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Capitolo 10

Serie numeriche

Il problema di sommare inÖniti addendi Ë uno dei problemi classici dellíanalisi matematica. Anzi si tratta di un problema che nellíantichit‡ ha avuto anche implicazioni ÖlosoÖche (paradosso di Zenone). Un semplice esempio mostra che un qualsiasi numero puÚ essere ìimmagi- natoî come risultato di una ìsomma di inÖniti addendiî, infatti abbiamo:

1

=

=

=

=

=

1

2 + 2

1

1

2

1

2

1

1

1

1

1

+ 4 + 4

1

+ 4 + 8 + 8

1

1

1

1

+ 4 + 8 + 16 + 16

:

2

:

:

Quindi, con un piccolo salto logico

1 =

+1

X

1

2 n :

n =1

Díaltra parte rimane aperto il problema di formalizzare questa situazione par- tendo da una successione f a n g generica.

10.1 Generalit‡

Assegnata fa n g R , per ricorrenza si deÖnisce la successione f s n g

s 0 = a 0 s n = s n 1 + a n

denominata successione delle somme parziali di f a n g.

1

2

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

Se vogliamo passare ad una forma esplicita abbiamo

s

s

s

0

1

2

s n

= a 0 a 0 + a 1

=

= a 0 + a 1 + a 2 :

= a 0 + a 1 + + a n

:

:

La locuzione ìserie di termine generale a n î, a cui associamo il simbolo

+1

X a n ;

n =0

(10.1)

va

intesa come abbreviazione (o sinonimo) di ìsuccessione delle somme parziali

di

f a n gî. Quindi tutto quello che si riferisce alla serie (10.1) in realt‡ si riferisce

alla successione fs n g. Vediamo tutto questo nella deÖnizione che segue.

DeÖnizione 10.1 Studiare la serie (10.1) vuol dire studiare la successione fs n g . Si dice che la serie (10.1) converge ad S 2 R se la successione f s n g converge ad S . In tal caso si scrive

X a n = S:

+1

n =0

Il numero S si dice anche somma della serie . Analogamente si dice che la serie (10.1) diverge (posit. o negat.) se la successione f s n g diverge (posit. o negat.). In tal caso si scrive

+1

X a n = 1

n =0

InÖne si dice che la serie (10.1) non Ë regolare se tale risulta la successione fs n g .

Come nelle somme Önite, líindice di sommazione non Ë rilevante e quindi

+1

X

n

=0

a n =

+1

X

k

=0

a k :

Dobbiamo mettere in evidenza una piccola di¢ colt‡ generata dal linguaggio comune:

in matematica una successione Ë un insieme di oggetti ciascuno contrad- distinto da un indice, una serie Ë la ìsommaîdegli inÖniti termini di una preassegnata successione;

nel linguaggio comune il termine ìserieî viene riferito a oggetti, o eventi, ripetuti esattamente identici (produzione in serie, in cui gli oggetti sono distinti da un numero di serie), oppure ripetuti non identici ma con certe analogie (i delitti di un serial killer), oppure diversi ma in un qualche senso concatenati (gli episodi di una serie televisiva).

Quindi nel linguaggio comune il termine serie ha la stessa accezione di ciÚ quello che in matematica chiameremmo successione.

10.1. GENERALIT¿

3

10.1.1 Primi esempi: calcolo di somme

Gli esempi pi˘ semplici di serie numeriche si presentano quando Ë possibile dare uníespressione analitica per la successione f s n g e quindi calcolarne il limite. Precisiamo che si tratta di situazioni estremamente rare.

Serie geometrica

Alla progressione geometrica f q n g si associa la serie geometrica

+1

X q n :

n =0

(10.2)

Si dimostra (con il principio di induzione) che

s n =

n

X q k =

k =0

8

<

:

n + 1

1 q n +1

1 q

Quindi risulta quanto segue:

se

se

q = 1

q 6= 1

se jq j < 1, allora la serie (10.2) converge e risulta

+1

X q n = lim s n =

n =0

n

1

1 q ;

se q 1, allora la serie (10.2) diverge positivamente;

se q 1, allora la serie (10.2) non Ë regolare.

