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Il Pellicano

Pubblicazione Rosacroce

Ad Rosam per Crucem – Ad Crucem per Rosam


Editoriale
Da quasi 400 anni un'organizzazione
misteriosa conosciuta come la Rosacroce
si è fatta conoscere in Europa per mezzo di
alcuni manifesti che avevano più domande
che risposte. Chi erano i Rosacroce e
quale erano il loro fini?
Il tempo passò e gli interrogativi andarono
aumentando. Vari gruppi rivendicarono
essere Rosacroce e molti altri affermarono
di essere in contatto con i Fratelli Maggiori.

Nel 1912, in seno al movimento teosofico,


fu fondato l' Ordine del tempio della
Rosacroce per mano di Annie Besant,
Marie Russak e James Ingall Wedgwood.
Il gruppo era dedicato allo studio “dei
Misteri, Rosacrocianesimo, Cabala,
Astrologia, Massoneria, Simbolismo,
Cerimoniale Cristiano, tradizioni mistiche
ed occulte dell'occidente”, sperando che cosi tale opera “servisse da
preliminare per la restaurazione dei Misteri, scomparsi dall’Europa con la
decadenza di Roma ". (The Vahan, aprile 1912 )
Tuttavia, in quei giorni il mondo era immerso nella tragica Prima guerra
mondiale, dove morirono più di 9 milioni di persone. La Francia, per esempio,
perse il 10% della sua popolazione maschile attiva.
Questo conflitto bellico sviluppato in Europa obbligò ai leader dell'ordine a
sospendere le attività verso 1918, sebbene Annie Besant fece voti affinché
l'attività Rosacroce dell'OTRC tornasse a fiorire sviluppandosi in migliore
maniera.

Nel decennio degli anni 80 un gruppo di fratelli cominciò a lavorare per la


restaurazione dell'Ordine del Tempio della Rosacroce, ponendosi come
obbiettivo la piena restaurazione per l'anno 2012, quando si compirà un
secolo dalla fondazione del originale OTRC. Per differenziare questa nuova
organizzazione da quella, si ci è affidati al carattere mistico del gruppo,
battezzandolo come Ordine Mistico del Tempio della Rosacroce” (OMTRC).
Oggi giorno esiste un gruppo di lavoratori e consiglieri che stanno
realizzando il lavoro preliminare necessario per la rifondazione dell'Ordine.
Questa pubblicazione è parte di questo lavoro, una forma di contatto con
quegli studenti interessati al rosacrocianesimo.
Storia e simbolismo della croce celtica
Nell'OMTRC usiamo come simbolo una
croce celtica con una rosa nel centro. In
un prossimo numero del Il Pellicano
ci fermeremo ad analizzare la croce
celtica da un'ottica esattamente
rosacroce, ma ci è parso interessante
dare alcune informazioni preliminari
riguardo alla croce celtica in sé stessa.
Che significato ha questa croce? Questa
è una domanda che non ha risposta
diretta, la storia di questo poderoso
simbolo è ambigua, esistono diverse
interpretazioni e leggende riguardo al
suo vero significato, tanto i cattolici
come presbiteriani se ne attribuiscono l'
appartenenza.. Nel nostro moderno
mondo multiculturale la croce con l'anello è tanto un simbolo di eredità
etnica come di Fede Cristiana, è anche considerata un emblema di
identificazione per irlandesi, scozzesi e gallesi.

