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NRIF AA013541

UNI 8199:1998 - 30-11-1998 - Acustica - Collaudo acustico degli impianti di climatizzazione e ventilazione - Linee guida contrattuali e modalità di misurazione
IDcompl

ITEM3 ACUSTICA

NORMA TECNICA UNI 8199:1998


DATA 30/11/1998
AUTORI ACUSTICA

TITOLO Acustica - Collaudo acustico degli impianti di climatizzazione e ventilazione - Linee


guida contrattuali e modalità di misurazione
Acoustics - Acoustic test of air conditioning and ventilating systems - Contract guide
lines and method of measurements

SOMMARIO La norma definisce le modalita' di misurazione negli ambienti del livello di rumore
conseguente al funzionamento degli impianti di climatizzazione e ventilazione e
definisce un criterio di valutazione della rumorosita'.

TESTO DELLA NORMA

CLASSIFICAZIONE ICS 17.140.20 91.120.20 91.140.10 91.140.30


CLASSIFICAZIONE ARGOMENTO AA10B0205

PARZIALMENTE SOSTITUITA

GRADO DI COGENZA Raccomandata


STATO DI VALIDITA' In vigore

COLLEGAMENTI INTERNAZIONALI

LINGUA Italiano
PAGINE 9
PREZZO EURO Non Soci 27,00 Euro - Soci 13,50 Euro
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Acustica
NORMA ITALIANA Collaudo acustico degli impianti di climatizzazione e UNI 8199
ventilazione
Linee guida contrattuali e modalità di misurazione
Seconda edizione
NOVEMBRE 1998

Acoustics
Acoustic test of air conditioning and ventilating systems
Contract guide lines and method of measurements

DESCRITTORI Acustica, prova, prova acustica, impianto di condizionamento, impianto di


riscaldamento, impianto di ventilazione, collaudo acustico

CLASSIFICAZIONE ICS 17.140.20; 91.120.20; 91.140.10; 91.140.30

SOMMARIO La norma definisce le modalità di misurazione negli ambienti del livello di


rumore conseguente al funzionamento degli impianti di climatizzazione e
ventilazione e definisce un criterio di valutazione della rumorosità.

RELAZIONI NAZIONALI La presente norma è la revisione della UNI 8199:1981.


La revisione si è resa necessaria perché la metodologia indicata è risultata di
difficile utilizzazione. Principalmente si è abbandonato il criterio differenziale,
cioè la differenza tra il rumore dell’impianto e quello di fondo, del valore 3 dB,
evidenziando quello di rumorosità dell’impianto (valore assoluto). Inoltre
sono stati ampliati e migliorati i livelli di riferimento (prospetto 2).

RELAZIONI INTERNAZIONALI

ORGANO COMPETENTE Commissione "Acustica"


CTI - Comitato Termotecnico Italiano

RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera del 21 ottobre 1998

RICONFERMA

UNI UNI - Milano 1998


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 4 Nº di riferimento UNI 8199:1998 Pagina I di IV


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PREMESSA
La presente norma è stata elaborata dalla Commissione "Acustica"
dell’UNI e dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano - via G. Pascoli,
41, 20129 Milano), nell’ambito del Gruppo di lavoro misto "Revisio-
ne UNI 8199" ed è stata approvata per la sua presentazione alla
Commissione Centrale Tecnica dell’UNI rispettivamente il 10 no-
vembre 1997 e il 10 marzo 1998.
È stata quindi esaminata ed approvata dalla Commissione Cen-
trale Tecnica, per la pubblicazione come norma raccomandata, il
25 giugno 1998.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove


edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utenti delle stesse si accertino di essere in possesso
dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

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INDICE

0 INTRODUZIONE 1

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1

3 TERMINI E DEFINIZIONI 1

4 METODO DI MISURAZIONE 3
4.1 Condizioni di funzionamento dell'impianto .................................................................................. 3
figura 1 Esempi di rilievi fonometrici in ambiente, di alcuni componenti d’impianti ................ 4
4.2 Strumentazione di misura .................................................................................................................... 5
4.3 Grandezze rilevate e posizioni di misurazione ......................................................................... 5
prospetto 1 Valori del tempo di riverberazione di riferimento ..................................................................... 6

