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Ippolito di Roma - LA TRADIZIONE APOSTOLICA

ECONOMICA DELLO SPIRITO


I classici della spiritualit cristiana
Ippolito di Roma

APOSTOLICA
LA TRADIZIONE
Icristiana
classici della spiritualit
di tutti i tempi
per nutrire lo spirito
e allargare gli orizzonti
del pensiero

In copertina:
Il Concilio di Gerusalemme,
icona della Glikophilousa
www.piccoloeremodellequerce.it

06M 21
Nella ricca attivit letteraria di Ippolito, orientata
prevalentemente in senso esegetico, polemico e cronolo-
gico, occupa un posto singolare la Tradizione Apostolica,
testo della massima importanza nella storia della liturgia,
ECONOMICA DELLO SPIRITO

in quanto rappresenta la pi antica raccolta canonica che,


dopo la Didach, noi possediamo.
I classici della spiritualit cristiana

Compilata intorno al 215, tale raccolta coeren-


te con la concezione aristocratica che Ippolito ha della
Chiesa come assemblea di santi, eredi fedeli e rispettosi
dei principi apostolici. Proprio perch questi principi sia-
no ben conosciuti e praticati, egli se ne fa espositore nella
Tradizione Apostolica, convinto che il possesso della ve-
rit impedisca errori ed eresie.
I nuclei tematici che trovano trattazione nellopera
sono sostanzialmente tre: lorganizzazione della gerar-
chia ecclesiastica, i regolamenti che disciplinano la vita
dei laici e, infine, la prassi liturgica vera e propria.
Economica dello spirito
Ippolito di Roma

LA TRADIZIONE
APOSTOLICA

Introduzione, traduzione e note


a cura di Rachele Tateo
Riedizione del volume:
Ippolito di Roma, La Tradizione Apostolica, Introduzione, traduzione
e note a cura di Rachele Tateo, Paoline Editoriale Libri, 1995 (prima
edizione 1972)

Prima edizione digitale 2010


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PAOLINE Editoriale Libri


FIGLIE DI SAN PAOLO, 2010
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INTRODUZIONE
1
IPPOLITO DI ROMA

Vita
Il prestigio e la forza della Chiesa, dovuti alla energia
di papa Vittore (189-199)1, nonch la compagine stessa
della societ cristiana di Roma vengono, durante il pon-
tificato successivo di Zefirino (199-217), profondamente
intaccati da polemiche, lotte e secessioni , a conclusio-
ne delle quali esplode, allelezione di Callisto (217-222),
il grande scisma di Ippolito 2.
Fa cos il suo violento ingresso nella cronaca ecclesia-
stica il primo antipapa che la storia ricordi, una figura di
teologo, vescovo e scrittore ancor oggi discussa e impre-
cisata, nonostante una letteratura ricchissima e annosa,
la quale prende avvio dalle notizie fornite allinizio del
IV secolo da Eusebio di Cesarea3.

1 Sulla risolutezza con cui Vittore intervenne nelle controversie, com-

batt scismi ed eresie, represse tendenze separatiste e favor la coesione del-


la comunit cristiana di Roma, vedi G. Bardy, La question des langues dans
lglise ancienne, I, Paris 1948, pp. 97-98; J. Zeiller, in A. Fliche - V. Mar-
tin, Storia della Chiesa, II, Torino 1959, pp. 511-512, 535-536; J. Lebreton,
ibidem, pp. 112-118, 120-122.
2 A. Donini, Ippolito di Roma, Roma 1925, p. 61. Sulle controversie teo-

logiche e dogmatiche che angustiarono il pontificato di Zefirino e si protras-


sero sotto quello di Callisto vedi L. Duchesne, Storia della Chiesa antica, I, Ro-
ma 1905, pp. 162-172; Id., Les origines chrtiennes, II, Paris s.d., pp. 277-284;
J. Lebreton, in A. Fliche - V. Martin, Storia della Chiesa, II, pp. 129-133;
J. Zeiller, ibidem, II, pp. 513-517.
3 Cfr. Dictionnaire de Spiritualit, Paris 1968, XLIV-XLV, pp. 513-571,

