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donne coraggiose

ema stokholma

Mia madre era violenta:


«Ti pesto così ti calmi»
Quando il padre la lascia con due bimbi, la mamma di Ema inizia a

A
prendersela con loro. «Pensavo alla morte tutti i giorni», confida lei,
che si rifugia nella musica e a 15 anni scappa di casa. Diventa una dj
sette anni una di successo e oggi racconta la sua infanzia in un libro: «La violenza
notte mia madre
mi sveglia di
sui minori va fermata. E i genitori malati vanno curati»
soprassalto
trascinandomi in di monica piccini
bagno. Mi prende
la testa, la mette
nella tazza e tira
l’acqua. «Ma ti Figli dei fiori fuori tempo massimo paese di 30mila abitanti. Tra piani di fuga
rendi conto di quello che sei? Non ho mai Sono nata in Francia a metà strada tra il e tentativi di sopravvivenza. A scuola ho
incontrato una lurida come te!», urla. Mi paese d’origine di mia madre, in Bretagna, problemi di apprendimento e faccio un
accusa di voler andare a letto con mio e Roma, la città che mio padre si era sacco di casini, come sputare nella giacca
padre. Dice che voglio farmi gli uomini, lasciato alle spalle a fine Anni ’70 per del professore o dare fuoco ai quaderni.
che sono una «ninfomane». Non so cosa girare l’Europa e suonare in strada, stivali Penso alla morte tutti i giorni, la mia o
significhi né perché lo dice. Provo a negare da cowboy e chitarra in spalla. È qui che quella del mostro. Una volta più
ma non piango – sono troppo arrabbiata –, incontra mia madre, 22 anni, in fuga da seriamente delle altre. Succede quando
anche se so che per lei quella è la prova che un padre anch’esso violento. mia madre a nove anni mi spinse sul
non ho sentimenti, sono «autistica», come Antonio e Dominique vivono alla ponte sul fiume Isère, vicino a casa,
dice quando si trasforma nel mostro che giornata, sono figli dei fiori fuori tempo dicendomi furiosa: «Oggi ti uccido» e poi
conosco da quando ho memoria. massimo. Tra loro è colpo di fulmine. «Forza buttati!». Non mi aveva mai
Alla fine ammetto tutto, voglio solo tornare Rimangono insieme fino a quando mio incoraggiata prima: è una sensazione
a dormire. Con il risultato che dopo sarà fratello compie due anni. Poi però, alla piacevole. Fissai il fiume in piena
ancora peggio. Docce gelate, pugni, notizia della seconda gravidanza, mio pensando realmente di buttarmi e farla
frustate, punizioni sadiche e accuse padre, bello, corteggiato e infedele, decide finita.
insensate: secondo lei siamo io e mio di tornare in Italia lasciando mia madre Per fortuna quella volta sul ponte mi
fratello Gwendal, maggiore di tre anni, a con due bambini piccoli, lavori di fortuna salvò, senza saperlo, un vicino di casa.
obbligarla a farci quello che ci fa, abbiamo e nessun aiuto. Penso sia stato quello il «Tutto bene?», chiese avvicinandosi
bisogno delle botte per calmarci. La sua momento in cui mia madre ha casualmente. «Tutto a posto», rispose mia
rabbia è imprevedibile. Può esplodere oltrepassato la soglia della follia, madre con un sorriso.
davanti ai compiti di matematica visto che anestetizzata poi anche nell’alcol. Quelle
i numeri non mi entrano in testa, quando poche volte che Antonio negli anni verrà La musica è la mia ancora di salvezza
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tossisco o non ho voglia di mangiare, ma a trovarci, Gwendal e io dobbiamo In quegli anni mi aggrappo al mio
anche quando con mio fratello rimaniamo fingere distacco, per evitare che mamma carattere ribelle e a Michael Jackson: la
troppo a lungo in silenzio – è il segno che scateni l’inferno. sua voce mi dice che ha sofferto come me.
le nascondiamo qualcosa – o mentre La nostra vita a tre, intanto, continua in Capisco di non essere l’unica a sapere che
giochiamo. Le abbiamo rovinato la vita. una casa bella ma diroccata, senza tutta quella violenza in famiglia non è
Non sopporta di vederci felici. riscaldamento, nella piazza di Romans, normale. Anche se il resto del mondo lo
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Ema Stokholma, pseudonimo
di Morwenn Moguerou, 36
anni, conduce con Gino
Castaldo il programma
Back2Back su Rai Radio2 e ha
raccontato la sua storia di
bambina maltrattata
nell’autobiografia Per il mio
bene (Harper Collins). «La molla
è stata la notizia di un bambino
morto per le botte in famiglia.
La colpa è anche delle maestre,
dei vicini, la colpa è vostra, è
mia. Ognuno può provare ad
aiutare, con una domanda in
più, un ascolto, una denuncia.
Aiuteremo non solo il
bambino, ma anche il genitore,
una persona con problemi
psichici, che deve essere
fermato e se possibile curato».

