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Le metodologie

computazionali per
l’utilizzo dei software
di analisi strutturale

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Valutazione sismica: analisi statica non lineare ed
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analisi dinamica lineare a confronto
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A cura di:
Ing. Leonardo Bandini leonardo@csi-italia.eu
SAP2000 CSi Italia, Tel. 0434.28465
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ETABS
VIS
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QUADRO NORMATIVO GENERALE

Normative nazionali di riferimento:

• Circolare 21/01/2019 n° 7 istruzioni al D.M. 20/02/2018 – Nuove Norme


Tecniche per le Costruzioni

• D.M. 20/02/2018 – Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni

Normative interazionali di rilievo - sismica:

• EN 1998-3:2005 – Eurocode 8 - Design of structures for earthquake resistance -


Part 3: Assessment and retrofitting of buildings

• ASCE41-2013 – Seismic evaluation and retrofit of existing buildings

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Sintesi dei metodi di analisi e delle procedure di verifica
Analisi Limiti di applicabilità secondo le NTC Verifiche strutturali
T1 < 2.5 TC
Statica lineare con spettro T1 < 2.5 TD In termini di deformabilità per i meccanismi duttili, in
elastico termini di resistenza per i meccanismi fragili. Le
Regolarità in altezza
resistenze per i meccanismi fragili sono valutate
ρmax / ρmin ≤ 2.5
facendo riferimento ai valori medi divisi per i fattori di
% massa partecipante > 85% confidenza ed i fattori di sicurezza parziali dei
Dinamica lineare con
includere tutti i modi con % massa > 5% materiali.
spettro elastico
ρmax / ρmin ≤ 2.5
T1 < 2.5 TC In termini di resistenza sia per i meccanismi duttili che
Statica lineare con spettro per i meccanismi fragili. Le resistenze per i meccanismi
T1 < 2.5 TD
di progetto duttili sono valutate facendo riferimento ai valori medi
Regolarità in altezza
divisi per i fattori di confidenza. Le resistenze dei
% massa partecipante > 85% meccanismi fragili sono calcolate dividendo i valori
Dinamica lineare con
spettro di progetto medi per i fattori di confidenza e per i coefficienti
includere tutti i modi con % massa > 5% parziali.
Statica non lineare Applicabilità distribuzione Gruppo I In termini di deformabilità per i meccanismi duttili, in
termini di resistenza per i meccanismi fragili. Le
resistenze dei meccanismi duttili sono valutate
facendo riferimento ai valori medi divisi per i fattori di
Dinamica non lineare Nessuno confidenza, le resistenze dei meccanismi fragili sono
calcolate dividendo i valori medi per i fattori di
confidenza e per i coefficienti parziali.

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CREAZIONE DEL MODELLO DI ANALISI

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ESEMPIO APPLICATIVO

Mostreremo in particolare:
- Modellazione della struttura;
- come trattare elementi
secondari;
- come tenere in conto della
fessurazione;
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RIDISTRIBUZIONE A FLESSIONE PER TRAVI CONTINUE

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ELEMENTI SECONDARI

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ELEMENTI SECONDARI

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FESSURAZIONE

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ESEMPIO PASSO-PASSO – VALUTAZIONE MEDIANTE ANALISI SPETTRALE
Modifica alle inerzie per fenomeno di fessurazione
Come è noto si può tenere in conto dello stato di fessurazione, a tal fine si è utilizzato l’approccio presente nelle ACI318-
14 e nelle ASCE 41-13.

Tabella 10.5 ASCE 41-13

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ESEMPIO PASSO-PASSO – VALUTAZIONE MEDIANTE ANALISI SPETTRALE
Modifica alle inerzie per fenomeno di fessurazione
Come è noto si può tenere in conto dello stato di fessurazione, a tal fine si è utilizzato l’approccio presente nelle ACI318-
14 e nelle ASCE 41-13.

Tabella 6.6.3.1.1 – ACI 318/14

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CLASSIFICAZIONE DI RISCHIO SISMICO

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LINEE GUIDA PER LA CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO DELLE COSTRUZIONI
Decreto ministeriale numero 65 del 07/03/2017
Sisma bonus – linee guida per la classificazione del rischio sismico delle
costruzioni

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LINEE GUIDA PER LA CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO DELLE COSTRUZIONI
Il documento definisce 8 classi di rischio con rischio crescente indicate con lettere
da A+ a G.

