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Austin Motor Company

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La Austin Motor Corporation è stata una casa automobilistica inglese,
Austin Motor Company
fondata nel 1905 e confluita, nel 1952 nella British Motor Corporation
Ltd. Il marchio Austin è stato utilizzato fino al 1987.

Indice
Stato Regno Unito
Storia
Dalla BMC al gruppo Austin Rover Fondazione 1905
Soppressione del marchio Fondata da Herbert Austin
Modelli di produzione Austin Chiusura 1952 (marchio usato
Sotto la British Motor Corporation (1952-1967)
fino al 1987)
Sotto la British Leyland (1967-1981)
Sotto il Gruppo Austin Rover (1981-1987) Sede Longbridge
principale (Birmingham)
Note
Altri progetti Settore casa automobilistica
Prodotti automobili

Storia
La compagnia venne fondata da Herbert Austin nel 1905 a Longbridge
(Worchestershire). La sua prima automobile fu un modello piuttosto
convenzionale mosso da un motore con valvole laterali di 5 litri. Lo scoppio
della prima guerra mondiale incrementò notevolemente le dimensioni della Casa
inglese (basti pensare che i dipendenti passarono da 2.500 a 22.000), grazie alle
commesse statali per artiglieria, piccoli aeroplani e mezzi da trasporto leggero.

Alla fine del conflitto Herbert Austin, ora Sir Austin, decise di tornare alla
produzione civile, utilizzando (per contenere i costi di produzione) la logica
della "meccanica unica". Un solo telaio, un unico motore (di 3620cm³ con Austin Motors showroom, Long Acre,
valvole laterali) e identici componenti per una serie di modelli che andavano London, circa 1910
dall'autovettura ai veicoli commerciali ai trattori. Le vendite non decollarono e la
Casa decise di introdurre nuovi modelli più economici, come la 12 hp (con
motore di 1,6 litri) del 1921 e l'utilitaria Seven del 1926. Grazie alla Seven, che venne costruita anche in Germania (da BMW), in
Francia, in Giappone (dalla Datsun) e negli Stati Uniti (dalla Bantam Car Company), la Austin superò la Grande depressione del
1929.

Nel 1938 il timone della Casa passò da Sir Austin a Leonard Lord, ma lo scoppio della seconda guerra mondiale vide l'Austin
nuovamente impegnata nella produzione militare.

Nell'immediato dopoguerra la produzione riprese sulla base dei modelli degli ultimi anni trenta, con un'importante novità: le
valvole in testa.
Dalla BMC al gruppo Austin Rover
Nel 1952 la Casa si fuse con la Nuffield Organisation (a cui apparteneva la
Morris), dando vita alla British Motor Corporation Ltd. (in sigla BMC) Da qui
cominciò una nuova storia non più come fabbrica indipendente bensì come
marchio per alcune autovetture costruite dal gruppo BMC.

Nel 1966 la BMC acquistò la Jaguar (e conseguentemente anche la Daimler


Motor Company che le apparteneva). Nel 1968 la BMC confluì nella British
Leyland.
Lo stabilimento di Longbridge nel
Nel 1975 la British Leyland fu salvata dal fallimento e divenne di proprietà 1948
statale. Nel 1981, nel corso di una riorganizzazione interna, la gestione dei
marchi produttori di automobili per la massa (tra cui quello Austin) fu spostata
ad una nuova sottodivisione, il Gruppo Austin Rover. Nel 1983 venne completato il processo di soppressione del marchio Morris,
accorpato al marchio Austin per evitare la concorrenza interna tra i loro modelli.

Soppressione del marchio


Nel 1986 il governo di Margaret Thatcher mise Graham Day al vertice del Gruppo Austin Rover (che era di proprietà statale) con
lo scopo di riorganizzare l'azienda per poi privatizzarla. La strategia di Day era quella di dare della casa un'immagine più
prestigiosa concentrando gli sforzi sui marchi che riteneva più forti, Rover ed MG. Al contrario, Day vedeva il marchio Austin
come un relitto degli anni Sessanta, che evocava insuccessi ed automobili poco amate (è sua la famosa dichiarazione secondo cui
«i giovani non vogliono guidare una Austin»), così fu deciso che il marchio doveva essere soppresso.[1]

Il cambiamento non avvenne all'improvviso: per prima cosa nel luglio 1986 il Gruppo Austin Rover cambiò nome in Gruppo
Rover; nel corso del 1987 il nome Austin fu rimosso dal materiale pubblicitario e dalle vetture Austin ancora in produzione
(Metro, Maestro e Montego), alle quali da lì in poi ci si riferiva solo con il nome del modello, senza citare alcun marchio; infine
con il lancio della Rover 200 nel 1989 il nuovo logo a sfondo bordeaux del Gruppo Rover sostituì definitivamente quello blu e
verde del Gruppo Austin Rover.[1]

