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18 Sabato

12 Settembre 2015

CULTURA, RELIGIONI, TEMPO LIBERO, SPETTACOLI, SPORT


anzitutto Ribaltone ai vertici del Salone del libro di Torino
Cogoli rimette l’incarico, torna Ernesto Ferrero

E
rnesto Ferrero torna a dirigere il Salone trovato le condizioni per poter lavorare come
del Libro. La decisione – inattesa – è avrei desiderato per la buona realizzazione
stata resta nota ieri sera dal presidente del Salone. Sarei stata molto felice di mettere
della Regione Sergio Chiamparino e dal in atto le molte idee, i progetti e i contatti che
sindaco Piero Fassino, dopo l’assemblea dei avevo già avviato», tuttavia «essendo
soci della Fondazione che organizza la Ernesto Ferrero evidentemente venuto meno il rapporto di
kermesse. Giulia Cogoli, indicata tre mesi fa fiducia basilare in ogni lavoro, mi vedo
per la direzione editoriale, ha ritenuto infatti che «non costretta a malincuore a rinunciare all’incarico anche
ci fossero le condizioni per una collaborazione con la per il bene della prossima edizione». Ferrero, che con
presidente Giovanna Milella». Cogoli ha inviato una Rolando Picchioni ha trasformato in un quindicennio
lettera in cui precisa che alla decisione sono estranee le la manifestazione nella più importante kermesse
condizioni economiche del suo contratto, ma «non ho libraria italiana, si era dimesso dopo l’edizione 2015.

F L E S S I B I L I T À P E R R I N N O V A R S I

LA FACCIA POSITIVA
DEI VALORI «LIQUIDI»
JOSÉ FRAZÃO CORREIA

I
l tempo in cui viviamo si spiega nostri tempi. Tuttavia, liquidi o gas-
in termini di liquefazione delle sosi che siano diventati il nostro
forme solide. Questo sostiene il mondo e la vita umana attuale, è cer-
sociologo Zygmunt Bauman. to che culturalmente abbiamo
Oggi la grande novità della moder- smesso di vederci nella metafora dei
nità, non più solida ma liquida, non corpi solidi, rigidi e permanenti. Un
si esprime nel progetto di sostituire centro unico, fisso, definitivo, stati-
il vecchio ordine con uno migliore, co, garante di tutto il senso tra l’ori-
ma piuttosto nel rifiuto, senza fina- gine e il destino, non fa più parte del-
lità particolare, di tutto ciò che è so- la grande figura culturale e indivi-
lido, durevole, stabile. duale che abbiamo di noi stessi.
Com’è specifico dei corpi liquidi Non solo per effetto di un’apologia
non fissare lo spazio né vincolare il teorica, ma soprattutto per la prati-
tempo – a differenza dei solidi, che ca effettiva generalizzata, l’esistenza
tendono a conservare la loro forma umana si è frammentata nella flui-
e resistono al cam- dità dell’istante e vo-
biamento – ed è per latilizzata nel caratte-
loro naturale fluire re episodico di ogni
con facilità e variabi- momento, senza filo
lità, così si comporta conduttore che li le-
il nostro tempo nel- ghi, né narrazione
l’assumere la forma che li riunisca. Il tem-
della fluidità perma- po della garanzia del
nente, dell’intrinseca fondamento unico, ISPIRATO. Uto Ughi, classe 1944, ha oltre sessant’anni di carriera concertistica al suo attivo
transitorietà, flessibi- vero, buono, che con-
lità e cambiamento figura il senso nell’ar-

Intervista. Nel nostro Paese la conoscenza musicale sta decadendo. Parla


costante. Non assu- co del tempo, tra l’o-
mendo la rigidità del- rigine che lancia e il
le forme e rifiutando destino che attira,
la continuità perma- sembra essere arriva- il grande violinista, che domani chiude il Festival della comunicazione a Camogli