La determinazione può essere condotta mediante due metodi:


metodo convenzionale di analisi, metodo semplificato.

“Il metodo convenzionale è concettualmente applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione,


è basato sull'applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle attuali Norme Tecniche
e consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione sia nello stato di fatto sia
nello stato conseguente all’eventuale intervento.
Il metodo semplificato si basa su una classificazione macrosismica dell'edificio, è indicato
per una valutazione speditiva della Classe di Rischio dei soli edifici in muratura e può essere
utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per valutare, limitatamente agli
edifici in muratura, la classe di rischio in relazione all’adozione di interventi di tipo locale.“

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LINEE GUIDA PER LA CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO DELLE COSTRUZIONI
Il documento definisce 8 classi di rischio con rischio crescente indicate con lettere
da A+ a G.

Per la determinazione della classe di rischio sismico si fa riferimento a due


parametri: perdita annuale media attesa (PAM), indice di sicurezza vita (IS-V).
L’indice PAM tiene in conto le perdite economiche associate ai danni di elementi
strutturali e non rapportate al costo di ricostruzione (CR).
L’indice IS-V è definito come rapporto tra la pga al raggiungimento della capacità
allo SLV e la pga domandata per lo stesso SL per una nuova costruzione.

“Laddove si preveda l’esecuzione di interventi volti alla riduzione del rischio, l’attribuzione
della Classe di Rischio pre e post intervento deve essere effettuata utilizzando il medesimo
metodo e con le stesse modalità di analisi e di verifica, tra quelle consentite dalle Norme
Tecniche per le Costruzioni.”

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LINEE GUIDA PER LA CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO DELLE COSTRUZIONI
PAM – Perdita annuale Media attesa

“Il parametro PAM può essere assimilato al costo di riparazione dei danni prodotti dagli eventi sismici che si
manifesteranno nel corso della vita della costruzione, ripartito annualmente ed espresso come percentuale del costo di
ricostruzione. Esso può essere valutato, così come previsto per l'applicazione del metodo convenzionale, come l’area sottesa
alla curva rappresentante le perdite economiche dirette, in funzione della frequenza media annua di superamento (pari
all’inverso del periodo medio di ritorno) degli eventi che provocano il raggiungimento di uno stato limite per la struttura.
Tale curva, in assenza di dati più precisi, può essere discretizzata mediante una spezzata. Minore sarà l’area sottesa da tale
curva, minore sarà la perdita media annua attesa (PAM).”

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LINEE GUIDA PER LA CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO DELLE COSTRUZIONI
PAM – Perdita annuale Media attesa

“A titolo indicativo, una costruzione con periodo di riferimento VR pari a 50 anni, le cui prestazioni siano puntualmente
pari ai minimi di quelle richieste dalle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni per un edificio di nuova costruzione (e
dunque che raggiunge i diversi stati limite esattamente per i valori di periodo di ritorno dell’azione sismica previsti dalle
norme) ha un valore di PAM che la colloca in Classe PAM B (il valore di PAM è, in questo caso, pari a 1,13%). Un'analoga
costruzione, ma con periodo di riferimento VR pari a 75 anni o a 100 anni ha un valore di PAM che la colloca al limite della
Classe PAM A (il valore di PAM è, in questo caso, pari a 0,87% per VR =75 anni e pari a 0,74% per VR = 100 anni).
Convenzionalmente, ai fini dell’applicazione delle presenti Linee Guida, è possibile considerare periodi di ritorno
dell’azione sismica inferiori a 30 anni, scalando proporzionalmente le ordinate dello spettro associato al periodo di ritorno
di 30 anni. Tale procedura non si applica per periodi di ritorno inferiori a 10 anni.”

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LINEE GUIDA PER LA CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO DELLE COSTRUZIONI
IS-V – Indice di sicurezza vita

“Analogamente, i valori di riferimento dell’indice di sicurezza da cui derivare la Classe IS-V, legata alla salvaguardia della
vita umana, sono riportati in tabella 2.
A titolo indicativo, una costruzione la cui capacità, in termini di accelerazione di picco al suolo associata allo SLV pari a
quella richiesta dalle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni per un edificio di nuova costruzione e caratterizzato dalla
medesima vita nominale e classe d’uso, ha un valore di IS-V che lo colloca in Classe IS-V A.”

