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Mons.

Giovanni Carr illustra le operazioni condotte presso le


Catacombe di Domitilla
Dopo il saluto introduttivo del Cardinal Presidente Gianfranco Ravasi, il Segretario, Mons.
Giovanni Carr ha illustrato e descritto le operazioni condotte presso le Catacombe di Domitilla,
in occasione della presentazione degli esiti dei restauri delle pitture di alcuni cubicoli del cimitero
e dellinaugurazione del nuovo museo che raccoglie una serie di manufatti, provenienti dei
monumenti sottoposti alla tutela della PCAS.

Il giorno 30 maggio 2017, alle ore 17:00, presso le Catacombe di Domitilla, la Pontificia
Commissione di Archeologia Sacra ha presentato gli esiti dei restauri delle pitture di alcuni cubicoli
del cimitero e, contestualmente, ha inaugurato un nuovo museo che raccoglie una serie di manufatti
provenienti dei monumenti sottoposti alla tutela della PCAS. Per l'occasione, dopo il saluto
introduttivo del Cardinal Presidente Gianfranco Ravasi, il Segretario, Mons. Giovanni Carr, ha
illustrato e descritto le operazioni condotte presso questo fondamentale sito archeologico. Si allega
di seguito il testo dell'intervento:

Con vero piacere, porgo un saluto a tutti coloro che hanno voluto prendere parte allEvento di
questoggi, che vuole festeggiare e presentare i risultati di restauri delicati e particolarmente
fortunati, che sono stati effettuati in questi ultimi 25 anni nelle splendide catacombe di Domitilla, le
pi grandi di Roma ed aperte al pubblico, a cura dei padri Verbiti che, con estrema attenzione e
grande professionalit accompagnano i visitatori negli immensi labirinti del complesso della via
Ardeatina, alla scoperta della civilt paleocristiana, osservata nelle sue manifestazioni funerarie, per
comprendere il significato dellattesa commovente e suggestiva della resurrezione.
Le catacombe di Domitilla dimostrano, in maniera monumentale, iconografica ed epigrafica,
il travaglio della conversione alla nuova fede. Alcune tombe pagane diventano - nel corso del III
secolo - espressamente cristiane ed entrano a far parte del grande cimitero comunitario che, con le
sue gallerie, abbraccia lintero popolo di Dio.
I responsabili della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra hanno voluto raccontare
questo lento processo della cristianizzazione della citt di Roma, con la creazione di un piccolo
museo, che raccoglie sarcofagi, ritratti ed epigrafi, che coprono un lungo periodo, che, dal II secolo
giunge al V secolo d.C.
Questo Museo vuole esprimere il cambiamento ideologico o religioso che porta dalla civilt
del mito alla cultura cristiana, attraverso le scene di vita quotidiana, sottolineando limportanza del
lavoro, inteso nellaccezione patristica, che vede nellattivit manuale una sorta di continuazione
della creazione.
Le pitture delle catacombe, poi, con le scene miracolose del Nuovo Testamento e con i
prodigi salvifici del Vecchio, vogliono anticipare la salvezza dei cristiani ordinari, guardando alle
guarigioni e alle resurrezioni del passato come a vere e proprie prefigurazioni della salvezza eterna.
Durante questi ultimi anni le catacombe aperte al pubblico sono state restaurate, scavate,
valorizzate per una pi larga accoglienza e, in occasione dellAnno Santo appena trascorso, stata
aperta anche la splendida catacomba dei Ss. Pietro e Marcellino che ha molto arricchito il panorama
artistico e storico della Roma cristiana nei primi secoli.
Lintento dei responsabili della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, sempre
incoraggiati dal Cardinale Gianfranco Ravasi, proprio quello di far conoscere ai pellegrini, che
giungono a Roma da tutto il mondo, la testimonianza archeologica eloquente e significativa delle
origini del Cristianesimo.
Qui, nei cimiteri, nei dormitori, in attesa della resurrezione, si respira quellatmosfera
dellattesa e della speranza, che muoveva i pensieri dei fratelli della prima ora. Qui, i Cristiani, i
visitatori, gli uomini dei nostri giorni possono trovare le risposte ai loro interrogativi pi urgenti e
intimi, ripercorrendo - nel buio delle catacombe - quei passi che condussero le prime comunit
romane verso la luce della rivelazione, della salvezza, della vita oltre la morte, con la convinzione
che la morte non ha lultima parola.

Giovanni Carr

Fonte Pontificia Commissione di Archeologia Sacra