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Tecniche di Angelo

Balladori

Cristalloterapia
Un viaggio nella coscienza olistica

LABORATORIO DI NATUROPATIA
Laboratorio
di Naturopatia
Il progetto delle Edizioni Enea è rivolto alla produzione di libri di qualità.
Qualità e attenzione nei contenuti che, grazie alla collaborazione con la Scuola SIMO e i suoi esperti,
vengono verificati e revisionati in modo da offrire conoscenze e tecniche frutto delle ricerche e
dell’esperienza dei migliori professionisti.
Qualità e attenzione nella realizzazione dei nostri libri e nei processi di stampa. Questo libro è
stampato su carta prodotta dalla Arjowiggins, certificata anti-invecchiamento ISO 9706, realizzata
al 100% con pasta riciclata FSC (contenuto minimo di fibre riciclate post-consumo 85%) e sbiancata
senza l’uso di cloro.

TCF
Totally Chlorine Free
TECNICHE DI CRISTALLOTERAPIA

Un viaggio nella coscienza olistica

Angelo Balladori

edizioni
© Copyright 2008
Edizioni Enea - SI.RI.E. srl
I edizione luglio 2008

ISBN 978-88-95572-05-5

Edizioni Enea
Sede Legale - Viale Col di Lana 6/a, 20136 Milano
Sede Operativa/Magazzino - Piazza Nuova 7, 53024 Montalcino (SI)

www.edizionienea.it
edizioni.enea@gmail.com

Progetto grafico
Lorenzo Locatelli

Disegno in copertina e illustrazioni


Federica Aragone

Stampato in digitale da
Global Print srl
20064 Gorgonzola (MI)

I diritti di traduzione, memorizzazione elettronica, informatica, multimediale, ripro-


duzione e di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo, compresi microfilm
e copie fotostatiche, sono riservati per tutti i Paesi.

I benefici derivanti dall’applicazione dei metodi descritti dipendono dalla dedizione


e dalle capacità di chi opera in piena responsabilità. L’Autore e l’Editore non hanno
responsabilità per l’utilizzo delle tecniche terapeutiche citate nel testo.
Il diamante è andato perduto nel fango,
e tutti lo cercano.
Alcuni vanno verso l’Oriente – o verso l’Occidente,
sperando di trovarlo lì.
Si è forse smarrito nel fiume?
Oppure fra le rocce?
Kabir, il tuo servo, lo apprezza
nel suo valore vero.
Custodito al caldo, lo porta con sé
dentro un lembo del suo cuore.

Kabir
INDICE

X Prefazione

XI Introduzione

1 PRIMA PARTE

3 I. LA NASCITA DEI MINERALI

3 1. Le origini
6 2. I sistemi cristallini
7 3. Alcune proprietà del cristallo di quarzo

9 II. L’ENERGIA, L’AURA E I CHAKRA

9 1. L’energia cosmica
10 2. Il corpo energetico
10 2.1. L’aura
11 2.2. I chakra
12 3. Esercizi di sensibilizzazione delle mani e percezione dell’energia
14 4. Esercizi di percezione di aura e chakra
17 5. Descrizione dei chakra maggiori

27 III. LE PROPRIETÀ DI PIETRE E CRISTALLI

27 1. L’interazione uomo-cristallo
28 2. Le proprietà energetiche del cristallo
29 3. La scelta dei cristalli
30 4. La purificazione di pietre e cristalli
34 5. I cristalli di quarzo usati nella Cristalloterapia
39 5.1. Altri tipi di cristalli
44 6. I colori

48 IV. RASSEGNA DELLE PIETRE E DEI CRISTALLI PIÙ USATI

VII
103 V. LA TERAPIA

103 1. Dotazione di base di cristalli e pietre


105 2. Prepararsi alla terapia
109 3. Il trattamento
111 3.1. Lo scanning e la pulizia eterica
112 3.2. La disposizione sul corpo delle pietre e dei cristalli
116 3.3. L’energizzazione dei chakra
118 3.4. Varianti al trattamento
119 3.5. Avvertenze e frequenza dei trattamenti
119 4. L’autotrattamento
121 5. La tecnica antidolore
122 6. Come potenziare l’energia dei cristalli
123 6.1. Metodi radionici di caricamento

127 SECONDA PARTE

129 VI. AMPLIAMO LO SCENARIO

129 1. Il rapporto con la terra


132 2. Il rapporto con il cosmo

137 VII. IL RAPPORTO UOMO-CRISTALLO

137 1. L’ascolto empatico


140 2. Il colore prevalente nell’uomo e nel cristallo di rocca
142 3. Indagini radiestesiche
144 4. Come formulare un programma
149 5. Risvegliare il cristallo

152 VIII. ALTRE TECNICHE

152 1. Tecniche semplici


156 2. Tecniche avanzate

160 IX. GLI ELISIR CON PIETRE E CRISTALLI

VIII
163 X. LA BACCHETTA MAGICA

163 1. Come costruire la bacchetta magica


165 2. L’uso in terapia
166 3. Altri usi

167 XI. LA MEDITAZIONE CON I CRISTALLI

173 XII. SUDDIVISIONE PER CHAKRA DI PATOLOGIE E DISTURBI VARI

186 XIII. INDICE SINTOMI, PATOLOGIE, STATI PSICHICI, PSICOLOGICI


ED EVOLUTIVI

214 Articolo: Relazione tra micro e macrocosmo

219 Riferimenti bibliografici

IX
Prefazione

Le pietre e i cristalli, nati milioni di anni fa e custoditi nelle profondità della


terra, hanno un potere di guarigione profondo e antico quanto loro.
La prima esperienza che ho sperimentato io stessa, sulla mia pelle, è stata una
febbre scomparsa in mezz’ora dopo che mio figlio mi aveva posizionato sette
piccole pietre colorate sui chakra. Aveva appena seguito un corso e voleva met-
tere alla prova quanto aveva appreso. Che dire? Pietre e cristalli possono essere
davvero considerati inerti e senza vita?
Il loro potere risiede nel riportare in circolo le energie bloccate fino a risanare il
corpo fisico. Sì, perché di energia si tratta e l’autore, a ragione, si sofferma molto
su questo aspetto spiegandone aspetti scientifici e sottili. Non solo, consente al let-
tore di farne esperienza attraverso esercizi e pratiche che aprono un mondo in cui
esperienza sensoriale, logica e intuizione si integrano e consentono di acquisire
una conoscenza che non è solo tecnica ma anche cammino interiore.
L’incontro con le singole pietre è descritto poi come qualcosa di assolutamente
speciale che somiglia alla conoscenza di un individuo che ha una sua precisa per-
sonalità, doti e doni da trasmettere, proprietà specifiche in campo terapeutico, non
solo per la loro composizione chimica, ma anche per il colore, la conformazione,
l’energia.
La lettura di questo libro è dunque un misterioso viaggio che porta alla luce
dalle profondità della terra dei preziosi compagni che sono in grado di aiutarci e
di consolarci, sussurrandoci un messaggio di ritorno alla nostra vera natura, alla
nostra coscienza profonda, che ha il potere di guarirci da ogni male.
Complimenti ad Angelo che, grazie al suo impegno e al suo amore per la ma-
teria, ha saputo elaborare un’ottima sintesi tra dati tecnici e scientifici e il mondo
dell’invisibile, delle energie sottili. Il testo è molto completo e consente un ap-
proccio globale alla persona che è semplicemente incuriosita da questo mondo,
ma dà anche la possibilità di apprendere delle tecniche utili per chi è già terapeuta
e si occupa di salute. In ambito naturopatico è un utile complemento da affiancare
ad altre metodiche, soprattutto quando lo squilibrio, origine della malattia, è pro-
fondo e sul piano inconscio.
Auguro ai lettori di lasciare pregiudizi e preconcetti e di intraprendere questo
appassionante viaggio con la mente libera di chi esplora un nuovo mondo.

