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Francesco P.

Vitale

Valutazione della pericolosit

geologica dell'ipogeo

Grotta dei Cordari

Area della Neapolis,


Parco Archeologico di Siracusa (SR)
..
..
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..
..

Valutazione della
pericolosit geologica del
sito Grotta dei Cordari -
Area della Neapolis, Parco Archeologico di
SIRACUSA (SR)
. . . . . . . . . .

Re l azi one Ge ol ogi c a

Dr. Geol. Francesco P. Vitale

____________________________
Iscr. Ordine dei Geologi del Piemonte,
n. 127 E.S. - 1989
Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

Dr. Geol. Francesco P. Vitale

Sede studio:
Via Saler, 3
10080 - Vidracco (IT)
Tel. 340.71.50.799
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PERSONAL WEB PAGES: http://sites.google.com/
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Consulenza geologica volontaria,


gratuitamente rilasciata al
Servizio Parco archeologico di Siracusa e delle aree
archeologiche dei Comuni limitrofi
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Tel. 0931 66206 fax. 65068

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l'utilizzo dei dati per finalit professionali retribuite. Qualsiasi
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mail.

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Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

Valutazione della stabilit


geomorfologica e strutturale del
sito Grotta dei Cordari
Area della Neapolis, pertinente il

Parco Archeologico di Siracusa e dei


Comuni limitrofi

Indice

- PREMESSA

- INTRODUZIONE

1. LO STUDIO GEOLOGICO

1.1 INQUADRAMENTO GEOLOGICO E STRATIGRAFIA

1.2 CARATTERI GEOMORFOLOGICI E RELAZIONE CON

LE OPERE DI ESCAVAZIONE

1.3 STABILIT MORFO-STRUTTURALE DEGLI SCAVI

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1.4 INDICAZIONI GENERALI RICAVATE DALLE

VERIFICHE DI RESISTENZA E STABILIT

2. VERIFICHE GEOLOGICHE SULLA STABILIT DEL pendio

2.1 TAVOLE DEI CALCOLI DI VERIFICA:

Tav. I Calcolo RMR

Tav. II Parametri geo meccanici

Tav. II Calcolo RMS

Tav. IV Verifica slope stability

Tav. V Verifica 2D dei campi di stress

2.2 ANALISI DEI RISUTATI

2.3 ASPETTI IDROGEOLOGICI E GEOMORFOLOGICI

3. CONCLUSIONI

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- Premessa

Lo Scrivente, Vitale Francesco Paolo, iscritto all'Ordine dei Geologi del


Piemonte, E.S. n. 127/1989, con studio avente sede in Vidracco (TO), via
Saler n. 3, senza formale incarico da parte dell'Ente Parco in indirizzo, ha
condotto di propria iniziativa osservazioni ed indagini geologiche speditive nel
territorio del Comune di Siracusa, presso la Neapolis Siracusana, con
particolare riguardo al complesso di cavit artificiali comunemente indicate
come Grotta dei Cordari. Larea oggetto di studio individuata nella mappa
indicata nella sottostante Figura 1.

Figura 1 Mappa ubicazione dell'area esaminata. La freccia indica l'ingresso della Grotta dei Cordari.

La presente indagine geologica gode delle seguenti caratteristiche e


restrizioni:
non stata commissionata dall'Ente gestore, ma rilasciata su iniziativa
volontaria dello Scrivente, a partire da motivazioni di carattere
culturale e sociale ed in spirito altamente collaborativo, constatando
che il sito risulta chiuso da lungo tempo alla pubblica fruizione;

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considera altres l'altissimo pregio del patrimonio storico e culturale


che il luogo rappresenta, per le sue particolarit altrove non
riscontrabili;
la presente consulenza rilasciata all'Ente Parco a titolo puramente
gratuito; l'autore si assume ogni responsabilit di tipo professionale e
legale sulla validit dei contenuti, nei limiti consentiti dal livello di
dettaglio dei dati di partenza;
viene esplicitamente richiesta al consegnatario di mantenere riservata
la propriet intellettuale ed ogni diritto d'autore sui dati e gli elaborati
forniti, i quale rimangono ampiamente utilizzabili senza limiti di
tempo, ma unicamente dall'Ente Parco, per qualsivoglia finalit
istituzionale e promozionale, a condizione che si citi la fonte delle
informazioni e che i dati, le osservazioni ed i materiali contenuti nella
presente documento non siano ceduti a terzi soggetti, n a pagamento,
n a titolo gratuito. Il contenuto della relazione pu essere altres reso
pubblico dall'Ente Parco, a mezzo stampa o su pagina internet
ufficiale dell'Ente, vincolando esplicitamente gli utenti a citare la
fonte dei dati, ed a condizione che essi vengano utilizzati
esclusivamente con finalit non lucrative.
mantiene il valore legale di consulenza professionale anche se non
rilasciata su esplicita richiesta o formale incarico da parte dell'Ente in
indirizzo; pertanto, la eventuale restituzione al mittente del plico non
solleva la Direzione del Servizio Parco dalla conoscenza dei contenuti
tecnico-scientifici in queste pagine esplicitati.

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- Introduzione

Nell'aprile 2010, lo Scrivente ha chiesto all'Ente Parco competente una


formale autorizzazione per l' accesso al sito grotta dei Cordari, per finalit
di studio. La successiva indisponibilit da parte dell'Ente ad una
collaborazione reciproca, ha privato lo Scrivente della possibilit di
esaminare l'eventuale documentazione tecnica esistente, come rilievi plano-
altimetrici accurati, perizie ed altri precedenti dati tecnici di supporto.
Tuttavia, durante un sopralluogo speditivo all'interno delle cavit ipogee,
stata comunque esaminata con attenzione ogni evidenza sulle condizioni di
dell'ammasso roccioso, sulle sue caratteristiche di consistenza, resistenza ed
alterazione. Sono stati raccolti numerosi dati localizzati sulle condizioni
idrogeologiche e di fratturazione superficiale, riscontrabili a vista lungo le
pareti, le volte ed il piano di calpestio delle opere storiche di escavazione,
rappresentate dalla Latomia del Paradiso e dagli ipogei della Grotta dei
Cordari e dell'Orecchio di Dionisio. Questi ambienti consistono in una serie
di escavazioni sotterrane in gran parte comunicanti tra loro, realizzate a mano
in tempi storici, le cui sagome parietali ed a tetto seguono motivi geometrici
ben individuabili e coerenti. Le dimensioni degli incavi vanno da venti a
trenta metri circa in altezza, e si addentrano nel corpo roccioso incassante per
svariate decine di metri, seguendo un interessante itinerario di ambienti
sotterranei di dimensioni considerevoli. Gli accessi esterni si aprono a partire
da un fronte di cava rettilineo, orientato circa in direzione NE-SW, le cui
morfo-strutture ne rivelano con pochi dubbi una et pi recente degli ipogei
medesimi.
L'indagine successivamente confluita nella verifica degli elementi
geologico-tecnici raccolti nel sopralluogo, sostanzialmente osservazioni e

