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GUIDA PER UNA BUONA CONFESSIONE

Spesso, a prescindere da quanti e quali siano i peccati, ci si chiede: “quante volte


dovrei confessarmi?”
San Giovanni Bosco (Don Bosco, 1815 – 1888) e San Francesco di Sales (1567 –
1622) consigliavano d’accostarvisi almeno una volta ogni otto giorni o quindici
giorni a seconda delle necessità, in generale perlomeno una volta al mese.
Ci si può confessare anche più volte nell’arco della settimana, in special modo agli
inizi del cammino di fede, ed addirittura San Bonaventura (1221 – 1274)
raccomandava la confessione due volte alla settimana.
In termini generali, tutti i santi concordavano sulla necessità d’una confessione
mensile, in perfetta linea con le parole della Vergine Maria a Medjugorje: “non esiste
uomo sulla terra che non abbia bisogno di confessarsi almeno una volta al mese“.
Per quanto riguarda la scelta del sacerdote confessore, San Giuseppe Cafasso (1811
– 1860) diceva che dobbiamo sentirci liberi come l’aria: la sola cosa importante è
confessare tutti i propri peccati, senza alcuna vergogna.

Il Sacramento della Confessione

Dio, che conosce il nostro cuore, vede subito se siamo davvero pentiti dei nostri
peccati e ci accoglie; ma il perdono oggettivo dei peccati mortali commessi ci è dato
solo attraverso il Sacramento della Riconciliazione, ovvero la Confessione,
confessandoli cioè davanti al sacerdote e ricevendone da lui l’assoluzione.
Nel Sacramento il sacerdote agisce “in persona Christi”, cioè è Gesù stesso che
agisce in lui – tanto è vero che al momento dell’assoluzione il sacerdote usa il primo
pronome personale: “Io ti assolvo …”.
Il sacerdote, in modo subordinato al Vescovo, può e deve assolvere tutti i peccati che
un penitente (ovviamente battezzato) confessa, purché questi ne sia pentito ed abbia il
proposito, con l’aiuto di Dio, di non più commetterli; altrimenti non ci sarebbe un
vero pentimento, cioè non sarebbe ancora convinto che è peccato e come tale è
davvero il proprio male. Quando mancasse tale pentimento e soprattutto tale
proposito, come nel caso di chi vive stabilmente in una situazione di peccato, il
sacerdote non può e non deve assolvere, come prescrive lo stesso Gesù (Giovanni
20,21-23).
Tale impedimento non è dato tanto o soltanto dalla gravità del peccato, visto che la
Misericordia di Dio è infinita, ma appunto dalla situazione di stabilità del peccato,
che di fatto rende falso il proposito di non commetterlo: è il caso, ad esempio, di chi
stabilmente vive coniugalmente – cioè con rapporti sessuali – con una persona che
non ha sposato col sacramento del matrimonio (conviventi, sposi civili, divorziati
risposati) ma anche di chi appartiene pubblicamente a gruppi esplicitamente
contrari alla fede o alla morale cristiana cattolica (associazioni dichiaratamente
atee, contrarie alla morale cristiana o addirittura malavitose).
Diverso invece è il caso di chi, conoscendo la propria debolezza, sa che purtroppo
potrà ricommettere un tale peccato: questi è sempre perdonato, anche se se ne
confessasse tutti i giorni; anzi, è proprio la costanza – senza scoraggiarsi! – nel
ricorrere alla Misericordia di Dio che potrà un giorno far conseguire la vittoria sul
peccato.
Cosa non si dovrebbe pensare mai:“Io non mi confesso, perché non ho nulla da
dire al Confessore. Io non ho peccati, perché non ammazzo, non rubo e non faccio
male a nessuno.”
Se diciamo o pensiamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la Verità
non è in noi. E se diciamo che non abbiamo peccato facciamo di Gesù un bugiardo e
la sua Parola non è in noi.