Transizione del logo Austin sul cofano della Metro

Logo Austin utilizzato Il logo usato sulla griglia Il logo utilizzato da fine
fino al 1987 frontale tra il 1987 e il 1988 alla fine della
1988 produzione

Nel 2005, dopo il collasso del gruppo MG Rover, i diritti sul marchio Austin sono stati acquisiti dalla Nanjing Automobile.
L'anno successivo la Nanjing, che aveva perso i diritti sul marchio Rover, ha manifestato l'intenzione di rilanciare il marchio
Austin, in quanto questo avrebbe garantito un appeal maggiore rispetto ad un marchio cinese. Negli anni successivi la Nanjing ha
è concentrato le sue risorse sul rilancio del marchio MG. Nel 2007 la Nanjing è stata assorbita dalla SAIC e di conseguenza i
diritti sul marchio Austin sono passati a quest'ultima.[2]
Modelli di produzione Austin
Austin 15/20 (1906)
Austin 25/30 (1906-1907)
Austin 18/24 (1907-1909)
Austin 40 (1908-1913)
Austin 60 (1908-1910)
Austin 7 (1909-1911)
Austin 15 (1909-1913)
Austin 10 hp (1911-1915)
Austin 12/14 (1916)
Austin 50 (1910-1913)
Austin 18/24 (1911-1913)
Austin 15/20 (1906)
Austin 15/20 (1913-1914)
Austin 30 (1914-1916)
Austin Twenty (20/4) (1919-1930)

Austin 7 (1922-1939)
Austin "Heavy" 12 (12 hp) (1921-1940)
Austin 12/4 "Low Loader" Taxi (1934-1939)
Austin 20/6 (1927-1939)
Austin 16 (1927-1936)
Austin "Light" 12/6 (1931-1937)
Austin "Light" 12/4 (1933-1939)
Austin 10/4 (1932-1936)
Austin 10 (1937-1947)
Austin 14 (1937-1939) La Austin 7 (1922)
Austin Big 7 (1937-1939)
Austin 18 (1938-1939)
Austin 8 (1939-1947)

Austin 12 (1939-1947)
Austin 28 (1939-1939)
Austin 16 hp (1945-1949)
Austin Princess (1947-1959)
Austin A40 Devon/Dorset (1947-1952)
Austin A110/A125 Sheerline (1947-1954)
Austin A90 Atlantic Convertible (1948-1950)
Austin A70 Hampshire (1948-1950)
Austin A90 Atlantic Saloon (1949-1952)
Austin 12 (1939)
Austin A70 Hereford (1950-1954)
Austin A40 Sports (1951-1953)
Austin A30 (1951-1956)

Sotto la British Motor Corporation (1952-1967)


Austin A40 Somerset (1952-1954)
Nash/Austin Metropolitan (1954-1961)
Austin A40 Cambridge (1954-1956)
Austin A50 Cambridge (1954-1957)
Austin A90 Six Westminster (1954-1956)
Austin A35 (1956-1959)
Austin A95 (1956-1959)
Austin A105 (1956-1959)
Austin A55 Cambridge (1957-1961)
Austin A40 Farina (1958-1967)
Austin A99 Westminster (1959-1961)
Austin Gipsy (1959-1967)
Austin Mini chiamata anche Austin 850 o Austin Seven (prima serie:
1959-1967; seconda serie: 1967-1970)
Austin A110 Westminster (1961-1968)
Austin A60 Cambridge (1961-1969)
Austin 1100/1300 (1963-1974)
Austin Mini (1963)
Austin 1800 (1964-1975)

Sotto la British Leyland (1967-1981)


Austin 3-Litre (1967-1971)
Austin Maxi (1969-1981)
Austin Kimberley e Tasman (1970-1974)
Austin Allegro (1974-1983)
Alcune versioni della Leyland Princess (1975-1984), delle quali nel
periodo 1975-82 ad alcune fu dato il nome di Austin 18-22; nel 1982
l'automobile stessa cambiò nome in Austin Ambassador

Austin 1100 (1963)


Sotto il Gruppo Austin Rover (1981-1987)
Austin Metro (1980-1990)
Austin Maestro (1983-1994)
Austin Montego (1984-1994)

Note
1. (EN) Evolution of the AR logo, in AROnline. URL consultato il 12 luglio
2015. Austin 18-22 (1975)
2. ^ (EN) Brand ownership, in AROnline. URL consultato il 12 luglio 2015.

Altri progetti
Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/?usel
ang=it) contiene immagini o altri file su Austin Motor Company (htt
ps://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Austin_vehicles?us
elang=it)

Austin Metro (1980)

VIAF (EN) 134882210 (https://viaf.org/viaf/134882210) · LCCN (EN) n81132565 (htt


Controllo di
p://id.loc.gov/authorities/names/n81132565) · WorldCat Identities (EN) n81-132565 (h
autorità
ttps://www.worldcat.org/identities/lccn-n81-132565)

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