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ACUSTICA E ARCHITETTURA

IL SUONO E IL RUMORE
 Da cosa nasce un suono?
 Da una perturbazione fisica che viene creata nell’aria, da vibrazioni cicliche che corrispondono ad una successione rapida di
sovrappressioni e depressioni (per es. dalla corda di un violino o dalla membrana di un clacson). I suoni sono sensazioni
percepite dall'orecchio umano generate da corpi i n oscillazione.
 Tali oscillazioni si propagano nell'aria, o in un altri mezzi, attraverso la comunicazione sequenziale tra le varie particelle che
compongono il mezzo stesso. Quando ad esempio un corpo vibrante mette in movimento le particelle d'aria a lui vicine queste
oscillano attorno alla loro posizione di equilibrio trasferendo a loro volta energia alle particelle a loro più prossime. Si ha così
propagazione del suono.
 Lo spostamento delle particelle d 'aria determina una variazione di pressione nel mezzo. La variazione di pressione attorno al
valore della pressione atmosferica è la pressione sonora.

 Che cos’è il suono?


 Il suono è trasmissione di energia attraverso dei mezzi elastici in forma di vibrazione, tali mezzi elastici possono essere sia aria
che solidi ma l’orecchio umano può captare solo quello nell’aria e può distinguere tra toni, suoni e rumori.
 La sensazione acustica è data dalla percezione delle vibrazioni che pervengono all’orecchio per effetto di emissioni sonore
aventi origine diverse sia per quanto riguarda le caratteristiche della fonte generatrice che la localizzazione della fonte stessa
rispetto all’ascoltatore

 Quando un suono diventa rumore?


 “Una sonora melodia che scaturisce da una radio può essere piacevole per una famiglia che vive in un appartamento, ma è
fastidiosa per dei vicini che vorrebbero dormire; non è desiderata,è rumore. Per definizione, il rumore è suono indesiderato.”
Da un punto di vista fisico per suono in un certo punto dello spazio si intende una rapida variazione di pressione
(compressione e rarefazione) intorno al valore assunto dalla pressione atmosferica in quel punto. Si definisce
sorgente sonora qualsiasi dispositivo, apparecchio ecc. che provochi direttamente o indirettamente (ad esempio
per percussione) dette variazioni di pressione: in natura le sorgenti sonore sono quindi praticamente infinite come
ognuno può constatare; affinché il suono si propaghi occorre poi che il mezzo che circonda la sorgente sia dotato
di elasticità. La porzione di spazio interessata da tali variazioni di pressione è allora definita campo sonoro.
Al solo fine esemplificativo immaginiamoci che la generazione del suono avvenga mediante una sfera pulsante in
un mezzo elastico come l'aria; le pulsazioni provocano delle variazioni di pressione intorno al valore della
pressione atmosferica che si propagano nello spazio circostante a velocità finita come onde sferiche progressive
nell'aria stessa (vedi figura 1), similmente a quanto si osserva gettando un sasso in uno stagno: le varie particelle
del mezzo entrano in vibrazione propagando la perturbazione alle particelle vicine e così via fino alla cessazione
del fenomeno perturbatorio.
Qualora le oscillazioni sonore abbiano una frequenza (numero di cicli in un secondo) compresa all’incirca tra 20
e 20.000 Hz (campo di udibilità) ed una ampiezza, ovvero contenuto energetico, superiore ad una certa entità
minima di pressione pari a 2×10-5 Pa, definita soglia di udibilità, (inferiore di circa 5 miliardi di volte alla pressione
atmosferica standard di 1013 mbar), queste sono allora udibili dall'orecchio umano
PRINCIPALI GRANDEZZE FISICHE IN ACUSTICA
Come tutti i fenomeni ondulatori anche le onde sonore sono definite da frequenza (f), misurabile in Hertz [Hz], periodo (T) [s], e
lunghezza d 'onda (λ) [m].
 La sorgente sonora è costituita da un elemento vibrante che trasmette il suo movimento alle particelle del mezzo
circostante, le quali oscillano attorno alla loro posizione di equilibrio.
 Uno dei parametri che caratterizza il suono è la frequenza f. cioè il numero di oscillazioni effettuate in un secondo.
 Si parla di fenomeno sonoro quando la frequenza è compresa nell'intervallo:
20 Hz <f < 20 KHz
 ovvero l'intervallo in cui si assume convenzionalmente che l'orecchio umano sia sensibile.
 I segnali aventi frequenze inferiori e superiori sono detti rispettivamente infrasuoni ed ultrasuoni.
 Generalmente un suono non corrisponde ad un tono puro, caratterizzato da una sola frequenza di emissione, ma ad un
segnale complesso costituito da un gran numero di frequenze che danno origine ad uno spettro continuo.
 Il fenomeno sonoro, oltre alla frequenza, può essere descritto da altri parametri, quali il periodo T e la lunghezza d'onda l,
cioè il tempo e lo spazio richiesto per una oscillazione completa

 Ciclo, periodo e frequenza:La sequenza dei movimenti dovuta alla vibrazione è un movimento periodico. Ogni sequenza è
detta ciclo, il tempo impiegato per compiere un ciclo è detto periodo, il numero di cicli compiuti nell’unità di tempo è detta
frequenza.
LE CARATTERISTICHE DI UN SUONO

Se andate a guardare su un qualsiasi libro di musica vedrete che il suono si definisce usando tre proprietà: altezza, intensità e
timbro. Ma cosa rappresentano questi nomi? Per capire come si collegano queste grandezze al suono bisogna ricordare la forma
dell'onda di pressione che nasce da un corpo che oscilla e si propaga nel mezzo circostante.
Un’onda sonora è caratterizzata dal fatto che una stessa forma si ripete periodicamente. L'altezza di un suono, chiamata più
comunemente frequenza, è proprio l'inverso del tempo che dura ogni ripetizione, che, a sua volta, viene chiamato il periodo
dell'onda. L'onda sonora caratterizzata da un periodo che dura 1/100 di secondo ha una frequenza pari a 100 oscillazioni al
secondo. L'unità di misura della frequenza si chiama Hertz, o in breve Hz, e quindi questa frequenza vale 100 Hz. Ma come
possiamo sentire la frequenza di un suono? Niente di più facile! Più un suono è acuto e più la sua frequenza cresce. Per dare un po'
di numeri considerate che una frequenza minore di 200 Hz è un suono basso mentre una frequenza maggiore di 800 Hz è un suono
acuto.
Passiamo ora alla seconda proprietà di un suono, l'intensità . Come potete immaginare con questo nome si intende l'ampiezza di un
suono, il suo volume. Ma come si misura questa volume? Così come per la frequenza esiste un'unità di misura ad hoc, gli Hertz,
anche in questo caso per misurare l'ampiezza di un suono si usa un unità particolare chiamata Decibel, e quando usiamo questa
unità facciamo riferimento proprio alla sensibilità dell'udito: un suono appena percepibile infatti ha un ampiezza di O decibel -
abbreviato in Db - mentre un suono spacca timpani ha un ampiezza di 120 Db.
L'ultima, e più complessa, caratteristica di un suono è chiamata timbro. Possiamo dire che il timbro rappresenta la carta di identità
del suono. Per convincersene facciamo suonare, per esempio, ad un violino e a un pianoforte la stessa nota alla stessa ampiezza.
Questi due suoni quindi avranno la stessa altezza, la stessa intensità ma un timbro, e quindi un identità, differente