5 DETERMINAZIONE DEL LIVELLO DI RUMORE D'IMPIANTO 6

6 CORREZIONE DEL LIVELLO DI RUMORE D'IMPIANTO 7

7 VERIFICHE DI COLLAUDO 7
prospetto 2 Livelli di riferimento: valori indicativi ............................................................................................... 8

8 RESOCONTO DI PROVA 8

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0 INTRODUZIONE
Il rumore prodotto dagli impianti di climatizzazione e/o ventilazione può interessare l’am-
biente all'interno o all’esterno degli edifici.
La presente norma definisce la metodologia da seguire per il collaudo acustico degli impian-
ti negli ambienti serviti al fine di valutare la rumorosità da essi immessa all'interno degli am-
bienti dell'edificio nell'ottica della salvaguardia delle condizioni di benessere acustico.
I limiti per la protezione dell'udito negli ambienti di lavoro, a cui gli impianti devono unifor-
marsi, sono stabiliti dalla legislazione vigente sull'igiene del lavoro1).
Per quanto riguarda la rumorosità degli impianti che si propaga agli ambienti di terzi si do-
vrà fare riferimento a quanto indicato dalla legislazione vigente2).
Il rumore esistente in un ambiente è dovuto sia al rumore dell'impianto sia al rumore di tut-
te le altre sorgenti interne ed esterne. Per eseguire il collaudo acustico dell'impianto si è
scelto di valutare il solo livello di rumore di impianto al fine di eliminare l'influenza della va-
riabilità del rumore residuo al momento della misurazione. Per la determinazione del ru-
more di impianto, la presente norma indica che le misurazioni vengano eseguite nelle
condizioni di minima influenza del livello di rumore residuo.

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma definisce le procedure di misurazione per il collaudo acustico degli im-
pianti di climatizzazione e/o ventilazione negli ambienti serviti.
La presente norma consente di effettuare il collaudo nei casi in cui i limiti di accettabilità
del rumore di impianto, assunti come livello di riferimento, siano indicati nel contratto, ma
può essere utilizzata anche in assenza di tali limiti, in quanto ne suggerisce i valori. Essi
derivano dalla conoscenza, per esperienza consolidata, dei livelli di rumore residuo me-
diamente esistenti nei diversi ambienti: dai detti livelli, posti pari ai livelli di rumore di im-
pianto negli stessi ambienti, scaturisce il prospetto 2 dei livelli di riferimento.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
ISO 3382 Acustica - Misurazione del tempo di riverberazione negli auditori
CEI 29-1 Misuratori di livello sonoro (fonometri)
CEI 29-4 Filtri di banda di ottava, di mezzo ottava e di terzi di ottava per
analisi acustiche
CEI 29-10 Fonometri integratori mediatori
CEI 29-14 Calibratori acustici

3 TERMINI E DEFINIZIONI

3.1 curva di ponderazione A: Curva di ponderazione in frequenza come definita nella CEI 29-1.

3.2 livello di pressione sonora ponderato A: Livello espresso in decibel ponderato A, dB (A),
e definito dalla formula:
formula 1

L pA = 10 lg ( p A ⁄ p o ) 2

1) Alla data di pubblicazione della presente norma, è in vigore il DL 277 15 agosto 1991 "Attuazione delle direttive
n° 80/1107/CEE, n ° 82/605/CEE, n ° 83/477/CEE, n ° 86/188/CEE e n ° 88/642/CEE, in materia di protezione dei
lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norme
dell’art. 7 della legge 30 luglio 1990, n ° 212" pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n ° 200
del 27 agosto 1991.
2) Alla data di pubblicazione della presente norma, sono in vigore il DPCM 14 novembre 1997 "Determinazione dei valori
limite delle sorgenti sonore" e il DPCM 5 dicembre 1997 "Determinazione dei requisiti acustici passivi".

