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Zona di evitamento

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La zona di evitamento o zona d'ombra galattica (ZOA,
dall'inglese Zone of Avoidance) è l'area del cielo notturno
"oscurata" dalla presenza della nostra galassia, la Via
Lattea.

Le polveri e le stelle che giacciono sul piano della Via


Lattea (il piano galattico) bloccano la nostra osservazione
di circa il 20% del cielo extragalattico alla lunghezza
d'onda del visibile; di conseguenza, le galassie osservabili
catalogate sono molto poche in direzione del piano La Via Lattea crea una zona d'ombra per un osservatore
galattico. Quest'area di incompletezza osservativa è che si trova al suo interno.
chiamata zona di evitamento infatti le altre galassie
sembrano "evitare" quest'area, e nel tempo gli astronomi
hanno così "evitato" di fare osservazioni astronomiche in questa fascia.

Indice
Origine del termine
Sviluppi moderni
Note
Bibliografia

Origine del termine


La zona d'ombra fu inizialmente chiamata "zona di poche nebulose", in un'opera del 1878 dell'astronomo inglese Richard Proctor,
riferendosi alla distribuzione delle "nebulose" catalogate nel "General Catalogue of Nebulae" di John Herschel.[1]

Sviluppi moderni
Negli anni più recenti sono stati creati dei progetti per colmare questo vuoto nelle nostre conoscenze dello spazio profondo
causato dalla zona d'ombra. Le polveri e i gas della Via lattea causano un fenomeno di estinzione alla lunghezza d'onda del
visibile e stelle in primo piano possono essere confuse con galassie di fondo. Tuttavia l'effetto di estinzione non blocca le
lunghezze d'onda maggiori, come gli infrarossi, e la Via Lattea risulta effettivamente trasparente ai raggi infrarossi. Osservazioni
condotte all'infrarosso, come quelle dell'IRAS e del 2MASS, ci hanno dato un quadro più completo del cielo extragalattico;
infatti, due grandi galassie molto vicine alla nostra, Maffei 1 e Maffei 2, sono state scoperte lungo la zona di evitamento da Paolo
Maffei grazie alla loro emissione infrarossa nel 1968. Nonostante ciò, circa il 10% del cielo resta di difficile osservazione, poiché
gli oggetti extragalattici possono essere confusi con le stelle della Via Lattea.
Numerosi studi condotti lungo la zona di evitamento alla lunghezza delle onde radio, in particolare a quelle dell'idrogeno atomico
neutro (HI), hanno permesso di scoprire molte galassie che non avrebbero potuto essere scoperte utilizzando gli infrarossi; esempi
di galassie scoperte a partire dalla loro emissione HI sono la galassia Dwingeloo 1 e la galassia Dwingeloo 2.

Note
1. ^ Kraan-Korteweg & Lahav 2000, p. 2

Bibliografia
Renée C. Kraan-Korteweg, Ofer Lahav, The Universe behind the Milky Way (PDF), in The Astronomy and
Astrophysics Review, 24 maggio 2000. URL consultato il 9 febbraio 2008.
Kraan-Korteweg R. C., L. Staveley-Smith, J. Donley, P.A. Henning, Maps of the Cosmos - ASP Conference
Series (PDF), The Universe behind the Southern Milky Way, International Astronomical Union, 5 novembre 2003.
URL consultato il 9 febbraio 2008.

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