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STRUTTURE

S T R U T T U R E
Quaderni per la progettazione S T R U T T U R E
Quaderni per la progettazione

Progetto e verifica delle costruzioni Franco Iacobelli l’autore


in muratura in zona sismica - VIII Edizione

PROGETTO E VERIFICA DELLE COSTRUZIONI IN MURATURA IN ZONA SISMICA


Una guida procedurale ed uno strumento operativo per il progetto e la
verifica delle nuove e vecchie costruzioni in muratura in zona sismica ag-
giornato alle Norme tecniche per le costruzioni D.M. 17 gennaio 2018. Gli
Progetto e verifica
ultimi eventi sismici (L’Aquila/2009, Amatrice/2016) hanno mostrato, nella
loro tragicità, il problema della salvaguardia della vita nelle costruzioni, e in
particolare in un patrimonio storico di muratura molto fragile, stratificata
delle costruzioni in muratura
nel tempo, costituita quasi sempre da materiali poveri e malte mediocri. Il
libro tratta di una materia difficile e in continua evoluzione, in modo facile,
con una metodologia e soluzioni del tutto generali, non vincolate in modo
in zona sismica - VIII Edizione
indissolubile alle vigenti disposizioni di legge. Un manuale ricco di esempi
di calcolo, di particolari costruttivi e schemi grafici di progetti effettivamen- Con particolari riferimenti alle Norme tecniche
te realizzati; ma c’è anche spazio per la teoria, esposta in maniera sempli-
ce ed essenziale, con approfondimenti dedicati a temi molto specialistici. per le costruzioni D.M. 17 gennaio 2018
Questa ottava edizione è stata riveduta, aggiornata, ed ampliata per ciò che
concerne gli indicatori di rischio sismico, gli interventi locali (aperture), il
legno, l’acciaio nella muratura, l’analisi dinamica modale e lo studio della
risposta simica di strutture a pianta raccolta (torri, campanili). È stato anche
inserito un nuovo capitolo riguardante le prove essenziali, non distrutti- della stessa collana
ve (martinetti, ecc.), ed ampliata la parte dei dettagli costruttivi realizzati.
Particolare attenzione è rivolta al problema del recupero dell’esistente e dei
beni tutelati. Il volume, in uso o consigliato per l’approfondimento gene-
rale o specifico, da diverse Università italiane, è dedicato a professionisti e
studenti, e raccoglie l’esperienza maturata dall’autore in oltre trent’anni di
attività nel campo dell’ingegneria antisismica.

Franco Iacobelli
Ingegnere, svolge la sua attività professionale preva-
lente quale consulente per gli aspetti strutturali e pro-
gettista nelle opere di recupero, consolidamento ed
adeguamento sismico di edifici storici. Ha prestato per
diversi anni la sua opera di collaboratore presso l’Uni-
versità degli Studi di Roma “La Sapienza”, Facoltà di
ISBN 978-88-6310-852-1

Architettura ”Valle Giulia”, nei Corsi di: “Consolida-


9 788863 108521

mento degli edifici storici” (Scuola di Specializzazione


in Beni Architettonici); “Statica” e “Consolidamento
degli Edifici”, prof. Antonino Gallo Curcio. Membro
delle commissioni degli esami di profitto in questi ul-
timi corsi. Relatore in diversi seminari di ingegneria
sismica.

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del libro

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QUADERNI PER LA PROGETTAZIONE

PROGETTO E VERIFICA
DELLE COSTRUZIONI
IN MURATURA
IN ZONA SISMICA

Con particolari riferimenti alle Norme tecniche


per le costruzioni D.M. 17 gennaio 2018

di
FRANCO IACOBELLI

VIII EDIZIONE

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PROGETTO E VERIFICA DELLE COSTRUZIONI


IN MURATURA IN ZONA SISMICA - VIII EDIZIONE
ISBN 978-88-6310-852-1

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INDICE GENERALE

l a p r o g e t t a z i o n e
PRESENTAZIONE................................................................................................11

CAPITOLO 1

Q U A D E R N I p e r
LE MURATURE...................................................................................................13
1.1 Introduzione.................................................................................................13
1.2 Le malte leganti............................................................................................15
1.3 Le nuove murature ........................................................................................17
1.4 Resistenza caratteristica a compressione delle nuove murature..........................18
1.5 Resistenza caratteristica a taglio delle nuove murature.....................................20
1.6 Caratteristiche elastiche delle nuove murature.................................................21
1.7 Le murature storiche......................................................................................21
1.8 Resistenze di progetto ...................................................................................25
1.9 Altre caratteristiche tipiche medie delle murature.............................................27
• 1. ESEMPIO DI CALCOLO................................................................27
1.10 Criterio di resistenza delle murature per stati triassiali .....................................28
1.11 Instabilità delle pareti di muratura..................................................................31
1.12 Resistenza e stabilità fuori dal piano ..............................................................34
• 2. ESEMPIO DI CALCOLO................................................................35
1.13 Domini di resistenza delle murature ordinarie..................................................37
1.14 Domini di resistenza di sezioni miste muratura-acciaio......................................39
• 3. ESEMPIO DI CALCOLO................................................................40

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CAPITOLO 2
ELEMENTI STRUTTURALI
NELLE MURATURE ...........................................................................................43
2.1 Travi e carichi concentrati sulle murature ........................................................43
• 4. ESEMPIO DI CALCOLO................................................................46
2.2 Architravi.....................................................................................................46
• 5. ESEMPIO DI CALCOLO................................................................48
2.3 Archi di muratura .........................................................................................49
• 6. ESEMPIO DI CALCOLO................................................................52

CAPITOLO 3
VERIFICHE AGLI STATI LIMITE .......................................................................55
3.1 Il metodo semiprobabilistico...........................................................................56
3.2 Requisiti nei confronti degli stati limite...........................................................56
3.3 Combinazioni delle azioni agli stati limite........................................................58
3.4 Verifiche semplificate ....................................................................................60
• 7. ESEMPIO DI CALCOLO................................................................61

CAPITOLO 4
NORME GENERALI PER EDIFICI
IN MURATURA IN ZONA SISMICA...................................................................63
4.1 Criteri generali di progetto e requisiti geometrici..............................................63
4.2 Particolari costruttivi....................................................................................64
4.3 Altezze e piani dei nuovi edifici .......................................................................65
4.4 Distanze tra nuovi edifici................................................................................67
4.5 Edifici regolari..............................................................................................68

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4.5.1 Regolarità in pianta ...............................................................................68


4.5.2 Regolarità in altezza ...............................................................................69
4.6 Edifici semplici in zona sismica e verifiche semplificate.....................................69

l a p r o g e t t a z i o n e
CAPITOLO 5
AZIONI SISMICHE SULLE MURATURE............................................................71
5.1 Il suolo di fondazione ed il fattore stratigrafico................................................72
5.2 Fattore topografico........................................................................................75
5.3 La zonizzazione sismica.................................................................................76

Q U A D E R N I p e r
5.4 Vita nominale, Classe d’uso, Probabilità di superamento...................................77
5.5 Gli spettri di risposta elastici della normativa...................................................79
5.6 Spettri di progetto per gli stati limite...............................................................82
5.7 Spostamenti e verifica dello stato limite di danno..............................................85
5.8 PGA e indicatori di rischio sismico.................................................................86
• 8. ESEMPIO DI CALCOLO................................................................87
• 9. ESEMPIO DI CALCOLO................................................................88

CAPITOLO 6
MODELLAZIONE DELLE STRUTTURE
DI MURATURA IN ZONA SISMICA....................................................................91
6.1 Modellazione della struttura per azioni nel piano delle pareti............................91
6.2 Modellazione della struttura per azioni ortogonali
al piano delle pareti.......................................................................................97
6.2.1 Periodo fondamentale di vibrazione di un elemento prismatico verticale
doppiamente articolato e soggetto ad un carico verticale.................................98
6.2.2 Periodo fondamentale di vibrazione di una lastra
con vincoli di articolazione sui quattro lati..................................................99

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6.3 Strutture miste con pareti di muratura.............................................................99


• 10. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................100

CAPITOLO 7
ANALISI STATICA E DINAMICA MODALE.....................................................103
7.1 Analisi statica lineare..................................................................................104
7.1.1 Analisi statica lineare per azioni fuori piano..............................................104
• 11. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................105
7.1.2 Analisi statica lineare per azioni nel piano ...............................................107
• 12. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................108
7.2 Analisi dinamica modale..............................................................................122
7.2.1 Richiami di dinamica............................................................................124
• 13. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................125
7.2.2 Sistemi oscillanti discreti.......................................................................127
• 14. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................130

CAPITOLO 8
VERIFICHE DELLE MURATURE ORDINARIE
AGLI STATI LIMITE ULTIMI............................................................................139
8.1 Verifica per collasso a pressoflessione nel piano .............................................139
8.2 Verifica per collasso a taglio nel piano ..........................................................140
8.2.1 Verifica per collasso a pressoflessione fuori piano........................................141
• 15. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................142

CAPITOLO 9
MURATURE ARMATE .....................................................................................147
9.1 Particolari costruttivi..................................................................................147

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9.2 Verifiche di sicurezza delle murature armate..................................................149


9.2.1 Pressoflessione nel piano.......................................................................149
9.2.2 Taglio nel piano...................................................................................149

l a p r o g e t t a z i o n e
9.2.3 Pressoflessione fuori piano ....................................................................150
9.3 Domini di resistenza delle murature armate....................................................150
• 16. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................153

CAPITOLO 10
STRUTTURE A PIANTA RACCOLTA A TORRE IN ZONA SISMICA..............157

Q U A D E R N I p e r
10.1 Valutazione delle sollecitazioni con modello elastico continuo.........................157
• 17. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................160
10.2 Valutazione delle sollecitazioni con modello elastico semplificato....................162
10.3 Verifiche di resistenza ed aree settoriali .........................................................164
• 18. ESEMPIO..................................................................................166
• 19. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................169
10.4 Tensioni sul terreno di fondazione .................................................................173
• 20. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................174
10.5 Sollevamento e ribaltamento di strutture a pianta raccolta..............................177
• 21. ESEMPIO..................................................................................182

CAPITOLO 11
COSTRUZIONI ESISTENTI...............................................................................185
11.1 Interventi di riparazione o locali...................................................................186
11.2 Interventi di miglioramento..........................................................................186
11.3 Interventi di adeguamento............................................................................186
11.4 Indagini ed elaborati tecnici di progetto.........................................................187

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11.5 Livelli di conoscenza e parametri meccanici...................................................188


11.6 Rilievo e valutazione dei livelli di danno.........................................................191
11.7 Unità strutturali e meccanismi di collasso locale.............................................193
11.7.1 Verifica semplificata con fattore q (analisi cinematica lineare)......................195
• 22. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................196
11.8 Modelli meccanici globali semplificati...........................................................199
• 23. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................202

CAPITOLO 12
INTERVENTI SULLE STRUTTURE VERTICALI ..............................................207
12.1 Iniezioni di malte leganti..............................................................................208
12.2 Stilature e protezioni sommitali....................................................................210
12.3 Diatoni ......................................................................................................211
12.4 Tirantini antiespulsivi..................................................................................212
12.5 Intonaci armati...........................................................................................213
12.6 Placcaggi con materiale fibrorinforzato.........................................................214
12.7 Perfori armati.............................................................................................215
12.8 Cordolature.................................................................................................216
12.9 Risarciture localizzate cuci-scuci e ripristini..................................................216
12.10 Tiranti e catene...........................................................................................218
• 24. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................221
12.11 Aperture nei maschi murari...........................................................................224

CAPITOLO 13
INTERVENTI SULLE STRUTTURE ORIZZONTALI E COPERTURE...............237
13.1 Solai con strutture lignee..............................................................................237

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13.1.1 Sostituzione delle travi lignee..................................................................242


13.1.2 Rinforzo delle travi lignee con interventi estradossali ..................................245
13.1.3 Rinforzo delle travi lignee con interventi intradossali...................................246

l a p r o g e t t a z i o n e
• 25. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................247
• 26. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................250
• 27. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................252
• 28. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................259
13.2 Solai con strutture di acciaio........................................................................261
• 29. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................262

Q U A D E R N I p e r
• 30. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................268
13.3 Volte ..........................................................................................................271
13.4 Coperture...................................................................................................276
• 31. ESEMPIO DI CALCOLO ............................................................279

CAPITOLO 14
INTERVENTI SULLE FONDAZIONI.................................................................283
14.1 Consolidamento mediante allargamento della base
o approfondimento del piano fondale.............................................................286
14.2 Consolidamento mediante fondazioni profonde...............................................287
• 32. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................290
• 33. ESEMPIO DI CALCOLO.............................................................292