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PRESENTAZIONE DEL NUOVO PLUG-IN PER LA DETERMINAZIONE AUTOMATICA
DELL CLASSE DI RISCHIO: SPF – SEISMIC PERFORMANCE FINDER

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DETERMINAZIONE AUTOMATICA DELL CLASSE DI RISCHIO: SPF – SEISMIC
PERFORMANCE FINDER
SPF è un plug-in di SAP2000 che consente il calcolo automatico della classe di
rischio di una struttura in c.a. in accordo con le linee guida di cui all'Allegato A del
DM 65 "Sismabonus" del 07/03/2017.

La procedura di classificazione consta di due fasi principali:


Fase 1 - calcolo della PGA allo Stato Limite di Salvaguardia della Vita (SLV)
Fase 2 - calcolo della PGA allo Stato Limite di Danno (SLD)

Durante la prima fase il programma calcolerà la PGA e il valore del periodo di


ritorno corrispondenti all'azione sismica che provoca il raggiungimento dello SLV
nel primo elemento strutturale (trave, pilastro o setto).

A tal proposito l'utente dovrà specificare lo spettro base allo SLV e selezionare un
file di VIS in cui siano state assegnate ad ogni elemento le armature
corrispondenti.

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PRESENTAZIONE DEL NUOVO PLUG-IN PER LA DETERMINAZIONE AUTOMATICA
DELL CLASSE DI RISCHIO: SPF – SEISMIC PERFORMANCE FINDER
La ricerca dell'azione critica verrà condotta attraverso il metodo dell'analisi
dinamica modale con spettro di progetto, come definito al capitolo 8 delle Norme
Tecniche per le Costruzioni.

I criteri di verifica sono differenziati per i meccanismi duttili e fragili: nel primo caso
le resistenze sono calcolate dividendo le proprietà dei materiali per il fattore di
confidenza, mentre nel secondo le proprietà dei materiali sono divise per i
coefficienti parziali e per il fattore di confidenza.

Sarà inoltre possibile condurre, opzionalmente, un'analisi preliminare di idoneità


statica per verificare la capacità della struttura nei confronti delle azioni statiche agli
SLU.

Al termine della valutazione, SPF salverà due copie del modello di VIS di partenza
aventi i suffissi "_PMM" e "_V" nei quali saranno salvate le sollecitazioni
corrispondenti, rispettivamente, alla massima capacità per meccanismi duttili e
fragili. Qualora si sia scelto di condurre anche l'analisi di idonetià statica, verrà
creato un terzo file con il suffisso "_static".

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PRESENTAZIONE DEL NUOVO PLUG-IN PER LA DETERMINAZIONE AUTOMATICA
DELL CLASSE DI RISCHIO: SPF – SEISMIC PERFORMANCE FINDER
Durante la seconda fase verranno calcolati il periodo di ritorno e la PGA
corrispondenti al raggiungimento dello SLD, espresso in termini di drift
ammissibile. Sarà possibile differenziare i limiti di spostamento per gruppi di
elementi.

Calcolate le caratteristiche degli eventi limite allo SLV e allo SLD il programma
procederà in automatico al calcolo della classe di rischio in termini di Perdita
Annuale Media (PAM) e di Indice si Sicurezza (IS-V) della struttura.

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PRESENTAZIONE DEL NUOVO PLUG-IN PER LA DETERMINAZIONE AUTOMATICA
DELL CLASSE DI RISCHIO: SPF – SEISMIC PERFORMANCE FINDER

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PRESENTAZIONE DEL NUOVO PLUG-IN PER LA DETERMINAZIONE AUTOMATICA
DELL CLASSE DI RISCHIO: SPF – SEISMIC PERFORMANCE FINDER

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INTRODUZIONE ALL’ANALISI PUSHOVER

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

Analisi Pushover

1. Si sceglie una distribuzioni di forze o una forma di deformazione,


2. Si applica il carico verticale e successivamente quello orizzontale
scelto come base per l’analisi Pushover, si traccia la curva Forza-
Spostamento del sistema MDOF,
3. Si usa lo spettro di riposta elastico per ottenere la domanda di
spostamento,
4. Allo spostamento domandato si verifica lo stato di
danneggiamento della struttura e lo si confronta con quello di
stati limite imposti.