Il peccato

Il peccato è disobbedienza a Dio, che si esplicita nella disobbedienza alla Sua legge.
Molte di queste norme morali sono esplicitamente elencate nella Sacra Scrittura,
specie nel Vangelo.
Altre norme morali si esplicitano, a partire dalla Sacra Scrittura, attraverso
l’insegnamento – ufficiale, del Magistero – della Chiesa Cattolica.
I peccati vengono dunque divisi in due categorie:

I peccati mortali tolgono la grazia di Dio, vanno necessariamente confessati,


impediscono di fare la Comunione e, se rimasti nell’anima al momento della morte,
portano alla dannazione eterna – sono normalmente individuabili anche solo in
riferimento ai 10 Comandamenti (Decalogo).
Perché vi sia peccato mortale si richiedono 3 elementi:

1) materia grave (che sia oggettivamente un peccato mortale);

2) piena avvertenza (che lo sappia e che ne sia cosciente anche mentre lo sto
compiendo);

3) deliberato consenso (che sia una mia libera decisione).

All’interno dei peccati gravi la gravità non è la stessa per tutti: un omicidio è più
grave di un furto.
L’ignoranza simulata e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario
del peccato ma, anzi, lo accrescono. Invece l’ignoranza involontaria può attenuare se
non annullare l’imputabilità di una colpa grave. Si presume però che nessuno ignori i
principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo.
La consapevolezza e il libero consenso possono essere poi attenuati dagli impulsi
della sensibilità e dalle passioni, così come dalle pressioni esterne o dalle turbe
patologiche.
Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, è il più grave.

I peccati veniali possono essere invece perdonati anche solo attraverso un sincero
interiore pentimento di fronte a Dio. Essi non impediscono di fare la Comunione, è
però utile confessarli, tanto più che tutta la vita cristiana è un cammino di continua
purificazione e santificazione.

Possiamo peccare in pensieri (se volontariamente accolti o addirittura coltivati),


parole, opere ed omissioni (ciò che dobbiamo fare e non facciamo).

L’esame di coscienza

L’esame di coscienza è l’ccurata e sincera analisi dei peccati commessi dall’ultima


Confessione – che andranno poi accusati esplicitamente davanti al Confessore; si
vedano e si accusino anche eventuali peccati di cui si è omessa o dimenticata l’accusa
nelle precedenti Confessioni.
L’esame di coscienza deve necessariamente esser fatto con contrizione, ovvero il
dolore, il dispacere e la consapevolezza d’aver fatto del male, ed il fermo
proponimento di non commettere più quei peccati, aiutati dalla grazia che Dio ci
concede.
Nell’accusa di tali peccati dinnanzi al Confessore dobbiamo essere il più specifici
possibile (di quale tipo, quante volte e così discorrendo), per quanto ovviamente la
nostra memoria ci permetta.
Se ne abbiamo bisogno, possiamo anche chiedere al Confessore d’aiutarci a fare
l’esame di coscienza e di farci delle domande in proposito.
Per aiutarvi concretamente in questo processo vi listeremo delle domande inerenti al
rispetto dei 10 Comandamenti e delle relative sfumature di cui non di rado ci
dimentichiamo.

