, Hailey Bieber e Giovanna Battaglia
ge con Donald Duck e dei pantaloni sportivi Engelbert. Secondo Kaia Gerber, che per un
Adidas. «Il nostro corpo può essere in quaran­ certo periodo si è auto­isolata con Margaret
tena in questo momento, ma non deve esserlo Qualley, Tommy Dorfman e Cara Delevingne,
la nostra mente», ha dichiarato lo stilista nel TikTok, con la sua abbondanza di coreografie
live streaming. Paloma Elsesser ha portato su da 15 secondi, rappresenta la distrazione per­
Ig Live The Squeeze, il suo show normalmente fetta: niente di più, niente di meno. _________
ospitato da i-D. Il designer newyorkese Prabal
Gurung si è impegnato in varie conversazio­
ni live con i suoi amici – da Kelly Rowland
a Phillip Lim –, discutendo «delle cose che ci
preoccupano davvero, che si tratti dei nostri
affari oppure di cose più personali, emotive o
spirituali».

In generale, si nota un tono di voce più intimo,


e la necessità di approfittare dell’emergenza
per rimettersi in discussione. L’inattività e
l’isolamento hanno infatti modificato sostan­
zialmente la tipologia dei contenuti di molti
post, in una direzione più personale e meno
ostentata; la supermodella Karen Elson ha di­
chiarato: «Uscire dalle trappole delle proprie
aspettative è molto liberatorio. Sto sfruttan­
do questi momenti per lavorare finalmente
su un po’ di musica e tentare di riaccendere
quella scintilla». Karlie Kloss, dal canto suo,
ha annunciato ai suoi 8,9 milioni di follower
che sta cercando di «elaborare questa nuova
normalità» e che pensa di usare il suo account
«per condividere risorse, suggerimenti, stru­
menti utili per il benessere mentale e per unire
le persone tra di loro in una community». Ha
poi ammesso: «Non so voi, ma ho bisogno più
che mai di sentirmi connessa con il resto del D A L L ’ A L T O . I post su Instagram, Ig Live e TikTok
mondo. Penso che questo possa essere il mo­ di Vivienne Westwood, Virgil Abloh, Miley Cyrus & Jeremy
mento ideale per mettersi in pausa e imparare Scott. N E L L A P A G I N A A C C A N T O . Dall’alto
a sinistra, in senso anti-orario. Naomi Campbell,
qualcosa gli uni dagli altri». Così, è partito Bella Hadid, Emily Ratajkowski, Kaia Gerber
su Ig Live uno show intitolato Klossy, in cui i e Cara Delevingne, Adwoa Aboha, Karlie Kloss.
Il Tesoro Ritrovato
PAG. 10 8 FA R AWAY S O C L O S E

I vestiti usati hanno il valore delle storie di chi li ha indossati.


Eccone tre, scelti e raccontati da due top stylist di questo giornale.

di F R A N C E S C A R AGA Z Z I

A SINISTRA . La giacca di pelle ritrovata da Patti Wilson nel suo armadio e che la stylist racconta di aver fatto indossare a Miley Cyrus.
SOPRA . Il frammento del vestito andato in fiamme, utilizzato per un servizio di Vogue Italia. N E L L A P A G I N A A C C A N T O .
La foto di Steven Klein, pubblicata sul numero di settembre 2008. A S E G U I R E . Ibrahim Kamara con il camice bianco di Maison Margiela.

Dare valore a quello che già possediamo. Non non rispondono a un bisogno reale. Vogue
per toglierci la gioia, quando tornerà a esse- Italia ha chiesto a due collaboratori che per
PAG. 10 8
re possibile, di acquistare qualcosa di nuovo. mestiere sanno riconoscere il valore degli abi- FA R AWAY S O C L O S E
Ma per imparare a fare i conti con un mondo ti, vecchi e nuovi, di scegliere un capo del loro
dove ci sarà sempre meno spazio per ciò che guardaroba, sfruttando il tempo che la qua-
non ha significato, per abiti e accessori che rantena ha messo a disposizione. E di raccon-
passano in fretta e non lasciano traccia, che tare le storie che questi portano con sé. _____
IN FIAMME fo François Nars. Dovevamo scattare Liza
«Sono sempre stata particolarmente lega- Minnelli per un libro di ritratti. Il team era
ta a questa foto che Klein ha scattato anni composto da me, François, James Kaliardos
fa per Vogue Italia», racconta Patti Wilson, per il make-up e Bill Westmoreland per i
PAG. 10 9
leggendaria stylist newyorkese. L’imma- capelli. La mattina stessa del servizio sco-
gine, riprodotta in questa pagina, è stata priamo che Liza non sarebbe arrivata. Or-
pubblicata sul numero 697 di Vogue Italia, mai eravamo già tutti sul set e discutemmo ma non avevo un soldo. Ricordo l’arrivo a
settembre 2008. «Steven mi ha persino re- tra di noi sul da farsi cercando di trovare Parigi in autobus e la fatica per trovare una
galato una stampa che ho appeso in casa una soluzione. Due ore dopo, le porte dello minuscola sistemazione. Ogni mattina dove-
e che guardo ogni giorno. Durante questa studio si spalancarono e sentimmo gridare: vo portare con me in ufficio il computer fisso
quarantena ho ritrovato, accuratamente «Se non potete avere Minnelli, chiamate... perché non possedevo un portatile», racconta
preservato e appeso in un angolo nascosto MILEY!!!». Miley Cyrus entrò nello studio Ibrahim Kamara. Che continua: «Il camice
del mio armadio, quello che è rimasto del e io non avevo assolutamente niente da far- bianco è l’uniforme che tutti i dipendenti di
vestito... in fiamme!». le indossare. D’un tratto mi venne in mente Margiela sono chiamati a indossare in ufficio,
ho capito subito l’importanza del senso di
appartenenza che rappresentava. Il mio sta-
ge era nell’ufficio stile donna. Non lavoravo
direttamente con John Galliano ma ho avuto
occasione di vederlo spesso, persona dolcis-
sima, un vero gentleman. Ero preoccupato
perché venivo da un diploma in arti visive

alla Central Saint Martins ma lì, al contra-


rio, mi veniva chiesto di essere molto pratico.
Solo ora realizzo quanto il combinare questi
due elementi abbia influenzato il mio lavoro
di oggi. È stato un grande regalo. Il camice
mi è stato consegnato il secondo giorno dello
stage, tra l’altro durante un periodo molto
eccitante per la Maison, in piena settimana
della Couture. Ormai sono passati cinque
L’OSPITE INATTESO quella giacca di Bess. Corsi a prenderla in anni, ma conserverò per sempre quel cami-
«Faccio tesoro di tutti i capi che ho com- tutta fretta in hotel… e il resto è storia! Per ce, indossato tutti i santi giorni per tre mesi.
prato da Bess, il paradiso newyorkese di vedere la fotografia originale di Miley che la Simbolo di un’esperienza, del rispetto per i
abbigliamento vintage punk e rock, uomo indossa dovrete aspettare l’uscita di un libro vestiti, dei sacrifici, dei tanti errori commessi
e donna, denim e accessori, che ormai pur- a cui François sta lavorando: coming soon». e delle lezioni imparate». ________________
troppo ha chiuso definitivamente», conti-
nua la fashion editor at large di Vogue Ita- UN FRAMMENTO DI VITA
lia. «Uno dei miei acquisti preferiti è stata «Nell’armadio ho trovato un camice bianco PAG. 10 9

una giacca di pelle (nella pagina a fianco, (nella foto qui a destra, ndr) e un frammento
ndr). L’ultima volta che l’ho vista, prima di di vita di cinque anni fa. Avevo 24 anni e la
riscoprirla in questi giorni, ero a Los Ange- possibilità di un tirocinio di qualche mese a
les. Mi trovavo lì per lavorare con il fotogra- Parigi da Maison Margiela. Decisi di andare
Un Progetto A gnanti tengono le lezioni in diretta streaming
per permettere una interattività tra studenti
imprenditori capaci di sviluppare progetti di
merchandising e retail buying, attraverso la

Lungo Termine e docenti. Per lo stesso obiettivo, ogni corso è


accompagnato da un forum online dove ven-
gono anche caricati materiali didattici vari,
conoscenza della storia della moda, dei tessu-
ti, delle evoluzioni del mercato del lusso glo-
bale e dei comportamenti del consumatore
cui gli studenti possono avere accesso per tre del settore. Al termine dei corsi fondamentali,
mesi dopo il termine del corso. Il valore ag- agli studenti viene chiesto di scegliere due
Per trasformare la crisi odierna giunto della didattica è da ritrovare nel corpo materie aggiuntive tra cui figurano, accanto
in future possibilità, le migliori docente, composto da esperti del settore: im- a quelle prettamente business-oriented come
fashion school del mondo offrono prenditori, designer, professionisti. brand strategy e online retailing, anche pro-
una ricca gamma di corsi online. poste più dedicate al mondo del fashion de-
Questa la nostra selezione. The Business of Fashion - Education sign come sewing e patternmaking.
Le classifiche delle migliori scuole di moda
stilate ogni anno da The Business of Fashion London College of Fashion
sono attese e temute dall’intero panorama Nel centinaio di anni di storia, il London Col-
di E L I S A P E RV I N C A B E L L I N I
accademico in ogni parte del mondo proprio lege of Fashion ha messo a punto 60 diplomi
come lo è la “BoF 500”, lista delle persone più undergraduate e postgraduate e oltre 165
influenti del mondo della moda. Con la sezio- corsi brevi, di cui numerosi sono tenuti onli-
Alcune delle scuole e delle piattaforme di ne Education dell’universo BoF, la piattafor- ne. Le lezioni, a cadenza settimanale, sono
moda più importanti del mondo offrono cor- ma si rivolge a tutti coloro che, in mini-mo- accompagnate da case history, video, eserci-
si online destinati a creativi, comunicatori o duli dai 2 ai 7 minuti, vogliono imparare vari tazioni per mettere alla prova quanto appre-
imprenditori, che possono essere frequentati aspetti del lifestyle e del lusso direttamente so nell’aula virtuale. Buying e merchandising,

anche nel periodo del #iorestoacasa. Tra mo- dalle parole di esperti come Colin McDowell. business, visual merchandising, comunica-
duli mini e maxi, specializzazioni peculiari e Il suo corso Fashion history for today, della zione, illustrazione, styling, textile sono le
temi generali, è facile trovare il proprio am- durata complessiva di 11 ore suddivise in 15 macro-aree all’interno delle quali sono rac-
bito di interesse. Ecco i percorsi didattici che macrotemi, prende il via con il New Look di colti i percorsi di apprendimento. Tra i più
abbiamo selezionato per chi desidera trasfor- Dior per arrivare ai robot in passerella per attuali, quello in Fashion and diversity va-

P H O T O C O U R T E S Y O F T H E N E W S C H O O L’ S PA R S O N S S C H O O L O F D E S I G N .
mare questa crisi in opportunità. Alexander McQueen, accompagnando gli stu- lorizza l’aspetto di produzione culturale e di
denti a conoscere alcuni tra i principali trend linguaggio della moda, in particolare nel suo
Central Saint Martins e protagonisti del secolo scorso in un viaggio definire e ridefinire l’identità del singolo an-
La celebre istituzione britannica, che lo che raggiunge alcuni tra i luoghi più rappre- che nel rapporto con le sue molteplici comu-
scorso anno ha festeggiato i suoi primi 30 sentativi della storia della moda. nità di riferimento. E spinge a una riflessione
anni (ma una delle due scuole che vi sono adatta al contesto odierno, più fluido che mai
confluite, la Saint Martins School of Art, è Parsons School of Design nel disegnare, promuovere sul mercato e co-
attiva dal 1854), offre un ampio programma L’istituzione newyorkese fondata nel 1896 municare un qualsiasi prodotto di moda. ___
di corsi brevi da seguire online: dal Fashion e che dal 1921 ha anche una sede a Parigi,
content marketing all’Experimental fashion prima scuola americana di arte e design nella
design, passando per ambiti molto specifici Ville Lumière, offre con l’indirizzo di studi in
come Sustainable sourcing for fashion, Body– Fashion business la possibilità di frequentare
wear and activewear design e Introduction to i corsi, della durata ciascuno di almeno 9 set-
I N A L T O . Un laboratorio/set fotografico della
tiara making. Della durata di 4-6 settimane, timane, anche online. L’obiettivo per gli stu- Parsons School of Design con studenti di moda al lavoro
prendono vita in aule virtuali in cui gli inse- denti è di raggiungere il livello di potenziali sui manichini. L’immagine è di Michael Kirby Smith.
Ripensare voro di 27 professori provenienti da cinque
dipartimenti dell’Università Bocconi e reso
internazionali; tutti possono poi sperimentare
dal vivo la sostenibilità in “campi esperien-

Il Pianeta disponibile attraverso la piattaforma Cour-


sera che raduna corsi online di oltre 190
accademie e università, è quello di esplorare
ziali”, quali sono gli ecosistemi delicati di
Islanda, Buthan e Costa Rica. Il percorso di
nove moduli e cinque corsi fondamentali, de-
la transizione dei modelli d’impresa verso la dicati a formare manager capaci di prendere
sostenibilità, considerata come vera e propria decisioni responsabili in un mondo complesso,
Quando l’emergenza sarà finita, opportunità per ridefinire l’economia nel può essere svolto in un tempo variabile tra i
il business non potrà che lungo periodo. Il corso della durata di cinque 18 mesi e i tre anni in base alle proprie dispo-
diventare più green. E allora settimane ha carattere multidisciplinare nel nibilità; i corsi prendono il via quattro volte
perché non approfittare di questi suo impattare e ridefinire strategia, controllo l’anno: aprile, luglio, ottobre e gennaio.
giorni per imparare il mestiere e gestione dell’azienda, ma anche marketing
della sostenibilità? e risorse umane; sono previsti, inoltre, cin- Sustainable Development in the 21st
que interventi di ospiti aziendali e, unicum in Century with Ban Ki-moon (Yonsei Uni-
questa tipologia di percorsi formativi, eser- versity, Seul, Corea del Sud).
di E L I S A P E RV I N C A B E L L I N I cizi facoltativi di meditazione realizzati in Fondata nel 1885, la Yonsei University è
collaborazione con il “Center for Evolutio- la più antica università privata della Corea
nary Learning” che potenziano la capacità di del Sud; Honorary Chairman dell’Institute
analisi e di azione per il benessere collettivo. for Global Engagement and Empowerment
Che il lockdown prodotto dalla pandemia dell’Università è Ban Ki-moon, che prima
possa essere un’occasione per il raggiungi- della carriera accademica è stato ottavo Se-
mento dell’obiettivo numero 4 dell’Agenda gretario Generale delle Nazioni Unite dal
2030? Ora più che mai abbiamo bisogno 2007 al 2016. Nel corso online di sette set-
di affrontare lo scenario della modernità timane, seguito da quasi cinquemila studenti
aggrappandoci a una speranza: quello che sulla piattaforma Coursera, Ban Ki-moon
decideremo di fare in questa pausa forzata condivide la sua visione globale e la sua
definirà quello che faremo quando l’emer- esperienza sul programma di sviluppo glo-
genza sarà passata. Il quarto degli “Obiettivi bale pianificato nell’Agenda 2030. Il corso è
di sviluppo sostenibile”, promuove infatti la strutturato attorno ai cinque pilastri dell’A-
diffusione dell’educazione di qualità, equa e genda – persone, prosperità, pianeta, pace e
inclusiva per tutti. E l’educazione ai tempi partnership – e nel percorso gli studenti sono
del Covid-19 è necessariamente online: ab- chiamati a comprendere l’interconnessione
biamo scelto cinque corsi dedicati alla soste- tra questi pilastri e la necessità di integra-
nibilità, tre dei quali completamente gratuiti, zione degli stessi nelle politiche e nelle scelte
per capire ed essere parte attiva del mondo a livello micro e macro, tanto nelle economie
post-coronavirus, che si spera necessaria- sviluppate quanto in quelle in via di sviluppo.
mente più responsabile e sostenibile.
Business Sustainability Management
Fashion & Sustainability: Understanding (University of Cambridge, Cambridge, Uk).
Luxury Fashion in a Changing World Il Cambridge Institute for Sustainability
(London College of Fashion in collabora- Leadership, centro d’eccellenza parte della
zione con Kering, Londra, Uk). University of Cambridge che nel 2009 ha ce-
Il primo corso su scala mondiale ad accesso lebrato 800 anni di attività, raccoglie intorno
libero dedicato alla moda sostenibile è stato a sé un network di accademici internazionali
fondato dal “Centre for Sustainable Fashion” grazie a iniziative come “The Prince of Wales
del London College of Fashion in collabora- Global Sustainability Fellowship Program-
zione con il gruppo Kering. Coordinato da me”, creato per promuovere la ricerca sull’e-
Dilys Williams, una delle maggiori esperte in conomia sostenibile. Al termine del percorso
moda sostenibile, dura sei settimane e racco- in “Business Sustainability Management” che
QUI SOPRA . “The Cage”, un’opera creata da Nico
glie intorno a sé una community di oltre 37 Krijno (1981). L’artista vive in Sudafrica e investiga
si sviluppa su otto settimane per un centina-
mila ex studenti provenienti da 186 Paesi. attraverso la fotografia i simboli e i codici contemporanei. io di ore di apprendimento, gli studenti sono
Il percorso didattico riflette sul valore della in grado di implementare un sustainability
sostenibilità nella moda e sulla necessità di action plan capace di generare nuove catene
adattarsi a un mondo in cambiamento, ana- di valore alla luce delle leggi internazionali e
lizza l’importanza del sourcing di risorse e af- della conoscenza delle best practices in termi-
fronta il tema dell’informazione nell’ambito ni di innovazione, tecnologia, marketing e co-
della direzione strategica. Il corso è dedicato Sustainable Fashion Management (Su- municazione. __________________________
non soltanto a designer e creativi ma a tutti stainability Management School, Gland,
coloro che vogliono lavorare nel mondo della Svizzera).
moda in settori commerciali, finanziari e stra- La prima scuola al mondo a proporre BBA e
tegici oltre che agli appassionati della materia. MBA in Sustainability Management si trova
PHOTO © N ICO K R I J NO

a Gland, tra Ginevra e Losanna, ma il corso PAG . 111

Corporate Sustainability: Understanding online permette anche agli studenti del master
and Seizing the Strategic Opportunity online, al termine del percorso formativo, di
(Università Bocconi, Milano, Italia). prolungare di un anno gli studi aggiungendo
L’obiettivo del corso, sviluppato grazie al la- un’esperienza in azienda o in organizzazioni
A Riveder Le Stelle
PAG . 112 FA R AWAY S O C L O S E
Tutto il sistema moda si interroga sul futuro: ma come
lo immaginano gli studenti delle scuole? Vogue Italia,
in collaborazione con Accademia Costume & Moda, Polimoda,
IED e Marangoni, ha chiesto loro di provare a disegnare un abito
per il mondo nuovo. Ecco che cosa hanno immaginato.

di A L B E R T O C A L A B R E S E

Polimoda

GA I A V E R O N I C A F O S S AT I K A N O N H AYATA
Il lavoro del 1997 dell’artista statunitense John Baldessari “Goya Series” Un upcycling artistico in cui gli scarti assumono un nuovo scopo.
– fotografie di oggetti comuni affiancate da una parola apparentemente Kanon Hayata interpreta il futuro attraverso un rifiuto particolarmente
insignificante – ha ispirato Gaia Veronica Fossati, che ha usato lo stesso inquinante, gli scontrini, che ripiega in modo apparentemente casuale
metodo per esprimere le sue emozioni. Ha infatti associato l’espressione per far comparire la scritta “ready-made”, preconfezionato. Così denuncia
“non abbiamo tempo” all’immagine di un mazzo di tulipani per manifestare la quantità di imballaggi superflui che, letteralmente, ci travolge.
l’odierno contrasto emotivo attraverso il binomio parola-immagine. L’unica soluzione: utilizzarli in modo nuovo.

