Sei sulla pagina 1di 81

Esposizione a tossici

Lesposizione a dosi tossiche di una sostanza chimica alterazioni


omeostatiche locali o sistemiche.

1) Le azioni tossiche locali sono causate dal contatto tra sostanza tossica e la cute
o le mucose e portano a fenomeni reattivi ( risposta ninfiammatria)

2) Le azioni tossiche sistemiche sono causate dalla diffusione del tossico


nellorgananismo
Le azioni tossiche sistemiche si possono classificare in funzione dellorgano
prevalemtemente coinvolto:

Neurotossicit

Cardiotossicit

Epatotossicit

Nefrotossicit

etc.
Fattori che influenzano la risposta a composti chimici

Fattori relativi allindividuo (capacit detossificanti e variazioni individuali nella


sensibilit al tossico,)

Fattori relativi al tempo di contatto con la sostanza tossica che permettono di


distinguere la natura acuta o cronica dellintossicazione

Fattori relativi al tossico (dose, caratteristiche molecolari, meccanismo dazione)


Detossificazione
La detossificazione esprime il concetto di difesa endogena verso la
tossificazione dovuta sia a xenobiotici che a farmaci

Detossificazione delle sostanze xenobiotiche

Detossificazione dei radicali liberi


Detossificazione delle sostanze xenobiotiche

La metabolizzazione di uno xenobiotico avviene in 2 fasi:

1) Enzimi della fase I

2) Enzimi della fase II

1) Gli enzimi della fase I producono una biotrasformazione,


alterando la fisionomia chimico-fisica del composto attra-
verso laggiunta o leliminazione di gruppi funzionali
(funzionalizzazione), che in generale rendono il metabolita in
un composto pi polare
Reazione di fase I o di funzionalizzazione
Molti xenobiotici di interesse tossicologico sono composti lipofili, assorbiti dal
tratto gastroenterico, dal tratto respiratorio e dalla cute che tendono a depositarsi
nei tessuti, specialmente ricchi di lipidi.
Le reazioni di funzionalizzazione convertono il composto chimico originario in un
metabolita pi polare che pu essere del tutto inattivo o debolmente attivo oppure,
in alcuni casi, rappresentare una molecola pi tossica del composto originario o
rappresentare la vera sostanza tossica derivata da un composto chimico che di per
se stesso non sarebbe stato dotato di alcuna tossicit .

Le principali reazioni di fase I sono:

1) Ossidazione

2) Riduzione

3) Idrolisi

4) Idratazione
I processi di ossidazione avvengono nella frazione microsomale epatica e coinvolgono
enzimi ossidativi appartenenti alla famiglia delle mono-ossigenasi epatiche.
Il trasporto di elettroni nei processi di ossidazione microsomale utilizza il
nicotinoamide-adenin-dinucleotide-fosfato (NADPH) come substrato riducente o fonte
di elettroni per la reazione iniziale catalizzata dalla NADPH-citocromo P450 reduttasi.
I prodotti finali di questa reazione sono rappresentati dal substrato chimico ossidato, da
una molecola di acqua e dalla rigenerazione del citocromo P450 ossidato.
Da notare che in queste reazione di detossificazione per ossidazione del substrato si
formano composti intermedi dell'ossigeno altamente reattivi e chimicamente molto
instabili.

I processi di ossidazione possono avvenire anche ad opera di altri sistemi enzimatici


extramicrosomali dati dalle amino-ossidasi, da varie perossidasi contenenti il gruppo
eme, dalla prostaglandina H sintetasi, dalla xantina-ossidasi, dall'alcol e dall'aldeide-
deidrogenasi.
Attivit enzimi microsomali epatici

Linduzione (aumento della sintesi enzimatica) degli enzimi microsomiali


epatici da parte dei farmaci (fenobarbitale, etc.), diminuisce la tossicit
delle sostanze che vengono inattivate mediante ossidazione oppure aumenta
la tossicit di quelle che vengono attivate mediante ossidazione.
Reazione di fase II o di coniugazione
Gli enzimi della fase II catalizzano reazioni biosintetiche che richiedono
energia per essere espletate e sono situati nel citoplasma

Queste reazioni convertono sostanze esogene o endogene in composti di


PM piu elevato, provvisti di gruppi idrofili e piu facilmente eliminabili
con le urine, la bile ed altri meccanismi.