Come vedete la forma dell'onda è molto diversa nei due casi e si sarebbe tentati di affermare che è proprio lei la responsabile del
timbro. Ma purtroppo questo non è del tutto esatto .In effetti ci possono essere delle forme d'onda che appaiono differenti ma
hanno lo stesso suono. A prima vista potrebbe sembrare di essere arrivati in un vicolo cieco, ma in realtà una via di uscita esiste e la
scoprì nel 1701 il francese Sauveur . Questo scienziato, studiando le vibrazioni di una corda, intuì che qualsiasi suono in realtà è
formato da una somma di onde elementari chiamate sinusoidi o armoniche. E questa scoperta venne formalizzata, verso la fine del
'700, dal matematico J . B. Fourier che ne ricavò un celebre teorema che porta il suo nome.
Usando questo teorema si vede che il timbro di un suono in effetti dipende dalla quantità e dall'ampiezza delle sinusoidi che
contiene così come il sapore di una pietanza dipende dagli ingredienti che usiamo per prepararla . Quindi, così come possiamo
descrivere una pietanza attraverso la lista dei suoi ingredienti, allo stesso modo possiamo caratterizzare un suono specificando le
sinusoidi che lo formano. Questa lista degli ingredienti di un suono ovvero delle sinusoidi che lo compongono, si chiama spettro. Ma
come si legge lo spettro di un suono? Uno spettro è rappresentato, in ordine crescente, dalle frequenze delle armoniche che
compongono il suono, mentre, l'ampiezza di ognuna di queste armoniche è rappresentata dall'altezza della riga che la rappresenta.
Appare poi evidente il primo aspetto fondamentale del fenomeno fisico in esame che risulta essenzialmente
influenzato dallo spettro di emissione della sorgente sonora: tutto lo studio dell’acustica architettonica è
sostanzialmente incentrato sull’analisi spettrale delle sorgenti e sulle modalità di risposta dei mezzi
adottati per il controllo del fenomeno (riflessione, assorbimento e trasmissione dell’energia sonora
incidente).
Nel caso più semplice si può ipotizzare che dette variazioni di pressione seguano una legge sinusoidale
(moto armonico), in tal modo lo strato d'aria adiacente alla sfera subirà espansioni e contrazioni con la
stessa frequenza della sfera, e così per gli strati d'aria concentrici successivi in modo che, dopo un certo
tempo, in tutti i punti del mezzo che circonda la sfera si hanno delle variazioni periodiche di pressione.
In sintesi le condizioni essenziali per la generazione, propagazione e udibilità del suono così come definito
sono quattro:
•la presenza di un mezzo elastico (nel vuoto non c’è propagazione sonora);
•una variazione di pressione nel mezzo intorno ad un valore di equilibrio (ad esempio la pressione
atmosferica);
•una frequenza delle variazioni di pressione compresa nel campo udibile;
•un contenuto energetico superiore ad una soglia minima di udibilità.
Un suono può essere costituito da un tono puro, cioè da un segnale di una sola frequenza (monocromatico), da più toni puri
(policromatico). da suoni complessi (armonici, periodici, segna le su una sola banda di frequenze). da rumori, cioè costituiti da tutte le
frequenze con diversi livelli.
L'analisi della composizione in frequenza dei suoni può essere effettuata con diversi metodi basati sulla suddivisione del contenuto di
energia sonora in bande, cioè in prefissati intervalli di frequenza. Ciascuna banda è caratterizzata dalla frequenza nominale di centro
banda fc e dalle frequenze di taglio superiore fs e inferiore fi . L'ampiezza di banda, definita dalla differenza tra la frequenza di taglio
superiore e inferiore Δf = fs - fi , può essere costante o variabile al variare della frequenza nominale di centro banda. L'analisi ad
ampiezza di banda costante viene utilizzata per analisi approfondite sulla composizione in frequenza di rumori generati da sorgenti e
macchine, sulla diagnostica e sulle cause generatrici delle emissioni sonore. L'analisi in bande di ampiezza percentuale costante, in
particolare la cosiddetta analisi in ottave o terzi di ottava, viene solitamente utilizzata in acustica ambientale ed architettonica.
Questa analisi si basa sulla costanza del rapporto tra la larghezza di banda ti/ e la frequenza nominale di centro banda che
caratterizza la banda stessa. L'ottava e' un intervallo di frequenza usato in acustica per vari scopi. Deriva dalla notazione musicale ha
come riferimento il La 440 Hz (convenzione internazionale) da cui sono ottenute per differenza tutte le altre note. Sul pianoforte
sono presenti sette ottave (più tre tasti) la stessa nota nell' ottava superiore corrisponde ad un raddoppio di frequenza il primo Do e'
a 261 .5 il secondo a 523 il terzo o centrale 1026.
In acustica e fonometria si usa una scala derivata dalla musicale ma indipendente. Il riferimento e' il 1000 Hz per convenzione e per
gli studi di Weber e Fletchner le ottave precedenti ' 500 250 125 le successive 2000 4000 8000 16000 Il terzo di ottava sarà
proporzionale all' intervallo fra le ottave125/3 =41,6 Hz per la prima 8000/3 2666 Hz per l'ultima. In fonometria forniscono una
ripartizione solo all' apparenza non uniforme, ma se si analizza ad esempio la loro ripartizione in funzione dello spettro vocale umano
(150-3750 Hz circa) si capisce che la maggiore risoluzione a basse frequenze e' infinitamente più' utile di una ripartizione decimale.
Attualmente unificate per il settore edile corrispondono a 63, 125, 250, 500, 1000, 2000, 4000 Hz
Pressione Acustica: variazione che la pressione subisce rispetto alle
condizioni di quiete in un generico punto dell’ambiente

 Intensità della sensazione sonora : I=p2/cr


 L’intensità della sensazione acustica corrisponde all’energia
trasmessa, nell’unità di tempo, attraverso l’unità di superficie; essa
deriva dal rapporto tra il quadrato della pressione efficace ”p”
espressa in pascal ( 1pa=1N/mq) ed il prodotto tra la velocità “c”
(340m/sec) e la densità dell’aria “r” (0,123934 Kg/mc)

 Qualità della sensazione sonora: f=c/l


 La qualità della sensazione sonora dipende dalla frequenza della vibrazione,
che espressa in Hertz è determinata dal rapporto f=c/l tra la velocità “c” in
m/sec e la lunghezza d’onda”l” in metri. Il campo di frequenze della voce è
compreso di norma tra 100Hz e 5000Hz. L’orecchio umano percepisce i suoni
compresi nelle frequenze di 20 Hz e 20.000 Hz. Con variazioni di pressioni
percepibili dai 20µpa fino a valori un milione di volte superiori
 Velocità di propagazione del suono: Dipende dalle caratteristiche del mezzo (modulo di Young, densità
del mezzo e temperatura)
 Lunghezza d’onda (λ): è la distanza che un’onda sonora percorre in un periodo. La lunghezza d’onda di
un suono può essere determinata dividendo la velocità del suono per la sua frequenza: λ= cT=c/f.
 Pressione sonora: Variazione di pressione dovuta all’onda sonora.
 Livello di pressione sonora: Lp=10 log (p)2/ (p0)2= 20 log p/po dB
 Decibel: Misura il livello di pressione sonora tramite una scala logaritmica decimale necessaria ad evitare
l’uso di numeri troppo elevati, dato l’ampio campo delle intensità del suono percepibile dall’orecchio
umano. Scala logaritmica per rappresentare il range delle variazioni di pressione sonora che il nostro
orecchio è in grado di percepire.
dB= 10 log10 P/P0
Una misurazione relativa : il Decibel
 Il decibel è l’unità di misura convenzionale con la quale in acustica si indica il livello di
un fenomeno acustico.
 La variazione della pressione sonora varia entro un intervallo compreso tra 20 micro
pascal, soglia di udibilità, e 63,2 Pa, soglia del dolore, con un escursione avente il
valore di 106 .
 Per ridurre questo intervallo si è pensato di adottare misurazioni di tipo relativo
prendendo a riferimento il minimo valore udibile .
 Nelle esperienze effettuate si è poi scoperto come la relazione che lega la sensazione
sonora al fenomeno che l’ha generata sia di tipo esponenziale e non lineare.
 Da queste considerazioni nasce una misurazione di tipo logaritmico : il decibel
 dB= 10 log10 P/P0

 Dove P è la misura in Pa della pressione sonora e P0 è il livello standard di riferimento


cioè il livello minimo di udibilità stabilito in 20 micro pascal

 Indicativamente ad un aumento dell’intensità sonora di 3 decibel corrisponde circa un


raddoppio della percezione soggettiva del rumore
 Non è un’unità di misura ma un modo di esprimere una certa misura: esso è
adimensionale
I diversi livelli di rumorosità a cui siamo esposti quotidianamente
 Potenza sonora : è l’energia emessa nell’unità di tempo dalla sorgente sonora nel
mezzo.

 Livelli di potenza sonora: Misura della potenza acustica di una sorgente.


Lw= 10 log W/Wo

 Intensità sonora: I= W/S espressa in W/m2

 Addizione e sottrazione di livelli sonori: La somma di due sorgenti di rumore non


è una somma aritmetica. Per combinare un numero n di livelli si usa la formula
Ln= 10 log ( 10L1/10+10 L2/10+ ….10Ln/10) dB

 Analisi di un suono: lo spettro sonoro


AUDIOGRAMMA NORMALE E CURVE DI PONDERAZIONE IN FREQUENZA
L'orecchio umano non è sensibile in eguale modo alle diverse frequenze. La sensibilità è generalmente maggiore alle frequenze
medio-alte e diminuisce progressivamente verso quelle basse e quelle molto alte. L'andamento della sensibilità dell'orecchio
umano al variare dei livelli e della frequenza è stato studiato e rappresentato su un diagramma chiamato audiogramma normale.
La figura mostra l'audiogramma normale proposto dalla UNI ISO 226 [6] per ascolto binaurale, in campo acustico libero, sorgente
sonora disposta di fronte all'ascoltatore e suoni puri. Nel diagramma sono riportate le curve isofoniche che rappresentano, al
variare della frequenza, i livelli di pressione sonora in grado di produrre la stessa sensazione sonora . Ciascuna curva è
caratterizzata da un valore di livello di sensazione sonora, espresso in phon, numericamente uguale al valore di pressione sonora,
espressa in dB, del suono a lOOOHz che ha prodotto la sensazione sonora.
Nella prima figura, estratta dall'audiogramma, sono riportati i livelli e le frequenze udibili per un individuo di udito normale (dai 20Hz ai
20000Hz). Le aree interne rappresentano il campo del parlato che va dai lOOHz ai 5000Hz e il campo della musica che si estende
dai 55Hz agli 11000Hz. Per tenere conto della diversa sensibilità dell'orecchio nella valutazione del disturbo o danno da rumore si
sono affermati metodi semplici basati sull'impiego delle curve di ponderazione in frequenza direttamente selezionabili negli
strumenti di misura. A livello normativo sono state definite 4 curve di ponderazione "A", "B", "C" e "D" ispirate alla forma
dell'audiogramma normale. Cìascuna di queste curve era stata inizialmente predisposta per applicazioni specifiche: curva "A" sotto i
60 dB, curva "B" (ormai in disuso), tra 60 e 100 dB, curva "C" oltre 100 dB (usata per misurazioni in discoteca), curva "D" per
disturbo prodotto da rumore di aerei. Attualmente la curva di ponderazione più usata nelle misure che si propongono di valutare gli
effetti del rumore sull'uomo (disturbo o danno) è la curva "A", qualunque sia il valore del livello sonoro totale. La curva di A ci
consente di rapportare i livelli di pressione sonora misurati alla reale risposta dell’orecchio umano. Tiene conto della sensibilità
dell’orecchio umano alle varie frequenze. Il livello di pressione ponderato dB(A) esprime la risposta “soggettiva” degli individui ai
rumori.
STRUMENTI DI MISURA : fonometro