 Preghiera: O Dio, che sei la misericordia e il perdono, e concedi ogni grazia


senza alcun merito, illumina la mia mente con la luce del tuo Santo Spirito
perché, confessando umilmente i miei peccati, io possa offrirti in sacrificio un
cuore umile e contrito e, conoscendo il tuo amore di Padre che mi ha creato e
redento, io possa servirti sempre nella gioia e nella pace. Per Cristo nostro
Signore. Amen
Gesù, Figlio di Dio, ricordati di me nella tua Misericordia
Madre mia Immacolata, Angelo mio Custode, intercedete per me!
“Signore, so che Tu sei il mio Salvatore, a te mi rivolgo pieno di fiducia e di amore:
aiutami, con il tuo Santo Spirito, in questa confessione, guidami, fammi conoscere le
mie miserie e confessarle con sincero pentimento, aiutami e parlami attraverso il
sacerdote che riceverà la mia confessione. Ho bisogno del tuo amore, della tua pace.
O Maria, rifugio dei peccatori e Madre mia dolcissima, che raccomandi ai tuoi figli di
accostarsi con frequenza, fiducia e amore a questo sacramento, stammi vicino,
guidami, accoglimi come Madre dolcissima, portami tra le braccia piene di amore del
Tuo Figlio Gesù”.
ESAME PRIMA DELLA CONFESSIONE: Da quanto tempo non mi confesso?
Ho compiuto la penitenza? Ho taciuto coscientemente per vergogna qualche peccato
grave in una confessione precedente? Ho fatto la Comunione in peccato mortale o
senza aver rispettato il digiuno di un’ora? Provo dolore dei miei peccati e mi
propongo di lottare per non commetterli più?

I – Io sono il Signore, tuo Dio. Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai
idolo né immagine.

• Credi in Dio, Padre, Provvidenza e Salvatore tuo e di tutti gli uomini?


• La tua vita è orientata a Dio?
• L’hai messo al primo posto tra i valori della tua vita?
• Credi nel Padre, Figlio, Spirito Santo?
• Preghi mattina e sera?
• Vivi le virtù cristiane della fede, speranza e carità?
• Consideri la fede come un dono prezioso da coltivare?
• Ti impegni a crescere nella fede?
• Hai avuto e nutrito dubbi sulla tua religione cattolica?
• Cerchi di conoscere, di studiare e farti spiegare la dottrina della tua santa madre
Chiesa?
• Hai parlato male della religione, del Papa, dei sacerdoti?
• Hai allontanato qualcuno dalla pratica religiosa? Hai partecipato a riti satanici?
• Hai aderito a sette eretiche, scismatiche o sataniche?
• Ti sei iscritto a società segrete illegali?
• Speri nell’amore di Dio oppure ti scoraggi e disperi davanti alle difficoltà della
vita, imprecando e ribellandoti?
• Adori veramente solo Dio, sentendoti perciò libero da ogni forma di superstizione?
• Porti addosso amuleti, portafortuna, oggetti scaramantici?
• Credi davvero all’oroscopo?
• Sei andato da indovini, o maghi, chiromanti, fattucchiere?
• Hai partecipato a sedute spiritiche? Hai cercato di evocare e di entrare in contatto
con i morti?
• Credi nelle pratiche occulte o a tesi agnostiche/gnostiche?
• Ti sei mai costruito un dio che rispecchiasse i tuoi desideri?

II – Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio.

• Hai rispetto e amore per il nome di Dio e della Madonna?


• Hai bestemmiato?
• Hai detto affermazioni false o eretiche su Dio, quali per esempio: “Dio non fa le
cose giuste”, “Dio è crudele”, “Dio si diverte alle sofferenze degli uomini”, “Dio si
dimentica dei buoni”, ecc.?
• Hai raccontato fatti e barzellette blasfeme?
• Usi un linguaggio volgare, turpe, immondo (= turpiloquio) indegno di un
battezzato?
• Hai fatto giuramenti senza necessità?
• Hai mantenuto i voti e le promesse fatte?
• Hai permesso o approvato il comportamento blasfemo d’altre persone?

III – Ricordati di santificare le feste.

• Le 24 ore della domenica e dei giorni festivi costituiscono “il giorno del Signore”:
le hai rese sante con la preghiera e facendo opere buone, coltivando i valori sacri
della vita (famiglia, amicizia, cultura, natura, solidarietà, pace, ecc.)?
• Ti sei liberato dalla fatica godendo la libertà di figlio di Dio?
• Hai partecipato alla Messa, vivendo un’ora insieme agli alti credenti?
• Alla Messa ti sei distratto, hai chiacchierato, hai disturbato gli altri? Hai
commesso peccati mortali di domenica, disonorando il giorno del Signore?