Osserviamo che, nel caso jq j < 1 , risulta

+1

X

n

=m

q n = q m

+1

X

n

=0

q n = 1 q m q :

(10.3)

Serie telescopiche

Esempio 10.2 Studiamo la convergenza della serie

+1

X

n =2

1

n 2 1

Osserviamo che

n 2 1 = 1 2 n 1 n + 1

e passiamo a calcolare le somme parziali. Con pochi tentativi ed un pizzico di intuizione si riconosce che, per ogni n 4

1

1

1

1

s n = 2 1 +

1

1

n + 1 :

1

2 n

(10.4)

4

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

In realt‡ la dimostrazione rigorosa di (10.4) si avrebbe con il principio di in- duzione. Passando al limite, concludiamo

+1

X

n =2

1 = lim s n = 3

1

n

2

n

4 :

Esempio 10.3 Studiamo la convergenza della serie

Osserviamo che

+1

=1 log 1 +

X

n

n

1

log 1 + 1

n = log (n + 1) log n

da cui si deduce, per ogni n 2

s n = log( n + 1):

Pertanto, passando al limite,

+1

=1 log 1 + n = lim s n = +1 :

X

n

1

n

10.1.2 Teoremi sulle serie convergenti

Ove non sia possibile dare uníespressione analitica di fs n g o calcolarne il limite, ci si accontenta di stabilire il carattere della serie (convergente, divergente, non regolare). A questo scopo si utilizzano vari criteri che esporremo nei prossimi para- graÖ. Per il momento possiamo enunciare alcune utili proposizioni, anzitutto una condizione necessaria per la convergenza.

Proposizione 10.4 (condizione necessaria per la convergenza) Se la se-

+1

rie P =0 a n Ë convergente, allora risulta lim n a n = 0 .

n

Osservazione 10.5 Non Ë vero il viceversa. Un controesempio Ë dato dalla serie

Infatti, anche se risulta

+1

=1 log 1 + n

X

n

1

lim log 1 + n = 0 ;

n

1

(10.5)

abbiamo visto nellíEsempio 10.3 che la serie (10.5) Ë divergente. Un altro classico controesempio Ë dato dalla serie armonica che studieremo in seguito (Esempio 10.21).

Osservazione 10.6 Se due serie

+1

X

n

=0

a

n ;

+1

X

n

=0

b

n ;

10.1. GENERALIT¿

5

hanno i termini deÖnitivamente uguali, allora hanno anche lo stesso carat- tere. Infatti le rispettive successioni delle somme parziali di§eriscono per una costante. In generale i criteri di convergenza chiamano in causa limiti o propriet‡ di tipo deÖnitivo.

Passiamo ad enunciare propriet‡ di tipo algebrico.

Proposizione 10.7 Se le serie

+1

X

n

=0

a

n ;

+1

X

n

=0

sono convergenti, anche la serie

Ë convergente e risulta

+1

X (a n + b n )

n =0

b n ;

(10.6)

(10.7)

+1

X

n

=0

(a n + b n ) =

+1

X

n

=0

a n +

+1

X

n

=0

b

n :

Se le serie (10.6) sono divergenti con lo stesso segno, anche la serie (10.7)

Ë divergente. Se una delle due serie (10.6) Ë divergente e líaltra Ë convergente, allora la serie (10.7) Ë divergente.

Proposizione 10.8 Sia 6= 0. Le serie

+1

X

n

=0

a

n ;

+1

X

n

=0

(

a n )

hanno lo stesso comportamento. In particolare, se convergono, risulta anche

+1

X

n

=0

( a n ) =

+1

X

n

=0

a n :

Passiamo ora a considerare una situazione che possiamo deÖnire di somma per incastro. Accanto alla serie

consideriamo le serie

+1

X

n

=0

a

2 n ;

+1

X

n =0

a n

+1

X

n

=0

a 2 n +1 :

(10.8)

(10.9)

Il teorema che segue Ë formalmente identico al teorema relativo alla serie somma.

6

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

Proposizione 10.9 Se le serie (10.9) sono convergenti, anche la serie (10.8)

Ë convergente e risulta

+1

X

n

=0

a n =

+1

X

n

=0

a 2 n +

+1

X

n

=0

a 2 n +1 :

Se le serie (10.9) sono divergenti con lo stesso segno, anche la serie (10.8)

Ë divergente. Se una delle due serie (10.9) Ë divergente e líaltra Ë convergente, allora la serie (10.8) Ë divergente.

Vedremo in seguito (nellíEsempio 10.45) che, se le serie (10.9) divergono con segno opposto, non Ë escluso che (10.8) sia convergente.

10.1.3 Somme approssimate

Sia assegnata la serie

+1

X a n :

n =0

(10.10)

Supponiamo di aver stabilito che (10.10) Ë convergente, ma di non essere in grado di calcolarne la somma S . PoichÈ la successione delle somme parziali f s n g Ë convergente ad S , possiamo considerare ciascuna s n come approssimazione di S .

Tuttavia ogni approssimazione che si rispetti deve essere accompagnata da una stima dellíerrore commesso, che Ë dato da jS s n j. Quindi Ë utile stabilire una qualche maggiorazione per jS s n j. Per procedere puÚ fare comodo introdurre una deÖnizione.