Composti endogeni usati per le reazioni di coniugazione sono:

1) lacido glicuronico

2) i solfati

3) gli aminoacidi

4) i gruppi acetili

5) il glutatione
Ruolo del glutatione
Il glutatione ridotto (GSH) ha un ruolo di primaria importanza
nella detossificazione

E un tripeptide endogeno presente nel citoplasma e nei mitocondri


(concentrazioni millimolari) composto da 3 AA:

1) acido glutammico

2) cisteina GSH

3) glicina
Il GSH intracellulare interviene nella neutralizzazione di composti di origine
endogena ed esogena in reazioni catalizzate dalla GSH-S-transferasi
coniugati corrispondenti

La GSH-S-transferasi catalizza la reazione del sulfidrile nucleofilo del glutatione


con il composto contenente un atomo di carbonio elettrofilo

La GSH-S-transferasi ubiquitaria con massima attivit nel fegato, rene, surrene,


intestino e testicoli
GSH-S-transferasi

Nelluomo sono state trovate 5 diverse classi di GSH-S-transferasi con


specificit sovrapponibile per i substrati elettrofili ed elevata specificit
per il GSH

4 classi di GSH-S-transferasi sono localizzate nel citosol

La GSH-S-transferasi microsomiale si trova nelle membrane del reticolo


endoplasmatico ed in altri organuli cellulari e la sua specificit per i
substrati si distingue da quella degli enzimi citosolici

Le GSH-S-transferasi microsomiali sono inducibili e molto importanti


per la disintossicazione

Le GSH-S-transferasi citosoliche non sono inducibili


GSH

I coniugati vengono traspostati fuori dalla cellula e diventano


substrati delle gamma-glutamil-transpeptidasi (GTP) che sono sulla
porzione esterna della membrana cellulare e che distaccano lacido
glutammico
Si forma cos un dipeptide legato alla sostanza xenobiotica che ritorna
nella cellula legata alla cisteina
Nella cellula la sostanza viene acetilata (sintesi mercapturica) e
definitivamente allontanata dallorganismo per lultima escrezione con
le feci e le urine
Attraverso lazione della GSH-S-trasferasi, il GSH interviene nella
neutralizzazione di composti elettrofilici generati dal metabolismo
di sostanze a larga diffusione (idrocarburi alogenati, paraquat,
paracetamolo, morfina) che, a dosi non tossiche, producono una
quantit di metabolita che pu essere detossificata dal sistema
GSH addotti inerti

Quando la dose dei suddetti campioni elevata, o quando c una


forte induzione delle monoossigenasi epatiche, il GSH si consuma
ed il metabolita non piu sufficientemente neutralizzato, libero di
compiere larilazione delle proteine cellulari effetti citotossci
Altri sistemi enzimatici che operano sintesi protettive
1) la glicuronil transferasi che catalizza le reazioni di glucurono-
coniugazione legando lacido glicuronico a gruppi funzionali
di solito alcoolici o carbossilici

2) la metil-transferasi che opera la metilazione

3) gli enzimi coniuganti la glicina, la glutammina e la taurina con


la formazione di peptidi

4) le solfo e acetil transferasi: generano rispettivamente solfati e


composti acetilati

5) la rodanasi: detossifica il cianuro catalizzando la sintesi di tiocianati


a partire dal tiosolfato
Fattori relativi allindividuo
La risposta a tossici chimici pu essere influenzata da molti fattori relativi
allindividuo:

1) I fattori genetici
2) La specie
3) Il sesso
4) Let
5) Le condizioni patologiche
6) Linduzione degli enzimi microsomiali epatici
Fattori genetici
I livelli di espressione di alcuni degli enzimi che metabolizzano xenobiotici
e farmaci, sono sotto controllo genetico: quindi la velocit di metabolizza-
zione (livelli plasmatici, durata dazione) varia tra individui che esprimono
questi enzimi in modo diverso

Esempi di alcuni enzimi:


a) Pseudocolinesterasi
b) Acetiltransferasi
c) Idrossilasi
a) Pseudocolinesterasi: lenzima che idrolizza la succinilcolina, rilassante
neuromiscolare ad axzione depolarizzante usato in anestesia

Pertanto la tossicit da succinilcolina (apnea da succinilcolina), dipende dal


genotipo dellindividuo in cui il codice genetico della pseudocolinesterasi
pu essere rappresentato normalmente, o essere atipico o completamente
assente
b) Acetiltrasferasi epatiche e intestinali:
sono gli enzimi che coniugano i vari substrati allacido acetico

La velocit della reazione dipende anche dai livelli di enzima che sono
variabili da individuo a individuo

Ad esempio, la tossicit dellisoniazide, chemioterapico usato nella terapia


della tubercolosi, compare in corso di terapia cronica in individui apparte-
nenti al genotipo acetilatore lento:

Lisoniazide viene insufficientemente metabolizzata e forma complessi con


la vitamina B6 neuropatia da carenza di vitamina B6
c) Idrossilasi:

Sono enzimi responsabili della idrossilazione della difenilidantoina,


farmaco impiegato nellepilessia.