IV – Onora tuo padre e tua madre.

• Hai amato, rispettato, ubbidito, aiutato i genitori, secondo le tue possibilità?


• Sei stato gentile e disponibile in famiglia?
• In casa collabori e condividi la vita con i tuoi?
• Crei serenità, comunione, conversazione con gli altri o li fai vivere in solitudine e
nel silenzio?
• Rispetti gli anziani, le donne, i bambini: i superiori, le autorità?
• Ubbidisci con lealtà alle leggi dello Stato?
• Capisci il valore di partecipare alle votazioni pubbliche?
• Hai votato secondo coscienza?
• Hai mai venduto il tuo voto per interessi privati?
• Paghi con giustizia le tasse?
• Ti interessi responsabilmente della vita pubblica della tua comunità civile e
religiosa, o hai dato “una delega in bianco” ai tuoi rappresentanti?
• Ti impegni per l’educazione dei figli?
• Vegli sulle loro amicizie, giochi, divertimenti, letture?
• Ti senti responsabile della scuola che frequentano?
• Dai loro esempio di vera vita cristiana?

V – Non uccidere.

• Consideri la tua vita come un dono di Dio, del quale tu non sei padrone assoluto?
• La rispetti con la moderazione nel cibo, nelle bevande, nel fumo?
• Ti concedi il giusto riposo?
• Fuggi l’alcolismo, la droga?
• Hai spacciato droga?
• Sei prudente nel guidare la macchina?
• Hai messo mai in pericolo la tua vita o quella degli altri?
• Hai mai tentato il suicidio?
• Hai procurato mutilazioni a te o ad altri?
• Hai curato opportunamente la salute tua e dei tuoi cari?
• Ti sforzi di amare gli altri come te stesso?
• Hai fatto agli altri quello che vuoi venga fatto a te?
• Coltivi sentimenti di odio, rancore, vendetta?
• Sei un prepotente nei tuoi modi di parlare o di agire?
• Hai invidia o gelosia verso gli altri?
• Rispetti e aiuti chi è più debole nella società: malati, portatori di handicap, anziani,
bambini, poveri? Hai abusato del potere che la tua posizione sociale ti dà?
• Hai perdonato le offese ricevute?
• Hai fatto, procurato, consigliato l’aborto, uno dei peccati più gravi al cospetto di
Dio e della Chiesa?
• Hai ucciso qualcuno?
• Hai mai usato violenza?
• Sei stato complice in sequestri di persona?
• Hai plagiato ragazzi o giovani rendendoli schiavi della tua volontà?
• Hai calunniato?
• Hai dato percosse, fatto ferite, prodotto malattie a qualcuno?
• Hai, conservi, usi armi pericolose o offensive? Sei iscritto alla camorra?
• Da camorrista hai imposto tangenti, ricatti, taglie a persone innocenti o a
commercianti?
• Hai rispettato l’ambiente?
• Sei stato crudele con gli animali?
• Hai imprecato o augurato il male ad altri?
• Nell’affermare le tue idee religiose, culturali, politiche o sportive ti lasci andare al
fanatismo?
• Se sei medico, per colpevole imperizia, leggerezza o distrazione hai causato morte
o danni ai tuoi pazienti?
• Hai praticata l’eutanasia? – Pratichi l’aborto?

VI – Non commettere atti impuri.