Il mondo non tornerà quello di prima, e nem- sfida di provare a disegnare per noi gli abiti di
meno la moda. Che già prima del virus era domani. Tra i molti portfolio arrivati, ne sono
investita da interrogativi ineludibili, primo stati selezionati 14, a nostro giudizio i più in-
fra tutti quello sulla sostenibilità del sistema. teressanti per idee, ispirazioni, soluzioni, in
In questo momento di profonda disruption, una più ampia accezione di design che include
PAG . 112
come vedono il futuro i ragazzi delle scuole di l’arte e la fotografia. È un viaggio in un futu- FA R AWAY S O C L O S E
moda? Vogue Italia ne ha coinvolte quattro – ro non remoto, in cui la sensibilità per il bene
Accademia Costume & Moda, Polimoda, IED e collettivo e la preoccupazione per il futuro del
Marangoni –, i cui studenti hanno accettato la pianeta detteranno le regole del gioco. ______
DA R I A L AT I N I M A R I A E N R I C A A F F I N I TA
“E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Si apre così il progetto intitolato Cosa saremo, una volta liberi di uscire di nuovo? Secondo Maria Enrica
“Ab umbra lumen”, con il quale Daria Latini individua la luce che, Affinita saremo tutto ciò che ci ha circondato per giorni, ciò che abbiamo
seppur flebile, è sempre presente. La moda del futuro, carica di speranza, guardato e che, inevitabilmente, abbiamo assorbito in qualche modo.
è ricomposta con un collage di foto e disegni che mescolano sensorialità “Home Won’t Stop My Creativity” è una capsule collection carica di tutto
ed emotività: come lo studiato drappeggio e l’eruzione di un vulcano. questo, nella quale gli abiti sono fatti dei tessuti della casa, del divano,
Il viaggio, oggi travagliato, ci consentirà domani di riveder le stelle. delle tende, costruiti in un patchwork.

Accademia Costume & Moda

L O R E N A T I B E R I M A N I M A R I O C E L E N TA N O
Nel futuro i capi saranno un mezzo di espressione e condivisione di valori. L’artista futurista Thayaht, che negli anni 20 inventò la tuta con l’idea
Secondo Lorena Tiberi Mani “Il respiro, come libertà e vita” (concetto di creare un capo scevro da qualsiasi accezione sociale per un popolo
ripreso sugli abiti) è uno di questi, e con il suo progetto “Torniamo distrutto dalla guerra, è l’ispirazione del progetto di Mario Celentano.
a respirarci” esorta a rivedere le nostre priorità. Consci delle esperienze La sua tuta è pensata per un popolo che, contrariamente a quello
di oggi, saremo in grado di capire cosa potrà dirsi essenziale, e ciò del dopoguerra, ha tutto, ma che vede sfuggire la certezza della vita.
che indosseremo sarà uno strumento per rappresentarlo e ricordarlo. Un indumento che esprime la sovversione degli attuali dogmi della moda.
A L E S S I A S A S S O DAV I D E P O L O N I
Buste di plastica avvolgono una figura di donna, impedendole qualsiasi Nel futuro disegnato da Davide Poloni la materia e il corpo diventano
movimento, ammutolendola. Tutto quello che può fare è piangere fissando una cosa sola, si fondono affinché la materia diventi il corpo stesso, scivoli
chi la osserva, esprimendo, attraverso i grandi occhi, il messaggio su di esso e ne assuma l’aspetto. Una silhouette stilizzata di donna è ciò
che incombe su di lei a caratteri cubitali. La donna di Alessia Sasso si trova che compare su una carta grezza, su cui le pennellate la imprimono come
nella condizione quotidiana e abituale degli animali sul nostro pianeta, un’ombra luminosa che pare un ossimoro. Delle micro borchie si intersecano
e che adesso riguarda anche noi: Change Is Now. con il suo viso celato, come un’aureola in cerca del suo capo.

IED

C R I S T I A N R O C C O R I Z Z O B E AT R I C E B E R GA DA N O
Cosa succederebbe se gli uomini decidessero di riavvicinarsi alla natura, La “teoria dell’alga” afferma che se si inserisse un’alga tropicale
prendendone in prestito alcune caratteristiche morfologiche? Si parlerebbe in un ecosistema totalmente differente, le conseguenze potrebbero essere
di una biomorfosi umanizzata, secondo Cristian Rocco Rizzo: una modifica la sua espansione a discapito degli altri o la sua omologazione. Beatrice
della “struttura” dell’uomo grazie a una mutua simbiosi con ciò che Bergadano ritiene che la moda rappresenti questa teoria: ciclicamente,
rappresenta la natura. Un rapporto di reciproco vantaggio, quindi, fatto attinge dal passato per attualizzarsi nel futuro. La sua proposta è quindi
di scambi continui e di supporto biunivoco, per il benessere di entrambi. una collezione in cui “il futuro è il passato”.
C H I A R A L I M O N TA Y L E N I A A N N A C A L I R I
Una figura in stile vagamente fumettistico, senza volto, indossa un’evidente Le condizioni del nostro pianeta dettano l’esigenza di protezione. Questa
mascherina, e porta con sé un messaggio potente: support your local heroes. protezione però deve essere reciproca e tradursi in una moda rispettosa
In questi momenti di fragilità, veniamo aiutati da “eroi locali”, dell’ambiente. Una duplicità che ha ispirato il progetto di Ylenia Anna
che agiscono senza sosta per tamponare le difficoltà ed evitare che la nostra Caliri, che ha disegnato una proposta in cui tutto è ecologico: un corpetto
vita quotidiana venga travolta, come spesso accade a loro. fatto di un tessuto in biofibra, ottenuto da un’alga, e una gonna plissé
Chiara Limonta plaude a coloro che ci guidano verso il futuro. realizzata con ventagli e fogli di giornale, come la tomaia delle scarpe.

Marangoni

DAV I D E PA N Z E R I TA M A R A B A K A J
La forza che l’uomo è capace di esercitare sulla natura lo illude, facendogli Il futuro altamente tecnologico, ma dall’estetica quasi tribale, ci vedrà
credere di poterla dominare. La condizione nella quale si trova impegnati nella lotta per i nostri sogni. Secondo Tamara Bakaj siamo infatti
in realtà è di grande impotenza. L’uomo che Davide Panzeri ha disegnato dei “sognatori combattenti”, che affrontano nel quotidiano sfide sempre
pensa di poter raccogliere l’aria per portarla con sé, quasi più difficili. Come una grande tribù, lottiamo tutti uniti, e la forza dei nostri
come in un mito greco. Il suo completo in tartan e gabardine presenta nemici ci impone di comprendere la potenza del supporto reciproco.
dei tagli dove sono poste delle grandi tasche gonfiabili. Come sarà il mondo tra cent’anni? Dipende da noi, adesso.
V O G U E I T A L I A P E R V I C H Y

STOP ALLE MACCHIE P E R

V I C
H Y

Un protocollo dermo-cosmetico di due mesi svela


un’efficacia clinica contro l’iperpigmentazione cutanea.
Sessanta giorni per una pelle più bella, uniforme e luminosa.

*La comunità scientifica è concorde sul tema e le ricerche pubblicate sono innumerevoli, tra cui gli studi pubblicati sul Journal of
Investigative Dermatology e lo studio della dermatologa Karen Burke riportato in “Mechanisms of Ageing and Development”
**test cosmeto-clinico su 41 donne durante 8 settimane e test cosmeto-clinico su 62 donne dopo 4 settimane
***test cosmeto-clinico su 57 donne durante 8 settimane

V O G U E I T A L I A P E R V I C H Y
V O G U E I T A L I A P E R V I C H Y

L’iperpigmentazione cutanea preoccupa due donne su


tre in Europa, a prescindere dall’età (comunque sopra
i 30 anni) e dalla carnagione. Lo stimano vari studi
dermatologici in continua evoluzione, tra cui una ricerca
L’Oréal, che sostiene che l’inestetismo interessi ben
l’80% della popolazione femminile almeno una volta
nella vita. Profondamente antiestetiche, le macchie
sono il risultato di una distribuzione disomogenea della
melanina, soprattutto in alcune aree del viso e del
décolleté, dovuta a molti fattori: esposizione prolungata
e senza la giusta protezione ai raggi UV, squilibri
ormonali, invecchiamento e carenze nutrizionali. Negli
ultimi anni, si è scoperto che anche l’inquinamento è
una causa, anzi la presenza di macchie aumenterebbe
del 20% in chi vive nelle grandi città*. Vichy ha messo
a punto uno specifico protocollo clinico, per correggere
e prevenire le macchie scure, le macchie dell’età e
quelle post-imperfezioni. Per raggiungere l’obiettivo,
il protocollo, da seguire con costanza per sessanta
giorni, prevede due step: Vichy Liftactiv Specialist
Glyco-C Ampolle Notte e Vichy Liftactiv Collagen
Specialist SPF25. Di notte, il contenuto delle ampolle
(pack da 30, metà ampolla ogni sera), formulato con
dieci ingredienti concentrati tra cui il complesso con
acido glicolico e vitamina C, favorisce l’eliminazione
di cellule inscurite superficiali (esfoliazione), liberando
la pelle e rivelando il suo lato più chiaro e luminoso.
Di giorno, la crema con filtro solare protegge dal
fotoinvecchiamento e contrasta la degradazione del
collagene e la formazione di nuove macchie, il tutto
grazie a un cocktail di bio-peptidi e vitamina C (ne
è consigliato l’uso quotidiano costante anche dopo i
sessanta giorni). Risultato del protocollo? Clinicamente
testato: –36% di macchie scure e –37% di macchie
post-imperfezioni dopo due mesi di applicazione di
Liftactiv Liftactiv Specialist Glyco-C Ampolle Notte**,
mentre l’intensità delle macchie diminuisce del 30% e
le rughe del 44% dopo l’applicazione di Vichy Liftactiv
Collagen Specialist SPF25***.

Nate nei laboratori Vichy, Liftactiv Specialist Glyco-C Ampolle


Notte presentano attivi ultra-concentrati, che, grazie alla texture
fluida, penetrano in profondità nella pelle, agendo rapidamente.
Il formato bidose in vetro ambrato permette di preservare
l’integrità della formula fino all’uso, mantenendo tutta
la purezza e la forza degli attivi.

V O G U E I T A L I A P E R V I C H Y
V O G U E I T A L I A P E R Q C T E R M E

RINASCERE DALL’ACQUA P E R

T E R
M E
Q C

Gli antichi romani affidavano a questo elemento la


rigenerazione del corpo e dello spirito. Lo stesso fa
QC Terme nei suoi centri benessere e hotel di charme.

V O G U E I T A L I A P E R Q C T E R M E
V O G U E I T A L I A P E R Q C T E R M E

Da sempre l’acqua rappresenta la fonte della


vita, l’origine dell’esistenza. L’immersione
in questo elemento primordiale e potente
è, quindi, un simbolo di rinascita, non
solo nel corpo ma anche nello spirito. Gli
antichi romani, per esempio, affidavano
all’acqua il recupero del benessere fisico
e la rigenerazione dell’anima. Per loro
le terme erano luoghi di svago, piacere e
aggregazione in cui trascorrere il tempo
libero. A questa filosofia che viene da
lontano ma che risponde a bisogni ancora
attuali s’ispira QC Terme: le sue strutture
assicurano momenti di evasione e relax
a un’umanità frenetica e costantemente
connessa. Ai Bagni Vecchi e ai Bagni Nuovi
di Bormio, a Pré Saint Didier, sulle pendici
del Monte Bianco, a Pozza di Fassa, a San
Pellegrino, a Milano, a Torino e alle porte di
Roma, il gruppo dei fratelli Andrea e Saverio
Quadrio Curzio sa regalare emozioni uniche
e senza tempo. Sì, perché in ogni momento
dell’anno, a prescindere dalla stagione, nei
suoi centri benessere e termali e nei suoi
hotel di charme si riescono ad allontanare
i problemi quotidiani. Attraverso l’acqua,
infatti, si rinasce sempre. Grazie a lei,
una volta lasciato alle spalle il periodo più
nero, ci si potrà riconciliare con la natura,
alleviare lo stress fisico e mentale, e
ritrovare l’energia necessaria per superare
ogni ostacolo. D’altronde, la resilienza è
una caratteristica tipica dell’identità italiana.
Nei secoli, gli abitanti di questo Paese,
di cui proprio l’acqua di fiumi, laghi e mari
è una parte fondamentale, hanno saputo
continuamente ripartire, trasformare
le difficoltà in opportunità, e creare un
patrimonio di bellezza ineguagliabile.

Nella pagina accanto. Infinity pool di QC Terme


Bagni Vecchi di Bormio (foto di Max Rommel).
In questa pagina, dall’alto. Una delle vasche
nel parco di QC Termeroma (foto di Claudio Tajoli)
e vasche esterne di QC Terme San Pellegrino
(foto di Valentina Sommariva).

V O G U E I T A L I A P E R Q C T E R M E
zioni e viaggi. Diversificare l’approvvigionamen-
to diventerà cruciale e porterà ad affrontare la
globalizzazione attraverso soluzioni locali, più
tracciabili e sicure. Si dovranno semplificare le
PAG.12 0 BEAUTY FA R AWAY S O C L O S E BEAUTY
fasi dei vari processi di produzione, evitando
(tra le altre cose) anche imballaggi secondari. A
lungo termine tutto ciò avrà un impatto positivo
sull’ambiente, ridurrà l’inquinamento e creerà
nuove soluzioni. A causa di quarantene stringen-
ti la gente si abituerà a stare nel proprio paese,
riscoprendo tradizioni e folklore nazionale. Di

E Se
contro, però, crescerà il desiderio dell’esotico e si
andrà sempre più alla ricerca di un immaginario

Domani
Filiere più snelle, meno imballaggi
inutili, ingredienti tracciabili, boom
di attivi che rafforzino le difese.
Spiega l’esperto di beauty trend che
l’industria (e noi con lei) potremo
presto rinascere, persino migliori.

di M I C H A E L N O LT E*

Ci troviamo di fronte a tempi strani. Mentre


ognuno di noi è alla ricerca di soluzioni alla pan-
demia di Covid-19, emerge molta confusione. Ma
una crisi può costituire anche un’opportunità e
mi piace pensare che l’industria delle bellezza
possa servirsi di questo momento per azzerare e
ripensare alcuni meccanismi. La situazione che
stiamo vivendo non avrà infatti solo un impatto
psicologico ed economico diretto, ma anche ef-
fetti a lungo termine sulla mentalità e le esigenze
delle persone, e sul loro approccio ai consumi. E
anche quando si riuscirà a contenere l’epidemia,
alcune abitudini adottate di questi tempi sono
destinate a continuare. Secondo l’Organizzazio-
ne Mondiale della Sanità, nuovi virus possono
comparire o mutare spontaneamente in qualsiasi
momento, il che ci obbliga tutti a essere prepara-
ti, a divenire più agili, non solo come aziende, ma
anche come individui.

Per cominciare: le industrie dovranno riconsi-


derare le loro filiere e il rifornimento di materie
prime per rendersi meno dipendenti da spedi- ispirazionale e di uno storytelling in grado di for-
nire l’impressione di una fuga, o la possibilità di
viaggiare “internamente”.

Se si azzera l’esperienza in negozio, poi, si tro-


veranno modi nuovi per fidelizzare i consumer.
Bisognerà incrementare l’esperienza virtuale
potenziando il senso di community, il che vedrà
PAG.12 0 BEAUTY FA R AWAY S O C L O S E
fiorire ulteriormente la comunicazione social con BEAUTY
gif, meme e contenuti vari, il tutto corredato da
piccoli samples da spedire a casa.
L’igiene sarà sempre più essenziale. Aumenterà
la richiesta di formati clean e sicuri: erogato-
ri pump, airless, spray. Le creme in vasetto, da
applicare con le dita, non saranno più conside-
rate affidabili in quanto possono costituire l’am-
biente ideale per la proliferazione dei microbi.
BEAUTY FA R AWAY S O C L O S E BEAUTY PAG. 121
Packaging antibatterici diventeranno molto po-
polari in tutte le categorie di bellezza.