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misure di tipo strutturale e geomorfologico utili ai fini della valutazione


speditiva della pericolosit geologica del sito. Le valutazioni qui fornite -ci si
augura- possano essere risolutiva o ausiliarie per il superamento di quella
disposizione che da molti anni impedisce la pubblica fruizione da parte dei
visitatori, in particolare della Grotta dei Cordari, ma pi in generale anche di
altre aree poste all'interno del parco.
Secondo le intenzionalit e le finalit suesposte, le indagini geologiche sono
state condotte anche nella parte esterna, cio nell'intorno noto come Latomia
del Paradiso, ai fini di valutare in linea di massima lidoneit del corpo
roccioso incassante allo sbancamento senza contenimento delle volte e delle
pareti. Si altres cercato di confinare in modo semi-quantitativo il campo di
stabilit del pendio e delle gallerie, modellandone la morfologia attuale ed
introducendo nei calcoli i dovuti parametri geotecnici in grado di sostenere la
base numerica nelle operazioni di solving.
Esula invece dal presente studio ogni valutazione sull'opportunit di realizzare
opere di stabilizzazione o preservazione superficiale, a protezione delle superfici
esposte all'azione degli agenti atmosferici; stata inoltre esclusa la stima puntuale
delle condizioni intrinseche di vulnerabilit e pericolosit, mancando i presupposti
prima citati. Tuttavia, anche se in una sede preliminare come quella qui
rappresentata, mi possibile affermare che il sito presenta condizioni di stabilit
complessivamente ben contenute entro quei limiti di sicurezza generalmente idonei
alla pubblica fruizione, senza che si avverta la necessit, n tanto meno l'urgenza,
di realizzare opere di protezione o stabilizzazione parietale o delle volte degli
ipogei. Ritengo pertanto che il sito Grotta dei Cordari possa essere riaperto alle
visite senza particolare rischio, adottando unicamente criteri tecnici ed
organizzativi finalizzati alla comodit e praticit dei visitatori ed in relazione alla
natura dei luoghi.
Obiettivi e risultati.- La presente relazione espone innanzitutto le risultanze delle
valutazioni geologiche condotte ai suddetti fini di delimitazione del contesto di
pericolosit; in particolare, in questa fase preliminare sono state raggiunti i
seguenti risultati:

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revisione ed enucleazione delle caratteristiche geologiche,


geomorfologiche e geotecniche del sito di interesse su base bibliografica;
verifiche 2D della stabilit del pendio su analisi statistica di sezioni di
prova, sia pur desunti dalla planimetria CTR;
verifiche 2D della stabilit e resistenzza dell'ammasso roccioso, lungo
alcune intersezioni ipogeiche rispetto al corpo incassante, sia pur
dimensionalmente ipotizzati; tali verifiche 2D forniscono comunque
attendibili e significative delimitazioni del campo di stabilit in funzione
di incognite numeriche, il cui campo di variabilit pu essere facilmente
corretto qualora si sia in possesso di rilievi localizzati e dei parametri
geotecnici esatti, desunti da campionatura ed opportune analisi di
laboratorio);
valutazione dellidoneit complessiva dei luoghi alle pubbliche visite, in
relazione alla geomorfologia imposta dalle escavazioni artificiali, dalle
complessive caratteristiche ambientali, e dalle condizioni di vulnerabilit
attuale.
La conclusione esitata dal presente studio, e basata sulle evidenze
geomorfologiche e strutturali del sito, suggerisce che le condizioni del corpo
roccioso nel contesto della Neapolis -ed in particolare nella zona della Grotta
dei Cordari- risultano sufficientemente stabili e prive di particolari
problematicit, non essendo state rinvenute evidenze di fenomeni -in atto o
quiescenti- tali da differenziare in modo significativo questi ipogei da quelli
ampiamente visitati all'interno della Latomia del Paradiso, come l'Orecchio di
Dioniso ed altri minori posti nei pressi del Teatro Greco.
Questa conclusione sembra in accordo con l'et e lo stato complessivo di
pericolosit degli ambienti osservati nelle adiacenze della Latomia, il quale non
appare caratterizzato da lesioni, zone di intensa fratturazione, alterazioni o
cedimenti differenziali macroscopicamente apprezzabili, o altra classica
evidenza di dissesto geomorfologico, cui fa riscontro la mancanza di eventi
storicamente noti.

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1 Lo studio geologico

1.1 - Inquadramento geologico e stratigrafia


La zona in oggetto si inserisce nel settore sud-orientale della Sicilia, un'area che
si colloca geologicamente nel margine centro-settentrionale dell'avanpaese
africano. La copertura sedimentaria, di et mesozoico-terziaria, mostra
deformazioni plicative da generalmente assenti a molto deboli. Dai dati geofisici
e di perforazione petrolifera noto avere uno spessore di 4-5 km; al letto della
sequenza presente un basamento metamorfico prodottosi nella fase ercinica. Il
tratto di interesse della copertura, cio quello sommitale, vede la deposizione di
sedimenti carbonatici su un margine continentale di piattaforma marina aperta,
che si individua a partire dall'Oligocene.
Il contesto geologico ove la zona esaminata si inserisce, stato ampiamente
descritto dalla letteratura geologica, cui si rimanda per eventuali approfondimenti
(tra le raccolte bibliografiche pi aggiornate, pu essere ad esempio citata quella
contenuta nei lavori scientifici di cui alla Memoria LV della Societ Geologica
Italiana). La recente produzione dei rilevamenti geologici del progetto CARG
Sicilia, ha soltanto nucleato le caratteristiche stratigrafiche e litotecniche dei
corpi rocciosi affioranti nell'area, peraltro gi ampiamente descritte dalla
letteratura medesima senza apportare, almeno fino a questo momento, sostanziali
modifiche ai contenuti gi noti.
Dall'esame di detta letteratura, e del riscontro di superficie da me personalmente
effettuato, si evince che il sito della Neapolis caratterizzato dall'affiorare
costante ed uniforme di un unico litotipo calcarenitico, pertinente alla
Formazione dei Monti Climiti (auct.), ed in particolare dal membro Siracusa,
secondo la seguente descrizione:

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FORMAZIONE MONTI CLIMITI*


Formazione costituita da due membri eteropici nella parte medio-bassa: membro di
Melili alla base e membro dei calcari di Siracusa in alto. L'ambiente di piattaforma
carbonatica, da prossimale a margine di scarpata. L'et Oligocene superiore-
Tortoniano.

Membro dei calcari di Siracusa

Calcareniti e calciruditi di colore bianco-grigiastro, a litotamni e briozoi, irregolarmente


stratificate e notevolmente carsificate, a volte passanti a biolititi algali. Nei livelli inferiori
facies biocalciruditiche a frammenti di briozoi, echinodemni, alghe e bivalvi,
discretamente cementate, sovente a stratificazione; incrociata. A nord di Augusta la base
dell'unit caratterizzata da circa 15 m di biocalcareniti con associazioni ad
Amphistegna sp e Mbgypsna spp., indicative del Burdigalano. Calcari fini a Ditrupa sp.
sono presenti nei livelli apicali presso Mass. Spinacia. Calcareniti friabili ricche di
Heterostegina sp. si rinvengono in quasi tutti gli affioramenti. Spessore fino a 100 m.

