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Lezione 9 13.

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Abbiamo preferito orizzonte sistemico in grado di abbracciare le artixolazioni del sistema lettrario, il che
vuol dire non escludere autori come Fogazzaro, Deledda, De Marxchi, Vittorini, che hanno avuto un
riconoscimento oggi tracollato, sia figure indiscusse. questa prospettiva rifuita l'interpretazione del
passaggio da 800 a 900 come un passaggio che segna la crisi del romanzo; non crisi del romanzo semmai o
continuità o meglio una reazione forte dei detentori del gusto ad un successo ad un romanzo ormai
diventato un genere di consumo per un pubblico maggiore per estensione rispetto all'eòite colta, e
dall'altra parte autori come Svevo e Pirandello rispondono con il romanzo della crisi, un romanzo che riesce
a dar conto di quella crisi che inveitabilmente si verifica nelpassaggio da un secolo all'altro. non si tratta di
una crisi catastrofica, ma normale come in tutta la tradizione letteraria, ha diverse fasi in cui i protagonisti
riformulano il genere romanzesco.

in questo senso si può dire che tra 800 e 900 c'è un ribaltamento di paradigma culturaler e filosofico,
tuttavia la filosofia che viene messa in discussione è quella del positivismo, su cui si è costruito il verismo e
il manzosianesimo, in riferimento a ciò sia Pirandello sia Svevo, che cominciano facendo i conti con quel
verismo (L'esclusa Piarandello Una vita e Senilità Svevo); cosa vuol dire che nel pasaggio si assiste aòòa
bancarotta della scienza? vuol dire riconoscere sì che ci sono due grandi rappresentanti del realismo cioè
Manzoni e Verga, ma riconoscere anche che una cosa è il realismo di Manzoni, romanzo storico, che
afferma che la storia è in sintonia con la grande parabola storica disegnata sullo sfondo della Lombardia
seicentesca, un'altra è il verismo di Verga, quel positivismo su cui scrive il ciclo dei vinti, con cui l'autore
verifica la differenza tra Nord e Sud, per ricordare ai lettori di Milano e della classe dirigente, che il prezzo
della Fiumana ? . perciò usare la stessa etichetta per i due rischia di disorientare.

è su questo sfondo che possiamo osservare le caratteristiche che riguardano il romanzo esposto dalla
coppia Pirandello Svevo. Nel 900 non ci si può limitare al nesso che lega prospertiva di analisi critica a
prospettiva di analisi letteraria filosofica, nel Novecento la filosofia pur essendo importante subisce uno
scossone che la laicizza, lo spostamento di paradigma non riguarda solo la distruzione della dialettica
hegeliana, avvengono in realtà delle scoperte che modificano radicalmente sia il campo delle scienze
umane (dov'è insediata la filosofia) sia le scienze dure: si tratta delle scoperte di Ejstein, De Suassure,
Fraizer, tali che il paradigma di cultura si allaraga in maniera rapida e complessa, e tuttavia lasciato ai
margini.

1898: "Interpretazione dei sogni" 1904 "Psicopatia della vita quotidiana" 1905 "Tre saggi sulla sessualità" :
nel grande clima di passaggio tra 800 e 900 quel paradigma ci offre dei suggerimenti che non valevano per
le opere precedenti Nel momento in cui Freud suggerisce che la psicologia dell'io non è più dimidiata così
come ce l'hanno raccontata secoli di storia letteraria, ciascuno di noi è un po' più complicato. perciò la
stessa psiche deve fare i conti tra io, super io e super es, perciò la memoria, non solo non è innocente,
trasparente e linearmente ordinata, ma soprattutto la memoria non conosce tempo e gerarchia, perciò
tuttii processi di memorizzazione saranno contaminati dalla percezione dell'oggi rispetto al passato, e il
passato che emerge secondo il linguaggio onirico e non solo.