s. v. Hippolyte de Rome , a conclusione dellarticolo che esamina il pro-


blema, la vita e la personalit, le opere e la dottrina di Ippolito.
7
Lautore della Storia Ecclesiastica annovera Ippolito tra
gli uomini di Chiesa forniti di grande cultura dalle cui
lettere, conservate nella biblioteca dellantica Gerusa-
lemme, egli aveva attinto a piene mani, e ne testimonia
anche la dignit vescovile, pur non conoscendo la sede di
tale episcopato4. Pi organiche e circostanziate appaiono
le notizie del Liber Pontificalis secondo cui, nel 235, Ip-
polito fu deportato con papa Ponziano (230-235) nel-
linsalubre Sardegna5: al micidiale clima sardo, peraltro,
non resistette a lungo nessuno dei due. Pi tardi, per in-
teressamento di Fabiano, i resti di Ponziano, che in esilio
aveva rinunciato alla sua alta carica ed era stato sostitui-
to da Anteros (235-236), e forse anche quelli di Ippolito,
furono trasportati a Roma e deposti i primi nella cripta
dei Papi nel cimitero di Callisto e i secondi nel cimitero
della via Tiburtina.
Di scarsa attendibilit appare lelogio funebre di Da-
maso6 che studi recenti hanno tuttavia riproposto in una
prospettiva nuova: difatti alla notizia secondo cui Ippo-
lito ader allo scisma di Novato, ma mor martire, ri-
conciliandosi con la Chiesa e raccomandando ai suoi
partigiani di fare altrettanto (notizia tradizionalmente
ritenuta una semplice voce, in quanto lo stesso pontefice
nel riferirla si trincera dietro un cauto fertur), lo Hans-

4 Eusebio, Historia Ecclesiastica (H. E.), VI, 20 (PG 20, 572). Mezzo se-

colo pi tardi Girolamo, De viris illustribus, c. 61 (PL 23, 708), confessa


daver fatto, per ovviare a questa ignoranza, molte vane ricerche. Altre fonti
antiche tentano di precisare la sede episcopale di Ippolito, identificandola per
lo pi con Roma o Porto (PG 10, 576-581). Papa Gelasio, fraintendendo Eu-
sebio, pensa a una citt araba: vedi il commento a questa interpretazione in
G. Da Bra, Studio su Ippolito dottore, Roma 1944, p. 14.
5 Cfr. Liber Pontificalis, a cura di L. Duchesne, I, Paris 1955, p. 145.
6 A. Ferrua, Epigrammata damasiana, Citt del Vaticano 1942, pp. 169-

173. Vedi anche tavola IV.


8
sens riconosce il valore di storica testimonianza7. Essa,
in pi, completa le informazioni del Liber Pontificalis
che di Ponziano ricorda lesilio sardo, le violenze subite
fino alla morte (30 ottobre 235) e il trasferimento dei re-
sti in patria8 ad opera del pontefice Fabiano (236-250),
senza far menzione dellabdicazione, mentre di Ippolito
d solo notizia della deportazione. probabile allora che
questi, sopravvissuto e rientrato in Roma dopo il 250,
tra il 250 e il 252 abbia aderito al novazianismo ma sia
morto martire dopo il ritorno nel seno della Chiesa,
vittima della persecuzione di Trebonio Gallo nel 252-
253 o, pi probabilmente, di Valeriano, nel 257-2599.

7 J.-M. Hanssens, Hippolyte de Rome fut-il Novatianiste? Essai dune bio-

graphie, in Archivium Historiae Pontificiae III (1965) 11-14, ritiene appunto


che si tratti di Novato e non di Novaziano, come in genere si crede imma-
ginando una confusione di Damaso fra i due nomi. Del resto, Novato e No-
vaziano, bench agli antipodi in materia penitenziale, essendo il primo in-
dulgente e laltro rigoroso, fecero causa comune per appagare le loro
ambizioni personali: cfr. J. Zeiller, in A. Fliche - V. Martin, Storia della Chie-
sa, II, pp. 198-199; J. Lebreton, in A. Fliche - V. Martin, Storia della Chiesa,
II, pp. 252-255; J. Danilou, in L.-J. Rogier - R. Aubert - M.D. Knowles,
Nouvelle histoire de lglise, I, Paris 1963, pp. 233-234.
Lo Hanssens, nel precedente lavoro, La liturgie dHippolyte. Les documents,
son titulaire, ses origines et son caractre, Roma 1959, p. 316, aveva pensato che
Ippolito, daccordo con altri sacerdoti, tra cui forse lo stesso Novaziano, si
fosse ribellato agli insegnamenti dottrinali e alle direttive pastorali del ve-
scovo legittimo, prendendo una posizione canonicamente mal definita, o di-
venendo addirittura un doctor nella comunit novazianista.
8 Probabilmente tale trasferimento avvenne tra il 238 e il 249, cio tra la

