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Vi siete mai chiesti cosa vuol dire essere artisti?

O meglio, vi siete mai


chiesti che cosa vuol dire fare l'animatore?

La risposta è sulle vostre facce, 24 ore al giorno in mezzo a bella gente,


ridere, scherzare, giocare, e chissà quante storie d'amore hanno visto
queste quattro mura.

Eppure, essere artista, vuol dire ridere quando hai voglia di piangere,
scherzare obbligatoriamente quando sei triste; per me, un animatore, è una
persona che vive il suo tempo sopra una nuvoletta creata apposta per lui,
ogni tanto torna giù, costata la dura realtà, e via, quasi per magia torna ai
suoi sogni.

Dopo mille stagioni decidi che è l'ultima, torni a casa, cerchi di vivere la tua
vita normale ed è proprio lì che ti accorgi che basta una chiamata per
scoprire che la valigia non è mai stata svuotata, che esiste sempre un
amico per accompagnarti in stazione, e che il treno per la tua felicità parte
tra meno di un'ora.

Da piccolo mi sedevo spesso sul ciglio della strada e ascoltavo le storie che
aveva da raccontare; desideravo una bicicletta con i raggi cromati, una casa
tutta bianca, ma soprattutto desideravo attraversarla, la strada, per
scoprire chissà quali altri segreti il mondo mi nascondeva.

Oggi, a distanza di anni, mi siedo ancora su quello stesso freddo ciglio, ho


avuto la bicicletta con i raggi cromati, la casa dai muri bianchi, ma fra me e
me penso, in fondo si sta meglio qui; la gente spesso borbotta: più diventi
vecchio, più diventi svanito. Non è vero non è vero, io sono sempre stato
svanito.

Ogni tanto, verso sera, ti coglie la malinconia, e se ti resta ancora qualche


spicciolo nel telefono, pensi subito di chiamare a casa, componi il numero e
spesso ti risponde una voce fredda e metallica: "l'utente da lei chiamato
non è al momento raggiungibile ..." o la voce di tua madre, già, mia madre,
mia madre ha passato la vita a darmi il meglio, migliori scuole, l'educazione
superiore, l'università, e io l'ho ringraziata con un semplice: ciao ma, io
vado, io vado a vivere tra la gente; una vita di sogni infranta nell'istante di
poche insulse parole.

Ho da chiedervi un favore, se vi capita di incontrare delle strane persone


racchiuse in tute colorate con un sorriso stampato sul viso, non cambiateli,
amateli, criticateli, ma vi prego, non cambiateli, se fate ciò, neghereste al
mondo l'ultima categoria che il mondo può vantare di sognatori ad occhi
aperti.

Anch'io nel mio piccolo mi sono cimentato nel forgiare un aggettivo, e dopo
tanto pensare, l'unico che mi è venuto in mente è: artisti.