CAPITOLO 15
EFFETTI TERMICI SULLE MURATURE..........................................................297
15.1 Il regime termico variabile ...........................................................................297
15.2 Stato tensionale e soluzione del problema elastico..........................................300

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CAPITOLO 16
PROVE SPERIMENTALI SUI MATERIALI.......................................................305
16.1 Prove con martinetti piatti............................................................................306
16.2 Indagini termografiche.................................................................................312
16.3 Indagini penetrometriche sulle malte.............................................................315

CAPITOLO 17
CALCOLO AUTOMATICO DELLE MURATURE...............................................317
17.1 Analisi dinamica modale: procedura SAP..................................................317
17.2 Resistenza allo SLU: procedura DOMINIO................................................326

APPENDICE 1
ESEMPI GRAFICI GERANO: INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO
E ADEGUAMENTO SISMICO...........................................................................333
APPENDICE 2
ESEMPI GRAFICI TIVOLI: INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO
E MIGLIORAMENTO SISMICO........................................................................349
APPENDICE 3
ESEMPI GRAFICI NINFA: RILIEVO E QUADRO FESSURATIVO...................365
APPENDICE 4
ESEMPI GRAFICI L’AQUILA: CONSOLIDAMENTO
PALAZZO CARLI-BENEDETTI DANNEGGIATO DAL SISMA 2009..............369

BIBLIOGRAFIA..................................................................................................383

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PRESENTAZIONE

QUADERNI per la progettazione


Per molteplici motivi, che in questa sede non è ragionevole elencare, nel nostro Paese
esiste un enorme patrimonio architettonico, di complessa stratificazione nel tempo e ca-
ratterizzante i diversi luoghi. Tuttavia un elemento comune è possibile rintracciare in
tutte queste costruzioni storiche: l’uso della muratura come fondamentale costituente
costruttivo.
Questo materiale – aggregato di diversi componenti – risulta di difficile definizione mec-
canica; possiamo solo schematizzarlo con le seguenti caratteristiche: resistenza a com-
pressione e modulo elastico quanto mai vari, scarsissima duttilità e ancora più esigua,
comunque non affidabile, resistenza a trazione.
Ciò detto per mettere in evidenza, così come si riscontra dopo un terremoto, l’eteroge-
neità dei comportamenti strutturali degli edifici in muratura, anche formalmente simili,
e giustificare gli estensori delle vecchie normative per le costruzioni in zone sismiche,
che si limitavano a prescrivere condizioni progettuali e costruttive, non entrando mai in
merito alle verifiche analitiche rigorose.
La difficile quantificazione delle caratteristiche meccaniche delle singole murature pre-
senti anche nel medesimo fabbricato, l’accumulo dei danni conseguenti a precedenti ter-
remoti, le incoscienti alterazioni strutturali, provocati dalle bizzarrie dei vari utenti della
costruzione, rendono invero quanto mai problematica l’affidabilità delle verifiche di stabi-
lità. Il giudizio sulle reali condizioni di salute di una costruzione di muratura, specialmen-
te se antica, spesso è da recepire da una valutazione di sintesi, cui le verifiche analitiche
danno un supporto tanto più affidabile quanto più queste sono recepite con spirito critico.
Ne consegue la massima importanza della cultura e dell’esperienza del professionista, alle
cui cure si affida la costruzione a rischio di instabilità sotto le azioni sismiche.
L’attuale normativa ha il pregio di indicare le più opportune verifiche da eseguire come
garanzia delle scelte progettuali effettuate dallo strutturista e nell’aver ufficializzato la
presenza del rischio sismico sulla quasi totalità del nostro territorio.
L’Autore del libro, che ho potuto apprezzare durante i molti anni di conoscenza e collabo-
razione, è un professionista di gran cultura tecnico-scientifica e di molteplice esperienza,
in particolare nel campo degli interventi di adeguamento sismico per le costruzioni di
muratura. Egli è riuscito, nella pluri decennale attività professionale, a filtrare dalla
complessità dei fenomeni e della loro rappresentazione, spesso equivoca, l’essenziale cui
porre la massima attenzione, individuando così ciò che non può essere trascurato perché
fulcro del corretto comportamento delle costruzioni.

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Questo libro, per la natura degli argomenti e per come questi sono trattati, s’inserisce
tra quelli che ogni professionista, impegnato nella difficile difesa del nostro patrimonio
architettonico dal rischio sismico, dovrebbe possedere nella propria biblioteca tecnica
come strumento operativo e guida procedurale.

Prof. Ing. Antonino Gallo Curcio


Ordinario di “Consolidamento degli edifici storici”
Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

12 PRESENTAZIONE

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CAPITOLO 1

LE MURATURE

QUADERNI per la progettazione


1.1 Introduzione
Le opere murarie che chiamiamo semplicemente “murature” pur avendo origini antichis-
sime, ancora oggi trovano largo impiego nelle costruzioni civili per la loro semplicità
esecutiva, durabilità ed affidabilità. Anche gli ultimi terremoti italiani (L’Aquila/2009 –
Amatrice/2016), hanno mostrato la tenuta di quegli edifici in muratura realizzati con buoni
materiali, o consolidati correttamente, ed il collasso invece di quelle strutture costruite con
materiali poveri, disorganizzati, a sacco, con malta scadente, tipici di molti centri storici.
La muratura è certamente un materiale “difficile”, molto eterogeneo e parlare delle sue
caratteristiche meccaniche ha senso solo se si attribuiscono a queste un valore indicativo,
medio, buono per schemi codificati di calcolo. La via sperimentale per definire le pro-
prietà meccaniche ed elastiche della muratura, se sostanzialmente è corretta per le nuove
costruzioni, certamente è molto aleatoria per i vecchi edifici, per i quali le prove dirette
(martinetti piatti, onde, ecc.) hanno solo valore circoscritto e comunque orientativo; per
questi ultimi assume invece grande importanza la conoscenza storica della costruzione e
la lettura del quadro fessurativo, che evidenziano bene le patologie strutturali e possono
suggerire le corrette strategie d’intervento.
Ecco perché nello studio e nel calcolo delle strutture in muratura perdono significato i
numeri e l’affinamento maniacale del metodo di calcolo; quando possibile, è molto me-
glio affidarsi a schemi chiari, isostatici, a rottura, a soluzioni in forma chiusa, che molte
volte non hanno bisogno della conoscenza dei legami costitutivi della materia e seguono
le leggi dei corpi rigidi della meccanica razionale.
Quanto detto non intende sminuire l’importanza del calcolo iperstatico (ed in particolare
di quello agli elementi finiti), che deve servire essenzialmente per avere l’ordine di gran-
dezza delle cose e non lasciare all’improvvisazione le scelte progettuali di fondo.
Le Norme tecniche per le costruzioni, le Circolari ministeriali e le Direttive per i beni
vincolati che si sono avvicendate negli anni, hanno modificato profondamente la norma-
tiva sismica, colmando le precedenti e lacunose procedure di calcolo. Ad esse occorre
riconoscere indubbiamente il merito di codifica dei procedimenti, anche se spesso inutil-
mente artificiosi e troppo penalizzanti. I diversi metodi di verifica prescritti portano spes-

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so a risultati molto diversi tra loro e previsioni pessimistiche, anche per quei fabbricati
che hanno invece ben resistito a forti scosse sismiche: esempio ne sia l’edificio proprietà
Palazzi in Avezzano (AQ) (Figura 1.1 – Figura 1.2). Realizzato nel 1910 su due piani e
pianta ad “L”, con muratura ordinaria di malta bastarda, blocchi di cemento pressato,
solette piene di c.a., esso si presenta oggi integro, così come dopo il fortissimo terremoto
del 13 gennaio 1915 (XI grado Mercalli – Magnitudo 7), che rase al suolo tutta la Città.

Figura 1.1 – Carta delle isosisme terremoto di Avezzano del 13/01/1915

Figura 1.2 – Avezzano fabbricato prop. Palazzi, a destra particolare

14 CAP. 1 - LE MURATURE

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QUADERNI per la progettazione


VANO VANO
SCALA SCALA
s = 27 s = 27

s = 27 s = 27

s = 35 s = 35
SCALE SCALE

h = 300 / 270 h = 270


s = 18 s = 18

s = 27 s = 27

100 100 100 100 100 100


Piano terra Piano primo

Figura 1.3 – Avezzano, prop. Palazzi

Questo libro parte dalla necessaria conoscenza dei materiali e con un processo logico-
operativo arriva alla modellazione e calcolo delle strutture murarie; l’esposizione teorica
è arricchita da esempi di calcolo e da grafici di dettagli costruttivi. Molta attenzione è ri-
volta agli interventi sul patrimonio edilizio esistente, che in massima parte è costituito da
opere in muratura normale, ed alle “murature armate” che oggi stanno prendendo sempre
più piede, anche per costruzioni di una certa importanza.
La trattazione, pur seguendo le indicazioni delle normative, ed avere un’impostazione
matematica rigorosa, dà infine molto più importanza alla comprensione generale del pro-
blema, in modo da prescindere da aggiornamenti futuri e mode in continua evoluzione.
Questa ottava edizione è stata riveduta alla luce delle nuove NTC 2018, ed ampliata con
un nuovo capitolo sulle prove dei materiali, nuovi paragrafi di approfondimento sul cal-
colo dinamico, sugli interventi di recupero di edifici esistenti, sul consolidamento delle
strutture lignee, sul comportamento a torre di edifici a pianta compatta, sugli interventi
locali (nuove aperture).

1.2 Le malte leganti


Le malte sono miscele costituite da un inerte, un legante, e dall’acqua necessaria per
costituire un impasto plastico; la sua funzione è di riempire i vuoti tra gli elementi la-
pidei (naturali o artificiali) e di collegamento degli stessi elementi, al fine di realizzare

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un sistema unico compatto, nonché ridistribuire in modo uniforme le tensioni trasmesse


dall’elemento più resistente.
L’inerte è in genere sabbia o pozzolana; sua la funzione è quella di ridurre il ritiro dei
leganti e permettere la loro aerazione – indurimento, nonché combinarsi chimicamente
con l’idrossido di calcio per dare cementi molto consistenti (pozzolana, cocciopesto).
Il legante è costituito quasi sempre da calce aerea, calce idraulica, cementi, gesso:

–– le malte aeree hanno la proprietà di fare presa e indurire solo in aria;

–– le malte idrauliche fanno presa e induriscono anche in acqua o ambienti umidi; esse si
ottengono con leganti idraulici, o con leganti aerei mescolati con inerti pozzolanici,
argillosi, cocciopesto.

Figura 1.4

Per avere una buona malta, l’acqua degli impasti dev’essere limpida, priva di sostanze
organiche o grassi, non aggressiva, non contenere solfati, cloruri in percentuale dannosa;
la sabbia non deve contenere sostanze organiche, terrose o argillose.
Dal punto di vista meccanico, la classe di una malta viene oggi definita dalla sua resisten-
za media a compressione espressa in N/mm2, secondo la Tabella 1.1 seguente, o dalla sua
composizione in volume (Tabella 1.2).

Tabella 1.1 – Classifica delle malte leganti a prestazione


Classe M2,5 M5 M10 M15 M20 Md
Resistenza a compressione d >25
2,5 5 10 15 20
fm (N/mm2) dich. dal produttore
La malta M 2,5 non è ammessa in zona sismica

16 CAP. 1 - LE MURATURE

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Tabella 1.2 – Classifica delle malte leganti a composizione in volume

Composizione
Classe Tipo di malta
Cemento Calce aerea Calce idraulica Sabbia Pozzolana

QUADERNI per la progettazione


M 2,5 Idraulica 1 3
M 2,5 Pozzolanica 1 3
M 2,5 Bastarda 1 2 9
M5 Bastarda 1 1 5
M8 Cementizia 2 1 8
M 12 Cementizia 1 3
La malta M 2,5 non è ammessa in zona sismica

1.3 Le nuove murature


Le costruzioni in muratura, siano esse di tipo ordinarie, che armate o confinate sono an-
cora oggi molto diffuse, perché economiche e di facile esecuzione. Gli elementi resistenti
impiegati, sono essenzialmente artificiali, o naturali, di forma prismatica, costituiti da:

–– laterizio normale o alleggerito;

–– calcestruzzo vibrocompresso (o aerato autoclavato);

–– pietra artificiale o naturale a massello;

–– silicato di calcio.

Gli elementi alleggeriti possono presentare forature verticali, o normali al piano di posa:
gli elementi si distinguono in base alla percentuale di foratura (φ), all’area lorda della
faccia dell’elemento (A) e alla sezione normale di un foro (f). In zona ad alta vulnera-
bilità sismica sono ammessi solo materiali artificiali pieni e semipieni, oppure masselli
prismatici di pietra naturale.