Dal momento che i virus sono pericolosi soprat-


tutto per le persone con un sistema immunitario
debole, assisteremo a un interesse crescente verso
un approccio olistico, che avrà lo scopo di raf-
forzare le proprie difese. Piante provenienti dalla
medicina tradizionale cinese, superfood, ginseng, mi stupirei di trovare sulle confezioni specifici
claim antivirali, con ingredienti che combattono
pro-attivamente le epidemie e immagino trend
come l’anti-inquinamento interno.

Man mano che il lavoro da casa diventerà più


diffuso, inoltre, si cercheranno soluzioni in grado
di farci apparire più belli davanti a uno schermo.
I “me moments” indoor saranno sempre più im-
portanti: oltre al proliferare di app (o tutorial)
per fare esercizio fisico, meditazione e yoga, pre-
vediamo un boom di home device e strumenti
spa-like, come saune per la pelle, tonificatori,
struccanti hi-tech, e un potenziamento del seg-
mento chiamato “premium care”. Molti consu-
matori richiederanno meno prodotti, ma migliori.

Il consumo consapevole diventerà la chiave e


categorie come skincare, benessere e cura della
persona trarranno beneficio da questo nuovo at-
teggiamento. È probabile una decelerazione dei
cicli di tendenza, che potrebbe mettere in discus-
sione il consumismo e il capitalismo. Di questo
dovremo prendere atto.

In conclusione, speriamo che questo sia il mo-


mento di fare squadra. Se lavoriamo tutti insie-
me potremo davvero trasformare questa crisi in
un’opportunità per costruire un’industria mi-
gliore. ____________________________________

*Michael Nolte è il direttore creativo di Beautystreams, piatta-


forma di forecasting e riferimento per le tendenze dell’industria
della bellezza worldwide. Nolte supervisiona il lavoro di oltre
200 esperti sparsi nel mondo e con competenze multidisciplinari.
Nato in Germania e cresciuto a Parigi, è spesso citato dalle più
importanti pubblicazioni ed è noto per i suoi interventi di appro-
fondimento in conferenze e dibattiti internazionali.

vitamina C verranno sempre più inseriti nelle


formule di bellezza. Aumenterà esponenzial-
mente la richiesta di integratori. Concetti come A L C E N T R O . “Eternal Beauty” 2014, è un’immagine di Juno
microbioma, probiotici, epigenetica ed esposoma Calypso tratta dal lavoro “The Honeymoon” in cui l’artista
saranno al centro dell’interesse scientifico ancor indaga una luna di miele passata in isolamento.
più di prima.
P H O T O J U N O C A LY P S O @ W E F O L K .

La mascherina diventerà un’abitudine, e molti


BEAUTY
adatteranno a questo costume anche la propria FA R AWAY S O C L O S E BEAUTY PAG. 121

beauty routine: il focus sarà quindi su occhi e


capelli. I prodotti per le labbra saranno tenden-
zialmente più curativi, segnando una netta pre-
ferenza per il trattamento rispetto al colore. Non
BEAUTY
Nessuno È Imperfetto PAG.12 3

L’isolamento come spazio per sperimentare. Dando libero sfogo


alla creatività, inventando nuovi look. Diversi, estremi, imprecisi.
Qui qualche suggerimento autorevole: per sbagliare con stile.

di S U S A N N A M AC C H I A

«Cosa importa della perfezione quando stiamo


perdendo così tanto?». Se lo chiede Linda Can-
tello, international make-up artist Giorgio Ar-
mani che, di fronte al recente (ulteriore) dilagare
di tutorial che dispensano consigli e regole d’oro
per realizzare un make-up impeccabile, solleva
dei dubbi di fondo. Già in passato, dal backstage
di una sfilata, parlando dell’eyeliner – tema tra
i più “caldi” in rete e fonte di disquisizioni su
quale siano la punta e la texture migliori – ave-
va dichiarato: «La riga dritta è noiosa, scontata».
Quindi aveva proseguito sporcando quella linea
nera con un’ombra sfumata molto più interes-
sante. La perfezione, secondo lei, non è un’opzio-
ne molto significativa: «Dobbiamo sentirci bene
con il make-up, non sotto pressione». E continua:
«Se ci troviamo in isolamento, da soli o con al-

de Kluyver, direttore creativo G U C C I M A K E - U P .


tri, perché non usare il trucco per esprimere la

a Londra ed è uno dei truccatori più interessanti


Due immagini del trucco realizzato da Thomas
nostra creatività? È il momento ideale per spe-

Nato in Australia nel 1986, de Kluyver vive

e apprezzati del panorama internazionale.


rimentare, mescolare due rossetti e crearne uno
nuovo, o usare il lipstick sulle guance, come un
blush. Se dovessi dare un consiglio globale, direi:
divertitevi! Siate estreme. Potreste trovare un Io.
Adesso è proprio l’occasione giusta per liberarsi
dalla dittatura del make-up perfetto». Potreb-
be essere anche un’opportunità per riflettere su
quale sia il proprio rapporto con il trucco, a qua-
li bisogni intimi sottenda? «In questo periodo in
cui la vita sociale (non social) è inesistente, per
alcuni è scomparsa la vera ragione per cui truc-
carsi. Penso quindi che sì, sia davvero un buon
momento per analizzare perché il make-up sia
così importante per noi e per capire – anche se
potrebbe sembrare un po’ narcisistico e vuoto –
l’importanza profonda dei rituali e della cura di
se stessi. La disciplina della ritualità è importan-
te, anche ora».

«La ritualità aiuta a mantenere una normalità


rispetto ai cambiamenti che stiamo sperimentan-
do nella vita di tutti giorni», riflette Thomas de
Kluyver, art director del make-up Gucci che, per
rafforzare il concetto, ricorda il gesto della nonna
che si metteva il rossetto tutti i giorni: «Lo face-
va per sentirsi bella e mai come adesso abbia-
BEAUTY
mo bisogno di riappropriarci di piccoli momenti PAG.12 3

come questo». Il make-up però, per de Kluyver, è


un mondo più complesso e concettuale, che può
PAG.12 4 BEAUTY FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 BEAUTY

aiutare un percorso interiore, soprattutto se lo si


libera da dogmi e stereotipi: «L’identità è la nuova
perfezione. E il trucco non è più una maschera
dietro la quale nascondersi. O una scatola dentro
cui rinchiudersi. Serve per tirare fuori chi siamo
veramente». Il contesto attuale può aiutare: «La
casa è in assoluto il luogo dove ci si sente più al
sicuro e a proprio agio per far emergere i diversi
volti della nostra personalità. La mia camera da
letto e il mio bagno sono per me come dei santua-
ri dove fare esperimenti di stile». Dunque niente
regole, segreti da mettere in pratica? «Regole, no.
Non ce ne sono. Il make-up deve essere usato in
un modo positivo. Si deve indossare secondo la
modalità che si sente più adatta a se stessi e che
fa stare meglio. Vale qualsiasi forma o sfumatura».
da Linda Cantello, celebre make-up artist inglese che ha
Alcuni scatti del make-up della sfilata Emporio Armani
a/i 20/21. Il trucco A R M A N I B E A U T Y è firmato

collaborato con i nomi più importanti della fotografia:

Parlando di sfumature, altro grande argomen-


da Richard Avedon a Irving Penn, a David Sims.

to di discussione su tutte le piattaforme digitali


sono i capelli: la ricrescita (del colore e della che-
ratina) offre lo spunto a miliardi di consigli su
soluzioni apparentemente infallibili di DIY. Ma
come per l’eyeliner, viene da chiedersi quanto sia
essenziale inseguire un ideale di impeccabilità.
Eugene Souleiman è un hair artist inglese tra i
più creativi del panorama internazionale (oltre
a essere Global Creative Director Wella Profes-
sional): è lui, per esempio, che durante le ultime
sfilate ha creato le acconciature con le foglie di
insalata sulle modelle di Maison Margiela e ha
dipinto di turchese le teste di Yohji Yamamoto.
Anche Souleiman insiste su quanto l’esperienza
che stiamo vivendo sia l’occasione per cambia-
re registro creativo alle nostre abitudini beauty:
«Dovremmo riuscire a godere del senso di libertà
che questa situazione può trasmetterci. Ed esse-
re di conseguenza aperti a nuove possibilità. La
velocità in cui abbiamo vissuto finora non ha la-

F O T O D I A N T O N G O T T L O B C O U R T E S Y O F G U C C I . S F I L ATA E M P O R I O A R M A N I F O T O @ G O R U N AWAY.
sciato molto spazio per creare davvero qualcosa
di nuovo. Adesso potrebbe essere il momento». _

PAG.12 4 BEAUTY FA R AWAY S O C L O S E VOGU E ITALIA 836 BEAUTY


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Collier Schorr Youn
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Lindsey Wixson-Young
IN QUESTA PAGINA. FOTO DI TYLER
MITCHELL. NELLA PAGINA ACCANTO.
LINDSEY WIXSON-YOUNG @ THE SO-
CIETY MANAGEMENT FOTOGRAFATA
DA TWO HAWKS YOUNG. ABITO BU-
STIER DI TESSUTO TECNICO CON CIN-
TURA IN VITA, MOSCHINO.

IN APERTURA. GIGI HADID @ IMG


MODELS. GIACCA E PULL DI CASHME-
RE, PANTALONI DI DENIM, SANDALI E
ORECCHINI CON STRASS, VANITY CA-
SE PICCOLA CON CATENA; BORSA
“BOWLING” DI PELLE. TUTTO CHANEL.

Tyler Mitchell
FOTO DI WILLY VANDERPERRE,
STYLING OLIVIER RIZZO. IN QUESTA
PAGINA. T-SHIRTS DI COTONE, PRA-
DA. NELLA PAGINA ACCANTO. BAN-
DIERA DI LANA, RAF SIMONS AUTUN-
NO INVERNO 1999. ENTRAMBI PEZZI
PERSONALI DEGLI ARTISTI.

Willy Vanderperre and Olivier Rizzo


IN QUESTA PAGINA. MARC ARMITA-
NO DOMINGO FOTOGRAFATO DA
RYAN MCGINLEY. TRENCH DI CUPRO
LAVATO, GIROCOLLO DI LANA MISTO
SETA, PANTALONI IN TWILL DI SETA E
ESPADRILLAS IN VITELLINO ROVE-
SCIATO, GIORGIO ARMANI.

NELLA PAGINA ACCANTO. AUTO-


SCATTO DI TALIA CHETRIT CON IL FI-
GLIO ROMAN. GUANTI DI PELLE, SAL-
VATORE FERRAGAMO VINTAGE.

Ryan McGinley
Talia Chetrit
IN QUESTE PAGINE. CAROLINE ASKEW
FOTOGRAFATA DA ROE ETHRIDGE.
BLUSA IN CRÊPE DE CHINE, MICHAEL
KORS COLLECTION.
Roe Ethridge
IN QUESTA PAGINA. AUTOSCATTO DI
BRIANNA CAPOZZI CON ABITO A PAL-
LONCINO IN POPELINE DI COTONE,
PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI.

NELLA PAGINA ACCANTO. FOTO DI


DREW VICKERS. COMPLETO BLAZER E
BERMUDA IN GINGHAM, MICHAEL
KORS COLLECTION.

Brianna Capozzi
Drew Vickers
IN QUESTA PAGINA. AUTOSCATTO DI
ANDREA ARTEMISIO CON GIACCA E
PANTALONI DI COTONE A STAMPA
CHECK, MARNI.

NELLA PAGINA ACCANTO. SEBA-


STIAN FAENA FOTOGRAFATO DA
GRAY SORRENTI. MINIABITO IN MI-
CRO FAILLE CON MANICHE A SBUFFO,
VALENTINO.

Andrea Artemisio
Gray Sorrenti
ISQUE SAGITTIS PURUS SIT AMET.
EUGIAT NIBH SED PULVINAR PROIN
GRAVIDA HENDRERIT.

Cyndia Harvey
IN QUESTA PAGINA. SUZANNE KOL-
LER FOTOGRAFA TRENCH DI COTONE
DAL SUO ARCHIVIO PERSONALE E STI-
VALI “JUMPING” DI PELLE, HERMÈS.
ASSISTANT STEFANO @ DIGITART.

NELLA PAGINA ACCANTO. OPERA


CREATA DA CYNDIA HARVEY @ ART
PARTNER E FOTOGRAFATA DA LARS
EVANGER.

Suzanne Koller
IN QUESTE PAGINE. OLIVIA GALOV
FOTOGRAFATA DA COLLIER SCHORR.
DA SINISTRA. TRENCH DI COTONE
CON DETTAGLI IN PELLE E LOAFERS DI
PELLE; MAGLIA IN JERSEY DI COTONE
A COLLO ALTO E LOAFERS. TUTTO
LOUIS VUITTON. SPECIAL THANKS
PER TAGLIO E COLORE A DEVON GON-
ZALEZ E CHRISTINA HIATT.
Collier Schorr
IN QUESTE PAGINE. AGNES DAVISON
FOTOGRAFATA DA JACK DAVISON. DA
SINISTRA. CAPPOTTO DI VISCOSA E
MAGLIA DI SETA. BLAZER DI VISCOSA.
TUTTO GIADA.
Jack Davison
IN QUESTE PAGINE. PAOLO ROVERSI
FOTOGRAFA LA FIGLIA STELLA. DA
SINISTRA. ABITO CHEMISIER DI CO-
TONE E SETA CON STAMPE PAISLEY E
MOTIVO A RIGHE, ETRO. ABITO DI
TWILL STAMPATO LAVORAZIONE
PLISSÉ, VALENTINO.
Paolo Roversi
IN QUESTA PAGINA. AUTOSCATTO DI
FRANCESCA CISANI CON JUMPSUIT E
SCIALLE DI SETA RICAMATI ALL-
OVER, GIORGIO ARMANI.

NELLA PAGINA ACCANTO. AUTO-


SCATTO DI ISAMAYA FFRENCH.

Francesca Cisani
Isamaya Ffrench
Marcus Piggott
IN QUESTA PAGINA. ABITO DI COTONE
TRAPUNTATO, FENDI; CAPPELLO, ER-
DEM, FOTOGRAFATI DA MERT ALAS.

NELLA PAGINA ACCANTO. ABITO DI


NYLON LAQUÉ, 8 MONCLER RICHARD
QUINN, FOTOGRAFATO DA MARCUS
PIGGOTT CON IPHONE 11 PRO MAX.

Mert Alas
IN QUESTE PAGINE. ABITO IN DU-
CHESSE DI SETA CON MANICHE A
SBUFFO E RICAMI DI PAILLETTES DO-
RATE E OCCHIALI DA SOLE IN ACETA-
TO, GUCCI. FOTOGRAFATI E INDOSSA-
TI DA OLIVER HADLEE PEARCH ED
EMILIE KAREH, STYLING EMILIE KA-
REH. MAKE-UP VIA FACETIME DI
THOMAS DE KLUYVER @ ART PART-
NER USING GUCCI BEAUTY.
Oliver Hadlee Pearch, Emilie Kareh and Thomas De Kluyver
IN QUESTE PAGINE. MICHAEL BAI-
LEY-GATES INDOSSA ABITI PERSONA-
LI. HAIR ROB TALTY @ FORWARD ARTI-
STS USING BUMBLE AND BUMBLE.
Michael Bailey-Gates
STEVEN KLEIN FOTOGRAFATO DA
STEVEN KLEIN A WEST KILL FARM.
KLEIN MONTA RASTA, IL SUO CAVAL-
LO DI RAZZA SELLE FRANÇAIS.
STYLING DA REMOTO DI PATTI WIL-
SON. ABITO “PHYSALIA” IN ORGAN-
ZA DI SETA CON STAMPA ACQUEREL-
LO DI SHELEE CARRUTHERS, IRIS VAN
HERPEN. COLLANA, TIPPY TASTE
JEWELRY. SPECIAL THANKS TO VIC-
TOR SADARINI.
Steven Klein and Patti Wilson
IN QUESTE PAGINE. GRAY SORRENTI
FOTOGRAFATA DA SEBASTIAN FAE-
NA. A DESTRA, DALL’ALTO. ABITO DI
CHIFFON; MINIABITO DI MICRO FAIL-
LE CON MANICHE A SBUFFO, TUTTO
VALENTINO.
Sebastian Faena
IN QUESTA PAGINA. BILLY LUCHFORD,
FIGLIO DEL FOTOGRAFO GLEN LU-
CHFORD, AUTORE DI QUESTO SCATTO.
ABITI PERSONALI. NELLA PAGINA
ACCANTO. FOTO DI JOE MCKENNA.

Glen Luchford
Joe McKenna
IN QUESTA PAGINA. ARTWORK “RO-
MAN AND LAURA IN BOTTEGA” DI
LAURA NASH, FOTOGRAFATO DA
TYRONE LEBON, STYLING DI MAX PE-
ARMAIN. LAURA INDOSSA CAMICIA E
PANTALONI IN DENIM, PUMP DI NAP-
PA ARRICCIATA, BOTTEGA VENETA.

NELLA PAGINA ACCANTO. IMMAGINE


DI DAVID SIMS CREATA MANIPOLAN-
DO FOTOGRAFIE DI SUE RICERCHE
ONLINE ATTRAVERSO LO SCHERMO
DEL SUO CELLULARE.

Max Pearmain, Laura Nash and Tyrone Lebon


David Sims
IN QUESTA PAGINA. AUTOSCATTO DI
HARLEY WEIR CON GONNA DI COTO-
NE LUCIDO CON DRAPPEGGIO, MARNI.

NELLA PAGINA ACCANTO. FOTO DI


MARIE CHAIX. BIKER BOOTS DI PEL-
LE, BOTTEGA VENETA. DAL SUO AR-
Harley Weir CHIVIO PERSONALE.
Marie Chaix
IN QUESTA PAGINA. AUTOSCATTO DI
STEPHANIE WAKNINE CON ABITO DI
TESSUTO TECNICO, BOTTEGA VENETA.