UGHI L’Italia è sorda


nente dei vincoli, si to al suo tramonto.
nega al confronto Viviamo passando.
con qualsiasi tipo di Con entusiasmo?
obiettività o di auto- Perplessi e insicuri?
rità stabilite dall’alto Padre José Correia Forse, e paradossal-
o da fuori. mente con entrambi
Fluire, necessaria- i sentimenti. In pri-
mente. Senza vinco- mo luogo, perché in
larsi. Senza fermarsi, Non tutto è male, effetti è l’aria che tut-
per stare di nuovo e nell’attuale crollo ti spontaneamente
sempre altrove, in un delle certezze: respiriamo, anche

alla grande musica


altro luogo. E la ragio- il rifiuto di ogni cosa quando la contestia-
ne non sembra esse- mo. In secondo luo-
re altra che l’impera-
stabile e durevole aiuta go, perché dubitiamo
tivo di non rimanere anche a contrastare che nella realtà sia
fuori da questo movi- la fissazione solo e sempre aria
mento incessante. immobilista pura. In quest’aria
Proprio per questo di una verità del tempo, anche la
non si cerca di pro- che cristallizza la vita nostalgia dell’Uno
muovere il senso del- e la rende insensibile assoluto, del quale il
le cose, né di aprire
a qualsiasi movimento cristianesimo e la PIERACHILLE DOLFINI Questo della necessità dell’interprete non è un Come si potrebbe insegnare la «grammatica»