Tabella 1.3 – Classifica degli elementi artificiali

Elementi Elementi di calcestruzzo


Categoria φ di laterizio A < 900 cm2 A > 900 cm2
Elementi pieni φ ≤ 15% f ≤ 9 cm2 f ≤ 0,10 A f ≤ 0,15 A
Elementi semipieni 15% < φ ≤ 45% f ≤ 12 cm 2 f ≤ 0,10 A f ≤ 0,15 A
Elementi forati (*) 45% < φ ≤ 55% f ≤ 15 cm 2
f ≤ 0,10 A f ≤ 0,15 A
(*) Non idonei in zona sismica

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Si riportano di seguito le caratteristiche meccaniche medie di alcuni elementi artificiali di


uso più comune e delle murature relative.

Tabella 1.4 – Caratteristiche tecniche medie di alcuni elementi artificiali

DENSITÀ CARICO ROTTURA MODULO DI


MATERIALE
(Kg/m3) A COMPRESSIONE fm (MPa) ELASTICITÀ E (MPa)
Mattoni pieni 1800 ≥ 18 10000
Mattoni di klinker 1900 30-80 15000
Mattoni forati 1100 ≥ 2,5 -
Blocchi cls dos. 200 Kg/m 3
2350 6-16 10000-25000
Blocchi cls. dos. 300 Kg/m3 2400 2-28 22000-30000

La resistenza caratteristica a rottura nella direzione portante non può essere inferiore a 5
MPa, calcolata sull’area al lordo delle forature. La stessa resistenza a rottura nella dire-
zione ortogonale a quella portante non può essere inferiore a 1,5 N/mm2 (MPa).

Tabella 1.5 – Peso specifico di alcune murature di elementi artificiali

Muratura PESO SPECIFICO (KN/m3)


Mattoni forati 11
Mattoni semipieni 15
Mattoni pieni 18

1.4 Resistenza caratteristica a compressione delle nuove murature


La resistenza caratteristica a compressione fk di una qualsiasi muratura, può essere valu-
tata in modo sperimentale su un numero di campioni n ≥ 6, secondo le procedure UNI-
EN, con la relazione probabilistica:
fk = fm − k ⋅ s

dove:
f =
∑ fifi
∑ n
media dei valori a rottura per compressione
f mm = n n media dei
media deivalori
valoria rottura per compressione
a rottura per compressione
n

∑ ( fm − fi) 2

s= ∑ ( fm − fi)
n
n
2
scarto quadratico
scarto quadratico della
della media
media(errore
(erroredella media)
della media)
s= n −1 scarto quadratico della media (errore della media)
n −1

18 CAP. 1 - LE MURATURE

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k = coefficiente probabilistico dato dalla seguente tabella:


n 6 8 10 12 20
k 2,33 2,19 2,10 2,05 1,93

QUADERNI per la progettazione


Il valore della resistenza caratteristica a compressione, può essere anche dedotta, secondo
le NTC 2018, dalla resistenza a compressione degli elementi artificiali o naturali in pietra
squadrata e dalla resistenza della malta. Nella Tabella 1.6 – Tabella 1.7 sono riportati i
valori per le nuove murature, mentre per quelle storiche si rimanda al seguente paragrafo.
Sono possibili interpolazioni lineari dei valori tabellati, ma non estrapolazioni.

Tabella 1.6 – Valore della resistenza caratteristica a compressione fk in N/mm2, per nuove murature con
elementi artificiali pieni o semipieni e giunti di 5-15 mm

RESISTENZA CARATTERISTICA MALTA


A COMPRESSIONE DELL’ELEMENTO fbk (N/mm2)
M15 M10 M5 M2,5(*)
2,0 (*) 1,2 1,2 1,2 1,2
3,0 (*) 2,2 2,2 2,2 2,0
5,0 3,5 3,4 3,3 3,3
7,5 5,0 4,5 4,1 3,5
10,0 6,2 5,3 4,7 4,1
15,0 8,2 6,7 6,0 5,1
20,0 9,7 8,0 7,0 6,1
30,0 12,0 10,0 8,6 7,2
40,0 14,3 12,0 10,4 -
(*) Valori non ammessi in zona sismica

Tabella 1.7 – Valore della resistenza caratteristica a compressione fk in N/mm2, per nuove murature con
elementi naturali di pietra squadrata e giunti 5-15 mm

RESISTENZA CARATTERISTICA A COMPRESSIONE MALTA


DELL’ELEMENTO fbk = 0,75 fbm M15 M10 M5 M2,5(*)
2,0 (*) 1,0 1,0 1,0 1,0
3,0 (*) 2,2 2,2 2,2 2,0
5,0 3,5 3,4 3,3 3,0
7,5 5,0 4,5 4,1 3,5
10,0 6,2 5,3 4,7 4,1
15,0 8,2 6,7 6,0 5,1
20,0 9,7 8,0 7,0 6,1
30,0 12,0 10,0 8,6 7,2
≥ 40,0 14,3 12,0 10,4 -
(*) Valori non ammessi in zona sismica

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1.5 Resistenza caratteristica a taglio delle nuove murature


Come per la resistenza a compressione, anche quella a taglio può essere valutata in assen-
za di carichi verticali (taglio puro), sperimentalmente, con prove di compressione diago-
nale su campioni di muratura.
Secondo le NTC 2018, il valore della resistenza a taglio può essere anche dedotta dalla
resistenza a compressione degli elementi artificiali o naturali in pietra squadrata e dalla
resistenza della malta. Nella Tabella 1.8 sono riportati i valori per le nuove murature,
mentre per quelle storiche si rimanda al Cap. 11. Sono possibili interpolazioni lineari dei
valori tabellati, ma non estrapolazioni.

Tabella 1.8 – Valori della resistenza caratteristica a taglio fvk0 di nuove murature, in assenza di tensioni
normali
fvk0 (daN/cm2)
ELEMENTI PER CLASSE
MURATURA MALTA MALTA MALTA PER STRATI SOTTILI MALTA
ORDINARIA (giunti orizz. 0,5-3mm) ALLEGGERITA
M10 – M20 3,0
3,0 (per malta M ≥ M10,
Laterizio M2,5 – M9 2,0 1,5
blocchi con fbk ≥ 50 daN/cm2)
M1 – M2 1,0
Cls vibrocompresso
M10 – M20 2,0
Cls aerato autoclavato
2,0 (per malta M ≥ M5,
Pietra artificiale e pie- M2,5 – M9 1,5 1,5
blocchi con fbk ≥ 30 daN/cm2)
tra naturale a massello
M1 – M2 1,0
Silicato di Calcio

Come si vedrà ripetutamente in seguito, la presenza di compressione modifica in senso


favorevole il comportamento a taglio del materiale, per cui la normativa fornisce una re-
lazione semplificata della resistenza a taglio attesa per una compressione applicata:

f vk = f vk 0 + µ ⋅ σ N

dove:
fvk0 resistenza a taglio puro in assenza di carichi verticali
μ = 0,4 coefficiente di attrito interno della muratura
σN tensione normale media che agisce sulla sezione di verifica
con: fvk ≤ 0,065 fb

Si tratta in sostanza di una relazione lineare rappresentata da una retta sul piano σ–τ con
coefficiente angolare µ = 0,4 (α = 22°), che interseca l’asse verticale τ al valore τ = fvk0:

20 CAP. 1 - LE MURATURE

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dunque il contributo alla resistenza a taglio di una muratura è la somma di un termine


coesivo (fvk0) e di un termine di attrito (µ · σN).

QUADERNI per la progettazione


1.6 Caratteristiche elastiche delle nuove murature
In mancanza di dati sperimentali, si possono assumere per il modulo elastico normale
secante E, e quello tangenziale secante G, i seguenti valori:
E = 1000 fk
G = 0,40 E
Avendo indicato con fk la resistenza caratteristica a compressione della muratura.

1.7 Le murature storiche


Tutte le murature storiche (ad eccezione di quelle a secco e in pietra da taglio a grossi
blocchi), sono costituite dall’unione di due materiali, dei quali di solito uno molto resi-
stente (pietre naturali, mattoni,) e da un secondo materiale di solito meno resistente che
è la malta di calce.
Una buona muratura si presenta con giunti di malta di 0,5-1,5 cm, che avvolgono tutto
l’elemento principale, mentre gli elementi lapidei non devono essere friabili, non essere
gelivi, ed avere buona adesività alle malte. Tra le pietre più idonee sono da segnalare i
calcari ed alcuni tufi litoidi; meno adatti sono quelle rocce contenenti silice (per la forte
durezza e fragilità, nonché per la modesta affinità di legarsi alle malte) e le arenarie, per-
ché igroscopiche e gelive.
Si evidenzia che in zona sismica sono ammesse solo elementi naturali squadrati e muratu-
re con pietra non squadrata o listata solo in siti a bassa vulnerabilità sismica.
A titolo orientativo si riportano alcune caratteristiche medie delle rocce integre più comu-
ni, tenendo presente che nel S.I.: 1 MPa = 1 N/mm2 = 10 daN/cm2= 10 bar

Tabella 1.9 – Caratteristiche tecniche di alcune rocce

DENSITÀ CARICO ROTTURA MODULO DI ELASTICITÀ


MATERIALE
(Kg/m3) A COMPRESSIONE fm (MPa) E (MPa)

Graniti 2500-2900 100-200 50000-60000


Porfidi 2400-2700 100-250 50000-70000
Basalto 2700-3100 200-400 90000-120000
Tufo vulcanico 1100-1800 3-7 3000-15000

21

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DENSITÀ CARICO ROTTURA MODULO DI ELASTICITÀ


MATERIALE
(Kg/m3) A COMPRESSIONE fm (MPa) E (MPa)

Tufo calcareo 1100-2000 1-50 -


Calcari teneri 2000-2400 10-40 20000-40000
Calcari compatti 2400-2700 50-150 20000-80000
Dolomie 2300-2900 100-110 40000-70000
Travertini 2200-2500 40-50 -
Conglomerati
2000-2700 80-150 -
Brecce, Puddinghe
Arenarie 1800-2700 40-130 5000-30000
Marmi 2700-2800 100-140 40000-70000

Per un utile riconoscimento visivo e normativo, si riportano nella Figura 1.5 le diverse
tipologie di murature storiche.

1. Muratura in pietrame disordi- 2. Muratura a conci sbozzati, 3. Muratura con pietre a spacco
nata (ciottoli, pietre erratiche e con paramento di limitato con buona tessitura
irregolari) spessore e nucleo interno

6. Muratura in mattoni pieni e 5. Muratura a conci lapidei 4. Muratura a conci di pietra


malta di calce squadrati tenera (tufo, calcarenite, ecc.)
Figura 1.5 – Riconoscimento delle murature storiche

22 CAP. 1 - LE MURATURE

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Le murature in pietra non squadrata (tipologia 1, 2, 3 della Figura 1.5), si presentano in


genere realizzate con materiale di cava lavorato grossolanamente, posto in opera in strati
sufficientemente regolari; la tessitura può mostrare strati orizzontali (ricorsi) con pietre

QUADERNI per la progettazione


concatenate (una pietra trasversale di punta ogni due pietre longitudinali di fianco, con
sfalsatura dei i giunti verticali per ogni strato). Di solito le pietre più grosse sono sempre
separate da malta per evitare il loro contatto ed agli incroci dei muri ed agli angoli sono
posti quasi sempre elementi lapidei più regolari e meglio squadrati. Se la muratura è ben
listata, mostra dei ricorsi costituiti da due filari di laterizio pieno, ben spianati ad interasse
non superiore a 1,5-1,6 metri di altezza, a tutto spessore muro.

La muratura di pietra a conci lapidei o a conci di pietra tenera, squadrati (tipologia 4, 5


della Figura 1.5), è quella ottenuta con elementi prismatici regolari posti in strati e conca-
tenati mediante sfalsamento dei giunti.

La cosiddetta “muratura a sacco”, molto comune nei nostri centri storici, presenta un
paramento interno ed uno esterno più curati, ed all’interno un nucleo purtroppo sempre
scadente e caotico, con materiale di più piccola pezzatura.

Le caratteristiche meccaniche di queste vecchie murature possono essere valutate con le


stesse prove sperimentali già viste per le nuove murature, ma si preferisce impiegare meto-
di semi-distruttivi in sito con martinetti piatti, ecc. La Normativa consente anche di dedur-
re le proprietà delle murature storiche mediante valori tabellati: la Tabella 1.10 indica (dal
n. 1 al n. 6), per ogni tipologia di muratura di Figura 1.5, i valori massimi e minimi normali
delle proprietà meccaniche; la Tabella 1.11 ne riporta invece i coefficienti correttivi.