DeÖnizione 10.10 Si deÖnisce resto n -simo la di§erenza

r n

= S s n

=

+1

X a k :

k =n +1

(10.11)

Il problema di maggiorare líerrore jr n j ha una ricaduta di tipo algoritmico come criterio di arresto nel calcolo della somma: Össata una soglia > 0 (ad esempio = 1= 1000) si vuole determinare n 2 N tale che

jS s n j < :

(10.12)

PoichÈ S Ë incognita non ha senso chiedere di risolvere (10.12) rispetto ad n . Tuttavia, se si riesce a scrivere una maggiorazione

jr n j R n ;

per ottenere la (10.12) sar‡ su¢ ciente risolvere

R n < :

10.1. GENERALIT¿

7

Osservazione 10.11 Attraverso diversi esempi avremo modo di vedere che, a parit‡ di > 0, il valore dellíindice n 0 per cui risulta

jS s n 0 j <

Ë estremamente variabile:

se tale n 0 Ë piccolo vuol dire che líerrore diventa subito piccolo (la serie converge velocemente);

se tale n 0 Ë grande vuol dire che la serie converge lentamente.

A questo proposito vediamo ora un esempio che sar‡ utile per il seguito.

Esempio 10.12 Si consideri la serie geometrica

+1

X q n

n =0

con jq j < 1 . Per ogni n 2 N sappiamo (vedi (10.3)) che

e quindi

r n =

+1

X

k =n +1

q k = q n +1

1 q

jr n j = jq j n +1

1 q :

Ovviamente in questo caso non ci interessa líapprossimazione della somma, tut- tavia possiamo osservare diverse velocit‡ di convergenza, al variare della base. Ci chiediamo per quale n 0 risulta

jr n 0 j < 1= 1000

Dunque dobbiamo risolvere

jq j n +1

1

1 q < 1000

se q = 1= 2 dobbiamo risolvere

1

1

1

2

n +1

1 +

1

2

1

3

<

1000

e si ottiene n 9;

se q = 3= 4 dobbiamo risolvere

3 4 n +1

1

1

< 1000

4

e si ottiene n 28.

La nozione di resto si puÚ dare per una serie generica.

8

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

+1

DeÖnizione 10.13 Assegnata una serie P =0 a n , per ogni n 2 N si deÖnisce (serie) resto n -simo la serie

n

r n =

+1

X a k :

n =k +1

Osservazione 10.14 Eíimmediato veriÖcare che le serie resto hanno lo stesso carattere della serie di partenza. Se la serie Ë convergente abbiamo r n 2 R , inoltre da (10.11) si deduce

lim r n = 0:

n

10.2 Serie a termini positivi

+1

DeÖnizione 10.15 Una serie P =0 a n si dice a termini positivi se (almeno deÖnitivamente) risulta a n 0 .

n

La propriet‡ principale Ë espressa di seguito.

Proposizione 10.16 Ogni serie a termini positivi Ë regolare, precisamente o converge o diverge positivamente. Se la serie converge ad S , abbiamo

s n S

e quindi i resti r n sono positivi.

abbiamo s n S e quindi i resti r n sono positivi. + 1 Corollario 10.17

+1

Corollario 10.17 Sia P =0 a n una serie a termini positivi. Se la successione fa n g non converge a 0, allora la serie Ë divergente.

n

Per le serie a termini positivi si puÚ dimostrare che vale il viceversa della Proposizione 10.9 sulla somma per incastro.

Corollario 10.18 Sia P =0 a n una serie a termini positivi. Tale serie Ë con-

vergente se e solo se entrambe le serie P

=0 a 2 n +1 sono convergenti.

+1

n

+1

n =0 a 2 n , P n

+1

Osservazione 10.19 Se abbiamo una serie a termini (deÖnitivamente) nega- tivi, in base alla Proposizione 10.8, essa avr‡ lo stesso comportamento della serie opposta (a termini positivi). Dunque le propriet‡ riportate in questo paragrafo, con le opportune modiÖche, si riferiscono alle serie a segno (deÖnitivamente) costante.

Passiamo ora ad illustrare i principali criteri di convergenza

Criterio 10.20 (di confronto) Siano f a n g e f b n g due successioni reali tali che (deÖnitivamente)

0 a n b n :

Se la serie P =0 b n converge, allora anche la serie P =0 a n converge.

n

n

+1

+1

10.2.

SERIE A TERMINI POSITIVI

9

+1

Se la serie P =0 a n diverge positivamente, allora anche la serie P diverge positivamente. InÖne, se poniamo

n

r n =

k

+1

X

=n +1

a k ;

R n =

k

+1

X

=n +1

b k ;

risulta (deÖnitivamente)

r n R n :

+1

n =0 b n

Esempio 10.21 Studiamo la serie armonica

+1

X

n =1

1

n :

Ricordiamo che nel Capitolo sulle successioni abbiamo visto che

1 +

n n

1

< e:

Quindi, applicando i logaritmi ad ambo i membri, si deduce che

ossia

n log 1 + n < 1

1

log 1 +

n < n :

1

1

Abbiamo gi‡ visto nellíEsempio 10.3 che la serie

+1

=1 log 1 +

X

n

n

1

Ë divergente, quindi, per il Criterio del confronto, anche la serie armonica Ë divergente.