dott.ssa Catia Trevisani

X
Introduzione
Nella prima parte di questo libro intendo fornire conoscenze semplici e chiare
tali da consentire al lettore di eseguire correttamente e senza il minimo rischio
trattamenti di grande efficacia con la collaborazione energetica di pietre e cristal-
li. Il principale scopo che mi sono prefisso, infatti, è quello di offrire una guida
semplice, precisa e operativa a chiunque desideri utilizzare pietre e cristalli nei
trattamenti olistici.
I percorsi che faremo sono due e procedono parallelamente. Il primo riguarda
la descrizione della tecnica relativa all’uso di pietre e cristalli, con un dettaglio
che non è eccessivo definire pignolo, affinché questa possa essere praticata cor-
rettamente e con piena responsabilità. L’assunzione di responsabilità si basa sulla
reale possibilità da parte del terapeuta di misurare oggettivamente i risultati del
proprio operato. In altre parole, il terapeuta deve essere in grado di monitorare le
condizioni del soggetto prima, durante e alla fine del trattamento.
In secondo luogo, attraverso una serie di riflessioni e di stimoli all’ascolto in-
teriore, si cercherà di incoraggiare la formazione di una coscienza autenticamente
“olistica”, che guidi il rapporto energetico fra terapeuta e assistito, in quanto l’in-
tervento del terapeuta modifica sempre lo stato energetico del soggetto.
Oltre a ciò, questo lavoro coniuga un aspetto “oggettivo”, che caratterizza i ca-
pitoli dedicati al protocollo “terapeutico”, con un aspetto “soggettivo” che investe
la condivisione di esperienze personali, di quelle che io chiamo “le mie piccole
verità” (che sono un po’ più vere di quelle del giorno prima e che – spero con tutto
il cuore – saranno un po’ meno vere di quelle di domani). Questo secondo aspet-
to, naturalmente, potrà essere accettato o meno, a seconda di come risuoni con il
vostro sentire interiore.
La prima parte di questo libro è quindi dedicata alla percezione oggettiva
dell’energia – ripeto oggettiva – che consentirà di verificare le dimensioni e lo sta-
to dell’aura e dei chakra. Tutte le ricerche qui esposte sono basate sulla sperimen-
tazione. Io per primo non amo gli atti di fede, quindi mi guardo bene dal chiederli
al mio prossimo. Nei miei seminari da sempre la parola d’ordine è: non credete a
quel che dico, credete solo a quello che sperimenterete.
Ho avuto centinaia di studenti nei miei corsi e tutti – con loro sorpresa, ma non
con la mia – sono stati in grado di percepire correttamente l’energia. Nei corsi si
hanno maggiori possibilità di confrontare le proprie percezioni con quelle degli
altri. È innegabile che sia più facile scoprire queste percezioni in un lavoro di
gruppo, che da soli. Questo testo comunque è molto dettagliato e preciso e, con un
minimo di pazienza, fiducia in voi stessi e perseveranza sarete in grado di percepi-
re e valutare correttamente le energie e i risultati del vostro operato.
Se avrete la pazienza di seguire il metodo proposto, mettendo da parte l’in-
terferenza della mente e la sua aprioristica diffidenza, ci riuscirete in poche ore.

XI
All’inizio avrete dei dubbi, è naturale, ma non c’è che provare! Ci sono riusciti in
tanti, perché non voi? La percezione dell’energia apre un nuovo portale di inim-
maginabile potenzialità.
Un secolo fa Albert Einstein ha dimostrato che tutto è energia. Percepire le
energie ci permette, letteralmente, di “prendere le misure” di tutto ciò che esiste.
Ci permette di muoverci in un tempo-spazio che travalica la dimensione della vita
puramente fisica. Lo afferma da decenni la fisica quantistica, secondo la quale la
struttura dell’universo sarebbe olografica.
Tutti questi argomenti verranno affrontati soprattutto nella seconda parte di
questo libro, analizzando nel dettaglio varie modalità attraverso le quali si esprime
“l’intimità spirituale” del nostro rapporto con la terra e con il cosmo. È un rappor-
to che indica anche un nuovo sentiero sul quale le tradizioni spirituali e la scienza
più avanzata finalmente, dopo diversi secoli, si riprendono per mano.
Grazie e buon cammino.

Per contattare l’autore: Angelo Balladori, Via Verdi, Res. Ontani 323, MI-3, 20080
Basiglio (MI). Tel. 02.90785458 – indirizzo e-mail: a.balladori@tin.it
http://digilander.libero.it/angeloballadori

XII
Tecniche di Cristalloterapia

2. Il corpo energetico
2.1. L’aura

Il nostro corpo fisico ha forme e confini che ci sono familiari, basta guardarsi
allo specchio. Quella che ci appare riflessa è solo l’immagine materiale captata dal
senso della vista. È superfluo dire che non tutto ciò che è reale è anche visibile.
Ad esempio, le nostre emozioni non sono forse reali? Oppure l’elettricità con cui
illuminiamo le nostre case?
Anche se sono invisibili all’occhio, i nostri confini energetici si estendono oltre
il corpo fisico, assumendo la forma di un ovoide con un raggio che può avere mi-
sure molto diverse, da 1,5 a 2-3 metri per la stragrande maggioranza degli esseri
umani. Ma l’aura non è solo un attributo dell’uomo; anche animali, piante, fiori,
pietre e cristalli, ecc. hanno un corpo energetico.

L’aura è quindi una sorta di guscio che si estende oltre il nostro corpo; la parte
esterna di questo ovoide ha una membrana di energia eterica più densa, che ha uno
spessore di circa 15 cm e che adempie alla funzione di filtro protettivo. Nell’aura
si trova tutto ciò che siamo e quindi rappresenta la massima intelligenza-coscienza
di cui disponiamo; in essa sono contenuti il corpo fisico, il corpo emotivo, il corpo
mentale, le nostre memorie, la consapevolezza.
È convinzione diffusa che l’aura sia composta da vari “strati”, mentre ci sono
pareri discordanti riguardo al loro numero. C’è chi dice che sono quattro: aura
del corpo eterico, del corpo emotivo (o astrale), del corpo mentale e del corpo
spirituale. Altri, come nel caso della guaritrice e sensitiva Barbara Ann Brennan,
autrice di Mani di luce e Luce emergente, elencano sette strati. La tecnica terapeu-
tica strutturata dal maestro Choa Kok Sui, il Pranic Healing, ne menziona tre (aura
esterna, aura di salute e aura eterica) e opera essenzialmente sugli ultimi due. Ma
chi ha ragione? La risposta è: tutti. Dipende da che cosa si cerca e da come ci si sin-

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2. L’energia, l’aura e i chakra

tonizza sulla frequenza del livello energetico sul quale vogliamo operare. È come
sintonizzarsi con un apparecchio radio: girando la manopola, si capta la frequenza
della stazione. Nel nostro caso è una sintonizzazione mentale, l’energia segue il
pensiero. Questa è una delle leggi che governano l’energia.
Così come i liquidi obbediscono alle leggi dell’idraulica, anche l’energia segue
leggi proprie, tra cui:
– il pensiero è “creativo”, nel senso letterale del termine: il pensiero crea, modella
la realtà;
– simile attrae simile, ovvero energie simili si attraggono e tendono ad aggregarsi;
– la legge del karma, invece ci avverte che riceveremo la stessa qualità di energia
che, consapevolmente o inconsapevolmente, proiettiamo verso l’esterno.
Così come esiste una fisiologia del corpo fisico c’è anche una fisiologia del cor-
po energetico. Sul piano fisico l’energia (l’ossigeno) passa nei polmoni ed è veico-
lata dal sistema circolatorio (vene, arterie, capillari), spinta dalla pompa centrale (il
cuore). Così come l’ossigeno è veicolato attraverso il sistema cardiocircolatorio,
l’energia è distribuita attraverso una fitta rete di canali energetici, chiamati meri-
diani o nadi, ed è mossa dall’azione di vortici energetici chiamati chakra. Eviden-
temente esiste una connessione tra corpo energetico e corpo fisico: attraverso i cha-
kra il prana fluisce nei plessi ed è veicolato nel corpo attraverso i fluidi organici.
Parlando di fluidi organici, si ricorda che il 70% del peso corporeo e il 90%
delle molecole del nostro corpo sono acqua. L’acqua è “memoria”. Così come av-
viene nell’Omeopatia, qualsiasi inprinting energetico (sia in positivo che in nega-
tivo) viene assorbito dai fluidi del nostro corpo, influenzando psicosomaticamente
il benessere, o il malessere cellulare. Questo fatto merita una seria riflessione sulla
qualità delle emozioni che ci permettiamo di ricevere (film, cronaca, ecc.) e anche
sulla qualità delle emozioni che esterniamo verso gli altri. Abituiamoci a essere
discriminanti per il nostro bene e quello altrui.

