Sei sulla pagina 1di 4

Giovanni Caboto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Giovanni Caboto, in veneziano Zuan Chabotto[1], noto tra gli anglofoni anche
come John Cabot (Gaeta, 1445 – Inghilterra, 1498), è stato un navigatore ed
esploratore italiano della repubblica di Venezia al servizio di spagnoli e inglesi,
noto per aver continuato l'opera di Cristoforo Colombo e inaugurato la serie di
grandi viaggi di scoperta verso il nord-ovest, in particolare quello con cui il 24
giugno 1497 scoprì la terra oggi nota come Canada.

Indice
Biografia
Ipotesi sulla scomparsa
Riconoscimenti
Note
Bibliografia
Giovanni Caboto raffigurato in un
Voci correlate
dipinto di Giustino Menescardi, 1762,
Altri progetti Venezia, Palazzo Ducale, Sala dello
Collegamenti esterni Scudo.

Biografia
Sulle origini di Caboto sono state formulate diverse ipotesi, alcune delle quali non suffragate da dati storici concreti. Figlio di
Giulio o di un Egidio, è accertato che il 28 marzo 1476 ricevette la cittadinanza veneziana per avervi risieduto per quindici anni.
L'ambasciatore spagnolo in Inghilterra, Pedro de Ayala, in un rapporto del 1498 lo definisce genericamente "genovese come
Colombo"[2]. Altri parlano invece di Castiglione Chiavarese o di Savona, visto che in queste città esistevano delle famiglie con
un cognome quasi identico a quello del futuro scopritore del Canada. Un'ulteriore ipotesi, in realtà anche questa poco verosimile
poiché riportata solo in un annuario del 1786, parla di Chioggia. Eminenti storici suggeriscono infine con maggiore sicurezza che
sia nato a Gaeta nel 1445 circa, dove proprio un Giovanni Caboto viene citato in un documento del 1443[3].

La famiglia Caboto, presente con continuità a Gaeta già a partire dal XIII secolo (come accertato dal Codex diplomaticus
cajetanus), si distinse fin dalle origini per il suo notevole grado di prosperità assumendo incarichi di primo piano in campo
politico, economico e sociale. Con il suo particolare status giuridico-istituzionale di repubblica marinara, la città tirrenica della
Terra di lavoro offrì ai Caboto l'opportunità di svolgere per oltre due secoli funzioni e compiti prestigiosi: essi furono
ambasciatori e consoli, navigatori e mercanti. Sempre secondo le più accreditate fonti storiche, Giovanni e la sua famiglia
lasciarono Gaeta dopo la sconfitta degli angioini a opera degli aragonesi, temendo le ritorsioni dei vincitori, per rifugiarsi nel
1461 a Venezia.

Giovanni Caboto sposò Mattea, da cui ebbe tre figli (Sebastiano, Luigi e Santo) che lo seguirono in numerosi viaggi in Oriente,
acquisendo ottime abilità nell'arte della navigazione.
La Repubblica di Venezia non
era interessata all'esplorazione
di rotte commerciali oceaniche,
preferendo dedicarsi ai traffici
nel Mar Mediterraneo e lungo
le rotte nord-europee (Fiandre,
Baltico), cosa che spinse
Caboto a trasferirsi a Valencia,
dove diresse i lavori di
La casa di Giovanni Caboto a
ampliamento del porto voluti Venezia.
dal re Ferdinando II d'Aragona,
che furono però bloccati nel
1493 a causa di una grave crisi finanziaria. In quello stesso anno Cristoforo
Colombo ritornò dal suo primo viaggio transatlantico. Caboto intuì che il suo
compatriota non aveva raggiunto l'Estremo Oriente e propose a Ferdinando II e
Busto di Giovanni Caboto, opera di
Isabella di Castiglia di affidargli un viaggio esplorativo lungo una rotta più
Augusto Benvenuti, 1881. Il busto fa
settentrionale.
parte del Panteon Veneto,
conservato presso Palazzo Loredan
Avendo ricevuto un rifiuto, si trasferì nel 1496 in Inghilterra, per convincere il re
Enrico VII a sostenere il suo progetto. Il re, che già aveva perso l'occasione di
avere Cristoforo Colombo al proprio servizio, si affrettò a concedere l'autorizzazione a Giovanni Caboto e accolse il suo progetto
di viaggio con lettere patenti del 5 marzo 1496. Nel porto di Bristol fu così organizzata una spedizione di cinque navi, armate a
spese di Caboto, ma con il finanziamento principalmente a carico del ricco mercante gallese Richard Ameryk e dai banchieri
fiorentini Bardi, come risulta dalle ricerche dello storico fiorentino Bruscoli.[4]