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dove:
pA è il valore efficace della pressione sonora ponderato A, in pascal;
po è il valore della pressione sonora di riferimento pari a 20 µPa.

3.3 livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato A nel tempo di misura-
zione T, LAeq,T: Espresso in decibel dB (A) ed è definito dalla formula seguente:
formula 2

1 T pA ( t )  2
L Aeq, T = 10 lg ---- ∫  --------------- dt
T o po 
dove:
pA(t ) è il valore istantaneo della pressione sonora ponderato A, in pascal;
po è il valore di riferimento della pressione sonora pari a 20 µPa;
T è l’intervallo di integrazione, in secondi.

3.4 livello di riferimento, Lrif: Livello di rumore d'impianto stabilito in contratto.


I livelli di riferimento sono riportati nel prospetto 2. Essi coincidono singolarmente con il
livello di rumore d'impianto raccomandato nei diversi ambienti, livello a sua volta posto pa-
ri al livello di rumore residuo mediamente esistente negli ambienti stessi.

3.5 livello di rumore ambientale, La: Livello continuo equivalente di pressione sonora ponde-
rato A che si misura con l'impianto in funzione.
Nota Il livello del rumore ambientale è costituito dall'insieme del rumore residuo e del rumore d'impianto.

3.6 livello di rumore residuo, Lr: Livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato
A, che si misura con l'impianto non in funzione.

3.7 livello di rumore d'impianto, Li: Livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato
A, prodotto dal solo impianto; non è misurato ma deve essere calcolato come indicato in 5.

3.8 livello corretto del rumore d'impianto, Lic: Livello di rumore d'impianto (Li), corretto per
tenere conto delle eventuali componenti impulsive e/o tonali delle sorgenti appartenenti
all'impianto oggetto del collaudo e delle caratteristiche fonoassorbenti dell'ambiente in cui
si esegue la misurazione.

3.9 livello di rumore medio nell'ambiente, Lam: Media dei livelli di rumore ambientale rilevati
nelle varie posizioni di misurazione; è definito dalla formula seguente:
formula 3
( L a ) j ⁄ 10
L am = 10 lg 1 ⁄ N ∑ 10

dove:
j è il campione j esimo rilevato nel punto generico di misurazione j ed N il numero to-
tale di punti.

3.10 rumore con caratteristiche impulsive: Immissione sonora nella quale siano chiaramente
udibili e strumentalmente rilevabili eventi sonori di durata minore di 1 s.
Nota Le componenti impulsive possono avere carattere ripetitivo, come succede, per esempio, per il ru-
more di dilatazione delle tubazioni, o isolato, come avviene, per esempio, per il rumore del "colpo
d'ariete" o dello scatto di un teleruttore.

3.11 rumore con componenti tonali: Immissione sonora nella quale siano chiaramente udibili
e strumentalmente rilevabili, nel campo da 20 Hz a 20 000 Hz, eventi sonori caratterizzati
da toni puri.

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3.12 rumore di breve durata: Rumore di durata minore di 60 s, con o senza caratteristiche im-
pulsive, contraddistinto da livello sonoro più elevato rispetto a quelli di regime.
Nota Rumori di breve durata sono, per esempio: la fase di prelavaggio del bruciatore, l'accensione e/o lo
spegnimento di un ventilatore, l'inversione di ciclo di una "pompa di calore", lo slittamento delle cin-
ghie di un ventilatore, la modulazione della valvola motorizzata di regolazione, il colpo d'ariete, lo
scatto di un teleruttore ed inoltre i periodici avviamenti degli apparecchi tutto-niente, ecc.

3.13 rumore di avviamento: Rumore prodotto dall'impianto nella fase di avviamento nel caso in
cui il livello di pressione sonora sia più elevato rispetto a quello di regime (vedere figura 1);
la sua durata è, di solito, minore di 120 s.