Esempio 10.22 Studiamo la convergenza della serie

+1

X

n =1

arctan n n

n

2 n

Eíabbastanza facile osservare che, per ogni n 1

quindi, poichË

arctan n n

n

2 n

n

4

+1

n =1

X

4

n

(10.13)

Ë una serie geometrica con ragione =4 < 1 , per il Criterio di confronto, si conclude che anche la serie assegnata Ë convergente.

10

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

Ora passiamo a calcolare una somma approssimata, con errore inferiore a 1= 1000. Da (10.13), si deduce

r n =

k

+1

X

=n +1

quindi Ë su¢ ciente imporre

arctan k k k 2 k

+1

k =n +1

X

4 k = R n ;

+1

k =n +1

X

4 k 1000 :

1

In altri termini, per la (10.3),

1

1 =4 4

n +1

1

1000

Risolvendo questa disequazione rispetto ad n otteniamo

cioË

log 4000 log(4 )

log 4 log

n + 1

33 : 966 756 432 568 7 n:

In conclusione una somma approssimata, entro il margine di errore preÖssato, Ë data da s 34 .

Prima di enunciare un secondo criterio riportiamo una deÖnizione perfetta- mente coerente con la teoria svolta a proposito dei limiti di funzioni.

DeÖnizione 10.23 Due successioni fa n g e fb n g si dicono asintoticamente equiv- alenti se risulta

lim

n

a n

b n

= 1:

In tal caso si scrive

a n = b n :

Criterio 10.24 (di confronto asintotico) Siano fa n g e f b n g due successioni

(deÖnitivamente) strettamente positive ed asintoticamente equivalenti. Allora le

serie P

=0 b n hanno lo stesso comportamento, ossia una converge

(risp. diverge) se e solo se líaltra converge (risp. diverge).

Esempio 10.25 Studiamo la convergenza della serie

+1

n =0 a n e P n

+1

+1

X

n =1

2

n

+ 3

3 n 2

Risulta

2 n + 3

3 n 3 n 2 quindi anche se sappiamo che la serie

2

n

+1

n =1

X

2

3 n

(10.14)

10.2.

SERIE A TERMINI POSITIVI

11

converge, il Criterio di confronto 10.20 non fornisce informazioni signiÖcative. Invece, utilizzando le consuete regole di equivalenza, si ha che

e quindi

2 n + 3 = 2 n

3 n 2 = 3 n

2

n

+ 3

3 n 2

=

2

3 n

:

Dunque la serie assegnata Ë convergente in quanto, in base al Criterio 10.24, ha lo stesso comportamento della serie (10.14).

Osservazione 10.26 Si abbia una serie a termini positivi P =0 a n conver-

gente. Se risulta a n = b n , possiamo a§ermare che anche la serie P

convergente, ma, in generale, Ë falso che le due somme coincidano. Pertanto Ë un errore scrivere

+1

n

+1

n =0 b n Ë

+1

X

a n =

+1

X

b

n :

n

=0

n

=0

Osservazione 10.27 Per applicare i criteri di confronto dobbiamo stabilire

a priori che le serie in questione sono a termini positivi, o almeno a segno

costante. In realt‡ osserviamo che se a n = b n , allora le successioni fa n g e fb n g hanno (deÖnitivamente) lo stesso segno. Quindi, se stabiliamo uníequivalenza asintotica e conosciamo il segno della seconda successione, non Ë necessario studiare a priori il segno della successione di partenza.

Esempio 10.28 Studiamo la convergenza della serie

+1

X

n =0

log cos

1

3 n :

Osserviamo subito che 1= 3 n ! 0 , quindi applichiamo le equivalenze notevoli tra inÖnitesimi. Ricordiamo che, per t ! 0 , abbiamo

e quindi

cos t 1 ! 0

log cos t = log(1 + cos t 1) = cos t 1

Pertanto risulta

=

1

(1 cos t ) = 2 t 2 :

log cos

1

=

3 n

1

1

2 9 n :

Dunque la serie assegnata Ë a termini negativi ed avr‡ lo stesso comportamento della serie

n =0 1

X

2 9

+1

n :

1

12

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

Per la Proposizione 10.8 questíultima serie ha lo stesso comportamento della serie

la quale converge.