2.2. I chakra

“Chakra”, termine tratto dalla grafia sanscrita “ciakrà”, significa “ruota”, “vorti-
ce”. Esiste una specie di gerarchia dei chakra, a seconda del loro livello di intelligen-
za-coscienza, che a sua volta è in relazione con il grado di complessità dei compiti
che ciascuno di essi assolve. Vengono definiti chakra maggiori quelli che hanno la
responsabilità e quindi la necessaria intelligenza per la gestione di zone corporee di
organi e ghiandole. I chakra minori invece sono quelli che hanno responsabilità più
locali.
Ad esempio il chakra della gola controlla la gola, il collo, la tiroide e le para-
tiroidi, il sistema linfatico, oltre a gestire la capacità di comunicazione e la crea-
tività; dovendo svolgere un tale carico di lavoro, non può essere che un chakra
maggiore. Invece il chakra del palmo delle mani, che potrebbe avere la stessa

11
Tecniche di Cristalloterapia

dimensione del chakra della gola, non è responsabile di alcun organo e perciò è
classificato come chakra “minore”.
A seconda delle tradizioni e delle tecniche, il numero dei chakra maggiori può
variare. È noto che la tradizione induista è basata su sette chakra maggiori, mentre
quella del buddismo tibetano, si basa sui cinque korlos. I chakra svolgono vari com-
piti, sia sul piano fisico, che su quello psichico. Esiste una sorprendente analogia tra
le funzioni dei chakra e quelle assolte, sul piano fisico, da cuore, polmoni, organi di
metabolismo e purificazione come i reni e il fegato e anche dalla singola cellula.
I chakra aspirano energia fresca e nutriente ed espellono tossine eteriche. Come
il nostro corpo produce scarti (feci, urine, sudore), così fa anche il corpo energe-
tico, espellendo le energie combuste (incluse le forme psichiche negative) che
produciamo ogni giorno.
Ruotando in senso destrorso (orario), i chakra “prevalentemente” aspirano; ruo-
tando in senso sinistrorso (antiorario), “prevalentemente” espellono. Non sono
fasi nette e distinte; poiché l’energia è in continuo movimento, non vi possono
essere “punti morti” fra una fase e l’altra. In effetti si può dire che, nella fase di
aspirazione, circa l’80-85% del chakra ruota in senso orario, mentre il 15-20%
continua a ruotare in senso antiorario; lo stesso accade nella fase espulsiva, nella
quale l’80% ruota in senso antiorario, mentre il 20% mantiene la rotazione oraria.
Ciascuna fase dura circa 20 secondi.
Il vortice di un chakra, visto di lato, assomiglia a un piccolo tornado, che, nella
maggior parte dei chakra maggiori, ha la radice innestata nella colonna energetica
centrale (parallela alla colonna vertebrale) nota come Sushumna. Visto da sopra,
appare circolare e la sua parte superiore è chiusa da una membrana eterica, una
specie di ragnatela energetica. Si può immaginare
come un setaccio per la farina, con una rete a maglie
finissime. Attraverso questa membrana il chakra
consente l’accesso solo alle energie benefiche, men-
tre lo nega alle tossine (comprese le forme psichiche
negative). Si tratta di una funzione identica alla per-
meabilità selettiva espletata dalle cellule corporee:
la loro membrana permette l’accesso delle sostanze
necessarie al corpo, mentre lo preclude alle tossine.

3. Esercizi di sensibilizzazione delle mani e percezione dell’energia


È ora arrivato il momento di provare. Per quanto questo sia un libro e non un
corso, si intende comunque proporre una forte componente esperienziale. Nulla
dovrà essere accettato acriticamente, senza che sia sperimentato, per mezzo della
percezione eterico-tattile. Chiunque abbia una minima apertura mentale, in breve

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2. L’energia, l’aura e i chakra

tempo è in grado di percepire l’energia, abbandonandosi con un po’ di fiducia alla


sensibilità eterico-tattile del palmo delle mani.
Per facilitare questo compito, si eseguirà qualche semplice esercizio prepara-
torio che ha lo scopo di stimolare, di acuire la percezione. Chiameremo scanning
l’esplorazione energetica che faremo, usando il senso del tatto fisico-eterico delle
mani debitamente sensibilizzate. Al centro del palmo della mano vi è un chakra,
chiamato chakra minore della mano, e ci sono vari modi per stimolarne la sensi-
bilità. Vediamone qualcuno:
– con le punte delle dita di una mano unite “picchiettare” il centro del palmo dell’al-
tra mano;
– battere le mani e fregare vigorosamente i palmi;
– stendere un braccio con il palmo della mano verso il pavimento, mentre con il
taglio dell’altra mano si percuote leggermente dalla spalla al polso; poi girare
il palmo verso l’alto e, partendo dal polso, si percuote l’interno del braccio tor-
nando alla spalla. Ripetere invertendo le braccia. Questo esercizio stimola più
i meridiani, che i chakra;
– stendere le braccia in avanti, parallele al suolo e, il più velocemente possibile,
aprire e chiudere i pugni una decina di volte, alternando anche la rotazione dei
polsi; infine scrollare le mani per sciogliere le tensioni;
– con il polpastrello del pollice di una mano esercitare rotazioni alternate (orarie e
antiorarie) sul centro del palmo dell’altra mano, sede del chakra; poi invertire.
Per incrementare il tono energetico, si deve portare la punta della lingua dietro
agli incisivi superiori; ciò permette il collegamento di due importanti meridiani
(Vaso Concezione e Vaso Governatore), che produce un automatico incremento
del flusso energetico e, di conseguenza, tonifica anche la sensibilità percettiva. Vi
è anche un’altra posizione della lingua, descritta in alcuni testi di meditazione, che
prevede il contatto con la parte molle del palato e che ha lo scopo di collegare la
punta della lingua con la ghiandola pineale (il corrispondente fisico del terzo oc-
chio). Ovviamente, il risultato energetico
è diverso.
A questo punto, mettete le vostre mani
una di fronte all’altra, più o meno all’al-
tezza delle spalle, con i palmi rivolti uno
verso l’altro a una distanza di 15-20 cm.
Rimanete in questa posizione per un paio
di minuti, poi allontanatele e avvicinatele
di nuovo di qualche centimetro, dedican-
do tutta la vostra attenzione al palmo delle
mani; in questa fase il vostro atteggiamento
mentale deve essere yin, ovvero totalmente
ricettivo, di tranquillo ascolto senza attese.

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Tecniche di Cristalloterapia

Lasciatevi andare a questo tipo di ascolto,


spegnendo la componente mentale, che non
può esservi di nessun aiuto.
Che cosa sentite? Quali sono le vostre
percezioni? Avvertite qualche lieve, inde-
cifrabile, sensazione? Ciascuno, soprattut-
to quando si inizia, ha un proprio modo di
sperimentare l’energia. Continuate per un
po’ ad allontanare e avvicinare le mani,
magari immaginando di creare una palla
con l’energia che sta “galleggiando” fra i
palmi. Può sembrare di sentire un pizzicore, una specie di pressione, di densità,
a volte calore o fresco; la sensazione può essere simile a quella che si sperimenta
passando la mano davanti allo schermo del televisore acceso, oppure sfiorando
della schiuma.
A questo punto vi siete fatti un’idea più chiara di che cos’è l’energia e di come
le vostre mani la possono percepire. Avete a disposizione due formidabili stru-
menti di indagine. Ora potete avvicinarle a qualsiasi cosa, ovviamente cristalli
compresi, fare lo scanning dell’energia, e sentire che sensazioni l’oggetto o l’am-
biente in questione vi trasmette. Si aprono così un’infinità di nuove possibilità di
sperimentazione.

4. Esercizi di percezione di aura e chakra


Tra le varie possibilità che si offrono a chi decide di sentire l’energia c’è anche
quella di percepire l’aura e i chakra. Della prima si percepiranno due strati, quelli
che interessano al nostro lavoro, ovvero l’aura del corpo eterico o, più semplice-
mente, aura eterica, e l’aura di salute o vitale.

Percepire l’aura eterica


Per riuscire a percepire l’aura eterica avete bisogno di un partner. Mettetevi in
piedi, uno di fronte all’altro, a circa un metro di distanza. Il confine dell’aura eteri-
ca si situa a circa una spanna (20 cm) dal corpo fisico. Questo è il vostro obiettivo,
ciò su cui la vostra intenzione si deve sintonizzare. Ricordate che l’energia segue
il pensiero, quindi sintonizzatevi sul bersaglio del vostro scanning, ovvero sul
limite energetico dell’aura eterica del vostro partner.
Assumete un atteggiamento ricettivo, di distaccata apertura e, garbatamente, met-
tete a tacere il vostro mentale. Mantenete un collegamento consapevole con il palmo
delle mani, sollevatele all’altezza del petto, rivolte verso il partner; abbandonatevi
all’ascolto dei vostri palmi, che manterrete in una posizione la più verticale possibi-

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2. L’energia, l’aura e i chakra

le, in modo da “impattare” sullo strato


dell’aura eterica del vostro partner.
Lentamente, con tranquillo proposi-
to e intima certezza, muovetevi verso
di lui, credendo alla vostra percezio-
ne. Fermatevi appena vi sembra di ri-
conoscere la percezione sperimentata
nell’esercizio della palla di energia.
Se le prime volte non siete certi della
percezione, come è naturale che sia, ar-
retrate e riprovateci. Che cosa percepi-
scono le vostre mani a una spanna dalla
persona che vi sta davanti? Ecco, que-
sta sensazione eterico-tattile delle vostre mani segnala il confine esterno dell’aura
eterica. Ora invertite i ruoli e scambiatevi le impressioni.