NELLA PAGINA ACCANTO. ARTWORK


DI PAOLO VENTURA. GIACCA A VENTO,
SHORTS E CAPPELLINO “TEDDY-D” DI
NYLON JACQUARD TIE-DYE, BORSA
“DIOR BOOK TOTE”, SCARPE DI PELLE,
ORECCHINI E ANELLO IN METALLO E
BRACCIALI IN COTONE, TUTTO DIOR
(LOOK: PHOTO ARNAUD LAJEUNIE/
COURTESY OF CHRISTIAN DIOR).

Stephanie Waknine
Paolo Ventura
IN QUESTA PAGINA. AUTOSCATTO DI
PETRA COLLINS CON TOP IN CRÊPE DI
SETA, BAJA EAST. NELLA PAGINA AC-
CANTO. PALOMA ELSESSER @ IMG
MODELS FOTOGRAFATA DA PETRA
COLLINS. TRENCH DI GABARDINE IM-
PERMEABILE, ALBERTA FERRETTI.
STYLING DEAN DICRISCIO.

Petra Collins
IN QUESTA PAGINA. CONIE VALLESE
@ VIVA FOTOGRAFATA DA JOSH
OLINS. JEANS 501, LEVI’S ®.

NELLA PAGINA ACCANTO. AUTO-


SCATTO DI HALEY WOLLENS CON
CAPPOTTO DI FAUX FUR, MINIABITO
IN JERSEY DI VELLUTO, PUMPS DI
PELLE E ORECCHINO CONCHIGLIA.
TUTTO BALENCIAGA.

Josh Olins
Haley Wollens
Ibrahim Kamara
LARISSA HOFMANN E RAE SIM-
MONDS INDOSSANO SOPRABITO IN
TESSUTO TECNICO, MULE IN LYCRA E
ABITO PLISSETTATO CON STAMPA I-
RIS, TUTTO GIVENCHY. FOTO DI LARIS-
SA HOFMANN, DIREZIONE CREATIVA
DI CHRISTOPHER SIMMONDS.

NELLA PAGINA ACCANTO. IBRAHIM


KAMARA. ORECCHINI IN METALLO
PLACCATO CON DETTAGLI IN LEGNO;
MINIABITO “BAMBOLA” DI POPELINE
STAMPA FORESTA E BORSA “DNA DG
GIRLS” CON LOGO IN METALLO;
DÉCOLLETÉ CON CINTURINO GIOIELLO.
TUTTO DOLCE&GABBANA. SCANSIO-
NI E STYLING DI IBRAHIM KAMARA.

Christopher Simmonds and Larissa Hofmann


ISQUE SAGITTIS PURUS SIT AMET.
EUGIAT NIBH SED PULVINAR PROIN
GRAVIDA HENDRERIT.

Carlos Nazario
IN QUESTA PAGINA. LANA PETRUSE-
VYCH FOTOGRAFATA DA EZRA PETRO-
NIO. ABITO IN GEORGETTE DI SETA
PLISSÉ, SAINT LAURENT BY AN-
THONY VACCARELLO. DIGITAL EDI-
TING GRANON.

NELLA PAGINA ACCANTO. FACETIME


TRA CARLOS NAZARIO E LA NONNA
EFNA PLAZA-MERRITT. PIGIAMA DI
SETA, CASABLANCA.

Ezra Petronio
Mica Argañaraz
IN QUESTA PAGINA. GEORGIA FOTO-
GRAFATA DA ARNAUD LAJEUNIE. TOP
DI POPELINE CON STAMPA ROSE, CIN-
TURA BORCHIATA DI PELLE, STIVALI
DI PELLE STAMPATA, PACO RABANNE.
ORECCHINI E ANELLO, PANCONESI.

NELLA PAGINA ACCANTO. AUTOSCAT-


TO DI MICA ARGAÑARAZ @ DNA MO-
DEL MANAGEMENT CON GILET CROP
STAMPATO, ETRO, E SHORTS DI JE-
ANS, LEVI’S® DA ZALANDO.IT.

Arnaud Lajeunie
IN QUESTE PAGINE. BELLA HADID @
IMG MODELS FOTOGRAFATA VIA FACE-
TIME DA BRIANNA CAPOZZI. DA SINI-
STRA. BOMBER IN TESSUTO DI CARTA
E SANDALI, DSQUARED2. CARDIGAN
DI LANA CON APPLICAZIONI, ABITO
IN CADY DI SETA E SANDALI, VERSA-
CE. STYLING DI HALEY WOLLENS.
Brianna Capozzi and Haley Wollens with Bella Hadid
IN QUESTA PAGINA. AUTOSCATTO DI
CHARLOTTE WALES CON MAGLIA DI
MOHAIR GARZATO E ABITO DI LANA
COMPACT, MIU MIU.

Charlotte Wales
Thank You

To All The Artists Who Contributed From Their Homes.


MAX PEARMAIN, LAURA NASH WILLY VANDERPERRE GIGI HADID CHRISTOPHER SIMMONDS IBRAHIM KAMARA BRIANNA CAPOZZI
E TYRONE LEBON E OLIVIER RIZZO E LARISSA HOFMANN
GIGI HADID NELLA SUA FATTO- «INIZIALMENTE AVEVO PEN- «IL GIORNO PRIMA DELLO
«QUESTA OPERA È MIA, DI LAU- «OLIVIER E IO ABBIAMO SCAT- RIA IN PENNSYLVANIA GIOCA «LE IMMAGINI CHE VEDETE SO- SATO DI TORNARE A CASA E SCATTO IO E HALEY ABBIAMO
RA, ROMAN E TYRONE. TUTTI TATO QUESTE FOTO USANDO CON IL NINTENDO. NO IL RISULTATO DI UN LAVO- FOTOGRAFARE LA MIA SOREL- PROVATO LE POSE SU FACETI-
ABBIAMO CREATO COSE DI- SOLO LA LUCE DEL GIORNO, A RO DI SQUADRA: DI LARISSA, LINA CON QUESTO LOOK, MA ME: COME SEMPRE, MA PER LA
VERSE PER METTERLE INSIEME CASA NOSTRA, AD ANVERSA. DI MIA FIGLIA RAE E MIO. SO- LE REGOLE DELLA QUARANTE- PRIMA VOLTA CON LA MEDIA-
IN UNA SOLA. PEACE!». MAX QUASI TUTTI I NOSTRI PRIMI NO SCATTATE IN QUELLA CHE NA NON ME LO HANNO PER- ZIONE DI UNO SCHERMO. POI
PROGETTI ERANO STATI REA- SARÀ PRESTO LA NOSTRA MESSO. COSÌ HO DECISO DI ABBIAMO CHIAMATO BELLA E
LIZZATI IN QUESTO MODO, ED È NUOVA CASA, DOVE AVREMO COSTRUIRE LA MIA FOTOGRA- FATTO IL FITTING IN UN CLIMA
STATO UN PO’ NOSTALGICO UN GIARDINO, ANCHE SE PER FIA FACENDO UNA SCANSIONE DI GRANDE INTIMITÀ, TRA
RITORNARE A FARLO. UNA MA- UN PO’ NON POTREMO ANCO- DEL LOOK E STAMPANDOLO. È SCHERZI E SCAMBI DI OPINIO-
GLIETTA BIANCA E UNA BAN- RA TRASFERIRCI. PER CREARE UN ESPERIMENTO CHE MI DI- NI. UNA VOLTA CHIUSA LA
DIERA, PER NOI, RAPPRESEN- UN SOGNO BASTA POCO, E FI- VERTIVA MOLTO ALL’UNIVER- CHIAMATA, BELLA È ANDATA A
TANO LIBERTÀ E RIBELLIONE, NO A QUANDO TUTTO NON SITÀ, PROVARE LE DIVERSE FARSI TRUCCO E CAPELLI, TUT-
UNITÀ E PACE». SARÀ TORNATO ALLA NORMA- LUCI ATTRAVERSO LO SCAN- TO DA SOLA: HA FATTO UN MI-
LITÀ, IMMAGINARE QUESTI NER FINO A OTTENERE LA FOTO RACOLO, NON A CASO È UNA
MONDI CHE GUARDANO AL FU- CHE AVEVO IN MENTE. NON HO SUPER MODEL! LA SUA AMICA
TURO È STATO IMPORTANTE E UNA MACCHINA FOTOGRAFI- LAUREN, CHE QUANDO NON È
DIVERTENTE». CA IN CASA, IL CHE È IMBA- IN QUARANTENA FA IL DIRET-
RAZZANTE, QUINDI LA MIA U- TORE CREATIVO, SI È PRESTA-
NICA OPZIONE ERA SCANNE- TA A FARCI DA ASSISTENTE.
RIZZARE. MI CI SONO VOLUTI QUANDO ABBIAMO INIZIATO A
DUE GIORNI E DIVERSI TENTA- SCATTARE IO ERO IN LINEA
TIVI MA MI SONO DIVERTITO, CON BELLA SUL MIO COMPU-
MI HA RIPORTATO AI TEMPI TER, MENTRE HALEY CHIAMA-
DELL’UNIVERSITÀ». VA LAUREN CON IL SUO SMART-
PHONE, LAVORANDO COSÌ SU
QUAT TRO SCHERMI ALLO
STESSO MOMENTO PER AVERE
LINEE PIÙ PULITE. IO E HALEY
NON CI VEDEVAMO DIRETTA-
MENTE, MA ESSENDO DUE
NEWYORCHESI MOLTO RUMO-
ROSE, COMUNICARE NON È
STATO CERTO UN PROBLEMA!».

MICHAEL BAILEY-GATES

«IN AMERICA CI HANNO CHIE-


STO DI "SHELTER IN PLACE",
CIOÈ DI TROVARE RIFUGIO DA
QUALCHE PARTE, MENTRE AD CHARLOTTE WALES
ALTRI HANNO DETTO DI STARE FRANCESCA CISANI
A CASA. L’IDEA DI RIFUGIO «HO SCATTATO LA MATTINA,
EVOCA PANICO. LE FOTOGRAFIE JACK DAVISON NELLA STANZA DEGLI OSPITI. IL «CAMBIARSI D’ABITO PUÒ ESSE-
RAPPRESENTANO IL MIO STA- RISULTATO È LA MIA RISPOSTA RE UN’ESIGENZA QUANTO UNO
TO D’ANIMO ATTUALE; SE VAI «DI SOLITO PREFERISCO CHE A QUESTA SITUAZIONE COSÌ SFIZIO, E LA VARIETÀ UN ANTI-
IN UN NEGOZIO TI SENTI GUAR- SIANO LE IMMAGINI A PARLA- STRANA E INNATURALE. C’È UN DOTO ALLA PARALISI. È COME
DATO COME UN FANTASMA DI- RE, MA LEI È LA MIA ADORATA SENSO DI PACE, PERCHÉ FUORI SE FOSSI SOSPESA, IN PREPA-
SPETTOSO. PROVO GRATITUDI- MOGLIE AGNES NELLA NOSTRA È TUTTO COSÌ TRANQUILLO. EP- RAZIONE AL CAMBIAMENTO. PAOLO VENTURA
NE PER LA MIA CASA – O RIFU- CASA A LONDRA; LA PIÙ SPE- PURE, ALLO STESSO TEMPO, VESTIRSI PER VESTIRSI. E FOTO-
GIO – IN QUALUNQUE MODO LA CIALE DELLE MUSE, QUELLA QUESTA PACE È PROFONDA- GRAFARSI ALLO SPECCHIO, PER «QUESTA GUERRA LA VINCERE-
SI VOGLIA CHIAMARE ORA». BRAMATA PIÙ A LUNGO». MENTE INQUIETANTE». CHI NON SI HA CON SÉ». MO».
STEVEN KLEIN TALIA CHETRIT GRAY SORRENTI PETRA COLLINS RYAN MCGINLEY ROE ETHRIDGE

«È UN AUTORITRATTO CON RA- TALIA CHETRIT ALLATTA SUO «IL TEMPO SI È FERMATO, MA I «PALOMA ED IO CI SIAMO DI- «L’ARTISTA RAFFIGURATO «LA PERSONA NELLE FOTOGRA-
STA, IL MIO SELLE FRANÇAIS », FIGLIO ROMAN, UPSTATE NEW NOSTRI CUORI CONTINUANO A VERTITE MOLTO CON QUESTE NELLA FOTO È MARC ARMITA- FIE È LA MIA FIDANZATA CARO-
DICE STEVEN KLEIN. «IN BOC- YORK, MARZO 2020. BATTERE, MENTRE QUESTA IMMAGINI. È STATA L’UNICA NO DOMINGO. CERAMISTA, LINE ASKEW. ABBIAMO SCAT-
CA HO LA CODA INTRECCIATA SENSAZIONE DI CALORE SI FA COSA CHE CI HA DATO UN PO’ FONDATORE DI BOTTICELLI TATO NEL MIO SALOTTO, L’HO
DI UNO DEI MIEI CAVALLI, MOR- LARGO DIETRO L’ANGOLO. MA- DI LUCE IN QUESTI GIORNI TRI- CERAMICS E MUSICISTA BA- USATO PER VARI PROGETTI
TO RECENTEMENTE. MI INCHI- DRE NATURA NON SMETTE DI STI. NORMALMENTE NON HO ROCCO. MARC SUONA LA VIO- NEGLI ULTIMI ANNI. È STRANO
NO DAVANTI ALL’UMANITÀ E SORPRENDERCI. ASPETTIAMO, MODO DI ESPRIMERMI COSÌ LI- LA DA GAMBA E IL PARDES- DA DIRE, MA LA QUARANTENA
PRENDO ATTO DEL DANNO CHE PIENI DI EMOZIONI, FINO A CHE BERAMENTE E SPERIMENTARE SUS DE VIOLE, VERSIONE PIC- NON È POI COSÌ DIVERSA DA
ABBIAMO FATTO AL PIANETA. NON SARÀ PRONTA A DARCI COLLAGE QUINDI È STATO EC- COLA DELLO STESSO STRU- UNA GIORNATA IN STUDIO DA
OGGI GLI ANIMALI SONO LIBE- UN BACIO. ASCOLTIAMO IL SI- CITANTE POTER FARE QUALCO- MENTO. È A NEW YORK CITY SOLO. IN UN CERTO SENSO, PER
RI E GLI ESSERE UMANI STAN- LENZIO». SA DI DIVERSO DAL SOLITO.». CHE CREA MANUALMENTE LE GLI ARTISTI L’ISOLAMENTO FA
NO CHIUSI IN CASA COME BE- GRAY SORRENTI SUE CERAMICHE, ISPIRATE AL- PARTE DEL LAVORO. MA ADES-
STIE IN GABBIA». CAMPAGNA DEL CONNECTICUT, LE PORCELLANE INGLESI. DA SO FUORI È TUTTO MOLTO PIÙ
1° APRILE 2020. QUANDO È INIZIATA LA QUA- SILENZIOSO».
RANTENA, STIAMO INSIEME,
A CASA, E FACCIAMO ARTE».

COLLIER SCHORR

«OLIVIA GALOV E IO ABBIAMO


COMINCIATO A SENTIRCI A INI-
ZIO ANNO. CI TENEVO MOLTO A
RITRARLA, MA NON HO MAI
VOLUTO USARE LA FOTOGRA-
FIA COME MEZZO PER SEDUR-
RE QUALCUNO CHE MI PIACE. CYNDIA HARVEY DREW VICKERS
CI SIAMO AVVICINATE A FEB-
BRAIO E QUANDO È ARRIVATO «VOLEVO PARLARE DELL’AVIDI- ISAMAYA FFRENCH «QUESTO LOOK AVREBBE DO- SEBASTIAN FAENA
IL CORONAVIRUS ABBIAMO TÀ CHE HA COLPITO MOLTI DI VUTO AVERE UN TOP DELLO
DECISO CHE SAREBBE STATO NOI IN QUESTI ULTIMI TEMPI. «HO USATO COSÌ TANTO MA- STESSO TESSUTO A QUADRET- «LA VITA SCORRE COSÌ TRAN-
PIÙ SICURO E AL TEMPO STES- PERSONALMENTE, NON HO KE UP SU ME STESSA IN PAS- TI, PURTROPPO NON È ARRIVA- QUILLA ADESSO. È IL MOMEN-
SO SURREALE AFFRONTARE LA SENTITO IL BISOGNO DI CORRE- SATO CHE A VOLTE MI È DIFFI- TO A CAUSA DEL LOCKDOWN. TO PER PROVARE A CONCEN-
QUARANTENA INSIEME. OLI- RE A FARE SCORTE PERCHÉ IN CILE CREARE QUALCOSA DI MENTRE IO E LA MIA FIDANZA- TRARSI SU QUELLO CHE ABBIA-
VIA È UNA DESIGNER E STA REALTÀ, SE GUARDIAMO BENE NUOVO UTILIZZANDO ’LA TA CERCAVAMO DEI MODI PER MO E NON SU QUELLO CHE CI
LAVORANDO A UN PROGETTO NELLE NOSTRE CASE, C’È GIÀ STEPHANIE WAKNINE MIA FACCIA’ COME PUNTO DI PASSARE IL TEMPO, CI È CAPI- MANCA. IO E GRAY CI SIAMO
CHIAMATO DAIMORF. LE FOTO TUTTO QUELLO DI CUI ABBIA- PARTENZA. QUINDI È PIÙ STI- TATO TRA LE MANI UN BARAT- L’UNO PER L’ALTRA E SENTIA-
SONO STATE SCATTATE IN CA- MO BISOGNO. QUESTO ERA CIÒ «LEGGERE, PULIRE, LEGGERE, MOLANTE COPRIRLA O MET- TOLO DI TEMPERA E COSÌ CI MO LA VOLONTÀ DI ESSERE
MERA MIA, A WILLIAMSBURG, CHE AVEVO NELLA MIA DI- FARE ESERCIZI, LEGGERE... E RIN- TERE UNA SPECIE DI MA- SIAMO DIVERTITI A DIPINGERE ANCORA PIÙ FORTI SCATTAN-
BROOKLYN». SPENSA». NOVARE L’APPARTAMENTO ». SCHERA E PROCEDERE COSÌ». DA SOLI IL PEZZO MANCANTE». DO QUESTE IMMAGINI».
ARNAUD LAJEUNIE HALEY WOLLENS MARIE CHAIX ANDREA ARTEMISIO RIANNE VAN ROMPAEY JOSH OLINS

