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Laura Pugno, cuore selvatico - Alfabeta2.

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1 8 N OV E M B R E 2 0 1 8 D I R E DA Z I O N E A L M A N AC C O 2 0 1 9 . C R O N ACA D I
UN ANNO
Laura Pugno, cuore selvatico
Matteo Meschiari

Jared Diamond scrive Collasso nel 2005, nel 2016 esce


La grande cecità di Amitav Ghosh. Il sottotitolo del
primo è Come le società scelgono di morire o vivere,
quello del secondo è Il cambiamento climatico e
l’impensabile. L’idea è identica: perché non vediamo?
perché seghiamo il ramo sui cui stiamo seduti? perché
marciamo trionfanti verso l’abisso, negando il
surriscaldamento globale, o ammettendone l’esistenza
ma non facendo nulla, continuando a vivere le nostre
biologiche vite come se niente dovesse accadere a noi,
come se questa pallida birra un po’ tiepida che Cerca …
sorseggiamo parlando di libri e di festival fosse la
particola eucaristica di una comunità invincibile,
destinata a durare per sempre? Eppure i segnali ci
I S C R I V I T I O R I N N O VA
sono in tutte le coste che vengono sommerse, L’ I S C R I Z I O N E
A L L’A S S O C I A Z I O N E A L FA B E TA 2
nell’acqua marina che s’infiltra nei campi coltivati, nel
permafrost che si scioglie e gonfia di metano l’Artico, e
nella gente, che migra dalle guerre della fame e della
siccità. Segnali solo per gli altri: per ora non tocca a
me. Invece Amitav Ghosh, mentre scrive un romanzo,
si chiede come sia possibile che quel mondo in
dissoluzione, che il collasso imminente restino fuori
anche da un’altra società così inetta nel pensarli, quella
degli scrittori. Romanzi di città, di famiglie, di
malattie, di idee morali, di borghesie tacitate e
refrattarie, ma quanti di questi romanzi includono in
sé il collasso, l’apocalisse in atto, la sete che verrà, i
deserti che ci attendono? Stanno cambiando scenari e
priorità, ma come si può chiedere a uno scrittore, che
C O L L E G AT I A L C A N T I E R E
magari si è già scavato una nicchia ecologica tutta sua,
di prendere la parola su cose che in realtà non conosce,
su cose troppo di cronaca, troppo attuali? Come
chiedergli di scrivere un romanzo sull’ambiente
quando per lui l’ambiente è sempre stato al massimo la
cartolina alpina in cui ambientare se stesso? Non può,
non sa parlare di oligarchie del clima, di ecofortezze, di
Amazzonia in fiamme, di acqua mancante. Chi ne
parla, invece, chi scrive di questo radicale e
perturbante legame con la Terra, con il Mare, e
ovviamente con la morte dell’individuo e della specie, è
chi ne ha sempre parlato prima della cronaca, chi lo ha
sentito come un’urgenza interiore prima di ogni
urgenza collettiva. In Italia quasi nessuno, una è Laura
alfadomeniche
Pugno. precedenti
Alfadomenica #3 –
Non saprei farlo meglio di come lo fa lei, voglio dire di
novembre 2018
come lei stessa ripercorre la sottile linea rossa che
attraversa i suoi romanzi, cosa che fa nell’ultimo testo Tra qualche giorno arriva in
In territorio selvaggio. Corpo, romanzo, comunità, un libreria l'Almanacco 2019 di
Alfabeta e comincia a
quaderno di appunti che lei chiama saggio, che non
partire da Milano (martedì
vuole chiamare poesia in prosa perché la poesia in
27 alle 18 presso Mudima,
prosa lei non la ama (troppo poco spazio bianco,
via Tadino) un piccolo giro di
troppo poco silenzio), ma allora un saggio-diario
presentazioni. Ve ne
densamente poetico, densamente filosofico, che nello parleremo megli[...]
spazio e nel bianco costruisce una partitura di scavo
biografico e letterario, di specchio alienante verso
l’oltre del testo e della scrittura. Qui, in qualche pagina Alfadomenica #2 –
appunto autoriflessa, Pugno segue la propria traccia novembre 2018
letteraria, per riconoscersi in un moto verso la
Come saranno le città del
solitudine e il fuori, fino a uno «stato di natura» che è
mondo tra venti o
poi l’impossibilità stessa di abitare la realtà. Sirene
trent'anni? E meglio:
(Einaudi 2007), Antartide (minimum fax 2011), La
esisteranno ancora quelle
ragazza selvaggia (Marsilio 2016) e La metà di bosco che siamo abituati a
(Marilio 2018) sono romanzi tutti attraversati da chiamare città? Sono
questo tendere alla selva dentro e fuori di noi, dove con domande che è difficile non
selva (lei dice bosco) va evocato un intero universo porsi dopo avere letto il
spaesante che non è il paesaggio italiano, la natura testo con cu[...]
italiana, la maniera italiana di trattare l’elemento
selvatico in letteratura. Perché Laura Pugno è per
percorsi interiori e letterari molto poco italiana, in Alfadomenica #1 –
questo. Come un refrain insiste che giardino è bosco e novembre 2018
che bosco è deserto e, anche se non evoca una Oggi parliamo di politica. Lo
genealogia anglosassone diretta, crea un ponte che già facciamo sempre, in realtà,
esiste nell’intraducibile wilderness, parola che convinti come siamo che la
etimologicamente tradotta dovrebbe dare «la- politica attraversi la nostra
condizione-e-il-luogo-fuori-controllo-dell’animale- vita in ogni momento e che
selvatico» e che i primi traduttori in inglese dei Testi riflettere sulla letteratura,
Sacri usarono per rendere il latino solitudines, deserti. sull'arte, sul teatro, la mu[...]