Percepire l’aura di salute


Questo esercizio è identico al precedente, con la differenza che il confine
dell’aura di salute si trova, grosso modo, a quattro spanne dal corpo fisico (80 cm).
Questa aura è costituita da sottilissimi “aculei” energetici, che sono stati chiamati
“bioraggi”. Un autore inglese li definisce fingerlets, ovvero “piccole dita”. La pe-
culiare struttura di questa aura in una certa misura ne facilita la percezione che è
leggermente diversa rispetto alla percezione dell’aura eterica.
L’aura di salute è in qualche modo legata al sistema immunitario e, quando
siamo colpiti da una malattia, i bioraggi presenti nella zona ove si manifesta il
disturbo si afflosciano, si divaricano, si aprono all’attacco della malattia.
Lo scopo di questo esercizio è anche quello di affinare le vostre percezioni,
ascoltando con fiducia ciò che le vostre mani vi suggeriscono. Provandoci e in-
sistendo, scoprirete che la percezione della cortina energetica dell’aura eterica è
diversa da quella dell’aura di salute; la prima la sentirete più fluida e compatta, più
“pastosa”, più omogenea della seconda che invece può evocare la sensazione di
contatto con un puntaspilli o con le morbide setole di una spazzola per infanti. Per
scoprirlo non vi resta che provare. Fatelo con pazienza, alternando il contatto con
l’aura eterica (a circa 20 cm) e quello con l’aura di salute (a circa 80 cm). Ripetete
più volte l’esercizio, fino a darvi sicurezza.
Volendo, si può fare lo scanning anche del guscio eterico, cioè del limite
dell’aura esterna. Non ha un’applicazione terapeutica, ma può incuriosire scoprire
a quale distanza si pone il confine energetico fra noi e il resto del mondo. Atten-
zione però che, in questo caso, le misure diventano più incerte, da un minimo di
1,5-2 metri a un massimo di 3-4 metri.

15
Tecniche di Cristalloterapia

Percepire i chakra
Anche nel caso della percezione dei chakra la procedura è sempre la stessa: si
effettua lo scanning per determinare il diametro del chakra e lo stato di salute della
sua membrana, in quanto a pulizia e tonicità. Questa volta il bersaglio del nostro
pensiero sarà il punto preciso sul nostro corpo fisico (o sul corpo del partner), cui
corrisponde la posizione del chakra in esame. Ad esempio, il chakra della gola si
trova esattamente in corrispondenza del pomo d’Adamo. Sarà quindi su questa
zona che si punterà l’attenzione, formulando gli intenti; nell’ordine:
– misurare il diametro: porre l’attenzione sulla zona del pomo d’Adamo, allargare
le mani con i palmi posti uno davanti all’altro a circa 80-90 cm di distanza. A
questo punto, lentamente, si avvicinano le mani fino a quando i palmi “impatta-
no” con la cortina energetica che segnala il contatto con il chakra. La distanza
fra i palmi corrisponde al diametro del chakra della gola. Se non ne siamo
convinti, riproviamo, allontanando le mani e, sempre molto lentamente, riavvi-
cinandole fino a quando verrà percepito il chakra;
– percepire la membrana: ruotare una mano di 90°, cioè con il palmo verso il cha-
kra; quindi, piano piano, avvicinarla fino a “impattare” sulla cortina energetica
della membrana che lo ricopre. Provateci qualche volta, in modo da raggiunge-
re una maggiore sicurezza e una percezione più precisa.
C’è una terza rilevazione che possiamo effettuare sui chakra, la verifica del loro
senso di rotazione, che verrà fatta avvalendoci di un pendolino. Tenendo il filo, o
la catenella, fra il pollice e l’indice della mano destra (sinistra, se mancini), lo po-
sizioneremo sulla perpendicolare del chakra, a circa 5 cm di distanza. La richiesta
al pendolino sarà pressappoco questa: “Indicami il senso di rotazione del chakra”,
con l’intesa che, se sarà in senso orario, indicherà la fase aspirante; se sarà in sen-
so antiorario, quella di espulsione. Rammentiamo che la durata di ciascuna fase è
di circa 20 secondi.
È forse il caso di precisare a questo punto come il pendolino non sia né un totem,
né un oracolo. Di per sé è uno strumento inerte, siamo noi che lo muoviamo e gui-
diamo. Forse sarebbe più appropriato dire che “ca-
nalizziamo” l’energia che lo fa muovere. Questa
energia proviene dal Sé superiore o Io superiore.
Il pendolino è solo uno strumento che ci permette
di instaurare un dialogo con un’altra dimensione.
Quando si usa un pendolino è opportuno radicar-
si, portando l’attenzione alle piante dei piedi e
all’ombelico. Dobbiamo vuotare la mente da ogni
aspettativa e porre le domande giuste. Ma, prima
di usarlo, dovremo stabilire un linguaggio conven-
zionale, attraverso il quale il pendolino esprimerà
le risposte. Ad esempio si può stabilire che:

16
2. L’energia, l’aura e i chakra

– a una rotazione in senso orario corrispondono queste risposte: sì, maschile, posi-
tivo, rotazione destrorsa, conferma, ecc.
– a una rotazione antioraria corrispondano queste risposte: no, femminile, negati-
vo, rotazione sinistrorsa, smentita, ecc.
– a un movimento rettilineo corrisponda una risposta neutra, o la necessità di porre
la domanda in termini più chiari, tali da prevedere la possibilità di una polarità
di risposte.
Toglietevi facili illusioni: un uso affidabile ed evoluto del pendolino richiede
esperienza, allenamento e umiltà. Avrete possibilità maggiori di avere risposte af-
fidabili, quando la rilevazione non mette in gioco le vostre aspettative, cioè quan-
do siete assolutamente indifferenti circa la risposta. Ad esempio saranno affidabili
quando vorrete rilevare il senso di rotazione di un chakra, dato che dovreste essere
indifferenti al risultato.
La migliore cosa da fare, come si è detto più volte, è provare, sperimentare.
Potete ad esempio munirvi di una comune batteria stilo da 1,5 volt (anche scarica).
Avvolgetela in un foglio di carta per impedirvi di sapere quale sia il polo positivo
e quale quello negativo. Ora ponete il pendolino al di sopra di una delle estremità
e chiedete al pendolino di dirvi a quale polo corrisponde (rotazione destrorsa =
polo positivo, sinistrorsa = polo negativo). Avete il 50% delle probabilità di “in-
dovinare”, ma non stupitevi se otterrete risultati nettamente al di sotto di questa
percentuale.

5. Descrizione dei chakra maggiori


Oltre ai sette chakra classici della tradizione yoga, verranno trattati altri quattro
chakra maggiori, in quanto essenziali allo svolgimento delle tecniche terapeutiche
riportate nel capitolo V. Prima di procedere si chiariscono alcuni termini:
– numero dei petali: i petali sono vortici energetici (per talune scuole sono il nu-
mero di nadi che si dipartono dal chakra), che, per chi ha il dono della visione
eterica, sembrano petali di fiori;
– bija-mantra: vibrazione sonora, che si accorda con la frequenza vibratoria del
chakra;
– energia-colore o prana-colore: il colore è qui inteso come frequenza vibratoria
della luce bianca ed è la tonalità prevalente del chakra; “prevalente” in quanto
tutti i prana-colore sono comunque presenti in ogni chakra (nel chakra di base
c’è un’infinitesimale presenza di violetto, così come nel chakra della corona c’è
una piccolissima quantità di rosso);
– disturbi connessi: salvo pochissime eccezioni, più di un chakra è responsabile
dello stesso disturbo.

17
Tecniche di Cristalloterapia

Chakra di base o chakra della radice o primo chakra


Termine sanscrito: Muladhara.
Elemento: Terra.
Numero di petali: 4.
Bija-mantra: lam.
Posizione: tra l’osso sacro e il coccige.
Energia-colore: rosso (in Cristalloterapia si accorda anche
con la frequenza di pietre nere).

