Sei sulla pagina 1di 16

Pietra Solare

Octavio Paz

creato nell'agosto 2017 da

MenteSuggeSostanza Edizioni
http://mentesuggesostanza.blogspot.it/
https://www.facebook.com/MenteSuggeSostanza
La treizime revient... c'est encor la premire;
Et c'est toujours la seule-ou c'est le seul moment;
Car es-tu reine, toi, la premire ou dernire?
Es-tu roi, toi le seul ou le dernier amant?

Grard de Nerval - Arthmis


Pietra Solare
Un salice di cristallo, un pioppo dacqua
Un alto spruzzo che il vento arcua,
Un albero ben piantato bens danzante,
Un passeggiare di fiume che si curva,
Avanza, retrocede, devia
E sempre arriva:
Un passeggiare tranquillo
Di stella o primavera senza premura,
Acqua che con palpebre chiuse
Sgorga tutta la notte profezie,
Unanime presenza in ondosit,
Onda dopo onda fino a ricoprir tutto,
Verde sovranit senza tramonto
Come labbagliare delle ali
Quando si dispiegano nel mezzo del cielo,
Un camminare tra i cespugli
Dei giorni futuri e la nefasta
Folgore della sventura come un volatile
Che pietrifica il bosco col suo canto
E le felicit imminenti
Tra i rami che si dissipano,
Ore di luce che pungolano gli uccelli,
Presagi che fuggono dalla mano,
Una presenza come un canto subitaneo,
Come il vento che canta nellincendio,
Uno sguardo che sostiene in bilico
Il mondo con le sue maree e i suoi monti,
Corpo di luce filtrato da unagata,
Cosce di luce, ventre di luce, baie,
Roccia solare, corpo color nube,
Color del giorno impetuoso che scuote,
Lora scintilla e ha corpo,
Il mondo visibile attraverso il tuo corpo,
trasparente della tua trasparenza,
Vado per gallerie di suoni,
Fluisco in presenze risonanti,
Attraverso trasparenze come un cieco,
Un riflesso mi cancella, nasco in un altro,
Oh bosco di pilastri incantati,
Sotto archi di luci penetro
I corridoi di un autunno diafano,
Vago nel tuo corpo come per il mondo,
Il tuo ventre una piazza soleggiata,
I tuoi seni due chiese in cui officia
Il sangue i suoi misteri paralleli,
I miei sguardi ti coprono come edera,
Sei una citt che il mare assedia,
Una muraglia che la luce divide
5
In due met color pesca,
Un luogo di sale, rocce ed uccelli
Sotto la legge del mezzod assorto,
Vestita del colore dei miei desideri
Come il mio pensare te ne vai nuda,
Vago nei tuoi occhi come in acqua,
Le tigri bevono il sonno di questi occhi,
Il colibr si brucia in tali fiamme,
Vago sulla tua fronte come sulla luna,
Come la nube nel tuo pensare,
Vago pel tuo ventre come nei tuoi sogni,
La tua gonna di granoturco ondeggia e canta,
La tua gonna di cristallo, la tua gonna dacqua,
Le tue labbra, i tuoi capelli, i tuoi sguardi,
Tutta la notte piove, tutto il giorno
Apri il mio petto con le tue dita dacqua,
Chiudi i miei occhi con la tua bocca dacqua,
Sulle mie ossa piove, nel mio petto
Affonda radici dacqua un albero liquido,
Vago lungo la tua corporatura come lungo un fiume,
Vago per il tuo corpo come in un bosco,
Come per un sentiero di montagna
Che in un improvviso abisso termina
Vado tra i tuoi pensieri taglienti
E alluscita dalla tua fronte bianca
La mia ombra precipitata va in frantumi,
Raccolgo i miei frammenti uno ad uno
E proseguo senza corpo, a tentoni,
Corridoi senza fine della memoria,
Porte aperte su un salone vuoto
Dove marciscono tutte le estati,
Le gemme della sete ardono sul fondo,
Volto svanito al ricordarlo,
Mano che si disfa al tocco,
Chioma di ragni in tumulto
Su sorrisi di molti anni fa,
Alluscita dalla mia fronte cerco,
Cerco senza trovare, cerco un istante,
Un volto di fulmine e tormenta