+1

X

n =0

1

9 n ;

10.2.1 Serie armonica generalizzata

I criteri precedenti consentono di ottenere informazioni su una serie assegnata

confrontandola con uníaltra di cui si conosca il carattere. In generale come serie

di

confronto si considerano la serie geometrica, come negli esempi precedenti, e

la

cosiddetta serie armonica generalizzata

+1

X

n =1

1

n

:

(10.15)

Proposizione 10.29 La serie (10.15) converge se e solo se > 1 . In tal caso, con il consueto signiÖcato dei simboli, risulta anche

1

(10.16)

r n < ( 1)n 1 :

Il caso 1 si deduce dallo studio della serie armonica e dal Criterio di confronto. La dimostrazione della convergenza per > 1 Ë ottenibile in diversi modi. Noi rimandiamo la dimostrazione alla conclusione del corso, quando utilizzeremo il Criterio dellíintegrale.

Esempio 10.30 Vogliamo studiare la convergenza della serie

+1

X

n =1

1 cos n n 3

:

Eíabbastanza facile osservare che, per ogni n 1

0 1 cos n

n 3

2

n 3 :

Osserviamo che, a meno del fattore 2 ,

+1

X

n =1

2

n

3

Ë una serie armonica generalizzata con esponente 3 quindi convergente; per il Criterio di confronto, si conclude che anche la serie assegnata Ë convergente. Nello studio della convergenza sarebbe un grave errore scrivere

1 cos n = n 2 = 2:

Infatti nello studio del carattere di una serie si considera n ! +1 , mentre líequivalenza

1 cos t = t 2 =2

10.2.

SERIE A TERMINI POSITIVI

13

sussiste per t ! 0 . Ora passiamo a calcolare una somma approssimata, con errore inferiore a 1 =1000. Quindi, in base alla (10.16), per ottenere

Ë su¢ ciente imporre

k

+1

X

=n +1

1 cos k k 3

1

< 1000

+1

X

k =n +1

2

1

n 3 < 1000 ;

(10.17)

A sua volta per ottenere (10.17), in base alla (10.16), Ë su¢ ciente richiedere

1

1

n 2 < 1000

Quindi risolvendo questíultima disequazione rispetto ad n otteniamo

1000 < n 2

cioË

31: 622 776 601 683 8 < n:

In conclusione una somma approssimata, entro il margine di errore preÖssato,

Ë data da s 32 .

Esempio 10.31 Vogliamo studiare la convergenza della serie

+1

X

n =1

1 p n + 1 sin n :
1
p n + 1 sin
n :

Per n ! +1 abbiamo n + 1 = n e quindi p n + 1 = p n ; inoltre 1=n ! 0 e quindi

In deÖnitiva

p n + 1 sin 1

inoltre 1 =n ! 0 e quindi In deÖnitiva p n + 1 sin 1 n

n

1 sin 1 = n n : 1 1 = p n n = 1
1
sin 1
=
n n :
1
1
= p n
n = 1 n =
p
n 1 = 2 :

Dunque la serie assegnata ha lo stesso comportamento della serie

cioË diverge.

+1

X

n =1

1

n 1 = 2 ;

10.2.2 Criteri immediati

Per criteri immediati intendiamo criteri che non richiedano líindividuazione di una serie di confronto.

14

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

+1

Criterio 10.32 (del rapporto) Sia assegnata una serie P =0 a n a termini strettamente positivi, cioË tale che a n > 0 . Esista

n

lim

n

a n +1

a n

= `:

Se ` < 1 , allora la serie Ë convergente. Se ` > 1 , allora la serie Ë divergente.

Dimostrazione. La dimostrazione si basa sul confronto con la serie geo-

metrica.

Osservazione 10.33 Qualora il limite del rapporto sia uguale ad 1 il criterio non fornisce informazioni. Infatti per la serie armonica generalizzata il limite del rapporto Ë sempre 1, indipendentemente dal fatto che la serie converga o diverga.

Esempio 10.34 Studiamo la convergenza della serie

diverga. Esempio 10.34 Studiamo la convergenza della serie + 1 X n =1 n n= 2

+1

X

n =1

n

n= 2

2 n :

Si tratta di una serie a termini strettamente positivi ed applichiamo il Criterio del rapporto

lim

n

a n +1

a

n

=

lim

n

(n + 1) ( n +1) = 2

2 n

2

n +1

n n= 2 =

= 1 s (n + 1) ( n +1)

lim

n

2

n

n

=

=

1

2 lim

n

s

n + 1

n

n

1

= p e(+1) = +1 :

2

p n + 1 =

Dunque la serie assegnata Ë divergente.

Tipico líuso del Criterio del rapporto nelle serie che coinvolgono i fattoriali (vedi Esempio 10.65).

Criterio 10.35 (degli inÖnitesimi) Sia assegnata una serie P =0 a n a ter- mini positivi. Se lim n n a n = ` > 0, allora la serie Ë divergente. Se esiste p > 1 tale che lim n n p a n = ` < +1, allora la serie Ë convergente.

Dimostrazione. La dimostrazione si basa sul confronto con la serie armon-

ica generalizzata. A vantaggio del lettore enunciamo come corollario un caso particolare.