 Scopi
 Approcci per la verifica del rumore emesso
 Scelta della strumentazione : le norme vigenti prevedono l’utilizzo di fonometri
integratori di classe 1

 Parametri da rilevare: per poter effettuare correttamente le misurazioni è


necessario che lo strumento segua le variazioni temporali del suono in
esame: le costanti di tempo Slow, Fast, Impulse e Peack.
Costanti di tempo
Il segnale sonoro può essere campionato dal fonometro utilizzando differenti intervalli di tempo. Per valutare un rumore fluttuante nel
tempo sono stati definiti dalle norme IEC 60651 e IEC 61672 tre tipi di risposte istantanee. Una rapida (FAST) che simula la risposta
dell'orecchio umano, una lenta (SLOW) che fornisce un livello sonoro abbastanza stabile anche nel caso di rumori variabili, ed una
costante di tempo molto veloce (IMPULSE) per valutare i rumori impulsivi

I moderni fonometri possono rilevare un evento sonoro


utilizzando contemporaneamente le tre costanti di
tempo. La figura che segue rappresenta un rumore
impulsivo misurato con i tre parametri.

Si osserva come la misura con costante di tempo SLOW,


più "lenta" nell’acquisire i dati, fornisce valori di picco
inferiori rispetto alle altre grandezze.
Per differenziare tra loro le misure vengo utilizzati i
pedici F, S ed I.
Ad esempio una misura del livello massimo di pressione
sonora, con curva di ponderazione A, con costante di
tempo slow viene indicata dalla sigla: LAsmax
PROPAGAZIONE DEL SUONO ALL’APERTO

PROPAGAZIONE DEL SUONO IN CAMPO LIBERO


L’energia emessa si distribuisce su superfici sferiche di area crescente all’aumentare della
distanza

Essendo I = W/S avremo I= W/4πr2


Pertanto l’intensità sonora diminuirà con il quadrato della distanza dalla sorgente

Diminuzione del livello sonoro con la distanza Lp= LW - 20 log r -11

Considerando la riflessione della Terra ( campo emisferico) Lp= LW - 20 log r -8


COSA SUCCEDE QUANDO UN’ONDA SONORA INCONTRA UN
OSTACOLO?

Al momento dell’impatto parte dell’energia sonora verrà riflessa, parte assorbita e parte
verrà trasmessa al di là dell’ostacolo.

Coefficiente di assorbimento α: esprime il rapporto esistente tra l’energia sonora


assorbita e l’energia sonora riflessa di un suono incidente un determinato materiale.
Dipenderà dalla porosità del materiale e dalla frequenza del suono incidente.
Si definisce unità di assorbimento l’assorbimento dovuto ad un metro quadro di materiale
assorbente.
 Riflessione: Si ha se l’ostacolo è più grande della lunghezza d’onda del suono incidente.
L’angolo di incidenza è uguale all’angolo di riflessione; il suono di propaga come se fosse
stato prodotto da una sorgente “immagine” posta dall’altra parte della parete.

Riflessioni sonore su ostacoli concavi: Riflessioni sonore su ostacoli


riflessione concentrata convessi: riflessione diffusa
 Diffrazione: cambio di direzione dei fronti d’onda dovuta alla presenza di ostacoli
sul percorso di propagazione aventi una dimensione minore rispetto allla lunghezza
d’onda del suono incidente.
 Rifrazione : avviene quando un raggio sonoro, passando da un mezzo denso a uno
meno denso, subisce una deviazione dovuta alla differente velocità di propagazione
 Eco ed effetto Haas : L'orecchio umano è capace di distinguere, in media, dieci
impressioni sonore (monosillabiche) succedentesi nella durata di un secondo.
Ciò vuol dire che, per una velocità delle onde sonore pari a 340 m sec, se la
differenza fra il percorso del suono diretto e quello del suono riflesso è uguale o
superiore a 340/10 = 34 m, l'ascoltatore percepisce due suoni separati da un
intervallo di 1/10 di secondo o più. E' questo il fenomeno dell'eco.
Per intervalli di tempo compresi fra 1/10 e 1/20 di secondo, il suono è percepito come
prolungato e indistinto (near-echo). Se il suono riflesso arriva all'orecchio con un
ritardo minore di 1/20 di secondo rispetto a quello diretto, esso è percepito non come
un suono separato o prolungato e indistinto, ma come un rafforzamento del suono
originario. E' questo l'effetto Haas. Se si vogliono evitare echi o near-echoes, la
differenza fra i percorsi del suono diretto e di quello riflesso, non dovrà superare i

340/ 20= 17 metri.


Cosa succede in un ambiente chiuso?

Anche in uno spazio chiuso una sorgente sonora irradia in tutte le direzioni, ma la
propagazione sferica prevale solo in prossimità della sorgente; allontanandosi da
essa, l’influenza del suono riflesso dalle pareti si farà via via più importante.
Le riflessioni del suono date dalle pareti influenzano tutta l’acustica dello spazio in cui è in
funzione la sorgente. I fenomeni prodotti dalla riflessione delle onde sonore possono
“distruggere”o “migliorare” le condizioni acustiche di una sala d’ascolto o di un
qualsiasi ambiente, sia esso abitativo o industriale.

Incremento del suono dovuto alle riflessioni multiple


Se viene prodotto un suono in un ambiente chiuso, l'ascoltatore, in qualsiasi parte della
sala si trovi, riceverà non solo le onde sonore che giungono al suo orecchio
direttamente dalla sorgente, ma anche tutte le onde riflesse.
Così la pressione totale, dovuta al suono diretto più quello riflesso, sarà più grande di
quella del solo suono diretto.
Se i coefficienti d'assorbimento delle superfici interne sono bassi, come nel caso di una
stanza rifinita in marmo, gesso non poroso, calcestruzzo e vetro, con coefficienti
minori di 0,05 (in media e per tutte le frequenze), le onde sonore perderanno poca
energia ad ogni riflessione, così che la pressione sonora risulterà assai maggiore di
quella dovuta al solo suono diretto.
Un ascoltatore posto in una sala sarà sottoposto a due tipi di energie sonore: l’energia
sonora emessa direttamente dalla sorgente e l’energia sonora riflessa dalle pareti,
che dipenderà dalle dimensioni, dalla geometrie e dalle caratteristiche di
assorbimento acustico della sala.
Mentre la sorgente sonora produce suoni, la stanza si riempie di onde riflesse.
Livello sonoro totale

Il livello di pressione totale Lt sarà quindi dato dalla somma logaritmica dei livelli Lp ed Lr

Se il suono nella sala è generalmente diffuso, fino ad una certa distanza dalla sorgente il
suono diretto sarà molto maggiore di quello riflesso, mentre al di là di questa
distanza sarà il suono riflesso a prevalere, e quindi il livello totale rimarrà pressoché
costante.

RAGGIO DELLA SALA


La distanza dalla sorgente alla quale il suono diretto decade a un livello uguale a quello
del suono riflesso viene chiamata raggio della sala ed indicata con R.
Il Raggio della sala, R, dipende solo dall'assorbimento A * della sala (ad una determinata
frequenza): maggiore sarà l'assorbimento e maggiore sarà la decadenza sonora,
approssimandosi di più a quella del solo suono diretto .
Riverberazione

Ad ogni successiva riflessione ogni onda perderà una frazione di energia a causa
dell'assorbimento e la pressione sonora nella stanza diminuirà gradualmente.
Le onde colpiranno l’orecchio dell’ascoltatore in una successione così rapida che egli
normalmente non le udrà come distinte ripetizioni del suono originale, ma come un
prolungamento di questo, dopo che la sorgente si sia fermata.
Questo prolungamento del suono, che man mano si fa più debole fino a diventare non
più udibile, è chiamato coda sonora o riverberazione (reverberation ).