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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DISTRIBUZIONI DI FORZA

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

Nome analisi

Analisi statica non lineare

Stato iniziale: struttura


indeformata e scarica

Lista dei carichi


gravitativi: combinazione
dei carichi da sommare
all’azione sismica

Eventuale non linearità


geometrica: P-delta,
Grandi Spostamenti

Tipo di analisi: controllo di


forza

Salvataggio dei risultati:


solo ultimo step

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

Nome analisi

Analisi statica non lineare

Stato iniziale: struttura


deformata e caricata dai
carichi gravitativi

Load pattern automatici


per la distribuzione
pseudo-triangolare gruppo
1,1 o corrispondente ai
tagli di un’analisi spettrale
gruppo 1,3

Eventuale non linearità


geometrica: P-delta,
Grandi Spostamenti

Tipo di analisi: controllo di


spostamento

Salvataggio dei risultati:


scegliere un certo numero
di step minimi e massimi,
consigliati: 50, 200

Eventuale modifica dei


parametri di analisi

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

Nome analisi

Analisi statica non lineare

Stato iniziale: struttura


deformata e caricata dai
carichi gravitativi

Distribuzione di forze
dipendente da una
deformata modale

Eventuale non linearità


geometrica: P-delta,
Grandi Spostamenti

Tipo di analisi: controllo di


spostamento

Salvataggio dei risultati:


scegliere un certo numero
di step minimi e massimi,
consigliati: 50, 200

Eventuale modifica dei


parametri di analisi

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

Nome analisi

Analisi statica non lineare

Stato iniziale: struttura


deformata e caricata dai
carichi gravitativi

Per la distribuzione
pseudo-rettangolare
(uniforme, proporzionale
alle masse):
Accelerazione unitaria
direzionale (per esempio
Ux, +/-1 per il verso)

Eventuale non linearità


geometrica: P-delta,
Grandi Spostamenti

Tipo di analisi: controllo di


spostamento

Salvataggio dei risultati:


scegliere un certo numero
di step minimi e massimi,
consigliati: 50, 200

Eventuale modifica dei


parametri di analisi

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER
Massimo numero di step
totali (step salvati + step
nulli), raggiunto il quale
l’analisi viene terminata

Numero di step nulli

Tolleranza per la
convergenza 0.001 valore
consigliato

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VERIFICA MECCANISMI DUTTILI E FRAGILI

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER
PROGETTAZIONE SECONDO DEFORMAZIONE

• La verifica viene fatta a livello di componente strutturale o struttura


completa confrontando la domanda di deformazione che deve
essere minore della capacità di deformazione.
• La domanda di deformazione deve essere calcolata con un analisi
non lineare perché la struttura ha un comportamento non lineare e
le sue membrature possono raggiungere e superare lo snervamento.

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

COMPONENTI FRAGILI

• Questi elementi sono caratterizzati da una bassa duttilità e una volta


raggiunta la loro massima resistenza se la domanda cresce arrivano a
rottura.
• Questi elementi dovranno essere progettati confrontando capacità e
domanda in termini di resistenza.

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER
• Le normative “convenzionali” non stabiliscono esplicitamente i livelli
prestazionali.

• L’approccio prestazionale vuole dare ragionevole sicurezza che un


progetto soddisferà il raggiungimento di livelli prestazionali, ovvero,
che la struttura non supererà, quando soggetta da una certa
domanda, uno stato limite prestazionale.

• Comunemente si distingue tre livelli prestazionali:

• IO - Occupazione immediata: limitato o assente stato di danno;


• LS - Salvataggio delle vite: presenza di danno, anche severo;
• CP - Prevenzione di Collasso: danno molto severo ma sicurezza
ancora nei confronti del collasso, completo o parziale.

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CAPACITA’ PER DEFORMAZIONI PLASTICHE

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER
ACCIAIO vs CEMENTO ARMATO

• Nelle sezioni in acciaio la parte plastica inizia dopo il raggiungimento,


in termini di forza del comune valore di resistenza. Nelle sezioni in
cemento armato, per arrivare ai valori di resistenza, noti come stati
limite di rottura, si ha già l’interessamento del tratto a
comportamento plastico.

