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Unità 6: La crisi politica e sociale

1.La Guerra Dei Cento Anni.

1.1 Il conflitto tra potere monarchico e ordinamenti feudali.


Oltre che dalle epidemie e dalle carestie, l'Europa del XIV secolo fu campo di diversi
fenomeni bellici. Uno di questi che ebbe maggior rilievo fu la guerra tra Inghilterra e
Francia, che, poiché si protrasse dal 1337 al 1453, fu chiamata “Guerra dei Cento Anni”.
Il motivo della nascita fu il conflitto tra poteri feudali e re di Francia, in quanto
quest'ultimo voleva cancellare tali ordinamenti.
La Guerra dei Cento Anni fu un momento fondamentale nel processo di costruzione
della monarchia francese. I sovrani francesi nel passato avevano già cominciato a
requisire i feudi utilizzando a loro favore la logica dei rapporti, dichiarando traditori (o
“felloni”) i proprietari. Il re non voleva più governare in uno stato diviso in tanti
staterelli, ma in uno stato unico guidato da egli stesso e non fondato da rapporti di
fiducia. Il feudalesimo però visse a lungo e nella guerra dei Cento Anni oscillarono il
rinforzo del potere feudale e il dissolverlo. Ma solo negli ultimi decenni del XV secolo si
dissolse il potere feudale e si andò verso la formazione di uno stato moderno.

1.2 Le questioni dell'Aquitania e delle Fiandre


Già nel 1294 il re francese Filippo IV “il bello” tentò di rivendicare il suo potere in due
regioni della Francia collegate indirettamente o direttamente con l' Inghilterra. La prima
era il ducato di Guascogna che possedeva il re Edoardo II Plantageneto dal 1152. La
seconda invece era la contea di Fiandra, dove il conte era un vassallo del re di Francia,
ma aveva più rapporti con l' Inghilterra che, esportava le sue merci.

1.3 Le premesse del conflitto.


Nel 1294 incominciò il primo scontro quando il re d'Inghilterra si macchiò di fellonia
proteggendo il conte di Fiandra, che in quel momento era in conflitto con il re di Francia.
Filippo il bello allora sequestrò la Guienna e con ciò diede inizio ad uno scontro che si
concluse con la restituzione del ducato e il riconoscimento dei doveri di vassallaggio da
parte del re d'Inghilterra.
Nelle città fiamminghe,invece, la situazione era più complessa: volevano ribellarsi al
conte di Fiandra per instaurare un “governo popolare”, così, chiesero aiuto al re inglese
e, il conte, a sua volta chiese aiuto al suo”naturale protettore”(Filippo il bello). Nel 1302
iniziò la battaglia degli speroni d'oro, chiamata così per gli speroni vinti come trofeo dai
francesi, e si concluse nel 1328 con la fine della ribellione contro il conte.

1.4 La crisi dinastica francese.


A Filippo il bello succedettero tre figli maschi,che, uno dopo l'altro morirono lasciando
solo delle figlie. Fino ad ora la corona francese era sempre passata direttamente per
mano maschile e anche se i diritti feudali permettevano di dare il potere ad una donna, i
francesi convocarono un' assemblea di giuristi per far fronte alla situazione. Questi
decisero di dare il potere a Filippo VI, preso da un ramo laterale della famiglia. La
decisione dei giuristi escluse Edoardo III, che, nato dal re d'Inghilterra e dalla figlia di
Carlo IV, aveva una discendenza diretta. Quando nel 1337 Filippo VI dichiarò la
requisizione della Guienna, Edoardo III potè rispondere rivendicando i suoi diritti.
1.5 L'inizio della guerra e la battaglia di Crécy.
Nel 1339 la guerra divenne effettiva dopo due anni di
schermaglie diplomatiche, ma la svolta principale avvenne
nel 1346 quando Edoardo III scese in Normandia
compiendo saccheggi e devastazioni. I francesi, in
risposta, attaccarono battaglia nella città di Crecy;
l'esercito francese vantava una schiacciante superiorità
numerica, così, i cavalieri troppo sicuri andarono verso gli
inglesi, esponendosi alle freccie.
La battaglia di Crécy fu ricordata per l'utilizzo dell'”arco
lungo”,superiore alla balestra, che era facilissima da usare
e tutti, potevano imparare ad usarla senza bisogno di
allenamento,ma aveva bisogno di essere caricata in tempi maggiori; invece l' arco lungo
veniva caricato in pochissimo tempo, aveva una gittata maggiore, ma i tempi d'
addestramento erano veramente lunghi.