Tempo di riverberazione

La riverberazione di una sala viene stimata in termini di tempo di riverberazione.


Definito come il tempo necessario affinché in un ambiente, il livello sonoro diminuisca di
60 dB dopo il silenziamento della sorgente.
Ogni ambiente, in relazione al suo utilizzo; necessita di un tempo di riverberazione
ottimale e, come ovvio, per poter adeguare lo spazio al tipo di suono emesso si
dovrà lavorare sul volume dell’ambiente e sui materiali presenti.
La durata della riverberazione dipende essenzialmente da:
a) l'intensità della sorgente sonora
b) l'assorbimento della stanza (pareti, soffitto, pavimento, mobili, persone ecc.)
c) il volume della stanza (e cioè la lunghezza dei percorsi delle onde sonore).
Come si calcola il tempo di riverberazione?

Il metodo più usato è quello che si basa sull’ipotesi di Sabine, dove si suppone che
l’energia emessa dalla sorgente dopo il silenziamento diminuisca uniformemente nel
tempo.
Dall'analisi di risultati sperimentali, Sabine dedusse la seguente formula :
τ = 0,16 (V / A*) sec
dove τ = tempo di riverberazione espresso in secondi;
V = volume della sala in m3;
A*= assorbimento totale della sala in mq.
Percezione della musica
Per la musica non si può definire un preciso criterio di intellegibilità.
Si è osservato comunque che, per ogni tipo di musica esiste un tempo di riverberazione
per il quale l'audizione risulta migliore.

Linea A : intellegibilità del parlato;


Linea B : musica classica ( tempo di riverb. ottimale 1,5 sec);
Linea C: musica moderna ( tempo di riverb. ottimale 2,1 sec).

Per una sala da adibire sia a musica classica che sinfonica, un tempo intermedio di 1,8
sec a 1000 Hz può essere considerato soddisfacente. Meglio però, se possibile,
adoperare dei materiali ad assorbimento variabile che possono modificare a seconda
dell'occasione il tempo di riverberazione.
Influenza delle persone sul tempo di riverberazione

Il tempo di riverberazione delle sale è fortemente influenzato dall'afflusso del


pubblico.
Infatti le persone sono elementi fortemente assorbenti e il loro coefficiente
d'assorbimento non coincide in genere con quello dei sedili.
Si registreranno quindi vari tempi di riverberazione nella sala a seconda che
essa sia vuota, parzialmente piena o piena.

Risonanza

Quando le onde sonore urtano la struttura di una sala, essa è posta in uno stato di
vibrazione più o meno forte a seconda della sua natura.
I materiali vibrano alla stessa frequenza delle onde sonore incidenti ed emettono
alternativamente suono da entrambi i lati.
Pareti, divisori, pavimenti, soffitti, pannelli ecc. rispondono con vibrazioni in accordo, cioè
sono in risonanza.
Si noti infine che la risonanza rinforza il suono senza prolungarlo apprezzabilmente, come
invece fa la riverberazione.
Percezione del suono negli ambienti chiusi

Intellegibilità del parlato


Negli ambienti chiusi l'intellegibilità del parlato è funzione del tempo di riverberazione e
del volume. Aumentando il tempo di riverberazione il livello sonoro viene aumentato
con conseguente aumento della intellegibilità. Se ne deduce che per un certo volume
della sala vi è un corrispondente tempo di riverberazione per il quale l'intellegibilità è
massima.
Il corretto rapporto tra segnale e rumore rappresenta un’ ulteriore condizione che deve
essere soddisfatta, oltre al tempo di riverberazione, affinché non sorgano problemi di
intelligibilità della parola.
La differenza tra il rumore di fondo e il livello di segnale utile, in questo caso della parola,
deve essere di minimo 25 dB nella gamma dei 300-3000 Hz.
Segnale / rumore > 25 dB significa che, ad esempio se il livello del rumore di fondo è di
50 dB, il livello della voce deve essere almeno di 75 dB.

PROGETTAZIONE: Dimensionamento Acustico delle pareti


CONTROLLO: Rilevazione in fase di esercizio di alcune grandezze
L Livello Sonoro
T Tempo di riverberazione
A Assorbimento Acustico
Fonoisolamento e fonoassorbimento
Le parole fonoisolamento e fonoassorbimento definiscono concetti molto diversi tra
loro. Spesso, purtroppo, i due termini vengono confusi ed erroneamente considerati
sinonimi .

Gli interventi di fonoisolamento hanno lo scopo di minimizzare la trasmissione del


rumore tra due ambienti e quindi fare in modo che il rumore prodotto in un locale non
disturbi il locale adiacente.

In tal senso, ad esempio, una parete divisoria tra ambienti (e le relative strutture al
contorno) dovranno garantire una certa prestazione fonoisolante
Gli interventi di fonoassorbimento invece hanno lo scopo di controllare la riflessione dei
suoni sulle pareti di un locale e quindi di adattare, in base alle proprie esigenze, il
riverbero all'interno dell'ambiente in cui si genera i l rumore.

In questo caso si dovranno scegliere materiali d i rivesti mento di pareti, soffitto e


pavimento, o eventuali elementi di arredo, caratterizzati da specifiche prestazioni
fonoassorbenti .
Al fine di sottoporre a controllo l’ammissibilità acustica
all’interno dell’ambiente in esame, è necessario
effettuare, in fase di progettazione, il dimensionamento
acustico delle pareti costituenti l’involucro e, in fase di
esercizio, la rilevazione di alcune grandezze
caratteristiche:

PROGETTAZIONE:
-Dimensionamento acustico delle pareti

CONTROLLO:
-Rilevazione in fase di esercizio di alcune grandezze

L Livello Sonoro

T Tempo di Riverberazione

A Assorbimento Acustico Equivalente


Isolamento acustico e potere fonoisolante
Esistono due grandezze che definiscono in maniera differente la capacità di una struttura di limitare la trasmissione di rumori aerei: isolamento
acustico e potere fonoisolante.
L'isolamento acustico (D) rappresenta la differenza in decibel dei livelli di rumore misurati nella stanza sorgente e nella stanza ricevente

La grandezza D dipende dalle caratteristiche acustiche delle


stanze dove vengono effettuate le misure. Infatti una camera
ricevente molto riverberante (e quindi, in un certo senso, che
fa "rimbombare molto i suoni") determinerà un livello L2 più
alto rispetto ad una stanza delle medesime dimensioni ma con
superfici fonoassorbenti .
Il potere fonoisolante (R) rappresenta invece una caratteristica
intrinseca della struttura, indipendente dalle dimensioni della
partizione e dalle proprietà acustiche dei locali.
Alla differenza tra le misure di livelli di rumore si somma un
termine correttivo che tiene in considerazione la superficie
della partizione e le capacità di assorbimento acustico della
camera ricevente. Tale grandezza quindi risulta utile, ad
esempio, qualora si volessero confrontare tra loro le
caratteristiche di pareti diverse.
R = L1 - L2 + 10 log(S/A)
Dove:
Dove:
-L1 livello di pressione sonora nell'ambiente emittente [dB]
L1 livello di pressione sonora nell’ambiente emittente
-L2 livello di pressione sonora nell'ambiente ricevente [dB]
L2 livello d i pressione sonora nell'ambiente ricevente
-S è la superficie della partizione esaminata [mq]
-A è l'area di assorbimento acustico equivalente dell'ambiente
di ricezione [mq]

Il termine "A" si calcola misurando il tempo di riverberazione


del locale ricevente
A = O,l6 V/T
Dove:
-V è i l volume dell'ambiente ricevente [mc]
-T è i l tempo di riverberazione dell'ambiente ricevente [s]
Livello di rumore da calpestio

Il livello di rumore di calpestio (L) è una grandezza che caratterizza la capacità di un solaio di limitare la
trasmissione dei rumori da impatto. Si determina in sostanza rilevando nell'ambiente disturbato il livello di
rumore generato da una macchina per il calpestio posizionata sul solaio in esame.

La macchina per il calpestio è uno strumento dotato di 5


martelli del peso di 500 grammi ciascuno, che percuotono
ritmicamente il pavimento cadendo da un 'altezza di 40 mm.
Tutte le indicazioni relative alle specifiche delle macchine per
il calpestio sono segnalate nella norma UNI EN ISO 140-7
riguardante la misurazione in opera dell'isolamento acustico
ai rumori di calpestio.

Considerato come viene effettuata la misura risulta chiaro che


più basso è il livello di rumore da calpestio misurato migliore è
la capacità del solaio di smorzare i rumori da impatto.