«QUESTO PROGETTO È DIVEN- «UNA COMMEDIA ROMANTICA «QUESTI SONO I MIEI BOOTS «IN QUESTO MOMENTO DIFFI- «SE NON PUOI USCIRE, PORTA «È DA TEMPO CHE VOLEVO
TATO UN MODO PER ESPLORA- SUL RIMANERE BLOCCATI IN PREFERITI, LI HO SEMPRE CON CILE PER TUTTI, HO PENSATO A LA GIUNGLA DENTRO». SCATTARE QUESTA FOTOGRA-
RE LE POSSIBILITÀ DI COSA SI CASA. ECCO LA PLAYLIST PER ME E CI CAMMINO OVUNQUE, UN’IMMAGINE CHE POTESSE FIA, OSSERVANDO CONIE OGNI
PUÒ FARE IN UNO SPAZIO UNA FESTA CON ME STESSA: GLI ANIMALI DI PELUCHE SONO FAR SORRIDERE CHIUNQUE LA GIORNO CAMMINARE ATTRA-
CHIUSO CHE SI È TRASFORMA- DANCING WITH MYSELF, GENE- QUELLI CHE MIO FIGLIO PORTA GUARDASSE. ALLO STESSO VERSO QUESTO BELLISSIMO
TO NEL NOSTRO UNICO QUOTI- RATION X; MR. ME TOO, CLIPSE; CON SE OVUNQUE VADA O AN- TEMPO, HO VOLUTO MANDARE RAGGIO DI LUCE NELLA NO-
DIANO: LA CASA. C’È STATO WHO AM I, BEENIE MAN; THE DIAMO INSIEME, ERA IL MIX UN MESSAGGIO ALLE PERSONE STRA CAMERA DA LETTO. L’IM-
QUALCOSA DI LIBERATORIO HA DANCE, MASTERS AT WOR- PERFETTO PER LA SITUAZIONE DI CUI SENTO LA MANCANZA. MAGINE MI GIRAVA IN TESTA
NEL PROCESSO, UNA SENSA- K; CYANIRIS (ANATOLIAN WE- IN CUI SIAMO, AL BALCONE, A- ED È ANCHE IL MIO PRIMO AU- MA ERA RIMASTA LÌ, ASSIEME
ZIONE DI SPENSIERATEZZA IN APONS 6 A.M. ETERNAL), ANA- SPETTANDO, INSIEME AD AL- TORITRATTO». AD ALTRE IDEE PASSEGGERE.
QUESTI TEMPI TORMENTATI IN TOLIAN WEAPON; LUCRETIA TRI MILIONI DI PERSONE». ADESSO CHE ABBIAMO IL TEM-
VIA DI RIDEFINIZIONE». MY REFLECTION, SISTERS OF PO DI FARE UNA PAUSA E RI-
MERCY; HYPNOTIC TANGO, MY FLETTERE, DI PENSARE E DARE
MINE; MOOD SWINGS, KA- VALORE A CIÒ CHE È IMPOR-
MAIYAH; OOPS (OH MY) FEAT. TANTE, DI RALLENTARE, TRO-
MISSY ELLIOTT, TWEET; IMO- VIAMO ANCHE SPAZIO PER
GEN HEAP, HIDE AND SEEK». QUESTE PICCOLE COSE, DI CUI
PARLIAMO SEMPRE MA CHE
NON FACCIAMO MAI».

TYLER MITCHELL

«LA MODA E L’IDEA STESSA DI


VESTIRSI SONO CONCETTI CHE
MI LASCIANO UN PO’ PER-
PLESSO IN QUESTI GIORNI.
QUESTA FOTOGRAFIA, SCAT-
TATA IN CAMERA MIA, RIFLET-
TE IN MODO ONESTO QUELLO
CHE SENTO IN QUESTO MO-
MENTO DI QUARANTENA – CI LINDSEY WIXSON-YOUNG
SONO LA MIA POSTAZIONE DI
LAVORO, LE SALVIETTE DISIN- « SIAMO MOLTO FORTUNATI E
FETTANTI, LA MIA AGENDA GRATI DI AVERE UNA CASA
CHE SI È DOVUTA ADATTARE AL CON UNO SPAZIO ALL’APERTO
MOMENTO, LA MIA SEDIA PRE- IN QUESTI GIORNI DI CRISI. CI HARLEY WEIR
FERITA DI TOM SACHS E, IM- SUZANNE KOLLER SIAMO TENUTI IN FORMA LA-
MANCABILE, UNA BELLA CON- VORANDO SU PROGETTI DI- «HO SCATTATO LA FOTO IN CU-
FEZIONE DI LOEWE. LA SCATO- «L’ACCUMULO DI OSSESSIONI CARLOS NAZARIO MENTICATI (PIANTARE ALBE- CINA, DOVE STO TRASCORREN-
LA CONTENEVA UNA COPERTA PERSONALI È UN’ABITUDINE RI) E, ALLO STESSO TEMPO, DO LA MAGGIOR PARTE DEL
DI MOHAIR CHE MI HANNO RE- CHE ORA SEMBRA APPARTENE- «IN QUESTO MOMENTO HO UN FACENDO FOTOGRAFIE. GRAZIE MIO TEMPO. IL MEGLIO DELLE
GALATO. MI È PIACIUTA TAL- RE A UN’ALTRA EPOCA. DOB- EZRA PETRONIO BISOGNO DISPERATO D’AMORE, PER LA POSSIBILITÀ DI CONDI- MIE GIORNATE CONSISTE
MENTE TANTO CHE LA TROVO BIAMO REINVENTARE UN FUTU- CALORE, LO SPIRITO DI CASA E VIDERE QUESTO MOMENTO ». NELL’ESSERE CREATIVA CON IL
SEMPRE DA QUALCHE PARTE RO, DOVE IL TROPPO SARÀ NE- LUNEDÌ 30 MARZO, RUE DE VA- TANTE RISATE... TUTTO QUELLO CON AMORE DAL KANSAS, CIBO E OCCUPARMI DELLE MIE
IN GIRO PER CASA». CESSARIAMENTE MENO». RENNE, PARIS. CHE SA DARMI MIA NONNA!». LINDSEY & TWO HAWKS PIANTE».
GLEN LUCHFORD JOE MCKENNA PAOLO ROVERSI MARCUS PIGGOTT MERT ALAS MICA ARGAÑARAZ

«HO RIPENSATO MOLTO A UNA SOMERSET, INGHILTERRA, «AMMIRO LA VOSTRA ABNEGA- «DOVREMMO SEMPRE GUAR- «ERO IN CUCINA A TARDA NOT- «YO ME QUEDO EN CASA».
POESIA, "IL CORVO" DI EDGAR 25 MARZO 2020. ZIONE, IL VOGUE FATTO IN CA- DARE AL CIELO E CERCARE IL TE E HO PENSATO: IMMAGINA
ALLAN POE. PARLA DELLA SO- SA È UNA BELLA NOVITÀ, SI FA LATO POSITIVO DELLE COSE, SE DOVESSI VEDERE UNA DON-
LITUDINE E DEL FARE I CONTI DI NECESSITÀ VIRTÙ. PARTECI- ANCHE NEI MOMENTI BUI. DA NA VESTITA DI TUTTO PUNTO
CON ESSA. FORTUNATAMENTE PO CON PIACERE», HA SCRITTO QUANDO SIAMO TUTTI IN QUA- CAMMINARE IN GIARDINO,
SONO CON LA MIA FAMIGLIA IL GRANDE FOTOGRAFO AL DI- RANTENA, IL NOSTRO PIANETA SAREBBE VERAMENTE STRA-
(IL FIGLIO BILLY LUCHFORD È RETTORE DI VOGUE ITALIA. RESPIRA MEGLIO». NO. ED ECCOLA QUI».
RITRATTO NELLA FOTO, NDR),
QUINDI IL MIO PENSIERO VA
SOPRATTUTTO AD AMICI E FA-
MIGLIARI MENO FORTUNATI
DI ME».

OLIVER HADLEE PEARCH,


EMILIE KAREH E THOMAS DE
KLUYVER

«SIAMO CHIUSI NEL NOSTRO


APPARTAMENTO CON IL NO-
STRO BAMBINO DA GIORNI,
CHE SEMBRANO MESI. SENZA
SAPERE BENE SE RIDERE O
PIANGERE O ENTRAMBE LE CO-
SE ASSIEME. INTRATTENERE
UN BAMBINO IN QUESTO MO-
MENTO RICHIEDE MOLTISSIMA
CREATIVITÀ. PER LE NOSTRE
FOTO CI SIAMO IMMAGINATI
QUALCOSA DI GIOCOSO, E CHE
RAPPRESENTASSE COMUN-
QUE LA REALTÀ. QUALCOSA
CHE CONNETTESSE IL NOSTRO
PASSATO A QUESTA NUOVA
STRANA VITA. ABBIAMO CON- DAVID SIMS
TATTATO IL NOSTRO AMICO
TRUCCATORE THOMAS DE «L’IMMAGINE DESCRIVE DELI-
KLUYVER PERCHÉ CI AIUTASSE CATAMENTE PARTE DELLA SI-
CON UN’IDEA DIVERTENTE. TUAZIONE IN CUI SONO/SIAMO
THOMAS CI HA INVIATO UNA TUTTI. LA MANCANZA DI FACI-
SCATOLA DI TRUCCHI, FOR- LITÀ NEL MUOVERSI E LAVORA-
NENDO A EMILIE ISTRUZIONI RE NEL MODO NORMALE. LA
DA SEGUIRE VIA FACETIME. RETE È IL PAESAGGIO CHE POS-
QUESTE IMMAGINI ANDREB- SIAMO ESPLORARE. VAGANDO
BERO GUARDATE CON IL SOT- IN ESSO ALLA RICERCA DI UN
TOFONDO DI "L.O.V.E LOVE" BY RIFLESSO DI QUELLO CHE UN OPENING AND CLOSING TITLES
ORANGE JUICE». TEMPO AVEVAMO». BY FERDINANDO VERDERI
Sam J. Miller
Il Vestito E La Rivoluzione
In una Milano del futuro, gli abiti hanno connessioni neurali che possono trasformare le persone.
E farle lottare per la libertà. È la visione distopica di un autore che, insieme agli altri tre
pubblicati nelle prossime pagine, ci guida fuori da questo presente. Sulle ali di storie fiabesche,
comiche, noir. Per riflettere e fantasticare. Sorridere. E non smettere di viaggiare.

Kalyani era lì controvoglia. Di malumore. Trascinata a forza dai suoi «Serve aiuto?», chiese una commessa, picchiettando con le unghie
due migliori amici gay, ossessionati da negozietti malmessi di roba lunghe e dipinte sul bancone. Vorticavano e rilucevano, dieci splen-
usata come questo. Era il quinto dove erano stati oggi oppure il sesto? dide piccole opere d’arte viventi. Che ci faceva una con un accessorio
Aveva perso il conto. Almeno questo non puzzava come un seminter- tech così costoso in un negozio tanto orribile? Anche il suo maglione
rato ammuffito o una soffitta polverosa, e però... Però aveva un odore era vivo: una tigre in bianco e nero si aggirava in una giungla a mez-
sbagliato. Come l’interno di un armadio: cedro e palline di naftalina, zanotte.
lenzuola pulite e cuoio vecchio, con qualcos’altro in sottofondo, cham- «No, grazie mille», disse Kalyani.
pagne sversato e chiodi di garofano e spiagge lontane, il residuo ol- L’impianto mandibolare ronzava, rispondendo alla tecnologia sepolta
fattivo di centomila notti selvagge. Si sentiva a disagio, come se stesse nei vestiti che sfiorava con la punta delle dita. Immagini si aprivano
guardando uno sconosciuto nudo. davanti ai suoi occhi: draghi e astronavi e spiagge e città vuote, invi-
tandola. Offrendo accesso.
«I negozi dell’usato di Milano sono i migliori al mondo», disse il suo Ignorò le richieste. Chi può dire che razza di strano software può na-
amico. «Per una ossessionata dalla moda come te, questo è un para- scondersi lì in mezzo? Una volta che hai lasciato entrare qualcosa del
diso». genere, impossibile sapere cosa può combinare.
Un inferno, piuttosto. La città era bellissima, sì, ma pioveva da quan-
do erano arrivati e gli atelier erano tutti chiusi. In realtà la maggior Un grido dalla strada: era un giovane che correva. Vestito di verde. Un
parte delle aziende lo erano. Il governo aveva stretto la morsa su colore pericoloso in tutto il mondo, poiché le milizie di estrema destra
chiunque – una settimana gli immigrati, quella successiva i gay – e avevano deciso che l’ambientalismo era la minaccia numero uno per
l’intera nazione sembrava ritirarsi in se stessa come una tartaruga l’ordine pubblico. A casa, aveva visto persone picchiate da teppisti o
nel suo guscio. Kalyani provò un po’ di conforto nel sapere che il suo spruzzate di rosso dai droni solo per aver indossato quel colore.
Paese non era l’unico a essere diventato totalmente fascista. L’Italia Ma il crimine di questo ragazzo non era solo nei vestiti che indossava.
era piena della stessa paura che brillava negli occhi di tutti. No, un segnale potente stava violando l’accesso ai muri cui passa-
Era presente solo in parte. Aveva la visiera Westwood calata sugli oc- va vicino, sostituendo i cartelloni pro-governo con graffiti infuocati e
chi, a irradiare un flusso costante di cose belle. Uomini sexy, tramonti messaggi che sembravano davvero vivi, in cui uomini e donne martiri
meravigliosi, nuove collezioni e trailer di film e dipinti del Louvre... esortavano tutti a rialzarsi e combattere.
il suo intero social feed che scorreva in risposta a comandi subvocali «Stupido», sussurrò, ma il suo cuore sobbalzò mentre lo vedeva al-
catturati dal chip incorporato nell’angolo superiore della mandibola. lontanarsi, e pregò che gli sbirri che gli stavano alle calcagna non lo
Il mondo era così brutto: la bellezza era una medicina necessaria per raggiungessero mai.
sopravvivere in tempi così orribili. Era passato tanto tempo da quando aveva visto una roba del gene-
re. La gente era troppo spaventata per provare ancora qualcosa. La
«Almeno stai cercando?», chiese l’altro suo amico. «O stai guardando tecnologia americana per il controllo sociale era la più implacabile e
qualcosa su quel tuo stupido visore?». aveva invaso tutto il mondo.
«Non è un visore, è una visiera», disse Kalyani, sollevandola fino a Cosa stava usando? Doveva essere davvero speciale, per superare così
poggiarla sulla fronte. E si mise a scorrere gli abiti sull’espositore, tanti sistemi diversi.
lanciando di tanto in tanto esclamazioni con un entusiasmo talmente
finto che il suo amico roteò gli occhi e se ne andò. Quel che potrei fare con un codice del genere...
Il flusso di immagini continuava, anche senza la visiera Westwood. Il
mese scorso si era regalata degli impianti retinici. Una spesa frivola in Stupida, anche solo a pensarlo. Cercare di cambiare il mondo aveva
tempi così spaventosi, con la carenza di generi essenziali all’ordine del fatto rinchiudere a vita la sua migliore amica senza nemmeno un pro-
giorno, ma si disse che meritava di prendersi cura di se stessa. cesso, e Kalyani era quasi rimasta uccisa.
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Sam J. Miller
Il Vestito E La Rivoluzione
Per cui… Meglio lasciar perdere l’hacktivismo. Non era mai stato il Qualunque tecnologia fosse nascosta in quel vestito, era scivolata al
suo forte, in ogni caso. Concentrarsi su tutti i modi per cui il mondo è di là dei solerti firewall americani, il che significava che poteva ab-
brutto ti farà solo sentire brutto dentro. battere qualsiasi cosa.
E poi... lo vide.
Un vestito che le tolse il respiro. Kalyani si tolse il vestito e vide che stava tremando.
Rosso scuro. Sei fasce sulle spalle. Fodera di tartan. Velluto liscio e a Cosa non potrei fare, con un vestito come questo?
coste intrecciati nell’orlo. La costruzione bella e frastagliata come un Lo rimise sulla gruccia.
enorme origami aperto. Quasi un’armatura realizzata da Alexander Cosa, esattamente? Che cosa vuoi fare? Farti ammazzare? Diventa-
McQueen o un abito indossato dalle amazzoni quando cavalcavano re una stupida rivoluzionaria suicida come quel ragazzo per strada,
in battaglia. trasmettere un software contagioso fino a quando non ti arrestano?
Una donna che indossava un abito del genere poteva conquistare il No. Doveva pensare con lucidità. La moda doveva essere una via di
mondo. fuga. Un posto sicuro.
Quasi senza pensarci, lo prese dall’appendiabiti. Il suo peso la sor- Rimise il vestito sull’appendiabiti dove l’aveva trovato. Si diresse ver-
prese. Così come il prezzo, che era sorprendentemente basso. E non so il fronte del negozio, con l’intenzione di uscire e aspettare che i suoi
c’era da meravigliarsi: una scansione dell’etichetta le disse che aveva amici avessero finalmente finito.
vent’anni, di una linea di abbigliamento che era stata bandita da al- Una donna molto anziana con occhiali da sole giganti le passò vicino,
lora. Senza pensare alle cimici, alle pulci o ai terribili nanobot anti- fumando una sigaretta e conversando con il suo cane, indossava il
polvere che tutti adesso indossavano e che potevano scatenare orribili più elegante soprabito ricamato che Kalyani avesse mai visto. Doveva
reazioni allergiche, si diresse verso il retro. essere qualcuno, di sicuro. Una editor famosa, o forse una fotografa.
Da sola, nell’intimità del camerino, si sentì improvvisamente imba- Le sue scelte avevano stabilito tendenze, cancellato carriere, scatenato
razzata. Inadeguata. Si spogliò rapidamente, come si farebbe davanti manie. Il suo tempo era passato, ma poteva ancora inviare piccole
a un amante la prima volta. onde d’urto nell’aria semplicemente camminando per la strada. Sor-
Le sussurrò quando lo tolse dalla gruccia. Cercò di mostrarle delle risi che ispirano, come quello che spuntò sulle labbra di Kalyani in
cose. Rifiutò le richieste, come faceva sempre con le decine di migliaia quel momento.
di dispositivi intelligenti che cercavano di attirare la sua attenzione
ogni giorno. La moda non era mai stata una via di fuga. Era solo un modo diverso
di combattere. Poteva portarsi quel vestito a casa; diffondere qualsiasi
Ma a quel punto avvenne. contagio fosse tessuto nelle sue fibre.
Kalyani si voltò. Prese il vestito. Si avvicinò alla cassa.
Erano connessi. L’abito aveva avuto accesso alle sue protesi senza che I suoi amici la guardarono, sbalorditi.
lei lo consentisse. Lo posò sul bancone delicatamente, con rispetto. Guardò l’impiegata
Questo non avrebbe dovuto essere possibile. Un software così sofisti- negli occhi – era la sua immaginazione, o il sorriso della donna lascia-
cato era senza dubbio illegale: sarebbe dovuta scappare via urlando. va intendere che conosceva il potere di quel vestito? Come se anche
Ma Kalyani non poteva distogliere lo sguardo. lei ne fosse stata contagiata; come se anche lei avesse dentro di sé i
Forme e colori sfilano davanti ai suoi occhi, prendendo lentamente germi del cambiamento.
forme più specifiche. Si lasciò scivolare dentro le immagini. Kalyani fece un respiro profondo, e poi parlò:
«Lo prendo». _______________________________________________
Musica in un giardino vuoto; il gusto delle fragoline di bosco; bambini
che si arrampicano sugli alberi. Crepuscolo nebbioso e umido fuori da
un vecchio monastero. Spiagge dove delle coppie ballano. Gente che si
tiene per mano, cantando canzoni mentre marcia insieme.
Ricordi. Del tempo passato.
T R A D U Z I O N E D I G I U S E P P E G U L L O.