morte di Massimino, che aveva esiliato il papa, e lavvento di Decio al trono.


9 Ippolito doveva essere ancora vivo nel 253 se allinizio di quellanno,

o tuttal pi alla fine del precedente, Dionigi di Alicarnasso aveva inviato ai


romani una lettera ufficiale servendosi di Ippolito come intermediario (H.
E., VI, 46, 5 = PG 20, 636): intermediariato che ben gli si addiceva, essen-
do egli presbitero romano, ma di origine egiziana e quindi legato in modo
particolare alla Chiesa di Alessandria, e che dovette consistere o nel redige-
re la lettera o nel riceverla per comunicarne il contenuto ai romani (J.-M.
Hanssens, Hippolyte de Rome, fut-il Novatianiste?, pp. 9-11).
9
Ippolito allora doveva essere ben avanti negli anni10:
Prudenzio, che nellundicesimo inno del Peristephanon ri-
prende e amplifica lepigramma damasiano, ci presenta
il martire che ormai vecchio, con i piedi legati a focosi
cavalli e il capo riverso al suolo, viene trascinato a gran
trotto attraverso i campi11.
Alle testimonianze letterarie e agiografiche12 se ne
aggiunta una di tuttaltro genere nel 1551, anno in cui

10 J.-M. Hanssens, Hippolyte de Rome, fut-il Novatianiste?, p. 19: Ippoli-

to doveva avere circa settantacinque anni, se ne aveva trentacinque nel 217,


alla morte di Zefirino.
11 PL 60, 530-556. Si tratta di una vera e propria passio dispirazione

fantastica, ma a cui non sono estranee suggestioni letterarie (si ricordi il mi-
to greco di Ippolito rielaborato nella Fedra di Seneca) e artistiche (se Pru-
denzio descrive realmente un affresco che adornava la sepoltura del martire
e, in tal caso, doveva essere stato suggerito dalla suddetta omonimia).
Daltra parte questa passio, che identifica il nostro Ippolito con lomonimo
martire di Porto Romano, un esempio delle confusioni rese possibili dal
notevole numero di Ippoliti riportati nei martyrologia. Cfr. J.-M. Hanssens,
La liturgie dHippolyte, pp. 319-340, che distingue lIppolito scrittore sia da
quello di Porto, creazione fantastica, sia da quello della via Tiburtina, mor-
to al massimo nel 250, e lo identifica con lintermediario di Dionigi.
Un ritrovamento archeologico, di cui dette a suo tempo notizia S. Mo-
scati (AllIsola Sacra la tomba di santIppolito, in Il Messaggero del 7 novembre
1971, p. 7), potrebbe portare nuova luce sulla morte e la sepoltura di Ippo-
lito. Tra Ostia e Fiumicino, allIsola Sacra, sono stati individuati i resti di
una grandiosa basilica a tre navate e, in ottimo stato di conservazione, la cat-
tedra episcopale e laltare. Sotto di questo, un sarcofago decorato con moti-
vi geometrici conteneva probabilmente i resti del Santo titolare. La presen-
za, nel luogo degli scavi, di un campanile duecentesco che reca il nome di
santIppolito e, nei pressi, una cappelletta con un pozzo dove si racconta che
il santo sia stato gettato e ucciso, appare molto significativa. Ma si tratta
dellIppolito autore della Tradizione Apostolica? Attendiamo che gli studi
che saranno condotti sui vari reperti facciano luce sullargomento.
12 Lintero elenco in G. Bovini, S. Ippolito della via Tiburtina. Esame e

critica delle antiche testimonianze su Ippolito, in Rivista di Archeologia Cristiana