Così, in una riflessione rarissima e preziosa per le


nostre lettere, Pugno si sbilancia addirittura sull’arte
paleolitica, sulle immagini animali di Altamira e
Alfadomenica # 4 -
Lascaux, per intuire una cosa essenziale, e che cioè il ottobre 2018
lato selvatico, il selvaggio, è solo un’invenzione, è la Si apre nel segno della
massa mancante, l’antimateria, l’antispazio che ha musica l'Alfadomenica di
consentito all’uomo di inventare la casa, di concepire il oggi, con la settima puntata
giardino, e di sentire il corpo come casa e giardino di Alfadisco, la rassegna di
rispetto all’aggressione esteriore del mondo e della novità discografiche curata

morte. da Paolo Carradori, e due


recensioni, rispettivamente
di Arianna [...]
Perché, oltre a capire questo e a capire la tensione al
bosco, Pugno arriva a dire una cosa essenziale, quasi
inconcepibile qui da noi, e che cioè la vera essenza del
Alfadomenica #3 –
selvaggio non è una natura arruffata, un giardino
ottobre 2018
abbandonato, e non è nemmeno il terzo paesaggio di
Gilles Clément, ma è la morte, è la fine biologica dopo "Fino a quando
l’intrusione nel corpo di un altro corpo, che sia conviveremo con il vuoto di
un’arma, un cancro, o un virus distruttore. Dice infatti: proposte alternative, il
consenso continuerà ad
«La comunità che ti abbandona sul pack ha dolore di
andare ai Salvini, la cui
te? O sei tu che quando il corpo invecchia oltre misura
intolleranza nei confronti
decidi di addentrarti nella foresta? Ci sono ancora
degli immigrati è parte
foreste? Sarai in grado di riconoscere il momento? //
integrante di una
Dice questo, oggi, il romanzo?». Domanda cruciale, concezione aut[...]
che vorrei suonasse come un’urgenza, un’accusa, quasi,
per quella letteratura che non è in grado e nemmeno
vuole incorporare il collasso dei tempi e delle terre che
già si vive, che tutti a brevissimo vivremo. ARCHIVI

Dunque sulla selvatichezza in letteratura: non solo


Seleziona mese
come tema ma anche come modo e forse vocazione di
lasciar nel testo un elemento non addomesticato, non
rifinito, non ripulito, lontano dal giardinaggio
I S C R I V I T I A L L E N OT I Z I E DA
letterario dello stile, della lingua, da questo fare A L FA B E TA 2 E A L FA P I Ù