+1

n

lettore enunciamo come corollario un caso particolare. + 1 n + 1 Corollario 10.36 Sia assegnata

+1

Corollario 10.36 Sia assegnata una serie P =0 a n a termini positivi. Se

n

lim n 2 a n = ` < +1;

n

allora la serie Ë convergente.

10.2.

SERIE A TERMINI POSITIVI

15

Osservazione 10.37 Lo studio di una serie a termini positivi tramite il criterio degli inÖnitesimi si puÚ riassumere in una sorta di protocollo Össo.

1.

Si calcola anzitutto

 

` 1 = lim n a n

n

 

Se ` 1 > 0 la serie diverge, se ` 1 = 0 si procede.

2.

Si calcola

 

` 2 = lim n 2 a n

n

 

Se ` 2 < +1 la serie converge, se ` 2 = + 1 si procede.

3.

Si calcola

 

` 3 = lim

n 3 = 2 a n

n

 

Se ` 3 < +1 la serie converge, se ` 3 = +1 si procede.

4.

Si calcola

 

` 4 = lim

n 5 = 4 a n

n

 

Se ` 4 < +1 la serie converge, se ` 4 = +1 si procede.

5.

Osserviamo che dal secondo passo in poi si considerano esponenti del tipo p k = 1 + 1 =2 k 2 . Dobbiamo precisare che non Ë a§atto garantito che il processo si arresti in un numero Önito di passi.

Esempio 10.38 Studiamo la convergenza della serie

+1

X

n =1

log( p n + 2)

3

:

n + 3

Al primo passo si conclude che la serie diverge

Esempio 10.39 Studiamo la convergenza della serie

+1

X

n =2

log(1 + n 2 )

n 3

:

Al secondo passo si conclude che la serie converge.

Un altro esempio di applicazione del Criterio degli inÖnitesimi Ë riportato di seguito.

Esempio 10.40 Studiamo la convergenza della serie

+1

X

n =2

1

p n 3 + 3 log n

:

16

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

Calcoliamo anzitutto

lim n a n

n

= lim

n

n p n 3 + 3 log n

= lim

n

1

p n log n = 0:

=

Quindi non possiamo trarre alcuna conclusione. Calcoliamo

lim n 2 a n

n

n 2

= lim

n p n 3 + 3 log n

= lim

n

p

n

log n = +1 :

=

Quindi non possiamo trarre ancora alcuna conclusione. Calcoliamo allora

lim n 3 = 2 a n

n

n 3 = 2

= lim

n p n 3 + 3 log n

= lim

n

1

log n = 0:

=

Quindi si conclude che la serie assegnata converge.

A questi due criteri immediati dobbiamo aggiungere il Criterio dellíintegrale,

che potremo enunciare solo alla Öne del corso. Va segnalato che questi tre criteri hanno un diverso grado di e¢ cienza.

Il Criterio degli inÖnitesimi Ë strattamente pi˘ e¢ ciente del Criterio del rapporto, nel senso di seguito precisato:

ñ il Criterio degli inÖnitesimi Ë risolutivo in tutti i casi in cui il Criterio del rapporto Ë risolutivo;

ñ esistono serie per le quali il Criterio del rapporto non fornisce infor- mazioni (serie armonica generalizzata), ma per le quali Ë su¢ ciente il Criterio degli inÖnitesimi Ë adeguato.

Il Criterio dellíintegrale consentir‡ di a§rontare alcune serie che sfuggono al Criterio degli inÖnitesimi.

A conclusione del paragrafo riportiamo un paio di esempi riepilogativi, in cui

si mostra che la scelta di un approccio al posto di un altro puÚ essere talvolta solo un fatto di gusti.

Esempio 10.41 Vogliamo studiare la convergenza della serie

+1

X

n =1

n 2 tan 1

5

n

In tutti gli approcci dovremo tener presente che

1

5 n ! 0

10.2.

SERIE A TERMINI POSITIVI

17

e quindi

tan

1 1

5 n 5 n :

=

Metodo 1. Applichiamo il Corollario 10.36

4

lim n 2 n 2 tan 1 n = lim n = 0

n

5

n

n

5

(ricordiamo che si tratta di un limite notevole). Dunque la serie converge. Metodo 2. Applichiamo il Criterio del rapporto

1 (n + 1) 2 tan (n + 1) 2 1 5 n+1 5 n+1
1
(n + 1) 2 tan
(n
+ 1) 2 1
5 n+1
5
n+1
lim
= lim
=
1
n n 2 tan
n
n 2 1
5 n
5
n
(n + 1) 2 5 n
1
=
lim
=
5 < 1
n 2 5 n +1
n
dunque la serie converge.
Metodo 3. Osserviamo che
1
n 2 tan
= n 2
5 n 5 n ;

quindi la serie assegnata ha lo stesso comportamento della serie

+1

X

n =1

n 2

5 n :

A

questa serie applichiamo il Criterio del rapporto e, come sopra, troviamo che

la

serie assegnata converge.

