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Una caratteristica peculiare che contribuisce ad occultare i ragazzi e le ragazze

dalla scena sociale la loro prolungata permanenza nella famiglia dei genitori,
un

aspetto che crea un forte legame di complicit tra giovani e adulti e che impedisce
ai giovani di crescere e agli adulti di sentirsi vecchi (Livi Bacci, 1998)3. (Livi Bacci
M., 1998, Il giovane un eterno Peter Pan, Il Sole-24 ore). I giovani italiani

cio tardano sempre di pi ad adottare quei comportamenti che di regola


contraddistinguono lessere adulti: terminare gli studi, uscire dalla famiglia,
cominciare a lavorare, costruirsi una famiglia propria, avere figli (Sgritta,
1998)4.( Sgritta G.B., 1998, Giovani: le parole e i numeri, Demotrends,).

Per queste ragioni lIstituto di Ricerche sulla Popolazione ha voluto mettere a


fuoco alcuni comportamenti delle giovani generazioni. Non va, infatti,
dimenticato che molti sono i giovani sottoccupati, impegnati in lavoretti di vario
genere, ai margini del mercato del lavoro, che non hanno ancora trovato il lavoro
definitivo e che continuano a contare sul sostegno delle reti familiari.

Essere giovani e vivere con mamma e pap fa godere di ampi spazi di libert e
dunque gli intervistati sembrano trovarsi a loro agio nella casa dei genitori e
apprezzare molti aspetti della permanenza in famiglia. Ragazzi e ragazze si
sentono liberi di divertirsi, di avere una vita di relazione, di avere una propria
privacy allinterno delle mura domestiche.

USCIRE DAL NIDO: VANTAGGI E SVANTAGGI

Delluscita da casa in famiglia si parla poco. In questo contesto favorevole


chiaro che, in tempo in cui viviamo i vantaggi di lasciare la casa dei genitori sono
pochi e soprattutto generici (pi libert, pi indipendenza, pi privacy) e il 17%
degli intervistati non vede alcun vantaggio. Ancora pi numerosi sono i genitori
che negano lesistenza di aspetti positivi nelluscita dei figli da casa: 55%.

LAVORARE NON BASTA

i giovani italiani, uguale come i giovani serbi, restano nella categoria "figli"
sempre pi a lungo anche dopo il raggiungimento della loro indipendenza
economica. Tuttavia, spesso neanche il raggiungimento del posto di lavoro
spinge i giovani italiani a lasciare la casa dei genitori, ma nella maggior parte dei
casi il matrimonio levento che fornisce la spinta decisiva.

Una catena infrangibile

I giovani sembrano prolungare felicemente lo stato adolescenziale senza


assumersi altra responsabilit che quella della loro preparazione professionale.

Giovani mammoni

Un giovane su 6 non collabora alle pi semplici e necessarie attivit della famiglia,


quali la pulizia della casa, la spesa o la cucina, e neanche a quelle pi personali,
come rifarsi il letto e mettere in ordine la propria camera. Emerge anche una forte
differenza di genere nellaiuto ai lavori di casa poich solo pochissime ragazze, il
7%, non partecipano alle faccende domestiche.

Perch andare via di casa?

Pur essendo soddisfatti della loro attuale situazione

i giovani si mostrano in linea di principio interessati allidea di andare via di casa.

Soprattutto i pi adulti lo considerano un comportamento giusto da metter in


atto ad una certa et, gli altri lo trovano un evento interessante e attraente. In
ogni caso per, gli intervistati considerano landar via di casa come se questo
momento fosse ancora una semplice idea, qualcosa di lontano che non rientra nei
loro progetti a breve termine. uscire di casa e dalla propria famiglia diventa ogni
giorno un muro pi alto da superare: pi si cresce e pi viene apprezzata e
rivalutata la realt esistente al di qua del muro (in casa dei genitori), che appare
quindi sempre pi idilliaca e rassicurante. Tuttavia la spinta alluscita da casa
considerata come aspirazione allindipendenza ed alla libert personale, spesso
collegata a situazioni di convivenza in cui esistono maggiori conflitti potenziali,
come pu avvenire nelle famiglie numerose oppure come capita alle ragazze che
sono sottoposte ad un maggiore controllo da parte delle famiglie.