«editing di tutto ciò che è bosco». Come lasciare il Associazione Alfabeta userà i dati
bosco proprio nel romanzo, perché invece nella poesia personali forniti solo dietro convalida
(doppio opt-in) allo scopo di inviarti
un po’ di bosco resta sempre, per solitudine e contenuti editoriali del sito alfabeta2,
vocazione linguistica? In che modo ritrovare una informazioni sulle proprie iniziative
ed eventi.
pratica della scrittura intesa come bisogno animale? Puoi revocare il consenso al
Come evitare il fatto che dopo le chiacchiere letterarie, trattamento dei tuoi dati in ogni
le sbrodolature politiche, alla fine del giorno momento facondo cic sul
collegamento unsubscribe-cancella
«torniamo a casa, ci sdraiamo sul divano, rifiutiamo di l'iscrizione in calce a ogni email che
vedere che la casa è in fiamme»? In che modo far sì che ricevi da noi, o scrivendo a
newsletter@alfabeta2.it. Tratteremo i
«la letteratura [sia] occhi nuovi, straniamento, bosco»? tuoi dati a norma di legge. Per
Come «trovare il modo di portarli, i lettori, nel bosco, maggiori informazoni visita il nostro
sito web.
uno per uno»? Pugno non dà risposte e anche la via
che addita è molto complessa, e ardua, perché passa Email Address*
attraverso una consapevolezza che la letteratura
automaticamente non dà, che forse non veicola di per
sé, ma che resta il punto fermo, il punto essenziale, e
cioè che l’ultima regione del mondo in cui il selvatico Nome
resiste fermissimo non è qualche paesaggio non
desertificato del pianeta, ma è il corpo, il nostro corpo
individuale, il nostro corpo solo, vulnerabile, irascibile,
rettiliano, e poi il grande corpo degli umani viventi, Cognome
questa comunità che non è tale, o che è comunità del
conflitto e della morte, ma che ci lega nell’effimero in
un «noi sopravvissuti», noi residui dell’apocalisse.
* = campo richiesto!

Non una risposta, ma uno specchio in cui la letteratura


oggi dovrebbe guardarsi, e dove a volte effettivamente Iscriviti
si guarda. Ad esempio, nell’ultimo romanzo La metà di
cancellati da questa lista
bosco, Pugno inventa un luogo e un personaggio. Il
luogo è un’isola greca dei morti, un po’ come quella di
Arnold Böcklin, occupata per metà da un bosco che è B LO G R O L L
soglia. Il personaggio è Cora che muore e torna dai
morti, e in quel bosco può rivivere, ma scivolando
451
sempre più in uno stato selvatico, preumano, animale,
violato e violento. Ora, In territorio selvaggio, fin dalla Agoravox Cultura
prima pagina, Pugno si chiede se il romanzo, la
Biagio Cepollaro
letteratura, debbano dare conforto. «La domanda della
felicità non ha mai cessato di porsi», dice, ma la felicità Colossale
sta per finire, ed è tempo che la letteratura entri nella
DeA donne e altri
metà di bosco dove il conforto dell’abitare umano non
può più esistere e consolare come prima. DeriveApprodi

Descrizione del mondo


Laura Pugno
doppiozero
In territorio selvaggio
Effimera

«gransassi» nottetempo, 2018, 128 pp., € 10 EuroNomade

è possibile acquistare questo libro in tutte le librerie Fata Morgana WEB

e su Ibs.it. Fondazione Basso

Fondazione Luigi Micheletti

gamm

il lavoro culturale

Jacobin Magazine

L'indice dei libri del mese

le monde diplomatique

A L FA D O M E N I C A
Le parole e le cose
C O M U N I TÀ , C O R P O , I N T E R R I T O R I O S E L VAT I C O ,
L A U R A P U G N O , M AT T E O M E S C H I A R I , R O M A N Z O Lettera internazionale

Monteverdelegge

Mudima

Nazione Indiana

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Franca Rovigatti, bambina Del comune,


nel tempo dell’alienazione e di altre
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