Correndo tra alberi notturni,
Volto di pioggia in un giradino oscuro,
Acqua tenace che fluisce al mio costato,
Cerco senza trovare, scrivo da solo,
Non vi nessuno, cade il giorno, cade lanno,
Cado allistante, cado sul fondo,
Invisibile cammino su specchi
Che ripetono la mia immagine distrutta
Percorro giorni, istanti calpestati
Percorro i pensieri della mia ombra,
Percorro la mia ombra in cerca di un istante,
Cerco una data viva come un uccello,
6
Cerco il sole delle cinque del pomeriggio
Temprato da pareti di roccia vulcanica:
Lora maturava i suoi grappoli
E allaprirsi ne uscivano fanciulle
Dalle interiora rosate, e poi sparivano
Tra i cortili di pietra della scuola,
Alta come lautunno camminava
Avvolta dalla luce sotto larcata
E lo spazio cingendola la vestiva
Con una pelle pi dorata e trasparente,
Tigre color luce, cervo castano
Nei dintorni della notte,
Intravista fanciulla distesa
Nei balconi verdi della pioggia,
Volto adolescente innumerabile,
Ho dimenticato il tuo nome, Melusina,
Laura, Isabel, Persefona, Maria,
Hai tutti i volti e nessuno,
Sei tutte le ore e nessuna,
Sembri lalbero e la luna,
Sei tutti gli uccelli e un astro,
Sembri la lama della spada
E la coppa di sangue del carnefice,
Edera che incalza, avvolge e sradica
Lanima e la separa da se stessa,
Scrittura di fuoco su giada,
Fenditura nella roccia, regina dei serpenti,
Colonna di vapore, fonte nella roccia,
Cerchio lunare, picco delle aquile,
Grano di anice, spina minuta
E mortale che da pene immortali,
Pastorella delle valli sottomarine
E guardiana della valle dei morti,
Liana che pende dallo scalone della vertigine,
Convolvolo, pianta velenosa,
Fiore di resurrezione, uva di vita,
Signora del flauto e del fulmine,
Terrazza di gelsomini, sale nella ferita,
Ramo di rose per il condannato,
Neve in agosto, luna del patibolo,
Scrittura del mare sul basalto,
Scrittura del vento nel deserto,
Testamento del sole, melagrana, spiga,
Volto di fiamme, volto divorato,
Volto adolescente perseguito
Anni fantasma, giorni circolari
Che danno sugli stessi cortili, sullo stesso muro,
Arde listante e sono un solo volto
I successivi volti della fiamma,
Tutti i nomi sono un solo nome
Tutti i volti sono un sol volto,
7
Tutti i secoli sono un solo istante
E per tutti i secoli dei secoli
Chiude il passo al futuro un paio di occhi,
Nulla mi dinanzi, solo un istante
Riscattato questa notte, in un sogno
Di ulteriori immagini sognato,
Duramente scolpito nel sogno,
Strappato al nulla di questa notte,
Innalzato a mano lettera per lettera,
Mentre fuori il tempo imbizzarrisce
E colpisce le porte della mia anima
Il mondo con il suo orario carnefice,
Solo un istante mentre le citt,
I nomi, i sapori, il vissuto,
Si sbriciolano sulla mia fronte cieca
Mentre la mortificazione della notte
Il mio pensare e il mio scheletro umilia,
E il mio sangue scorre pi lento
E i miei denti si allentano e i miei occhi
Si opacizzano e i giorni e gli anni
I loro orrori vuoti accumulano,
Mentre il tempo chiude il suo ventaglio
E non vi nulla oltre le sue immagini
Listante si inabissa e galleggia
Circondato dalla morte, minacciato
Dalla notte e dal suo lugubre sbadiglio,
Minacciato dal vocio
Della morte vivace e mascherata,
Listante sinabissa e affonda,
Come pugno si chiude, come un frutto
Che matura fin dentro s stesso
E si beve e si vomita
Listante translucido si chiude
E matura fin dentro, fa radici,
Cresce in me, mi occupa tutto,
Mi espelle il suo fogliame delirante,
I miei pensieri sono semplicemente i suoi uccelli,
