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SE PUOI SOGNARLO PUOI FARLO

Dott.ssa Cecilia Falcetta


Dott.ssa Noemi Lucrezia Pepe
L'Incontro Centro di Psicologia Milanese
Via V. Monti 34, 20123 Milano
+39 348 7908125
psicologia.incontro@libero.it
www.centropsicologiaincontro.it

La fiaba una forma letteraria di altissimo livello culturale ed artistico, che ha la capacit
di raggiungere ogni stadio della vita psichica dell'uomo. Principalmente riconosciuta come
un genere destinato all'infanzia, in realt pu essere occasione di riflessione ed
arricchimento anche per l'adulto, rispondendo agli inevitabili interrogativi che egli si pone
sulla sua natura ed origine.

Il corso proposto consiste in un approfondimento dei temi principali presenti nelle fiabe pi
popolari (Cenerentola, La bella addormentata nel bosco, La Sirenetta, Biancaneve e i sette
nani) raccontate dai fratelli Grimm, da Charles Perrault e da Walt Disney. Lo scopo quello
di arrivare ad una loro comprensione, integrando la lettura psicoanalitica a quella
junghiana.

I temi presi in esame durante i sei incontri previsti sono i seguenti:

1. Perch la fiaba? Il bisogno di magia del bambino vs il bisogno di razionalit


dell'adulto.
La fiaba si presenta come un'occasione per affrontare temi pressanti per il bambino,
attraverso un linguaggio per lui comprensibile, a livello conscio ed inconscio. Inoltre i
simboli e la narrazione magico-simbolica gli permettono di spostare sui personaggi
fantastici tutto il vissuto emotivo angoscioso che non sarebbe tollerabile se investito sulle
figure parentali.

2. La genitorialit: padri, figlie e matrigne cattive.


Madri misteriosamente scomparse e sostituite da matrigne gelose, padri soli e potenti alle
prese con la ribellione adolescenziale della figlia, coppie che desiderano tanto un bimbo
che non arriva. La fiaba, in quanto specchio della vita relazionale ed intrapsichica
dell'individuo, non pu esimersi dal dipingere il complesso rapporto genitori-figli.

3. Il sogno realt diverr: l'autorealizzazione oltre l'oblio del sonno.


Il sogno la sede del desiderio, dell'aspettativa, della speranza; un rifugio da una realt
insoddisfacente. Grazie al sogno, la protagonista affronta le difficolt quotidiane. Il sonno,
al contrario, rappresenta il pericolo di un congelamento psichico, una fuga dalla vita, un
evitamento delle emozioni.

4. La natura amica e nemica: l'ambivalenza dell'intrapsichico.


La natura rappresentata come lo specchio del mondo interno della protagonista: cattiva
e persecutoria quando sono in gioco emozioni negative, benevola e complice quando la
speranza si riaccende. Allo stesso modo, nell'individuo coesistono oggetti buoni ed oggetti
cattivi, pulsioni di vita e pulsioni di morte, Anima e Ombra.

5. Il principe azzurro: l'uomo giusto al momento giusto.


L'unione del principe e della principessa coincide con la conclusione di un percorso di
maturazione personale della protagonista. In questo senso il principe non l'eroe che
salva, ma il tassello mancante di un puzzle il cui completamento rappresenta da parte
della principessa la conquista di una nuova consapevolezza d s in quanto donna adulta.

6. E vissero felici e contenti: il naturale bisogno del lieto fine.


La speranza viene esaudita, l'ordine vince sul caos. Le angosce che il bambino ha spostato
sui personaggi della fiaba si sciolgono, allentando cos le ansie e le paure che
naturalmente lo possono turbare. Anche l'adulto si sente rincuorato: l'equilibrio tra le forze
psichiche ambivalenti pu essere in qualche modo raggiunto.

A chi rivolto il corso?


A tutte quelle persone che sono cresciute a pane & fiabe, che amano raccontare e
sentirsi narrare delle fiabe e che credono nel potere del sogno e della fantasia.