Si infilò il vestito e i ricordi diventarono ancora più coinvolgenti.


Strade della città. Le sale degli edifici legislativi. Strade secondarie
di campagna. Sam J. Miller (1979) è nato negli Usa, vive a New York, lavora (di giorno) come communi-
Una donna si faceva strada in tutte le immagini. Una figura alta e ty organizer e scrive letteratura di fantascienza, fantasy e horror. Finalista del prestigioso
robusta che indossava l’abito rosso indossato adesso da Kalyani. Che Nebula Award, il suo ultimo romanzo è “La città dell’orca” (Zona 42, 2019).
toccava le spalle di poliziotti e soldati, che sfiorava degli estranei con N E L L A P A G I N A A C C A N T O E I N A P E R T U R A . Manichini viventi e shopping
le maniche. Passando il bug a ognuno di essi. futuribile nel servizio di Steven Meisel, tratto dal numero di Febbraio 2007 di Vogue Italia.

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Christopher Bollen
Una Notte A Capri
Un giovane artista senza un quattrino nella piscina dell’hotel più elegante dell’isola.
Una ricca signora, un gruppo di ballerini russi. Un furto milionario. Intrighi e macchinazioni,
forse, si sveleranno dopo il tramonto. Ma non tutto è come sembra in questo
racconto giallo, seducente come l’estate e brillante come una spilla preziosa.

Non aveva mai rubato nulla prima d’ora. Sì, certo, crescendo lon- Nel tardo pomeriggio la folla si era assottigliata, liberando la visuale
tano da tutto, nelle basi militari d’Europa e d’Asia, gli era capitato su un’anziana, robusta signora con indosso un accappatoio largo e
di mettersi in tasca delle cosette insignificanti. Come tutti i bambini, pesante, stesa su una sdraio. Un gruppetto di giovani muscolosi tutti
giusto per vedere se l’avrebbe passata liscia – un set di dadi, un dvd, in costume Speedo verde lime erano accovacciati intorno a lei come
la fotografia del bel fratello maggiore di un amico. È pure vero che cagnolini.
mentre frequentava la scuola d’arte a Londra, occasionalmente aveva Alex scelse una sdraio dalla parte opposta della piscina.
rubato cibo all’alimentari, unico modo per fare tre pasti al giorno. I capelli della donna erano viola metallico, perfettamente acconciati.
Sempre all’epoca in cui era studente, forse in qualche occasione era Alle dita aveva diamanti talmente vistosi e scintillanti che facevano
anche scappato da un ristorante senza pagare il conto. E okay, c’è venire mal di testa e portava occhiali da sole rivestiti di smeraldi. Gli
stata poi quella volta in cui, ubriaco, durante un matrimonio, si ficcò uomini che la circondavano erano talmente abbronzati che a fatica si
nella tasca dei pantaloni lo stiletto di cristallo usato come centrotavo- distinguevano i loro lineamenti, parlavano un inglese smozzicato con
la e abbandonò la cerimonia con grande cautela. Ma questi erano furti accento russo e anche se scoppiavano a ridere ogni due o tre frasi la
perdonabili, la storia criminale di un ragazzino. Alex Falconer non era donna non rideva mai, anzi, la bocca rimaneva corrucciata con visto-
un ladro. All’età di 29 anni era un rispettabile, anche se decisamente se rughe che andavano dal labbro superiore al naso.
povero, pittore astrattista. Alex camminò fino al bordo della piscina e scivolò nell’acqua tiepida.
Galleggiare gli sembrò la cosa più naturale al mondo, poi si immerse
E allora cosa ci faceva, a giugno, in una stanza dell’hotel più elegante fino a toccare il fondo con i palmi e con qualche sgambata tornò in
di Capri? Il suo gallerista di New York gli aveva girato l’invito di una superficie. La donna e il suo harem lo accolsero con sguardo truce.
ricca coppia italiana con una villa nascosta da qualche parte lungo «Non schizzarci!», urlò il più grosso e alto di loro.
quella costa incantevole. La coppia aveva acquistato due quadri di Alex nuotò verso la scaletta con bracciate calme.
Alex alla fiera d’arte di Shanghai e i due si erano talmente innamorati
del suo lavoro da invitarlo a vedere i quadri che avevano appeso alle Una volta tornato al suo lettino lo avvicinò un cameriere in livrea
loro pareti. Alex, che era un po’ troppo pallido anche nelle estati più bianca. «Ho un messaggio da parte dei suoi amici», gli disse porgen-
infuocate, aveva subito approfittato di quel viaggio gratuito. Non era dogli un biglietto con l’intestazione dell’hotel. E rimase lì in piedi a
mai stato a Capri. Sia il volo da Londra a Napoli che la successiva fargli ombra perché potesse leggere. «Ci dispiace molto Eric» – pecca-
traversata in traghetto con il mare mosso lo avevano eccitato ma an- to che si chiamasse Alex – «ma siamo a Sorrento in barca e siamo stati
che sfinito. Così aveva dormito tredici ore svegliandosi non al canto trattenuti. Forse è meglio rimandare. Speriamo di vederci la prossima
degli uccellini ma con i fischi degli ospiti che dalla piscina cercavano estate». Alex alzò lo sguardo verso il cameriere che, con un sorriso
di attirare l’attenzione dei camerieri. dispiaciuto, disse: «Temo che non pagheranno un’altra notte».
«Ma...», provò a ribattere lui rendendosi subito conto dell’inutilità di
Si rese conto che non aveva nemmeno il numero dei suoi ospiti, quindi qualsiasi rimostranza. Cosa avrebbe potuto dire a un cameriere per-
immaginò di dover aspettare nei paraggi che lo chiamassero. Alle tre, ché convincesse la direzione di un costoso hotel cinque stelle a farlo
non avendo sentito nulla, si mise il costume, un paio di modesti pan- rimanere senza pagare? I suoi ospiti avevano furbescamente mandato
taloncini al ginocchio a righe rosse. Aveva un corpo sottile e perfetta- solo una nota, se gli avessero scritto una mail o telefonato avrebbero
mente definito, ma mancava di quella fiducia in se stesso necessaria dovuto fare i conto con la sua rabbia.
per un costume più aderente e audace. Si legò un morbido asciugama-
no viola intorno alla vita e passando dalla hall si diresse verso la pi- In quel momento dall’altra parte della piscina si alzarono le grida del-
scina che aveva una superba vista sul mare. Era un esagono turchese la donna: «Dov’è? Avete visto tutti che lo avevo quando sono arrivata
circondato da sette colonne in marmo, e sembrava un omaggio all’e- in piscina!». Si tastò freneticamente il petto e l’accappatoio. I ragazzi
poca in cui l’imperatore romano Tiberio, in vacanza a Capri, gettava sciamarono via come mosche verso le sedie vicine. La donna urlava in
dalla roccia i suoi ragazzini, dopo averli usati per il proprio piacere. un inglese con forte accento americano: «La mia spilla! Era nel mio
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Christopher Bollen
Una Notte A Capri

accappatoio. Dov’è finita? Chiamate il direttore, l’ho persa, l’hanno filò velocemente la spilla nel costume. Tornò lentamente e cautamente
rubata! Chiamate immediatamente il fottutissimo direttore!». verso la sdraio temendo di pungersi ad ogni passo. Oltre la piscina, il
direttore dell’hotel era affiancato da un poliziotto che stava interro-
Alex cercò di distogliere l’attenzione da quell’attacco isterico e di pen- gando il ragazzo, mentre la donna osservava con le lacrime agli occhi.
sare a come sgattaiolare fuori dall’hotel la mattina presto senza pa-
gare la seconda notte. Gli italiani erano molto attenti, lo staff avrebbe Per tutta la sera Alex ascoltò dalla sua stanza la polizia perquisire
fatto in modo di tenerlo d’occhio finché non avesse saldato. Ma era quelle dei ballerini russi in fondo al corridoio, minacciarli di mandarli
troppo distratto dalle grida per pensare con lucidità, così si alzò per in prigione se fossero stati trovati in possesso della spilla. Mancava
cercare il bagno. Passando vicino a una fila ombreggiata di cipres- poco alle dieci, quindi si alzò e iniziò a guardare la valigia. Cosa si
si si sentì afferrare una spalla. Si girò di scatto e vide un ragazzo dovrebbe indossare a un incontro clandestino sotto un albero di li-
dell’entourage della donna nascosto tra gli alberi, cercava di sorridere moni per scambiare un gioiello rubato con un mucchio di soldi? Alla
ma si vedeva che era nervoso, gocce di sudore miste a crema solare fine decise per una camicia blu e una giacca di lino bianca, mise nel
gli scendevano sulle guance. «Ecco!», bisbigliò lanciando ad Alex un taschino un fazzoletto di seta giallo. Pettinò i capelli all’indietro e
fagotto di stoffa verde lime. Alex riconobbe il tessuto sintetico e capì si passò sul collo un po’ di profumo. Si rendeva conto che poteva
che aveva in mano uno dei costumi indossati dal gruppo. Sentì qual- sembrare un playboy truffaldino, ma aveva portato quei vestiti da
cosa di duro, come una piccola pietra nascosta lì dentro. Prima che Londra per fare buona impressione. E quella sarebbe stata l’unica
il russo potesse fermarlo aprì l’involucro e si ritrovò in mano la spilla occasione per indossarli. Eccezionalmente pulì anche i mocassini con
con l’enorme rubino. Anche all’ombra la pietra rossa emanava il suo il kit da scarpe dell’hotel. Anche se non si sentiva pronto mise la spilla
sfolgorante luccichio. in tasca e imboccò le scale verso la piscina. La hall era piena di turisti
«Tienila al sicuro!», si raccomandò il ragazzo. abbrustoliti dal sole e gente del posto un po’ brilla. Una bambina
«Ma non posso tenerla!», protestò Alex sottovoce. «È rubata! La si- dormiva su uno dei divani ancora avvolta nel morbido asciugamano
gnora sa che è scomparsa e sta già chiamando...». viola dell’ultimo bagno in piscina.
«È un mostro», sibilò. «Ci deve dei soldi. Eravamo ballerini all’inizio,
poi animatori su una nave da crociera. È lì che l’abbiamo conosciuta Fuori l’aria era calda e profumava di pino marittimo. Alex immaginò
e poi seguita qui. Ci ha fatto mille promesse e ora invece non ci vuole il ricettatore come un losco figuro vestito di pelle nera e con una ci-
dare nulla!». catrice sulla guancia, oppure un tipo con l’aria del vecchio professore
Alex provò un po’ di pena per lui, così scosso e visibilmente spaventa- circondato da enormi guardie del corpo. Chiunque fosse il ricettatore,
to, intrappolato in quel lusso. Alex era sollevato all’idea di liberarsi della spilla. Gli passò anche per
«Ti prego», implorò. «Ci perquisirà. Tienila al sicuro. Vale milioni. È la testa la possibilità che essere arrestato per furto avrebbe in effetti
la nostra unica speranza, se lo fai ti daremo la tua parte quando la avuto un impatto negativo sulla sua carriera di artista. La piscina era
vendiamo.» deserta. La pianta di limoni si trovava in una cavità laterale, i frutti
«Cosa dovrei fare?», chiese Alex mentre riponeva velocemente la spilla sporgenti tra le foglie a forma di freccia. Alex avvertì del movimento
dentro il costume. dietro l’albero sottile. Il ricettatore lo stava aspettando. Raccolse tutto
T R A DUZION E DI MON ICA BA RON I.

«Questa sera alle dieci, in piscina, sotto l’albero di limoni. Incontrerai il suo coraggio e tossì annunciando la sua presenza.
il ricettatore». Alex cercò di interromperlo ma il russo lo interruppe:
«Alle dieci, puntuale!». E sfrecciò via sulle sue gambe muscolose, fa- Lei uscì dall’ombra, non indossava più l’accappatoio. I capelli viola
cendo un giro largo, come un ballerino che entri sul palco da dietro le adesso erano raccolti in una crocchia elaborata. Non passava inosser-
quinte. Alex rimase bloccato per un secondo, rigirandosi tra le dita il vata con quel tubino Pucci pieno di svolazzi verdi e rosa. Era la pro-
rubino dal taglio perfetto. Era di un rosso profondo, un colore impos- prietaria della spilla che lui aveva in tasca e teneva in mano una busta
sibile da riprodurre in pittura. Sentì qualcuno uscire dal bagno e si in- in cui si intuiva, nonostante il buio, una spessa mazzetta di denaro.
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Christopher Bollen
Una Notte A Capri

«Dammela», sussurrò, le labbra sempre corrugate. «Qui ci sono cin- «Ti abbiamo scelto perché sapevamo che eri povero e solo. Con quel
quemila euro, te ne vai e dimentichi questa faccenda». costume che indossavi oggi».
Alex non riusciva a capire. «Sapevi che era stato il tuo amico ma non «Infatti sono povero e solo», ammise con una risata. «Quarantamila».
lo hai detto alla polizia?». «Trenta», concesse lei infine. «E non un euro di più!».
«Non sono qui per rispondere alle tue domande». Sbatacchiò la busta «Settanta».
come se i soldi fossero l’unico suono che tutti possono comprendere. «Non mi farò certo ricattare!», disse piangendo e balzando in avanti,
«Dammela!». le mani tremanti, provò a colpirlo con il suo pugno pieno di diamanti.
«Niente risposte, niente pietra», la contraddisse, soddisfatto di come Ma Alex aveva la giovinezza dalla sua. Si scansò evitando il pugno. E
gli fosse uscita bene la battuta. mentre lei cadeva in avanti lui se ne andò verso la hall.
Per la prima volta lei sorrise. «E va bene», disse. «La spilla è assicu- Avrebbe aumentato il debito sulla sua carta di credito per pagare il
rata per un sacco di soldi. Se un ospite la ruba ci va di mezzo l’hotel. conto e per rifarsi avrebbe venduto più quadri in autunno.
Se sporgo denuncia me ne vado con i soldi dell’assicurazione. Non Mentre passava accanto alla bambina che dormiva sul divano, ve-
coinvolgo la stampa, l’hotel me ne è molto grato e non mi fa pagare locemente prese la spilla e la attaccò al suo asciugamano. Lei non si
le camere per me e i miei amici. Tutti sono felici!». Una risatina le mosse. Salì nella sua stanza e si mise il costume Speedo verde lime che
scosse le spalle. gli aveva dato il ballerino russo. Poi tornò alla piscina, e si concesse
«Ma vedi, non mi piace perdere i miei gioielli preferiti. Si dà il caso che una nuotata di mezzanotte sotto i limoni e le stelle del Tirreno. ______
quello sia un cimelio di famiglia. Adesso me lo dai?».

Alex aveva accettato di far parte di quella rapina in Italia. Ma essere


una pedina di una frode assicurativa negli Stati Uniti era una pro-
spettiva decisamente meno interessante. La cosa mancava di spirito
romanzesco, soprattutto perché chi ne giovava alla fine non era un
gruppo di giovani ballerini russi, ma una donna americana vecchia
e cattiva. E Alex era un artista, il romanzesco era la sua vita. Anche
se effettivamente aveva bisogno di soldi poteva ancora permettersi di
chiedere qualcos’altro per cedere il bottino. Strinse più forte il gioiello
nella tasca.

«Il tuo amico ha detto che vale milioni, non credo che cinquemila euro
siano sufficienti».
Lei brontolò. «Non avrebbe dovuto dirti che valeva milioni. E comun-
que ha torto, ti assicuro che vale molto meno».
«Forse dovrei chiedere un secondo parere».
«Sembra che tu non stia afferrando il concetto», ringhiò. «Fino a pro-
va contraria sei tu il ladro ora, se avviso la sicurezza sarai arrestato tu.
Lascia che ti aiuti a uscire da questo casino. Dammi il rubino». Christopher Bollen (1975) è nato negli Stati Uniti e vive a New York. Giornalista e scrittore,
«Diecimila!». ha da poco dato alle stampe il suo quarto romanzo, un giallo intitolato “A Beautiful Crime”
Lei si irrigidì, chiaramente non era abituata a contrattare con un altro (Harper) ambientato a Venezia. In Italia i suoi libri sono pubblicati da Bollati Boringhieri.
artista della truffa. «No». I N A P E R T U R A . Il mare Mediterraneo che brilla al crepuscolo, in un servizio firmato
«Ventimila». Karim Sadli e pubblicato sul numero di Aprile 2019 di Vogue Italia.

