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L’insegnante che non avrei mai voluto essere 25/05/18, 08:39

L’insegnante che non avrei mai voluto


essere

Le caratteristiche dell’insegnante perfetto che tutti avremmo


dovuto avere.

In un periodo in cui la familia spesso non esiste o da esempi sbagliati, in cui la società
reclamizza il peggio il ruolo dell’insegnante diventa fondamentale per l’educazione, il
rispetto e la sana crescita delle persone di domani.

Un’aneddoto

A metà degli anni 80, insieme al mio amico Luca andiamo a lezione di batteria da un famoso insegnante
della zona. Luca era già allievo del noto jazzista ed anche io valutavo l’idea di prendere lezioni dal
migliore.
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migliore.

Entriamo nella cantina dove il maestro dava lezione, appena arrivati lui ci saluta velocemente e subito si
mette ad improvvisare alla batteria.. resto davvero stupito dalla sua libertà tecnica, dalle idee che
riusciva ad aggiungere tra un groove e l’altro. Si muoveva con tale agilità e velocità tra piatti e tamburi da
far sembrare tutto facile… non lo era affatto.

Sudava come un rubinetto che perde e senza mai fermarsi continua così per 40 minuti… io dopo appena
5 minuti avevo l’occhio destro che mi tremava, ti lascio immaginare la mia espressione dopo 40 minuti di
interminabile solo….

Poi si ferma, si tampona su un asciugamano che secondo me implorava pietà da tempo e lascia suonare
Luca (visto che era l’0ra che stava pagando) per soli 15 minuti. Mentre finiva lo studio lo ferma per
mancanza di tempo e per ascoltare me…

Mi porge le bachette e dice: Fammi sentire cosa sai fare…

Mi siedo alla batteria, con timidezza eseguo alcune parti che avevo preparato, lui mi guarda subito con
sufficienza, si accende un sigaro e parla con Luca mentre suono, immagino si aspettasse di meglio ma
arriva già il prossimo allievo quindi è ora di stringere… Mi chiede se sono intenzionato a prendere
lezioni, gli rispondo che sono interessato. La sua risposta è inaspettata.. Guarda coso.. mi dice… per me
puoi anche andare aff…… fammi sapere ciao.

Così facendo si mette alla batteria e riparte col solo mentre il nuovo allievo si siede ed aspetta il suo
turno… Secondo te sono poi andato a lezione da questo favoloso musicista?…. No, in quell’occasione ho
ascoltato un dimostratore ma è mancato quello che cercavo, un insegnante.

“Il maestro arriva quando l’allievo è pronto?…”

Uscendo dalla cantina, la prima cosa che ho ripetuto a me stesso era che semmai un giorno avessi
insegnato, quello sarebbe proprio l’insegnante che mai avrei voluto essere.

Questa esperienza mi è stata davvero utile per comprendere che spesso gli ottimi player, musicisti o
artisti in genere non è garantito che siano dei buoni maestri. Inoltre aggiungerei che spesso sono
proprio questi talenti fuori dalla media che danno per scontate le regole basilari e fondamentali di
rispetto e di una buona formazione.

L’insegnante che merita la mia attenzione deve cercare le mie attitudini e capire come migliorarle, deve
farmi vedere i miei errori dandomi soluzioni per risolverli. Ora, a distanza di oltre 35 anni sono quasi 30
anni che insegno e sono fiero che nessuno dei miei allievi sia mai uscito dall’aula con la stessa
sensazione.

L’insegnante che tutti noi insegnanti dovremmo essere è colui che ama il proprio lavoro, che si inventa
un modo semplice e divertente per rendere interessante qualcosa che non lo è, l’apprendimento. E’
l’insegnante che ascolta le richieste e le soddisfa anche se richiede più impegno di quello per cui è
pagato, che coinvolge gli allievi a dare il meglio di sé motivandoli e confortandoli invece che denigrandoli
davanti agli altri.

Deve saper:

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L’insegnante che adoro essere io è colui che ha un’aspettativa superiore di quella che OGNI allievo ha di
sé, che crede nella sua riuscita e lo dimostra con mille atteggiamenti.

E sai cosa succede con gli allievi di cui hai stima?... Imparano a fidarsi prima di te e poi di loro
stessi. Questo, secondo me è il docente di cui c’è un gran bisogno oggi.

“Per insegnare bisogna emozionare, molto pensano ancora che se ti diverti non impari. Maria
Montessori”

Immagine da Fortunato Giorgi

Stammi al Meglio ciao Marco

Vuoi più sicurezza?. . .


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