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Studiare la societ

Capitolo 1
La societ e le istituzioni primarie
Premessa
Le attivit nelle quali siamo continuamente coinvolti sono attivit sociale. Vi sono
situazioni pi intense di partecipazione alle relazioni sociali (elezioni politiche, partita
nazionale, trovarsi nel traffico). Anche quando siamo chiusi in una stanza a preparare
un esame stiamo dentro ad una fitta rete di relazioni con altri, che sono presenti nella
nostra mente, ossia nei nostri ricordi e nelle nostre attese. Posti di fronte alla
questione fatidica che cos la societ?, abbiamo difficolt a rispondere. La ragione
che proprio perch siamo immersi nella societ tendiamo a non vederla. Un poco
come succede con laria: siamo talmente immersi in questo gas dal quale dipende la
nostra vita, che ne dimentichiamo lesistenza. Uno dei padri fondatori della sociologia,
il tedesco Georg Simmel, considerava la societ una pura astrazione del pensiero. Per
concepire la societ dobbiamo fermarci, astrarci dalla nostra esperienza quotidiana e
porci da un punto di vista pi elevato (distanza dallo sguardo). In generale, la societ
attrae linteresse delle persone quando essa si trasforma, rendendo pi malferme le
sue basi tradizionali.
La sociologia e il nuovo mondo
La sociologia nasce ufficialmente in Francia nel XIX secolo per poi diffondersi,
gradualmente, nel resto dEuropa e nel Nuovo Continente. Il proscenio storico-sociale
nel quale prende forma la nuova disciplina caratterizzato da processi e conflitti che
trasformano in maniera radicale lassetto antico. Quella che sembra dispiegarsi una
nuova epoca, che generalmente i sociologi chiamano modernit. Fino al secolo XVIII
leconomia prevalente in Europa era quella agricola fondata sullautoconsumo. Le
attivit mercantili, quelle cio che permettevano di trarre profitti dalla compravendita
di merci esistevano da tempo ma non erano in grado di imporre il loro ritmo e il loro
stile sul carattere statico di quelleconomia. A partire dal XVIII secolo quelle attivit,
fino ad allora marginali, innescano processi a catena di crescita. Nati a sostegno di
quelle attivit, nuovi strumenti finanziari accelerano gli scambi e, con essi, la crescita
economica. Un vincolo che impediva lespansione dei mercati e delle manifatture era
di tipo demografico, ossia mancavano persone da sfamare e braccia da impiegare
produttivamente. Proprio la diffusione della ricchezza connessa a questa crescita
economica ha favorito l0incremento demografico e innescato ulteriori cicli virtuosi ed
ha reso necessaria lorganizzazione razionale delle attivit economiche, vale a dire
quella tendenza al calcolo e alla pianificazione. Naturalmente tutto questo non
sarebbe stato possibile senza nuove possibilit tecniche, favorite dagli sviluppi del
sapere scientifico che per altra via ha preparato il dispiegamento della nuova epoca.
Un nuovo modo di intendere la conoscenza: non pi filosofica, ma basata su fatti
concreti, quindi scientifica. Di fatto, in un lasso di tempo di circa due secoli, si
passati da uneconomia centrata sullagricoltura a un modello economico centrato
sullindustria. Parallelamente cambiano: politica, pensiero e stile di vita. Sul piano
politico il nuovo mondo che emerge attraverso una serie di rivoluzioni, di cui quella
francese del 1789 la pi importante, il primato della borghesia imprenditoriale