Esempio 10.42 Vogliamo studiare la convergenza della serie

+1

X

n =0

cos n + 3 n ! + 3

Anzitutto osserviamo che si tratta di una serie a termini positivi: il denomina- tore Ë positivo, riguardo il numeratore osserviamo che

2 cos n + 3 4 :

(10.18)

PoichÈ n ! ! +1 abbiamo

n ! + 3 = n !

e quindi

cos n + 3 = cos n + 3

n ! + 3

n !

:

Pertanto, per il Criterio 10.24 la serie assegnata avr‡ lo stesso comportamento della serie

(10.19)

+1

X

cos n + 3

n

!

n =0

18

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

Per studiare la (10.19) abbiamo diverse possibilit‡. La scelta pi˘ ovvia Ë quella di utilizzare il Criterio di confronto 10.20. Infatti abbiamo

PoichÈ la serie

cos n + 3

4

n ! :

n

!

+1

X

n =0

4

n

!

converge (Criterio del rapporto), si conclude che anche la serie (10.19) converge. Volendo potremmo applicare il Criterio del rapporto direttamente alla (10.19). Si deve calcolare il limite di

cos(n + 1) + 3

n

!

1

cos(n + 1) + 3

cos n + 3

(n + 1)!

cos n + 3 = n + 1

Dalla (10.18) si deduce

e pertanto

lim

n

2 cos(n + 1) + 3

1

cos n + 3

2;

1 cos(n + 1) + 3

n + 1

cos n + 3

= 0:

:

Anche in questo modo si perviene alla conclusione che la serie (10.19) converge.

10.3 Serie a segno non costante

Ora vogliamo studiare le serie a segno non (deÖnitivamente) costante, partendo da una situazione abbastanza semplice.

10.3.1 Serie a segno alterno

Occupiamoci di serie del tipo

+1

X ( 1) n n

n =0

con n 0 (deÖnitivamente), in modo che il termine generale a n = ( 1) n n risulti (deÖnitivamente) a segno alterno. Sussiste il seguente criterio di convergenza.

(10.20)

Criterio 10.43 (di Leibnitz) Se n 0 e inoltre

a) lim n n = 0;

b) f n g Ë strettamente decrescente;

allora la serie (10.20) Ë convergente. Inoltre, denotate con s n ed S rispettivamente le somme parziali e la somma della serie, si ha

jS s n j < n +1 :

(10.21)

10.3.

SERIE A SEGNO NON COSTANTE

19

Osservazione 10.44 Assegnata una serie scritta nella forma (10.20), la con-

dizione a) Ë necessaria per la convergenza. Infatti se (10.20) converge, per la

Proposizione 10.4, si ha ( 1) n n ! 0 . E quindi (Osservazione

) si ha

n = j( 1) n n j ! 0 :

Quindi se la condizione a) non Ë veriÖcata, la serie (10.20) non converge, dunque o diverge o Ë irregolare.

Esempio 10.45 La serie armonica a segno alterno

+1

X

n =0

( 1) n

n + 1

soddisfa le condizioni del Criterio di Leibnitz quindi Ë convergente. Se vogliamo calcolare un valore approssimato della somma con errore infe- riore a 1=1000 imponiamo

n +1 1=1000

ossia

1

1

n + 2 1000

da cui ricaviamo

998 n:

Pertanto s 998 rappresenta una somma approssimata entro il margine di errore che abbiamo preÖssato, ossia

jS s 998 j < 1= 1000;

La (10.22) equivale a dire

(10.22)

s 998 1 =1000 < S < s 998 + 1=1000 :

Con líausilio di un calcolatore otteniamo

s 998 = 0:693 647 431 :::

e pertanto

0 :692 6 < S < 0:694 6

si puÚ dimostrare che la

somma (esatta) della serie Ë pari a log 2 = 0 :693 147 181 ::: in perfetto accordo con la (10.23).

(10.23)

Utilizzando le serie di Taylor (vedi Capitolo

),

Osservazione 10.46 La serie armonica a segno alterno si presta a due inter- essanti osservazioni. Osserviamo che

+1

X

n

=0

+1

X

n

=0

( 1) 2 n 2 n

( 1) 2 n +1 2 n +1

=

=

+1

X

n

+1

X

=0

n

=0

1

2n + 1 = +1

1 2 (n + 1) = 1

20

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

Quindi una serie convergente puÚ essere ottenuta come somma per incastro di due serie divergenti (con segno opposto). Per una volta (e sar‡ líunica) scriviamo la serie come una somma.