1906-1911 sono gli anni in cui De Suassure sta scrivendo i suoi corsi di Linguistica generale, prima a GInevra
poi a Parigi: se l'800 è stato il secolo della storia, il 900 è stato quello della linguistica, nel senso che tutti i
procedimenti del discorso non possono più prescindere da quelle indicazioni che provengono da De
Suassure, da Jacobs ecc...la langue si concretizza con la parole, ecco perchè anche nelle opere letterarie è
utile distinguere tra scelte sgtilistiche e scelte espressive, con cui ogni autore plasma secondo la propria
scelta compositiva , una cosa sono i criteri di denotazione e connotazione, quel paradigma retorico
consolidato che ha come fondamento i testi classici entra in frattura con il passaggio alla modernità, nel
900 la nuova retorica che deriva dalla linguistica dev'essere riconfigurata.
1893 Durkain "La divisione del lavoro sociale" con differenzazione tra società primitive in cui a dominare è ?
(Acitrezza) e la collettività sociale, in cui c'è distinzione tra pubblico, privato e intimità domestica.

"Anomia" e 1912 "Le forme elementari della vita religiosa": la cultura di un popolo è un insieme di valori,
convenzioni, che non possono essere sovrapposte a quella cultura su cui l'Europa aveva fondato il suo
sapere, veniva fatta distinzione tra civiltà primitive e civiltà europea. Distinzione imporante perchè c'è
anche l'analisi di quelle tappe che portano non solo alla crescita dell'individuo ma anche dell'intera società,
1911 "Il ramo d'oro" Freizer. il concetto di permanenza antropologica ci risulta difficile, poichè siamo
abituati ad una prospettiva storica, in realtà la letteratura fa proprio questo, mette in scena tutto ciò che
rimanda ad una componente di psico-antropologia che ci costituisce: questo non vuol dire che i nostri
autori hanno letto Fraizer o Durkain, Richeur, fa uno studio sul romanzo modernista, affermando che il
romanzo è un cantiere in quanto sintesi dell'esperienza umana e della comprensione del sè, essendo
laboratorio di sperimentazione ha al centro la vita interiore.

Il richiamo è a quelle scienze altrettanto cruciali per la nostra percezione di realtà: 1899 1905 Einstein
elaborava le teorie della relatività ristretta e poi della relatività maggiore, è importante perchè lui stesso si
avvale di una figura retorica, di un'immagine perchè: prima di tutto perfino sulla materia quello che conta è
l'energia che si sprigiona, e il rapporto con la natura si è profondamente relativizzato, non osserviamo più la
natura, il nostro rapporto con lei si è profondamente mediato, l'osservatorio da cui osserviamo gli eventi
fisici è fortamente condizionato (se siamo su un treno che porta a Manchester per noi non è il treno a
fermarsi ma Manchester) "la relazione che intercorre tra concetti logici (nostra rappresentazione di realtà)
e la percezione degli eventi è analoga non a quella tra brodo e bue, ma tra o scontrino del guardaroba e il
vostro cappotto" la catena non è più naturale, ma è intervenuto un elemento di convenzionalità artificiosa.
Accanto ad Eistenstain, "Principio di interpretazione" di Ejsenberg, quello che la scienza può fare è stabilire
un calcolo di probabilità per cui un evento si verifichi o meno, questo vuol dire che mandiamo a quel paese
il principio di casualità.

CITAZIONI DA ROMANZI

1. Prima pagina del Pasticiaccio di Gadda, ritratto di Don Ciccio Ingravallo, incipit di un giallo, in cui si dice
che non c'è più causa ed effetto, ma una moltiplicità di cause da cui si può ricavazre quale sia la soluzione
più probabile non quella più vera.