1.6 La battaglia di Poitiers e la prima pace.


La campagna di Edoardo proseguì nel 1346-47 con l'espugnazione del porto di Calais.
Nel 1348 la peste raggiunse la Francia e l'Inghilterra, così le due fazioni furono costrette
a deporre le armi per alcuni anni. Nel 1356 riprese la guerra il figlio di Edoardo III, che
si diresse verso la Loira e mise a fuoco campagne e villaggi. Allora il re Giovanni il
buono (che succedette il padre Filippo VI), si scontrò con il nemico nei pressi di Poitiers:
la battaglia fu la replica di quella di Crécy, ma con un'unica differenza: Giovanni il
buono venne fatto prigioniero. Gli inglesi chiesero il riscatto e alla fine si arrivò alla
stipulazione di un trattato di pace nel 1360, il quale prevedeva la consegna di Calais e
della Guienna all' Inghilterra, senza vincoli di vassallaggio. Edoardo III inoltre ottenne
dei territori nella Francia sud-occidentale, ma in cambio dovette rinunciare alle pretese
sulla corona francese.

1.7 La crisi dinastica inglese e la Francia del “re folle”.


Nel 1369 riprese la guerra, grazie al fatto che i sovrani sconfessarono le basi del
precedente accordo: il nuovo re francese Carlo V riteneva suo feudo l'Aquitania e
Edoardo III voleva rivendicare il suo titolo di re di Francia. Ma questa volta i francesi,
astutamente, attaccarono gli inglesi ripiegando nelle basi fortificate. Infatti fu così che la
Francia riprese il feudo.
Dal 1376 la guerra cominciò a rallentare per delle difficoltà interne nei due stati.
L'Inghilterra vide nelle sue due città rimaste delle rivolte contadine a cui seguì una crisi
dinastica. Dopo che morirono Edoardo III e il figlio, prese il governo Riccardo II, che
anche nella maggiore età trovò difficoltà a regnare, finendo poi deposto e imprigionato.
La Francia fu momentaneamente in vantaggio, ma il re Carlo VI entrò in una follia
sempre più grave. Così entrambi gli Stati furono costretti a sostituire la famiglia reale,
ma la situazione entrò in degrado e questi si divisero in fazioni.

1.8 Il ducato di Borgogna, la guerra civile e la pace di Troyes.


Le cause di questa guerra civile risalivano ad un episodio della generazione precedente
che mostra come cambiò l'atteggiamento del re verso la feudalità. Nel 1361 il ducato di
Borgogna era passato al sovrano, così Giovanni il Buono fece di questo territorio un
feudo per il figlio minore Filippo l' Ardito, il quale con una politica matrimoniale ben
condotta, assieme ai suoi successori, formò uno stato composito e senza continuità
territoriale, che nel 1428 arrivò a comprendere Franca contea, Fiandre, Paesi Bassi e
Lussemburgo.
L'assassinio del duca d'Orleans commissionato da Giovanni Senza Paura fu la causa
della guerra civile. Così l'Inghilterra, approfittando dei moti interni della Francia, nel
1415 invase la Normandia. Le truppe del re Carlo furono nuovamente sconfitte dagli
arcieri inglesi ad Azincourt, così Enrico V procedette alla conquista della Normandia;
nel 1419 Giovanni Senza Paura a sua volta fu assassinato e salì sul trono Filippo il
Buono che si schierò con gli inglesi.
Anche questa fase si concluse e nel 1420 fu firmato un trattato a Troyes, Enrico V sposò
una principessa francese e Carlo VI, sottoscrisse un trattato il quale prevedeva che
Enrico sarebbe stato suo legittimo successore.