La carenza di idrossilasi responsabile della comparsa di segni di tossi-


cit di questo farmaco a causa del suo accumulo (atassia, nistagmo, con-
fusione mentale)
Specie
La risposta a tossici chimici dipendente dalla specie

Le differenze possono essere imputate, nellambito della stessa specie, a :

a) Motivi farmacometabolici: variazione dellefficienza delleliminazione,


del legame con le proteine plasmatiche o tissutali

b) Motivi farmacodinamici: tipi di recettori espressi, diversa sensibilit


dellorgano bersaglio (narcosi da esobarbitale nel topo e nel cane)
Sesso
La risposta s tossici chimici influenzata dal sesso perch gli enzimi
che metabolizzano i farmaci e gli xenobiotici sono sotto controllo
degli ormoni sessuali

Nelluomo la differenza tra maschio e femmina riguardo agli


insulti tossici sembra essere di minore importanza rispetto ad
altre specie animali.
Et
La cinetica dei farmaci e degli xenobiotici diversa nelle varie et della vita

Le differenze possono essere a carico di qualunque fase della cinetica

a) Et neonatale

b) Et senile
a) Et neonatale:

Lassorbimento dei farmaci e degli xenobiotici funzione del pH gastrico


e del tempo di svuotamento dello stomaco.

Poich i valori di acidit gastrica delladulto si raggiungono solo a tre anni,


i farmaci e le sostanze xenobiotiche con pKa acido o alcalino sono assorbiti
diversamente nel neonato rispetto alladulto.
Il trasporto in circolo di farmaci e xenobiotici del neonato caratterizzato da:

1) una differenza qualitativa nellalbumina fetale che meno capace


di legare farmaci e xenobiotici

2) dalla presenza di sostanze che competono con i farmaci e gli


xenobiotici verso i punti leganti dellalbumina

3) un pH ematico piu acido di quello delladulto


Da tutto ci deriva che:

a) nel neonato la percentuale di farmaco o xenobiotico legata


allalbumina minore rispetto alladulto.

b) maggiore la quota libera del farmaco o dello xenobiotico


che pu produrre effetti tossicologici piu intensi nel neonato

Nelluomo, a differenza delle comuni speci animali, il corredo enzimatico


ben rappresentato anche nel neonato che possiede una buona capacit
inattivante
b) Et senile:

Si verifica un maggior rischio di tossicit in relazione:

1) Alla ridotta capacit di escrezione

2) Alla minore capacit di metabolizzare le sostanza xenobiotiche


da parte del fegato

infatti lemivita di molti farmaci di comune impiego (benzodiazepine,


antibiotici aminoglicosidi, digossina, etc.) significativamente aumentata
nellanziano rispetto alladulto aumentando il rischio di intossicazione.
Condizioni patologiche
Il digiuno, cio uno stato di nutrizione non adeguato, in grado
di ridurre la capacit di detossificazione dellorganismo

Patologie che compromettono la funzionalit epatica o renale


modificano la risposta tossicologica riducendo la detossificazione
epatica e ritardando lescrezione renale

La ridotta filtrazione glomerulare aumenta la vita media plasma-


tica di molti antibiotici grave tossicit
Fattori relativi allagente chimico

1) Tempo di contatto e dose

2) Struttura molecolare

3) Meccanismo dazione
Fattori relativi al tempo di contatto con la sostanza tossica

La durata del contatto con la sostanza tossica permette la


distinzione tra:

1) Intossicazione cronica: deriva da ripetute esposizioni alla


sostanza tossica per un periodo di tempo piu o meno
prolungato.
Tale esposizione comporta un accumulo nellorganismo
della sostanza quando la quantit assorbita supera la
capacit di detossificazione e di escrezione

2) Intossicazione acuta: deriva dallassorbimento rapido di


dosi elevate di una sostanza tossica. Si pu avere una rapida
evoluzione del quadro clinico verso lexitus o la guarigione.
La dose letale 50 (DL50) rappresenta la quantit di una sostanza, per unit
di peso corporeo, capace di provocare la morte del 50% della popolazione
sperimentale in oggetto.

Il valore della DL50 espresso in mg/Kg e sono specificate: la specie animale,


la via di somministrazione ed il tempo di osservazione sperimentale.

La DL50 ottenuta da animali da laboratorio (topo, ratto, cavia, coniglio) ed


una definizione tossicologica iniziale che autorizza solo tentativi di estrapo-
lazione nelluomo.
Classificazione delle sostanze tossiche in categorie correlate alla loro tossicit

Indice di tossicit Terminologia di uso corrente Probabile dose letale


in uomo di 70 kg

6 supertossiche <5mg/kg
5 altamente tossiche 5-50 mg/kg
4 molto tossiche 50-500 mg/kg
3 moderatamente tossiche 0,5-5 g/kg
2 leggermente tossiche 5-15 g/kg
1 praticamente atossiche >15 g/kg