• Sul corpo, sull’amore, sulla sessualità, sulla castità hai una concezione cristiana?
• Hai conservato puro e casto il tuo corpo?
• Hai commesso atti disonesti, osceni, immorali? Ti sei abbandonato alla lussuria,
all’ autoerotismo, a perversioni sessuali, all’omosessualità?
• Hai frequentato orge?
• Hai avuto delle “avventure”, delle “scappatelle”?
• Hai dato scandalo con il tuo modo di vestire, di agire, di parlare?
• Sei stato occasione di peccato a qualcuno?
• Hai sedotto e/o rovinato qualche persona innocente?
• Hai molestato sessualmente colleghe/colleghi di lavoro?
• Hai conservata la tua fedeltà alla fidanzata o fidanzato?
• Hai rapporti prematrimoniali?
• Nel matrimonio hai il senso cristiano del sacramento ricevuto?
• Hai usato male o abusato del matrimonio?
• Ami, rispetti, aiuti con fedeltà e generosità il tuo coniuge?
• Eviti le occasioni e le compagnie cattive e pericolose?
• Sei fedele a tua moglie (o a tuo marito)?
• Convivi con un uomo (o donna) senza essere sposato?
• Offendi la dignità del matrimonio con l’uso dei preservativi, pillole
anticoncezionali e cose simili?

VII – Non rubare.

• Sei convinto della parola del Vangelo: É impossibile per chi è attaccato ai soldi
entrare nel Regno di Dio?
• Sai che l’avarizia per la Bibbia è “idolatria”, cioè adorazione del danaro al posto
di Dio?
• Sei usuraio?
• Hai prestato soldi con eccessivo interesse, rovinando persone bisognose già in
difficoltà?
• Sei onesto nel lavoro, nella professione, in ufficio, nel commercio?
• Quello che possiedi l’hai guadagnato onestamente?
• Credi di lavorare lealmente in modo da meritare lo stipendio mensile?
• Hai preteso regalie, bustarelle, favori non dovuti?
• Ti sei lasciato corrompere?
• Hai corrotto o tentato di corrompere impiegati pubblici o privati?
• Sei convinto che la disonestà degli altri non giustifica mai la tua?
• Oltre ai tuoi diritti hai mai pensato anche ai tuoi doveri?
• Hai fatto scioperi ingiusti? – Paghi le tasse?
• Tu, datore di lavoro, paghi il giusto stipendio ai dipendenti?
• Sei evasore fiscale?
• Hai fatto danni all’ambiente, a monumenti o cose pubbliche, a proprietà private
sporcando imbrattando o scrivendo con robaccia, rifiuti o spray?
• Hai riparato o risarcito i danni fatti?
• Hai restituito danaro o altro avuto in prestito?
• Ti vendi per ottenere favori o vantaggi?
• Hai frodato le compagnie di assicurazioni dichiarando danni falsi e facendoti
pagare ingiustamente?
• Ti sei sempre assunto le tue responsabilità?
• Hai sperperato danaro o sciupato beni?
• Hai fatto giochi d’azzardo?
• Hai falsificato gli assegni?
• Hai spacciato coscientemente danaro falso?
• Hai acquistato merce chiaramente rubata (= ricettazione)?
• Hai minacciato qualcuno pretendendo del denaro (= ricatto)?
• Hai preso merce di nascosto nei grandi magazzini senza pagare?
• Hai scaricato materiale illegale da internet?

VIII – Non pronunciare falsa testimonianza.

• Sei falso, sleale, doppio?


• Nelle tue parole inganni il prossimo?
• Hai detto bugie, menzogne, giudizi avventati?
• Hai giurato sulla falsità? Testimoniando hai fatto deposizioni false?
• Con un silenzio colpevole hai coperto fatti delittuosi (= omertà)?
• Hai messo voci false sul conto di innocenti?
• Hai riparato ad eventuali calunnie dette?
• Col tuo esempio non hai insegnato a mentire ai tuoi figli?
• Sei ostinato nelle tue posizioni, anche quando hai capito di aver torto?
• Nel gioco hai imbrogliato o barato?

IX – Non desiderare la donna d’altri.