Guardiamo laltra faccia della medaglia, gli svantaggi. I problemi economici


derivanti dallautonomia sono quelli che preoccupano di pi.

- GRAFIKONI

Eta piu o meno

La met dei maschi

tra i 25 ed i 34 anni ha, infatti, gi vissuto questa esperienza, una percentuale


quasi due volte pi grande sia di quella che si registra tra le coetanee sia di quella
che si riscontra nei giovani tra i 20 e i 24 anni. Abbiamo per lopportunit di
disegnare un quadro interessante e rappresentativo della situazione e dei
comportamenti di chi, tra i 20 e i 34 anni, vive oggi con i propri genitori.

Sottolineate queste indispensabili cautele interpretative e i limiti di validit dei


nostri dati, vediamo pi da vicino i risultati principali. La prima uscita da casa in
Italia di solito avviene tra i 17 ed i 20 anni o tra i 21 e i 25 e dura poco ed e
collegata soprattutto con il servizio militare, con i motivi di studio o con il
lavoro. Tra chi non ha superato la scuola dellobbligo, invece, sono molto pi
frequenti le uscite tra i 17 e i 20 anni e pi elevate della media quelle legate a
motivi di lavoro o al servizio militare.

LAUTONOMIA DEI RAGAZZI


Dopo i precedenti interventi, pubblichiamo La mobilit autonoma dei bambini
in Italia, la ricerca condotta da Alfredo Alietti, Daniela Renzi, Monica Vercesi e
Antonella Prisco dellIstituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del
CNR. Emerge un cambiamento generazionale epocale perch quasi tutti i
genitori di oggi, allet dei loro figli, si recavano a scuola a piedi. Lo studio ha
promosso il gruppo internazionale "La citt dei bambini" che lavora per
incentivare la mobilit autonoma dei bambini. Anche se dai dati emerge che la
mobilit autonoma dei bambini aumenta con un significativo incremento in
corrispondenza del passaggio dalla scuola primaria alla secondaria (11 anni),
permane il fatto che in Italia il mezzo prevalente per accompagnare i figli a
scuola sia lauto. Il confronto tra le esperienze dei genitori e quelle dei figli
evidenzia infatti un cambiamento per certi versi epocale. Quasi tutti i genitori
allet dei loro figli si recava a scuola a piedi, facendo lo stesso percorso dei loro
figli e indipendentemente dallet e dalla distanza dalla scuola.

Oltre alleccezionale dipendenza dallautomobile, dallo studio emergono altre


peculiarit italiane:

- in Italia la scuola ha lobbligo di consegnare il bambino che frequenta la scuola


primaria al genitore e non permette che questo torni a casa da solo.

- riguardo lautonomia, l'Italia al primo posto in Europa anche per numero di


cellulari in rapporto alla popolazione, con una media di 1,5 cellulari per abitante.
Nella fascia tra i 7 e gli 11 anni la percentuale di coloro che ne posseggono uno
del 62,4%.

Il gruppo internazionale dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del


CNR "La citt

dei bambini", nato a Fano (PU) nel 1991, ha assunto la promozione


dell'autonomia dei bambini come uno degli obiettivi. Per avviare questo processo,
il CNR propone da oltre un decennio l'iniziativa "A scuola ci andiamo da soli" che
invita i bambini della scuola primaria ad andare a scuola e tornare a casa con i
loro compagni e senza l'accompagnamento dei genitori. Landare a scuola senza
essere accompagnati dagli adulti deve essere solo linizio di un programma di
restituzione della citt ai bambini, che dovrebbero avere la possibilit di muoversi

autonomamente nel loro quartiere.