Le dosi sono estrapolate da osservazioni cliniche e dai valori delle DL50


ottenute in varie specie animali
Classificazione delle sostanze tossiche in relazione al loro potenziale tossico
Livello di Tossicit Esempio DL50 (mg/kg)

Leggermente tossico Etanolo 8.000


(5-15 g/kg)

Moderatamente tossico Cloruro di sodio 4.000


(0,5-5 g/kg) Solfato ferroso 1.500
Malathion 1.300
Metanolo 1.000

Molto tossico
(50-500 mg/kg) Acido acetilsalicilico 300
Acetaminofene 300
Diazinone 200
Fenobarbitale 150
Imipramina 65

Estremamente tossico Teofillina 50


(5-50 mg/kg) Difenidramina 25

Super tossico Cianuro di potassio 3


(<5 mg/kg) Metotressato 3
Stricnina 2
Nicotina 1
Digossina 0.2
d-Tubocurarina 0.05
Tetrodossina 0.01
TCDD (diossina) 0.001
Tossina botulinica 0.00001
Struttura molecolare

La struttura molecolare pu modulare la cinetica e lattivit tossica di una


sostanza.

Le caratteristiche molecolari e fisico-chimiche di una sostanza condizionano


la risposta tossicologica ed influenzano la tossicocinetica della sostanza.

Per tossicocinetica sintende levolversi temporale delle concentrazioni tissutali


del tossico dovuto allequilibrio tra cinetiche di assorbimento, distribuzione ed
eliminazione
Configurazione elettronica

La configurazione elettronica iniziale molto importante nel determinare


il grado di tossicit di una sostanza

La presenza di un numero spaiato di elettroni nellorbita periferica di una


sostanza chimica le conferisce la caratteristica di radicale libero

Questa caratteristica si trova sia in molecole di natura organica, i chinoni,


che inorganica, i radicali liberi dellossigeno.
I radicali liberi hanno una grandissima capacit di combinarsi con:

1) I fosfolipidi di membrana

2) Le proteine recettoriali e/o di struttura

3) Gli acidi nucleici (DNA, RNA)

In questo modo producono una grave tossicit cellulare attraverso


svariati meccanismi (necrosi, inibizione di proteine enzimi, muta-
genesi, teratogenesi, cancerogenesi).
Meccanismo dazione
La tossicit di una sostanza chimica pu essere sostenuta da meccanismi
recettoriali o non recettoriali o da entrambi
Tossicit per recettori proteici
Esempi di sostanze chimiche con tossicit recettoriale che agiscono attraverso
recettori per i neurotrasmettitori sono sostanze usate sia a scopo terapeutico
che voluttuario come:
1) Benzodiazepine
2) Barbiturici
3) Alcool
4) Nicotina
5) Oppiacei

Benzodiazepine, barbiturici e alcool, a dosi non appropriate, sono in grado di


provocare unintossicazione acuta a diversi livelli di rischio con progressiva
depressione del S.N.C. fino allo stato di coma.
Benzodiazepine barbiturici e alcool

Queste tre sostanze causano intossicazione attraverso un meccanismo


recettoriale comune che lazione sul recettore GABA A.

1) In condizioni fisiologiche il GABA modula lapertura del canale per il


cloro intrinseco al recettore iperpolarizzazione che
responsabile della riduzione delleccitabilit neuronale

2) A dosi non appropriate, benzodiazepine, barbiturici ed alcool


potenziano leffetto neuroinibitore del GABA coma.
La nicotina un alcaloide i cui effetti tossici (tachicardia, ipertensione,
convulsioni) sono dovuti allattivazione del recettore nicotinico (ACHR)
neuronale ed alle conseguenti depolarizzazioni e risposte eccitatorie.

La sindrome nicotinica del tabagismo acuto unintossicazione che si


verifica attraverso un meccanismo recettoriale
Gli oppiacei sono causa di una tossicit sul S.N.C. che riconosce un
meccanismo recettoriale

La morfina si lega ai recettori oppioidi e la loro eccessiva attivazione


inibisce i circuiti neuronali essenziali al mantenimento dello stato di
veglia
Gli insetticidi organofosforici riconoscono nel sito esterasico della
proteina enzima acetilcolinaesterasi, il recettore per leffetto tossicologico

Leccessivo accumulo di Ach a livello sinaptico causa di una grave


intossicazione caratterizzata da una profonda aterazone della funzione
S.N.C. e periferico.
Bersagli multipli
Due famiglie di ciclopeptidi tossici presenti nei funghi causa di
intossicazioni mortali, appartengono al genus amanita phalloides,
verna e virosa e riconoscono come bersaglio gli acidi nucleici e proteine
citoscheletriche.

1) Il 1 gruppo ha come capostipite l-amanitina che si lega allRNA


polimerasi II che localizzata nel nucleolo dellepatocita a cui
segue linibizione della sintesi proteica.