S = 1

1

1

1

1

1

1

1

1

1

 

2

+ 3 4 + 5 6 + 7 8 + 9

10

+

:

:

:

(10.24)

Se moltiplichiamo i termini della serie per 1= 2 e otteniamo

S

1

1

1

1

1

1

1

1

1

1

 

2 = 2 4 + 6 8 + 10 12 + 14 16 + 18

20

+

:

:

:

(10.25)

Nella serie (10.25) la somma non cambia se intramezziamo una successione di zeri

S

2

1

1

1

1

1

= 0 + 2 + 0 4 + 0 + 6 + 0 8

+ 0 + 10

+

:

:

:

(10.26)

Ora sommiamo i termini della serie (10.24) e (10.26) e otteniamo

3

2 S = 1 + 0 +

1

3 2 +

1

1

5 + 0 +

1

7 4 +

1

1

9 + 0 + : : :

(10.27)

Nella serie (10.27) eliminiamo gli zeri, la somma evidentemente non cambia e

si ottiene

3

2

S = 1 +

1

1

1

1

1

1

1

1

1

 

3

2 + 5 + 7 4 + 9 + 11 6 +

13

+

:

:

:

(10.28)

A secondo membro della (10.24) e della (10.28) compaiono esattamente gli

stessi termini, con un ordinamento diverso. Dunque osserviamo che, dopo un riordinamento dei termini, la somma della serie Ë cambiata.

Esempio 10.47 Vogliamo studiare la convergenza della serie

+1

X

n =1

( 1) n

n 2 n 2 1 :

Posto

n

n =

2n 2 1 ; Ë immediato veriÖcare che n 0 e che

lim n = 0:

n

Andiamo a studiare la monotonia della successione f n g applicando diretta- mente la deÖnizione

n +1 < n :

Si ottiene la disequazione

che si riduce a

n + 1

n

2 (n + 1) 2 1 <

2n 2 1

0 < 2n 2 + 2n + 1

10.3.

SERIE A SEGNO NON COSTANTE

21

veriÖcata per ogni n 2 N. Dunque la serie converge. Se vogliamo calcolare un valore approssimato della somma con errore infe- riore a 1=1000 imponiamo

n +1 1= 1000;

ossia

che si riduce a

n + 1

1

1000 ;

2 (n + 1) 2 1

0

< 2n 2 996n + 999:

La soluzione Ë data da

496: 994 959 626 199 < n:

Pertanto s 497 rappresenta una somma approssimata entro il margine di errore che abbiamo preÖssato.

Osservazione 10.48 Assegnata una successione n > 0, osserviamo che le condizioni a) e b) sono rispettivamente equivalenti a

a 1 ) lim n 1= n = +1;

b 1 ) f1 = n g Ë strettamente crescente.

Esempio 10.49 Studiamo la convergenza della serie

+1

X

n =1

( 1) n

p n + 4 arctan 2 n :

Abbiamo

n =

1

p n + 4 arctan 2 n

e quindi

1

n

= p n + 4 arctan 2 n:

In questo caso la condizione n > 0 Ë veriÖcata per ogni n 1. La condizione a 1 ) Ë soddisfatta. InÖne dobbiamo veriÖcare b 1 ) . In base alla deÖnizione deve

risultare

p n + 4 arctan 2 n < p n + 1 + 4 arctan 2 (n + 1) :

Anche questa condizione Ë soddisfatta, in quanto si ottiene sommando membro

a membro le seguenti disuguaglianze

p n

<

p n + 1;

4 arctan 2 n

<

4 arctan 2 (n + 1) :

Se vogliamo calcolare un valore approssimato della somma con errore inferiore

a 1=1000 imponiamo

n +1 1=1000

ossia

1

p n + 1 + 4 arctan 2 (n + 1) 1 =1000

22

CAPITOLO 10. SERIE NUMERICHE

che, a sua volta, equivale a

1000 p n + 1 + 4 arctan 2 (n + 1) :

(10.29)

Per ottenere la (10.29) Ë su¢ ciente imporre

1000 p n + 1

ossia

999999 n:

Si conclude che una somma approssimata entro il margine di errore preÖssato Ë

data da s 999999 . In realt‡ con líausilio di una calcolatrice, tenendo conto del sec- ondo addendo 4 arctan 2 (n + 1), possiamo stabilire che Ë su¢ ciente considerare

s 980359 .

Osservazione 10.50 Assegnata una successione f n g inÖnitesima, per garan-

tire la convergenza della serie (10.20) le altre due ipotesi (positivit‡ e monotonia

di f n g) sono su¢ cienti in forma deÖnitiva.

Se esiste 0 tale che f n g Ë decrescente per ogni n 0 , allora la stima dellíerrore (10.21) vale a partire dallíindice 0 . Analogamente assegnata una successione n 6= 0 tale che f1= n g Ë diver- gente positivamente, se esiste 0 tale che f1= n g Ë crescente per ogni n 0 , allora esiste 1 0 tale che 1=