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Lila Azam Zanganeh
Una Sirena A Manhattan

Cosa ci fa una figura mitologica, simbolo al tempo stesso del desiderio e del pericolo, in questa
New York ai confini del sogno? E perché, attorno al suo abito azzurro mare, un uomo, una donna,
il fiume con i suoi ponti, un’isola forse immaginaria, sembrano danzare tra magia e realtà?

Qualche anno fa mi sposai con un abito insolito. Sembrava un Jean ledizione. Sono come i sogni in cui abbiamo voluto essere signori e
Paul Gaultier degli anni Ottanta incrociato con un abito nuziale. Di- padroni dei mari, delle rocce e delle isole, e di ogni altro mondo. Ma è
versi mesi dopo, divorziai, dopo una luna di miele a Bora-Bora (pic- questo sogno di dominio che torna a perseguitarci e ucciderci. Chiesi:
nic, fulmini; mi innamorai dell’istruttore di immersioni). L’inverno c’è un modo per essere risparmiati dalle sirene? Non so, disse, sup-
seguente, tinsi il mio vestito di un vivido blu mare per il matrimonio pongo rimanendo sordi al loro canto, rinunciando alla nostra brama
di una cara amica. Per essere chiari: strappai la parte superiore (velo di dominio di questa terra, e alla sazietà di tutti i nostri bisogni. Ma
e pizzo) e tinsi l’abito in un negozio di costumi usato principalmente come? chiesi confusa. Essendo più vicini alla piccolezza delle cose,
da attori teatrali in cerca di soluzioni a buon mercato. alla natura di ogni essere, una sorta di... empatia, se vuoi. Poi, incon-
sapevolmente, feci girare il vestito su me stessa e, quando lo vide di
Mi presentai al matrimonio incerta della mia scelta. Il vestito era trop- nuovo, perse il filo del discorso. Mi disse di nuovo che dovevo cono-
po lungo, era chiaro che lo avevo riciclato. Il matrimonio era di quelli scere Sino, il suo amico. Che era famoso per il suo amore per le sirene
glamour, tutti indossavano abiti eleganti e dal taglio perfetto. Io al e per le canzoni antiche, e che possedeva poteri magici. Aggiunse, in
contrario sembravo una delle rose di Alice nel Paese delle Meraviglie: un sussurro, che per combinazione era anche lo scapolo più ambito in
dipinta di un altro colore da una mano stravagante. Mentre passeg- città, ovviamente. Fui incuriosita, pensando che l’abito pseudo-Gaul-
giavo tra i tavoli, sentendomi insicura, notai che tutti mi fissavano. tier mi avesse spinta in braccio al mio destino.
All’inizio volevo solo correre a nascondermi. Poi mi resi conto che gli
uomini volevano starmi vicini e le donne mi guardavano attentamen-
te. Una giovane donna si avvicinò e mi disse che sembravo una sirena.
Mi disse che dovevo proprio incontrare un suo amico ossessionato La donna mi mise in contatto con Sino e scomparve. Incontrai l’ap-
dalle sirene. Perché? Le chiesi. Perché le sirene sono terrificanti, disse. passionato di sirene nella hall di un hotel alla moda di Manhattan.
Sono ciò che desideriamo di più e tuttavia sono ciò che ci ucciderà. Non indossavo quell’abito, ma avevo una collana con un ciondolo a
Cosa desideriamo di più? Chiesi. forma di sirena che lui notò mentre si sedeva. Aveva gli occhi più verdi
che avessi mai visto e sembrava lui stesso un po’ simile a un pesce (era
Avere o essere tutto, saziarsi di ogni conoscenza e piacere, disse. Rab- gentile, ma con qualcosa di misterioso e sottomarino sul viso). Parlò
brividii – è per questo che possono ucciderci, come una malattia? della sua infanzia vicino al mare e del suo amore per gli incantesimi.
Suppongo di sì, disse. Sono come un talismano, o una specie di ma- Mi raccontò storie di sirene e canzoni di sirene. Mi parlò dell’Odissea
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T R A D U Z I O N E D I G I U S E P P E G U L L O.
Lila Azam Zanganeh
Una Sirena A Manhattan
di Omero e di quella di Derek Walcott. Rimasi impressionata dai suoi i miei poteri di seduzione svanivano. Avrebbe potuto rendersi conto
lineamenti cangianti e dalla sua conoscenza di questi testi. Non ave- che il mio falso Gaultier non era una pinna di sirena. Quasi annegai,
vo mai sentito parlare dell’Odissea di Derek Walcott. Gli chiesi delle forse lui lo lasciò succedere, e tutto quello che seppi dopo fu di essere
canzoni, ma lui esitò, e fece un sorriso sornione. Un poco dopo mez- nell’East River, sotto il Manhattan Bridge Overpass. Un passante mi
zanotte, disse: se vuoi saperne di più, o vedere di più, incontriamoci vide, chiamò il 911, e finii nell’unità suicidi del Mount Sinai Hospital.
domani sera sotto il Manhattan Bridge Overpass.
Quando convinsi i medici che ero caduta in acqua per sbaglio e che
La sera successiva, indossai l’abito e mi presentai al luogo stabilito non volevo uccidermi, mi lasciarono andare. Gli mandai un messag-
per l’incontro. Mi vide e sembrò elettrizzato, mi fece sedere su una gio: vuoi vedermi nel mio vestito ancora una volta? Subito dopo, ero
panchina e sollevò le mani davanti a me come di fronte a un altare o nel suo appartamento, un loft quasi vuoto sulla 23ma strada, avvolta
una divinità. La sua voce era alterata, dell’uomo sicuro di sé, quasi nella mia sirena Gaultier rattoppata e stirata in tutta fretta. In un se-
impudente, che avevo incontrato la sera prima, non restava che il condo, mi fece sedere su un divano letto e mi guardò con i suoi occhi
ricordo: sembrava stupito, senza fiato e tremante di paura o desiderio. marini. Mi tenne per mano e la sua voce sembrava distante, incantata.
Feci per parlare, e disse, per favore stai attenta a quello che dici, per- Mi supplicò: canta per me, per favore... cantami dei tuoi poteri. Que-
ché tutto ciò che dirai cambierà la mia vita. Non riuscii a reprimere sta volta, cantai forte solo delle note a caso con voce acuta. E Sino
una risata. Mi guardò beato mentre ridevo. Disse: una risata da sire- mormorò: oh, avere tutto, saziarsi di tutto il mondo, di ogni piacere
na! Per favore, amore mio, mia bellezza, mio sogno, che sa tutto ciò che puoi donare al genere umano. Continuò: mio talismano, mio amo-
che è accaduto in ogni momento ovunque su questa terra, tutto ciò re, mio sogno. Rendimi Signore e Padrone dei mari, delle rocce e delle
che accadrà in ogni momento... Restituiscimi alla mia gloria, alle mie isole di questa terra. Mentre annuivo, pronunciò una nuova formula
imprese, alla mia natura segreta, esaudisci i desideri del mio cuore. magica: boobifoom, boomboom, koomshoom!
Volevo ridere di lui, e fare sesso con lui su quella panchina. Sembrava
leggermente fuori o fatto di funghi allucinogeni, ma era attraente e gli Eravamo di nuovo sull’isola delle sirene. Questa volta, lo feci mio
occhi gli brillavano sotto la falce di luna. Disse, canta per me, amore prima che il mio vestito iniziasse ad avvizzire nell’acqua. Dopo, men-
mio, ora canta per me e soddisfa i desideri del mio cuore! Mi spremetti tre lo tenevo abbracciato, dissi: potrei ucciderti in questo momento,
il cervello per trovare una canzone e mi ricordai solo Killer Queen, strangolarti a mani nude o con un suono acuto che non riusciresti a
di Freddie Mercury. Iniziai: She’s a killer queen, gunpowder, gelatin, sopportare. Te lo meriti, con la tua bramosia senza fine, il tuo biso-
dynamite, with a laser beam, guaranteed to blow your mind... Disse, gno di possedere e dominare tutto, me compresa. Sei contaminato da
mia Regina, e pronunciò qualcosa come una formula magica: babor questo desiderio, come un morbo. Sembrava spaventato, capiva che
babakar babaloom kadoom! dicevo sul serio ed ero pronta a farlo fuori con l’incantesimo che lui
stesso aveva fatto. Balbettò: per favore, no... cosa posso fare? Sorrisi
All’improvviso mi trovai su un’isola deserta. Fu, possiamo dirlo, un’i- come un angelo e gli accarezzai i capelli. Mi guardò negli occhi con la
nattesa svolta degli eventi. Mi aspettavo un appuntamento insolito, più profonda speranza. Puoi amarmi, tornati sulla terra, e dimentica-
con un po’ di magia e meraviglia, forse, ma non un viaggio fuori cit- re quella fottuta canzone? Puoi rinunciare ai tuoi sogni di grandezza?
tà. Indossavo ancora il mio abito da sirena e cantavo stonata Killer Andare appena più vicino alla piccolezza delle cose? Cosa intendi con
Queen. Sino non era legato a un albero, ma era sdraiato su una barca piccolezza? Amare ciò che è qui, proprio davanti ai tuoi occhi, me o
che scivolava accanto alla mia isola e implorava che io continuassi a un pesce d’argento. Sino disse: non so proprio da dove cominciare.
cantare, e più forte. Chiese, con la voce che rimbombava, uno sguardo Così lo presi per mano e tornati nel suo appartamento gli feci un
di follia sul volto, se era vero che la mia isola era coperta di ossa, e io bagno. Poi mi tirò dentro, e mi trasformò in una sirena. ___________
dissi di no. Sono tutte voci, dicerie, vieni a vedere di persona: niente
ossa sull’isola delle sirene, dissi... Non ero sicura del motivo per cui
parlavo in quel modo, sembrava che quest’isola su cui mi trovavo e
tutto quello che c’era intorno fossero il prodotto dei suoi poteri magici,
o piuttosto un frutto della sua immaginazione. Sembravo... una sorta
di oggetto nel suo sogno. Parlavo come un sonnambulo: sappiamo
tutto ciò che è accaduto ogni momento ovunque su questa terra, tutto
ciò che accadrà in ogni momento... Conosciamo tutti i tuoi desideri, ti
offriamo la bellezza e i piaceri di questo mondo... La verità è: anche in Lila Azam Zanganeh, nata a Parigi da genitori iraniani, è l’autrice del libro “Un incantevole
questa nuova ambientazione lo desideravo moltissimo, e la mia voce sogno di felicità” (L’ancora del Mediterraneo) e sta per pubblicare il suo nuovo romanzo,
era flautata, supplichevole, convincente. Ero sdraiata su una roccia e una riflessione sul desiderio come primo motore nel rapporto tra maschile e femminile, dal
il mio vestito era bagnato e il blu stava cominciando a sbiadire. Mi titolo “Of Lovers and Other Madmen”.
accorsi che la forma di sirena aveva iniziato a perdere le sue pieghe e I N A PE RT U R A E N E L L A PAGI NA AC C A N T O. Creature impossibili, oniriche,
curve. Sembrava dissolversi nell’acqua, e mentre si dissolveva, anche frutto dell'immaginazione del fotografo Steven Klein, e tratte da Vogue Italia, Marzo 2004.

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Chiara Moscardelli
Il Body Del Reato
Chi non ha il vizio di rimandare, magari un appuntamento galante? Perché nessuno
ci obbliga a uscire dalle zone di comfort fino a quando non succede l’inevitabile – per
esempio, il lockdown – e allora è il momento di farli, certi passi. Con conseguenze
surreali: come quelle che capitano alla protagonista di questa storia.

Sono Chiara Moscardelli, per gli amici Mosca, e ho, da sempre, un se- più stato lo stesso e il tempo che credevamo di avere a disposizione ci
rio problema di autostima, ma ci sto lavorando. Per questo, e per mille sarebbe stato improvvisamente tolto.
altre ragioni, da quando vivo a Milano vado in analisi. E sono ormai
più o meno dieci anni. Con ottimi risultati. Si fa per dire. Lui stava continuando a parlare e io mi ero distratta.
Ebbene, la mia ultima seduta, ultima per cause di forza maggiore, «Riprenda contatto con la sua femminilità!».
risale ormai a più di un mese fa, perché nessuno, tanto meno me, si «Come? La mia femminilità? Io non ce l’ho una femminilità!».
sarebbe mai aspettato ciò che poi sarebbe successo. Ragione per cui «Non dica sciocchezze, tutte le donne ce l’hanno. La sua deve essere
l’avevo presa un po’ sottogamba, come d’altra parte facevo con la ancora scoperta».
maggior parte delle mie sedute. Non tutti sanno che la mancanza di «Ma lei ha idea delle mutande che indosso?».
autostima si porta dietro un’altra conseguenza, ancora più seria, che «Per fortuna, non ho mai avuto questo privilegio».
è quella della propensione a rimandare. Rimandi le decisioni impor- «Mi arrivano qui», e così dicendo mi ero alzata e avevo indicato la vita.
tanti e quelle meno importanti al classico momento in cui ti sentirai «Ha chiamato Paolo?».
meglio, in cui ti amerai di più (e sarai dimagrita), ma quel benedetto «Chi? L’avvocato? L’ho conosciuto la settimana scorsa e siamo usciti
momento sembra non arrivare mai. Comunque credi di avere molto una sola volta. Lo farò più avanti quando mi sentirò più sicura...».
tempo per crescere, per cambiare, per cominciare a prenderti cura di «La smetta di rimandare. Lo ha fatto per gran parte della sua vita.
te, per uscire a comprarti quel vestito che hai visto in vetrina giorni Chiami quest’uomo...».
prima o quel completino intimo che ti farebbe sentire così sexy. Hai «Per dirgli cosa?».
tempo, ti dici, e rimandi la crescita, i cambiamenti, la cura di te stessa. «Sono uno psicologo, non un centralinista erotico. Senta, Chiara, è
arrivato il momento di prendere in mano le redini della sua vita».
«Lei ha a disposizione una sola vita», mi aveva detto lo psicologo du- «Non saprei da che parte cominciare».
rante quella seduta. «Cominci dalle mutande!».
E aveva anche rincarato la dose. «Intendevo dire che lei ha quasi
cinquant’anni e la parte più importante della sua vita l’ha già vissuta. La faceva facile lui. La mia vita andava bene come andava, non ave-
Male, se vuole la verità. Allora la mia domanda è questa: come pensa va bisogno di scossoni. Avevo la mia zona di conforto e temevo che
di vivere l’altra metà?». uscirne sarebbe stato deleterio. E poi che fretta c’era? Avevo tutta la
«E che ne so? Me lo dica lei, vengo qui apposta!». vita per comprare completi intimi e chiamare Paolo. Che per inciso
«Inverta la rotta». era pure un cretino.
«Mica sono un pirata». Credo molto all’opinione secondo la quale nulla capita per caso, e
«La smetta di posticipare. Vada in palestra, si compri un bel vestito, si proprio mentre stavo facendo quelle considerazioni ero stata attratta
tinga i capelli...». dalla vetrina di una boutique. Era uno di quei negozi di lingerie un po’
particolari dove un paio di mutande in pizzo alla Cinquanta sfumatu-
Questo accadeva un mese fa, più o meno. Lo sottolineo perché è un re costavano quanto l’affitto di un appartamento. Belle, per carità, le
dato importante. Il mondo, un paio di settimane dopo, non sarebbe mutande dico, ma una come me non poteva certo permettersele. Altro
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Chiara Moscardelli
Il Body Del Reato

che prendersi cura di sé. Che poi, avrei voluto farvi vedere il body che da duecento euro, due vibratori colorati e delle palline che non avrei
era sul manichino. E il manichino. Ovvio che lo stesso body addosso mai saputo utilizzare.
a me non avrebbe mai potuto fare lo stesso effetto. E cosa erano tutti
quei lacci, laccetti, ganci, pizzi, merletti, brillantini, incroci? Occorre- Una settimana dopo il folle acquisto, mentre ancora mi stavo ramma-
va un tutorial per indossarlo. Per non parlare di uno stranissimo set ricando di non avere sostituito prima le mie mutande ascellari con un
di palline che giaceva accanto al manichino. body di pizzo, un virus sconosciuto aveva invaso la Terra e tutti noi
eravamo stati invitati a rinchiuderci nelle nostre case e a non uscirne,
Attratta da quelle incredibili novità, ero entrata, dando il via alla gior- se non in casi di estrema necessità. No, non era un romanzo di Philip
nata più assurda che avessi mai vissuto negli ultimi tempi (ma solo K. Dick, né un film di fantascienza. Il coronavirus era dappertutto e
perché doveva ancora succedere ciò che di lì a breve sarebbe succes- io non avevo chiamato Paolo. Mai come in quei giorni maledissi la
so, s’intende). Mi ero divertita. C’era stato solo un attimo di smarri- mia pigrizia, la mia mancanza di autostima, le mie paure del cambia-
mento, all’inizio, quando la commessa mi aveva domandato che cosa mento. Perché, perché avevo rimandato tutto? Mi aggiravo come un
mi piacesse. Vuoto totale. Che cosa mi piaceva? Mai saputo. Stessa leone in gabbia nei miei cinquanta metri quadrati di casa, in pigiama.
sensazione di inadeguatezza provata a vent’anni, durante l’esame di Solo dopo tre giorni decisi di lavarmi, e non lo feci certo per me, ma
estetica. Il professore mi aveva chiesto Essere e tempo di Heidegger. per la mia amica Elisa che non riusciva più a sostenere le nostre vi-
Anche lì, vuoto totale. Ecco, cercare di rispondere alla domanda della deochiamate.
ragazza mi aveva fatto sentire esattamente come quando, all’epoca,
non avevo saputo parlare dell’inconoscibilità dell’essere. Ma mi ero «Mosca, sei indecente».
ripresa quasi subito e su suggerimento della commessa avevo provato «Che campo a fare?».
proprio il body che era in vetrina, il più costoso di tutti, il più bello, «Me lo domando spesso anche io, in effetti».
il più sexy: elasticizzato, in pizzo trasparente, con incroci di lacci e «Non ho combinato niente nella vita, non mi sono iscritta in palestra,
ganci che terminavano con un collarino chiuso da una catena d’oro. non mi sono messa a dieta, non ho chiamato Paolo e ho pure speso un
Lo specchio aveva rimandato l’immagine di una donna! Ero davvero sacco di soldi per un body di pizzo che non indosserò mai».
io quella che mi stava di fronte? Senza un attimo di esitazione avevo «E perché?».
tirato fuori la carta di credito ed ero uscita da lì con il body, un set di «Perché, cosa?».
palline per gli esercizi di Kegel, un apparecchio a telecomando e un «Perché dici che non potrai indossarlo? Chiama questo Paolo e diver-
vibratore blu. Queste ulteriori spese non erano previste, ma la ragazza titevi!».
a un certo punto mi aveva chiesto: «Ti prendi cura del tuo pavimento «In che senso?».
pelvico?», e per evitare lo smarrimento dell’inconoscibilità dell’essere «Ti devo fare un disegnino?».
avevo ceduto subito. Non mi sentivo più la donna di prima e, anche «Uh, ma sei matta? Mi ci vedi combinata in quel modo durante una
se ancora non potevo saperlo, il mondo stesso sarebbe cambiato e videochiamata? Quando potremmo rivederci...».
presto mi sarei ritrovata chiusa in casa, da sola, con un body di pizzo «Mosca, forse non hai capito, ma non credo che usciremo presto da
202
Chiara Moscardelli
Il Body Del Reato

