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SANTA MARIA IN SABINA

La devozione alla Madonna a vescovo e antichissima, srta poco a poco non ha origine da apparizioni o fatti miracolosi
anche se ne vengono tradizionalmente riferiti vari, come attestavano gli" ex vot esposti fino ad alcuni anni fa,
nell'abside del santuario.
Ci sono due affreschi certamente anteriori a quelli della scuola del cavallini, che ci fanno vedere l'antichita d questa
devozione. Anche la chiesa era conosciuta con i titoli san Antiqua Aanta Maria Maggiore in Sabina". Alcuni secoli fa,
c'era una icona di origine egiziana, venerata nel santuario di cui si è persa la notizia e l'esistenza nella "notte dei
tempi". L'immagine che nell'abside e adesso abbiamo presumibilmente, risalente al 1400 ed è un lavoro di stucco su
legno.
I “Madonnari” (artisti che dipingevano immagini della Madonna), sapendo che la nostra chiesa era chiamata santa
Maria maggiore in Sabina ", hanno voluto fare una icona ispirati alla celebre "salus populi romani ". Venerata nella
basilica di santa Maria maggiore, di roma. Intanto hanno eseguito una immagine che non segue le regole della
iconografia orientalee hanno dato alla loro opera dei tratti locali lo sfondo blu ricorda il cielo, da dove la Madre di
Dio viene in soccorso dei suoi figli.
• Il viso di Maria non è orientale ma di una donna Sabina: Maria si identifica con le mamme sabine che spesso
vengono nel suo santuario, per pregare per i loro figli Maria dal silenzio della sua amabile immagine sempre
ascolta le suppliche delle mme. Particolarmente nei momenti di sofferenza, come quelle delle guerre quando
queste mamme venivano a pregare per i loro cari in pericolo. I suoi occhi tenerissimi contemplano le sofferenze
e le situazioni difficili dei figli e lei ripete a Gesù la preghiera di cana: " essi non hannoo piu vino! (cfr. Gv. 2.3)
• Le aureole della Madre e del Figlio sono in oro. Ricordando pure il cielo e la presenza di Dio. Nella aureola della
Madonna ci sono le dodici stelle (le prerogative Mariane) e foglie di olivo simbolo della pace (oppure dei prodotti
locali): sulla aureola del bambino abbiamo le lettere alfa e omega (Gesù principio e fine. Come avviene nella
apocalisse) e il sole e la luna (Gesù signore del tempo e della eternita).
• Il mantello della Vergine non e scuro, ma bianco, pieno di piccole stelle e melograni ricamati in oro, ricordando
la sposa del cantico dei cantici o dell'apocalisse.
• Il gesto benedicente latin è lo stesso della “salus”.
• Nella mano sinistra del bambino non c'è un libro, ma una pergamena, che porta il vers. 3 del salmo 8: “ex ore
infantium et lactentium perfecisti laudem” (tu, o signore hai ricevuto la lode dalla bocca dei fanciulli e de lattanti).
Ispirato a questo versetto, un illustre sacerdote, mons. Giovanni battista proja che era direttore spirituale del
seminario romano minore (a torri in Sabina) diede alla Madonna di vescovio il titolo di "Madonna della lode" e
questo titolo rimane, perché veramente conviene alla Madre di Dio:

1) Innanzitutto, perché, nel vangelo di luca. La Vergine santissima, nella visita alla parente elisabetta , canta il
magnificat, che è il compenDio della lode delle scritture, proclamando la misericordia e la giustizia divina.
2) Al di sopra di tutto, perché Maria fece della sua stessa vita una lode perenne al signore. In quello che riguarda
la lode, possiamo vedere nel bambino Gesù, nelle braccia di Maria, ognuno di noi: per le mamme, i figli sono
sempre "i suoi bimbi" (pure quando diventano adulti e istituiscono le loro famiglie) c'e pure la parola del
signore:"se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli (cfr. Mt.
18).
3) Così, con Gesù e Maria, dobbiamo trasformare la nostra intera vita in una perfetta lode al signore! Il segreto
della santita. Cioe della stessa vita trasformata in perenne lode a Dio, è farci piccoli, seguendo le orme di Gesù
e di Maria, come ci ha insegnato santa teresa di Gesù bambino, con la sua "piccola via" e vivere l'umiltà, la
semplicita, la purezza del cuore, abbandonandoci nelle mani del signore.

La figura della Vergine santissima con Gesù nelle braccia viene circondata da una cornice di una vite con i grappoli
maturi. Forse l'autore del quadro ha voluto rappresentare un prodotto locale: la Sabina, oltre all'olio , produce un
ottimo vino! Intanto, questa vite che porta tanti frutti, avendo per centro Gesù, nelle braccia di Maria, ricorda la
parabola del signore: "Io sono la Vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo
pota, perché porti piu frutto (gv. 15,1-2). Gesù, la vera vite, nelle braccia di Maria noi i tralci, uniti a gesü, per Maria!
Dobbiamo portare frutti per la vita eterna! Ci saranno spesso dei momenti della potatura, pero, tutte le prove e
sofferenze di questa vita saranno dei meriti per la patria definitiva.