Come l'isolamento acustico (D) anche il livello di rumore di


calpestio è un parametro che dipende dalle caratteristiche
acustiche della stanza dove vengono effettuate le misure.
Per ottenere un valore indipendente dalle caratteristiche
acustiche dell'ambiente di misura è necessario correggere i
valori rilevati in base al tempo di riverberazione del locale
ricevente
COSA SI MISURA

Il Potere Fonoisolante Apparente R’


L’Isolamento Acustico Standardizzato di Facciata D2m,nt
Il Livello di rumore di Calpestio di Solai Normalizzato L’n
Il Livello di pressione sonora ponderata degli elementi
impiantistici LA
’isolamento Acustico delle pareti di ambito esterno è pesantemente
condizionato da :

-il potere fonoisolante dei vetri


-la classe di tenuta e il peso dei telai in cui sono inseriti i vetri
-la presenza e il tipo di cassonetti
-la presenza di aperture di ventilazione, necessarie per assicurare i ricambi di
aria negli ambienti
Legge 447/95 e DPCM 5/12/97www
DPCM 5/12/97
In attuazione della Legge
26 ottobre 1995 n. 47
Determina i requisiti acustici delle
sorgenti sonore interne agli edifici
ed i requisiti acustici passivi degli
edifici e dei loro componenti in
opera, al fine di ridurre
l’esposizione umana al rumore

Ai fini dell’applicazione del decreto


gli ambienti abitativi sono distinti
nelle categorie indicate nella
Tabella A

VALORI LIMITE:
-Potere fonoisolante apparente
-Isolamento acustico standardizzato di
facciata
-Livello di rumore di calpestio di solai
normalizzato
-livello massimo di pressione sonora
ponderata
-livello continuo equivalente di pressione
sonora ponderata
Percezione del suono negli ambienti chiusi

Il livello sonoro indotto da rumori aerei in un ambiente consente di valutare


l’ammissibilità acustica dell’ambiente
Legge 447 del 24/10/95 DPCM 15/12/97
Categoria A edifici adibiti a residenza o assimilabili

Valori limite :
 Potere Fonoisolante apparente di elementi di separazione tra ambienti R’w : 55dB
Prende in considerazione tutta la potenza sonora che arriva nell’ambiente ricevente- valore unico ottenuto dai valori
alle varie frequenze secondo una procedura normalizzata
 Isolamento acustico standardizzato di Facciata D2m,nT,w : 45dB
Definisce le proprietà isolanti di una parete divisoria tra l’ambiente esterno (sorgente sonora) e l’ambiente interno
effettuata a 2 metri dalla facciata, normalizzato rispetto al tempo di riverberarzione
 Livello di rumore di calpestio dei solai normalizzato L’n,w : 58dB
Definisce il livello di rumore trasmesso essenzialmente per via strutturale e che interessa il complesso pavimento-solaio
 Livello massimo di pressione sonora ponderata A LASmax : 35dB
Il valore massimo del livello istantaneo di pressione sonora misurato durante l’evento sonoro causato da un impianto a
ciclo discontinuo
 Livello continuo equivalente di pressione sonora ponderata A LAeq : 25dB
Il valore medio energetico del livello di pressione sonora prodotto da un impianto a ciclo continuo
R’ – Potere Fonoisolante Apparente
 R’ = L1 – L2 + 10 log SS/A
 Dai valori espressi in funzione della frequenza (terzi di ottava) si passa all’indice di valutazione
R’w del poterte fonoisolante apparente delle partizioni fra ambienti facendo ricorso ad una
apposita procedura. L’indice di valutazione R’w permette quindi di caratterizzare con un solo
numero le proprietà fonoisolanti della parete

 R’w = Rw – a dove a rappresenta la media


dei contributi delle differenti trasmissioni laterali

ffffffff
CONOSCENZE TECNICHE

Fonoisolamento

Potere fonoisolante
Effetto barriera offerto dalla parete alla propagazione del suono.
Misurato in fase di esercizio dalla relazione: R= 10 log Pi/Pt
Con Pi e Pt corrispondenti alle potenze sonore rispettivamente incidenti e trasmesse

IN FASE DI PROGETTAZIONE
è una grandezza misurata in laboratorio per bande di frequenza
Può essere calcolato tramite la Legge della massa
R= 20 log (Ms f) – 48
Con 48 derivante dal rapporto pfMs/rc e tiene conto :
della frequenza f(Hz); della massa areica della parete Ms (Kg/mq); della densità dell’aria r
pari a 1,20,Kg/mc ; della velocità del suono nell’aria c (340 m/sec)
E di conseguenza della resistenza acustica dell’aria rc = 410 Kg/sec. Mq se l’aria stessa si
trova a 20 °C ed alla pressione atmosferica
Oltre che dalla frequenza, il potere fonoisolante dipende dalla massa per unità di
superficie dell’elemento.
Il sistema massa-molla-massa garantisce ottime prestazioni di fonoisolamento tra ambienti adiacenti il principio di
funzionamanto riguarda due strati divisori costituiti , per esempio da lastre di gesso rivestito con una intercapedine in
mazzo in cui viene inserito della lana di vetro con funzione di ammortizzatore integrando la molla rappresentata dall’aria
Isolamento acustico
Definito dalla differenza di livello di pressione sonora L1 esistente in un ambiente in cui sia
in funzione una sorgente sonora e il livello di pressione sonora L2 esistente
nell’ambiente attiguo, separato dalla parete in esame.
D = Lp1-Lp2 =R-10 log Sd/A
A = area di assorbimento equivalente dell’ambiente ricevente (m2)
S = area dell’elemento di separazione (m2)

Per calcolare i livelli di pressione sonora all’esterno prodotti dalla sorgente sonora posta
all’interno di un altro ambiente la formula è : Lp2= Lp1 – R +10 log Sd – 20 log r - 11
Per incrementare il potere fonoisolante è necessario incrementare proporzionalmente la massa
della parete.
Il potere fonoisolante di una parete monocorpo aumenta di 4 dB se si raddoppia il suo spessore
così come aumenta di 4 db se la frequenza del suono incidente si moltiplica per due.
L’adozione di una parete a corpo multiplo consente di ottenere effetti acustici altrettanto
positivi senza aumentare eccessivamente il peso della parete purchè:
-i corpi siano realizzati con materiali e/o spessori differenti per evitare la coincidenza delle
frequenze proprie di risonanza
-i corpi vengano distanziati da uno strato di aria compreso tra 5 cm. e 12cm.
-I corpi della parete vengano realizzati senza collegamenti rigidi
-La frequenza di risonanza dell’intera parete multistrato sia inferiore alle frequenze dei suoni da
attenuare

Aumento di 4dB con una intercapedine di 2-4 cm. Di 9 db con una intercapedine di 5-10cm.

Nell’edilizia in genere si è visto che si tende ad alleggerire e ad assottigliare tutte quelle


strutture opache cha hanno una funzione di solo isolamento o di chiusura degli spazi,
ad adottare ampie superfici vetrate e a costruire normalmente a scheletro elastico le
strutture portanti. Ciò crea problemi notevoli dal punto di vista acustico per i rumori
trasmessi per via aerea e derivanti da sollecitazioni vibratorie e d’urto. Il comfort
acustico degli spazi costruiti, infatti è strettamente legato alla silenziosità degli
ambienti.

Come si comportano i vari elementi che costituiscono una struttura?


Gli elementi verticali
 Pareti in laterizio
Il loro potere isolante è legato sia alla massa sia
alle caratteristiche costruttive della parete
stessa.
Pareti in mattoni pieni o forati?
Per le pareti in mattoni forati se non venisse
utilizzato l’intonaco, il loro potere fonoisolante
sarebbe nullo. Gli intonaci sigillano e rendono
impermeabili all’aria le pareti e possiedono
discrete capacità fonoisolanti.
Il potere fonoisolante nominale Rw è lo
stesso? NO!
Sarà quindi necessario aumentare la massa della
parete in mattoni forati, aggiungendo una
seconda parete distanziata dalla prima e da
essa completamente indipendente.
Per evitare i fenomeni della risonanza che si
potrebbero creare nell’intercapedine è
necessario inserire uno strato di materiale
poroso ( in genere materiali fonoassorbenti
quali lana di vetro, fibre di legno
mineralizzate, sughero e argilla espansa).
 Pareti in calcestruzzo
Se da un lato hanno buone capacità fonoisolanti dall’altro hanno il difetto di trasmettere
le vibrazioni e i rumori per via solida.

Soluzione per entrambe le tipologie: pelle resiliente


Le pareti vengono ricoperte con uno strato
di fibra minerale o vegetale accoppiata
a una lastra in gesso rivestito.
In questo modo si può raggiungere sia un elevato grado
di fonoisolamento, senza appesantire le pareti,
sia di contenere gli spessori dell’elemento.
Il rivestimento dovrà essere applicato alla parete
(la cui struttura dovrà essere completamente sigillata)
Attraverso collanti distribuiti a pugni
e non dovrà presentare punti di contatto con i solai.
 Pareti in gesso rivestito
Sono pareti leggere tecnicamente avanzate, costituite da paramenti di gesso rivestito e
fibra di vetro. La prima evidente caratteristica è l’estrema leggerezza. Quella più
sorprendente è che pareti di gesso rivestito dello spessore di 8 cm hanno un potere
fonoisolante maggiore di una parete in laterizio di 12cm
E’ un sistema che sfrutta il meccanismo di due masse sparate e di una molla
(l’intercapedine di aria tra due lastre)
 Pareti composite
L’efficacia fonoisolante di un parete può essere inficiata dalla presenza di porte, finestre,
cassonetti.