L
scenari di redenzio- cultura occidentale paradosso, un limite del linguaggio musicale? del linguaggio musicale? Le nostre scuole, dice
ne, ancor meno di e imprevedibilità così lungamente si o vedi suonare a memoria le grandi «Potrebbe essere letto come una contraddizio- lei, non fanno molto…
scoprire e di realizza- sono alimentati, con- pagine che Antonio Vivaldi, Johann ne. Non invece se intendiamo il ruolo dell’in- «Le scuole non fanno nulla, diciamolo. Ed è
re la verità. Si tratta, siderando minore e Sebastian Bach e Wolfgang Ama- terprete come colui che si pone tra autore e a- una colpa. Ci sono grandi capolavori che po-
piuttosto, di una sorta di gioco della indegno tutto ciò che aveva la for- deus Mozart hanno scritto per il vio- scoltatore per far arrivare una pagina musicale. trebbero essere usati per avvicinare i ragazzi
mobilità che svaluta tutto ciò che si ma della molteplicità e della diffe- lino e pensi che per lui il linguaggio Sta poi a chi ascolta far risuonare le note nella alla musica e per educarli al bello, ma non
era conquistato a fatica, sfiduciando renza, è entrato in crisi. della musica non ha segreti. Che è sua anima per poterle interpretare secondo la vengono sfruttati».
e considerando politicamente scor- Si tratta di una crisi difficile da gesti- qualcosa di naturale, un linguaggio propria sensibilità». Questa per lei non è una battaglia nuova, si è
retto tutto ciò che possa presentarsi re, ma non per questo meno bene- "parlato" da sempre. Poi, quando le note la- Se dovesse scegliere qual è il linguaggio più ef- sempre speso per dare dignità all’insegnamento
con il marchio del definitivo. È il fica, se ci porta a considerare che in sciano spazio alle parole, Uto Ughi ti spiazza. ficace? La parola o la musica? della musica nelle scuole.
grande gioco del mondo globalizza- questa stessa nostalgia c’era tanto di Perché ti dice che «il linguaggio della musica «Non si può dire. Sono due vie diverse per arri- «Con risultati spesso scarsi e deludenti, ahimè,
to, saturo di immagini, suoni, oggetti, ciò che il filosofo francese Michel de non lo si impara mai davvero». soprattutto sul fronte della sensibilizzazione del-
viaggi, esperienze, dove tutto si com- Certeau chiamò «ideologia della sta- Il violinista, classe 1944, domani chiuderà la se- le istituzioni. Penso che, specie in momenti di
pie all’interno della logica ininter- bilità», cioè la fissazione immobili- conda edizione Festival della comunicazione di «La scuola ha una grande colpa: crisi come quelli che stiamo vivendo, occorre
rotta e inesorabile della legge della sta di una verità incapace di farsi ri- Camogli (organizzato da Umberto Eco, ha visto non insegna più il linguaggio delle note, spendersi perché l’amore per l’arte e il bello si
domanda e dell’offerta; ma anche conoscere nella vita di un soggetto 120 ospiti confrontarsi sui diversi linguaggi, da che è universale e potrebbe educare diffonda, come strumento di educazione. Noi ar-
della proliferazione di molte forme concreto e libero. Così come il fluire quello della cultura a quello della scienza, da tisti abbiamo a che fare con qualcosa di sacro
di esclusione, di emarginazione, di continuo può diventare dispersione quello delle imprese a quello musicale appun- l’anima dei giovani al bello che dobbiamo far conoscere a più gente possi-
rifiuto e, con l’apertura di un nuovo e illusione, la fissazione nella stabi- to) e racconterà che «il fare musica è una ricer- Anche i media fanno di tutto per bile. Come? Unendo le forze, facendo dialogare
ciclo di vita, di riciclaggio. lità può trasformarsi in corpo cri- ca continua di idee, di stimoli, di creatività, di diffondere melodie volgari e deturpate, le arti. E poi guardando con rispetto alla tradi-
C’è pure chi ricorre all’immagine stallizzato, insensibile a qualsiasi nuovi orizzonti. E l’apprendere il linguaggio del- con cui si narcotizzano le persone zione: i grandi interpreti sono sempre stati l’os-
della vaporizzazione e dello stato movimento e imprevedibilità. le note è un traguardo che non si raggiunge mai». invece di elevarle nello spirito» sigeno della mia vita artistica, quasi una trasfu-
gassoso per descrivere lo spirito dei © RIPRODUZIONE RISERVATA Eppure, maestro Ughi, quello della musica è sione di sangue. Ho imparato tanto e continuo
un linguaggio che lei conosce da sempre: il a farlo seguendo i concerti dei miei colleghi. Per-
primo violino a sei anni, a 12 già concertista vare alla verità. Poi capita che, incontrandosi, ché non c’è una sola via per giungere alla verità.
affermato. parole e note diano origine a grandi capolavori E il confronto è sempre fondamentale».
«Un linguaggio che però è come un miraggio, come la Nona di Beethoven». Oggi spesso la parola è deturpata e svilita nel-
Il gesuita che ribalta la crisi della Chiesa che quando ti sembra di aver afferrato ti sfug- Però capita pure che per comprendere alcu- la sua ricchezza e potenzialità da un linguag-
Le Edizioni Messaggero Padova traducono per la prima ge. La parola ha un senso preciso, dal quale ni tipi di arte a volte occorre la parola. Per- gio, messo in campo da mezzi di comunica-
volta in Italia due volumi di padre José Frazão Correia, non si può scappare; un termine vuol dire e- ché certi capolavori hanno la necessità di es- zione e social network, che la svilisce. La mu-
gesuita portoghese e teologo molto amato dai giovani, «La sattamente quella cosa. E le parole poi cam- sere spiegati? sica corre questo rischio?
fede vive di tenerezza» e «Fra-tanto» (da cui riprendiamo qui biano, secondo le lingue, da nazione a nazio- «In un Paese dove la musica è diffusa e quindi «Certo, ci sono musiche volgari e deturpate. La
sopra un brano). Correia descrive con immediatezza e ottimismo ne. La musica, invece, non è razionale, è un conosciuta questo non occorre. Ma in nazioni musica è un’arma a doppio taglio perché può in-
la crisi del cristianesimo come un’opportunità per ridare senso linguaggio che non ha bisogno di traduzione come l’Italia dove la scuola non insegna il lin- nalzare lo spirito, ma anche abbassare l’uomo
alla vita, ed esorta a nutrire la fede con quella tenerezza capace perché è un’arte che va al cuore dell’ascolta- guaggio musicale occorre, anzi è doveroso, spie- a livelli infimi. Lo diceva già Thomas Mann spie-
di riscoprire gli affetti e guardare il mondo con fiducia. Il religioso tore, è capito con la stessa intensità in Paesi di garla. Lo sperimento nei concerti, quando mi gando che la musica ci innalza se tocca la par-
dal 14 al 17 settembre sarà in Italia per incontrare i lettori: il 14 lingue, usi e tradizioni diversissime. Quello del- capita di introdurre con poche parole i brani che te migliore di noi, se invece narcotizza rende an-
settembre alle 18.15 a Milano presso la Galleria San Fedele, con la musica è un linguaggio spirituale, che par- poi eseguirò, non certo in modo cattedratico, che peggiori. Attenzione, non ne faccio una que-
monsignor Pierangelo Sequeri; il 15 alle 18 al Circolo dei Lettori di la all’anima dell’uomo. Si presta a molteplici ma con parole semplici che aiutino il pubblico stione di musica classica o contemporanea, ma
Torino con don Roberto Repole; infine il 17 (ore 18.30) a Padova letture, può avere diversi significati. Ecco per- a comprendere e quindi a fare proprio quel ti- di musica buona e cattiva. Di musica cattiva ce
al Centro universitario con don Armando Matteo. ché la ricerca e lo studio sono fondamentali, po di linguaggio. La scuola dovrebbe fare que- n’è, inutile negarlo. E purtroppo i media fanno
per essere interpreti efficaci dei grandi capo- sto, dare gli strumenti per poi muoversi da soli di tutto per diffondere proprio quella».
lavori che il passato ci ha consegnato». nell’universo dei suoni». © RIPRODUZIONE RISERVATA