Le investigazioni mostrano molteplici spiegazioni ed aneddoti storici che


vanno dalle spiegazioni non serio di alcuni individui fino ai detti di storici,
guide turistiche, i racconti della nonna ed etichetta di souvenir. Al contrario,
le fonti di informazioni accademiche sono molto prudenti al punto di essere
realmente fuorvianti se uno ricerca la conferma del significato di antichi
simboli. Un sacerdote cattolico
irlandese non dubiterà nel sostenere
che l'anello della croce è il simbolo
dell'eterno amore di Dio manifestato
nel sacrificio di Cristo nella croce,
potrà anche affermare che il Circolo si
tratta della rappresentazione della
morte e risurrezione di Cristo, ma se
ci troviamo dentro della densa
atmosfera di qualche bar, ci diranno
che le monumentali crocio di pietra
furono scolpite sulle stesse pietre
druídiche di ispirazione fallica con il
proposito di svilirne il suo significato.
Con il crescente interesse per il
neopaganesimo incontreremo
interpretazioni New-Age cche la croce
dentro del circolo è un simbolo del
sole tale come era adorato dai i druidi
e che dopo se ne appropriò il
cristianesimo. Quanto di tutto cio è fantasia e quanto è realtà è difficile da
discernere giacchè gli accademici sono restii a discuterne il tema.
C'è una leggenda riferita a San Patrizio la quale narra che durante una
predicazione ad una comunità pagana gli fu presentato un'asse di pietra con
un circolo simboleggiante la dea Luna, Patrizio fece il gesto della croce sul
circolo e la benedisse dando origine alla prima croce celtica. Questa
leggenda mostra il santo che converte pratiche e simboli pagani in pratiche e
simboli cristiani. Questa condotta è simile con la credenza che lui convertì
ed ordinò a numerosi druidi alla vita di sacerdoti cristiani.