Il suo mercurio circola nelle mie vene,
Albero mentale, frutti sapor del tempo,
Oh vita da vivere e gi vissuta,
Tempo che ritorna in una mareggiata
E si ritira senza voltare lo sguardo,
Ci che passato non stato ma sta accadendo,
E silenziosamente sfocia
In un altro istante che svanisce:
Dinanzi alla sera di salnitro e pietra
Armata di coltelli invisibili
Una rossa scrittura indecifrabile
Scrivi sulla mia pelle e queste ferite
Come un abito di fiamme mi ricoprono,
Ardo senza consumarmi, cerco lacqua
8
E nei tuoi occhi non v acqua, sono di pietra,
E i tuoi seni, il tuo ventre, le tue articolazioni
Son di pietra, la tua bocca sa di polvere,
La tua bocca sa di tempo avvelenato,
Il tuo corpo sa di pozzo senza uscita,
Andito di specchi che ripetono
Gli occhi dellassetato, passaggio
Che torna sempre al punto di partenza,
E tu mi porti cieco per mano
In queste gallerie adamantine
Fino al centro del cerchio e ti ergi
Come una folgore che si congela in una fiaccola,
Come luce che scortica, affascinante
Come il patibolo per il condannato,
Flessibile come la frusta e svelta
Come una arma gemella della luna,
E le tue parole affilate scavano
Il mio petto, e mi spopolano e mi svuotano,
Uno ad uno mi strappi i ricordi,
Ho dimenticato il mio nome, i miei amici
Grugniscono tra i porci o imputridiscono
Divorati dal sole in un burrone,
Non v nulla in me se non una lunga ferita,
Uno spazio vuoto che nessuno ripercorre,
Presente senza finestre, pensiero
Che torna, si ripete, si riflette
E si perde nella propria trasparenza,
Coscienza trapassata da un occhio
Che si mira e rimira fino ad annegarsi
Di chiarezza:
Vidi la tua atroce squama,
Melusina, brillare verdastra allalba,
Dormivi rannicchiata tra le lenzuola
E al risveglio gridasti come un uccello
E cadesti senza fermarti, lesionata e bianca,
Niente rest di te se non il tuo grido,
E alla fine dei secoli mi ritrovo
Con tosse e vista non buona, mischiando
Vecchie foto:
Non c nessuno, non sei nessuno,
Un cumulo di cenere e una scopa,
Un coltello scheggiato e un piumino,
Pelle appesa a delle ossa,
Un grappolo gi secco, un buco nero
E nel fondo del fosso i due occhi
Di una bambina annegata mille anni fa,
Sguardi interrati in un pozzo,
Sguardi che ci vedono sin dal principio,
Sguardo di bambina della madre vecchia
Che vede nel figlio grande un padre giovane
Sguardo di madre della bambina sola
9
Che vede nel padre un figlio piccolo,
Sguardi che ci osservano dal fondo
Della vita e sono trombe della morte
O al contrario: precipitare in questi occhi
tornare a vita vera?,
Cadere, volare, sognarmi e che mi sognino
Altri ochi futuri, altra vita,
Altre nuvole, morire di unaltra morte!
Questa notte mi basta, e questistante
Che non smette di aprirsi e rivelarmi
Dove sono stato, chi sono stato, come ti chiami,
Come mi chiamo:
Hai progetti
Per lestate? E tutte le estati
In Christopher Street, da dieci anni,
Con Filis che aveva due fossette
Dove si abbeveravano di luce i passeri?,
Per la Reforma Carmen mi diceva
Non pesa laria, qui sempre ottobre,
O lo diceva ad un altro che ho dimenticato
O lo invento e nessuno me lo ha detto?,
Camminai nella notte di Oaxaca,
Immensa e verde scuro come un albero,
Parlando da solo come il vento folle
Per poi arrivare alla mia stanza? Sempre una stanza?
Non mi hanno riconosciuto gli specchi?
Dallhotel Vernet abbiam veduto lalba
Danzare con i castagni? molto tardi
Dicesti pettinandoti e io vidi
Chiazze sulla parete, senza dir nulla?,
Salimmo insieme sulla torre, vedemmo
Cadere la sera dalla scogliera?