• Hai custodito la modestia e il pudore nella tua vita e nei tuoi pensieri?
• Hai guardato donne o uomini con concupiscenza?
• Hai accettato e goduto di pensieri o desideri impuri?
• Leggi o vedi giornali, riviste, libri, spettacoli osceni?
• Segui e gusti racconti, films, riviste o video pornografici?
• Contribuisci allo sviluppo e diffusione della pornografia comprando materiale
osceno?
• In casa tieni statue oscene, o posters, immagini pornografiche?
• Pensi o parli della donna (o dell’uomo) come di solo oggetto di piacere?
• Tu, donna, cerchi con moda sconveniente o con il modo di comportarti di suscitare
nell’uomo desideri, eccitamenti cattivi?
• Capisci che questo è una violazione morale e uno scandalo?

X – Non desiderare la casa del tuo prossimo né alcuna delle cose che sono del tuo
prossimo.

• Ti lamenti sempre di quello che hai, dicendo: “Beati loro”?


• Sei invidioso dei beni e delle cose altrui?
• Auguri e godi del male degli altri?
• Cerchi di imbrogliare o di danneggiare qualcuno?
• Hai invidia di capacità intellettuali o creative altrui?

PRIMA DI CONFESSARSI:

Padre mi confesso perché‚ ho peccato.


Mi sono confessato da... Da allora mi accuso...

ELENCARE I PECCATI:

CONCLUDERE CON:
Mi accuso ancora di tutti i peccati che non ricordo e di quelli della vita passata, sia contro I
comandamenti che le virtù, e di tutti chiedo umilmente perdono a Dio e a lei, padre, la penitenza e
l’assoluzione, se la merito.

Atto di Dolore + Penitenza + Ringraziamento a Dio della grande grazia del perdono ricevuto

Signore! Abbandono il mio passato alla vostra Misericordia, il mio presente al vostro Amore, il
mio avvenire alla vostra Provvidenza»
Vademecum contro le Confessioni e Comunioni sacrileghe
Oggi più di sempre gli apostoli ci mettono in guardia:

Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del
corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di

questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il
corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna.
(1 Corinzi 11:27-29)

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, meditiamo e diffondiamo questo vademecum per


evitare di offendere gravemente il Cuore Sacro del nostro Salvatore accostandoci
indegnamente ai santissimi sacramenti del Perdono e dell’Eucarestia.
Troppi cristiani rischiano l’inferno (questo misconosciuto e miscreduto, ma
tremendo, biblico e realissimo pericolo!) e feriscono gravemente il Cuore del nostro
Signore, senza nemmeno rendersene conto!
Per ricevere in modo degno e non sacrilego il Cuore del Nostro Dio, nella Sacra
Comunione, dobbiamo tutti essere:

1. In Grazia, ossia non in peccato mortale. Dobbiamo prima confessarci, con sincero
pentimento e proponimento di non ricadere, se abbiamo infranto uno solo dei dieci
comandamenti, o praticato spiritismo, predizioni del futuro, adulterio, aborto,
menzogne, affiliazioni a massoneria o altre sette e sessualità cattiva (altra grande
misconosciuta: abusare del dono del sesso in amore e dono totale, praticandolo per
lussuria al di fuori del santo matrimonio e del disegno di procreazione del nostro
Creatore).
Non facciamoci ingannare: Dio non è soggetto alle mode dei tempi: “Egli è lo stesso
ieri, oggi e sempre!” (Ebrei 13:8; vedere anche Isaia 43:13).
Se siamo divorziati risposati o separati conviventi con un’altra persona dobbiamo
attingere al fiume di grazie spirituali di una santa Messa ben partecipata,
ma NONdobbiamo commettere il sacrilegio di ricevere la sacra Comunione.
Invece i separati – non conviventi con altri – e gli/le abbandonati/e che rifiutano il
divorzio dal loro coniuge possono accedere alla santa Comunione, a condizione che
vivano in castità fino all’eventuale ricongiungimento col legittimo/a consorte, con un
dovuto cammino di fede e di riparazione d’un eventuale male commesso al coniuge.
Non trattiamo con disprezzo Dio, che ha sancito l’indissolubilità del matrimonio per
bocca di Gesù in persona: “Egli disse loro: «Chiunque manda via sua moglie e ne
sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se la moglie ripudia suo marito e
ne sposa un altro, commette adulterio” (Marco10:11-12).

Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È
lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Ed egli rispose:
«Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per
questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno
una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che
Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha
ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?». Rispose loro Gesù: «Per la
durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da
principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in
caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio».
(Matteo 19:3-9)

2. In Amore di Dio e del prossimo: non dobbiamo avere odio per nessuno (nella
volontà: il cuore non possiamo comandarlo, ma con la volontà sincera dobbiamo
perdonare e pregare il bene di chi ci ha fatto del male. Non possiamo accostarci al
Cuore di Dio che è Amore e Perdono, se non vogliamo noi stessi perdonarci o farci
perdonare da chi abbiamo offeso).

3. In fede: dobbiamo credere che stiamo per ricevere Dio in persona e il Suo Amore
salvifico, nell’Ostia consacrata: se in cuor nostro dubitiamo di questo o di altri dogmi
di fede, dobbiamo prima parlarne con un direttore spirituale e pregare lo Spirito Santo
per il dono della fede piena e senza eresie.
4. In sommo rispetto e gratitudine: dobbiamo rispettare il digiuno eucaristico (almeno
1 ora prima non dobbiamo bere o mangiare nulla a parte l’acqua; almeno 15 minuti
prima nel caso invece si sia molto malati).
Trattiamo il Signore da Signore!
Anche se è tragicamente permessa (per colpa della massoneria ecclesiastica) la
comunione nella mano (che è una profanazione!), chiediamoci: “Quanto rispetto e
devozione dimostro al Dio altissimo che mi si dona in cibo, se lo ricevo come fosse
un cracker? Se cadesse il velo dai miei occhi e potessi vederlo in tutta la Sua gloria
che fa prostrare a terra gli angeli, Lo riceverei davvero come fosse una patatina
fritta, o piuttosto con la massima devozione, in ginocchio e senza mani? E quanto
devo fermarmi, dopo, a ringraziarLo nel mio cuore, pregandolo di perdonare le mie
mancanze e colpe passate, Amandolo pieno di gratitudine, adorandolo in silenzio e
chiedendogli di trasformarmi in un suo vero seguace? (invece di andarmene come
niente fosse o, peggio, fermarmi in chiesa a chiacchierare, appena il sacerdote
conclude la sacra Messa)”.

Accostiamoci al confessionale con regolarità, come una casa e un corpo fisico vanno
con regolarità lavati da polvere e sporco. E facciamolo con fede, buon esame di
coscienza basato sui dieci comandamenti e sul vangelo, con sincero pentimento,
senza nascondere nessun peccato che ricordiamo (sarebbe sacrilegio!), con sincero
proposito di non ricadere e fuggire le occasioni prossime di peccato. E volontà di
riparazione al male fatto.
E solo dopo uniamoci in Amore al Dio-Amore che si fa cibo di Vita eterna per noi.
Altrimenti, ci avvertono i santi, se ci confessiamo come fosse un andare in
lavanderia, senza vero pentimento, o peggio se non ci confessiamo mai o di rado, o se
andiamo a ricevere il Cuore di Cristo-Eucarestia senza il sacro rispetto a Dio dovuto,
trattiamo Cristo da re finto, da re da burla, come i soldati romani lo trattarono 2000
anni fa, vestendolo da re, coronandolo di spine, inginocchiandosi davanti a Lui
salutandolo come un re, per deriderlo, e poi lo prendevano a schiaffi, sputi e
bastonate sul suo sacro capo!
Trattiamo il nostro Salvatore, da Vero Re dei re!
Basta con l’”ateismo cristiano”!

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