Influsso delle finestre


Con la costruzione delle finestre nelle pareti esterne, di regola l’isolamento acustico della
parete esterna globale peggiora. Le finestre e i cassonetti degli avvolgibili sono i
maggiori responsabili del rumore proveniente dall’esterno.
Per ottenere un buon risultato si devono
migliorare le caratteristiche del vetro,
del serramento, della sottofinestra, delle bocchette di aereazione.
La tenuta d’aria dei serramenti
è un buon sistema per migliorare il fonoisolamento.
Un sistema efficace per aumentare
l’isolamento acustico delle finestre è quello di adottare
due o più lastre di vetro separate da uno strato di aria e isolate.
I vetri sono montati su listelli di gomma e il telaio della finestra
è perimetralmente ricoperto da materiale fonoassorbente.
La scelta di due vetri di diverso spessore ( e quindi diverso peso) fa in modo che si
abbiano differenti frequenze di risonanza.
 Influsso delle porte
Normali porte di passaggio hanno una misura stimata di isolamento acustico da 20 a 25
dB circa. Invece il valore relativo Rw per le pareti in muratura secondo la normativa
è tra 38 e 55 dB. Il risultante isolamento, compresa la porta, risulta quindi di 28-32
dB circa per cui la realizzazione della parete con criteri di maggiore isolamento può
diventare ancora più importante.
Affinché si verifichi tale valore di isolamento occorrerà che la porta sia accuratamente
sigillata ai bordi e, in particolare, alla soglia. Strisce di gomma possono essere
utilizzate per riempire le fessure perimetrali. La legge della massa ci suggerisce poi
l’adozione di porte massicce.
ELEMENTI ORIZZONTALI
La caduta di un corpo pesante o i passi su un pavimento hanno l’effetto di imprimere a
questo delle oscillazioni dall’alto in basso e viceversa, di ampiezza decrescente: è uno dei
problemi avvertiti in modo più drammatico in gran parte degli edifici moderni in quanto
fonte di notevole disturbo soprattutto nelle ore serali e notturne.

Per quanto riguarda l’attenuazione dei rumori da vibrazioni


impresse alle strutture e dei rumori di percussione
si può evidenziare come le strutture elastiche in generale,
come quelle in c.a. o in particolare quelle in acciaio,
facilitino la trasmissione del rumore,
entrando facilmente in vibrazione
in rapporto alle frequenze del suono incidente
e delle sollecitazioni impresse.
Negli edifici le strutture orizzontali sono quelle più
interessate ai rumori trasmessi per percussione o per vibrazione.
In particolare la chiusura orizzontale fra due ambienti sovrapposti deve essere realizzata in
modo da evitare la trasmissione delle vibrazioni alle strutture adiacenti funzionando da
filtro passa basso, smorzando ed irradiando l’energia sonora in lunghezza d’onda al di
sotto del campo dell’udibile.
 Pavimento ricoperto di materiale resiliente
Un’ovvia soluzione al problema dell’isolamento del rumore d’impatto sta nel ridurre
l’effetto dell’impatto sulla struttura. Questo risultato può essere raggiunto ricoprendo
il pavimento con uno strato resiliente la cui azione è di smorzare il colpo e cioè di
ridurre l’energia trasmessa alla struttura. Tale metodo,valido in particolare per
pavimenti già esistenti, prevede un sistema resiliente a secco costituito da pannelli
rigidi e feltrino preaccoppiati di basso spessore, su cui incollare il nuovo rivestimento.
A tale scopo sono usati materiali quali: linoleum, gomma, sughero, asfalto e
moquette.
I valori d’isolamento per rumori d’impatto forniti da un dato materiale a differenti
frequenze, variano a seconda del tipo di pavimento che esso ricopre (in genere 17-20
dB).
Differenza di trasmissione del rumore senza e con accorgimenti

 Pavimento galleggiante
Interporre tra il pavimento portante e il pavimento di copertura,un supporto resiliente,
continuo o discontinuo. E’ necessario che in tale tipo di pavimento non vi sia alcun
elemento rigido di collegamento tra la massa galleggiante e la struttura poiché ciò
annullerebbe l’effetto smorzante dell’elemento resiliente.
I rumori d’urto sui pavimenti possono essere
causati da:
-percussione (caduta di oggetti, calpestio)
-vibrazioni (macchinari)
-attrito (trascinamento di mobili)

A causa della continuità rigida delle


strutture, la trasmissione dei rumori d’urto
raggiunge, al contrario dei rumori aerei,
anche parti dell’edificio molto lontane dalla
sorgente del rumore stesso.

Indice di valutazione del livello sonoro


standardizzato del rumore di calpestio L’nw
L’nw = Lnwo – DLnw + K dove
Lnwo rappresenta l’indice di livello sonoro
di calpestio della soletta nuda
DLnw rappresenta l’incremento di
isolamento acustico di calpestio dovuto
all’intervento
K rappresenta la correzione per tenere
conto delle trasmissioni laterali

Soluzione con “pavimento galleggiante” il


cui scopo è quello di ottenere una
pavimentazione priva di collegamenti rigidi
con le altre strutture
 Controsoffitto desolidarizzato ed elasticamente sospeso

Consiste nel realizzare un controsoffitto il più possibile continuo (ottimo il gesso rivestito
o il legno) su cui verrà poggiato del materiale fonoassorbente poroso (come la
melanina espansa) per evitare che l’intercapedine diventi una cassa armonica, il tutto
sospeso ad una certa distanza dal soffitto attraverso elementi antivibranti e scollegato
dalle pareti laterali mediante guarnizioni in gomma.

La limitazione di questo sistema consiste nel fatto che, comunque, il rumore seguirà altre
vie di propagazione, pur avendo messo in atto una protezione al solaio superiore, il
rumore si propagherà attraverso le pareti laterali giungendo sino al locale
sottostante. Il controsoffitto desolidarizzato potrà quindi essere messo in opera anche
quando al piano superiore sia già stato realizzato un pavimento galleggiante,
aggiungendo una protezione ai rumori aerei.
TRASMISSIONE DEL RUMORE ATTRAVERSO IMPIANTI
Il rumore prodotto da impianti interni agli edifici è spesso fonte di profondo disturbo per
gli abitanti di uno stabile. porre una particolare cura nella progettazione e nella
realizzazione di questi elementi è indispensabile per giungere ad una qualità totale
dell'edificio che prenda in considerazione soprattutto il comfort di chi fruirà dell' opera
realizzata. Le cause principali dei rumori prodotti dagli impianti tecnici sono da
individuarsi sia nell'errata collocazione, scelta e installazione delle apparecchiature,
sia nell' eccessiva continuità delle tubazioni e in una insufficiente desolidarizzazione
delle condotte dalle strutture murarie. Innanzitutto, è importante sottolineare come la
prima operazione da compiere, quando si debba intervenire su macchinari generanti
vibrazioni nelle strutture, sia quella di isolarli dagli elementi edilizi che li circondano e
ai quali sono collegati, mettendo in opera materiali capaci di dissipare l'energia
vibratoria ricevuta.
Regole pratiche per ottenere in opera i requisiti acustici passivi desiderati
 PARETI
 Aumentare lo spessore dell’intercapedine; minimo 5 cm.
 Riempire tutta l’intercapedine con pannelli di materiale isolante a giunti bene accostati
 Utilizzare tre intonaci, due sul primo tavolato ed uno sul secondo
 Sigillare accuratamente i giunti tra i mattoni
 Impiegare mattoni di grande formato
 Utilizzare paramenti di diverso peso per metro quadrato non collegati
 Non utilizzare mattoni rotti e di spessore inferiore a 8cm.
 Inserire sotto tutti e due i tavolati uno strato di materiale resiliente
 Non realizzare tracce per gli impianti sulla parete o prese lettriche direttamente affacciate sui due
paramenti in posizione speculare
 Ridurre le trasmissioni di fiancheggiamento
Regole pratiche per ottenere in opera i requisiti acustici passivi desiderati

 SOLAI INTERPIANO

 Non annegare le tubazioni degli impianti nel massetto ripartitore ma sotto l’isolante
 Rifilare il materiale isolante al livello della pavimentazione finita invece che del
massetto
 Pulire il piano di posa dell’isolante per evitare danni allo stesso
 Interrompere il pavimento galleggiante al di sotto dei tramezzi
 Utilizzare materiali isolanti di contenuta rigidità sotto i carichi previsti(in edilizia
250/300 kg/m2
 Proteggere con cartonfeltro bitumato i pannelli isolanti dalla miscela acqua-cemento
del massetto e posare l’eventuale strato protettivo del prodotto verso l’alto e
realizzare sovrapposizioni non inferiori ai 10cm
 Per evitare possibili rotture della pavimentazione dimensionare ed eventualmente
armare il massetto ripartitore ei carichi; tale massetto deve essere di adeguata
composizione e portato a stagionatura prima del transito di cantiere
 Posare il materiale isolante solo poco prima della realizzazione del massetto per
evitare che restando a lungo senza protezione venga danneggiato dal pedonamento
di cantiere
PROGETTARE IL SUONO
 Differenza tra i concetti di isolamento e condizionamento acustico.