3.14 ambienti: Ambiente interno ad un edificio destinato alla permanenza di persone o comu-
nità ed utilizzato per le diverse attività umane.

4 METODO DI MISURAZIONE

4.1 Condizioni di funzionamento dell'impianto


Le misurazioni del livello di pressione sonora ponderato A devono essere eseguite in con-
dizioni di funzionamento dell'impianto compatibili con i parametri di progetto, compreso i
transitori e gli avviamenti.
La rumorosità dell'impianto è, in genere, caratterizzata da una fase di avviamento (rumore
di avviamento), seguita da una o più fasi di regime entro le quali si possono verificare ru-
mori di breve durata (figura 1). Le misurazioni dovranno essere eseguite in intervalli di
tempo che comprendono le diverse fasi. Per individuare il modo di funzionamento che
provoca la massima rumorosità di regime, può essere necessario considerare il funziona-
mento a pieno carico o parzializzato.

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figura 1 Esempi di rilievi fonometrici in ambiente, di alcuni componenti d’impianti

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4.2 Strumentazione di misura

4.2.1 Generalità
Il sistema di misurazione deve essere scelto in modo da poter indicare il livello continuo
equivalente della pressione sonora ponderato A, i livelli sonori con caratteristica I (impul-
se), S (Slow) e F (Fast) con memorizzazione del livello massimo. La strumentazione per
la misurazione dei livelli di pressione sonora con caratteristiche dinamiche S, F o I deve
essere di classe 1 secondo la CEI 29-1; quella per la misurazione del livello continuo equi-
valente di pressione sonora ponderato A deve essere di classe 1 secondo la CEI 29-10.
Nel caso si analizzino rumori con caratteristiche tonali si deve utilizzare strumentazione
dotata di filtri di terzo di ottava rispondenti alla CEI 29-4.

4.2.2 Calibrazione
La calibrazione della strumentazione e/o della catena di misurazione deve essere esegui-
ta prima e dopo ogni ciclo di misurazione mediante un segnale campione emesso da uno
strumento almeno di classe 2 secondo la CEI 29-14. Nel caso si utilizzi un sistema di mi-
surazione comprendente uno stadio di registrazione si deve registrare anche il segnale
campione. La differenza, in valore assoluto, tra le due calibrazioni deve essere minore o
uguale a 0,5 dB.

4.2.3 Controllo periodico della strumentazione


Gli strumenti ed i sistemi di misurazione di cui in 4.2.1 e 4.2.2 devono essere controllati al-
meno ogni due anni per la verifica della conformità alle specifiche tecniche. Il controllo pe-
riodico deve essere eseguito presso laboratori accreditati da un servizio di taratura.

4.3 Grandezze rilevate e posizioni di misurazione

4.3.1 Livello di rumore ambientale


Il livello del rumore ambientale deve essere misurato come livello equivalente letto in pe-
riodi di tempo nei quali il rumore residuo è il più basso possibile poiché il rumore prodotto
dall'impianto è dedotto dalla misurazione del rumore ambientale depurato dal rumore re-
siduo. Quando possibile si dovranno escludere quelle sorgenti che contribuiscono ad ele-
vare il livello del rumore residuo, in particolare se fluttuante.
Per valutare il rumore di avviamento e/o di breve durata, se presente, si deve rilevare il li-
vello massimo LAmax utilizzando la caratteristica dinamica F (Fast).