Tuttavia, per ragioni ancora da chiarire, il 2 maggio 1497 salpò solo una di esse, il Matthew, naviglio di cinquanta tonnellate con
un equipaggio di diciotto uomini: con molta probabilità, s'imbarcò anche il figlio Sebastiano.

Il 24 giugno 1497 Giovanni approdò sull'isola di Capo Bretone e toccò la Nuova


Scozia, avvistando l'isola di Terranova e, nell'illusione di aver toccato l'estremità
Nord Orientale dell'Asia, ne prese possesso in nome di Enrico VII. Sulla nuova
terra scoperta Caboto piantò le bandiere inglese e pontificia. Secondo alcune
fonti fu innalzato il vessillo della Croce di San Giorgio e secondo altre anche
quella della Repubblica di Venezia[5]. Ai primi di agosto, dopo un'assenza di
circa tre mesi, il Matthew fece ritorno a Bristol e la notizia delle nuove scoperte
venne accolta in Inghilterra con grande giubilo anche tra la popolazione. Enrico
VII concesse allo scopritore un premio di dieci sterline e più tardi una pensione
Capo Bonavista, Terranova
annua di venti sterline.

L'anno successivo Enrico VII, con lettere patenti del 3 febbraio 1498, autorizzò
Giovanni Caboto ad approntare una spedizione di sei navi e almeno duecento uomini di equipaggio, allo scopo di colonizzare le
terre scoperte e proseguire la ricerca di altre terre, nella speranza di poter raggiungere il favoloso Cipangu (l'odierno Giappone).
Le navi salparono nell'estate del 1498: con il figlio Sebastiano, Caboto toccò il Labrador e costeggiò la Groenlandia meridionale.
A questo punto si perdono le tracce della spedizione inglese.

Ipotesi sulla scomparsa


Esistono diverse ipotesi circa la sua scomparsa. Secondo una di esse la sua flotta
sarebbe naufragata nell'Atlantico, il che spiegherebbe come mai si salvò una sola
nave con pochi superstiti. Un'altra sostiene che dopo aver raggiunto le coste del
Labrador, i ghiacci galleggianti avrebbero costretto le navi a piegare verso Sud,
addirittura fino a Capo Hatteras. Da qui in poi avrebbero fatto ritorno in
Inghilterra nell'autunno dello stesso anno e Giovanni Caboto sarebbe morto
durante il viaggio o più probabilmente poco dopo il ritorno. Altra ipotesi vuole
che, seguendo un varco a Nord verso il Giappone, Caboto avrebbe raggiunto la
Groenlandia, dove l'equipaggio si sarebbe ammutinato per il freddo
insopportabile, costringendolo a piegare verso Sud, con esiti incerti. Infine,
secondo alcuni storici, Caboto avrebbe raggiunto le coste del Nord America e
avrebbe cominciato a procedere in direzione sud-ovest come previsto dal suo
Leone di San Marco donato dalla
programma. Ciò sarebbe avallato dal fatto che tre anni dopo, nel 1501,
Regione Veneto alla città di Halifax,
l'esploratore Gaspar Corte-Real ricevette dagli indigeni del Nord America, con Nuova Scozia, in memoria di
cui era entrato in contatto, alcuni oggetti, probabilmente appartenuti agli uomini Giovanni Caboto
della spedizione di Caboto.