Mangiammo uva a Bidart?, comprammo
Gardenie a Perote?,
Nomi, luoghi,
Strade e strade, volti, piazze, strade,
Stazioni, un parco, stanze solitarie,
Macchie sulla parete, qualcuno si pettina,
Qualcuno canta di fianco a me, qualcuno si veste,
Appartamenti, luoghi, strade, nomi, stanze,
Madrid, 1937,
In Plaza del ngel le donne
Cucivano e cantavano con i propri figli,
Poi suon lallarme e ci furono grida,
Case ridotte in polvere,
Torri lesionate, fronti scolpite
E luragano dei motori, perentorio:
I due si denudarono e si amarono
Per difendere la nostra parte eterna,
La nostra razione di tempo e paradiso,
Toccare la nostra radice e guarirci,
10
Recuperare la nostra eredit rapita
Dai ladroni della vita mille anni fa,
I due si denudarono e si baciarono
Perch le nudit intrecciate
Superano il tempo e sono invulnerabili,
Nulla le tange, tornano al principio,
Non c n io n tu, domani, ieri e nemmeno nomi,
Verit di due in un sol corpo e anima,
Oh essere totale
Stanze alla deriva
Tra citt che cadono a picco,
Stanze e strade, nomi come ferite,
La stanza con finestre su altre stanze
Con lo stesso parato scolorito
Dove un uomo in camicia legge il periodico
O una donna stira; la stanza rischiarata
Che solo visitano i rami di un pesco;
Laltra camera: fuori sempre piove
E vi un cortile e tre bambini rugginosi;
Stanze che sono navi che oscillano
In un golfo di luce; o sottomarini:
Il silenzio si espande in onde verdi,
Tutto ci che tocchiamo si fa fosforescente;
Mausolei di lusso, ormai in rovina
I ritratti, logori i tappeti;
Trappole, celle, caverne incantate,
Uccelliere e stanze numerate,
Tutto si trasfigura, tutto vola,
Ogni sagoma nuvola, ogni porta
Da al mare, ai campi, allaria aperta, ogni tavola
un banchetto; chiusi come conchiglie
Il tempo inutilmente li assedia,
Non c pi tempo ormai, ne muro: spazio, spazio,
Apri la mano, prendi questa ricchezza,
Raccogli i frutti, cibati di vita,
Riposati ai piedi dellalbero, bevi lacqua!
Tutto si trasfigura ed sacro,
il centro del mondo ogni stanza,
la prima notte, il primo giorno,
Il mondo nasce quando due si baciano,
Goccia di luce di viscere trasparenti
La stanza come un frutto si dischiude
O divampa come una stella taciturna
E le leggi mangiate dai topi,
I cancelli delle banche e delle carceri,
I cancelli di carta, le reti,
I campanelli e i fili spinati e le punte acuminate,
Il sermone monocorde delle armi,
Lo scorpione mieloso e con cappello,
La tigre col cilindro, presidente,
Del Club Vegetariano e la Croce Rossa,
11
Lasino pedagogo, il coccodrillo
Come redentore, padre dei popoli,
Il capo, lo squalo, larchitetto
Dellavvenire, il porco uniformato,
Il figlio prediletto della Chiesa
Che si lava la nera dentatura
Con lacqua santa e prende lezioni
Di Inglese e democrazia, le pareti
Invisibili, le maschere putride
Che dividono luomo dagli uomini,
Luomo da se stesso,
Si schiantano
Per un istante immenso e intravediamo
La nostra persa unit, labbandono
Che lessere uomini, la gloria che essere uomini
E condividere il pane, il sole, la morte,
Il dimenticato stupore dellessere vivi;
Amare combattere, se due si baciano
Il mondo cambia, si fanno carne i desideri,
Il pensiero sincarna, spuntano le ali
Sulle spalle dello schiavo, il mondo
reale e tangibile, il vino vino,
Il pane torna a saper di pane, lacqua acqua,
Amare combattere, aprire porte,
Smetter dessere fantasma con un numero
A perpetua catena condannato
Per un padrone senza volto;
Il mondo cambia
Se due si guardano e si riconoscono,
Amare denudarsi dei nomi:
Lasciami essere la tua puttana, sono parole
Di Eloisa, ma egli cedette alle leggi,
La prese come sposa e come premio
Poi lo castrarono;
Meglio il crimine,
Gli amanti suicidi, lincesto
Dei fratelli come due specchi
Innamorati della propria somiglianza,
Meglio mangiare il pane avvelenato,