 Progettazione di concerto tra architetto e ingegnere acustico.

 E’ importante essere coscienti dei problemi che un progetto non


corretto può provocare: echi, focalizzazioni,risonanze; e le linee
generali del progetto che si devono seguire, tenendo conto che non
esiste un tipo “ideale” se non che si possono ottenere buoni risultati
con forme molto diverse.

 I meccanismi che permettono il disegno delle condizioni acustiche


specifiche per un ambiente si basano sulle condizioni di
assorbimento, diffusione e riflessione del suono.
ELEMENTI ASSORBENTI
Si impiegano per ottenere adeguati tempi di riverberazione, eliminare echi e ridurre il
livello del campo riverberante.
 Materiali fibrosi o porosi : Convertono in calore l’energia meccanica attraverso fenomeni di
attrito. L’onda acustica fa oscillare l’aria interna ai pori che dissipano energia per attrito viscoso
Hanno uno scheletro solido ricoperti di pori. Non sono compresi materiali a cellule chiuse,
quelli con struttura fibrosa sono i più efficaci. Le caratteristiche di assorbimento
acustico di questi materiali sono legate alle frequenze del suono incidente e allo
spessore del materiale stesso e aumentano al crescere di entrambe
La fibra di vetro, la lana di roccia, la schiuma di poliuretano sono i materiali usati
abitualmente. Altri materiali impiegati sono: la schiuma di poliestere, il gesso
acustico, agglomerato di sughero, ecc. In generale si deve cercare di raggiungere
l’assorbimento adeguato con l’arredamento, moquette, tende che permettono di
ottenere un’acustica variabile e ricorrere a materiali più specifici solo quando sia
realmente necessario.
.

Nel progetto di ampliamento di un magazzino


Olanda (Steven Holl,2000),
il materiale assorbente si colloca dentro
dei vassoi metallici perforati:
i meccanismi di assorbimento
si integrano con il concetto architettonico
Valori elevati di a ( coeff. di ass. acustico) si raggiungono alle alte frequenze, mentre alle medie e basse frequenze
l’assorbimento acustico aumenta con lo spessore dei pannelli.
Un assorbimento selettivo a frequenze specifiche, anche nel campo delle medie e basse, si può ottenere
utilizzando spessori ridotti di materiale collocato ad una certa distanza dalla parete rigida da trattare .
Questo effetto può essere spiegato ricordando che l’assorbimento acustico dei materiali fono assorbenti porosi è
dovuto alla dissipazione dell’energia vibrazionale posseduta dalle molecole d’aria per attrito con le superfici della
cavità, fenomeno che è massimo laddove si verificano le velocità delle particelle d’aria più elevate. Supponendo
che la parete da trattare possa essere considerata perfettamente rigida, in corrispondenza di questa la velocità
delle particelle d’aria sarà nulla e quindi l’efficienza del materiale fonoassorbente poroso minima.
Allontanandosi dalla parete la velocità
delle particelle d’aria aumenta e con
essa l’efficienza del materiale
fonoassorbente poroso

Nelle camere anecoiche, ad esempio, per


avere elevati valori di assorbimento si usano
cunei a base quadrata di dimensioni elevate
costruiti solitamente con materiali
fonoassorbenti porosi .
Lo scopo della particolare forma a cuneo è
quello di aumentare la superficie assorbente e
far si che l’onda incidente subisca una serie di
riflessioni tra i cunei tali da impedire un ritorno
di energie verso l’ambiente.
Ciò risulta più efficace quanto più le frequenze
sono elevate
RISUONATORI ACUSTICI
Sono quegli elementi che catturano energia del campo acustico in modo selettivo, in una banda
di frequenze determinata, generalmente al di sotto dei 500 Hz.

 Risuonatori semplici di cavità o di Helmholtz


Consiste in una cavità chiusa di aria collegata con l’esterno attraverso una piccola apertura
chiamata collo. Le onde sonore incidenti fanno vibrare le particelle di aria nella sezione del
collo come se fosse una massa vibrante, mentre l’aria che si trova nella cavità si comporta
come una molla. La perdita di energia del sistema si deve a forze di attrito e viscosità e
sono massime alle frequenze di risonanza. Ciò non dipende dalla forma del risonatore, ma
dal raggio, dalla lunghezza del collo e dal volume della cavità.

Quando la cavità del risonatore è vuota il sistema ha una smorzamento


piccolo, per cui l’assorbimento acustico presenta un picco netto in
corrispondenza della frequenza di risonanza, l’unica in grado di
penetrare all’interno della cavità.
Per le caratteristiche dei risonatori normalmente usati la frequenza di
risonanza si trova nel campo delle frequenze medio basse

Questo tipo di risonatori si utilizza per ottenere un assorbimento in una banda determinata alle
frequenze intermedie. E’ frequente il loro impiego come elementi complementari dei
materiali porosi
Per rendere meno selettivi i risuonatori acustici si può inserire del materiale poroso all’interno della cavità.
Si ottiene un allargamento dello spettro di assorbimento ma una conseguente riduzione del picco in
corrispondenza della frequenza di risonanza.
Agendo sullo spessore del pannello, sulle dimensioni dei fori e sulla percentuale di foratura nonché sulla
distanza di montaggio dalla parete, si può rendere massimo l’assorbimento nella banda di frequenze
desiderata

Il pannello forato risonante assorbente


costituisce una estensione del singolo
risuonatore acustico, infatti, montato a una
certa distanza dalla superficie da trattare, si
comporta come un insieme di risuonatori di
Helmholtz ciascuno costituito da un collo,
corrispondente al foro del pannello, e da una
cavità, costituita da una parte del volume
compreso tra pannello e parete.
In presenza di più fori la mutua interazione tra
essi determina la comparsa di fenomeni
dissipativi anche a frequenze diverse dalla
frequenza di risonanza. Per questo motivo i
pannelli forati hanno uno spettro di
assorbimento più ampio.
Utilizzando fori di dimensioni diverse si può
contribuire all’allargamento dello spettro di
assorbimento anche se l’efficienza alle
singole frequenze diminuisce.
Questi fenomeni, unitamente all’effetto del
materiale poroso all’interno della cavità,
permettono di realizzare pannelli
fonoassorbenti ad ampio spettro
RISUONATORI ACUSTICI
 Risuonatori di membrana / pannelli vibranti: diaframma su un cuscino d’aria, lastra di
materiale non poroso montata su un apposito telaio che la mantiene a distanza dalla superficie di
fondo fornendo un intercapedine d’aria
Sono anche chiamati risonatori di lastra o pannelli vibranti. Vengono utilizzati per il trattamento delle
basse frequenze, riflettendo in cambio le alte e medie. Consistono in un foglio di materiale non
poroso e flessibile, teso e montato ad una certa distanza dalla parete rigida e con una luce
sufficiente che gli permetta di vibrare. Inoltre si possono sospendere grandi piastre del tetto
mediante fili flessibili in modo che possano vibrare.
Colpiti dall’onda sonora questi materiali fonoassorbenti vibrano come un diaframma su un cuscino
d’aria e assorbono l’energia acustica alle basse frequenze per effetto della dissipazione viscosa
determinata dalle vibrazioni flessionali del pannello, in particolari lungo i bordi vincolati.
I materiali usati in genere sono tele o, per frequenze più alte, pannelli in legno o gesso laminato.
La potenza di radiazione che produce il pannello è molto debole e pertanto non udibile, per questo è
necessario che gli appoggi siano molto flessibili affinché dissipino la vibrazione.
Per i pannelli vibranti l’assorbimento risulta essere molto selettivo nell’intorno della frequenza
fondamentale di risonanza e può essere notevole alle basse frequenze
SISTEMI MISTI

Considerando le caratteristiche di assorbimento delle tre


differenti tipologie di materiali fonoassorbenti, si può osservare
che ciascun materiale fonoassorbente ha un campo di
applicazione ben definito, per cui, per ottenere buoni valori di
assorbimento acustico alle alte frequenze si adoperano materiali
porosi, alle frequenze intermedie i risuonatori acustici e alle
basse frequenze i pannelli vibranti.
Per assorbire uno spettro di frequenze ampio si possono usare
sistemi misti costituiti da risuonatori multipli

 Risunatori multipli
Consiste in un pannello di materiale rigido, non poroso, con fori circolari o fenditure, montato ad una
certa distanza dalla parete rigida in modo da lasciare una cavità chiusa di aria fra le due superfici.
Costituisce una generalizzazione del risonatore semplice. Le masse d’aria nei fori vibrano ( non sono i
pannelli a vibrare) e l’aria contenuta nella cavità si comporta come una molla. L’attrito fra l’aria e
le pareti dei fori, accompagnato da una dispersione di calore, determina l’attenuazione del suono.
Questo tipo di risonatore è meno selettivo di quello semplice. Si ottiene, per uno spessore limitato, un
elevato grado di assorbimento per un’ampia gamma di medie frequenze.
Riempiendo lo strato di aria con un materiale poroso aumento il grado di assorbimento e migliora la
risposta a tutte le frequenze.
I materiali generalmente usati sono:
il legno,cartongesso, mattone e lamine metalliche.
ELEMENTI DIFFUSORI
Uno dei problemi più importanti da risolvere nelle sale da concerto o nelle sale di
registrazione è la creazione di un campo sonoro molto diffuso,che il suono sia
avvolgente, che l’energia del campo riverberante arrivi allo spettatore ugualmente da
tutte le direzioni dello spazio.
La diffusione in una sala può incrementarsi mediante la distribuzione di irregolarità nella
superficie delle pareti.
Nelle antiche sala da concerto la diffusione si otteneva mediante balconi,statue,
decorazioni,ecc. Oggi i meccanismi utilizzati sono: irregolarità nella copertura,
formazioni di pareti tipo serra, pareti con cunei, diffusori policilindrici.