* Progetto CARG SICILIA www,isprambiente.gov..it

Non ho personalmente effettuato rilevamenti di dettaglio di carattere


stratigrafico-strutturale o altri rilevamenti cartografici, non ritenendo necessaria
l'integrazione dei dati esistenti rispetto agli scopi del presente lavoro; ma anche
in considerazione del fatto che il Comune di Siracusa, come anche la Regione
Siciliana, possiedono gi informazioni dettagliate in proposito, essendo
contenute quantomeno negli elaborati geologici a corredo dello strumento
urbanistico vigente.
Dalla distribuzione e caratteristiche degli affioramenti nei dintorni della
Neapolis, ricostruite sulla base delle osservazioni che ho potuto raccogliere, si
evince che l'intorno considerato dal punto di vista geologico e geomorfologico si
presenta molto omogeneo, essendo dominato dagli strati calcarenitici sub-
orizzontali del membro di Siracusa. Essi conferiscono al paesaggio una tipica
morfologia da altopiano calcareo, interessato da modesti fenomeni di
carsificazione e di incisione paleo-fluviale, a carico di processi che hanno
interessato una vasta spianata quaternaria. Il sito si presenta inoltre pochissimo
disturbato da deformazioni tettoniche di tipo fragile. Per quanto detto, non si
ritenuto necessario perfezionare il rilievo geologico-strutturale ad una scala di
maggior dettaglio, anche tenuto conto del fatto che le condizioni

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geomorfologiche osservate non evidenziano la presenza di dissesti, in atto o


potenziali, n condizioni naturali favorevoli all'instaurarsi di essi.
Il sito specifico della Latomia del Paradiso, stato tuttavia osservato con
maggiore attenzione proprio per la presenza di un intervento umano, gi iniziato
in epoche storiche certamente lontane, al fine di valutare sia pur preliminarmente
se, e fino a che punto, le modifiche antropiche localmente introdotte possano
aver turbato l'equilibrio geomorfologico e strutturale del sito. Per approfondire
questo argomento, ho dedicato i successivi paragrafi della presente relazione, cui
si rimanda per le finalit conclusive.

1.2 Evidenze morfologiche e contesto ambientale delle opere di


escavazione
Osservando alcuni particolari presenti nei luoghi e ragionando un po' sulle
sezioni di intervento -sia pur approssimativamente ricostruite dalle
planimetrie -tratte dalle pagine webgis del SITR Sicilia- ho dedotto che
l'antica Latomia del Paradiso stata intagliata in pi fasi successive, in ci
non contraddicendo in linea di massima quanto stato precedentemente
affermato da altri autori. Tuttavia, mi sento di potere aggiungere che lo scavo
di importanti ambienti ipogei possa essere precedente all'intaglio di cava a
cielo aperto, cio quelle voragini scatolari a cielo aperto che le attuali latomie
rappresentano. Dal momento per che l'approfondire questo argomento non
pertinente n essenziale agli scopi della presente relazione, rimando alle
pagine web del mio sito personale per la lettura di ulteriori dettagli in
proposito.
Tuttavia, per comprendere meglio le valutazioni geologiche proposte nella
parte conclusiva, risulta utile delineare alcune possibili differenti prospettive
sulla cronologia relativa delle opere di scavo, le quali metterebbero in luce
aspetti innovativi non solo tecnici ma anche storici. Ebbene, secondo la mia
personale ricostruzione, supportata da una serie di evidenze raccolte (e
presentate nel succitato sito web), gli antichi coloni Greci procedettero alla
estrazione di materiale roccioso in forma di conci parallelepipedi, tramite scavo

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a profilo obbligato da pareti sostanzialmente verticali. Lentamente, furono


realizzate un serie di cave all'aperto, oggi conosciute come latomie siracusane,
caratterizzate da un ampio piano principale di calpestio orizzontale, e profonde
fino ad oltre trenta metri rispetto alla spianata morfologica circostante. Lungo i
fronti verticali di queste cave si aprono appunto gli accessi ad una serie di ipogei,
come la Grotta dei Cordari e l'Orecchio di Dioniso. L'insieme delle osservazioni
originali che ho condotto, mi spingono ad ipotizzare che, in questa come nelle
altre latomie presenti in citt, l'intaglio delle calcareniti siracusane ai fini di
estrazione di materiale ha interessato (cio in parte troncato e spesso
completamente distrutto) un complesso di escavazioni antropiche pi antiche, le
quali consistevano in una vasta e complessa rete di cavit ipogee di et,
geometrie e volumetrie probabilmente anche molto differenti da luogo a luogo.
Ci induce a pensare che questa primaria attivit di escavazione ipogea possa
essersi protratta per tempi anche molto lunghi, presumibilmente nell'ordine di
svariati secoli, e che possa essere attribuita ad una civilt -o ad un insieme di
popolazioni- precedenti la colonizzazione greca, per finalit che ritengo molto
differenti da quella semplicemente estrattiva. Le pareti degli ipogei maggiori
mostrano infatti una profilatura sagomata e a luoghi molto inclinata, che quasi
mai compatibile con un agevole e veloce lavoro estrattivo da parte di operai, sia
pur specializzati. Gli ambienti ipogei mostrano planimetrie, lavorazioni e talora
decorazioni tali da fare pensare ad un progetto e realizzato con intenti precisi ma
diversi dalla semplice estrazione di materiale da costruzione. Tali motivo
possono anche restare non del tutto chiari o facilmente comprensibili dalla nostra
attuale visione interpretativa. Certo che, considerate le volumetrie di scavo
ipogeo, riscontrabili in questa come nelle altre latomie siracusane ben note, il
lavoro di escavazione stato di una portata tale da aver comportato uno sforzo,
una determinazione ed una perizia di altissimo livello, comprovate dalle tecniche
e dalle soluzioni raffinate che sono state adottate, e dalle profondit raggiunte.
Dunque, le attuali latomie all'aperto sembra abbiano troncato un complesso
sistema ipogeo dalle dimensioni enormi, o per lo meno assai ragguardevoli, se si

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prova ad immaginare soltanto lo sforzo manuale che stato necessario per


l'escavazione.
In realt, non si ha alcuna notizia o prova storica di questi eventi e di queste
attivit progressive di ampliamento delle cave, n del resto la si potrebbe
facilmente avere. Infatti, le fonti note -peraltro numericamente limitate e
lacunose- appaiono soprattutto concentrate nella descrizione di quegli eventi che
avevano un peso politico significativo, e miravano ad evidenziare le ricadute
sociali di maggior interesse per l'epoca, secondo ottiche non necessariamente
obiettive. altres ipotizzabile che alcune escavazioni o ampliamenti che hanno
modificato l'interno degli ipogei, possano risalire a periodi di gran lunga
posteriori alla stessa epoca ellenizzante, ed anche di queste attivit si potrebbe
non possedere alcuna citazione storica per analoghi motivi. Questo tuttavia
potrebbe essere un campo di interesse esplorativo da parte di storici ed
archeologi, cos come ulteriori rilevamenti di carattere geo-archeologico
potrebbero far emergere nuovi dati e nuovo interesse di ricerca sulla storia delle
latomie.

