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Nelle terre esterne Archives - Alfabeta2.

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TAG : N E L L E T E R R E E S T E R N E

27 GENNAIO 2019 A L M A N AC C O 2 0 1 9 . C R O N ACA D I


UN ANNO
Matteo Meschiari, poetica
dell’esternalità
Giancarlo Alfano

Terre esterne: il suggestivo sintagma che funge da


titolo per il nuovo libro di Matteo Meschiari compare
una sola volta all’interno del testo, quando, illustrando
la contrapposizione tra «linea ligure» e «linea
lombarda» nel trattamento dello spazio (a ciascuna
dedicata una delle due parti in cui si divide il libro),
l’autore afferma che esiste «un altro modo del
paesaggio moderno» – altro rispetto al paesaggio-stato
d’animo di origine romantica –, un modo che
Cerca …
riconosce «l’autonomia silenziosa della materia, la
vocazione verso le terre esterne, dove l’uomo e la sua
chiacchiera metafisica finalmente, inesorabilmente si
dissolvono». I S C R I V I T I O R I N N O VA
L’ I S C R I Z I O N E
A L L’A S S O C I A Z I O N E A L FA B E TA 2
Si tratta, com’è evidente, di un momento fondamentale
del libro, in cui l’ipotesi che il paesaggio non sia un
«dato [...] bensì un processo» (così Cortellessa in
chiusura alla sua introduzione) viene pienamente
enunciata. Non certo che altrove non sia più volte
chiarita la matrice anarchica e fenomenologica, anti-
metafisica (ma anche profondamente irrazionalista)
che sorregge l’indagine di Meschiari: si potrebbero al
contrario citare decine di passaggi in cui la sua
impostazione di base viene affermata in termini
franchi e decisi. Ma è in quelle righe, poste a mezzo tra
le due parti del libro, che l’autore propone con piena
sicurezza la sua poetica dello spazio, la concezione C O L L E G AT I A L C A N T I E R E

antropologica e psicologica che regge il suo


particolarissimo – mi sia consentito l’ossimoro –
idealismo materialista.

Si tratta di una vera e propria oltranza del pensiero,


che tende infatti a spingere oltre (oltre l’accoppiata
antropomorfa visage-paysage) ogni possibile teoria
dello spazio. Quella vocazione verso le terre esterne è
ribadita del resto in un altro luogo del libro, in cui
l’autore recupera le «osservazioni di Merleau-Ponty sul
nostro percepire lo spazio esterno come connesso a
noi, come prolungamento del nostro corpo», che
nasconderebbero «la vera radice biologica di una alfadomeniche
mitopoiesi sempre vitale» capace di tenere insieme precedenti
scienza e poesia, mito e approccio razionale.
Alfadomenica #4 –
gennaio 2019
Probabilmente è qui la ragione più profonda
dell’interesse di Meschiari per la letteratura: al di là Con due sguardi sulla
della sua originaria formazione, al di là della sua “edizione integrale” di
indiscutibile competenza critica e addirittura filologica Homo sacer di Giorgio
(si vedano le pagine sulle varianti autografe di Agamben apriamo il quarto
alfadomenica del 2019. Un
Biamonti), il pensiero geografico dell’autore trova nel
numero come sempre
testo letterario il luogo di esercizio di una parola che
molto ricco: diverse
congiunge insieme un progetto conoscitivo vocato alla
riflessioni che prendono
trasmissione intersoggettiva e un’insondabile
spunto da pubb[...]
resistenza a ogni possibile comunicazione, una
intransitività inaggirabile (ma attrattiva) e un impianto
che ambisce a farsi tramite di verità condivisibili tra Alfadomenica # 3 –
autore e lettore. gennaio 2019
Cominciamo questo
In questo – mi sembra – sta l’esternalità di cui parla
Alfadomenica ringraziando
Meschiari: non la proiezione identitaria nello spazio
tutti i lettori che hanno
esterno (la passione prorompente che si allegorizza in
deciso di iscriversi o di
tempesta, come vuole una celebre analogia), ma la
rinnovare l'iscrizione
condizione attonita di chi riconosce in ciò che è fuori di all'associazione Alfabeta: il
sé una possibile identità con sé: anzi, una verità su di loro sostegno, la loro
sé. Non però – è bene ripeterlo – nella forma presenza con noi sono
dell’analogia antropomorfa (o cosmomorfa: è lo stesso) indisp[...]
tra piccolo e grande mondo, ma secondo l’avventura
fantastica che può vivere chi riconosca nei sedimenti di
calcare appenninico la stessa natura minerale delle Alfadomenica #2 –
ossa che compongono il suo scheletro. Un’affinità gennaio 2019
elementare – di antica origine lucreziana – che può
Al centro dell'alfadomenica
esistere solo come organizzazione artistica di una di oggi proponiamo un nodo
spinta proiettiva verso l’esterno: organizzazione che è, tematico curato da Andrea
secondo Meschiari, innanzitutto di carattere verbale. Cortellessa e dedicato al
culto di Caravaggio (anzi a
Certo, l’autore sa bene che le parole sono sempre "Caravaggio reloaded") - e a
veicolo di una ideologia, tant’è che le sue bellissime seguire, due riflessioni sul
pagine sui ghiacciai servono per mostrare al lettore il cinema [...]

progetto ideologico spirituale e nazionalistico di


Antonio Stoppani. Ma sa anche bene che la grande
letteratura riesce a sospendere (si dice: decostruire)
Alfadomenica #1 –
l’apparato ideologico, facendo muovere gli elementi gennaio 2019
primi della conoscenza immaginativa. Che poi si tratti Primo Alfadomenica del
di una progressione metonimica, come accade col 2019, ricco come
movimento rizomatico dei licheni di Sbarbaro, o di un d'abitudine. L'apertura è
approfondimento verticale di natura metaforica, come dedicata ad Alfadisco, la
invece succede con la geologia di Gadda, questo non fa rassegna di novità

che confermare quanto la letteratura sia innanzitutto discografiche curata da


Paolo Carradori, cui segue
un’arte visionaria.
un intervento sul nuovo
esame di matur[...]
Ed è qui la «poetica dello spazio» di Matteo Meschiari:
nella proposta di una spinta verso una spazialità de-
territorializzata che annulli il mito dell’interiorità Alfadomenica #5 –
(dentro la quale, semmai, si cela la veritas),
dicembre 2018
agghiacciando il soggetto in una estimità (ossia quella
interiorità che – secondo il Lacan del VII seminario – Teatro, arte, giochi e
si sorprende fuori di sé) che lo mette definitivamente tantissimi libri: con un
sommario molto ricco,
innanzi a sé stesso.
come è consuetudine,
chiudiamo il 2018 e ci
Matteo Meschiari
diamo appuntamento alla
prima domenica del 2019.
Nelle terre esterne. Geografie, paesaggi, Prima di congedarci e di
scritture augurare a t[...]

prefazione di Andrea Cortellessa

Mucchi, 2018, 268 pp., € 16 ARCHIVI

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