Controlla, energizza: sistema osseo (perciò i midolli), sistema muscolare, tutti i


tessuti (sia interni, che esterni), plasma sanguigno, denti, unghie, ghiandole sur-
renali (associato alla sostanza midollare interna della ghiandola, mentre il cha-
kra Meng Mein è associato alla corteccia esterna). Inoltre gestisce la temperatura
e la crescita corporea, la vitalità in generale e perciò anche la crescita cellulare.
Per questa sua funzione non deve essere attivato (pulito sì, ma non energizzato)
in presenza di tumori, cancro, leucemia, aids, malattie veneree e virali in atto o
croniche. Fornisce circa il 30% dell’energia necessaria alle gambe.
Psicologicamente, è il centro che energizza il senso di sopravvivenza, il legame
con la vita fisica, la concretezza, il realismo, la capacità realizzatrice.
Disturbi connessi: allergie, dermatiti, eczema, erpete, psoriasi, artriti, malfor-
mazioni ossee, disfunzioni circolatorie, problemi di crescita nei bambini, leu-
cemia, cancro, mancanza di vitalità, il lento rimarginarsi di ferite e il saldarsi
di fratture, anemia, emorragie, febbre, crampi, gotta, arteriosclerosi, problemi
muscolari, infezioni, deficienza immunitaria, invecchiamento precoce.
Psicologicamente, è responsabile dell’aggressività, della violenza, dell’incapacità
di concretizzare, di trovarsi al posto giusto nel momento giusto; delle difficoltà di
carriera, dell’indigenza (alimentata della paura di diventare indigente), ma anche
dell’auto-condizionamento a ritmi ossessivi di lavoro, cioè a un rapporto ansioso
con il proprio lavoro. È il primo responsabile dell’insorgere di tendenze suicide.
Pietre e cristalli affini: corallo (nero e rosso), diaspro, ematite, ossidiana (nel-
le sue varie qualità), onice, magnetite, granato, rubino, tormalina nera, pirite,
quarzo fumé e morione, legno silicizzato, aragonite, zolfo.

Chakra sacrale o sex chakra o secondo chakra


Termine sanscrito: Svadhisthana.
Elemento: Acqua.
Numero di petali: 6.
Bija-mantra: vam.
Posizione: appena sopra il pube (visto lateralmente, all’altez-
za di un punto fra l’osso sacro e la quinta vertebra lombare).
Energia-colore: arancione scuro e rosso.

18
2. L’energia, l’aura e i chakra

Controlla, energizza: apparato e organi sessuali, sistema urinario (quindi vesci-


ca, uretere, prostata) e colon; in parte energizza le gambe (circa il 30%, come il
chakra precedente, il rimanente 40% circa è aspirato dai chakra minori al centro
degli archi plantari). Controlla l’equilibrio dei liquidi corporei.
Psicologicamente, è il centro della creatività inferiore (collegamento con il cha-
kra della gola, che, come si vedrà, è il centro della creatività superiore), nonché
della sessualità. La creatività può trasformarsi in potere (il potere di creazione
e di distruzione). Il chakra sacrale è la sede psichica di questo senso del potere
e della capacità di dare e ricevere.
Disturbi connessi: quelli agli organi suddetti; inoltre, candida albicans, cistite,
cisti ovariche, fibromi all’utero, amenorrea (assenza temporanea o permanente
di mestruazioni), dismenorrea (mestruazione preceduta o accompagnata da una
sintomatologia dolorosa, emicrania e nausea), predisposizione all’aborto, steri-
lità, menopausa, andropausa; impotenza e frigidità (eccesso di yin); ninfomania
ed eccessi sessuali in genere (eccesso di yang); blocco della creatività.
Pietre e cristalli affini: corniola, agata, eliotropio (cisti e fibromi), occhio di tigre
(colon), crisocolla (ovaie), danburite (vescica), unakite (equilibrio yin-yang).

Chakra dell’ombelico
Termine sanscrito: Nabhi Kanda.
Numero di petali: 8.
Posizione: ombelico.
Energia-colore: arancione.

Controlla, energizza: intestini, appendice. Due dita più in basso dell’ombelico vi


è il chakra secondario dell’ombelico, detto anche Dan Tien medio1, Dan Tian,
oppure Tan Dien (è la traduzione di un ideogramma cinese e si fonda sulla
sua pronuncia, che non è univoca); è il centro di produzione del prana (che, in
questo caso, si definisce “sintetico”, per distinguerlo dai vari prana presenti in
natura); la tonicità del Dan Tien influisce sulla capacità di attrarre il prana (che
è energia vitale) dall’ambiente circostante. In questo senso il chakra dell’ombe-
lico influenza il tono energetico.
Psicologicamente è il centro dell’impulso di sopravvivenza che utilizza istinti-
vamente tutte le conoscenze depositate in tutti i chakra, bypassando la mente;
il controllo di questo chakra conduce alla gestione delle emozioni e delle pro-
blematiche sessuali.
La scienza ha dimostrato che nei visceri vi è una delle tre sedi dell’intelligenza
emotiva (gli altri due cervelli emotivi sono ubicati uno nel cervello limbico, si-
tuato nel cranio, e l’altro nel cuore; mentre la corteccia cerebrale è l’unica sede
dell’intelligenza mentale).
Disturbi connessi: diarrea, stitichezza, appendicite, problemi di assimilazione,

19
Tecniche di Cristalloterapia

avvelenamento da cibo, infezioni gastrointestinali, menopausa, amenorrea, di-


smenorrea, impotenza, violenza, meteoropatie (depressione, stanchezza a causa
delle cattive condizioni meteorologiche), squilibri emotivi.
Pietre e cristalli affini: corniola, occhio di tigre, quarzo rutilato, ambra arancio-
bruno.

Meng Mein
La disciplina cinese del Qi Gong identifica il Dan Tien posteriore, tra la seconda
e la terza vertebra lombare, al centro della regione del Meng Mein, detta “la porta
della vita”. Questo appellativo è del tutto appropriato e deriva dalla specificità
della funzione principale di questo chakra atipico; la sua funzione è assimilabile
a quella di una pompa, che aspira il prana della terra, cioè le energie tellurico-
magnetiche, attraverso il chakra minore del perineo, gestito dal chakra di base, per
spingerlo lungo la spina dorsale fino alla nuca.
Il diametro del Meng Mein è circa la metà, rispetto a quelli degli altri chakra mag-
giori (splenici esclusi). Questo chakra non deve mai essere energizzato, solo pulito.
Energia-colore: arancione tendente al giallo.

Controlla, energizza: la pressione sanguigna. È il primo chakra su cui operare


nei casi di ipertensione (chakra iperattivo) o ipotensione (chakra scarico), con
tecniche di sola pulizia, non di energizzazione, congiuntamente al chakra di
base, al chakra del plesso solare posteriore e alla colonna vertebrale. Controlla
anche i reni e le ghiandole surrenali (è associato alla loro corteccia esterna). È
corresponsabile, con il chakra solare e con quello di base, degli impulsi di rab-
bia, aggressività e violenza. Fornisce il “lampo di energia” che proviene dalle
ghiandole surrenali quando ci si trova in casi di emergenza.
Disturbi connessi: iper-ipotensione, affezioni renali, dolori lombari, bassa vitali-
tà; con chakra ipertrofico, possibile insorgenza di aggressività, di rancore, rab-
bia, senso di potere e di aumento degli appetiti sessuali, ostinazione.
Pietre e cristalli affini: per le loro proprietà prevalentemente pulenti, piuttosto
che energizzanti, l’ambra e la malachite; oltre a giada e nefrite (per problemi
connessi ai reni).

Chakra del plesso solare o terzo chakra


Sono due chakra, anteriore e posteriore.
Termine sanscrito: Manipura.
Elemento: Fuoco.
Numero di petali: 10.
Bija-mantra: ram.
Posizione: solare anteriore nella zona cava tra le costole, al
di sotto del diaframma; solare posteriore: sul dorso, esatta-

20
2. L’energia, l’aura e i chakra

mente opposto all’anteriore, in corrispondenza di un punto tra la dodicesima


vertebra toracica e la prima lombare.
Energia-colore: giallo.