Valeria Mottaran
accetta e lo permette, anche se io non ne vacanza», l’ho avvertito per telefono il Mia mamma è morta di leucemia
parlo con nessuno. Nemmeno con giorno prima. «Ok», è stata la sua risposta, «Arrivo», ho risposto a mio fratello
Gwendal. Anzi quando è lui a prenderle, con tono né felice né scocciato. quando mi ha chiamato per dirmi che lei
tiro un sospiro di sollievo. Per qualche Ci siamo frequentati per un po’ di mesi non c’era più. Era l’estate di tre anni
giorno non sarò nel mirino del mostro. (ora non ci sentiamo quasi mai), ma lui fa ed ero in vacanza con il mio fidanzato.
non sapeva come prendermi. Ero tornata a salutarla due volte, senza
A 12 anni torniamo in Bretagna Avevo tanta rabbia dentro e mi vedevo mai perdonarla. Mi sono occupata del
Otteniamo una casa popolare a Rennes. già in una vita da adulta nonostante i miei funerale, della cremazione, delle spese.
Al college mi faccio subito un bel gruppo quindici anni. Ho viaggiato per giorni senza dormire,
di amici e mi fidanzo con Nicolas con cui Ho trovato subito una casa in affitto e un prendendo cinque aerei per tornare il
fumo le canne, ascolto rap, faccio sesso. lavoro: la cameriera, poi la modella. In giorno dopo per lavoro a Reggio Calabria,
Mia madre cerca ancora un pretesto per quegli anni mi sono spostata spesso. per suonare in un dj set. Non mi sono
picchiarmi e quasi sempre lo trova. Come Prima a Londra, dove ho vissuto di fermata: era la mia difesa dal dolore.
nel caso della mia seconda bocciatura a espedienti e toccato il fondo, poi a Quella sera, però, mentre suonavo con il
15 anni. Non faccio in tempo a dire una Milano, Parigi e Milano Marittima, dove pubblico che mi ballava davanti, mi
parola che sulla porta mi arriva il primo ho cominciato a suonare come dj alla hanno regalato dei fiori. Li ho appoggiati
schiaffo. «Ecco cosa succede quando consolle. Sono andata a vivere a Bologna alla consolle e il mio pensiero è andato
pensi solo a farti scopare», grida, e mi per stare più vicino al mio amico subito alle corone sulla bara. Ho pianto,
colpisce forte sulla bocca con la cornetta Alessandro e alla sua fidanzata dell’epoca, continuando a sorridere.
della doccia. Devo scappare, penso, anche Andrea, che ormai faceva coppia fissa con La verità è che non sapevo che sensazioni
a costo di non vedere più Nicolas e gli me per i dj set come vocalist (la vj Andrea provare: era come se avessi aspettato tutta
amici. Il più lontano possibile. Delogu, ndr). Con mio fratello e il mio la vita che mia madre morisse e quando è
Destinazione Roma, poi si vedrà. Ho cane Jordan, sono oggi la mia famiglia. successo, sono rimasta spiazzata.
pochi soldi, non ho un piano, ma sono Cinque anni fa sono tornata a Roma, ho Il sollievo che mi aspettavo di sentire non
felice. Da Parigi salgo sul Palatino (suona comprato una casa, iniziato una c’è stato. Anzi, per cinque minuti ho
così bene), il treno che viaggia di notte e psicoterapia e trovato lavoro come provato empatia per lei, un sentimento
arriva a Roma alle dieci del mattino. conduttrice in radio e in tv. Finalmente bello ma che sul momento mi ha fatto
Suono al citofono di casa di mio padre. tutto ha iniziato a girare per il verso anche soffrire. Perché è più facile odiare
«Vengo a Roma per qualche giorno di giusto. Ce l’ho fatta! una persona che comprenderla.
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