Tabella 1.10 – Tipologie e parametri meccanici delle murature (1-6 murature storiche)

fm τ0 E G W
TIPOLOGIA MURATURA (daN/cm2) (daN/cm2) (daN/cm2) (daN/cm2) (daN/m3)
min-max min-max min-max min-max min-max
1. Muratura in pietrame disordinata 10 0,20 6900 2300
1900
(ciottoli, pietre erratiche e irregolari) 18 0,32 10500 3500
2. Muratura a conci sbozzati, con para- 20 0,35 10200 3400
2000
mento di limitato spessore e nucleo interno 30 0,51 14400 4800
3. Muratura in pietre a spacco con buona 26 0,56 15000 5000
2100
tessitura 38 0,74 19800 6600
4. Muratura a conci di pietra tenera (tufo, 14 0,28 9000 3000
1600
calcarenite, ecc) 24 0,42 12600 4200
60 0,90 24000 7800
5. Muratura a blocchi lapidei squadrati 2200
80 1,20 32000 9400
6. Muratura in mattoni pieni e malta di 24 0,60 12000 4000
1800
calce 40 0,92 18000 6000

23

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fm τ0 E G W
TIPOLOGIA MURATURA (daN/cm2) (daN/cm2) (daN/cm2) (daN/cm2) (daN/m3)
min-max min-max min-max min-max min-max
Muratura in mattoni semipieni con malta 50 2,40 35000 8750
1500
cementizia (es.:doppio UNI) 80 3,20 56000 14000
Muratura in blocchi laterizi forati 40 3,00 36000 10800
1200
(perc. foratura < 45%) 60 4,00 54000 16200
Muratura in blocchi laterizi forati,
30 1,00 27000 8100
con giunti verticali a secco (perc. foratura 1100
40 1,30 36000 10800
<45%)
Muratura in blocchi di calcestruzzo 15 0,95 12000 3000
1200
(perc. foratura tra 45% e 65%) 20 1,25 16000 4000
Muratura in blocchi di calcestruzzo 30 1,80 24000 6000
1400
semipieni (perc. foratura < 45%) 44 2,40 35200 8800
Simboli: fm = resistenza media a compressione
τ0 = resistenza media-caratteristica a taglio
E = modulo di elasticità normale
G = modulo di elasticità tangenziale
W = peso specifico
Condizioni: Malta scadente, assenza di ricorsi (listature), paramenti semplicemente accostati o mal
collegati, muratura non consolidata
Scelta: Tra max e min, in base al Fattore di Confidenza FC

Tabella 1.11 – Coefficienti correttivi dei parametri meccanici delle murature


minore 10 mm
Giunti sottili

Connessione
trasversale

Nucleo Iniezioni Intonaco


armato
TIPOLOGIA Malta Ricorsi o
(***)
(**)

scadente o miscele
(*)

MURATURA buona listature


ampio leganti

Muratura in
pietrame disor-
dinata (ciottoli, 1,5 - 1,3 1,5 0,9 2,0 2,5
pietre erratiche e
irregolari)
Muratura a conci
sbozzati, con para-
1,2
mento di limitato 1,4 1,2 1,5 0,8 1,7 2,0
1,1 τ0
spessore e nucleo
interno
Muratura in pietre
a spacco con buona 1,3 - 1,1 1,3 0,8 1,5 1,5
tessitura

24 CAP. 1 - LE MURATURE

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 24 30/03/2018 09:47:07


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minore 10 mm
Giunti sottili

Connessione
trasversale
Nucleo Iniezioni

Intonaco
armato
TIPOLOGIA Malta Ricorsi o

(***)
(**)
scadente o miscele

(*)
MURATURA buona listature
ampio leganti

QUADERNI per la progettazione


Muratura a conci di
1,5
pietra tenera (tufo, 1,5 - 1,5 0,9 1,7 2,0
1,25 τ0
calcarenite, ecc)
Muratura a blocchi 1,2
1,2 - 1,2 0,7 1,2 1,2
lapidei squadrati 1,1 τ0
Muratura in 1,5
mattoni pieni 1,5 - 1,3 0,7 1,5 1,5
e malta di calce 1,25 τ0

I coeff. correttivi fm,τ0 fm,τ0 fm,τ0 fm,τ0 fm,τ0


fm,τ0 fm,τ0
si applicano a: E, G E, G E, G E, G E, G
Note:
(*) L’incremento percentuale della τ0 è della metà di quanto indicato sopra
(**) Per consolidamento con diatoni, si applica solo il coeff. per connessioni trasversali
(***) Non si applica il coeff. per le connessioni trasversali

1.8 Resistenze di progetto


Le verifiche di sicurezza non vengono effettuate con i valori caratteristici delle resisten-
ze, ma con i valori di calcolo (progetto), così come verrà approfondito nel capitolo 3.
In modo più generale si può dire che, nella definizione dei valori di calcolo, subentrano
i coefficienti di sicurezza parziali, legati alla natura del materiale (γM); per le murature
vecchie, storiche, entra in gioco un secondo coefficiente di sicurezza parziale alle resi-
stenze, detto “fattore di confidenza – FC”, legato al livello di conoscenza della struttura
(1 ≤ FC ≤  1,35, vedi Cap. 11).

Tabella 1.12 – Resistenze di calcolo (di progetto)

TIPO DI VERIFICA f k DI PROGETTO


RESISTENZA
fd =
Pressione γ f⋅ FC
fd = M k
Pressoflessione γ M ⋅ FC
f vk
Taglio f vd =
γ M f⋅vkFC
f vd =
γ M ⋅ FC
dove:
fk resistenza caratteristica a compressione della muratura;
fvk resistenza caratteristica a taglio;

25

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 25 30/03/2018 09:47:07


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Il coefficiente di sicurezza del materiale dipende dalla “Categoria degli elementi resisten-
ti” impiegati e dalla “Classe di esecuzione” della muratura, come risulta dalla Tabella
1.13 e Tabella 1.14. In combinazione sismica è possibile ridurre del 20% i coefficienti di
sicurezza tabellati, fino al valore γM = 2.
Discende da quanto detto, che per le murature storiche è naturale considerare una classe
di esecuzione 3, e quindi il valore γM = 3 (in combinazione sismica γM ≥ 3 x 0,8 ≥ 2,4)

Tabella 1.13 – Categorie degli elementi resistenti


SISTEMA DI VALUTAZIONE
SPECIFICA TECNICA EUROPEA E VERIFICA
CATEGORIA
DI RIFERIMENTO DELLA COSTANZA
DELLA PRESTAZIONE
Categoria I
UNI EN771-(1-2-3-4-5-) Gli elementi hanno una resistenza alla
Specifica per elementi per: compressione dichiarata, determinata
muratura; muratura di laterizio, 2+
tramite il valore medio o caratteristico,
silicato di calcio, in calcestruzzo e una probabilità di insuccesso non
vibrocompresso (aggregati maggiore del 5%)
pesanti e leggeri), calcestruzzo
areato autoclavato, pietra agglo- Categoria II
merata, pietra naturale Tali elementi non soddisfano i requisiti 4
di cui sopra

Tabella 1.14 – Coefficiente di sicurezza γM in funzione della classe di esecuzione e della categoria degli
elementi resistenti
CLASSE DI ESECUZIONE
MATERIALE
1 2
Muratura con elementi resistenti di Categoria I, e malta a prestazione
2,0 2,5
garantita
Muratura con elementi resistenti di Categoria I, e malta a composizione
2,2 2,7
prescritta
Muratura con elementi resistenti di Categoria II, e ogni tipo di malta 2,5 3,0
Note:
Per l’attribuzione della CL.2 occorre disponibilità di specifico personale qualificato e con esperienza, di-
pendente dall’impresa esecutrice, per la supervisione del lavoro (capocantiere); disponibilità di controllo
ispettivo da parte di un D.L. non dipendente dall’impresa.
Per l’attribuzione della CL.1, oltre ai controlli di cui sopra, occorre: controllo e valutazione in loco della
malta e del calcestruzzo; dosaggio dei componenti della malta “a volume”, con uso dei contenitori di
misura e controllo delle operazioni di miscelazione o uso di malta premiscelata certificata dal produttore.
Note:
In combinazione sismica tali valori possono essere ridotti del 20%, ma in ogni caso ≥ 2
Per le murature storiche è naturale considerare γM = 3, e in comb. sismica γM = 3 x 0,8 = 2,4

26 CAP. 1 - LE MURATURE

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1.9 Altre caratteristiche tipiche medie delle murature


In assenza di prove specifiche, si riportano altre caratteristiche medie delle murature utili
in molte applicazioni:

QUADERNI per la progettazione


COEFFICIENTE DI POISSON
Il rapporto tra deformazione trasversale e longitudinale cresce all’aumentare della solle-
citazione di compressione, mediamente:
ν = 0,15 – 0,30 per tensione di compressione 0,30 fk ≤ σ ≤ 0.80 fk

RITIRO
Il ritiro dipende dal tipo di malta legante e dallo spessore dei giunti, visto che il materiale
inerte (naturale o artificiale) non ha praticamente alcun ritiro.
Per stagionatura di un anno (quasi a tempo infinito) si può valutare per la malta un ritiro:

–– Malta di calce idraulica dosaggio 350 Kg/mc impasto: ε = 0,1%

–– Malta di cemento dosaggio 350 Kg/mc impasto: ε = 0,08%

SCORRIMENTO VISCOSO
In mancanza di prove sperimentali si può ritenere che il rapporto tra la deformazione a
tempo infinito e la deformazione elastica di una muratura sia di valore unitario:

ϕ (t∞) = 1

La deformazione finale sarà due volte quella elastica calcolata con il modulo elastico
normale E.

DILATAZIONE TERMICA
Mediamente si può ritenere:

αT = 6 x 10-6 / °C

1. ESEMPIO DI CALCOLO

Si deducono le caratteristiche di resistenza ed elastiche di una buona muratura costituita


da mattoni pieni, di spessore 5 cm, aventi fbk = 17 N/mm2 (170 daN/cm2), con giunti di

27

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 27 30/03/2018 09:47:07


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malta cementizia M10, di spessore medio 0,7 cm.


Si trova la resistenza caratteristica a compressione per interpolazione dalla Tabella 1.6,
tra i valori fbk = 150 ed fbk = 200:
fk = 6,7 + (8,00 – 6,70) (17-15) / (20-15) = 6,7 + 0,5 = 7,2 N/mm2 (72 daN/cm2)
Si valuta la resistenza di calcolo di progetto allo SLV, con coeff. di sicurezza γm = 2:

fd = fk / 2 = 7,2/2 = 3,60 N/mm2

La resistenza di calcolo per verifiche semplificate - alle tensioni (coeff. di sicurezza 4,2):

fd = fk / 4,2 = 7,2 / 4,2 = 1,71 N/mm2

Si valuta la resistenza caratteristica a taglio dalla Tabella 1.8

fvko = 0,3 N/mm2

Il modulo elastico normale e tangenziale:

E = 1000 ∙ 7,2 = 7200 N/mm2

G = 0,40 ∙ E = 2880 N/mm2

Il ritiro unitario dell’insieme mattone-malta:

ε = 0,80%o ∙ 0,7 / (5+0,7) = 0,098%o

Se il muro è di altezza di 3 metri, risulta il suo accorciamento per ritiro:

Δh = 300 ∙ 0,098 / 1000 = 0,029 cm = 0,29 mm

1.10 Criterio di resistenza delle murature per stati triassiali (1)

Le Normative indicano procedimenti di verifica delle murature per stati di tensioni piani,
ma può capitare di dover verificare uno stato di sollecitazione complesso triassiale.
Il criterio di resistenza comunemente accettato per materiali fragili e in particolare per
le murature, è quello di Mohr o della curva intrinseca. Si ricorda che nel caso di solle-
citazioni spaziali, le componenti normali e tangenziali della tensione su di un piano di
giacitura qualsiasi, sono date dalle coordinate di un punto compreso nell’area tratteggiata
racchiusa dai tre cerchi principali della Figura 1.6. I piani deboli di un materiale scarsa-

1. Quanto segue è uno stralcio del lavoro svolto con il prof. A. Gallo Curcio per le indagini sulla scala
ovale di Palazzo Barberini in Roma.

28 CAP. 1 - LE MURATURE

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 28 30/03/2018 09:47:07


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mente reagente a trazione (o taglio), sono quelli che a parità di tensione normale, han-
no maggiore tensione tangenziale e quindi sono quelli rappresentati dalla circonferenza
esterna: il cerchio esterno è quindi da solo sufficiente a determinare lo stato critico nel
quale inizia la rottura.