Questo sono alcune della svariate storie e credenze che sostiene il folclore e
che non possono essere sostenute per convenzione dagli accademici. Quello
che offrono i moderni esperti ed archeologi dell'arte celtica sono solo
accurate descrizioni
Le tavole di pietra con immagini figurative sono di interpretazione più
semplice. Un esempio è la scena di Sansone che sta colpendo un Filisteo
con la mascella di un asino che si mostra nella pietra di Inchbraoch,
nonostante, i nastri, spirali e chiavi intagliate nel laterale della croce di
questo monumento pittografico del secolo VII/VIII sono considerato per gli
esperti come un tema che può essere descritto e classificato però
difficilmente può essere interpretato. Quando si tratta di interpretare il
significato di elementi decorativi gli esperti accademici tendono ad essere
molto cauti e frequentemente citano referenze oscure di difficile
comprensione.
George Bain, nella prefazione del suo eccellente libro “Arte celtica; I metodi
di costruzione.” dice il seguente:
“Dopo aver consultato un eminente archeologo si è accettato il consiglio di
pubblicare il significato che suggerisce l’evidenza con l'eccezione che se altri
apportano evidenza che provano un significato diverso, lo stesso sia anche
considerato in beneficio della verità”.
Questa manifestazione suona adeguato ma è frustrante al punto che si
apprezza il suggerimento che può non esistere un significato concreto. Il
libro di Bain è un testo riguardo all'elaborazione dell'Arte Celtica, seguendo le
sue istruzioni lo studente può imparare molto. Studiando ed analizzando il
processo creativo si può acquistare il
senso intuitivo di quello che si tratta ma se
il lettore spera di avere un codice di
interpretazione di antichi simboli, non lo
troverà in questo eccellente libro.
La gente che conosce l'arte celtica come
parte della sua eredità o tradizione familiare
possiede il tipo di informazioni che gli
accademici non possono considerare come
vere poiche si tratta principalmente di
tradizioni orali. Questo non impedisce che
la conoscenza popolare sia molto forte ed
appassionatamente sostenuta, ne ha
importanza che non sia vero.
In temi in cui gli esperti temono avventurarsi, gli scrittori interessati piuttosto
soddisfano la fantasia ed il misticismo ,che la verità storica e hanno meno
pregiudizi. La popolarità delle immagini e dei simboli celtici ha generato una
quantità di opuscoli e targhette dirette a dare al compratore dell'oggetto o
souvenir la spiegazione che lui sta sperando di trovare. La serietà di queste
informazioni va dal molto responsabile fino al totale de ciarlataneria. Vero o
falso, tutte queste informazioni alimentano il folclore del significato dell'arte
celtica.
La croce non si costituí in un simbolo del cristianesimo fino al secolo IV.
esistono nelle isole britanniche dei monumenti di pietra che potrebbero
essere gli antenati della croce celtica. Il Chi-Rho, il monogramma di Cristo, fu
il simbolo usato comunemente dal cristianesimo nell'impero romano del
secolo IV. l'imperatore Costantino, che fece del cristianesimo la religione
ufficiale dell'impero romano, utilizzò come emblema personale il Chi-Rho
circondato da una corona di alloro. In questo modo si combinava un simbolo
pagano della Roma imperiale con un simbolo della nuova fede .Con il passare
del tempo, gli elementi incrociati diagonali del Chi furono trasformati in croci
orizzontali con l'asse verticale del Rho e la corona di alloro si semplifico in un
circolo. Esistono esempi dove il Rho si convertì nel bastone di un pastore, e
dopo, in una croce semplice dentro di un circolo come è comune vedere in
molte croci gallesi del primitivo periodo celtico cristiano che seguì al ritiro
dei romani delle isole britanniche.
Costantino uso il Chi-Rho come insegna militare e come simbolo di vittoria.
La croce simboleggia la vittoria di Cristo. L'uso de militare della croce come
elemento preponderante dell'araldica discende dagli scudi e stendardi
dell'impero romano.
Gli antichi monumenti di pietra
rappresentanti la croce con il circolo tale e
quali sopravvivono in Irlanda e Scozia
sono di due tipi, le lamina di pietra scolpiti
e la croce propriamente detta. Gli intagli
sono di diverse categorie, le figure umane
rappresentano storie bibliche o la
crocifissione offre un significato ovvio. I
nastri e nodi, spirali, disegni di chiave e
forme di animali costituiscono gli elementi
decorativi della maggioranza delle croci
primitive. Questo sono gli stessi elementi
che si utilizzano in pezzi metallici e
nell'illustrazione dei manoscritti.
Esistono diverse caratteristiche regionali. Le croci di Iona sono particolari
nella sua forma. Molte delle croci irlandesi del secolo de x sono coronate con
un piccolo soffitto simile ai reliquiari che rappresentano un oratorio celtico.
I monumenti di pietra si possono attribuire a luoghi specifici dato che
difficilmente si movevano che per distanze molto corte. I lavori in metallo
erano molto più trasportabili e di conseguenza determinare il loro luogo di
realizzazione è più difficile.
I manoscritti sopravvissuti furono tesaurizzati per secoli. I pezzi in pietra di
questo periodo si trovano generalmente molto logorati e gli esemplari meglio
preservati sono quelli che furono sepolti o protetti durante molto tempo
evitando così il deterioramento dei secoli. I pezzi metallici sopravvissuti di
questa epoca furono scoperti in scavi. I pezzi intagliati in legno o avorio e i
ricamati sono stati perduti definitivamente. Gli scritti di san Adomnán del
secolo VII informano dell'esistenza di cento croci di legno in Iona ma nessuna
è sopravvissuta fino ai nostri giorni.
Non esisteva unità politica , religiosa o etnica durante
i secoli conosciuti come oscurantismo dopo del ritiro
dei romani delle isole britanniche.
Gli stili artistici che restarono sono la combinazione
dell'eredità di diversi culture. Gli angli ed i sassoni
apportarono a questo miscela ,dei motivi con forma di
animali ed a loro volta, adottarono molti degli elementi
celtici. Lo stile risultante si denominò Anglo-Sassone
raggiungendo il suo massimo sviluppo tra i secoli VII
e IX quando la chiesa celtica aveva la sua maggiore
influenza. Questo stile fu esportato al nord Europa dai
missionari cristiani.