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER
VALUTAZIONI DELLE ROTAZIONI ULTIME ELEMENTI C.A.
LV  H  d  fY
Y =  Y + 0 . 0013  1 + 1 . 5  + 0 . 13 Y b
3  L V  fC
1  
  Y + ( U −  Y )  L PL   1 −
0 . 5  L PL 
U =   
 el   LV 

d b  fY
L PL = 0 . 1  L V + 0 . 17  H + 0 . 24
fC

FC 1.2 (1.35-1.20-1.00)
fc,m 25 MPa
fy,m 400 MPa
fc,m 20.8 MPa
fy,m 333.3 MPa

h 0.4 m
M 80 kNm
V 60 kN
Lv 1.33 m M/V

dbl 0.012 m
Lpl 0.4 m
el 1.5 1.5 elementi principali - 1 altrimenti

u 0.0866 rad/m
y 0.00686 rad/m

y 0.004 rad
u 0.022 rad

53
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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER
CAPACITA' ULTIMA DI ROTAZIONE ALLA CORDA

el 1.5 (1.5 elementi primari; 1 elementi secondari)


h 500 mm altezza sezione
b 250 mm larghezza sezione
c 40 mm copriferro calcolo
L 4850 mm lunghezza trave
Armatura testa [#-]
3  16 >>>> As 603.1858 mm2
Armatura compressa [#-]
2  16 >>>> A's 402.1239 mm2
Armatura trasversale [#--p]
2  10 sh 100 mm
Armatura diagonale
rd 0 percentuale di armatura inclinata

N 0 kN sforzo normale di compressione


M 39.204167 kNm momento flettente
V 48.5 kN taglio sollecitante
fc 25 N/mm2 resistenza cilindrica caratteristica (media delle prove)
fy 450 N/mm2 snervamento caratteristico (media delle prove)
fyw 450 N/mm2 snervamento caratteristico staffe (media delle prove)
Fc, cls 1.3 N/mm2 fattore di confidenza
fcd 19.230769 N/mm2 resistenza cilindrica calcolo
fyd 346.15385 N/mm2 snervamento calcolo
fywd 346.15385 N/mm2 snervamento calcolo staffe

2
Ac 125000 mm
n 0 sforzo assiale normalizzato
Lv 808.33333 mm luce di taglio

w 0.0868588 percentuali meccaniche di armatura tesa


w' 0.0579058 percentuali meccaniche di armatura compressa

Asx 157.07963 mm2 area staffe


rsx 0.0062832 percentuale di armatura trasversale

b0 170 mm
h0 420 mm

Sbi 2 410600 mm
6h0b0 428400
staffe con piega a 135° S [S/N]
a 0.0258378 fattore di efficienza del confinamento

qu 0.0226157 rotazione ultima

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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ANALISI STATICA NON LINEARE: PUSHOVER

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NOTE SULLA LUNGHEZZA PLASTICA

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NOTE SULLA VERIFICA DEI MECCANISMI FRAGILI:
VERIFICA A TAGLIO DEI NODI

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI
Nodi interamente confinati Nodi non interamente confinati

In tutte e quattro le facce si innesta Tutti gli altri casi


una trave. Il confinamento si considera
efficace se tutte le travi si sovrappongono
per almeno ¾ della larghezza del pilastro

La resistenza a taglio è
associata a due
meccanismi
Resistenti: puntone,
armatura a taglio interna

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI

Paulay (nel 1988) sostanzialmente scrive:

Attraverso la progressiva ricerca, la nostra comprensione sul


comportamento, ciclico delle strutture in c.a. è notevolmente
aumentata.
Tale ricerca ha messo in luce i punti critici di tali strutture, punti
che non emergono per carichi statici o vento. I punti critici
maggiori sono i nodi trave colonna di strutture a telaio.
Il principale problema è il propagarsi della zona snervata delle
armature dentro il nodo. La risoluzione dei problemi di aderenza
porta spesso a dettagli standard con armatura che rende difficile
il confezionamento del nodo e difficile garantire l'aderenza tra
cls ed armature.
Paulay scrive "se non puoi risolvere il problema prova ad
evitarlo".

Suggerisce così degli approcci non convenzionali:


- prolungamento delle travi fuori dal nodo, per i pilastri
d'angolo;
- saldature di piatti metalli e per eliminare lo snervamento dlele
barre nel nodo la saldatura di armature di piccoli diametri sopra
a quelle delle travi dentro il nodo;
- piega delle barre flessionali della trave nel nodo;
- armature di grosso diametro e di snervamento maggiore da
inserire nel nodo.