sullantica aristocrazia terriera: la rivendicazione della pari dignit degli uomini sul
piano del diritto conduce alla rottura dei privilegi dinastici e feudali. Tutto ci ha un
riscontro nella cultura e nei valori diffusi. Si passa da una societ che riconosce status
ascritti, a una societ che riconosce status acquisiti. Scenario di questo nuovo modello
di vita sono le citt che crescono intorno alle fabbriche, dovendo accogliere una nuova
popolazione lavoratrice in larga misura proveniente dalle campagne. In questo clima la
sociologia muove i primi passi. Le vecchie spiegazioni, centrate sullo stato di natura e
sulla volont di Dio, risultano insufficienti.
Che cosa significa guardare la societ.. da sociologi
La societ quellinsieme di relazioni tra individui che danno vita, nel loro corso, a un
linguaggio, a forme pi o meno stabili di convivenza e a espressioni culturali che ne
garantiscono un certo livello di coesione nel tempo e che risponde a meccanismi. La
sociologia deve fare propria lidea che siano possibili pi tipi di societ. Le prime
riflessioni di tipo nuovo sulla societ vengono fatte proprio nellambito dellilluminismo
francese. Tra i primi a dare evidenza del fatto che possibile considerare diverse
forme di societ fu Montesquieu. Questi scrive al riguardo due opere divenute
popolarissime. La prima ha per titolo Lettere persiane (1721) e la seconda Lo spirito
delle leggi (1748). Il tema, insomma, sempre il medesimo: la possibilit di studiare le
differenti civilt (e dentro ad esse i sistemi giuridici) prendendo in considerazione le
condizioni in cui esse prendono forma. Serve unidea che permetta di considerare la
societ come una realt sui generis, vale a dire che, se da un lato non riducibile a
leggi immutabili ed eterne, dallaltro non neanche riducibile alle motivazioni, agli
interessi o alle pulsioni degli individui che la costituiscono. Si tratta, quindi, di stabilire
una disciplina che si configuri come fisiologia della societ. proprio questo il compito
che si propone Saint-Simon. Partecipando al clima di cambiamento di quellepoca
nacque la nuova classe dirigente composta dagli uomini industriali e dagli uomini di
scienza. Nel testo Du systme industriel (1822) emerge limmagine della societ come
macchina organizzata, costituita di parti che devono assolvere tutte quante a una
certa funzione. Altrove Saint-Simon paragona la societ a un organismo vivente, la cui
stabilit, che a volte vacilla, affidata alla garanzia che ciascun organo svolga la
funzione assegnata. La fisiologia della societ ha il compito di indagare tali
meccanismi di funzionamento. Col cambio da morale celeste a terrestre ora sono i
tecnici e gli scienziati a costituire la base (parabola). Auguste Comte fa il proprio
programma di studiare la societ tenendo separate la statica e la dinamica sociale. La
dinamica sociale studia il mutamento, mentre la statica organizza le societ che si
autoregolano. A partire da una prospettiva positivista rispetto alla statica sociale
Comte mette in evidenza come la natura della societ sia distinta dalla natura umana;
essa deve essere infatti fondata su una qualche forma di accordo tra le parti, vale a
dire su di un consenso che la faccia rimanere unita. Nella religione emerge il punto di
congiungimento tra la natura umana, profondamente individuale e quella sociale.
Sono altres importanti la propriet che garantisce la cumulabilit dei beni trasmessi
da una generazione allaltra e il linguaggio, che garantisce la conservazione delle
conquiste dellintelletto. Linglese Herbert Spencer (1820-1903) il fondatore
dellorganicismo sociale: la societ paragonata a un organismo biologico che si
evoluto attraverso un processo di specializzazione e di differenziazione, esattamente
come nel regno animale, dove levoluzione. A partire da questa prospettiva Spencer
individua societ semplici, scarsamente differenziate al proprio interno, e societ