Le monumentali croci di pietra ancora rimangono in


molti casi nello stesso luogo dove furono posizionate
dodici secoli fa e servirono come modello attraverso i
tempi fino ai nostri giorni. Nonostante, i motivi decorativi cambiarono con il
tempo: durante il medioevo divennero popolari i disegni di fogliame
conosciuti oggi giorno come "Albero della Vita ".
Il significato della croce per noi oggi e quello che significò per i popoli celtici
delle isole britanniche sono in alcuna forma lo stesso, ed in alcuna forma
differente. La croce verticale o diagonale con braccia di uguale lunghezza è
universale, è tanto ancestrale che, come il circolo, esiste in tutti le culture. Il
circolo frequentemente simboleggia la luna ed un circolo includente una
croce è il simbolo universale del sole. Senza dubbio i druidi adoravano il sole
e la luna, questo erano simboli importanti per loro.
La croce per se stessa si mette in relazione con diverse idee: le quattro
direzioni o i quattro estremi della terra, l'unione di forze celesti e terrene, ecc.
però quando la croce si convertì nel simbolo del cristianesimo mai più la si
associò con altro significato.
La storia di San Patrizio disegnante la croce sul circolo pagano è un esempio
della forma in cui realmente successero gli avvenimenti: il cristianesimo
celtico usò simboli ed idee che erano familiari ai druidi per avvicinarli a
Cristo. I sacerdoti celtici della primitiva chiesa avevano una vita semplice e
vicino alla natura trovando la sua realizzazione nell'amore per la creazione di
Dio. Questo era quello che gli antichi druidi già sperimentavano nella loro
adorazione alla natura cosicché i missionari ebbero la possibilità di utilizzare
quello che loro ora avevano in comune con i druidi per convertirli al
cristianesimo.
La croce celtica è visivamente molto attraente, mentre i
crocifissi di Europa del sud mostrano il Cristo
sofferente, la croce celtica e fatta per essere
visivamente bella. Sebbene il corpo di Cristo si mostra
in crocifissione si lo fa con un senso di bellezza anziché
di dolore. In numerose croci, specialmente la croce di
Muiredach in Monasterboicer e la croce della scrittura di
Clonmanois ambedue in Irlanda, Cristo si mostra nel
suo trono di gloria nel centro della croce.
L'adozione del simbolo pagano del sole nella croce
celtica così come il Chi-Rho prese la corona di alloro
imperiale applicandola a un simbolo cristiano, si devono
considerare atti di onore e riverenza e si devono vedere nel contesto
culturale dell’epoca. Ci sono cristiani che sfortunatamente vedono come
inappropriate queste vestigia del paganesimo ma piuttosto., devono essere
considerate come il riverente tributo alle grandi culture che accettarono il
vangelo. Le croci celtiche realizzate in Iona ed in altri luoghi a partire del
secolo VI furono realizzate da cristiani per la gloria di Dio, come molto di
quello che loro facevano e credevano, l’ eredità pagana influì sulla loro arte.

Testo di s Walker, con introduzione dell'OMTRC


La morte mistica
Il primo grado dell'Ordine Mistico
del Tempio della Rosacroce
riceve il nome di “neofita”.
Etimologicamente parlando,
“neofita” (dal latino “neophytus”)
significa nuova pianta”, cioè un
novizio o qualcuno che comincia
a percorrere il sentiero.
Questo primo tappa si mette in
relazione con la fase alchimistica
del “nigredo”, cioè la “morte
mistica”. Questo vuole dire che
per potere avanzare nel sentiero
dobbiamo morire e ritornare a
nascere.
Nelle scritture cristiane esistono vari riferimenti a questa morte e rinascita.
In Giovanni 3:3 leggiamo:

“Gesù disse: Di certo, di certo ti dico, che quello che non nasce di nuovo,
non può vedere il regno di Dio.
Nicodemo gli disse: come può un uomo nascere essendo vecchio? può forse
entrare per una seconda volta nel ventre di sua madre, e nascere? Rispose
Gesù: Di certo, di certo ti dico, che quello che non nascerà dall’acqua e dallo
spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Quello che è nato dalla carne, carne è; e quello che è nato dello Spirito,
Spirito è. Non ti meravigliare di quello che ti dico: Voi è necessario nasciate
di nuovo.”

Nell’ esoterismo questo “seconda nascita ” riceve il nome di “Iniziazione”.