Ladulterio in letti di cenere,
Gli amori feroci, il delirio,
La loro edera velenosa, il sodomita
Che porta il garofano allocchiello
Uno sputo, meglio esser lapidato
Nelle piazze che tornare alla noria
Che esprime la sostanza della vita,
Cambia leternit in ore vane,
I minuti in carcere, il tempo
In monete di rame e merda astratta;
Meglio la castit, fiore invisibile
Che ondeggia tra gli steli del silenzio,
12
Il difficile diamante dei santi
Che filtra i desideri, sazia il tempo,
Nozze di quiete e movimento,
Canta la solitudine nella sua corolla,
Petalo di cristallo ad ogni ora,
Il mondo si spoglia delle sue maschere
E al suo centro, vibrante trasparenza,
Quello che chiamiamo Dio, lessere senza nome,
si contempla nel nulla, lessere senza volto
Emerge da se stesso, sole dei soli,
Pienezza di presenze e di nomi;
Seguo il mio vaneggiare, stanze, strade,
Procedo a tentoni nei corridoi
Del tempo e salgo e scendo i suoi scalini
E le sue pareti tasto e non mi muovo,
Ritorno dove ho iniziato, cerco il tuo volto,
Cammino per le strade di me stesso
Sotto un sole senza et, e tu al mio fianco
Cammini come un albero, come un fiume
Cammini e mi parli come un fiume,
Cresci come una spiga nelle mie mani,
Palpiti come uno scoiattolo nelle mie mani,
Volano come mille uccelli, la tua risata
Mi ha coperto di schiuma, la tua testa
un astro piccolo nelle mie mani,
Il mondo rivive se sorridi
Mangiando unarancia,
Il mondo cambia
Se due, vertiginosi ed intrecciati,
Cadono sullerba, il cielo cala,
gli alberi ascendono, lo spazio
Solo luce e silenzio, solo spazio
Aperto per laquila dellocchio,
Passa la bianca trib delle nubi,
Rompe gli ormeggi il corpo, salpa lanima,
Perdiamo i nostro nomi e galleggiamo,
Alla deriva tra lazzurro e il verde,
Tempo totale dove non accade nulla
Se non il proprio trascorrere felice,
Non accade nulla, taci, sfavilla
(Silenzio: attravers un angelo questo istante
Ampio come la vita di cento soli),
Non accade nulla, solo un guizzo?
E il banchetto, lesilio, il primo crimine,
La mascella dellasino, il rumore opaco
E lo sguardo incredulo del morto
Al cader sul piano cinereo,
Agamennone ed il suo muggito immenso
E il ripetuto grido di Cassandra
Pi forte delle grida delle onde,
Socrate in catene (il sole nasce,
13
Morire riposare: Critone, un gallo
A Esculapio, ormai sanato della vita),
Lo sciacallo che disquisisce tra le rovine
Di Ninive, lombra che vide Bruto
Prima della Battaglia, Montezuma
Nel letto di spine della propria insonnia,
Il viaggio in strada fino alla morte
Il viaggio interminabile raccontato
Da Robespierre minuto dopo minuto,
La mandibola rotta tra le mani?
Churruca sul suo barile come un trono
Scarlatto, i passi gi contati
Di Lincoln che si reca verso il teatro,
Il rantolo di Trotsky ed i suoi gemiti
Di cinghiale, Madero ed il suo sguardo
A cui nessuno rispose: perch mi ammazzano?,
Le maledizioni, i lamenti, i silenzi
Del criminale, il santo, il povero diavolo,
Cimitero di frasi e di aneddoti
Che i cani della retorica scavano,
Il delirio, il nitrito, il rumore oscuro
Che facciamo sul punto di morire e questo affanno
Della la vita che nasce e il suono
Delle ossa schiacciate nella rissa
E la bocca di schiuma del profeta
E il suo grido e il grido del carnefice
Ed il grido della vittima
Sono fiamme
Gli occhi e sono fiamme ci che guardano,
Fiamma lorecchio e fiamma il suono,
Braci le labbra e tizzone la lingua,
Il tatto e quello che tocca, il pensare
Ed il pensato, fiamma colui che lo pensa,
Tutto si brucia, luniverso fiamma,
Arde lo stesso nulla che non nulla
Se non un pensare in fiamme, finalmente fumo:
Non c carnefice n vittima
Ed il grido
del venerd sera?, e il silenzio
Che si copre di segni, il silenzio
Che dice senza dire, non dice nulla?,
Non sono nulla le grida degli uomini?,
Non accade nulla quando passa il tempo?