complesse, che sono appunto il risultato di un processo di differenziazione e di


specializzazione dei suoi organi costitutivi, e, quindi delle sue istituzioni sociali.
Societ, solidariet e divisione del lavoro sociale
La societ un insieme di parti. Ma qual la forza che tiene uniti gli individui tra di
loro e che evita che le societ si disgreghino? La solidariet rappresenta la capacit
dei membri duna collettivit di agire nei confronti di altri come un soggetto unitario.
Dobbiamo tale termine a uno dei padri fondatori della sociologia, il francese Durkheim.
Egli matur una preoccupazione per la coesione sociale, e questa preoccupazione si
trasform ben presto, nel principale oggetto della sua ricerca scientifica. Anche
Durkheim ritiene che la societ sia una realt sui generis, ossia una entit specifica
avente delle esigenze sue proprie. Il concetto della solidariet emerge nella prima
opera importante del sociologo francese, dal titolo La divisione del lavoro sociale
(1893). Si tratta di unanalisi della trasformazione delle societ, da semplici a
complesse sotto la spinta di densit materiale, vale a dire lincremento della
popolazione. Le societ semplici sono quelle nelle quali la divisione del lavoro bassa,
mentre quelle complesse sono tali in quanto estremamente differenziate al proprio
interno. Questa segmentazione dei compiti e delle mansioni si configura come un
processo di crescita della densit morale per far fronte allincremento della densit
materiale. In questopera Durkheim identifica due forme di solidariet, la solidariet
meccanica e la solidariet organica. La prima conferita per similarit; la seconda
fondata sul fatto che il lavoro e la sopravvivenza di ciascuno dipendono dal lavoro e
dalla sopravvivenza di altri che svolgono mansioni differenti. Rendendo gli individui
sempre pi diversi tra di loro, la coscienza collettiva e le norme del gruppo sono
diventate sempre pi discostanti dalla coscienza individuale con la diffusione
dellanomia.
Comunit e societ
La ricerca delle forze che tengono insieme gli organismi sociali ha portato i sociologi a
proporre alcuni concetti tipici, o idealtipici. Tra i pi noti vi la coppia comunit e
societ. I due termini rappresentano forme di relazione sociale dotate di caratteristiche
opposte, e, pertanto, insieme costituiscono una dicotomia. Nel mondo moderno e
industriale viene attenuata, rispetto al passato, limportanza di relazioni sociali la cui
tenuta garantita dagli affetti, dal lungo tempo trascorso insieme. Luomo moderno
ha bisogno di stringere un elevato numero di relazioni fugaci con altre persone. Le
relazioni tipiche della societ moderna si definiscono, quindi, sempre di pi come
lincontro di interessi reciproci. Modalit di relazioni profonde e non immediatamente
strumentali, sono chiamate dai sociologi comunitarie, mentre quelle che prevalgono
nella societ industriale, di tipo strumentale e sentimentalmente fredde, sono definite
societarie. A introdurre la dicotomia in questione stato il sociologo tedesco Ferdinand
Tonnies (1855-1936), che intitol la sua opera maggiore appunto Comunit e societ
(1887). Proprio a partire dallopera di Tonnies, anche Max Weber (1864-1920)
distingueva la comunit dalla societ. In una delle sue opere pi dense, Economia e
societ (1922), egli afferma che la comunit tenuta insieme dallappartenenza, vale
a dire dai sentimenti che inducono le persone a sentirsi parte di un medesimo corpo
sociale, mentre la societ legata piuttosto dallinteresse reciproco. Ma entrambi sono
presenti nella nostra vita, si sottolinea la crescita dellinteresse nella modernit.

La societ come intrico formale


La societ pu anche essere studiata a partire da unaltra prospettiva. Il sociologo pu
guardare alla relazione che un individuo mette in atto con un altro o con altri individui.
La societ si mostra, quindi, a partire da un fluire incessante di relazioni, e dal loro
brulicare continuo e cangiante. Scopo del sociologo diventa allora quello di far
emergere alcune direttrici o regole in cui quel brulichio prende una forma intellegibile.
Il sociologo tedesco Georg Simmel pone al centro della sua riflessione sociologica il
termini Wechselwirkung, influenza reciproca. Se da un lato il sociologo tedesco
riconosce questo fluire, dallaltro fa emergere come la storia di questo fluire di
relazioni sia anche la storia del loro addensamento in forme pi o meno stabili, che
egli chiama forme di sociazione. Le forme di sociazione sono le relazioni che
vengono istituzionalizzate, ossia che prendono una forma tale che permette loro di
persistere nel tempo. Un esempio di relazione stabili rappresentato dalla famiglia,
come rapporto duraturo tra un certo numero di persone e che tende a riprodursi
similmente di generazione in generazione. La Chiesa, il sistema scolastico o le forme
di potere sono altre forme di sociazione. Proprio in conseguenza di questa attenzione
per le forme di sociazione, la sociologia di Simmel definita sociologia formale.
Dobbiamo tuttavia aggiungere che egli portatore di una visione tragica della societ.
La tragicit del campo sociologico consiste nel fatto che il fluire della vita sociale si d
in forme di relazione che si stabilizzano nel tempo, ma che sono costantemente
sottoposte a un processo di lenta trasformazione.