Controlla, energizza: diaframma (che agisce anche sulla parte bassa dei pol-
moni), fegato (e, in questo senso, è corresponsabile della qualità del sangue),
cistifellea, in parte l’appendice, stomaco, pancreas (solare posteriore). Punto di
incrocio delle energie telluriche, provenienti dai chakra inferiori, e cosmiche,
provenienti dai chakra superiori.
Psicologicamente, è la sede del conflitto fra dominio e sottomissione; è il centro
di tutte le emozioni e di tutti i sentimenti: ambizione, coraggio, tenacia, grinta,
autostima, autoaffermazione, senso del potere e dell’individualità (l’io, con-
trapposto al noi) e del cameratismo, ma anche paura, collera, gelosia, ansia, cu-
pidigia, possessività, aggressività, risentimento, crudeltà, avarizia, dipendenze
di vario tipo, depressione, impotenza e frigidità (con il chakra sacrale), ansietà,
discriminazione, isteria.
Disturbi connessi: disturbi e disfunzioni agli organi sopra elencati, quali ulcera,
diabete, epatiti, disturbi cardiaci (con il chakra cardiaco), singhiozzo, cattiva di-
gestione, problemi di peso, ecc.; nonché turbe psichiche, rabbia, stati confusio-
nali, abusi di potere, anomalie emotive e di relazione. Tendenza ad arrendersi
(eccesso di yin), aggressività (eccesso di yang), incapacità a “lasciare andare”
il passato (unitamente al chakra di base).
Pietre e cristalli affini: quarzo citrino, pirite, ambra, topazio giallo, corallo rosa
(pancreas e fegato), occhio di tigre, quarzo rutilato, diaspro rosso (fegato), ma-
lachite (per estrarre tensioni e congestioni energetiche), calcite gialla, peridoto,
ametrino (per sciogliere blocchi emotivi e utilizzarne l’energia liberata), rodo-
nite (autostima).

Chakra splenici
Sono due chakra, anteriore e posteriore.
Termine sanscrito: Chandra.
Numero di petali: 6.
Posizione: milza (“splenico” deriva dall’inglese spleen, milza), a 45° rispetto
all’asse del corpo; splenico anteriore, sotto l’ultima costola, verso il pancreas,
splenico posteriore, opposto all’anteriore cioè verso il dorso. Gli splenici hanno
un diametro tra la metà e i due terzi del diametro degli altri chakra maggiori
(Meng Mein escluso).
Energia-colore: giallo e viola (tendente al magenta).

Controlla, energizza: milza, sistema immunitario, influenza la qualità del sangue.


Etericamente parlando, è il principale ingresso del prana dell’aria2. Questo pra-

21
Tecniche di Cristalloterapia

na, non appena aspirato dai chakra splenici, viene immediatamente scomposto
(come fa un prisma con la luce) tra i vari prana-colore e inviato agli altri chakra
maggiori. Per questa sua funzione, questo chakra influisce sulla vitalità.
Disturbi connessi: insufficienza immunitaria e malattie autoimmuni (artriti reu-
matoidi, colite ulcerosa, asma allergica, lupus eritematoso, varie anemie emoli-
tiche, alcune forme di cirrosi, ecc.), bassa vitalità, invecchiamento precoce.
Pietre e cristalli affini: quarzo citrino, quarzo rutilato, ambra, topazio giallo, le-
gno silicizzato, calcite gialla, ametista, eliotropio, malachite, agata muschiata.

Chakra del cuore o quarto chakra


Sono due chakra, anteriore e posteriore.
Termine sanscrito: Anahata.
Elemento: Aria.
Numero di petali: 12.
Bija-mantra: yam.
Posizione: anteriore: al centro del torace, all’altezza dei ca-
pezzoli; posteriore: sul dorso, esattamente opposto all’ante-
riore (tra la quarta e la quinta vertebra toracica).
Energia-colore: verde.

Controlla, energizza: cuore, sistema circolatorio, polmoni e ghiandola del timo.


Psicologicamente, è il centro delle emozioni superiori (senso espansivo di in-
tegrazione con la natura, di appartenenza al cosmo), empatia, compassione,
tolleranza; è il punto di passaggio dall’io al noi (la consapevolezza sociale).
Disturbi connessi: disturbi cardiaci, circolatori, cerebrovascolari, malattie bron-
copolmonari; facilità al contagio, malattie autoimmuni e diabete giovanile per
scompensi del sistema immunitario; anoressia, mancanza di autostima, depres-
sione psicologica, tendenze suicide (in subordine al chakra di base), asma (con
il chakra della gola), problemi di relazione.
Pietre e cristalli affini: avventurina, amazzonite, calcite verde, tormalina verde,
rosa, “anguria”, smeraldo, crisocolla, giada, quarzo rosa, rodocrosite, rodonite,
kunzite, iddenite, morganite, agata muschiata, corallo rosa (timo), peridoto.

Chakra della gola o quinto chakra


Termine sanscrito: Vishuddha.
Elemento: Etere (per certe scuole, l’elemento è il suono).
Numero di petali: 16.
Bija-mantra: ham.
Posizione: sul pomo d’Adamo. Gli dipende un chakra se-
condario, detto appunto chakra secondario della gola, po-
sto nella fossetta alla base del collo, fra le clavicole, da

22
2. L’energia, l’aura e i chakra

considerare, fra l’altro, nell’aritmia cardiaca e nei trattamenti ad asmatici e a


epilettici.
Energia-colore: azzurro, blu.

Controlla, energizza: collo, gola, laringe, trachea, sistema linfatico, tiroide e


paratiroidi (producono ormoni che regolano il metabolismo del calcio nelle
ossa).
Psicologicamente, è il centro della comunicazione e della creatività superiore;
in quanto tale, influenza energeticamente anche il chakra sacrale; è il centro
della chiaroudienza, di canalizzazioni e telepatia.
Disturbi connessi: torcicollo, problemi della gola, laringiti, tracheiti, afonia,
asma, gozzo, balbuzie, sterilità, malattie autoimmuni, carenza immunitaria,
morbo di Hodgkin, tendenze depressive, vittimismo, irresponsabilità, carenza
di comunicazione e creatività.
Pietre e cristalli affini: acquamarina, zaffiro, celestina, azzurrite, turchese, so-
dalite, lapislazzuli, tormalina blu (indicolite), crisocolla, agata del Botswana
(calmante, tabagismo ostinato).

Chakra ajna o sesto chakra


Termine sanscrito: Ajna (comando), Trikuti (con-
fluenza dei tre fiumi), Jnana Netra (l’occhio della
saggezza) o anche Guru (chakra maestro).
Elemento: Luce.
Numero di petali: 96.
Bija-mantra: om3 (enfasi sulla “m” finale).
Posizione: fra le sopracciglia.
Energia-colore: violetto.

Controlla, energizza: ipotalamo, ghiandola pituitaria (ipofisi), sistema nervoso ed


endocrino, occhi e naso. A buon diritto, gli compete l’appellativo di chakra mae-
stro perché esercita una specie di supremazia energetica e di controllo su tutti i
chakra maggiori (con eccezione di quello della corona). Il più importante ostaco-
lo al suo sviluppo è la tendenza incontrollata alle reazioni offensive e veementi.
Psicologicamente è il centro della volontà, dell’immaginazione, della concentra-
zione, dell’intuizione e della percezione del tempo-spazio (e della sua trascenden-
za). Con i chakra della fronte e della nuca (chakra minore) costituisce la trinità
della chiaroveggenza o terzo occhio, che ha la corrispondenza fisica nella ghian-
dola pineale. È collegato alla frequenza beta e alla punta del dito indice (il mudra
pollice-indice stimola la frequenza beta, che caratterizza lo stato di veglia).
Disturbi connessi: emicrania, affezioni alle ghiandole endocrine, agli occhi, al
naso, cancro, problemi di sviluppo, allucinazioni visive e uditive, indecisione,

23
Tecniche di Cristalloterapia

dipendenze (carenza di volontà), balbuzie, squilibri ormonali, problemi adole-


scenziali.
Pietre e cristalli affini: ametista, apofillite, fluorite, calcite bianca, lapislazzuli,
moldavite, charoite, quarzo ialino, diamante di Herkimer, zircone.

Chakra della fronte


Numero di petali: 144 (12 gruppi da 12 petali).
Posizione: al centro della fronte, un dito sotto l’attaccatura dei capelli.
Energia-colore: indaco-violetto.

Controlla, energizza: la ghiandola pineale (epifisi) e il sistema nervoso centrale.