4.3.1.1 Tempi e modalità di misurazione


Al fine di determinare il livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato A nel
tempo di misurazione T, prodotto dall'impianto nelle diverse condizioni di regime, si devo-
no eseguire misurazioni in un arco di tempo sufficientemente lungo da fornire un valore
rappresentativo della massima rumorosità.
Per ambienti di piccole dimensioni, con superficie in pianta minore di 20 m2, il livello di rumo-
re ambientale (impianto in funzione) si misura nella zona centrale del locale ad una distanza
di almeno 1 m da pareti e superfici riflettenti e ad un’altezza compresa tra 1,2 m e 1,5 m.
Per ambienti di dimensioni maggiori di 20 m2, nei quali è ben individuata la posizione degli
utilizzatori (per esempio cinema, teatri, sale per conferenze, mense, ristoranti ecc.), devo-
no essere effettuate misurazioni in più punti, in corrispondenza delle posizioni degli utiliz-
zatori, ad un'altezza compresa tra 1,2 m e 1,5 m dal pavimento e ad una distanza di al-
meno 1 m da pareti e superfici riflettenti, in modo da individuare la posizione in cui il livello
sonoro è massimo. Tale valore è da considerare come livello di rumore ambientale La.
Per ambienti di dimensioni maggiori di 20 m2, in cui non è individuabile la posizione degli
utilizzatori (per esempio impianti sportivi, spazi espositivi, atrii ecc.) devono essere effet-
tuate misurazioni in almeno 5 punti, regolarmente disposti in pianta ad un’altezza compre-
sa tra 1,2 m e 1,5 m dal pavimento e ad una distanza maggiore di 1 m da pareti e superfici
riflettenti. Il livello di rumore ambientale da considerare è il livello medio dell'ambiente co-
me definito in 3.9.

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4.3.2 Livello di rumore residuo


Il livello del rumore residuo deve essere misurato, per ogni ambiente, in almeno una po-
sizione in cui è stato rilevato il livello di rumore ambientale.
La misurazione del livello del rumore residuo deve essere eseguita nelle stesse condizio-
ni acustiche in cui è stato rilevato il livello di rumore ambientale. La durata della misura-
zione deve comunque essere tale da fornire un valore rappresentativo del rumore residuo
presente.

4.3.3 Verifica della presenza di componenti tonali e/o impulsive


La presenza di componenti impulsive nel rumore di impianto viene verificata quando la
differenza tra i livelli massimi del rumore ambientale misurato con caratteristica dinamica
I e S è maggiore di 5 dB. Tale verifica deve essere effettuata sia nel caso di rumori impul-
sivi di tipo ripetitivo sia di tipo isolato.
La presenza di componenti tonali nel rumore di impianto viene verificata quando, in
un'analisi in terzi di ottava del rumore ambientale, il livello continuo equivalente di pressio-
ne sonora relativo ad una banda supera di almeno 5 dB quello di entrambe le bande adia-
centi.
Qualora si rilevi la presenza di componenti impulsive e/o tonali nel rumore ambientale, si
deve verificare che non siano imputabili al rumore residuo.

4.3.4 Verifica del tempo di riverberazione degli ambienti


La misurazione dei livelli sonori, sia ambientale sia residuo, deve essere eseguita in am-
bienti finiti ed arredati.
Nei casi in cui questo non sia possibile, il livello di rumore d'impianto deve essere corretto
utilizzando il valore risultante dall’impiego della formula seguente:
formula 4

10 lg T ⁄ T o
dove:
T è il tempo di riverberazione, a 1 000 Hz, misurato nell'ambiente nelle condizioni in
cui viene effettuato il collaudo;
To è il tempo di riverberazione di riferimento variabile in funzione del volume del lo-
cale secondo i valori del prospetto 1.
prospetto 1 Valori del tempo di riverberazione di riferimento

V ≤ 100 m3 To = 0,5 s
3
100 < V < 2 500 m To = to V / V o con to = 1 s e Vo = 400 m3
V ≥ 2 500 m3 To = 2,5 s

Il tempo di riverberazione deve essere misurato come indicato nella ISO 3382. Nel caso
non fosse possibile procedere alla sua misurazione, il tempo di riverberazione può essere
stimato teoricamente mediante il calcolo sulla base delle dimensioni dell'ambiente e dei
coefficienti di assorbimento delle superfici: in tal caso il rapporto di prova deve riportare,
per intero, il procedimento di calcolo adottato.