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PROGETTO A TAGLIO DEI NODI IN GERARCHIA

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI

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VERIFICA A TAGLIO DEI NODI PER STRUTTURE ESISTENTI

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VERIFICA NODI TRAVE-COLONNA

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VERIFICA NODI TRAVE-COLONNA

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VERIFICA A TAGLIO DEI NODI SECONDO ASCE41 E ACI352

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI
ACI 352R-02

Link a ACI 352R-02

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI
ACI 352R-02

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI
ACI 352R-02
Vengono definite le seguenti tipologie di nodi:
- nodi di tipo 1, facenti parte di elementi non dissipativi (devono portare solo i carichi
verticali);
- nodi di tipo 2, facenti parte di elementi dissipativi.

Per entrambe le tipologie di nodi, l’armatura a taglio deve garantire la trasmissione


dei momenti squilibrati alle estremità delle travi (quindi anche quelli dovuti alle
semplici azioni statiche!).

ANCHE I NODI INTERAMENTE CONFINATI SONO DESTINATI A VERIFICA

Per nodi interamente confinati di tipo 2 (sismici) la resistenza è maggiore e l’armatura


minima richiesta è la metà di quella richiesta per le altre tipologie (quindi non è
nulla).

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI
ACI 352R-02
Data la presenza delle armature minime nel nodo, la resistenza viene verificata
con la seguente formula:

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI
ACI 352R-02

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RESISTENZE NODO COLONNA-TRAVI
STRUTTURE ESISTENTI
Ricapitolando, la norma americana fa eseguire la verifica dei nodi anche per le
azioni statiche e, dando per scontata la presenza di un’armatura minima, esprime la
verifica con una formula semplificata.

Per strutture nuove, la ACI 318 riprende a pieno le disposizioni della ACI 352R;
mentre per le strutture esistenti la ASCE 41-13 differenzia i valori di Gamma a
seconda che l’armatura a taglio nel nodo sia conforme o non conforme.

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COLLASSO AL NODO

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COLLASSO AL NODO

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COLLASSO AL NODO – PIANO SOFFICE

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COLLASSO AL NODO – PIANO SOFFICE

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RIEPILOGO DELLE DIECI DIFFERENZE SOSTANZIALI TRA NTC18 E NTC08

1. Introduzione del comportamento strutturale non dissipativo con


procedura di verifica ad hoc.
2. Verifica gerarchia a taglio dei nodi Trave/Colonna, sempre da eseguire.
3. Incremento di taglio per pareti sempre fatto come CDA. Si incrementa
molto di più rispetto a prima.
4. Riduzione della resistenza a taglio delle pareti in zona confinata (40%
della resistenza del puntone compresso).
5. Pareti estese debolmente armate solo per CDB.
6. Verifica a gerarchia PMM Trave/Colonna sempre con 1.3 di
sovraresistenza .
7. Domanda di gerarchia a taglio Travi e Pilastri tiene conto di dove si
forma la cerniera se colonna o trave.
8. Traslazione del diagramma dei momenti per la gerarchia dei setti va
fatta solo per pareti snelle.
9. Incremento del 50% di N va fatto solo per pareti debolmente armate.
10. Nuovo diametro minimo di armature trasversali pilastri.

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UN POSSIBILE APPROCCIO ALLA PROGETTAZIONE DI STRUTTURE DUTTILI IN C.A.
Attenta disposizione e scelta di elementi sismoresistenti da distribuire
nelle due direzioni in modo da ottenere la massima duttilità possibile, in
generale questi sono i suggerimenti:
1) utilizzo di travi in spessore solo come elementi secondari, debitamente
modellati, in modo da non essere interferenti con il sistema
sismoresistente.
2) Per le travi principali, utilizzo di armature con diametri il più possibile
ridotti e dimensionate in modo “mirato” rispetto alle sollecitazioni.
3) Si sceglie la dimensione minima delle colonne in modo da consentire
l’ancoraggio delle armature delle travi, i limiti prescrittivi diventano un
valore praticamente limite per riuscire a condurre le verifiche a taglio
dei nodi trave-colonna.
4) La gerarchia a taglio delle pareti è particolarmente stingente, per la
riduzione significativa della resistenza del puntone compresso nella
zona critica, il valore attuale delle NTC18 è il solo 40% dello stesso
valore resistente delle precedenti norme. Questo impone di avere
pareti meno estese possibili e con armatura flessionale ben
dimensionata.