2) Il 2 gruppo ha come capostipite la falloidina che si combina con le


molecole di actina a cui segue la lesione della membrana con rottura
dellequilibrio dinamico tra actina filamentosa ed actina glomerulare.

La morte della cellula epatica deriva pertanto dallinsieme dei due


processi dovuti all-amanitina ed alla falloidina.
Meccanismo dazione di tipo non recettoriale

I radicali liberi sono un esempio di sostanze tossiche che agiscono con


meccanismo non recettoriale

Sono molecole estremamente reattive per la presenza di un elettrone


spaiato nellorbitale esterno

Sono responsabili della lipoperossidazione e di alterazioni aspecifiche


della permeabilit delle membrane plasmatiche; possono reagire con
le proteine denaturandole ed anche intercalarsi con gli acidi
nucleici cancerogenesi
I radicali liberi

I radicali liberi, essendo estremamente reattivi hanno unemivita brevissima


per cui improbabile che siano presenti come tali in concentrazioni tossico-
logicamente significative tra le tossine ambientali

Esistono tossine che sono di per s radicali liberi: di rilievo il nitrossido,


presente nello smog e nel fumo di sigaretta

Lozono non di per s un radicale libero ma cos reattivo da innescarne


la produzione nei sistemi biologici
Meccanismi cellulari dellazione tossica dei radicali liberi

1) Lo stress ossidativo
2) Perossidazione dei lipidi
3) Deplezione delle tiolo proteine
4) Alterazione dellomeostasi del calcio

I radicali liberi sono un rischio di tossificazione difficilmente valutabile perch


in grado di reagire virtualmente con ogni componente cellulare causando
variazioni metaboliche e strutturali che provocano la morte della cellula

Gli effetti dannosi degli xenobiotici sono in relazione alla loro capacit di
legarsi irreversibilmente ai siti nucleofili delle macromolecole cellulari
come i gruppi sulfidrilici delle proteine

Le proteine in seguito ad arilazione o alchilazione morte cellulare


Danno da radicali liberi dellO2

Il citocromo P-450 e la formazione di radicali liberi

Il sistema delle monoossigenasi citocromo P-450 dipendenti, responsabile


della ossidazione di substrati esogeni ed endogeni (farmaci, ac. grassi,
steroidi, etc.) e della riduzione di pochi composti

Il citocromo P-450, in presenza di certi substrati, porta ad una parziale


riduzione dellossigeno molecolare e alla formazione di superossido anione
(O2-) e di perossido di idrogeno o acqua ossigenata (H2O2)

O2 + e- O2- + H2O2

anione superossido
+
perossido di idrogeno
A sua volta, lH2O2, pu reagire con lO2- (reazione di Haber-Weiss)
e produrre il radicale idrossilico (OH-) e ossidrile (OH.), o pu reagire con il Fe++
(reazione di Fenton) e produrre lOH.

Reazione di Haber-Weiss

H2O2 + O2 - CuFe OH
- + OH. + O
2

ione idrossido radicale idrossilico


o radicale ossidrile
Reazione di Fenton

H2O2 + Fe+2 (Cu+) Fe+3 (Cu++) + OH- + OH.

radicale ossidrile
La generazione a cascata dei radicali liberi dellO2, avviene in moltissimi
casi di tossificazione. LO2 si produce:

a) quando i composti reagiscono spontaneamente con lO2 autoossidandosi


(catecolamine)

b) per intervento di alcuni sistemi enzimatici (xantino-ossidasi, aldeidossidasi)

c) quando la radiazione ionizzante attraversa una soluzione acquosa contenente


O2

d) durante lattivazione della fagocitosi dei granulociti come mezzo battericida


LH2O2 si produce sempre in concomitanza alla generazione di O2 a causa
della reazione di dismutazione mediata dalla (SOD) superossidodismutasi

Il radicale ossidrile OH, si produce nella reazione di Haber-Weiss


e nella reazione di Fenton

Tra le forme dellossigeno il radicale ossidrile la specie piu tossica


perch altamente reattiva e priva di ogni meccanismo di inattivazione
endogena
Altri radicali liberi

Altri radicali liberi possono essere generati nel metabolismo intermedio


di xenobiotici e farmaci

1) Il radicale triclorometile (epatotossico) deriva dalla dealogenzione del


CCl4 catalizzata dal citocromo P-450

2) Lossidazione del paracetamolo genera un radicale semichinonico ed il


perossido di idrogeno e successivamente lanione superossido

3) Dal metabolismo del bromobenzene si forma un epossido reattivo che


viene convertito in un composto inerte dallepossido idrolasi. Tuttavia,
ogni molecola non convertita forma addotti con il glutatione o con le
macromolecole tissutali
Lo stress ossidativo

Lo stress ossidativo si verifica in ogni situazione in cui si ha accumulo


di forme di O2 parzialmente ridotte o dei loro equivalenti idroperossidi
organici.