1.3 Stabilit morfo-strutturale degli scavi


Questa breve premessa ho inteso introdurre nuovi elementi nel pi generale
contesto degli accadimenti certi, possibili o presunti; di ci si deve tener conto
nelle odierne osservazioni o valutazioni tecniche, come quelle mirate sulla
stabilit e sulle condizioni di sicurezza del sito. Si tratta forse di un contesto
delineato adesso in modo preliminare, ma ritengo in modo sufficientemente
attendibile. Per queste ragioni si deve tener conto delle possibili differenza
registratesi nelle varie fasi storiche successive, tra tecniche e tempi di scavo,
geometrie e profondit raggiunte nel corpo roccioso, e l'effetto degli agenti
degradanti nel frattempo occorso sull'ammasso roccioso intagliato: tutti fattori
che in teoria potrebbero aver introdotto nel sistema ulteriori processi
destabilizzanti dell'integrit delle pareti e delle volte. Restando nel tema di
quanto appena detto, si pu ad esempio osservare che, tra i numerosi massi di
ragguardevoli dimensioni che appaiono poggiati sul piano principale delle

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latomie a cielo aperto, molti sono certamente dei pre-esistenti elementi di volta
ipogea precipitati in basso. Possiamo pertanto presumere che ci sia stato in gran
parte causato da estrazioni di cava successive che realizzavano una espansione
soprattutto laterale degli ipogei. L'ipotesi pi lineare che queste escavazioni (di
epoca ellenica e/o successiva) avrebbero progressivamente modificato il profilo e
le sezioni dei tunnel pi antichi, in molti casi in modo cos consistente da
comprometterne la stabilit a tetto: gli eccessivi ampliamenti della primitiva luce
di scavo avrebbero quindi deprivato le volte di un sufficiente sostegno. Un
esempio chiaro di aggressione degli elementi ipogei pre-esistenti appare nella
stessa Grotta dei Cordari, ove si osserva che alcuni pilastri sagomati (forse
antiche colonne di un tempio ipogeo), sono state certamente tranciate, ed ora
rimaste sospese per asportazione della loro parte basale. Il dato tranquillizzante
che la loro posizione rimasta tale per molto tempo il che conforta, con una
evidenza morfostrutturale, le conclusioni delle verifiche di stabilit in appresso
esposte.
Riguardo alla stabilit complessiva delle pareti di scavo, va premesso che i dati
di superficie raccolti o gi disponibili, hanno per oggetto il corpo roccioso che
occupa per intero la Neapolis, e rappresentato da un ammasso lapideo
omogeneo, che risulta dalla pervasiva cementazione carbonatica di uno scheletro
medio-grossolano composto da elementi particellari consistenti, anch'essi di
natura prevalentemente calcarea (packstones). La litologia abbastanza costante
e consiste dell'alternanza di due facies interstratificate, a composizione calcarea
dominante, con leggere variazioni della frazione argillosa o fine, peraltro molto
modesta. La granulometria medio-grossolana del deposito sedimentario, la buona
pervasivit ed omogeneit della cementazione e le adeguate doti fisiche di
durezza e compattezza, consentono di definire l'ammasso come di buona qualit.
Per quanto ho potuto osservare in modo speditivo, il corpo roccioso incassante
gli ipogei, ben visibile anche lungo le pareti sub-verticali delle latomie, non
contiene al suo interno significative superfici di discontinuit fisica o meccanica.
I joint riscontrati sono infrequenti ed hanno una spaziatura minima dell'ordine di
una ventina di centimetri; a luoghi sono completamente assenti, ed il corpo si

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Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

presenta tipicamente massivo. Anche se non si osservano significativi sistemi di


frattura o di faglia, macroscopicamente e lateralmente continui, attraverso le
osservazioni raccolte stato possibile affinare la descrizione di resistenza
dell'ammasso, con il supporto apposti software che consentono un approccio
quantitativo pi corretto, il che favorisce la verifica preliminare delle condizioni
di stabilit del pendio naturale, dei fronti di scavo e delle cavit ipogee (vedi
paragrafo successivo). Tale stima, in realt semi-quantitativa, validata da
calcoli numerici impostati sul confronto tra parametri geotecnici assunti da fonti
bibliografiche, ma ampiamente attendibili, e da altri originali, ricavati dal
rilevamento speditivo. Le stime di resistenza e stabilit dell'ammasso, cui prima
si accennava, sono stati ricavati tramite l'applicazione di appositi solutori in
grado di modellare il comportamento delle sezioni alle sollecitazioni tramite
griglie ad elementi finiti.

1.4 Indicazioni generali ricavate dalle verifiche di resistenza e stabilit


I risultati delle verifiche, riportati nelle tavole allegate, indicano in generale che
l'impatto fisico realizzato dallo scavo, nel pi vasto contesto della stabilit
geomorfologica leggibile nell'intorno, ed in combinazione alle caratteristiche
litoteniche del corpo inciso, a parere dello scrivente non rendono necessaria, n
possono motivare, la chiusura dei luoghi alle visite, neppure volendo utilizzare
un approccio cautelativo. Il luoghi infatti appaiono sufficientemente stabili e
privi di particolari problematicit, sia all'osservazione che alla verifica. Tuttavia,
se la Direzione dell'Ente Parco ritenesse ugualmente di approfondire, estendere e
dettagliare le valutazioni contenute nella presente relazione, o altre in suo
possesso, consiglierei di escludere la esecuzione di particolari indagini
geognostiche o verifiche geotecniche in situ, come prove ad alto impatto
meccanico (SPT, perforazioni, ecc), che potrebbero rivelarsi invece
destabilizzanti e talora deturpative del patrimonio archeologico. In questa
eventualit di scelta, a mio parere non necessaria, consiglierei piuttosto la
esecuzione in situ di opportune ricerche geofisiche, e/o di esami e prove di
laboratorio geotecnico su campioni prelevati a mano, per supportare meglio il

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Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

calcolo di stabilit con dati puntuali, e la esecuzione, ove ritenuto opportuno, di


rilevamenti con laser-scanner.
Dalle verifiche effettuate si evince altres che le condizioni di stabilit
dell'ammasso possiedano in loco un fattore di sicurezza tale da mantenere il
proprio equilibrio senza contenimento alcuno. Si potranno adottare specifiche
precauzioni anti-erosive od opere di sostegno solo ove particolari evidenze od
eventualit dovessero suggerirlo.
Nella eventualit che in futuro si ritenga di dover contenere alcune pareti di
scavo, in relazione al perturbarsi dell'equilibrio di stabilit per fattori imprevisti
(danneggiamento dei drenaggi, alterazione chimico-fisica accelerata, fenomeni
meteo-pluviometrici eccezionali, sismi particolarmente intensi, ecc.), pu essere
consigliabile rivolgere l'attenzione ad opere di ingegneria naturalistica, le quali
possiedono caratteristiche ottimali in fatto di economia, di efficacia e di
compatibilit ambientale e paesaggistica.