Sistemi, strutture e funzioni


Gi Durkheim utilizzava la metafora biologica per definire linsieme sociale come un
insieme funzionalmente integrato di parti. Spencer aveva messo in evidenza il
concetto di differenziazione funzionale, per spiegare levoluzione delle societ di
passare da organismi semplici a organismi sempre pi complessi. Il primo a proporre
nellambito delle scienze sociali un sistema di tipo astratto, improntato a modelli
matematici e logici a partire dai primi anni del Novecento, il sociologo italiano
Vilfredo Pareto (1848-1923). Questi considera la societ come un sistema, vale a dire
come un insieme di parti interrelate tra di loro, le cui relazioni possono essere
esprimibili in forma logica. Pertanto, nel sistema sociale possibile inserire una variet
di forma logica. Pertanto, nel sistema sociale possibile inserire una variet di
elementi, quali il suolo e il clima, le cui pulsioni originarie che le guidano (residui nel
linguaggio paretiano) o quei ragionamenti che gli esseri umani utilizzano per
giustificarli (derivazioni). Secondo Pareto le azioni umane sono in parte razionali
mentre in parte non lo sono affatto. In definitiva le azioni umane sono un insieme di
azioni logiche e di azioni non logiche, ed proprio la loro relazione che la sociologia
deve studiare. Lo schema pi elaborato e di maggiore successo nella tradizione
sistemica Talcott Parsons intorno agli anni cinquanta del Novecento. Fondando una
prospettiva detta struttural-funzionalismo, Parsons indica la possibilit di studiare la
societ a partire dallidentificazione di alcune funzioni fondamentali a cui devono
corrispondere altrettanti elementi strutturali. Parsons identifica quattro funzioni che
chiama imperativi funzionali. Il primo imperativo funzionale che ogni sistema sociale
deve assolvere consiste nelladattarsi (Adaptation). A tale funzione devono
corrispondere le istituzioni economiche. Ogni sistema sociale deve essere, inoltre, in

grado di darsi degli obiettivi (Goals attainment). Lelemento strutturale dato dalle
istituzioni politiche. Ogni sistema sociale deve garantire che tutte le sue parti agiscano
in maniera integrata. Si parla dellimperativo funzionale dellintegrazione dei fini
(Integration) che ha come corrispettivi strutturali la religione. Per finire, e siamo al
quarto imperativo funzionale, ogni sistema sociale deve garantire che la struttura della
societ venga mantenuta insieme e riprodotta di generazione in generazione
attraverso linteriorizzazione della cultura (Latency). A questo imperativo funzionale
corrispondono istituzioni quali la famiglia e la scuola. Nelle pretese di chi lo propone,
questo un modello universale.
La famiglia, la sua classificazione e le sue trasformazioni
La famiglia rappresenta lalveo della vita quotidiana. Per un italiano la famiglia tipica
quella istituzione sociale generalmente composta da un padre e una madre che lavora
e da un numero piuttosto limitato di figli, tutti quanti conviventi sotto lo stesso tetto.
Tuttavia, la struttura dei raggruppamenti familiari muta nel corso del tempo;
considerando, poi, aree geografiche differenti possibile incontrare modelli familiari
differenti dal nostro in maniera pi o meno marcata. LISTAT dice per famiglia si
intende un insieme di persone legate da vincolo di matrimonio, parentela, affinit,
tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora nello stesso Comune.
Lesperienza attuale ci configura modelli familiari strutturati nelle modalit tipiche
della cosiddetta modernit avanzata; impareremo a chiamarli nucleari. I nostri
bisnonni hanno avuto esperienze di famiglie costituite da molti pi membri da legami
decisamente pi stabili tra differenti coppie coniugali imparentate tra di loro, che
magari vivevano sotto lo stesso tetto. Nel 1972 il demografo Peter Laslett propose una
classificazione dei gruppi familiari. Persone sole, vale a dire unentit familiare
costituita da un singolo (fenomeno dei singles); a questi, bisogna aggiungere tutte le
persone che rimangono in solitudine per necessit, piuttosto che per libera scelta;
questo sia quando si nellimpossibilit di trovare un coniuge sia se si perso il
proprio. Famiglie senza struttura: al cui interno non vi alcun nucleo coniugale
propriamente detto; possono essere costituiti da fratelli non sposati o da altre forme di
convivenza. Famiglie semplici o nucleari: nucleo coniugale, con o senza figli; quando
invece si in presenza di un genitore con un figlio, esse sono dette monoparentali.
Famiglie complesse di tipo multiplo: si tratta di quelle famiglie che prevedono la
convivenza di pi nuclei coniugali. Famiglie complesse di tipo esteso: sono quei gruppi
familiari che prevedono lesistenza di un nucleo familiare insieme ad altri livelli di
parentela, per esempio un fratello del capofamiglia.
Le trasformazioni recenti
In generale sono ancora le famiglie nucleari quelle di gran lunga pi numerose, anche
se si nota un tendenziale ridimensionamento.
Famiglia, gruppi primari e socializzazione
Nel suo Systme de politique positive Comte considera la famiglia tra i tratti distintivi
dellessenza sociale dellumanit, insieme alla propriet e alla divisione del lavoro. Che
attraverso di essa diverse generazione di individui si trasmettono capitali materiali e
acquisizioni culturali. al sociologo statunitense Charles Horton Cooley che si deve la
definizione di famiglia come gruppo primario. Nel suo volume Social Organization sono