XIX (1942) 35-64. Vedi anche lesame delle fonti condotto da A. Amore,
Note su S. Ippolito martire, in Rivista di Archeologia Cristiana XXX (1954)
6397, nellintento di fare luce sulla leggenda agiografica ippolitea. La con-
10
Tav. I - Statua di Ippolito ( foto Alinari)
Tav. II - Ciclo pasquale (Pont. Comm. Archeol. Sacra)
Tav. III - Catalogo delle opere (Pont. Comm. Archeol. Sacra)
Tav. IV - Elogio di papa Damaso (Pont. Comm. Archeol. Sacra)
venne riportata alla luce, nei pressi del cimitero di Ip-
polito, una statua13, probabilmente del III secolo, rap-
presentante un doctor del tipo che gli ateliers romani del-
lepoca elaboravano in serie, senza velleit ritrattistiche
o, per lo meno, con semplici intenti tipologici. Sui fian-
chi della cattedra, su cui il filosofo siede, sono incisi da
una parte un ciclo pasquale, che va dal 222 al 23314, e
dallaltra un elenco di opere15. Il confronto tra questo e
i vari cataloghi ippolitei16 nonch altre considerazioni
sul luogo del ritrovamento e la datazione della scultura,
inducono a pensare che essa rappresenti il nostro Ippoli-
to, a conferma di quanto gi sappiamo dalle fonti: ma
tale identificazione ben lungi dallessere pacifica17.

Opere e teoria
La pi antica opera di Ippolito a noi pervenuta un
Trattato sullAnticristo, che risale probabilmente allinizio
del III secolo. Si tratta di uno studio sistematico dellan-
tica letteratura ecclesiastica sullargomento, cio di un
commento ai passi della Sacra Scrittura in cui lAnticristo
si delinea come colui che si leva contro la divinit e mira
a sostituirsi ad essa, come luomo dellerrore e figlio stes-

clusione che esistito un solo Ippolito martire, romano, sepolto nel cimi-
tero della via Tiburtina e venerato il 13 agosto: cfr. anche J.-M. Hanssens,
La liturgie dHippolyte, pp. 302-307.
13 Vedi tavola I.
14 Vedi tavola II.
15 Vedi tavola III.
16 Eusebio, H. E., VI, 22 (PG 20, 574-576); Girolamo, De viris illustri-

bus, 61 (PL 23, 707-708); Teodoreto di Ciro, Eranistes, I (PG 83, 85-88), II
(PG 83, 172-176), III (PG 83, 284-285) che cita numerose opere sconosciu-
te agli altri cataloghi; Fozio, Biblioteca, cod. 121 (PG 103, 401-404, 673).
17 Sui vari problemi suscitati dal ritrovamento della statua, vedi J.-M.

Hanssens, La liturgie dHippolyte, pp. 217-243.


15
so della perdizione, che si manifesta nel mondo per stabi-
lire il suo dominio sulla terra, per provocare agitazioni e
persecuzioni contro i santi, per diffondere lerrore tra gli
uomini. Tale visione apocalittica sembra assumere vali-
dit di profezia se consideriamo le dolorose persecuzioni
indette da Settimio Severo che, a partire dal 202, si oppo-
se con estrema violenza al proselitismo dapprima giudai-
co e poi anche cristiano18. Nello stesso periodo, mentre
ancora viva limpressione procurata dalla persecuzione di
Settimio, Ippolito, commentando il libro di Daniele19,
porta allesasperazione la sua ostilit verso limpero roma-
no e giunge a ritenere Augusto, fondatore di tale impero,
un plagiario a cui stato possibile, in virt di una preveg-
genza ispiratagli dal demonio, contraffare limminente
universalismo cristiano20: tra romanit e cristianesimo
nessuna conciliazione possibile, anzi lesistenza dei due
termini sembra trovare giustificazione nella loro stessa
antitesi21.
Ritorna poi, anche in questopera, la prospettiva
minacciosa dellAnticristo, labominazione della desola-
zione, limpostore orgoglioso ed impudente che gli in-
fedeli adoreranno, mentre i fedeli saranno trascinati
fuori dalle case, cacciati dalle citt e banditi dal mondo
intero22.