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Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

2 Verifiche geologiche sulla stabilit del pendio

La selezione e il vaglio di elementi geologico-tecnici e morfologici desunti


dalla bibliografia scientifica e tecnica e da banche dati ufficiali della Regione
Siciliana, stata integrata con dati ed osservazioni raccolti attraverso un rilievo
speditivo di campagna, il che ha consentito innanzitutto la delimitazione delle
incertezze sul comportamento meccanico dele rocce di scavo attraverso la stima
del Rock-mass rating (Beniawsky). Le sezioni tracciate sui luoghi sono state
ripetutamente verificate a condizioni di calcolo statistico, sia per ci che riguarda
la metodologia, sia nella correzione dei parametri geotecnici di base, considerando
per precauzione le ipotesi pi sfavorevoli. Le sezioni hanno comunque fornito
fattori di sicurezza che si attestano, e spesso superano ampiamente, i limiti imposti
dal norme tecniche adottate nei paesi della CE. I risultati delle verifiche di
stabilit dei fronti di scavo e degli ipogei sono stati effettuati con l'ausilio appositi
software geotecnici. Le verifiche di calcolo adottate si fondano essenzialmente sul
criterio di rottura di un ammasso roccioso espresso da Hoek-Brown, adatto al caso
delle rocce a consistenza lapidea, tenendo conto delle condizioni variabili di
fratturazione. Adottando il sopracitato metodo Beniawsky sono stati ricavati gli
equivalenti parametrici Hoek-Brown, adattando il sistema alla verifica secondo il
criterio di rottura di Mohr-Coulomb, di per s non adatto al contesto studiato in
quanto applicato al campo delle rocce granulari parzialmente coerenti. Questa
operazione di equivalenza ha tuttavia consentito di sottoporre a verifica di stabilit
un modello grafico di prova, che calcola statisticamente la stabilit del pendio
applicando iterazioni numeriche di regressione non lineare, come il metodo
Mongenstern-Price. Inserendo in questo secondo passaggio tali parametri
geotecnici di input (preliminarmente soggetti a doppia verifica) a supporto delle
sezioni geometricamente bilanciate, stato possibile modellare le superfici di

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Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

rottura che si possono ingenerare in un terreno di note condizioni geomeccaniche


in base ai profili di sezione prescelti, verificandone di conseguenza la stabilit in
termini probabilistici. In sintesi, il modellatore solitamente lavora su un set di
elementi volumetrici finiti, rappresentati da conci verticali di roccia, il cui
comportamento di equilibrio nella originaria posizione viene vagliato attraverso
una serie reiterata di tentativi che vrifichino il comportamento delle potenziali
superfici di rottura basali, con differenti metodologie di approssimazione statistica
(ad es. Bishop, Carter, Janbu, ecc.). Queste operazioni risultano nel calcolo di un
fattore di sicurezza (Fs) caratteristico del pendio alle condizioni date; le normative
tecniche attualmente validate dall'Eurocodice 8 ed adottate nel nostro Paese,
suggeriscono che sia da considerarsi stabile un pendio che possiede un Fs
maggiore od uguale ad 1,6.
Con appositi software in grado di svolgere il calcolo indiretto ad elementi
finiti sulle superfici-limite dei corpi rocciosi, stato inoltre tentato il calcolo dei
campi di stress e degli spostamenti teorici che si verificherebbero intorno agli
scavi sotterranei e in superficie, applicandolo su sezioni che modellano il sito
della Neapolis (TAV. V). In particolare, questa operazione di verifica stata tentata
su due differenti sezioni che incrociano longitudinalmente (NE-SW) e
trasversalmente (NW-SE) lipogeo della Grotta dei Cordari. Non essendo stati
svolti rilievi diretti nel sito, i contorni degli ipogei rappresentano superfici di
tentativo, ma sono proporzionati a quelli osservati. Inoltre si osservato che
modeste variazioni nella superficie delle aperture non produce significative
variazioni dei campi di stress e dei cedimenti teorici.
Per la parte analitica dei risultati di verifica, si rimanda agli elaborati riportati
nelle sottostanti sezioni (Tavv. 1 - 4).

19
Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

2.1 Tavole dei calcoli di verifica


Tavola I Calcolo del rock mass rating Neapolis Siracusa, Calcareniti Fm. Monti Climiti

Resistenza della roccia intatta 1: condizioni pi sfavorevoli

Resistenza a compressione uniassiale Su da POINT LOAD TEST

Indice di resistenza Is (MPa) 40

Resistenza a compressione uniassiale Su da prove sclerometriche

Indice di rimbalzo R
NON eseguita

Resistenza a compressione uniassiale Su dallo STANDARD ISRM

Si scheggia solamente

Si frattura solo dopo molti colpi di martello

Si frattura dopo 2 - 3 colpi di martello

La roccia si frattura con un colpo di martello

La punta lascia deboli buchi, lastre sottili si rompono con forti pressioni delle mani

Si sbriciola sotto i colpi della punta, lastre sottili si rompono con facilit con le mani

La roccia si incide con l'unghia o si sbriciola con le mani

Calcolo del valore derivato dalla resistenza della roccia intatta

Resistenza a compressione Su (MPa) 1000,00

Coefficiente A1 15,00

Sezione Tavole illustrate - I


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

Indice RQD

RQD ottenuto dalla percentuale di recupero di una carota estratta da un sondaggio

Lunghezza totale del tratto di carota in cui si effettuano le misure Lt (mm)

Somma delle lunghezze degli spezzoni di carota > 100 mm Lc (mm)

NON disponibili carote

RQD dal numero di fratture per metro cubo di roccia

Numero di fratture per mc di roccia Jv 5

RQD dal numero medio di giunti per metro

Numero medio di giunti per metro n 5

Calcolo del valore derivato dalla qualit della roccia

Rock Quality Designation RQD (%) 90,97959896

Coefficiente A2 18,07308525

Spaziatura delle discontinuit

Spaziatura delle discontinuit s (m) 0.2

Calcolo del valore derivato dalla spaziatura delle discontinuit

Coefficiente A3 8,00

Sezione Tavole illustrate - II


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

Condizioni delle discontinuit

Persistenza (continuit) del giunto

<1m 1-3m 3 - 10 m 10 - 20 m > 20 m

Apertura del giunto

Chiuso < 0,1 mm 0,1 - 1 mm 1 - 5 mm > 5 mm

Rugosit del giunto

Molto rugosa Rugosa Leggermente rugosa Liscia Levigata

Alterazione delle pareti

Non alterate Leggermente alterate Mediamente alterate Molto alterate Decomposte

Riempimento delle discontinuit

Assente Compatto < 5 mm Compatto > 5 mm Soffice < 5 mm Soffice > 5 mm

Valore derivato dalle condizioni delle discontinuit


V1 V2 V3 V4 V5 Coefficiente A4

4,0 4,0 5,0 5,0 4,0 22,00

Condizioni idrauliche

Condizioni idrauliche su un fronte di 10 metri

Asciutta Umida Bagnata Deboli venute Forti venute

Calcolo del valore derivato dalle condizioni idrauliche

Sezione Tavole illustrate - III


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

Coefficiente A5 10,0

Orientamento delle discontinuit

Applicazione

Gallerie Fondazioni

Orientamento delle discontinuit

Molto favorevole Favorevole Mediocre Sfavorevole Molto sfavorevole

Valore derivato dall'orientamento delle discontinuit

Coefficiente A6 -7,0

F1, F2, F3, F4

Fattore che dipende dal parallelismo fra l'immersione del fronte e l'immersione dei giunti F1