1.9 Carlo VII, Giovanna D'Arco, la vittoria francese.


Agli inglesi mancava solo il sud della Loira. Qua
risiedeva il figlio di Carlo VI, che venne spinto dai suoi
seguaci e da una contadina di nome Giovanna D'Arco a
sconfessare la pace. Analfabeta ma sicura di essere
chiamata da “voci celesti”, prese parte a diverse battaglie
compresa quella di Reims, dove Carlo VII fu nominato re
a tutti gli effetti. L' anno successivo Giovanna fu
catturata dai Borgognoni, data agli inglesi e messa al
rogo per eresia.
La guerra entrò nella fase finale: Carlo VII si
riappacificò con il duca di Borgogna, recuperò Parigi nel
1436 e in seguito anche l'Aquitania e Bordeaux.
Così finì la guerra: gli inglesi persero tutte le loro conquiste e la Francia consolidò la
monarchia dopo la grave crisi.

2. I sollevamenti popolari.
2.1 Il tentativo rivoluzionario degli Stati generali in Francia.
Le tensioni sociali provocate dagli innumerevoli problemi, provocarono in Europa
ricorrenti sollevamenti popolari tra il 1350 e il 1385. a volte duravano giorni, a volte
settimane, ma a volte assunsero autentici caratteri rivoluzionari. Il primo importante
episodio fu dovuto alla sonora sconfitta di Poitiers e i francesi, per ottenere la somma di
denaro per il riscatto di Giovanni il Buono, convocarono gli Stati generali in assemblea
e, la borghesia, rappresentata da Etienne Marcel, colse l'occasione per mettere sotto
accusa la nobiltà, ritenuta responsabile delle sconfitte di Crécy e di Poitiers.
Nel 1357 Etienne Marcel ottenne da Carlo l'accettazione della GRANDE ORDINANZA,
un documento che consegnava agli stati generali il controllo delle finanze pubbliche e
dell'esercito. Gli Stati generali cominciarono ad assumere sempre più un ruolo analogo a
quello del parlamento inglese.
Dal 1357 la situazione cominciò ad aggravarsi
assumendo un carattere rivoluzionario, ma dopo
un'irruzione di artigiani nel palazzo reale, Carlo
lasciò Parigi e venne dichiarata illegale l'assemblea
dominata dai borghesi.

2.2 La Jacquerie e i moti di Parigi.


Già da prima pero, la Francia, era stata messa in
subbuglio da sommosse contadine. Infatti la notizia
del rapimento del re e dell'aumento delle tasse per il
riscatto, non aveva reso i contadini molto felici. La rivolta contadina avvenne nello
stesso periodo della rivolta degli Stati generali, ma questa, denominata jacquerie, fu di
breve durata: l'improvvisato esercito contadino fu sbaragliato dalle truppe nobiliari.
Subito dopo la nobiltà assalì la capitale, uccise Marcel e il 2 agosto Carlo potè tornare a
Parigi.

2.3 L'intera Europa in rivolta.


Nei quindici anni successivi le ragioni di tensione aumentarono in tutta Europa. Nei
paesi in guerra vi era il problema delle imposte, inoltre la nobiltà terriera venne colpita
dalla peste e dalle scorrerie dei briganti. La crisi economica colpì infine gli artigiani e i
lavoranti delle città. Scoppiarono quindi rivolte in tutta Europa, come in Francia (visto
nei paragrafi precedenti), Germania e in Inghilterra, dove apparve John Wycliffe, il quale
sosteneva la necessità di un ritorno ad un egualitarismo evangelico e polemizzava contro
la chiesa come “corpo separato”. Ed infine un esercito di contadini si impadronì di
Londra abolendo la servitù; ma quando vennero uccisi i capi della rivolta, vennero
revocate le concessioni e repressi i villaggi che parteciparono alla rivolta.

2.5 La rivolta dei ciompi a Firenze.


Fra le rivolte più importanti, ricordiamo quella di Firenze nel 1378. I protagonisti furono
i cosiddetti “ciompi”, ovvero i cittadini esclusi dalla vita politica e addetti alle operazioni
meno qualificate. Essi, motivati dalla loro situazione sociale e dalla guerra contro
l'esercito papale, avviarono una rivolta assieme alle arti minori per far eleggere una
nuova signoria.
Anche dopo aver raggiunto lo scopo, delusi dal nuovo governo diedero vita ad una
nuova sommossa. Fu quindi attuata una profonda riforma istituzionale. Pian piano l'
alleanza tra ciompi e arti minori andò a esaurirsi e i primi, rimasti completamente isolati,
vennero soppressi. In seguito poi furono estromesse dal governo anche le arti minori e si
tornò presto al governo anteriore alle rivolte.