QUADERNI per la progettazione


In sintesi: si innesca rottura in un punto, quando il cerchio di Mohr maggiore, risulta tan-
gente alla curva intrinseca di quel materiale.
È impensabile conoscere però esattamente la curva intrinseca di un materiale per l’im-
possibilità di eseguire tutte le prove sperimentali: basta pensare alla trazione triassiale.
Per le murature la definizione della curava intrinseca è ancora più difficile data la natura
non omogenea del materiale; è però certo che il profilo di essa si presenta sempre molto
aperto, in quanto la resistenza a trazione è molto più piccola di quella a compressione
(K = ft,k/fm,k = 1/30 circa).
In genere l’inviluppo della curva critica può essere ben approssimato da una semiretta
tangente al cerchio critico della trazione pura (cerchio A della Figura 1.6) ed a quello
critico della compressione pura (cerchio B); il cerchio relativo al taglio puro (cerchio C),
non è molto indicativo in quanto posto troppo vicino a quello della trazione pura.

Figura 1.6 – Stato tensionale triassiale di una muratura

Il punto sull’asse σ che rappresenta la rottura per trazione triassiale (punto T della figura),
si può ottenere solo per estrapolazione e risulta molto vicino alla tensione di rottura per
trazione pura.
Avendo indicato con segno positivo le tensioni di trazione e con segno negativo quelle di
compressione, ponendo le tensioni principali σ1 > σ2 > σ3, per quanto detto sopra, risulta
che i piani deboli del materiale sono quelli rappresentati dai punti che si trovano sulla
circonferenza esterna di diametro definito dalle sole tensioni σ1, σ3.

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VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 29 30/03/2018 09:47:07


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Nelle murature risulta evidente che la crisi per trazione è determinante e non può essere
scongiurata modificando lo stato tensionale, in quanto una eventuale precompressione
laterale non fa altro che peggiorare la situazione, con un cerchio di maggior diametro.
Sulla crisi per compressione delle murature si può invece intervenire, e si interviene
usualmente, aumentando la tensione laterale σ3 mediante precompressione o frettaggio
(in modo da ridurre il diametro del cerchio di Mohr), ovvero migliorando le caratteristi-
che meccaniche della muratura.
Al fine di controllare lo stato di resistenza dei materiali che seguono il criterio della curva
intrinseca, indichiamo con σequiv la tensione equivalente ed il criterio di resistenza di Mohr
può essere espresso molto bene dalla relazione:

σequiv = σ1 − k σ3
Se un materiale risulta resistente allo stesso modo sia a compressione che a trazione
(K=1), la relazione sopra indicata diventa:

σequiv = σ1 − ε3
e ritorna il criterio della tensione tangenziale massima.

Nel caso di muratura, avremo:

σequiv = σ1 − σ3/30

Dato che normalmente il termine - σ3/30, è trascurabile rispetto σ1, il criterio di resistenza
diventa più semplicemente espresso dalla relazione:

σequiv = σ1
Tale risultato è molto importante, in quanto potremo dare un giudizio sullo stato critico
della muratura e sull’innesco di fessurazione per trazione, tenendo sotto controllo solo la
tensione normale principale massima di trazione del materiale.
In altri termini avremo fessurazione della muratura quando la tensione σ1 massima di
trazione, raggiunge circa il valore che si avrebbe nello stato ideale di trazione semplice
prossimo alla crisi (praticamente σ1 = τvko). È importante infatti osservare che la tensione
ultima di trazione pura del materiale (diametro del cerchio A: fv,t), è praticamente uguale
alla tensione ultima di taglio puro (raggio del cerchio C: τvk0).
Ovviamente la crisi puntuale del materiale non indica per forza l’incapacità dell’intera
struttura ad assolvere alla sua funzione statica. Per questo può essere utile eliminare le
zone fessurate per trazione o compressione e ripetere più volte il controllo della nuova
struttura che si viene a creare.

30 CAP. 1 - LE MURATURE

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 30 30/03/2018 09:47:07


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Così si spiega la formazione di un arco di scarico naturale stabile anche dopo il crollo di
porzioni di muratura.

QUADERNI per la progettazione


1.11 Instabilità delle pareti di muratura
Le pareti di muratura portante si possono considerare solo approssimativamente parago-
nabili a pilastri o aste verticali, perché gioca un ruolo fondamentale la presenza di even-
tuali vincoli laterali, quando posti a distanza efficace.
Il problema dell’instabilità viene semplificato dalla normativa vigente imponendo spesso-
ri minimi legati all’altezza della parete, come si vedrà meglio in seguito.
Interessa qui impostare invece il problema dell’instabilità in modo generale, anche se
limitato ai carichi agenti nel piano.
Una parete di muratura può essere assimilata ad una lastra verticale vincolata prudenzial-
mente a cerniera sui quattro lati; contrariamente a quanto succede per i pilastri, con l’au-
mento del carico, la lastra subisce ingobbamenti progressivi diventando instabile e poi
riacquistando stabilità, generando ingobbamenti successivi; naturalmente non è prudente
arrivare a questi livelli di sollecitazione.
Il carico critico del pannello murario proviene dalla soluzione esatta dell’equazione dif-
ferenziale dell’equilibrio; per unità di spessore si trova:
2 2
B  h2  B m⋅D h  2 B
N crit = π 2 2
 m +  =π 2 2 
2 
+  = Kπ
h  m⋅D  D  h m⋅D D2
E ⋅t3
B=
dove:12(1 − ν )
2

E ⋅t3
B=
(
12 1 − ν 2 )
2
m⋅D h 
K = +  coefficiente di amplificazione del carico critico per vincolamen-
 h m⋅D
2
m⋅D h 
K = + 
 to
h dellamlastra;
⋅D
ν=
Ncoefficiente di Poisson;
B
σ crit
m
crit
= = numero = Kdiπ semionde
2
di imbozzamento nella direzione dello sforzo normale;
t t ⋅ D2
h= altezza della lastra;
N crit B
Dσ =crit = lunghezza
= Kπ della
2
lastra;
t t ⋅ D2
τ= spessore della lastra
B
N crit = 4π 2
D2 31
B
N crit = 4π 2 2
D
VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 31 30/03/2018 09:47:07
2
m⋅D h 2
K =  m ⋅ D + hPagine

K = h + m ⋅ D  tratte da www.epc.it - Tutti i diritti riservati
 h m⋅D

Ovviamente la tensione critica:


N B
σ crit = Ncrit
crit = K
π 22 B 2
σ crit = t = Kπ t ⋅ D 2
t t⋅D

Considerando che K è minimo quando m = h/D, risulta K = 4 e quindi:

B
N crit = 4π 22 B2
N crit = 4π D 2
D
ed è indipendente dal valore h
Ai fini pratici per valori h/D < √ 2 la lastra si imbozza con m = 1, e poi per valori m=2 e
così via.

Figura 1.7 – Vincolamento delle murature

Volendo assimilare la lastra-parete muraria agli elementi prismatici e parlare in termini di


snellezza, si può porre:
E
σ crit = π22 E2
σ crit = π λ2
λ
Con la snellezza:

h
λ = ρh
λ=ρ i
i
dove:
h = altezza geometrica della parete
m
ρ= 2
32 CAP. 1 m 2 m
- LE h
MURATURE
ρ= + 
 hD 2
 
m2 +  
D
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h Pagine tratte da www.epc.it - Tutti i diritti riservati
λ=ρ
i

i = giratore d’inerzia; per sez. rettangolari i = t/ √12 = 0,29 ∙ t.


m
ρ=
2
= coefficiente di vincolo
2 h
m + 

QUADERNI per la progettazione


D

Si ricorda che per un pilastro il coefficiente di vincolo assume valori diversi a seconda del
tipo di vincolo presente in testa ed al piede dell’asta:
ρ = 1,00 per cerniera-cerniera
ρ = 0,70 per cerniera-incastro
ρ = 0,50 per incastro-incastro
per le lastre verticali appoggiate sui quattro lati si hanno invece i seguenti valori tabellati:

Tabella 1.15 – Coefficienti di vincolo

m=1 m=2
h/D 0,20 0,40 0,60 0,80 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80 2,00
ρ 0,96 0,86 0,73 0,61 0,50 0,41 0,34 0,30 0,28 0,25
K 27,04 8,41 5,14 4,20 4,00 4,13 4,47 4,20 4,04 4,00

Si osserva che il coeff. di vincolo di una lastra verticale appoggiata su quattro lati e con
h/D = 1 equivale a quello di un pilastro con vincolo di incastro perfetto in testa ed al piede.
Valori più elevati di quelli tabellati si hanno per vincoli più efficaci (semincastro).
La normativa tecnica semplifica il procedimento definendo, con diversa simbologia, una
snellezza convenzionale ed imponendo che questa sia inferiore ad un valore prefissato.

λconv. = ho /t = ρ h/t

dove:
ho lunghezza libera d’inflessione della parete: ρ h
h altezza libera di piano
ρ fattore laterale di vincolo

Il fattore di vincolo assume valore 1 per muro isolato e valori tabellati di seguito quando
il pannello è privo di aperture (porte e finestre) e irrigidito efficacemente da due muri
trasversali di spessore superiore a 20 cm, posti a distanza D.

33

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LA TUTELA DEI DATI NEL SETTORE SALUTE

Pagine omesse dall’anteprima del volume

Finito di stampare
nel mese di febbraio 2017
presso la Tipografia CSR S.r.l. - Roma
per conto della EPC S.r.l. Socio Unico
Via dell’Acqua Traversa 187/189 - Roma 00135

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TUTELA DATI SANITARIO.indb 564 27/02/2017 12:08:37


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CAPITOLO 6

MODELLAZIONE DELLE STRUTTURE

QUADERNI per la progettazione


DI MURATURA IN ZONA SISMICA

La fase della modellazione strutturale è di fondamentale importanza, perché bisogna co-


gliere e schematizzare quella che è la situazione più vicina alla realtà, soprattutto per
quanto concerne la distribuzione delle masse e la distribuzione delle rigidezze.
Un edificio in muratura, se ben costruito o consolidato, è una struttura alquanto comples-
sa ed il suo comportamento sotto azione sismica è di tipo “scatolare”, tanto da resistere
molto bene alle azioni orizzontali.
In molti casi si può considerare un modello semplificato, costituito da elementi resistenti
piani a telaio o a parete, collegati da elementi orizzontali.
Gli elementi orizzontali (solai) si possono considerare di solito dotati di grande rigidezza
nel piano, capaci di ripartire le forze sismiche tra le pareti della struttura, specie se trattasi
di nuovi edifici; i vecchi fabbricati, se non ben consolidati, non hanno questa capacità: i
solai (lignei o con travi di acciaio) e le travi di piano, si presentano molto spesso sconnes-
si e scollegati dalle murature.
Se i diaframmi orizzontali sono sufficientemente rigidi, il modello della struttura si sem-
plifica notevolmente secondo uno schema con tre gradi di libertà per piano (due traslazio-
ni ed una rotazione rigida) ed una massa concentrata nel baricentro di ogni piano. In ogni
caso occorre considerare un’eccentricità accidentale del baricentro delle masse di ogni
piano almeno del ±5% della sua dimensione massima, in direzione ortogonale all’azione
sismica; questa deve combinarsi in modo più sfavorevole con quella effettiva.

6.1 Modellazione della struttura per azioni nel piano delle pareti
Per gli edifici regolari in pianta, già visti, è consentito considerare due modelli piani se-
parati, ciascuno nelle due direzioni principali ortogonali di pianta.
Il modello più semplice, ma anche più gravoso, è quello a mensole; esso considera pareti
di muratura continue dalla fondazione alla sommità, collegate ai soli fini traslazionali alle
quote dei solai.

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Un modello che invece “alleggerisce” le sollecitazioni sui setti murari, anche se non
molto veritiero per pannelli murari, è quello a telaio, perché mette in conto il contributo
flessionale e a taglio dei traversi (architravi); in tal caso essi vanno verificati opportuna-
mente. Di seguito si fa vedere che un architrave di calcestruzzo armato, con il suo modulo
elastico ben più elevato della muratura, costituisce un elemento capace molte volte di
realizzare uno schema vicino a quello shear-type (traverso rigido).
Si riporta in Figura 6.1 un semplice modello a pareti resistenti con aperture, di un fab-
bricato di muratura, al fine di studiare l’effetto dei collegamenti di piano sulle pareti; la
struttura sia sollecitata nel piano da un carico uniforme orizzontale (q).
L’analisi può essere condotta correttamente e in modo generale con programmi di calcolo
agli elementi finiti, ma per il semplice schema della figura valgono considerazioni anali-
tiche che portano a risultati, che sebbene limitati, sono di un certo interesse.