Come i tre gradi dell'OMTRC rappresentano il processo di morte ( neofita ) e
rinascita ( maestro ) si può affermare che il nostro Ordine è Iniziatico, tuttavia
consideriamo che nessuna organizzazione spirituale può dare la vera
Iniziazione essendo questa personale e non ha nessuna relazione con
cerimonie per quanto emozionanti esse siano .
Le cerimonie ed i riti di passaggio possono aiutarci a “svegliare” ma è molto
raro che l'iniziazione rituale e la vera iniziazione coincidano nel tempo e nello
spazio. Forse l'autore che più disse di questo fu Oswald Wirth nella sua opera
“L'Ideale Iniziatico” dove segnala che:

“Di non verificarsi in noi la Magna Opera degli Ermetisti, seguiamo a essere
profani e mai potrà il piombo della nostra natura trasformarsi in oro
luminoso. Ma chi sarà quel credulone per immaginar si che tale miracolo può
avere luogo per la virtù di un appropriato cerimoniale? I riti dell'iniziazione
sono solo simboli che traducono in oggetti visibili certe manifestazioni
interne della nostra volontà, con il fine di aiutarci a trasformare la nostra
personalità morale. Se tutto si riduce all'esterno, l'operazione non darà
risultato: il piombo continuerà a essere piombo, tutta al più rivestito di oro”.

“Sapere morire: eccolo il grande segreto che non si può insegnare. Dovete
incontrare lui o, altrimenti, la vostra iniziazione non passera dal fittizio, come
sfortunatamente succede la maggiore parte delle volte. Senza essere morto
realmente per le profane attrazioni, il falso iniziato non può rinascere alla vita
superiore, privilegio riservato ai pochi che hanno saputo rigenerarsi per la
comprensione dell'umana divinità. Per conseguire l'iniziazione è preciso
soffrire la morte iniziatica, operazione ardua ed eliminatoria; tra il grande
numero di candidati solo un piccolo nucleo di eletti ottiene l'esito.
Preparatevi, a questa morte se volete essere iniziati; di altro modo il solo rito
tradizionale, per se stesso, niente può dare, poiché non è più che la forma
vuota ed ingannevole della superstizione; sappiate morire o, altrimenti,
meglio sarà rinunziare modestamente e anticipatamente all'iniziazione”.

Per evitare che il candidato si inganni da se stesso, nell'OMTRC non esistono


iniziazioni”. esistono cerimonie di passaggio che simboleggiano il cammino
de iniziatico che tutti i pellegrini devono percorrere, ma dichiarando che
l'autentica iniziazione è personale e non può concedersi per l'accumulazione
di meriti esterni, lavori intellettuali o pagamento di quote.
L'investigatore Manly Palmer Hall anche si riferiva a questo nel dire che:

“Nel mondo fisico non si danno iniziazioni spirituali. Le vere iniziazioni si


concedono in mondi invisibili, perché è solo lì dove le si può trovare e dove
sono autorizzati ed abilitati per darle. Le forme e i rituali utilizzati nel mondo
fisico sono esoterici e meramente simbolici”.
La morte mistica è il tema centrale del primo grado dell'Ordine, relazionato
negli scritti ermetici con il “nigredo”.

Il nigredo è il primo passo della Grande Opera, è lo stato alchemico nel quale
la materia si riduce alla putrefazione. Questa simbolica “morte” è il primo
passo nel lavoro interiore che ci porterà alla splendente rinascita del volatile
fenice risorgente dalle sue ceneri.
In varie tradizioni spirituali il candidato era introdotto in un sarcofago nel
quale doveva passare vari e ore (ed alle volte giorni).
Nei nostri giorni, i pellegrini del cammino di Santiago che conoscono il
sentiero iniziatico del tradizionale sentiero, arrivano a Finis terra (Costa della
Morte) e presso il faro contemplano il tramonto del sole e bruciano le loro
robe, con un'allusione chiara a questo “morte mistica”

Nella costa della Morte esiste una pedana tra le rocce dove alcuni bracieri di bronzo ci
invitano a bruciare le nostre robe, simboleggiando la morte mistica.