18 J. Danilou, in L.-J. Rogier - R. Aubert - M.D. Knowles, Nouvelle hi-

stoire de lglise, I, pp. 174-176. Sulle dimensioni assunte dalla persecuzione


di Settimio Severo in Egitto e in Africa, vedi Eusebio, H. E., VI, 1-5 (PG
20, 522-533).
19 Per J.M. Hanssens (Hippolyte de Rome fut-il Novatianiste?, p. 24) il

commento a Daniele risale al tempo della persecuzione di Decio, tra la fine


del 249 e linizio del 251.
20 A. Donini, Ippolito di Roma, p. 103.
21 Hippolyte, Commentaire sur Daniel, a cura di G. Bardy, Paris 1947,

p. 173.
22 Hippolyte, Commentaire sur Daniel, pp. 215-219.

16
Ma verr il Cristo, nella grandiosa parusia finale, ad
abbattere lAvversario con un soffio23, a punire gli empi
e a donare il regno eterno ai veri credenti, per una risur-
rezione dei primi alleterna condanna e dei secondi alla
vita eterna. Cos il commento si conclude con un vivo
senso di attesa24 e anzi, secondo Bardy25, esso nato pro-
prio come opera di circostanza, come bisogno, da parte
dellautore, di portare un motivo di pazienza e di speran-
za ai cristiani angosciati dalla persecuzione di Severo,
fondandolo sulla parola sacra di Dio26. Perci la lettura
del testo veterotestamentario procede in chiave allegori-
co-morale: da una parte c il metodo, divenuto ormai
tradizionale, dellinterpretazione allegorica, o piuttosto
tipologica, dallaltra la continua deduzione di consigli e
incoraggiamenti per il presente. Con tale carattere
lattivit esegetica di Ippolito27 sembra inserirsi in una
23 Hippolyte, Commentaire sur Daniel, p. 221.
24 Hippolyte, Commentaire sur Daniel, pp. 178-179, 221-222. A. Doni-
ni, Ippolito di Roma, p. 107, ritiene che Ippolito accarezzi qui la speranza di
una felice era millenaria, la quale seguir i sei millenni di vita concessi al
mondo (e al cui compimento mancano allincirca tre secoli), cos come il
giorno del riposo segu i sei giorni laboriosi della creazione. Tale millenari-
smo sar attenuato e dissimulato nellopera In difesa del Vangelo di Giovanni
e dellApocalisse, a noi non pervenuta, come non ci sono pervenuti i Capitoli
contro Caio, che difendono lautenticit del corpus giovanneo contro le posi-
zioni alogiche: cfr. L. Duchesne, Les origines chrtiennes, pp. 256-260. Anche
J. Danilou, in L.-J. Rogier - R. Aubert - M.D. Knowles, Nouvelle histoire de
lglise, I, p. 180, riconosce il millenarismo di Ippolito, negato, invece, da
altri come A. DAles (La Thologie de Saint Hippolyte, Paris 1906, pp. 198-
199) e G. Bardy (Hippolyte, Commentaire sur Daniel, pp. 32-33).
25 Hippolyte, Commentaire sur Daniel, p. 17.
26 Alla stessa intenzione di liberare i cristiani dal timore che sia immi-

nente la fine del mondo rispondono i del 234, unopera che men-
zionata nei Philosophumena (X, 30 = PG 16, 3443) e fornisce, accanto a dati
cronologici sulla durata del mondo, notizie etnografiche, geografiche, nau-
tiche, religiose e profane certamente attinte da manuali ellenistici.
27 Noi possediamo, oltre al Commento al libro di Daniele, le esegesi del

Cantico dei Cantici, delle Benedizioni di Isacco, di Giacobbe e Mos, della Lotta di
17
tradizione tipicamente romana , che trova risponden-
za nella contemporanea vita pratica, letteraria ed artisti-
ca28. Anche le altre opere paiono trovare nella realt del
tempo la ragione del loro essere29, a cominciare dal Trat-
tato contro leresia di Noeto, che forse la parte finale di
un altro lavoro, pi vasto, conosciuto con il titolo di
(Contro tutte le eresie)30 e da noi non posseduto31:
Ippolito siamo intorno al 217 entra nel vivo delle
questioni ereseologiche32 per difendere lortodossia trini-
taria contro il monarchianismo patripassiano o, se consi-
deriamo limpegno pi vasto dello stesso , con-
tro tutte le eresie33.