Quando la velocit di produzione di radicali liberi dellossigeno supera la


capacit
dei sistemi di difesa, questi reagiscono con i materiali biologici
alterando il DNA, denaturando gli enzimi e le proteine recettoriali,
producendo la lipoperossidazione dei lipidi delle membrane cellulari.
(Stress ossidativo)

E stato proposto che il radicale ossidrilico OH, sia la tossina definitiva


generata durante lo stress ossidativo

Il danno cellulare si ritiene dovuto soprattutto alla:

1) perossidazione dei lipidi di membrana

2) deplezione delle tiolo-proteine

3) variazione dellomeostasi intracellulare del calcio


Perossidazione dei lipidi

Comprende una complessa serie di eventi attraverso i quali le catene


di acidi grassi dei fosfolipidi di membrana sono convertiti in una serie
di prodotti di frammentazione

Levento iniziale consiste nellestrazione di un atomo di idrogeno da


un acido grasso insaturo da parte di radicali centrati su carbonio, zolfo,
azoto, ossigeno
Levento iniziale (iniziazione) consiste nellestrazione di un atomo di idrogeno da
un acido grasso insaturo PLH da parte del radicale ossidrile con formazione di
un radicale lipidico PL.

PL
La propagazione dellevento si verifica per interazione del radicale lipidico con l'ossigeno e
formazione di un radicale lipoperossido PLO2 che agisce con un nuovo acido grasso poli-
insaturo con formazione di un idroperossido PLOOH e di un radicale lipoperossido che a
sua volta continua il processo estraendo un secondo idrogeno da un lipide adiacente intatto,
formazione di un nuovo lipoperossido e cos via.

PL

PLOO

PL PLOO

Dal processo si generano acidi grassi a basso peso molecolare, come alcheni, alcani
e chetoni e come la malonildialdeide che viene utilizzata per il monitoraggio del
processo.
Risoluzione della perossidazione lipidica

Il fenomeno si arresta quando due radicali reagiscono fra loro a produrre un


non-radicale o per interazione con molecole scavenger come il glutatione o il
tocoferolo

La lipoperossidazione perdita della integrit strutturale e funzionale


della membrana (attivit enzimatica)
Deplezione delle tiolo proteine

Gli xenobiotici attivati provocano una deplezione delle tiolo-proteine

Queste proteine hanno un ruolo importante nella regolazione delle


attivit enzimatiche cellulari

La loro deplezione alterazione della funzionalit enzimatica


e morte cellulare
Alterazione dellomeostasi del calcio

E stato dimostrato che lo stress ossidativo accompagnato da


un aumento della concentrazione di Ca+2 dovuto:

1) a rilascio dello ione dai depositi intracellulari

2) ad influsso attraverso la membrana plasmatica

Tale aumento attiva vari enzimi degradanti calcio-dipendenti


(fosfo-lipasi, proteasi, nucleasi) ed responsabile di alterazioni
del citoscheletro vacuolizzazione e necrosi cellulare.
Omeostasi del calcio

Durante lo stress ossidativo lattivit di pompe e trasportatori del Ca+2


ridotta, forse per deplezione dei gruppi SH perdita della loro
funzione

La somministrazione di tioli previene infatti tale fenomeno


Detossificazione dei radicali liberi

I sistemi enzimatici

Gli effetti biologici dei radicali liberi sono controllati da un


vasto schieramento di meccanismi biologici di difesa di tipo
enzimatico e non enzimatico

Le cellule eucariote hanno due distinte superossido-dismutasi


(SOD):

1) una contenente zinco e rame situata nel citoplasma

2) una contenente manganese situata nei mitocondri


Questi enzimi neutralizzano lanione superossido (O2-) operando la
dismutazione di 2 molecole di superossido con la formazione di
perossido di idrogeno e una molecola di ossigeno

2O2- + 2H+ SOD H2O2 + O2

Il perossido di idrogeno (H2O2) successivamente detossificato, per


intervento della catalasi e della glutatione prossidasi, ad H2O
La catalasi unemoproteina localizzata nei perossisomi che riduce il perossido di
idrogeno senza una formazione intermedia di radicali idrossilici

La glutatione perossidasi, enzima selenio-dipendente citoplasmatico e mitocondriale,


in grado di ossidare 2 molecole di glutatione ridotto 1 molecola di
glutatione disolfuro (GSSG), riducendo nel contempo e neutralizzando il perossido
di idrogeno

Il GSSG in seguito ridotto a GSH dalla glutatione-reduttasi NADPH dipendente


Gli scavenger non enzimatici

I sistemi non enzimatici di difesa sono sostanze dotate di attivit


neutralizzante (scavenger) i radicali liberi per la loro attivit
antiossidante:

1) L-tocoferolo

2) Lacido ascorbico

3) Il glutatione

4) Il beta-carotene
Le sostanze che si coniugano con il glutatione sono:

1) Epossidi

2) Alo-alcani

3) Nitro-alcani

4) Alcheni

5) Composti alo-aromatici

6) Composti nitro-aromatici
Gli agenti antiossidanti inibiscono la formazione delle specie ridotte
dellossigeno con svariati meccanismi:

a) bloccando lattivazione dei fagociti

b) chelando i metalli di transizione e prevenendo cos la formazione di


radicali idrossilici e la decomposizione degli idroperossidi lipidici

c) riparando il danno cellulare terminando quindi la catena di reazioni


della perossidazione lipidica
L-tocoferolo

E il sistema antiossidante piu importante per porre fine alla catena


di reazioni di lipoperossidazione

Nella sua struttura presente un gruppo OH- il cui atomo di idrogeno


molto facilmente rimovibile

In presenza dell-tocoferolo, i radicali che si generano durante la


lipoperossidazione si combinano con l-tocoferolo piuttosto che
con gli altri acidi grassi

Questo fenomeno termina la catena delle reazioni in quanto il radicale


libero del tocoferolo che ne risulta incapace di attaccare le catene
degli acidi grassi adiacenti
Il glutatione e la vitamina C intervengono donando atomi di idrogeno
ai radicali lipidici e/o perossilici prevenendo cos lulteriore processo di
lipoperossidazione

Il mannitolo unaltra sostanza ad azione scavenger che in grado di


chelare lo ione ferrico che necessario alla formazione dei radicali
idrossilici e di rimuoverli direttamente ogni volta che si formano.
Condizioni patologiche legate al danno ossidativo

Patologie infiammatorie(artrite reumatoide)


Insufficienza respiratoria acuta
Sindrome da schiacciamento degli arti dovuta alla rottura
di un gran numero di cellule e rilascio del loro contenuto
Patologia da ischemia-riperfusione.
1) riduzione di ATP e trasformazione in AMP con formazione di
ipoxantina
2) lattivazione di proteasi calcio-dipendenti converte la xantino-
deidrogenaasi in xantino-ossidasi
3) la riperfusione apportando ossigeno attiva la xantino-ossidasi
che converte l'ipoxantina accumulatasi nella fase ischemica ad
acido urico con formazione di superossido anione.
Aterogenesi
Meccanismo dazione recettoriale e non recettoriale

I metalli (arsenico, mercurio, etc.) riconoscono i gruppi sulfidrilici delle


proteine come recettori responsabili della loro azione tossica

I metalli riconoscono anche un meccanismo di tossicit non recettoriale,


piu aspecifico che riguarda:

1) alterazione della fluidit delle membrane cellulari

2) modificazione della struttura degli acidi nucleici


cancerogenesi (piombo, cadmio, etc.)
MECCANISMI DI DANNO DA LESIONE BIOCHIMICA

modificazione (es. denaturazione, idrolisi, formazione di legami


covalenti, attivazione, inibizione) di proteine ad attivit enzimatica

alterazioni (es. denaturazione, idrolisi, formazione di legami covalenti)


delle proteine strutturali tissuali e/o cellulari

alterazioni (es. perossidazione, lipolisi) dei componenti lipidici delle


membrane cellulari

alterazioni (es. formazione di legami covalenti) degli acidi nucleici

inibizione competitiva di vie biosintetiche cellulari

combinazioni multiple dei singoli meccanismi di azione tossica


Interazione con gli acidi nucleici

Interazione con le basi nucleotidiche degli acidi nucleici


per interazione dei composti chimici elettrofili

Il legame fra composto nucleofilo, donatore di elettroni, ed


il composto elettrofilo, accettore di elettroni, un legame
covalente molto stabile che nel caso degli acidi nucleici
porta alla formazione di addotti da cui, se non vengono
prontamente rimossi, possono generare mutazioni
puntiformi o delezioni nelle molecole del DNA

Tale danno alla base dei meccanismi di cancerogenicit


dei composti chimici quali agenti inizianti
Inibizione competitiva di vie biosintetiche cellulari

L'etionina, analogo strutturale della metionina con etile al posto del metile, porta ad una
grave deficienza sia della sintesi di colina sia ad una grave deficienza di ATP:
Letionina pu legarsi all'ATP formando S-adenosil-etionina al posto della S-adeniosil-
metionina. L'S-adenosil-etionina un composto metabolicamente poco reattivo che,
sequestrando ATP, rappresenta una trappola energetica.
Una delle principali conseguenze l'inibizione della sintesi proteica per ridotta attivazione
degli aminoacidi (aminoacido + tRNA + ATP = aminoacidil-tRNA + AMP +PP).
La deficienza della sintesi di colina assieme alla carenza di ATP responsabile di accumulo
intracellulare di lipidi soprattutto a livello epatico, inducendo steatosi epatica o
degenerazione grassa