Condizione

Molto favorevole Favorevole Mediocre Sfavorevole Molto sfavorevole

Fattore riferito all'inclinazione del giunto F2

Rottura planare o a cuneo Rottura a toppling

Molto favorevole Favorevole Mediocre Sfavorevole Molto sfavorevole

Sezione Tavole illustrate - IV


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

Fattore per l'inclinazione fra fronte e giunti F3

Condizione

Molto favorevole Favorevole Mediocre Sfavorevole Molto sfavorevole

Fattore legato al metodo di scavo F4

Scarpata Abbattimento con Abbattimento Abbattimento Abbattimento non


naturale pretaglio controllato normale controllato

Valore derivato dalle condizioni delle discontinuit


F1 F2 F3 F4

0,70 0,70 -25,00 8,00

Risultante del Rock Mass Rating (Beniawsky)


Slope Mass Rating (Romana)
RMR base 73,07
SMR
RMR corretto 66,07
Classe
Coesione c (KPa) 365,37
Descrizione
Angolo di attrito fi () 41,54
Stabilit
Mod. di deformaz. E (GPa) 46,15
Modo di rottura
Classe Seconda
Stabilizzazione
Descrizione Buono

Sezione Tavole illustrate - V


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

TAV: II - Parametri geo meccanici per i calcoli di resistenza e stabilit.

Sono state consultate alcune fonti attendibili nella bibliografia recente, che sono stati tenuti in conto
per impostare i calcoli di verifica. Utili in particolare i parametri del peso di volume che pu cos
derivare da analisi di laboratorio (si attesta intorno alle 2 ton/m 3), del GSI, il cui valore collima
molto bene con quello fornito per i calcari dalle tabelle comunemente adottate in mancanza di prove
dirette (60), e dell'Mi, anche questo con buona adattabilit rispetto a condizioni similmente
consigliate da tabella.

Prima fonte: Relazione geologica a corredo di lavori autostradali, localit pressi di Augusta, ove
affiorano Calcareniti mioceniche con litologie equivalenti al Mb Siracusa.
3
) (MPa) (GPa)
Litotipo :calcareniti GSI (kN/m m E
ci i d
Formazione: Monte Carrubba 50-55 22 30-40 12 5.4-8.4

GSI: Geological Strength Index (Hoek 1994, Hoek, Kaiser and Bawden 1995, Hoek and Brown 1997, Hoek, Marinos and
Benissi, 1998, Marinos and Hoek, 2000)
: resistenza a compressione monoassiale della roccia intatta m : costante di Hoek-Brown relativa alla roccia intatta
ci i

E : Modulo di deformabilit dellammasso roccioso


d

: peso dellunit di volume dellammasso roccioso

Seconda fonte: Relazione geologica, Localit Siracusa centro abitato, ove affiorano Calcareniti
mioceniche appartenenti al Mb. Siracusa.

CARATTERISTICHE LITOLOGICHE e GEOTECNICHE


La successione litostratigrafia riscontrata caratterizzata da una coltre di copertura
avente uno spessore variabile compreso tra 0,0 e 1 m. costituito da suolo misto ad
humus di color ruggine misto a ciottoli di natura calcarea. Al di sotto di esso
riscontrata la presenza della Formazione Monti Climiti, membro Siracusa, ovvero di
calcareniti e calciruditi algali di colore bianco-grigiastro, massive o mal stratificate, a
consisetnza lapidea. Lo spessore degli strati irregolare, variabile da 0,70 a 2-3 metri.
La giacitura suborizzontale.
La bibliografia reperita riferisce che su n 2 campioni di roccia prelevati in aree limitrofe
stata valutata la resistenza geomeccanica in laboratorio, con l'ausilio di prove di
compressione monoassiale a rottura, con i seguenti risultati:
Campione C1
peso di volume = 2,02 t/m3
compres. monoassiale _-r = 123 Kg/cm2.
Campione C2
peso di volume = 2,06 t/m3
compres. monoassiale _ -r = 156 Kg/cm2.
Indice R.Q.D (Rock Quality Designation): 32 % (calcolato)
indice R.M.R. 58

Sezione Tavole illustrate - VI


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

Tale valutazione pone l ammasso roccioso nella classe III della classificazione di
BIENIAWSKY, "rocce discrete" aventi propriet di taglio pari a:
-angolo di attrito = 35
-coesione c = 1.5 Kg/cm2
-peso di volume = 2,06 t/m3

Terza fonte: area della Provincia di Siracusa, valutazione delle caratteristiche litotecniche per la
stima del comportamento sismico del substrato, attraverso la restituzione di parametri elastici.

Sedimenti carbonatici , Siracusa (da: GEOLOGIA DELLE AREE URBANE DELLA


SICILIA ORIENTALE. Tortorici, 2002).

Al di sopra delle vulcaniti cretacee si ritrova un intervallo costituito dalle sequenze carbonatiche
che caratterizzano laltopiano ibleo orientale. Questi sedimenti sono inclusi in due sequenze
principali onosciute in letteratura come Formazione dei Monti Climiti e Formazione di Monte
Carruba. La prima formazione poggia direttamente sulle vulcaniti cretacee e presenta spessori
variabili da 20 ad 80 metri raggiungendo in sottosuolo spessori massimi fino a circa 400 metri. Essa
caratterizzata da calcareniti compatte ben stratificate, calcari algali compatti, brecce calcaree e
calciruditi ben cementate. La Formazione di Monte Carruba, potente circa 10-20 metri, invece
rappresentata da una fitta alternanza di calcareniti compatte e marne calcaree, che affiorano
prevalentemente nellarea di Ortigia. Da un punto di vista delle caratteristiche meccaniche queste
formazioni possono essere considerate unitariamente. Vs= 950-1400 m/sec (valori da sismica a
rifrazione).

Sezione Tavole illustrate - VII


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

Tavola III Calcolo del rock-strength dell'ammasso

Sezione Tavole illustrate - VIII


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

Tavola IV Slope stabilty


Verifica del fattore di sicurezza per la stabilit del pendio di cava nelle dimensioni
mediamente riscontrabili: altezze di parete verticale comprese tra 30 e 40 mt.

