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MARZIALE – EPIGRAMMI

Tu che leggi Edipo e l’oscuro Tieste,


Colchidi e Scille, che cosa leggi, se non delitti mostruosi? […]
Come fanno a piacerti, questi vani scherzi di povera carta?
Leggi questo, di cui la vita possa dire “È mio”.
Qui non troverai Centauri né Gorgoni né Arpie:
la nostra pagina ha sapore di uomo.
At tu Romano lepidos sale tinge libellos: Ma tu intingi nel sale romano i tuoi spiritosi libretti
agnoscat mores vita legatque suos che la vita vi legga e vi riconosca i suoi costumi

Innocuos censura potest permittere lusus: La censura può permettere innocui scherzi:
lasciva est nobis pagina, vita proba. licenziosa è la mia pagina, onesta la mia vita.

Lesbia giura di non aver mai fatto l’amore gratis/Vero: quando vuol far l’amore è solita pagare.
In tutta la città non c’era uno solo che volesse, gratis,/toccare tua moglie, Ceciliano/finché era
lecito: ma ora che hai messo dei custodi, ha/una gran folla di amanti: sei un uomo pieno d’ingegno!
Or non è molto Diaulo era medico, ora è becchino:/ciò che fa da becchino, l’aveva fatto anche da
medico.
Se così fragorosamente ti applaude la folla dei clienti,/non è per la tua eloquenza, o Pomponio, ma
per quella delle tue cene.
Mi piace quella terra in cui un piccolo patrimonio/mi fa ricco e risorse modeste sono
sovrabbondanti:/qui il podere si fa mantenere, lì ti mantiene… (libro X)

Il profumo dei tuoi baci

Quello che emana da una tenera fanciulla mentre morde una mela,
quello che si diffonde con un soffio dallo zafferano di Coricio;
che proviene dalla vigna quando fiorisce cenerina per i primi grappoli,
che si leva dal pascolo erboso, or ora brucato dalle pecore; l'odore del mirto, del
mietitore arabo, dell'ambra fatta in pezzi, del fuoco pallido per l'incenso orientale che vi
brucia;
che si spande dalla zolla d'erba dopo la lieve pioggia estiva,
che si propaga dalla ghirlanda posta su chiome madide di nardo:
di questo profumano i tuoi baci, Diadumeno, crudele fanciullo.
Oh, se me li dessi tutti senza farmeli desiderare!
A voi affido l’ombra di Eròtion

“A te, padre Frontone, a te, Flaccilla genitrice,


affido questa bimba,la mia delizia che attirava i baci,
affinché la piccola Erotion non tema le nere ombre
e le mostruose bocche del cane degl'inferi.
Avrebbe or ora compiuto il sesto suo freddo inverno,
se fosse vissuta altrettanti giorni ancora.
Tra così antichi protettori giochi allegramente
e cinguetti il mio nome con la boccuccia balbettante.
Non ricopra le sue tenere ossa una dura zolla, e tu,
terra, non pesare su di lei: ella non pesò su di te.”