Figura 6.1 – Schema a pareti resistenti

92 CAP. 6 - MODELLAZIONE DELLE STRUTTURE DI MURATURA IN ZONA SISMICA

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 92 30/03/2018 09:47:12


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La soluzione del problema elastico, in forma chiusa semplificata a traversi distribuiti,


conduce ai risultati dell’andamento dei momenti flettenti M1, M2 alla base di ciascuna
parete. Tali risultati sono tanto più affidabili quanto più è grande il rapporto H/b.

QUADERNI per la progettazione


J1  1 S* 
M 1 = T0 H  − 2d ψ (α )
J1 + J 2  2 J 

J 2 1 S* 
M 2 = T0 H  − 2d ψ (α )
J1 + J 2  2 J 

dove:
T0 Taglio alla base (q x H)
H altezza totale della costruzione
J1 momento d’inerzia della parete più grande (1/12 t · L13)
J2 momento d’inerzia della parete più piccola
2d distanza dei baricentri delle due pareti
S* momento statico rispetto al baricentro delle due sezioni di una delle due pareti
S* = 2d / (1/A1 + 1/A2)
J momento delle due sezioni rispetto al loro baricentro: J = J1 + J2 + 2d · S*

La funzione ψ(α) dipende dal materiale costituente le pareti ed il traverso, e dalle loro
caratteristiche geometriche:
1 sinh(α ) 1  1 
ψ (α ) = − + 2 1 − cosh(α ) 
2 α ⋅ cosh(α ) α  

Ovviamente le funzioni seno e coseno iperbolico sono date da:

1 α
sinh(α ) =
2
(
e − e −α )

1 α
cosh(α ) =
2
(
e + e −α )
dove:
α=ω·H
 3E J 5 G t At  d⋅J 
ω =  t t
+  
 E p a 6 Epa  2( J + J )h ⋅ S 
3 *
 1 2 

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Quindi il procedimento di controllo consiste nel valutare prima il coefficiente ω della


struttura, poi α, quindi ψ(α), ed infine M1 ed M2 alla base delle pareti.
In Figura 6.2 si riporta la funzione ψ(α), dalla quale si evidenzia che:

Figura 6.2 – Funzione Ψ(α)

–– valore del parametro α = 0; ψ = 0 indica un traverso privo di ogni rigidezza ed un fun-


zionamento delle pareti di muratura a mensole indipendenti;

–– valori del parametro α > 9; ψ = 0,40 indica traversi sufficientemente rigidi;

–– valori del parametro α > 20; ψ = 0,45 indica traversi molto rigidi ed un funzionamento
tipo shear-type della struttura.

Nel caso in esame, considerando i seguenti parametri geometrici e meccanici della co-
struzione:

H = 9,00 m altezza dell’edificio

h = 3,00 m altezza interpiano

Ep = 72.000 daN/cm2 modulo elastico di buona muratura di mattoni pieni

Et = 250.000 daN/cm2 modulo elastico calcestruzzo

G = 0,4 E moduli elastici tangenziali

2d = 3,85 m distanza baricentri delle due pareti

2a = 1,20 m vano di apertura

94 CAP. 6 - MODELLAZIONE DELLE STRUTTURE DI MURATURA IN ZONA SISMICA

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 94 30/03/2018 09:47:13


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Risulta quanto segue:

Tabella 6.1 – Pareti Ep = 74800 daN/cm2

QUADERNI per la progettazione


AREA MOMENTO INERZIA MOMENTO STATICO MOMENTO INERZIA
PARETE N.
A J = 1/12 t L3 S* = 2d/(1/A1+1/A2) J = J1+J2+2dS*
2 0,54 0,146
1,373 6,504
1 1,05 1,072
A1+A2 = 1,59 J1+J2 = 1,218

Tabella 6.2 – Traversi

Traverso Jt At ω α=ωH ψ M2 M1
Muratura
0,30 x 0,70 0,0086 0,21 0,55 4,95 0,34 0,033 ToH 0,243 ToH
Et = 74800
Cordolo c.a.
0,30 x 0,30
0,0007 0,09 0,50 4,50 0,33 0,028 ToH 0,204 ToH
Et =250000
Gt =100000
Rigidezza 0 Mensola verticale 0,00 0,060 ToH 0,440 ToH

Come si vede, il traverso 30 x 70 cm di muratura realizza una buona condizione di vinco-


lo; quasi lo stesso effetto avrebbe un cordolo di c.a. 30 x 30 cm, in virtù dell’alto modulo
elastico del materiale.
Nel secondo caso, facendo riferimento alla parete n. 1 (più rigida), risulta che lo stesso
momento flettente (M1) si avrebbe pensando di applicare il taglio di sua competenza:

T1 = To · J1 / (J1 + J2) = 0,88 · To

a distanza (z) dalla base, in modo che:

0,88 · To · z = 0,204 · To · H

dalla quale si ricava:

z = 0,232 · H = 2,08 m

Mentre per il modello sher-type si avrebbe: z = h / 2 = 1,5 m


Si conferma pertanto che il punto di momento nullo del pannello si trova poco più in alto
del modello a telaio con traversi infinitamente rigidi, ma entro l’altezza di piano.
Nel consolidamento di vecchie murature di pietrame, con basso modulo elastico, l’effetto

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Capitolo6 Modellazione di strutture di muratura


del cordolo di c.a. verrebbe molto esaltato e lo schema si avvicinerebbe ancora di più a
quello di traverso rigido.
Altre curve per carichi distribuiti
Valetriangolari
la pena eevidenziare
per altre situazioni
che laplanimetriche
riduzione dei delle
momenti alla base
pareti sono reperibili nella letteratura tecnica (Vedi bibliografia).
flessionale dei traversi, comporta un maggior impegno assiale dei m
deriva dall’equilibrio alla rotazione del sistema.
Vale la pena evidenziare che la riduzione dei momenti alla base, per effetto flessionale dei
traversi, comporta un maggior Sempre
impegno nel
assiale dei di
caso montanti e ciò30x30
traverso deriva cm
dall’equilibrio
di c.a., si avrebbe, con rif
alla rotazione del sistema. figura 6.1:

Sempre nel caso di traverso 30 x 30 cm di c.a., si avrebbe,


To ⋅ H con
/2=riferimento
0,028 ⋅ To ⋅alla
H +Figura
0,204 6.1:
⋅ To ⋅ H + ∆N ⋅ 2d
To · H / 2 = 0,028 · To · H + 0,204 · To · H + ΔN · 2d
e per ogni parete una variazione di sforzo normale:

e per ogni parete una variazione di sforzo normale:


∆N =± 0,268 ⋅ To ⋅ H / 2d =± 0,268 ⋅ To ⋅ 9,00
= / 3,85 ± 0,626 ⋅ T

ΔN = ± 0,268 · To · H / 2d = ± 0,268 · To · 9,00 / 3,85 = ± 0,626 · To


Per quanto riguarda il taglio dei traversi, alle varie altezze si ottiene
relazione:
Per quanto riguarda il taglio dei traversi, alle varie altezze si ottiene la seguente relazione:
S* ⋅h
T (ξ ) = To ⋅ Φ (α , ξ )
J

dove: dove:

ξ=z/H ξ = z/H
α ⋅ cosh[α ⋅ (1 − ξ )] − sinh(α ⋅ ξ )
Φ = 1− ξ −
α ⋅ cosh(α ) α ⋅ cosh[α ⋅ (1 − ξ )] − sinh(α ⋅ ξ )
Φ = 1− ξ −
α ⋅ cosh(α )
Le curve che rappresentano tale funzione sono rappresentate nella Figura 6.3.
Nel caso in esame,Modellazione
Capitolo6 per il traverso dic.a.
Le di strutture
curve che
30 di
cmmuratura
rappresentano
x 30 del primo tale funzione
piano, sono6rappresentate nella fig
avendosi:
ξ = z / H = 3 / 9 = 0,33
α α= =4,95
4,95

sisiottiene:
ottiene:

ΦΦ==
0,44
0,44

e equindi
quindiililtaglio
taglio su
su questo
questotraverso:
traverso:

1,373 ⋅ 3,00
T (0,33) = To ⋅ 0,44 = 0,28 ⋅ To
6,504

IlIlmomento
momentosollecitante
sollecitantelo
lo stesso
stessotraverso
traverso(momento
(momentodidiuna
unacoppia
coppiadidiforze-taglio):
forze-taglio):

M = T ⋅ 2a = 0,28 ⋅ To ⋅1,M
20 =
= 0T,34 ⋅ To=
· 2a 0,28 · To · 1,20 = 0,34 To

96 CAP. 6 - MODELLAZIONE DELLE STRUTTURE DI MURATURA IN ZONA SISMICA


6.2 Modellazione della struttura per azioni ortogonali al piano
delle pareti

Per la verifica alle azioni sismiche ortogonali alle pareti il modello più semplice e
VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 96 30/03/2018 09:47:13
cautelativo è quello di un elemento prismatico verticale doppiamente articolato in
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Figura 6.3 QUADERNI per la progettazione

6.2 Modellazione della struttura per azioni ortogonali


al piano delle pareti
Per la verifica alle azioni sismiche ortogonali alle pareti il modello più semplice e caute-
lativo è quello di un elemento prismatico verticale doppiamente articolato in testa ed al
piede, sollecitato da uno sforzo normale e dotato di una propria massa; un modello più
completo può essere quello a lastra verticale vincolata sui lati.
Per questo tipo di verifica occorre conoscere la posizione in alzato del pannello murario
ed il suo primo periodo fondamentale di vibrazione, da confrontare con quello dell’intera
struttura.

97

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 97 30/03/2018 09:47:13


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6.2.1 Periodo fondamentale di vibrazione di un elemento prismatico verticale


doppiamente articolato e soggetto ad un carico verticale

La normativa non obbliga ad un calcolo rigoroso del primo periodo di vibrazione del
pannello di muratura; lo schema che segue ha invece un ottimo grado di precisione e
considera il fatto fisico che uno sforzo di compressione di un elemento verticale compres-
so riduce il periodo di oscillazione (orizzontale).

Figura 6.4 – Azioni fuori piano (ortogonali al piano)

La frequenza radiale (pulsazione) fondamentale di un elemento prismatico verticale può


essere valutata con le relazione:

π4 E⋅J  P 
ω2 = g 1 − 
h4 A ⋅ γ  Pcrit 

dove:
P sforzo normale verticale sul pannello
Pcrit ρ2 E J / h2 sforzo normale che rende ω = 0; T = ∞
g accelerazione di gravità
J 1/12 D t3 modulo d’inerzia della sezione
E modulo elastico del materiale
h altezza del pannello
A area della sezione orizzontale
γ peso specifico del materiale (es. daN/cm3)

Il periodo fondamentale risulta: Ta = 2π / ω

98 CAP. 6 - MODELLAZIONE DELLE STRUTTURE DI MURATURA IN ZONA SISMICA

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 98 30/03/2018 09:47:13


E modulo elastico del materiale
h altezza del pannello
A area della sezione orizzontale
γ peso specifico delPagine
materiale
tratte (es.daN/cm
da www.epc.it) - Tutti i diritti riservati
3

Il periodo fondamentale risulta: Ta = 2π / ω

6.2.2 Periodo fondamentale


6.2.2 Periodo fondamentaledi vibrazione di una lastra di una lastra con
di vibrazione
vincoli di di
con vincoli articolazione sui
articolazione sui quattro
quattro lati lati.