1 - Irregular trial surfaces

Sezione Tavole illustrate - IX


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

2 - Circular trial surfaces

Sezione Tavole illustrate - X


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

3 User-defined surface

Sezione Tavole illustrate - XI


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

4 User-defined & irregular trial surface


on complex slope-carved cases

Sezione Tavole illustrate - XII


Tavola V Verifica 2D dei campi di stress in situ

Sono presentate alcune simulazioni su sezioni di prova,


costruite su base CTR SITR Regione Siciliana; i parametri
assunti sono i medesimi adottati per le verifiche slope-
stability, su base RMR, RQD, RMS. Le sezioni di tentativo
qui presentate sono tre, e per ciascuna sono state riprodotte le
visualizzazioni relative al sigma 1 e sigma Z, cedimenti
verticali, orizzontali e medi, campi di stress medio.
Nella tabella accanto riprodotta la matrice di input dei
parametri con in valori assegnati, valida per tutte le verifiche
nelle tre sezioni.

Sezione 1 direzione approssimativa NW-SE; lunghezza tot.: 145 m.


Nella tabellina accanto ai diagrammi, riportata la grandezza rappresentata.

Sigma 1
kPa
0

-1200.0
-600.0
0.0
600.0
1200.0
-20

1800.0
2400.0
3000.0
3600.0
4200.0
-40

4800.0
5400.0
6000.0
-60
-80
-100
-120

-60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200


Vertical
Displacement(abs)
0

m
0.00e+000
9.00e-004
1.80e-003
-20

2.70e-003
3.60e-003
4.50e-003
5.40e-003
-40

6.30e-003
7.20e-003
-60
-80
-100
-120

-60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200

Horizontal
Displacement(abs)
0

m
0.00e+000
2.70e-004
5.40e-004
-20

8.10e-004
1.08e-003
1.35e-003
1.62e-003
-40

1.89e-003
2.16e-003
-60
-80
-100
-120

-60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200


Sezione 2, configurazione ipogea 1 direzione approssimativa NW-SE;
lunghezza tot.: 60 m.
Sigma 3
60

kPa
-1050.0
-750.0
-450.0
-150.0
150.0
40

450.0
750.0
1050.0
1350.0
1650.0
20

1950.0
2250.0
2550.0
0
-20
-40

-60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180

Sigma 1
60

kPa
-750.0
-50.0
650.0
1350.0
2050.0
40

2750.0
3450.0
4150.0
4850.0
5550.0
20

6250.0
6950.0
7650.0
0
-20
-40

-60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180


Mean Stress
60

kPa
-600.0
-100.0
400.0
900.0
1400.0
40

1900.0
2400.0
2900.0
3400.0
3900.0
20

4400.0
4900.0
5400.0
0
-20
-40

-60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180

Horizontal
60

Displacement(abs)
m
0.00e+000
6.00e-003
1.20e-002
40

1.80e-002
2.40e-002
3.00e-002
3.60e-002
20

4.20e-002
4.80e-002
0
-20
-40

-60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180

Vertical
60

Displacement(abs)
m
0.00e+000
1.35e-002
2.70e-002
40

4.05e-002
5.40e-002
6.75e-002
8.10e-002
20

9.45e-002
1.08e-001
0
-20
-40

-60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180


Strength Factor
60

tension
0.20
0.60
1.00
1.40
1.80
40

2.20
2.60
3.00
3.40
3.80
20

4.20
unbounded
0
-20
-40

-60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180

Volumetric
60

Strain
-2.00e-003
-1.00e-003
0.00e+000
1.00e-003
2.00e-003
40

3.00e-003
4.00e-003
5.00e-003
6.00e-003
7.00e-003
20

8.00e-003
9.00e-003
1.00e-002
0
-20
-40

-60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180


Sezione 2, configurazione ipogea 2 direzione approssimativa NW-SE;
lunghezza tot.: 60 m.; minor numero di intersezioni di cavit, ma con luce pi ampia orizzontalmente.

Sigma 1
kPa
-750.0
60

-50.0
650.0
1350.0
2050.0
2750.0
40

3450.0
4150.0
4850.0
5550.0
6250.0
6950.0
20

7650.0
0
-20
-40

-20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200 220

Sigma Z
kPa
-750.0
60

-450.0
-150.0
150.0
450.0
750.0
40

1050.0
1350.0
1650.0
1950.0
2250.0
2550.0
20

2850.0
0
-20
-40

-20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200 220


Horizontal
Displacement(abs)
m
60

0.00e+000
6.00e-003
1.20e-002
1.80e-002
40

2.40e-002
3.00e-002
3.60e-002
4.20e-002
20

4.80e-002
0
-20
-40

-20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200 220

Maximum
Shear Strain
-9.00e-004
60

-1.08e-019
9.00e-004
1.80e-003
2.70e-003
3.60e-003
40

4.50e-003
5.40e-003
6.30e-003
7.20e-003
8.10e-003
9.00e-003
20

9.90e-003
0
-20
-40

-20 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200 220


Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

2.2 Analisi dei risultati


La natura calcareo-cristallina delle rocce affioranti nel sito, unitamente alle
condizioni geomorfologiche e strutturali riscontrate, hanno consentito di accertare
che il settore ove insiste il sito della Neapolis, appare sufficientemente stabile da
mantenere gli scavi storici in condizioni di sicurezza, senza la necessit di adottare
particolari precauzioni geologico-tecniche. Le condizioni fisiche e le
caratteristiche meccaniche dei terreni affioranti nell'area appaiono di buona qualit
e non sono state riscontrate evidenze di dissesti in atto o potenziali, n
significativi fenomeni di erosione accelerata.
Le verifiche sulla stabilit di pendio del sito qui presentate sono state ricavate
utilizzando i valori di input esplicitati nelle apposite tabelle, e sueguendo il
metodo di calcolo proposto da Mongenstern & Price. Il risultato delle verifiche ha
fornito valori medi del fattore di sicurezza Fs compresi tra 1.728 e 4.859, ci
anche abbassando cautelativamente il parametro c di Coesione teorica
dell'ammasso fino a meno di un decimo del suo valore ragionevolmente calcolato
(da 350 >a> 20 kPa). I risultati indicano una stabilit della configurazione
geometrica dello sbancamento ampiamente stabile in termini di fattore di
sicurezza. Tali condizioni in teoria si spostano ai limiti dell'accettabilit
geometrica nei punti critici costituito dai vertici di base degli ipogei, dove l'azione
delle tre componenti del sigma ha una risultante maggiore, mentre i tetti piatti, in
condizioni di basso stress in situ come quelle in oggetto, risultano ben pi stabili
delle volte sagomate con altre geometrie. Tuttavia, anche introducendo
cautelativamente un fattore parziale decadimento delle caratteristiche meccaniche
dell'ammasso -per alterazione o fratturazione pervasiva indotta dalle operazioni di
sbancamento- la stabilit viene, secondo le verifiche, mantenuta entro limiti
accettabili. Le verifiche 2D sulla resistenza dell'ammasso con il metodo degli
elementi finiti, ha evidenziato che la combinazione delle geometrie e delle
volumetrie degli scavi in equilibrio con le tensioni indotte dalla massa rocciosa.
Nei punti ove le componenti del sigma risultano maggiori, come alla base delle
pareti, non si osservata alcuna evidenza di instabilit o cedimento, il che sostiene
l'idea che la coesione reale dell'ammasso sia di gran lunga superiore a quella

20
Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

ipotizzata cautelativamente. In parole pi semplici, si pu affermare che le


escavazioni sono stabili. Un fattore di partenza certamente favorevole il
parametro D (disturbance factor), che si basa sulle caratteristiche di fratturazione
indotte dalle operazioni di scavo all'interno dell'ammasso incassante. Per ovvie
ragioni, gli scavi a mano conferiscono al D un intervallo di valori tra i pi
favorevoli rispetto alle odierne tecniche meccaniche od esplosive.