Testi citati

Vangelo di san Giovanni 3:3


Hall, Manly: “Quello che la sapienza antica de attesa dei suoi discepoli”
Wirth, Oswald: “L’ideale iniziatico]”

Le immagini alchemiche sono state estratte da la “Philosophia Reformata” di Mylius (1622)


Leggende di Christian Rosenkreutz
Racconta la leggenda che a 16 anni, il giovane Christian Rosenkreutz partì in
pellegrinaggio ai santi luoghi accompagnando il monaco Placido, Che era
stato il suo tutore nel monastero francescano dai 4 anni di età.
Placido, che stava accuratamente trasmettendo tutta la sua conoscenza al
vispo alunno, approfittò degli ambienti naturali per insegnare i al ragazzo i
segreti della natura ed alcuni concetti teologici che nel monastero potevano
considerarsi eretici.
Una pomeriggio di primavera, un forte acquazzone sorprese i pellegrini in un
pianura e dopo molto camminare, alla fine arrivarono ad un albero frondoso
che gli servì da riparo. Mentre che il padre Placido tentò di asciugare la suo
tunica sorridendo, Christian si mostrava molesto e ritorse le sue robe con
dispiacere.
-che ti passa, Christian? -domandò il veterano.
-È la maledetta pioggia, che non ci dà tregua.
Il monaco seguí guardando divertito l'arrabbiatura del ragazzo. Alla fine
disse:
“Guarda, se consideri che la pioggia è una specie di castigo o ostacolo da
affrancare, ti perderai il meraviglioso segreto dell'acqua. In realtà, questo
acquazzone è una benedizione. Se tu credi e senti che la pioggia è
meravigliosa, non ti priverai di niente davanti ad un giorno di pioggia. Se al
contrario, credi che i l piovere ti sciupa il giorno, ti deprimerai. Le Tue
credenze sulla pioggia ti porteranno ad assumere un atteggiamento su quella
che Tieni controllo totale. Tu decidi di sentirti bene o male davanti ad un
giorno di pioggia. La certezza è che, per molto male che ti senti, non hai il
potere di cambiare il tempo, ma hai la il pieno potere per cambiare il tuo
atteggiamento”.
Detto questo, anche il giovane Christian Rosenkreutz sorrise e guardando
all'orizzonte, segnalò al suo maestro un imponente arcobaleno che mise fine
alla tempesta.

Basato in testi di Muñeca Geigel


Foto con storia

La “Rosicrucian Order Crotona Fellowship” fu un gruppo Rosacroce fondato nel


1924 nel quale e partecipò Mabel Besant-Scott, figlia di Annie Besant.
Il ROCF ricevette notoriamente l'influenza dell'OTRC. Le tuniche bianche ed i rituali
all'aperto è una prova di ciò, cosi come mostrano queste fotografie fatte nel 1927
nei dintorni del castello di Eerde (Ommen) dove si realizzò l'accampamento
dell'ordine della Stella, con la presenza di Jiddu Krishnamurti ed il proprio Annie
Besant.
Umore
Ordine Mistico del Tempio della Rosacroce

Motto: “Lux Veritatis”

Postulato

Credenza in un Essere assoluto.


Sviluppo integrale del essere umano.
Il fomento dell'amore fraterno.
Assoluta gratuità degli insegnamenti.

Obiettivi

Diffusione degli insegnamenti spirituali.


Studio della tradizione esoterica occidentale e le religione. comparate.
Servizio cosciente.
Lavoro spirituale progressivo e continuo.
Investigazione comparativa dei differenti rami della tradizione Rosacroce.

Contatto

L'OMTRC sarà restaurato nell'anno 2012. Frattanto, il lavoro de preliminare


dell'OMTRC è centrato nella riorganizzazione, nel come diversi fratelli
realizzano diversi approdi.
Nel futuro è previsto l'incorporazione di più fratelli che desiderano lavorare
con noi. Frattanto, l'unico contatto con il pubblico sarà questa pubblicazione.

“Il Pellicano” Setiembre di 2006 (Anno de I, numero 1)

Editor: Frater Argos


Disegni: Frater Orión
Edizione italiana: Frater Croce del Sud
Edizione de portoghese: Frater Júpiter