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Corso di vela lezione 3: le andature

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Ora che sappiamo capire, anche senza strumenti, da dove viene il vento
affrontiamo l’argomento più importante del corso, il cuore della teoria velica.

La prima cosa da sapere è che con le vele possiamo andare ovunque ma non
controvento. Quando la prua della barca punta la direzione da cui viene il vento
infatti le vele non lavorano, si dispongono al centro della barca e sbattono
rumorosamente. Esaurito l’abbrivio (la spinta che rimane dalla precedente
condizione di moto) la barca si ferma.

In realtà esiste un angolo morto, un angolo ben preciso rispetto al vento in cui la
barca non va, o perlomeno avanza con una pessima resa. Questo angolo varia a
seconda della barca, ma, a meno che non si parli di coppa america, possiamo
considerarlo di circa 45°. Entrando nell’angolo morto perciò la barca rallenterà
vistosamente e le vele sbatteranno sempre di più man mano che si avvicina la prua al
vento.

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Uscendo dall’angolo morto (oltre i 45° dal vento) procederemo di BOLINA. questa
potrà essere “stretta” ,appena fuori dall’angolo morto, oppure “larga” se più vicina ai
90° gradi. A livello strategico è bene sapere che una bolina molto stretta non conviene
quasi mai, è estremamente lenta e la barca è sottoposta a notevoli sforzi. Occorre
trovare un compromesso tra la rotta e la velocità. Potremmo paragonare la bolina ad
una salita, quella stretta è una strada molto ripida mentre quella larga è più lunga ma
con una pendenza minore. Quale scegliereste?

Se stiamo procedendo a circa 90° dal vento saremo al TRAVERSO. Questa è l’andatura
generalmente più semplice, la barca è veloce e si ha la massima libertà di manovra.

Oltre i 90° si passa al LASCO, un andatura molto veloce; per riprendere la metafora
precedente è come una discesa e anche in questo caso potrà essere più o meno
ripida. Potremo infatti procedere al LASCO o al GRAN LASCO (quasi con il vento in
poppa).

L’ultima andatura è la POPPA, con il vento che arriva esattamente dietro la barca,
questa è forse l’andatura più difficile da tenere. Occorre essere molto precisi con il
timone perché se si superano i 180° la randa passerà di colpo dall’altro lato
(STRAMBATA), con il rischio di farsi male a causa del boma. Un altra difficoltà è
rappresentata dal fiocco, questo infatti, essendo più sensibile, tende a cambiare lato
già a 180°. La poppa, al contrario di ciò che si tende a pensare, è un andatura anche
più lenta rispetto al lasco, a causa di un gioco di forze che approfondiremo tra
qualche lezione.

Tutto ciò che abbiamo detto è valido sia se stiamo navigando con il vento che arriva
da destra (rispetto alla barca), sia da sinistra. Nel primo caso si dirà che stiamo
procedendo MURE A DRITTA, nel secondo caso saremo MURE A SINISTRA. In sintesi
potremo navigare di bolina mure a dritta o mure a sinistra, di traverso mure a dritta o
mure a sinistra ecc ecc

Come raggiungo un punto controvento?


Capita molto spesso di dover andare esattamente nella direzione da cui viene il vento,
ad esempio perché siamo in crociera e dobbiamo raggiungere una rada o un porto,
oppure perché siamo in regata e almeno una boa si trova sempre controvento,
oppure ancora perché siamo usciti dalla spiaggia in poppa e ora dobbiamo rientrare…
Come si fa? Abbiamo detto che puntando la direzione da cui viene il vento la barca si
ferma. Tra le possibili andature quella che più si avvicina è la BOLINA che infatti è
l’unica andatura che permette di risalire il vento. Dovremo “fare dei bordi di bolina ”
che in pratica significa procedere a zig zag alternando boline mure a dritta e boline
mure a sinistra. A seconda di quanto è lontano il punto, di quanto spazio si ha ecc
occorre trovare un giusto compromesso su quanti bordi fare e quanto lunghi (in
poche parole quanti zig zag).

vai alle altre lezioni:

LEZIONE 1: nomenclatura
LEZIONE 2: da dove viene il vento?
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3/3