 Diffusori policilindrici
Sono superfici lisce convesse, generalmente in legno, disposte l’uno a fianco all’altra con
un raggio di curvatura inferiore a 5 metri. Questa curvatura evita che il suono si
rifletta su una zona ridotta, permette che si diffonda in un’area maggiore.

La superficie diffondente curva modifica l’angolo di incidenza


allungando il percorso
del raggio diretto
rispetto a quello riflesso.
Si elimina l’effetto dell’eco.
RIFLETTORI ACUSTICI

Se la superficie è situata nella sala in modo che il percorso, dalla


sorgente all’ascoltatore, del suono riflesso dalla superficie sia
minore o uguale al percorso del suono diretto più 17 metri, per
l’effetto Haas l’ascoltatore udirà il suono rafforzato. Verificandosi
tali condizioni, la superficie è detta essere un riflettore acustico o
specchio acustico. Tali riflettori sono particolarmente usati per
rinforzare il suono nelle sale d’audizione nei punti più lontani
dalla sorgente sonora.
Gli elementi riflettori che generano le prime riflessioni si realizzano
con materiali rigidi, lisci e non porosi, per esempio legno o
metallo.
E’ raccomandabile concepire i riflettori perché funzionino
ottimamente nella bande concentrate nei 500 Hz. Se i riflettori
sono troppo grandi si corre il rischio di potenziare o attenuare
eccessivamente le frequenze che compongono il suono o che il
livello relativo del suono riflesso sia più alto di quello diretto. In
questo ultimo caso, anche se non si percepisce eco, si avrà la
sensazione che il suono provenga dalla superficie riflettente.
Diminuendo il livello del suono riflesso (maggior diffusione,
elementi convessi) minimizzeremo questo rischio.
Riflettore orizzontale per sorgente sonora fissa
Spesso parte del soffitto di una sala è usata quale riflettore orizzontale per il rinforzo
sonoro in un determinato settore.

Dalla sorgente sonora S


si tracci una retta perpendicolarmente al piano del riflettore
V

( e quindi, in questo caso, al soffitto).


Si riporti su questa retta
RIFLETTORE
l’immagine virtuale V,
B1 A1

B
speculare di S rispetto al piano del riflettore.
S
Si congiunga V con il primo spettatore A e
A

SEZIONE
con l’ultimo B del settore
LONGITUDINALE
X-X che si vuole rinforzare acusticamente.
Le rette VA e VB delimiteranno longitudinalmente il riflettore.
Pavimento usato come riflettore orizzontale
Spesso, specialmente nei teatri all’aperto, è anche sfruttato il pavimento, quando esso è
liscio e rigido, come riflettore orizzontale. Tale accorgimento era largamente applicato
negli antichi teatri greci, per il rinforzo del suono in cavea.

SEZIONE LONGITUDINALE

Riflettori verticali: Un muro, o una superficie rigida verticale in genere, posta alle spalle
della sorgente sonora, è talvolta usata come riflettore sonoro. Anche questo tipo di
riflettore è prevalentemente usato per teatro all’aperto, ed anch’esso era adottato
negli antichi teatri greci
B

SEZIONE
LONGITUDINALE

S V

A
Uso di più riflettori
Nel caso che il rinforzo acustico dato da un solo riflettore non sia sufficiente, specie per le zone più
lontane dalla sorgente sonora, è utile usare successivi riflettori che procurano un rinforzo
progressivo dove il livello sonoro risulta più basso. Più riflettori si usano anche per rinforzare in
diverse zone, come nel casi di teatri con gallerie.
VIII

V2

V1
SEZIONE LONGITUDINALE

VII

G
P
R

VI

B
S S A

In tutti i casi visti occorre ricordare che l’efficacia di un riflettore sarà tanto maggiore
quanto minore risulterà la distanza della sorgente virtuale dagli spettatori.. Particolare
attenzione dovrà essere fatta nel caso di riflettori collocati molto in alto o
verticalmente sul fondo della sala, poiché in questi casi è possibile che la differenza di
percorso fra l’energia sonora diretta e quella riflessa dallo specchio superi i 17 metri
dando luogo a fenomeni di eco o near-echo.
FENOMENI CHE INCIDONO SULLA QUALITA’ ACUSTICA DI UN SALA
 Eco
Quando il suono diretto e quello riflesso vendono uditi distintamente

Si elimina con elementi assorbenti o con meccanismi diffusori,


come i listoni inchiodati alla parete
utilizzati nell’Auditorium di Guadalajara
(Rojo-Fernandez-Shaw,Arquitectos con AngelVerdasco,2002)

 Noise-echo
E’ un ripetizione multipla del suono in uno spazio di tempo molto breve. L’ascoltatore
percepisce una rapida successione di piccoli echi. Si ha quando la fonte sonora si
colloca tra due pareti parallele molto riflettenti e lisce.
Si risolve con superfici diffondenti ed evitando pareti parallele.
 Risonanza
Si associa all’apparizione di onde stazionarie o modi propri di vibrazione di
una sala conseguenza delle riflessioni successive su pareti opposte
Per evitare il fenomeno della risonanza si devono evitare superfici parallele e quelle
simmetriche
Si può aggiungere materiale assorbente ad entrambe le pareti parallele o ben collocare
materiale diffondente.

Per risolvere questo problema,


in entrambe le pareti del palcoscenico dell’Auditorium di Leon
( Tuñon-Moreno,2002)
si collocarono paraventi con pieghe di diversa profondità
dando luogo a diverse lunghezze d’onda.

 Focalizzazioni
Si ha quando il suono riflesso si concentra in una zona ridotta e inoltre il livello di energia
sonora misurato è eccessivo. La causa principale è l’esistenza di superfici concave:
cupole paraboliche o circolari, piante ellittiche,ecc.
DIMENSIONAMENTO AUSTICO DI UNA SALA

A seconda dell’uso a cui è destinata la sala ( conferenze, teatro,opera o concerti) si avrà


un corrispondente tempo di riverberazione. Il volume è il parametro fondamentale
che caratterizza il comportamento acustico della sala. Se crediamo che la pianta sia
definita a priori per questioni di progetto o limitazioni del sito,le possibili variazioni di
volume si ottengono modificando la posizione del tetto. Questa superficie ha, inoltre,
un’importanza capitale nel momento in cui deve riflettere il suono fino all’area dove si
trovano gli ascoltatori; comunque in questo senso giocano un ruolo importante le
riflessioni laterali prodotte sulle pareti.
Dato che il suono si attenua per effetto della diffrazione sulle teste degli ascoltatori di
una platea, è importante dare al suolo una forma adeguata per limitare l’effetto di
questo fenomeno.
Per assicurare dei punti visuali adeguati, la differenza di altezza fra due file consecutive di
poltrone deve essere di circa 10 cm come minimo.
Soluzioni a pianta semicircolare o a forma concava sono da evitare,
così come soffitti a cupola o a volta a botte poiché danno luogo a
concentrazioni di energia sonora.

Auditorium a pianta rettangolare L’inclinazione delle pareti laterali L’arrotondamento degli spigoli
sono da preferirsi rispetto a piante e quindi la pianta trapezoidale è offre un ulteriore vantaggio.
circolari da preferirsi rispetto alla pianta
rettangolare.

Sono da privilegiarsi piante trapezoidali o rettangolari con pareti inclinate in corrispondenza della scena.
Strutture con pareti asimmetriche favoriscono la diffusione del suono. L’asimmetria può andare da un a
semplice strombatura, a strombature più accentuate, sino a soluzioni più ardite.
NORMATIVA

 Legge quadro sull’inquinamento acustico 26/10/1995 n.447


Stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente
abitativo dall’inquinamento acustico.

 D.P.C.M. 15/12/1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi”


Determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici
passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l’esposizione
umana al rumore.

 D.M. 16/3/1998 “ Tecniche di rilevamento e di misurazione


dell’inquinamento acustico”

 D.P.R. del 18/11/1998 n. 458 “ Regolamento recante norme di esecuzione


dll’art.11 della legge quadro, in materia di inquinamento acustico derivante
da traffico ferroviario”

 D.P.R. del 30/3/2004 n. 142 Decreto strade