definiti gruppi primari quelli che svolgono una funzione fondamentale nella
formazione della natura sociale e degli ideali degli individui. Gruppi primari sono,
oltre alla famiglia, i gruppi amicali e, i gruppi di vicinato; essi, promuovendo sentimenti
come la simpatia, laffetto e la cooperazione, distolgono lindividuo dal semplice
perseguimento di interessi privati. I gruppi primari sono gruppi a carattere universale,
nel senso che non sono finalizzati ad alcuno scopo preciso. Ai gruppi primari
possibile contrapporre quei gruppi, definiti secondari, che sono invece basati sulla
strumentalit, ossia sulla comunanza degli interessi. possibile quindi affermare che
la famiglia, in quanto gruppo primario, rappresenta la connessione tra lio individuale e
lio sociale. Il processo che governa questo passaggio definito socializzazione. Pi
precisamente possibile definire la socializzazione come un processo che dura
praticamente per tutto il corso della vita, ma che decisivo soprattutto durante
linfanzia, attraverso il quale gli individui fanno propri gli elementi culturali (valori,
norme, ruoli, ecc.) di una societ, rendendoli parte della propria personalit. infatti,
attraverso il processo di socializzazione che gli individui imparano a volere ci che
vuole la societ. Proprio in questo senso Durkheim parlava del processo di
socializzazione come di quel processo che fa s che i fatti sociali vengano vissuti come
se provenissero dal di dentro.
Talcott Parsons e la trasformazione della famiglia
Parsons definisce quattro fasi di sviluppo presiedute appunto dalla famiglia. Al
prerequisito della latenza corrisponde la prima fase, detta della dipendenza orale; a
quello dellintegrazione, la fase dellattaccamento amoroso; al prerequisito del
conseguimento degli scopi, mentre al prerequisito delladattamento corrisponde la
fase della maturit. Secondo Parsons e Bales il modello familiare diffuso nel mondo
occidentale il risultato di un processo di differenziazione e di specializzazione. Per
differenziazione si intende la proliferazione di istituzioni che prima non esistevano e
che vanno ad assolvere funzioni sempre pi specializzate. Quindi, secondo questa
interpretazione, la famiglia perde gradualmente le funzioni che le erano state proprie,
e che vengono assolte da altre istituzioni, e si specializza nellespletamento di quella
pi importante, la socializzazione. Lesito di questo processo sarebbe una famiglia
coniugale con figli in cui il padre il cosiddetto leader strumentale, ossia la persona
che si occupa nel procacciamento delle risorse economiche, mentre la madre
rappresenta il leader affettivo, che si occupa cio dei processi di socializzazione.
Qualche considerazione critica
La lettura che Parsons e Bales propongono dellevoluzione dei modelli familiari, se da
un lato ha il pregio di descrivere quello che accaduto in alcune aree dellOccidente
ha il punto debole nella tentazione di ipostatizzare questo modello di sviluppo come
quello generale, adattabile alla maggioranza dei modelli sociali.