Nonostante il misterioso e triste epilogo della spedizione del 1498 e il blocco di ulteriori esplorazioni inglesi durante il regno di
Enrico VII, la spedizione di Caboto pose le basi della futura colonizzazione inglese del Nord America. Inoltre le esplorazioni di
Giovanni Caboto assicurarono ai geografi europei le prime indicazioni scientifiche circa la vastità del continente americano e
stimolarono la ricerca di un passaggio a nord-ovest verso l'Estremo Oriente.

Riconoscimenti
La città di Gaeta, come già anticipato, avocandosi i natali dell'esploratore, gli ha dedicato il principale lungomare
e l'Istituto Tecnico Nautico, e ha commemorato la sua scoperta intitolandogli un monumento in occasione dei 500
anni della scoperta del Canada (1498).
Recentemente anche la città di Londra, nel Canary Wharf, gli ha dedicato una piazza: Cabot Square.
Gli è stato dedicato un asteroide, 7317 Caboto [6].

Note
1. ^ Edoardo Giuffrida, "New documents on Giovanni Caboto" in R. Mamoli Zorzi (ed.), Attraversare gli Oceani: Da
Giovanni Caboto al Canada Multiculturale (Venice, 1999), 61. Juliana de Luna, Names from Sixteenth Century
Venice (http://www.s-gabriel.org/names/juliana/16thcvenice.html) (2008).
2. ^ Lettera di Pedro de Ayala, 25 luglio 1498 (http://www.bris.ac.uk/Depts/History/Maritime/Sources/1498ayala.htm)
3. ^ Ugo Tucci, Caboto, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 15, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1972.
URL consultato il 1º aprile 2013.
4. ^ Il sole 24 ore, 19 ottobre 2012
5. ^ Frederic C. Lane, Storia di Venezia, Einaudi, 1978, Torino, p. 325
6. ^ (EN) M.P.C. 30101 del 20 giugno 1997 (https://www.minorplanetcenter.net/iau/ECS/MPCArchive/1997/MPC_19
970620.pdf)

Bibliografia
D'Arienzo, Luisa, Giovanni Caboto e i Caboto in terra iberica. Note sull'origine della famiglia in base a nuovi
documenti in "Giovanni Caboto le vie dell'Atlantico settentrionale", Brigati, Genova, 1999
Francesco Tarducci, La patria di Giovanni caboto - Torino : Fratelli Bocca Edit., 1892
Francesco Tarducci, Indice delle Memorie intorno a Giovanni e Sebastiano Caboto - Venezia : Stab. tipogr.
Fratelli Visentini, 1894
Francesco Tarducci, Di Giovanni e Sebastiano Caboto memorie - Venezia : Stabilimento tip. Fratelli Visentini,
1892
(EN) Aldo E. Salerno, "Giovanni Caboto." In The Italian American Experience: An Encyclopedia, ed. S.J.
LaGumina, et al. (New York: Garland, 2000), 87-88.
Gino Barbieri, I viaggi di Giovanni e Sebastiano Caboto- Verona : AZ editrice, 1989

Voci correlate
Codex diplomaticus cajetanus
Ducato di Gaeta
Repubbliche marinare
Repubblica di Venezia

Altri progetti
Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/?uselang=it) contiene immagini o altri file su
Giovanni Caboto (https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Giovanni_Caboto?uselang=it)

Collegamenti esterni

(EN) Giovanni Caboto, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.


VIAF (EN) 1256051 (https://viaf.org/viaf/1256051) · ISNI (EN) 0000 0000 5829 8605 (h
ttp://isni.org/isni/0000000058298605) · LCCN (EN) n50032548 (http://id.loc.gov/autho
rities/names/n50032548) · GND (DE) 118666436 (https://d-nb.info/gnd/118666436) ·
Controllo di
BNF (FR) cb125225477 (https://catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb125225477) (data) (http
autorità
s://data.bnf.fr/ark:/12148/cb125225477) · CERL cnp00584166 (https://thesaurus.cerl.
org/record/cnp00584166) · WorldCat Identities (EN) n50-032548 (https://www.worldca
t.org/identities/lccn-n50-032548)

Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giovanni_Caboto&oldid=106864289"

Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 30 lug 2019 alle 09:34.

Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono
applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le condizioni d'uso per i dettagli.