5 DETERMINAZIONE DEL LIVELLO DI RUMORE D'IMPIANTO


Il livello del rumore d'impianto (Li) viene determinato in base ai valori misurati di La e Lr se-
condo le formule seguenti:
formula 5

Li = La se L a – L r ≥ 10 dB

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formula 6

 La ⁄ 10 L r ⁄ 10 
L i = 10 lg  10 – 10  se 6 dB ( A ) < L a – L r < 10 dB

formula 7

L i = L a – 1,6 dB ( A ) se L a – L r ≤ 6 dB 3)

6 CORREZIONE DEL LIVELLO DI RUMORE D'IMPIANTO


Il valore del livello di rumore d'impianto, calcolato come in 5, deve essere corretto nei casi
seguenti:
presenza di componenti tonali Kf = + 3 dB
presenza di componenti impulsive Ki = + 3 dB
ambienti non arredati KT = - 10 lg T / To dB
Il livello corretto di rumore d'impianto, Lic, in decibel, sarà quindi dedotto dalla formula se-
guente:
formula 8

Lic = Li + Kf + Ki + KT

7 VERIFICHE DI COLLAUDO
Il collaudo si intende superato nei casi seguenti:
a) il valore del livello di rumore ambientale La (eventualmente corretto) è minore di Lrif;
b) quando il valore del livello corretto del rumore d'impianto (Lic) risulta minore o uguale
al valore del livello di riferimento (Lrif) indicato nelle condizioni di contratto:
Lic ≤ Lrif
Inoltre si deve verificare che i valori della differenza Lmax - Lrif risultino minori di 5 dB per il
rumore di avviamento e di 3 dB per quelli di breve durata.
Per impianti installati in edifici con particolari destinazioni d'uso (auditorium, teatri, sale di
registrazione, ecc.) può essere richiesta l'assenza di rumori di breve durata e la loro even-
tuale presenza ne invalida il collaudo.
In assenza di livelli di riferimento nelle specifiche di contratto il collaudatore si riferirà al
prospetto 2.

3) Il livello del rumore d’impianto così determinato è sicuramente sovrastimato: se è necessario disporre una stima più
accurata di Li occorre ripetere il collaudo con valore di Lr inferiore.

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prospetto 2 Livelli di riferimento: valori indicativi

Destinazione d’uso dB (A)


1) Civili abitazioni
a) camere da letto 30
b) soggiorno 40
2) Hotels/Motels
a) camere da letto 30
b) sale riunioni 35
c) sale da pranzo 45
d) servizi 40
3) Uffici
a) dirigenti 35
b) impiegati singoli 40
c) collettivi 45
d) centri di calcolo 50
e) aree aperte al pubblico 45
4) Ospedali e cliniche
a) camere di degenza 30
b) corsie 40
c) sale operatorie 35
d) corridoi 40
e) aree aperte al pubblico 40
f) servizi 40
5) Chiese 30
6) Scuole
a) aule 30
b) palestre, piscine 45
7) Biblioteche 35
8) Sale conferenze 30
*)
9) Teatri 30
*)
10) Studi per registrazione, sale da concerto 25
11) Sale cinematografiche 35
12) Ristoranti, bar, negozi 45
*) Si tratta di ambienti che richiedono particolari prestazioni acustiche: si consiglia di seguire le indicazioni di un esperto
in acustica.
Nota - Valori del livello di riferimento maggiori di 5 dB (A) rispetto a quelli indicati sono sconsigliati in quanto non offrono
garanzie di benessere sufficiente. Valori inferiori, quando necessari, vanno attentamente valutati a fronte degli aggravi
economici che ne derivano.