La puromicina antibiotico che compete con l'aminoacil-t-R


il trasporto degli RNA messaggeri dal nucleo verso i ribosomi inibito e la sintesi proteica
si arresta

Avvelenamento da fluroacetato
entra nel ciclo tricarbossilico (ciclo di Krebs) al posto dell'acetato, come fluoroacetil-
coenzima A, si condensa con l'acido ossalacetico a formare fluorcitrato.
il fluorocitrato non pu essere metabolizzato ulteriormente nel ciclo di Krebs e inibisce
competitivamente l'enzima aconitasi necessario per la trasformazione dell'acido citrico a
cis-aconitato
Combinazioni multiple dei singoli meccanismi di azione tossica
Danno da tetracloruro di carbonio CCl4

Tetracloruro di carbonio CCl4


Trasformazione in radicale libero ad opera del sistema
microsomale epatico. per scissione omolitica ad opera del sistema
NADPH-citocromo P450 in corrispondenza del legame covalente
cloro-carbonio
formaziuone il radicale libero triclorometile CCl3. ed il radicale
libero cloro Cl.
il radicale Cl. sparisce rapidamente formando per cattura di un
elettrone dalla catena di reazione ione cloro Cl
il radicale triclorometile molto reattivo forma legami covalenti
con molecole circostanti con formazione di composti clorometilati
secondo una reazione di cloroalchilazione; e innesco in presenza
di ossigeno molecolare del processo di perossidazione lipidica
attraverso la formazione di un radicale ancor pi reattivo il
tricloro-metil-perossile CCl3O2
La cloroalchilazione delle proteine del reticolo endoplasmatico liscio
comporta la immediata inattivazione degli enzimi localizzati in queste
strutture come il citocromo P450 o la glucosio-6-fosfatasi. Si ha quindi
degranulazione del reticolo endoplasmatico ruvido, disaggregazione dei
polisomi e riduzione dell'incorporazione degli aminoacidi nelle proteine.

La perossidazione lipidica particolarmente lesiva per la cellula sia poich


altera le normali propriet delle membrane cellulari sia perch dalla
lipoperossidazione si formano composti idrosolubili quali aldeidi o
idrossialchenali che possono diffondere liberamente nella cellula ed inibire
varie attivit enzimatiche.

Il risultato a livello epatico inizialmente un accumulo di lipidi nella cellula


per deficiente sintesi della componente proteica delle lipoproteine implicate
nella secrezione epatocitaria e successivamente la morte cellulare per innesco
di fenomeni autolitici.
Combinazioni multiple dei singoli meccanismi di azione tossica
Danno da etanolo

Metabolizzazione dell'etanolo avviene nel citosol ad opera dell'alcool-


deidrogenasi acetaldeide
l'aldeide deidrogenasi trasforma lacetaldeide in acetato sia a livello
citosolico che mitocondriale
cofattore nicotin-adenin-dinucleotide nella forma ossidata, NAD, con
conseguente formazione di nicotin-adenin-dinucleotiode ridotto NADH e
spostamento del rapporto NAD/NADH a favore del NADH
acetato viene attivato ad acetil-coenzima A molecola base per la sintesi
degli acidi grassi

Ossidazione delletanolo dal sistema microsomale ossidante l'etanolo o


MEOS

Ossidazione ad opera della catalasi presente nei perossisomi che


ossida l'etanolo ad acetaldeide utilizzando il perossido di idrogeno.
Combinazioni multiple dei singoli meccanismi di azione tossica

Spostamento del rapporto NAD/NAPH a favore della forma ridotta accelera la sintesi di acidi grassi
per aumentata disponibilit di NADH per la sintesi mitocondriale degli acidi grassi
per Saturazione della catena respiratoria mitocondriale con conseguente rallentamento del ciclo degli
acidi tricarbossilici

Acetaldeide, pi tossica dell'etanolo, riduce l'ossidazione degli acidi grassi e pu interferire con la
secrezione delle lipoproteine

Formzione di radicali liberi con conseguente innesco di fenomeni di lipoperossidazione lipidica

Riduzione dell'assorbimento intestinale di varie sostanze come vitamine (folati, la piridossina B6) la
tiamina B1, l'acido nicotinico B3, la vitamina A), proteine e minerali
l'etanolo rappresenta una fonte energetica per l'alcolista che tende a ridurre in tal modo l'assunzione di
cibi
l'etanolo produce a lungo andare alterazioni dell'assorbimento gastroenterico

Le carenze alimentari contribuiscono a indurre steatosi epatica per difetti sia dell'ossidazione degli acidi
grassi conseguenti l'ipovitaminosi del gruppo B e della componente proteica delle lipoproteine a causa della
dieta ipoproteica

STEATOSI
Steatosi epatica