questa situazione. Quindi, che cosa pensi di fare? Rimandare tutto a vedevo nulla, non sapevo dove posizionare il telefono, mi facevano
dopo il coronavirus?». male i glutei per lo sforzo di tenermi in una posizione che permettesse
«Be’, sì». almeno a lui di guardare qualcosa. Ma lui non riusciva a capire cosa
«Ottimo, così il body non ti starà più perché sarai grassa e vecchia». stessi facendo e si innervosiva. Dopo quindici minuti di quello strazio,
«Infatti, resto in pigiama». lo mandai a quel paese e chiusi la telefonata. Distesa sul letto, sola,
«Come ti pare, ma almeno lavati!». scoppiai a ridere e mi feci una promessa. Se fossi uscita indenne da
quella pandemia, non avrei mai più rimandato niente, anzi, già da
E così avevo fatto, mi ero lavata. E, incredibile a dirsi, avevo preso l’a- quella sera, per me, tutte le sere sarebbero state un body di pizzo. Ma
bitudine si farlo tutte le mattine. La cattività mi aveva resa spavalda. senza Paolo. _______________________________________________
La mattina mi truccavo, cosa che non era mai accaduta in precedenza,
mi vestivo e affrontavo la giornata a testa alta. Cioè, passavo dal sog-
giorno alla cucina e viceversa. Stare sola con me stessa, senza impegni,
senza alcuna possibilità di riempire le ore con attività che fino a quel
momento mi avevano allontanata da tutto ciò che riguardava la cura
della mia persona, mi aveva costretta a riflettere. Adesso, sentivo il
bisogno di fare tutto, persino indossare quel body. E fu così che grazie
al coronavirus telefonai a Paolo e ritrovai me stessa.

Non avevo un reale interesse nei suoi confronti, ma ce lo avevo nei


miei e se, attraverso di lui, fossi riuscita a riconciliarmi con la mia
femminilità, andava bene lo stesso. E quel body cambiò la percezione
che avevo di me per sempre.

Lo indossai, una sera. Non per lui, per me. E mi sentii bella come non
ero mai stata. Certo, metterlo non fu facile come aveva voluto farmi
credere la commessa del negozio. Dopo una serie di contorsioni e ripe-
Chiara Moscardelli (1973), romana, vive a Milano. Il suo romanzo d’esordio “Volevo essere
tuti tentativi di arrotolarmi intorno quei lacci, mi resi conto di avere una gatta morta” (Einaudi, 2011) è ormai un cult della comicità al femminile. Nel 2013
sbagliato tutto e ricominciai daccapo almeno tre volte. Nella prima è uscito “La vita non è un film” (Einaudi), a cui sono seguiti “Quando meno te lo aspetti”
sembravo l’arrosto ripieno di mia madre, quello con lo spago, nella (Giunti 2015) e “Volevo solo andare a letto presto” (Giunti 2016). Il suo ultimo libro è “Ex-
seconda mancò poco che mi strangolassi, nella terza tutto filò liscio. travergine” (Solferino, 2019), prequel dell’omonima serie tv.
Indossai delle scarpe con il tacco che non ricordavo neanche di avere, IN APERTURA. Una foto di Steven Meisel, tratta da un servizio che aveva come prota-
mi truccai e mi preparai alla videochiamata. Che fu disastrosa. Non gonista Eva Mendes, e pubblicata sul numero di Maggio 2008 di Vogue Italia .

203
Crucimoda

© G E T T Y I M AG E S .
ORIZZONTALI: 1. Così si definiscono le collezioni inter-season - 7. Un rudimentale materasso - 16.
Severi e intransigenti - 18. La direzione opposta a SO - 19. Lo ha sempre con sé la stylist - 20. La “France” Anagramma
che decolla da Parigi - 21. Razza tedesca di cani da guardia - 24. Sensazionale esclusiva giornalistica -
26. Poco oliato - 27. L’antico nome di Tokyo - 28. Lo era mademoiselle Chanel agli esordi - 32. Paolo,
fotografo celebre per le sue sfumature di luce - 36. Indossava il Moncler e le Timberland - 37. Uno dei capi
Intruso
genderless per eccellenza - 42. Poeticamente posto in profondità - 43. Città belga dove si sono formati I termini qui elencati sono anagrammi di al-
i “famosi 6” - 44. Interrompe un circuito elettrico - 45. La Varda regista di Senza tetto né legge - 47. tre parole appartenenti tutti a una stessa ca-
Espediente, stratagemma - 49. Convoglio con i vagoni - 50. Altro nome delle orecchiette cardiache - 51. tegoria, tranne uno. Riuscite a trovare l’unico
Non chiusi - 52. Il Bergman che diresse Il settimo sigillo (iniz.) - 53. Il musicista Ughi - 55. Misure per anagramma che appartiene a una categoria
cereali - 56. Sono pari nei punti - 57. Il “King” Cole del jazz - 59. Ex scuderia britannica di Formula diversa rispetto agli altri sei?
1 - 62. Mezzo buco - 63. Sigla per notiziari tv - 64. Hugo, il “papà” di Corto Maltese - 66. La popolare
Zanicchi - 68. Fiume che scorre nell’Engadina - 69. Un abito elegante maschile... adattato - 71. La città BASTO
del panforte - 72. Chris che canta Josephine - 74. A Roma c’è quella “Pacis” - 76. Le ultime in pista - 77.
Fa provincia con Carrara - 78. È composta da più metalli - 81. Una Vittoria top model (foto in alto) - 84.
Patti, una delle fashion editor più note al mondo - 85. La Beatriz Barros testimonial brasiliana - 86. Il
cane di Marc Jacobs - 87. Razzolano nel pollaio - 88. Antonio, filosofo italiano dell’800 - 90. Tra le pagine MASSONICO
di questo numero trovate quello originale di vari stilisti - 91. Fabbricanti di armi bianche - 92. L’arsenico
sulle targhette dei laboratori chimici - 93. Rischio che si corre - 94. In fondo ai corridoi.

VERTICALI: 1. La piazza meneghina su cui si affaccia la redazione di Vogue - 2. La parte sostenuta OPERA
dall’attore - 3. Una “chiavetta” per il computer - 4. Precedeva il “Missa est” - 5. Titolo per notai di
altri tempi - 6. Il dio greco con il petaso - 8. La Radcliffe autrice de I misteri di Udolpho - 9. In testa
ai gendarmi - 10. La fine di Diabolik - 11. Estremi... agli estremi - 12. Il manzoniano promesso sposo
(iniz.) - 13. Ingrediente per la cioccolata - 14. Organizza i giochi olimpici (sigla) - 15. Mendicava a Itaca PALUDE
- 17. Le sette figlie di Atlante - 22. Un secco rifiuto - 23. Istituti per studenti - 24. Bizzarra, stravagante
- 25. Gwyneth di Shakespeare in Love (foto in basso) - 28. Pratica meditativa induista - 29. Il numero
di Maradona - 30. La scritta sulla Croce - 31. Si lanciano con la fionda - 33. Oggetto o abito del passato,
spesso unico e di pregio - 34. Arbusti cespugliosi con fiori gialli e legumi pendenti - 35. Consumati... RIFONDATI
da un roditore - 36. Jean-Paul Gaultier, purtroppo, non ce l’ha! - 37. Benjamin, il protagonista di una
pellicola di David Fincher - 38. Seminava zizzania sull’Olimpo - 39. Fascia di terra - 40. Fu amata da
Leandro - 41. Roma ne ebbe sette - 46. I migliori amici di Grace Coddington - 47. Accudisce bambini - 48.
Ascoli Piceno per l’Aci - 53. Raccoglie i voti degli elettori - 54. Relativo alla pelle - 56. Vi nacque Abramo SPRECONA
A CU R A DI ST U DIOGIOCH I.

- 58. La Caracciolo di Castagneto che sposò Gianni Agnelli - 60. Funzioni liturgiche - 61. Ricoveri per il
bestiame - 62. Ruminanti delle praterie americane - 64. Il “Grand” dove sfila Chanel - 65. Nel mezzo -
67. Multiforme, eterogeneo - 70. Pavimento di tavole - 73. Alberi dal legno bianco - 75. Il primo missile
intercontinentale Usa - 77. Organo sotto il diaframma - 79. Euronight in orario - 80. A maggio è famoso VELISTA
quello del Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute - 82. Periodi storici - 83. Bevanda gustata
calda o fredda - 84. Una app di navigazione stradale - 86. Associa i professionisti del basket statunitense
(sigla) - 87. Manda in visibilio i tifosi - 89. Amministratore Delegato - 90. La bambina le ha uguali.
Crittopuzzle Le 5
Risolvete il crucipuzzle a tema “vestiaire” trovan-
do e cancellando nello schema tutte le parole elen-
cate; queste possono essere scritte in orizzontale,
BALCONCINO
BALLERINE
Differenze
verticale, diagonale e in tutti i versi possibili. BERRET TO Osservate questa copertina di Vogue Italia disegnata da Milo Ma-
Le lettere restanti formeranno la parola di parten- nara, qui riprodotta due volte. Nella seconda immagine sono stati
za da inserire nelle caselle evidenziate del critto- BR ACCIALE cambiati 5 particolari rispetto alla prima: riuscite a vederli tutti?
grafato sottostante, dove a numero uguale corri- CALZE
sponde lettera uguale.
CAMICIA
FRANCESINE
GAMBALETTI
GIACCA
GILET
GUANTI
LODEN
MANICOT TO
OVERSIZE
P A N TA L O N E
PIGIAMA
POCHETTE
PRENDISOLE
TA I L L E U R
TOP

Rebus Chiave (11, 5, 1, 6)

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206
Marte in Aquario, Venere in Gemelli. In questa difficile primavera si presenta l’elemento Aria, si attenua la durezza della Terra.
Si mantiene viva l’attenzione sul reale, è favorita la qualità della comunicazione, di studi e letture, idee e nuovi progetti.

ARIETE TORO GEMELLI CANCRO LEONE VERGINE


Venere più che positiva. Le cose si velocizzano, Scattanti, dinamiche. Ci sono persone che Marte in opposizione. Decise, con passo re­
Ci si può riprendere la vostra lentezza nelle Quel velo di malinconia diventano guide, in Vorreste che una rein­ golare che non conosce
dopo una prima parte decisioni sembra ac­ che si intravede oltre cui si ripone la fiducia. carnazione di Robert inciampi, siete persona­
dell’anno impegnativa. cantonata. Molte stan­ l’espressione sorridente Nella vostra vita poche Redford corresse verso lità sicure di quello che
Reggete meglio doveri no preparando svolte può essere sostituito da hanno superato la se­ di voi su una spiaggia va fatto. Perché accom­
e situazioni che si in­ concrete; altre hanno convinzione, determi­ lezione per arrivare al della Polinesia. Invece pagnate all’azione la
contrano. Soprattutto mille idee da trasfor­ nazione, ripresa della cuore. Adesso si con­ girano, soprattutto nel coscienza e alla coscien­
nei rapporti, cercate mare in azione imme­ voglia di fare. Tutto vi fermano faro prezioso, web, corteggiatori con za l’immediato risvolto
qualcosa più ricco di diata. Vivacità e mag­ riesce facile, non è il aiuto concreto. Non è il passo di un pingui­ pratico. Adesso, oltre
senso, che non com­ gior brio nelle amicizie. momento di tentennare necessario affrontare no, di un tricheco in all’energia di una per­
porti sciocche superfi­ Marte è in quadratura o perdervi in strategie ogni battaglia in so­ una baia solitaria della sonalità meno titubante,
cialità. Non avete vo­ per alcuni giorni nella complicate. Alle intui­ litudine. Fate bene a Terra del Fuoco. Insof­ mostrate una disinvol­
glia però di ragionare prima parte del mese, zioni fate bene a dare confidarvi, a chiedere ferenze. Ma il transito tura senza timori. Avete
sui massimi sistemi. soprattutto per le nate credito. Anche a quelle consiglio. Inizio di pri­ odioso dura poco. Poi capito l’importanza di
Migliora la forma fisica, in aprile, ancora con che invitano, in amore, mavera eccellente per le cose torneranno a es­ vivere senza giudicarvi
mente sveglia. qualche incertezza. a maggior audacia. le amicizie autentiche. sere ciò che sono. o frenarvi troppo.

Aprile 2020 a cura di M A R C O P E S A T O R I


sculture di D I D I R O J A S

Senso di rinascita pro­ Anche voi, pur in fase di Marte a favore. L’e­ In alta montagna, dove Non vi negate, con il L’aria di primavera ge­
babile. Postura a testa evoluzione, potete ave­ nergia non vi manca l’aria rarefatta pulisce positivo transito di Ve­ nera sensazioni friz­
alta. Si attenuano al­ re momenti di indeci­ mai, ma adesso cresce. la mente dall’inflazione nere per tutto il mese, il zanti. Non limitatevi a
cune quadrature, mese sione. Marte è in aspet­ Si unisce al bisogno dei pensieri, le parole ritorno al piacere della portare a termine i so­
migliore del precedente to critico. Rallentare di spazio per poterla servono poco. Impor­ conversazione con idee liti compiti. Basta con
con rare eccezioni. Sa­ non è cosa gravissima, liberare. Le difficoltà tanti sono l’energia e sempre più ricche in la routine. Il terreno
turno concede tregua. come non lo è muoversi non vi fanno paura. In l’attenzione nel salire, diversi ambiti, con sti­ dell’amore riprende i
Il bisogno di armonia è in modo meno diretto, amore la primavera piuttosto che il perdersi le e qualità differenti. suoi colori, con mag­
voglia di creare mondi anche nei rapporti sen­ può conquistare tonali­ in chiacchiere. Passo da Oltre ad aggiornarvi, vi gior delicatezza, sen­
nuovi. Anche qualche timentali. Tattica ela­ tà vive, inedite. Venere trekking. Metafora del­ apre a nuove curiosità za grossolanità. Come
capriccio è concesso. stica, oscillante, di len­ opposta consiglia però la montagna con pas­ e forme d’espressione. il panno di un biliar­
Essere impeccabili non to aggiramento. Per le maggiore attenzione a saggi di quarto e quin­ Con il vostro amore do dove dare il meglio.
è una costrizione ine­ nate in ottobre la prima imprudenze nelle pa­ to grado ben superati. dialogare e comuni­ Nei giochi del cuore
luttabile. L’amore non parte del mese richiede role. Fate in modo che Anche aggrappandovi care possono avere la siete abili. Come una
sfugge alla presa ferma concentrazione e tran­ l’impulsività non vi in­ alle dolci ferrate di un stessa importanza di grande giocatrice, non
ma vellutata. quillità. duca a qualche errore. amore che non delude. un bacio appassionato. sbagliate un colpo.

BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO CAPRICORNO AQUARIO PESCI

207
One Last Thing
Immaginare oltre: è l’essenza di ogni processo creativo, moda compresa.
Lo ha fatto la famiglia allargata di Vogue Italia nel grande portfolio
“a domicilio” di questo numero. Ecco com’è andata.

di F R A N C E S C A R AG A Z Z I

Sia la modella sia il brand sono infatti olandesi. Rianne Van Rompaey @ DNA Models Management.
Questo autoscatto, parte del portfolio di Vogue Italia, rispetta la regola di prossimità geografica.

Borsa a spalla “Georgia” e mules di pelle “Isa”, WANDLER.

Nuovi problemi determinano nuovi orizzonti, nuovi orizzonti impongono nuove chiavi di lettura e dove non arriva la realtà sensibile arriva
l’idea. Reinventarsi diventa un’opportunità. Così, senza poter produrre servizi fotografici convenzionali, questo mese la community di Vogue
Italia si è adattata alla situazione contingente credendo in un’impresa unica nel suo genere: scattare sì, ma a domicilio. Un’istantanea, in presa
diretta, dello spirito del tempo. Niente set, niente luci, niente produzioni. Solo la propria casa, e i mezzi e le persone che essa mette a disposizione.
Fatta eccezione, quando possibile, ovviamente nel rispetto delle direttive internazionali, per l’utilizzo dei vestiti della stagione in corso P/E 2020.
Un solo abito per artista. Regola della prossimità geografica. Affinità reciproche. Spedizioni limitate al minimo indispensabile. L’entusiasmo
con cui fotografi, modelle, editors, direttori creativi, stilisti, uffici stampa (in primis) hanno aderito all’appello facendo fronte comune e creando
una catena di solidarietà creativa senza precedenti è stato prodigioso. Reagire rapidamente, guardare avanti, continuare a lavorare. La moda è
anche questo, un insieme di persone che uniscono le loro idee per immaginare oltre, sognare in grande.