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Fordlândia

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Fordlândia ("Ford-land") è una città industriale prefabbricata ormai
Fordlândia
abbandonata, costruita nella Foresta Amazzonica nel 1928 dal magnate
industriale statunitense Henry Ford, ai fini di assicurare una fonte di Fordlândia
gomma coltivata per le operazioni di fabbricazione di automobili della
Ford negli Stati Uniti. Ford aveva negoziato un accordo con il governo
brasiliano che garantiva alla sua neonata Companhia Industrial do Brasil
una concessione di 10 000 km² di terreno sulle rive del fiume Tapajós
vicino alla città di Santarém, in cambio del 9% dei profitti generati.[1]

Indice
Storia e declino
Localizzazione
Fallimento
Stato Brasile
Nella cultura di massa
Note
Stato Pará
federato
Voci correlate
Mesoregione Sudoeste Paraense
Altri progetti
Microregione Itaituba
Comune Aveiro (Brasile)
Storia e declino Territorio
Ford voleva utilizzare Fordlandia per fornire alla sua azienda una fonte di Coordinate 3°49′53″S 55°29′51″W
gomma per gli pneumatici della Ford auto, evitando la dipendenza dalla Superficie 14 568 km²
gomma britannica (malese). Il terreno era collinare, roccioso e sterile.
Abitanti 1 176 (2010)
Nessuno dei dirigenti della Ford era già a conoscenza dell'agricoltura
tropicale. Gli alberi della gomma, coltivati fittamente nella piantagione, Densità 0,08 ab./km²
invece di essere lontani tra loro come in natura, erano facile preda della Altre informazioni
peronospora e degli insetti, un problema evitato nelle piantagioni di Fuso orario UTC-4
gomma asiatiche dove gli alberi di gomma amazzonici trapiantati
Cartografia
affrontavano minori predatori naturali. Alla maggior parte dei lavoratori
indigeni delle piantagioni, veniva dato cibo sconosciuto, come hamburger,
ed erano costretti a vivere in alloggi di stile americano; a loro non piaceva
il modo in cui erano trattati – dovevano portare la carta d'identità e
lavorare a mezzogiorno sotto il sole tropicale – e spesso si rifiutavano di
lavorare. Nel 1930, i lavoratori indigeni si ribellarono contro i gestori,
Fordlândia
molti dei quali fuggirono nella giungla per alcuni giorni fino a quando
l'esercito brasiliano arrivò e pose fine alla rivolta.[2]
Ford proibì l'alcol e il tabacco all'interno della città, anche all'interno delle
case dei lavoratori. Gli abitanti aggirarono questo divieto, raggiungendo i
mercantili ormeggiati al di là della giurisdizione della città.[3] e un
insediamento venne costruito cinque chilometri a monte sulla "Island of
Innocence", con bar, discoteche e bordelli.

Fallimento
Il governo del Brasile era sospettoso verso eventuali investimenti stranieri,
in particolare nella regione settentrionale dell'Amazzonia, e offrì ben poco
aiuto; Ford tentò di nuovo, spostandosi a valle di Belterra dove le
condizioni climatiche erano migliori per coltivare la gomma, ma nel 1945,
venne sviluppata la gomma sintetica, che soddisfaceva la domanda
mondiale di gomma naturale. L'opportunità di investimento di Ford sfumò
di colpo, senza aver mai prodotto gomma per gli pneumatici Ford, rendendo Fordlandia un disastro totale. Nel 1945, suo nipote
Henry Ford II ha vendette il tutto, calcolando una perdita di 20 milioni di dollari. Nonostante i ripetuti inviti dei residenti e
periodiche promesse a farlo, Henry Ford non visitò mai la sua sfortunata città nella foresta.

Nella cultura di massa


La cantautrice Kate Campbell ha immortalato Fordlandia e il suo clamoroso fallimento come una parabola moderna per il suo
album del 2008 Save the Day. Cantato con i compagni dell'artista folk Nanci Griffith e co-scritto da Kate Campbell e Walt
Aldridge, il titolo del brano è semplicemente "Fordlandia". La canzone recepisce molti dei fatti storici, tra cui il fallimento del
progetto di esportare una sola goccia di lattice verso gli Stati Uniti, e il metodo non riuscito di piantare alberi della gomma.

Nel novembre 2008, il compositore islandese Jóhann Jóhannsson pubblicò un album dal titolo Fordlandia. Sul suo sito ufficiale,
Jóhannsson ha spiegato le sue opinioni rispetto alla città di Henry Ford.

La sesta puntata del fumetto franco-belga Marsupilami di Yann e Batem, pubblicato nel 1991 è intitolato Fordlandia e si svolge
là.

Note
1. ^ Dempsey, Mary A.: Fordlandia, Michigan History 1994 78(4): 24-33. (http://www.michiganhistorymagazine.com/
extra/fordlandia/fordlandia.html) Archiviato (https://wayback.archive-it.org/418/20080304195857/http://www.michi
ganhistorymagazine.com/extra/fordlandia/fordlandia.html) il 4 marzo 2008 su wayback.archive-it.org URL di
servizio di archiviazione sconosciuto. (include foto).
2. ^ Galey, John: Industrialist in the Wilderness: Henry Ford's Amazon Venture, Journal of Interamerican Studies
and World Affairs 1979 21(2): 261-289. Issn: 0022-1937.
3. ^ Grandin, Greg: Fordlandia: The Rise and Fall of Henry Ford's Forgotten Jungle City, Metropolitan Books, June
2009 ISBN 978-0-8050-8236-4 ISBN 0-8050-8236-0.

Voci correlate
Henry Ford
New town
New Australia

Altri progetti
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