2.3 - Aspetti idrogeologici ed morfologici


Al fine di rendere per i visitatori le condizioni di accesso alla Grotta dei
Cordari pi favorevoli rispetto alla situazione attuale, occorre anche attenzionare
l'influenza della circolazione superficiale e la conseguente percolazione di acque
dalle volte ipogee.
Circolazione idrica di superficie e di sottosuolo L'area non ricade in
prossimit di corsi d'acqua o di superfici lacustri di rilievo. La superficie
morfologica esterna possiede le caratteristiche tipiche di un altipiano carsico in
regione mediterranea; la acque piovane vengono molto presto private da una
consistente percentuale per evapo-traspirazione (circa il 60% in condizioni
medie), mentre la restante parte viene rapidamente assorbita in sottosuolo,
essendo questo altamente permeabile, per fessurazione ed in minor misura per
porosit. Come noto dalle conoscenze tecniche, che confermano evidenze da
lungo tempo possibili nei luoghi, ci priva l'idrografia superficiale di una sua
consistenza, ma alimenta falda acquifera vera e propria, la cui piezometrica
principale, pur con le proprie oscillazioni stagionali si mantiene comunque molto
al di sotto del piano di calpestio principale della latomia, evitando accumuli
d'acqua anche temporanei.
Sono altres disponibili informazioni sulla esistenza e consistenza di acquiferi
circolanti in livelli ancora pi profondi, tuttavia si deve riconoscere che la loro
presenza ancor meno in grado di influenzare in modo sostanziale la circolazione
idrica prossima alla superficie. Il drenaggio superficiale, l'incanalatura e la
raccolta urbana delle acque da scorrimento superficiale, ha comunque effetti
positivi al mantenimento delle attuali condizioni di stabilit dei versanti di cava,

21
Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

anche nell'immediato intorno dei perimetri delle Latomie non ha prodotto evidenti
fenomeni di mobilizzazione ai bordi superiori, anche perch la maggior parte del
contributo in resistenza particellare offerto dalla natura lapidea delle calcareniti,
per loro alto grado di cementazione e ricristallizzazione, dal loro bassissimo grado
di fratturazione, e dalla alterazione da agenti esterni che rimane solo pellicolare.
Pertanto, si ritiene sufficientemente acclarato il fatto che la realizzazione degli
intagli storici di cava non sia stata in grado di perturbare in modo significativo le
preesistenti condizioni di circolazione degli acquiferi che occupano la porzione di
sottosuolo pi prossimo alla superficie; la parte residuale delle infiltrazioni produce
un stillicidio dalle volte ipogee, generalmente molto moderato, comunque non in
grado di influenzare negativamente la consistenza strutturale e le caratteristiche
coesive proprie dell'ammasso roccioso lapideo delle calcareniti. evidente che lo
stillicidio pu essere un elemento di disturbo alle visite da parte del pubblico, ma
altrettanto vero che il problema pu essere facilmente risolto adottando soluzioni
tecniche dai costi molto contenuti.
Fattori geomorfologici dell'areale. Si pu infine attestare che nei dintorni del sito
studiato non sono state riscontrate particolari condizioni di dissesto potenziale o in
atto, n pericolo di alluvioni anche in condizioni meteorologiche di elevata criticit,
n caratteri geomorfologici che introducano fattori di rischio tali da rendere la
Latomia del Paradiso non idonea alla frequentazione da parte del pubblico.

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Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

3 Conclusioni

Nella presente Relazione sono stati esposti i risultati di indagini geologico-


tecniche preliminarmente condotte nel territorio del Comune di Siracusa per accertare
lidoneit alle visite ed alla pubblica fruizione di un settore della zona
archeologica della Neapolis denominato Grotta dei Cordari, in ci considerando
esclusivamente gli aspetti legati alla sicurezza geo-ambientale. Avendo constatato
che da lungo tempo l'interdizione alle visite limita enormemente le potenzialit di
valorizzazione culturale e turistica dei siti , come pure l'interesse di ricerca in un campo
cos particolare, lo Scrivente ha ritenuto doveroso mettere a disposizione dell'Ente
Parco la proprie conoscenze professionali con spirito collaborativo e volontaristico,
ed a titolo del tutto gratuito, al fine di favorire una celere riapertura dei luoghi alla
pubblica fruizione.
Attraverso il presente studio geologico stata vagliata la resistenza intrinseca,
la vulnerabilit e quindi la stabilit dei corpi rocciosi sottoposti ad antiche
escavazioni, sia in ipogeo che in latomie all'aperto; anche gli aspetti idrogeologici
sono stati rapidamente passati in rassegna, ai fini di verificare se le percolazioni
all'interno degli ipogei possano pregiudicare la sicurezza dei luoghi.
Le verifiche geologiche condotte nellarea di interesse hanno permesso di
riconoscere quanto segue:
che sussite la complessiva stabilit geologica del sito, tenuto conto delle
mutue relazioni tra la natura litologica dei terreni, il loro assetto
stratigrafico-strutturale, le evidenze geomorfologiche delle superfici
morfologiche naturali, come di quelle antropiche riferibili ad attivit di
cava esercitate in epoche storiche, sia in ipogeo che all'aperto;

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Relazione Geologica Valutazioni di stabilit del sito Grotta dei Cordari (SR) Francesco P. Vitale

che sussistono condizioni di sicurezza del sito, avendo valutato con


indagini semi-quantitative l'affidabilit e l'attitudine delle opere di
escavazione a non turbare gli equilibri di pendio e di deflusso superficiale,
cos come anche la stabilit di volte, pareti e pilastri di roccia che
sostengono gli ipogei, anche in relazione alla presenza di acquiferi
superficiali di modesta portata;
che pertanto non sussite alcun motivo legato ad aspetti geomorfologici,
strutturali ed idrogeologici che costringa la Direzione a mantenere -sia
pure in senso cautelativo- l'interdizione dei luoghi alle pubbliche visite.
Sulla base degli elementi geologici raccolti e qui esposti, si pu dichiarare la
sostanziale stabilit delle opere di escavazione dal punto di vista geologico-tecnico
alle finalit di pubblica fruizione. Si riconosce infine che le favorevoli condizioni
idrogeologiche proprie degli ambienti ipogei non aggravano le condizioni di
sicurezza degli scavi, in accordo con le evidenze geomorfologiche che sono state
riscontrate.

VIDRACCO, 10 ottobre 2010

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