Davide e Golia e dei Salmi, alcune delle quali in forma omiletica. Per tutta
lattivit letteraria di Ippolito, vedi J. Quasten, Patrologia, I, Torino 1967,
pp. 423-451, che per ogni titolo elenca edizioni, traduzioni e studi.
28 J. Danilou, in L.J. Rogier - R. Aubert - M.D. Knowles, Nouvelle hi-

stoire de lglise, I, pp. 179-180.


29 Lo stesso ciclo pasquale che inciso sul fianco della cattedra rappre-

senta un tentativo di calcolare in modo scientifico il plenilunio di Pasqua e


di trovare quindi soluzione alla disputa che aveva reso difficili i rapporti tra
cristiani dAsia e la Chiesa di Roma, discordi sulla data pasquale. Purtrop-
po tale calcolo divenne ben presto inutilizzabile, in quanto presenta un
avanzo di circa cinque ore lanno sul corrispondente tempo lunare.
30 Di questo avviso sono L. Duchesne (Les origines chrtiennes, p. 278),

P. Nautin (Hippolyte et Josipe, pp. 80-81), J. Danilou (in L.J. Rogier - R. Au-
bert - M.D. Knowles, Nouvelle histoire de lglise, I, p. 176) e J.-M. Hanssens
(Hippolyte de Rome fut-il Novatianiste?, p. 23).
31 Non ci sono pervenuti neanche i trattati SullUniverso, Contro i Greci e

Platone, menzionato in Phil. X, 32 (PG 16, 3447), Sulla resurrezione, dedica-


to allimperatrice Mamea, probabilmente cristiana, Contro Marcione sullori-
gine del bene e del male e lEsortazione a Severina che per noi solo un tito-
lo riportato sulla statua.
32 Per le varie scuole esistenti in Roma alla fine del II secolo, vedi L. Du-

chesne, Les origines chrtiennes, pp. 247-269 e J. Lebreton, in A. Fliche - V.


Martin, Storia della Chiesa, II, pp. 119-145.
33 Secondo Fozio (Biblioteca = PG 103, 401-404) il Syntagma riassume-

va le omelie tenute da Ireneo con lo stesso fine: non sappiamo, per, se Ip-
polito le conoscesse per averle ascoltate di persona o per averle semplice-
mente lette.
18
37. Bisogna custodire bene leucaristia pag. 93
38. Niente deve cadere dal calice 93
39. I diaconi e i sacerdoti 93
40. La sepoltura 94
41. Quando bisogna pregare 94
42. Il segno della croce 97
43. Conclusione 98
ECONOMICA DELLO SPIRITO
Il meglio della spiritualit cristiana di tutti i tempi per nutrire lo spi-
rito e allargare gli orizzonti del pensiero.

1. Agostino dIppona, Le confessioni


2. Teresa dAvila, Cammino di perfezione
3. Teresa di Lisieux, Storia di unanima
4. Didach, Lettere di Ignazio dAntiochia, A Diogneto
5. Francesco di Sales, Lettere di amicizia spirituale
6. San Giustino, Le due apologie
7. Giovanni della Croce, Cantico spirituale
8. Leone Magno, I sermoni del Natale
9. Aelredo di Rievaulx, Lamicizia spirituale
10. Carlo Borromeo, Omelie sullEucaristia
11. Agostino dIppona, La catechesi ai principianti. De catechizandis rudibus
12. Teresa dAvila, Il castello interiore
13. Caterina da Siena, Le Lettere ai papi e ai vescovi
14. Egeria, Diario di viaggio
15. Teresa dAvila, Libro della mia vita
16. Caterina da Siena, Le Lettere alle autorit politiche, militari e civili
17. Atanasio di Alessandria, Vita di Antonio
18. Agostino dIppona, Commento ai salmi di lode (I parte)
19. Agostino dIppona, Commento ai salmi di lode (II parte)
20. Agostino dIppona, Lettera a Proba. La preghiera
21. Ippolito di Roma, La Tradizione Apostolica