8 RESOCONTO DI PROVA
Nel resoconto di prova devono essere riportati almeno i dati seguenti:
- il riferimento alla presente norma;
- la data del collaudo;
- il nome del collaudatore;
- le caratteristiche della strumentazione di misura impiegata (tipo, n° di serie, ecc.);
- la data dell'ultima taratura della strumentazione;
- la descrizione del tipo d’impianto;
- la descrizione degli ambienti in cui si effettuano le misurazioni: dimensioni, destinazio-
ne d'uso, tipi di arredi, ecc.;
- i valori del livello di riferimento;
- le condizioni di funzionamento dell'impianto durante il collaudo: a pieno regime, a re-
gime parziale, a regime variabile per l'azione della regolazione d'impianto, ecc.;
- il numero delle posizioni di misurazione e le relative ubicazioni;

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- i tempi di misurazione impiegati;


- le caratteristiche del rumore (stazionario, variabile, con caratteristiche tonali e/o im-
pulsive);
- il tempo di riverberazione dell'ambiente o degli ambienti in cui si effettua la misurazio-
ne: se tale valore è stato stimato si dovrà riportare il procedimento di calcolo;
- il livello di rumore residuo;
- il livello di rumore ambientale;
- il livello di rumore d'impianto;
- le eventuali correzioni introdotte Kf, Ki, KT;
- l'eventuale presenza di rumore di breve durata e di avviamento;
- la valutazione conclusiva dell'esito del collaudo.

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PUNTI DI INFORMAZIONE E DIFFUSIONE UNI

Milano (sede) Via Battistotti Sassi, 11B - 20133 Milano - Tel. (02) 70024200 - Fax (02) 70105992
Internet: www.unicei.it - Email: diffusione@uni.unicei.it

Roma Via delle Colonnelle, 18 - 00186 Roma - Tel. (06) 69923074 - Fax (06) 6991604
Email: uni.roma@uni1.inet.it

Bari c/o Tecnopolis CSATA Novus Ortus


Strada Provinciale Casamassima - 70010 Valenzano (BA) - Tel. (080) 8770301 - Fax (080) 8770553

Bologna c/o CERMET


Via A. Moro, 22 - 40068 San Lazzaro di Savena (BO) - Tel. (051) 6250260 - Fax (051) 6257650

Brescia c/o AQM


Via Lithos, 53 - 25086 Rezzato (BS) - Tel. (030) 2590656 - Fax (030) 2590659

Cagliari c/o Centro Servizi Promozionali per le Imprese


Viale Diaz, 221 - 09126 Cagliari - Tel. (070) 349961 - Fax (070) 34996306

Catania c/o C.F.T. SICILIA


Piazza Buonarroti, 22 - 95126 Catania - Tel. (095) 445977 - Fax (095) 446707

Firenze c/o Associazione Industriali Provincia di Firenze


Via Valfonda, 9 - 50123 Firenze - Tel. (055) 2707268 - Fax (055) 2707204

La Spezia c/o La Spezia Euroinformazione, Promozione e Sviluppo


Piazza Europa, 16 - 19124 La Spezia - Tel. (0187) 728225 - Fax (0187) 777961

Napoli c/o Consorzio Napoli Ricerche


Corso Meridionale, 58 - 80143 Napoli - Tel. (081) 5537106 - Fax (081) 5537112

Pescara c/o Azienda Speciale Innovazione Promozione ASIP


Via Conte di Ruvo, 2 - 65127 Pescara - Tel. (085) 61207 - Fax (085) 61487

Torino c/o Centro Estero Camere Commercio Piemontesi


Via Ventimiglia, 165 - 10127 Torino - Tel. (011) 6700511 - Fax (011) 6965456

Treviso c/o Treviso Tecnologia


Via Roma, 4/D - 31020 Lancenigo di Villorba (TV) - Tel. (0422) 608858 - Fax (0422) 608866

Udine c/o CATAS


Via Antica, 14 - 33048 S. Giovanni al Natisone (UD) - Tel. (0432) 747211 - Fax (0432) 747250

Vicenza c/o Associazione Industriali Provincia di Vicenza


Corso Palladio, 15 - 36100 Vicenza - Tel. (0444) 232794 - Fax (0444) 545573

UNI
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