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NOTE SULLA VERIFICA DEI MECCANISMI FRAGILI:
TAGLIO E RIDUZIONE DI TAGLIO PER CONDIZIONI CICLICHE

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FATTORE DI STRUTTURA (FRAGILI), md E TAGLIO CICLICO – STRUTTURE ESISTENTI

Nel caso di mD <= 2 si


prende il valore di
resistenza più alto
tra quello calcolato a
traliccio, come per le
strutture nuove e
quello, che
dovrebbe risultare
una riduzione, per
effetto del taglio
ciclico.

Errore nella formula,


in EC8 il valore
sottolineato è 5 e
non 0.5. Con 5 si ha
una riduzione del
25% (del contributo
del cls) con 0.5 la
riduzione si attesta
al 2.5% !!!

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PRINCIPALI DEFINIZIONI – RIDUZIONI RESISTENZA A TAGLIO PER TAGLIO CICLICO
FATTORE DI STRUTTURA PER MECCANISMI FRAGILI AUTOMATICO

Nell'ipotesi che la duttilità di rotazione coincida con quella in spostamento


(usualmente vero per strutture a telaio) si può stimare la duttilità richiesta attraverso
le formule 7.3.9 della norma

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PRINCIPALI DEFINIZIONI - NOVITA’ RISPETTO ALLE NTC08
FATTORE DI STRUTTURA PER MECCANISMI FRAGILI AUTOMATICO

Che, sostanzialmente, produce una riduzione del q = 1.5 solo nel caso in
cui T1 < 0.5 Tc.

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ELEMENTI DI TAMPONATURA

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DANNO E COLLASSO DI ELEMENTI NON STRUTTURALI
1.Il telaio è costituito da elementi di cemento armato (o
metallici) adeguatamente collegati fra loro nei modi ed
aderenti alla tamponatura. Questa deve essere
efficacemente collegata alla intelaiatura in modo che ne sia
assicurato il contatto e quindi l’aderenza tale da garantire la
trasmissione di sforzi normali e taglianti oltre
all’inamovibilità ;
2.Il rapporto h/l (fig. 1) fra i lati del pannello murario deve
essere compreso di norma tra 0,5 e 2,0;
3.Il rapporto h/t (fig. 1) fra l’altezza e lo spessore (snellezza)
del pannello murario non deve essere superiore a 20;
4. Nel pannello di tamponatura non devono essere presenti
aperture, salvo che queste siano delimitate da intelaiature in
cemento armato atte a ricostituire la continuità dei due
tratti delle diagonali di muratura come in seguito esposto.
Ogni puntone avrà pertanto una rigidezza pari a:

(EA/d)eq = 0,1  Em  t

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DANNO E COLLASSO DI ELEMENTI NON STRUTTURALI

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METODO N2

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DETERMINAZIONE DELLA DOMANDA DI SPOSTAMENTO

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DETERMINAZIONE DELLA DOMANDA DI SPOSTAMENTO

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DINAMICA NON LINEARE

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INTRODUZIONE ALL’ANALISI DINAMICA NON LINEARE

Analisi dinamica non lineare: le analisi dinamiche dei diversi set di


accelerogrammi, partono dalla fine della analisi dei carichi statici verticali.
Essendo una analisi non lineare, non vale il principio di sovrapposizione degli
effetti, quindi si creano analisi per ogni scenario di carico.

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BILANCIO ENERGETICO

Ek + E + Es + Eh + Ev + Ee = Ei
Ek = energia cinetica
E = energia dissipata per viscosità lineare
Es = energia potenziale
Eh = energia dissipata per isteresi
Ev = energia dissipata per effetto viscoso non lineare
Ee = sbilancio energetico
Ei = energia d’ingresso.

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Slide tratta da “The theory and pratcice of PBD – Thr future of earthquake engineering
Roma novembre 2015. Ashraf Habibullah

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Roma novembre 2015. Ashraf Habibullah

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PERFORMANCE CHECK – D/C RATIO: media del set di accelerogrammi

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PERFORMANCE CHECK – D/C RATIO: risposta evento massimo

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PERFORMANCE CHECK – D/C RATIO: risposta evento massimo

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CRITERI DI ACCETTAZIONE PERSONALIZZATI

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CRITERI DI ACCETTAZIONE LINK E WALL

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BILANCI ENERGETICI SU GRUPPI DI ELEMENTI

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