Non successo nulla, solo un guizzo
Del sole, un movimento appena, nulla,
Non c redenzione, non torna indietro il tempo,
i morti restano fissi nella propria morte
E non possono morire di altra morte,
Intoccabili, inchiodati nei proprio gesti,
Dalla propria solitudine, dalla propria morte
Senza rimedio ci guardano senza guardarci,
14
La loro morte ormai la statua della loro vita,
Un eterno essere che non per sempre,
Ogni minuto nulla per sempre,
Un re fantasma governa i propri battiti
Ed il tuo gesto finale, la tua rigida maschera
Si crea sul tuo volto cangiante:
Il monumento siamo di una vita
Aliena e non vissuta, appena nostra,
La vita, quando stata davvero nostra?,
Quando siamo davvero quello che siamo?,
A ben vedere non siamo, mai siamo
Se non solo vertigine e vuoto
Bambole allo specchio, orrore e vomito,
Mai la vita nostra, degli altri,
La vita non di nessuno, tutti siamo
La vita, pane di sole per gli altri,
Tutti gli altri che noi siamo?,
Sono un altro quando sono, il mio agire
Non mio se anche di tutti,
Affinch possa essere devo essere altro,
Uscire da me, cercarmi negli altri,
Gli altri che non esistono se io non esisto,
Gli altri che mi danno piena esistenza,
Non sono, non c io, siamo sempre noi,
La vita altra, sempre aldil, pi lontano,
Fuori di te, di me, sempre orizzonte,
Vita che ci affanna e ci aliena,
Che ci crea un volto e lo sfinisce,
Fame dessere, oh morte, pane di tutti,
Elosa, Persfone, Maria,
Mostra il tuo volto infine affinch veda
La mia vera faccia, quella dellaltro,
La mia faccia sempre di noi tutti,
Faccia dalbero e di fornaio,
Di autista e di nube e di marinaio,
Faccia di sole e ruscello e Pietro e Paolo,
Faccia di una folla di eremiti,
Svegliami, ora nasco:
Vita e morte
Stringono un patto in te, signora della notte,
Torre del nitore, regina dellalba,
Vergine lunare, madre dellacqua madre,
Corpo del mondo, casa della morte,
Cado senza fine dalla mia nascita,
Cado in me stesso senza toccare mai il fondo,
Raccoglimi nei tuoi occhi, riunisci la polvere
Dispersa e riconcilia le mie ceneri,
Lega le mie ossa separate, soffia
Sul mio essere, interrami nella tua terra,
Il tuo silenzio dia pace al pensiero
Contro se stesso adirato;
15
Apri la mano,
Signora dei semi che sono giorni,
Il giorno immortale, ascende, cresce,
Termina di nascere e mai ha fine,
Ogni giorno nascere, una nascita
ogni alba e io albeggio,
Albeggiamo tutti, albeggia
Il sole faccia di sole, Giovanni albeggia
Con la propria faccia di Giovanni, faccia di tutti,
Porta dellessere, svegliami, albeggia,
Lasciami vedere il volto di questo giorno,
Lasciami vedere il volto di questa notte,
Tutto si comunica e trasfigura,
Arco di sangue, ponte di pulsazioni,
Portami allaltro lato di questa notte,
Dove io sono tu, siamo noi,
Al regno dei pronomi intrecciati,
Porta dellessere: apri il tuo essere, esplora,
Apprendi anche ad essere, crea il tuo volto,
Lavora i tuoi lineamenti, hai un volto
Per guardare il mio volto e che ti guarda,
Per guardare la vida fino alla morte,
Volto del mare, del pane, di roccia e fonte,
Sorgente che dissolve i nostri volti
Nel volto senza nome, lessere senza volto,
Indicibile presenza delle presenze
Voglio proseguire, andare aldil, e non posso:
Si confuse listante in un altro e un altro ancora,
Dormii sogni di pietra che non sogna
E dopo gli anni come pietre
Ho udito cantare il mio sangue carcerato,
Con un rumor di luce il mare cantava,
Una ad una cedettero le muraglie,
Tutte le porte si sgretolarono
Ed il sole penetrava nella mia fronte,
Staccava le mie palpebre serrate,
Sprigionava il mio essere del proprio involucro,
Mi estraeva da me, mi separava
Dal mio bruto dormir secoli di pietra
E la sua magia di specchi ravvivava
Un salice di cristallo, un pioppo dacqua,
Un alto spruzzo che il vento arcua,
Un albero ben piantato bens danzante,
Un passeggiare di fiume che si curva,
Avanza, retrocede, fa una deviazione
E sempre arriva.

Messico, 1957

16