2. Musli "L'uomo senza qualità", uno dei passi più famosi ripresi per riflessione su romanzo moderno, ci
dice che era uno dei principi caridne e il modo confortante della rappresentazione della vita come una
successione di eventi, secondo una linearità che tendiamo ad usare nelle nostre narrazioni. tra 800 e 900
succede che molte storie vengono ancora raccontate per seguire quell'oridne di spazialità e temporalietà
che serve non sono ad ordinare ma anche a tranquillizzare, a ridurre ad una situazione sempice qualcosa
che è complicato. La letteratura sperimentale non è quella letteratura che distrugge il romanzo o il
personaggio e che dichiara l'impossibilità della narrazione, è semmai quella letteratura che tenta di
sperimentare come causa ed effetto non possono più funzionare e non sono utili a descrivere la realtà. Il
protagonista de ""L'uomo senza qualità" è Ulrich, un uomo qualsiasi che fa i conti con il senso di opressione
nel centro dell'Europa che si sta avviando verso la grande catastrofe, cioè a Vienna. Ulrich sta
passaggiando in città, e il confronto tra l'ordine naturale in cui il tempo è scandito dal ciclo luce e buio, e
dall'avvento delle stagioni (cosa che avviene in campagna) e quello che accade in città in cui tutto ciò
viene meno. Tutti i grandi romanzi moderni sono ambientati in città, sullo scenario della vita urbana le
relazioni di casualità vanno a farsi friggere; la grande letteratura novecentesca è quella che ammette che
dietro lo sconforto, le gradi scoperte allargano l'orrizzonte di conoscenza, il problema è trovare i mezzi per
rappresentare questa complessità.

3. "Il fu Mattia Pascal" Pirandello, romanzo che serve a farci capire come la tradizione del romanzo 800esco
sia tramontata e si avvi un nuovo modo di raccontare. è esemplare come Pirandello e Svvo comincino
nello stesso modo in cui iniziando i romanzi dei fondatori della civiltà romanzesca, ossia con un patto
narrativo, Pirandello pone ben due premesse: nella prima Mattia Pascal si trova in una chiesa
sconsacrata la cui biblioteca è piena di topi, esplicita metafora del tracollo dei valori di sacralità; Mattia è
con don Eligio Peregrinotto che gli suggerisce di raccontare la sua storia, Mattia gli risponde che non è
più tempo di scrivere libri, mentre don Eligio gli dice che si continuano a scrivere e con caratteristiche di
realtà minuziose; ma dalla citazione Mattia dice "che vuoi che me ne importi?" come si fa a continuare a
scrivere in questo modo? è necessario trovare un altro modo. Mattia Pascal ci dice anche un'altra cosa: il
paradigma complessivo sta crollando infatti dice "è tutta colpa di Copernico" facendo riferimetno al
protagonista di un'operetta morale leopardiana, che ci racconta che non siamo più noi uomini al centro
dell'universo, non ci sono più grandi avventure, ormai "siamo su una trottolina che vortica velocemente
e le nostre storie sono storie di vermucci"(cit. Pirandello). Le grandi catastrofi all'epoca di Pirandello,
vengono sempre più raccontate dalla cronaca, dai giornali e alla letteratura spetta un'altro compito, non
solo non si può scrivere secondo il modo 800esco, ma il gioco tra stampa e letteratura si è fatto più intenso,
Pirandello ce lo fa notare perchè è da un giornale che Mattia Pascal scopre di essere morto. L'edizione
del 1921 si chiudeva con l'accertenza sugli scrupoli della fantasia, perchè la storia di Mattia Pascal era stata
raccontata dai giornali di New York.

Infatti agli inizi del 900 c'è il cinema, ci sono i periodici, la narrativa comincia a fare i conti con queste nuove
modalità di rappresentazione, con strumenti e punti di vista diversi. alla fine del patto narattivo Pirandello
da un'altra indicazione: Mattia ci racconta della sua storia non solo perchè è un caso diverso dai casi
comuni raccontati dalla narrativa 800esca ma anche perchè serve a darci un pò di distrazione, la lettura
assolve anche a questa funzione, che è una funzione di effetto estetico.