QUADERNI per la progettazione


Con riferimento alla Fig. 6.4, si può calcolare la frequenza ed il periodo proprio fonda-
Con riferimento alla Fig.6.4, si può calcolare la frequenza ed il periodo proprio
mentale di una lastra
fondamentale di unavincolata a cerniera
lastra vincolata sui quattro
a cerniera suilati, con lalati,
quattro seguente
con la espressione:
seguente
espressione:
π 1 1  B⋅g π 1 1  B⋅g
= f  +  f =  2 + 2
2  h2 D2  γ ⋅ t 2 h D  γ ⋅t

dove:

E ⋅t3
B=
12(1 − ν 2 )

Se la
Se la parete
paretenon
nonhahavincoli
vincoliverticali,
verticali,oosesequesti
questivincoli
vincolisono
sonoinefficaci,
inefficaci,oosese D>>h,si può
D>>h,
si può porre2 1 / D2 = 0 e quindi l’espressione si semplifica:
porre 1 / D = 0 e quindi l’espressione si semplifica:
π 1 B⋅g
f = π 21 B ⋅ g
f =2 h 2 γ ⋅ t
2h γ ⋅t
Ovviamente il periodo fondamentale della lastra: Ta = 1 / f
Ovviamente il periodo fondamentale della lastra: Ta = 1 / f

6.3 Strutturemiste
6.3 Strutture miste con
con pareti
paretididimuratura
muratura

Per
Per le
le costruzioni
costruzioni realizzate
realizzate con
con pareti
paretididimuratura
muraturaordinaria
ordinariaooarmata,
armata,è èpossibile
possibilel’inse-
l’inserimento di elementi strutturali di altro materiale (calcestruzzo
rimento di elementi strutturali di altro materiale (calcestruzzo armato, acciaio, armato,
ecc.) per
acciaio,ecc) per sopportare carichi verticali. In ogni caso le azioni sismiche devono
sopportare carichi verticali. In ogni caso le azioni sismiche
essere assorbite da elementi costituiti dallo stesso materiale.
devono essere assorbite da
elementi costituiti dallo stesso materiale.
Quando le azioni sismiche sono affidate integralmente a strutture di c.a. o acciaio, esse
vanno progettate nel rispetto delle norme relative. Nel momento in cui il professionista
decide invece di rendere compartecipe la resistenza sismica delle strutture murarie con
quelle di alta tecnologia, è necessario procedere con l’analisi non lineare.
Particolare attenzione dovrà essere indirizzata alla verifica dei collegamenti tra queste
strutture miste ed alla compatibilità delle deformazioni.
Sono consentite anche costruzioni che abbiano una zona inferiore costituita da muratura
ed un piano sovrastante costituito da strutture di c.a., acciaio, legno, ecc.; in tal caso oc-
corre che siano soddisfatte tutte le prescrizioni che seguono:

–– siano rispettate le limitazioni in altezza valide per gli edifici in muratura per l’intero

99

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 99 30/03/2018 09:47:13


Quando
Quando
Quando
Quando lele
le azioni
le azioni
azioni
azionisismiche
sismiche
sismiche
sismiche sono
sono
sono
sono affidate
affidate
affidate
affidate integralmente
integralmente
integralmente
integralmente aaastrutture
astrutture
strutture
strutture didi
di dic.a.
c.a. oooacciaio,
c.a.
c.a. oacciaio,
acciaio,
acciaio,
esse
esse
esse vanno
vanno progettate
progettate nel
nel rispetto
rispetto delle
delle norme
norme
esse vanno progettate nel rispetto delle norme relative. Nel momento incui
vanno progettate
Pagine nel
tratte rispetto
da www.epc.itdelle- norme
Tutti i relative.
relative.
relative.
diritti riservati Nel
NelNelmomento
momento
momento in
in incuicuiilililil
cui
professionista
professionistadecide
professionista
professionista decide
decide
decide invece
invece
invece
invece didi
di direndere
rendere
rendere
rendere compartecipe
compartecipe
compartecipe
compartecipe lala
la laresistenza
resistenza
resistenza
resistenza sismica
sismica
sismica
sismica delle
delle
delle
delle
strutture
strutture
strutture murarie
murarie
murarie con
conconquelle
quelle
quelle di
di alta
di
altaalta tecnologia,
tecnologia,
tecnologia, è
è ènecessario
necessario
necessario
strutture murarie con quelle di alta tecnologia, è necessario procedere con l’analisi procedere
procedere
procedere con
concon l’analisi
l’analisi
l’analisi
non
nonnon
non lineare.
lineare.
lineare.
lineare.
Particolare
Particolare
Particolare attenzione
Particolareattenzione
attenzione dovrà
attenzionedovrà dovrà essere
dovràessere
essere indirizzata
essereindirizzata
indirizzataalla
indirizzata alla verifica
allaverifica
alla verificadei
verifica dei collegamenti
deicollegamenti
dei collegamentitra
collegamenti tra tra
tra
queste
queste
queste
edificio strutture
strutture
strutture
queste(muratura miste
miste
miste
strutture emiste ed
ed ed alla
alla
alla
sovrastruttura compatibilità
compatibilità
compatibilità delle
delle
delle
di altro materiale);
ed alla compatibilità deformazioni.
deformazioni.
deformazioni.
delle deformazioni.
Sono
–– la Sono
Sono
Sono consentite
consentite
sovrastruttura
consentite
consentite anche
anche
inanche
altro
anche costruzioni
costruzioni
materiale che
sia ben
costruzioni
costruzioni checheabbiano
abbiano
ancorata
che abbiano
abbiano una
nel
unauna zona
zona
cordolo
una zona
zona inferiore
sommitale
inferiore
inferiore costituita
inferiorecostituita
costituita
della da
strut-da
costituita da
da
muratura
muratura
muratura
tura ed
ed
muraria;
muratura ed
ed un
un un
un piano
piano
piano
piano sovrastante
sovrastante
sovrastante
sovrastante costituito
costituito
costituitoda
costituito
dadastrutture
strutture
da strutturedidi
strutture
di c.a.,
di
c.a.,
c.a.,acciaio,
c.a., acciaio,
acciaio,
acciaio, legno,
legno,
legno,
legno, ecc.;
ecc.;
ecc.;
ecc.;
inin
in intal
tal
talcaso
tal caso
caso
caso occorre
occorre
occorre
occorre che
che che
che siano
sianosiano
siano soddisfatte
soddisfatte
soddisfatte
soddisfatte tutte
tutte
tutte
tutte lele
le leprescrizioni
prescrizioni
prescrizioni
prescrizioni che
che che
che seguono:
seguono:
seguono:
seguono:
-- - siano
siano
–– il -calcolo con siano
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rispettate
rispettate
analisi le
le lelimitazioni
limitazioni
limitazioni
staticalelineare
rispettate limitazioni in
in
prevedainaltezza
altezza
altezza valide
valide
valide
una distribuzione
in altezza per
perper
valide per di gli
gli edifici
gli edifici
edifici
gli forze inin
in inmuratura
muratura
muratura
edificicorrispondente
muratura per
per
per
per
l’intero
l’intero
l’intero
l’intero edificio
edificio
edificio
edificio (muratura
(muratura
(muratura
(muratura e
e sovrastruttura
e sovrastruttura
sovrastruttura
e sovrastruttura di
di dialtro
altroaltro materiale);
materiale);
materiale);
di altro materiale);
alla primala deformata fondamentale elastica, calcolata inancorata
modo accurato, tenendo conto
-- -- lala la sovrastruttura
sovrastruttura
sovrastruttura
sovrastruttura inin
in in altro
altroaltro
altro materiale
materiale
materiale
materiale sia
sia sia
sia ben
ben ben
ben ancorata
ancorata
ancorata nel
nel nel
nel cordolo
cordolo
cordolo
cordolo sommitale
sommitale
sommitale
sommitale
della
della
della
della variazione
struttura
struttura
struttura di rigidezza con l’altezza. È ammesso assumere quale prima forma
muraria;
muraria;
muraria;
della struttura muraria;
-- --
modale ilil ililcalcolo
quella calcolo
calcolo con
calcolo con
desumibile con analisi
conanalisi
analisi
dagli
analisi statica
statica
spostamenti
statica lineare
staticalineare
lineare
statici
lineare preveda
preveda
preveda
dei piani
preveda una
una distribuzione
unadistribuzione
ottenuti
una distribuzione
con forzedi
distribuzione di forze
diforze
“stan-
di forze
forze
corrispondente
corrispondente
corrispondente alla
allaalla prima
prima
prima
dard”, distribuite linearmente con l’altezza;
corrispondente alla prima deformata
deformata
deformata
deformata fondamentale
fondamentale
fondamentale
fondamentale elastica,
elastica,
elastica,
elastica, calcolata
calcolata
calcolata
calcolata in
in in
in modo
modomodo
modo
accurato,
accurato,tenendo
accurato,
accurato, tenendo
tenendoconto
tenendo conto
contodella
conto della
della variazione
dellavariazione
variazionedi
variazione didi rigidezza
dirigidezza
rigidezzacon
rigidezza con l’altezza.
conl’altezza.
con l’altezza.E’
l’altezza. E’E’ ammesso
E’ammesso
ammesso
ammesso
assumere
assumere
assumere
–– laassumere
verifica conquale quale
quale
quale prima
prima
prima
analisi forma
forma
lineare
prima forma
forma modale
modale
modale
dellemodale
murature quella
quella
quella desumibile
desumibile
desumibile
facciadesumibile
quella dagli
dagli
dagli
riferimentodagli spostamenti
spostamenti
spostamenti
ai coefficienti
spostamenti statici
statici
statici
di compor-
statici dei
deidei
dei
piani
piani
piani ottenuti
ottenuti
ottenuti
piani ottenuti con
con con
con forze
forzeforze
forze “standard”,
“standard”,
“standard”,
“standard”, distribuite
distribuite
distribuite
distribuite linearmente
linearmente
linearmente con
con con l’altezza;
l’altezza;
l’altezza;
tamento
-- -- (q)
lala
la la già
verificavisti
verifica
verifica con
con al
con par.
analisi
analisi
analisi (vedi
5.7lineare
lineare
lineare pag.
delle 85)
delle
delle e linearmente
muraturela verifica
murature
murature faccia
faccia
faccia
construttura
della l’altezza;sovrastante
riferimento
riferimento
riferimento aiai
ai coefficienti
ai coefficienti
coefficienti
verifica con analisi lineare delle murature faccia riferimento coefficienti
si
di riferisca
didi
dicomportamento
comportamento
comportamento al valore (q) q(q)previsto
(q)già già visti peral
visti ial
materiali
Cap.5.7
Cap.5.7 eusati
ela la ed alla della
verifica
verifica sua
dellaeventuale
della struttura
strutturaregolarità,
sovrastante
sovrastantecon sisi
comportamento (q) già visti al Cap.5.7 e la verifica della struttura sovrastantesi
già visti al Cap.5.7 e la verifica struttura sovrastante si
riferisca
riferisca
qriferisca
non al
al
superiore valore
al valore
valore al qq previsto
q previsto
previsto
valore 2,5; per
per per ii materiali
i materiali
materiali usati
usati
usati
riferisca al valore q previsto per i materiali usati ed alla sua eventuale regolarità; ed
ed edalla
alla
alla sua
suasua eventuale
eventuale
eventuale regolarità;
regolarità;
regolarità;
-- -- ii collegamenti
icollegamenti
icollegamenti
collegamenti tra
tra tra
tra lele
le ledue
due due
due strutture
strutture
strutture
strutture sovrastanti
sovrastanti
sovrastanti
sovrastanti siano
siano
siano
siano verificati
verificati
verificati
verificati localmente
localmente
localmente
localmente con
concon
con
aumento
aumento
–– iaumento
collegamenti
aumento del
del del30%
del
30% 30%
tra
30% delle
delle
ledelle
due
delle forze
forzeforze
strutture
forze calcolate.
calcolate.
calcolate.
sovrastanti siano verificati localmente con aumento
calcolate.
del 30% delle forze calcolate.

10.
10.
10.
10. ESEMPIO
10.ESEMPIO
ESEMPIO
ESEMPIO
ESEMPIO DI
DI CALCOLO
DICALCOLO
CALCOLO
DI CALCOLO
DI CALCOLO
SiSi
Si calcola
calcolaililililperiodo
Sicalcola ilperiodo fondamentale
periodofondamentale
fondamentaledi dididivibrazione
vibrazione
vibrazione approssimato
approssimato
approssimato dididiuna
di una
una buona
buona
buona parete
parete
parete dididi
calcola
calcola periodo
periodo fondamentale
fondamentale di vibrazione
vibrazione approssimato
approssimato di una una buona
buona parete didi
parete
muratura
muratura
muratura
muratura dididi
di mattoni
mattonimattoni
mattoni con
concon
con E=74800
E=74800
E=74800
E=74800 daN/cm
daN/cm
daN/cm
daN/cm
22,, ν
2 =
2,ν, ν =0,20,
0,20, dididi
0,20,di
=ν=20,20, spessore
spessore
spessore
spessore 30
30 30 cm,
30
cm,cm,
cm, altezza
altezza
altezza
altezza 300
300300
300 cm,
cm,cm,
cm,
muratura
lunghezza
lunghezza 4di4m, mattoni
m, consui
vincolata
vincolata Esuiquattro
= quattro
74800 latidaN/cm
latie esoggetta , ν =
soggetta ad0,20,
adun un di spessore
carico verticale
carico verticale30 cm, altezza
(sforzo
(sforzonormale)
normale)
lunghezza
lunghezza 4 m, vincolata
4 m, vincolata sui quattro
sui quattro lati e soggetta
lati e soggetta ad un carico
ad un carico verticale
verticale (sforzo normale)
(sforzo(sforzo
normale)
P=
P= 300 cm,
P= 48000
48000
48000 lunghezza
daN.
daN. daN. 4 m, vincolata sui quattro lati e soggetta ad un carico verticale
P= 48000 daN.
normale) P = 48000 daN.