Con il chakra ajna e il chakra della nuca, costituisce il terzo occhio della chia-
roveggenza, soprattutto per quanto attiene alla percezione della materia sotto
forma di energia (trascendenza della materia). È collegato alla frequenza delle
onde alfa e alla punta del mignolo (il mudra pollice-mignolo stimola la frequen-
za alfa, caratteristico dello stato di preveglia).
Disturbi connessi: malattie nervose, allucinazioni uditive e visive, fobie, para-
noia.
Pietre e cristalli affini: fluorite indaco e violetta, ametista, apofillite, moldavite,
sugilite, charoite, quarzo ialino, diamante di Herkimer.

Chakra della corona o settimo chakra


Termine sanscrito: Sahasrara Padma.
Elemento: lo spirito, il vuoto, in sanscrito Sunya (la dimora
di Shiva).
Numero di petali: 960. Al centro del chakra della corona è
percepibile un’altra struttura, contornata da 12 petali (nome
sanscrito Antahkarana), che si estende verticalmente al di fuo-
ri del guscio aurico; è una specie di “cavo coassiale” che ci col-
lega con il superumano, la nostra parte divina, il Sé superiore.
Bija-mantra: m (o il suono sibilante tenue della consonante sanscrita visarga).
Posizione: la fontanella bregmatica, alla giunzione tra le ossa parietali e il frontale
del cranio; il punto Tou Mo (o Bahui) dell’Agopuntura.
Energia-colore: luce bianca purissima, oro, bagliori violetti (come nel lampo).

Controlla, energizza: corteccia cerebrale, epifisi (pineale), ipofisi (pituitaria),


sistema nervoso centrale. È il più elevato centro di consapevolezza cosmica
(o di coscienza intuitiva globale, o trascendente) all’interno del guscio aurico.
Ricordo di “talenti” di altre incarnazioni. È collegato con la frequenza delta e
con la punta del dito medio (il mudra pollice-medio stimola questa frequenza).
In posizione intermedia fra la corona e il chakra della fronte, c’è un punto col-

24
2. L’energia, l’aura e i chakra

legato con la frequenza theta e con la punta dell’anulare. Il mudra pollice con
medio e anulare stimola le frequenze delta e theta.
Disturbi connessi: malattie nervose e psichiche, alienazione, depressione, caren-
ze immunitarie (vedi pineale, in qualità di regolatore del sistema endocrino),
apatia, tedio, confusione mentale, schizofrenia, personalità dissociata o mul-
tipla, difficoltà di apprendimento. La corona è considerata il punto di entrata
delle energie evolutive o divine. Lo sviluppo evolutivo è ostacolato da vari
fattori, quali: senso di superiorità intellettuale, contegno altezzoso e sprezzante,
pregiudizio razziale, superbia spirituale.
Di contro, modestia, semplicità, fiducia verso il proprio Sé e il trascendente,
senso di felicità e integrazione cosmica, innocuità, fermezza di intenti, sono
tutti strumenti di potenziamento della funzione evolutiva connessa a questo
chakra.
Pietre e cristalli affini: diamante, diamante di Herkimer, quarzo ialino, moldavi-
te, ametista, charoite, calcite bianca.

Chakra della corona

Chakra della fronte


Chakra del cuore
Chakra ajna posteriore
Chakra del plesso
Chakra della gola solare posteriore
Chakra del cuore
Chakra splenico
Chakra del posteriore
plesso solare
Chakra splenico Chakra Meng Mein
anteriore
Chakra
dell’ombelico

Chakra sacrale Chakra di base

25
Tecniche di Cristalloterapia

Note
1
La pratica del Qi Gong prevede cinque Dan Tien: anteriore (l’ombelico), medio (2 cm
più sotto e all’interno), inferiore (tre dita sotto l’ombelico) e il Dan Tien posteriore, tra
la seconda e la terza vertebra lombare, che è la regione del Meng Mein, che è trattato
come chakra maggiore; infine il Dan Tien superiore, in corrispondenza della sella tra le
sopracciglia.
2
Tra gli autori che descrivono questa funzione del chakra splenico, si citano Choa Kok
Sui, Miracoli del Pranic Healing, Elfis, Forlì, 2003; Zachary F. Lansdowne, The chakras
& esoteric healing, Samuel Weiser Inc., 1986; Givaudan in Antiche terapie essene e
lettura dell’aura, afferma che l’aura eterica “si alimenta attraverso la milza (detta anche
‘piccolo sole’ dagli esseni) ed è grazie ad essa che riceve e diffonde l’energia del prana
in tutto il corpo”. È alla loro visione che si ispira la descrizione fornita nel testo. Prima
di loro Alice Bailey, in Psicologia esoterica, descrisse così le funzioni della milza: “È
l’organo che riceve e trasmette il prana planetario o ‘vitalità’. Qui si riunisce al principio
di vita individuale. Attraverso il centro della milza passa anche la vita cosciente della
totalità delle cellule corporali”. In altre parole, così come le cellule del plasma sanguigno
si nutrono di ossigeno nei polmoni, la coscienza delle cellule si nutrirebbe con la vitalità
del prana immesso nel centro della milza. Aspetto da non sottovalutare nelle terapie di
rigenerazione e di ringiovanimento cellulare che si rivolgono alla “memoria” cellulare:
la cellula ricorda come eravamo.
3
D. Melchizedek in The Ancient Secret of the Flower of Life sostiene che l’emissione
del suono “om” dovrebbe avere una lunghezza d’onda di 7,23 cm, che è considerata la
lunghezza d’onda del nostro universo tridimensionale, come pure la distanza media fra
gli occhi, tra la punta del naso e il mento, la lunghezza media del palmo della mano. Il
cambio di dimensione non sarebbe in fondo che un cambio di lunghezza d’onda. La con-
vinzione che una lunghezza d’onda di 7,23 cm sia quella che caratterizza il mondo tridi-
mensionale prese forma presso i Bell Laboratories e scaturì dalla ricerca sulle ragioni che
avevano causato anomalie nell’ambito di studi su apparecchiature a microonde.

26
III. LE PROPRIETÀ DI PIETRE E CRISTALLI

1. L’interazione uomo-cristallo
Nel capitolo precedente si è visto come tutto ciò che esiste è riconducibile a un
denominatore comune, a quell’energia universale a cui molte tradizioni e culture
dell’antichità hanno dato diversi nomi. Se tutto ciò che esiste è energia, questo
denominatore comune legittima la tesi che vi dovrebbe essere uno stretto legame
energetico fra intelligenze diverse, e perciò anche tra uomo e cristallo. C’è tuttavia
una qualità che è prerogativa esclusiva dell’uomo: la volontà, senza la quale non
vi può essere né attenzione mentale, né intenzione.
Il rapporto tra uomo e cristallo è innanzitutto un’interazione tra un’entità agente
o attiva (l’uomo) e un’entità passiva o ricevente (il cristallo). La Cristalloterapia
quindi studia gli effetti dell’interazione energetica tra l’uomo e i cristalli e la ap-
plica nel rapporto tra il terapeuta e l’assistito.
La “meccanica” dell’interazione energetica di cui ci stiamo occupando prende
il via dall’intento dell’uomo che attiva il cristallo, il quale incorpora l’intenzione
e ne amplifica la qualità vibrazionale restituendola all’uomo. Per spiegare come
avviene questo scambio si deve partire da una delle leggi dell’energia, quella che
postula che il simile attrae il simile. Infatti, la qualità vibrazionale dell’intenzione
per risonanza tende a ritornare verso la propria origine, a meno che non si voglia
indirizzarla verso un obiettivo diverso.
Il cristallo di quarzo è una struttura assolutamente equilibrata di energia e, in
quanto tale, ha la prerogativa di riequilibrare i campi energetici con cui viene a
contatto. Ciò avviene motu proprio, ovvero l’onda di ritorno dell’energia ampli-
ficata dal cristallo produce questo effetto riequilibratore sulla struttura energetica
dell’uomo.
Inoltre, quando si verifica questa interazione energetica, sia l’uomo che il cri-
stallo non sono più quelli di prima. Da miliardi di anni l’universo evolve, assor-
bendo e integrando le esperienze di tutte le sue creature. Questa interazione porta
il cristallo a un nuovo stato e, lavorando con esso, si imprime una direzione nuova
e un’accelerazione alla sua evoluzione. Da quel momento quel cristallo, se lo de-
sideriamo, diverrà un nostro partner evolutivo. Affascinante, vero?
Si ribadisce che una terapia olistica non può ridursi alla corretta applicazione di
una tecnica. Una tecnica impeccabile è indubbiamente una componente importan-
te: è una sorta di “protocollo” che dà sicurezza e garanzia sia all’assistito che al te-
rapeuta, perché mette al riparo da improvvisazioni ed errori. Ma la terapia olistica
è molto di più. Il momento terapeutico, oltre che esprimersi secondo una precisa
tecnica, si traduce anche in una serie di intenti (intenzione più attenzione) che
dovrebbero sempre essere vissuti con distaccata intensità. Questo vuol dire man-

27
Tecniche di Cristalloterapia

tenere una costante consapevolezza sul fluido e dinamico interscambio energetico


che lega il terapeuta, l’assistito, il cristallo e quel livello definito “i piani superio-
ri”, che corrisponde, a seconda della nostra personale visione, al Sé superiore, al
piano dei maestri, alla scintilla divina che è in noi o a Dio; in termini di efficacia
ci saranno ovviamente, da terapeuta a terapeuta, differenze legate alla qualità del
legame che questi ha con il Sé superiore. Si tratta di un legame mutevole, perché
legato all’evoluzione della coscienza e allo stato energetico del momento.
Chi volesse approfondire maggiormente questi concetti, può confrontarsi con
un’intrigante definizione della prossima frontiera della fisica postquantistica, la
“fisica della coscienza”, elaborata nel 1987 dal fisico Fred Alan Wolf 1. Vari scien-
ziati stanno studiando la comprensione della coscienza, con la speranza che scien-
za e spiritualità possano riavvicinarsi.