a)a)
a) Calcolo
a) Calcolo
Calcolocome
Calcolo
come
comeelemento
come
elemento
elementoprismatico
elemento
prismatico
prismaticoverticale
prismatico
verticale ,, con
verticale
verticale ,con
,convincolo
con didi
vincolo
vincolo di
vincolo articolazione
di articolazione
articolazione
articolazione
a) Calcolo come elemento prismatico verticale, con vincolo di articolazione
Modulo
Modulo
Modulo
Modulod’inerzia
d’inerzia della
d’inerzia
della
d’inerzia sezione:
della sezione:
sezione:
della sezione:
Modulo d’inerzia della sezione:
11 1 33 3 1111
J == 1D
JJ J== D⋅D
⋅tt ⋅ t=3= = 400
400 30
⋅⋅30
400 33 3
⋅ 30=3=99=⋅⋅10 55 5 44 4
910⋅ 10 cmcm4
5cm
12 12D ⋅ t =
1212 12400 ⋅ 30 = 9 ⋅ 10 cm
1212
12

Carico
Carico
Caricocritico:
Carico critico:
critico:
Carico critico:
critico:
ππ 2π
2 2
EE ⋅ JJ⋅ J 33,14
2 ⋅E ,1422 2
3,14 74800
⋅2⋅74800 ⋅⋅99⋅ ⋅9⋅910
⋅ 74800 10 55 5
10
⋅ ⋅10
====π 22E 2⋅ J====3,14 ⋅ 74800
5 66 6
PPcrit
PPcrit
crit 2 2
===77=,7,37
37
7,37
,3710
⋅⋅10 10
⋅ ⋅10 daN
6daNdaN
daN
crit hhhh2 300
300300
2
300 2

eeequindi:
quindi:
e quindi:
quindi:
quindi:
π 4π4 4E4E ⋅E⋅ JJ⋅ J   PPPP 
2 2 π
ωωω2ω === π44 4 E ⋅ Jgggg11−
2= −1 −  
hhhh4AAA ⋅A⋅γγ⋅⋅γγ  1 −PPcrit
PPcrit
crit  
 crit 

44 4 55 5
33,14
,14
3,14 74800⋅⋅99⋅⋅⋅910
74800
4 74800 10
⋅ 105   48000 
48000
48000
 −1 − 48000  ==33=,,67
ωωω2ω2= =3,14 74800 ⋅ 9 ⋅ 10 981
2 2 44 4 44 4
= =300
300
300 3030
44 4
430 400
⋅ 400
⋅⋅400
98111−
981
0,0018981
⋅⋅00,⋅,0018
0018 1 −77,,37
37
7,37 10
⋅ 10
⋅⋅10 6 
67 10
⋅⋅10
3,67 ⋅ 10((411−(−10−
0,,0065
0065)) ==)33=,,65
0,0065
66 6 = 3,67 ⋅ 10 (1 − 0,0065) = 3,65 ⋅ 10
65 10
⋅⋅10
3,65 ⋅ 104

300 30 ⋅ 400 ⋅ 0,0018   7,37 ⋅ 10 


Dentro
Dentro
Dentroparentesi
Dentro parentesi
parentesi
parentesi èèèvalutato
èvalutato
valutato
valutato l’effetto
l’effetto dello
l’effetto
dello
l’effetto sforzo
dello
sforzo
dello sforzonormale,
sforzo
normale, PPP;P; si
normale,
normale, ;si;sisi
può
può puòben
può
ben
bennotare
ben
notare
notareche
notare
che
chenei
che
nei casi
nei
casi
nei casi
casi
normali
normali esso
normali esso
esso
normali essoèèètrascurabile.
trascurabile.
ètrascurabile.
trascurabile.
100 CAP. 6 - MODELLAZIONE DELLE STRUTTURE DI MURATURA IN ZONA SISMICA

VOLUME_PROGETTO E VERIFICA.indb 100 30/03/2018 09:47:14


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Capitolo6 Modellazione Modellazionedidistrutture strutturedidimuratura


muratura 9
Capitolo6
Capitolo6
Capitolo6 Modellazione
Modellazione didistrutture
strutture didimuratura
muratura 999
Capitolo6 Modellazione
Capitolo6
Capitolo6 Modellazionedididistrutture
Modellazione strutturedididimuratura
strutture muratura
muratura 999
Dentro parentesi è valutato l’effetto dello sforzo normale, P; si può ben notare che nei
casi normali esso è trascurabile.
ω ω= = 3,365 ,65⋅ 10⋅ 104
4
= 191 rad / s
4 = 191 rad / s
ωω== 33,65 , 65 ⋅ 10
⋅ 10 4= 191 rad / s
4 4 = 191 rad / s
ωωω=Il=periodo 3,65
= 33,65,65 ⋅ 10
⋅ 10 4 ==191 191rad rad/ /s/ss
rad

QUADERNI per la progettazione


⋅ 10 = 191
fondamentale
Il periodo fondamentale didioscillazione
oscillazioneorizzontale
orizzontaledella
dellaparete
pareterisulta:
risulta:
IlIl Ilperiodo
periodo
periodo fondamentale
fondamentale
fondamentale di
didioscillazione
oscillazione
oscillazioneorizzontale
orizzontale
orizzontaledella
della
dellaparete
parete
pareterisulta:
risulta:
risulta:
Ilperiodo
periodofondamentale
fondamentaledidioscillazioneoscillazioneorizzontale
orizzontaledella
dellaparete
pareterisulta:
risulta:
IlIlperiodo
Ta = π2πfondamentale
TTTaa ===22π //ωω/ ω== =66,,628
28,28/ 191
/
/ 191
191 ==
= 0
,032s s orizzontale della
0,,0032
di oscillazione
032 s
parete risulta:
2π // ω ω = 66,28 ,,28
28 //191 032 s
191 = 00,,032
TTTa=a == 2πππ/ ω ,032 sss
a 22 / ω==6=6,28 / 191==0=0,032
a / 191
b)b) Calcolo
Calcolocomecomelastra
lastracon
convincoli
vincolididiarticolazione
articolazionesui
suiquattro
quattrolati
lati
b)b)Calcolo
Calcolocomecome
Calcolo come lastra con
lastra
come lastra con
lastra con vincoli
vincoli
con vincolididiarticolazione
vincoli di articolazione
di articolazionesui
sui
articolazione suiquattro
quattro
sui quattrolati
lati
quattro lati
lati
b) Calcolo
Calcolo
b)b) Calcolo 3comelastra
E ⋅3tcome
lastra con
74800con 3 vincoli di articolazionesui
3 vincoli di articolazione
⋅ 30
suiquattro
quattrolati
lati
E ⋅⋅ tt3 3 =74800 ⋅⋅ 30 8303 3 = 1,75 ⋅ 10
BB== = 12
B
E E(1⋅3⋅−t3t 3ν2 2 =)= 74800
74800
12 (1 − 30
⋅030 ,32223)32 =)==11,1,75
75 ⋅⋅10 1088 8
B =12 E
( 1E ⋅
− t ν 2 ) = 74800
74800
12 ( 1 − ⋅
0 ⋅
30
, 2 , 75 10
BBB
===12
E ⋅ t
12(1((11−−−νν
74800
ν2 2)2=)==12
⋅ 30
12(1((11−−−000,2,,2222 2)2=))=1=,1751,75
,75 ⋅⋅10
⋅ 10
⋅ 10 8
88

1212(1 − ν 2 )) 12
(1 − ν )fondamentale
12frequenza 12(1 − 0 , 2
12(1 − 0,2 )didioscillazione:)
LaLafrequenza fondamentale
La frequenza fondamentale di oscillazione: oscillazione:
La
Lafrequenza
frequenzafondamentale
fondamentaledidi
dioscillazione:
oscillazione:
La
La frequenza
frequenza fondamentale
fondamentale oscillazione:
dioscillazione:
oscillazione:
La frequenza
π 1 fondamentale di
1  B ⋅ g 3,14  1 8
f =
ππ  11 +11   BB ⋅⋅ gg =33,,14 14   11 + 1 1  11,,75
1
175 ,75⋅ 10
⋅ 10
⋅ 10
8
8 ⋅ 981

⋅ 981
981 =4848 Hz
,60Hz

ff == π2 21h 2++ D   
= ,,60
60
2+
2  2
30 ===48
8
1  B ⋅ g 3 ,14  1 1  1 , 75 ⋅ 10 ⋅ 981
=π22π1hh1212 ++1D
D11222BB ⋅γg⋅⋅gt⋅gt=3=3,14 2300
 300
122 ++400400
122 1,175 00018
,10
0018 Hz
8
ff =π γγB
⋅ 3,14
,14
2  11 11 1,75
,075,
⋅ ⋅
10⋅ 10 8
8 ⋅⋅ 30
⋅ 981 981
⋅981 48 , 60 Hz
f f == 222h2hh2 + 2+ D  γ⋅ t⋅ t=== 22300
2 2 
2 +400 2
2 + 400 2 2 
 00,0018 0018⋅ ⋅30 30 === 48
48 ,60Hz
,60 Hz
Hz
2   γγ⋅ ⋅t t
D 222300
300
300 2+
2  
400 ,,0018
0,0018 ⋅ 30 48 ,60
h
ed2il periodo DD:  γ ⋅ t
300 400  00,0018 ⋅ 30
2
400 ⋅ 30
ed il periodo :
ed
edilililperiodo
1 1:1:
periodo:
periodo
T
Ted
ed
ed 11periodo
il=ilperiodo
1f= 48 1,60
,021s s
= 1: : : = =0,0021
=periodo
TT==1f1 ==481,160 ==00,021 021sss
1 ==48
TTT=== ff f=
f 48
1
48,60
,,60
60
= ,,021
0,021
=0=0,021 ss
48,60
,60
Nelf caso 48 di assenza di vincoli verticali o per D>>h si avrebbe:
Nel caso di assenza di vincoli verticali o per D>>h si avrebbe:
Nel
Nelcaso
caso didiassenza
assenza 8di vincoli verticali o per D>>h si avrebbe:
Nel
Nel 1 1didi
caso
caso 1,75
didi1assenza
assenza⋅ 10
,assenza
75 ⋅ 10 8 di ⋅di981
di
981
vincoliverticali
vincoli
vincoli verticalioooper
verticali perD>>h
per D>>h si
D>>h si avrebbe:
avrebbe:
sisiavrebbe:
avrebbe:
Nelf caso 8 ⋅di vincoli verticali o per D>>h
Nel =
caso assenza
f = 1 2 1,75 ⋅ 10 ⋅ 981
12 11,0,75
75 8di vincoli
10 ,10,10HzHzo per D>>h si avrebbe:
= =3131
verticali
8 8 ⋅ 981
⋅10
f f==300 300
1112 2 1,175
,75,⋅00018
,⋅0018
⋅ 108 ⋅ 30
30 = 31,10 Hz
981
⋅981 31,,10 Hz
10 Hz
f f =
f = 300= 300300 22
0 ,
0 10
0018
,0018 ⋅⋅981
30
⋅ 30 ==31
==31 31
,10 Hz
,10 Hz
3002 00, , 0018
0018
0,0018 ⋅ 30 ⋅ ⋅
3030
300
ededil ilperiodo
periodorisulta:
risulta:
ed
eded ilil ilperiodo
periodo
periodo risulta:
risulta:
risulta:
edililperiodo
periodorisulta:
ed
ed 1risulta:
1 1 1risulta:
il periodo
T =1 = 1 = =0,0032 ,032 s
TTT===1f11f===3131
1 ,
1,10= 0,032 ss
1
10
1 ==31
TTT=== ff f=
f 31 31,,10
10
=
=
0,
0
1,10 ==00,032,032ssss
,
032
032
f 31 31 ,10
,10
Ritrovando in sostanza il valore del caso a) di cui sopra.
Ritrovando in sostanza il valore del caso a) di cui sopra.
Ritrovando
Ritrovandoinin
insostanza
sostanzailililvalore
valoredel
delcaso
casoa)a)
a)didicui
cuisopra.
sopra.
Ritrovando sostanza valore del caso a)dididi cui sopra.
Ritrovando ininsostanza
Ritrovando sostanzailililvalore
valore del
del caso
caso
caso a)a) cui
cui
cui sopra.
sopra.
sopra.

101

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Pagine omesse dall’anteprima del volume

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nel mese di febbraio 2017
presso la Tipografia CSR S.r.l. - Roma
per conto della EPC S.r.l. Socio Unico
Via dell’Acqua Traversa 187/189 - Roma 00135

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QUADERNI per la progettazione


APPENDICE 1

ESEMPI GRAFICI
GERANO: INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO
E ADEGUAMENTO SISMICO

333

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335

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336 APPENDICE 1 - ESEMPI GRAFICI: GERANO

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337

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