2. Le proprietà energetiche del cristallo


Le proprietà e applicazioni dei cristalli sono:
– il cristallo è un condensatore energetico;
– il cristallo è programmabile;
– il cristallo è un attivatore dell’aura e dei chakra.

Il cristallo è un condensatore energetico


Il cristallo riceve l’intento (che è un input energetico), ne assorbe l’energia, la
trasforma accrescendone sensibilmente la potenza e infine la eroga, così come fa-
rebbe la batteria di un’automobile. Queste sue caratteristiche naturali ci permettono
di programmare un cristallo, semplicemente impartendogli un comando (uno solo
per volta). Per “caricare” di energia la struttura cristallina di un quarzo bisogna:
– procurarsi un cristallo, possibilmente già purificato (vedi oltre) lungo circa 10
cm e con uno spessore di 2 o 3 cm;
– se la base è piatta, appoggiare il cristallo “in piedi” su un tavolo, altrimenti te-
nerlo in mano (se le nostre mani hanno sensibilità diverse, usare quella meno
sensibile) con l’apice verso l’alto;
– con la mano più sensibile, fare un accurato scanning del cristallo per determinare
i confini della sua emanazione energetica (si deve determinare a quale distanza
sia dall’apice che dai lati si riesce a percepirne l’energia);
– centrarsi sul cuore e creare un contatto mentale con l’intelligenza del cristallo;
– puntare verso il cristallo l’indice dell’altra mano (con amore, ma anche deter-
minazione) e impartirgli un ordine come: “Assorbi l’energia del sole, della terra
e dell’aria. Ora!”;
– dopo pochi minuti, eseguire un nuovo scanning per valutare quanto l’energia del
cristallo si è espansa.

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3. Le proprietà di pietre e cristalli

Il cristallo è programmabile
La prova che abbiamo appena fatto in una certa misura già lo dimostra. Ma
vediamo quali sono i fattori che giocano nella programmazione. L’uomo possiede
le forme più strutturate di intelligenza e volontà. Che cosa sono l’intelligenza e la
volontà se non energia del corpo mentale? Combinando energia mentale e volontà
si crea una forma-pensiero che si proietta sul cristallo; questo dispone di una pro-
pria forma di intelligenza, ma non ha volontà, non può opporsi al nostro comando.
Quindi lo assorbe, lo amplifica e lo emana o lo ritrasmette. Più l’ordine è chiaro,
semplice e perentorio, meglio lo eseguirà; è bene esprimerlo a voce alta.

Il cristallo è un attivatore dell’aura e dei chakra


Dimostriamolo con un paio di esercizi. Per il primo esercizio si deve avere a di-
sposizione un partner, eseguire lo scanning per determinare dov’è situato il limite
della sua aura eterica (oppure di quella di salute) e memorizzarne la distanza dal
corpo. A questo punto va dato un cristallo al nostro partner, dicendogli di tenerlo
in mano con l’apice rivolto verso il proprio corpo, all’altezza del chakra del plesso
solare. Invitiamolo a concentrarsi (ma con distacco) sul cristallo per una ventina
di secondi: deve avere la sensazione di “entrare in rapporto” e, quindi, di acco-
gliere la sua energia. Infine rifare lo scanning e
valutare se l’aura si è ampliata.
Nel secondo esercizio si osserverà che cosa
succede quando si colloca un piccolo quarzo su
un chakra (ad esempio quello del palmo di una
mano). Si suggerisce di eseguire l’esercizio con
un partner; inizialmente si fa uno scanning del
diametro del chakra, poi si colloca il cristallo al
centro per qualche secondo. Rimisurando il dia-
metro del chakra ci si accorgerà che si è almeno
raddoppiato.

3. La scelta dei cristalli


La scelta di un cristallo è un momento importante, è l’inizio di un rapporto feli-
ce, solitamente di un lungo rapporto. Pieni di aspettative entriamo nel negozio e ci
guardiamo attorno, impazienti di prenderne uno. Sarebbe bene però non scegliere,
ma farsi scegliere.
Una scelta, per definizione, è un processo razionale, perché è basata su una
valutazione; si può scegliere un cristallo perché è ben proporzionato, trasparente,
con l’apice intatto e con un prezzo alla nostra portata. Ma quando si sceglie un
cristallo affinché divenga, per così dire, un nostro partner evolutivo, dovremmo

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Un secolo fa Albert Einstein e oggi la fisica quantistica hanno dimostrato Angelo Balladori, come molti, ha
che tutto è energia. Percepire le energie ci permette di “prendere le
iniziato il cammino con il Reiki, di-
misure” di tutto ciò che esiste. Ci consente di muoverci in uno spazio-
tempo che travalica la dimensione della vita puramente fisica. venendo Reiki master nel 2000 e

Karuna-Reiki® master nel 2001, diret-


Con questo libro si vogliono proporre due differenti percorsi che
tamente dalle mani di William L. Rand.
procedono parallelamente. Il primo riguarda la percezione oggetti-
Nel 1993 sboccia irresistibile l’amore
va dell’energia, che consente di appropriarsi della responsabilità dei
cambiamenti energetici che la Cristalloterapia genera in chi riceve i per i cristalli e le pietre; nel 1998 la

trattamenti. Dopo aver insegnato come si percepisce l’energia, illu- Piemme pubblica il suo libro Guarire

stra come misurare e valutare lo stato dell’aura e dei chakra; infine, con i cristalli.
si espongono le caratteristiche di un gran numero di pietre e cristalli e Assolutamente determinante e forma-
le tecniche per utilizzarli nei trattamenti volti a ottenere la massima tivo l’incontro con Master Choa Kok
pulizia e tonicità della struttura energetica. Questo è un primo aspet-
Sui e la sua scuola, che comprende
to che definiremo “oggettivo”.
innanzi tutto la disciplina terapeutica
Il secondo percorso, invece, attraverso una serie di riflessioni e di
nota come Pranic Healing. Tra le sue
stimoli, sollecita ad approfondire il rapporto tra noi e l’universo olo-
grafico. Molte scoperte dei geni della fisica quantistica, con altre esperienze si annoverano anche corsi

parole, esprimono le stesse verità delle antiche tradizioni spirituali. di radioestesia.

Un trattamento terapeutico “olistico” non può essere semplicemente Tiene seminari di cristalloterapia, di
un’impeccabile applicazione di una tecnica, ma dovrebbe essere an- Ki-Therapy (tecnica di pulizia e riequi-
che l’espressione di una matura coscienza “olistica”. Diverse sono le librio energetico) e di Karuna-Reiki®.
strade verso la consapevolezza che ciascuno di noi percorre, ma tutte,
obbligatoriamente, passano dal cuore; l’autore propone la propria e
per questa ragione la definiremo “soggettiva”.
La lettura di questo libro è dunque un affascinante viaggio che porta
alla luce, dalla profondità della terra, dei preziosi compagni in grado
di aiutarci e consolarci, sussurrandoci un messaggio di ritorno alla no-
stra vera natura, alla nostra coscienza profonda, dove si nasconde il
vero potere di guarigione.

A conclusione del presente volume vi è un indice che conta oltre 400


sintomi, patologie, stati psichici, psicologici ed evolutivi, con dei
suggerimenti per individuare le pietre e i cristalli appropriati per il
trattamento.

ISBN 978-88-95572-05-5
EDIZIONI
24,00 €

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