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I meccanismi di regolazione della ventilazione

Abbiamo accennato a come la ventilazione si pu regolare localmente all intero dei polmoni e all interno
degli alveoli. Quindi c una regolazione locale dovuta all azione alveolare per l ossigeno e alla pressione
della CO2. il diametro dei bronchioli pu essere regolato dalla CO2, cio vuol dire che se all interno
dellalveolo la pressione parziale di anidride carbonica si abbassa, questo induce broncocostrizione e
viceversa se si alza induce broncodilatazione.Ve lo spiego meglio: Stiamo parlando del rapporto della
regolazione locale tra ventilazione e perfusioneio vi ho detto l altra volta che nei bronchioli c un
meccanismo locale per cui parti del polmone poco ossigenate riescono a deviare il sangue verso zone pi
ossigenate. Vediamo come questo avviene: questo avviene con una regolazione locale all interno
dellalveolo perch ripeto, se si abbassa la CO2 questo induce broncocostrizione, se si innalza induce
broncodilatazione. Il contrario avviene se la resistenza delle arteriole regolata invece dall ossigeno
nellinterstizio, cio: se la pressione parziale di Ossigeno si abbassa nell interstizio, c una regolazione
locale che induce vasocostrizione.. se invece si innalza la P parziale dell O2 abbiamo vasodilatazione
Adesso vediamo in dettaglio come avviene questo meccanismo: Localmente quindi la ventilazione
accoppiata al flusso sanguigno alveolare, la resistenza alle arteriole articolata dall ossigeno
nellinterstizio, il diametro dei bronchioli regolato dall anidride carbonicaperch questo? Facciamo un
esempio: il sangue si sposta verso alveoli pi ossigenati, mettiamo che c un caso di broncocostrizione (per
esempio nell asma), succede che all interno dell alveolo come effetto della broncocostrizione abbiamo un
abbassamento della P parziale dell O2quest abbassamento della P parziale dell O2 induce localmente
una vasocostrizione cioSe c broncocostrizione, nell asmatico (ma anche non nell asmatico) possiamo
avere una zona Ipossica locale per in realt succede che quando c questa zona ipossica dovuta alla
broncocostrizione all interno dell alveolo sale la CO2 e diminuisce l O2..questa diminuzione dell O2 induce
nei capillari prossimi a quell alveolo poco ossigenato, una vasocostrizione locale.che cosa fa la
vasocostrizione? Sposta il sangue verso una zona meglio ossigenata..
Qui vediamo Nella situazione normale i capillari che perfondono questi alveoli, c una broncocostrizione
locale, quindi a livello alveolare c una zona ipossica (in alcune patologie tipo l asma)..che cosa succede
allinterno? Sale la CO2 e si abbassa l O2, l abbassamento di O2 induce una vasocostrizione locale che
sposta il sangue verso zone meglio ossigenate.. Quindi in realt questo sistema di regolazione locale
permette che anche se ci sono zone poco ossigenate, il sangue viene spostato verso una zona meglio
ossigenata con una vasocostrizione locale
Abbiamo diviso tutta la respirazione in 3 parti:

IO ORA VI STO RIPETENDO LE DOMANDE CHE FACCIO AGLI ESAMI


-meccanica respiratoria: come respiriamo, quali muscoli attiviamo, abbiamo parlato di quali sono le
pressioni piu importanti, quali sono i volumi polmonare piu importanti, della compliance, del sistema
toracopolmonare, forze elastiche, pressione intrapleurica negativa, variazioni di pressioni nell atto
inspiratorio ed espiratorio.. tutto questo fa parte della MECCANICA RESPIRATORIA!
-Scambi gassosi: abbiamo parlato di scambio di O2 e CO2, che cos che determina questi scambi sia a
livello alveolare che tissutaleabbiamo parlato di curva di dissociazione dell Hb, cosa significa, qual la sua
importanza fisiologica , quali sono i suoi spostamenti a destra e a sinistra e cosa significano, e abbiamo
parlato anche della legge di Fick che regola gli scambi gassosi e come questa legge pu essere modificata in
alcune patologie..
-Regolazione del respiro l ultima parte che dobbiamo fare

Regolazione del respiro


Parte pi complessa perch fatta male sui libri
Quali sono le funzioni del respiro? Beh, tutti mi rispondono: l entrata di ossigeno; in realt la funzione pi
importante l eliminazione dell anidride carbonica.. poi viene l assunzione di O2 e il mantenimento del PH
plasmaticola ventilazione (l atto respiratorio) pu cambiare a variazioni di CO2, di O2 e di PH.. cio sono
queste 3 cose che regolano la ventilazione!
quando si parla di regolazione della ventilazione, esiste una regolazione di tipo Nervoso e una di tipo
Chimico.
La respirazione un atto involontario, cio noi respiriamo involontariamentequesto avviene cosi come
per il battito cardiaco grazie a delle cellule pacemaker situate nel Ponte! Che cosa sapete delle cellule
Pacemaker? Nel cuore hanno un potenziale di riposo stabile che permette un impulso elettrico che si
origina indipendentemente dal controllo dei centri superiori. L inizio della respirazione non controllato
volontariamente, ma esiste un controllo nervoso della respirazione..tant vero che se abbiamo un trauma
cranico che lede i centri pontobulbini si pu interrompere la respirazione, e in questo caso a differenza del
battito cardiaco, si pu ventilare artificialmente il paziente fino al punto al cui la respirazione riprende in
modo autonomoMolte cose ancora non sono chiare e questo giustifica i libri che non la spiegano bene!
Si parlato di una regolazione nervosa cio di una rete neuronale che situata della zona bulbare e nel
Ponte che viene chiamata Generatore Automatico Bulbopontino, una reta neuronale abbastanza
complessa che controlla l attivit ciclica dei muscoli respiratori: diaframma nel caso di respirazione basale,
e dei muscoli accessori nel caso di respirazione forzata.. Il controllo di questa rete avviene a seconda di
cambiamenti anche Chimici, quali variazioni di O2 e CO2 e ione H+; queste sono delle variazioni chimiche
che vengono percepite da chemocettori specializzatial generatore automatico bulbopontino arrivano
degli input da chemocettori che possono essere centrali o perifericipoi arrivano delle Afferenze
propriocettive che ad esempio sono dei recettori di stiramento sui polmoni (meccanocettori) i quali
impediscono la dilatazione estrema del tessuto polmonarequeste afferenze negli adulti non sono cosi
importanti tranne in casi di respirazione massimale, ma nei neonati sembrano essere molto importantinei
neonati queste afferenze propriocettive situate sul tessuto polmonare impediscono, interagendo col
generatore automatico bulbopontino, che ci sia una ventilazione eccessiva e quindi uno stiramento
eccessivo del tessuto polmonare
Ma abbiamo anche un controllo dai centri superioriun esempio di una respirazione controllata
volontariamente: Apnea volontaria, una decisione volontaria connessa al generatore automatico
bumbopontino ed interrompe la respirazionepossiamo interromperla in modo infinito? NO DI CERTO!
Vediamo qual il meccanismo per cui siamo costretti ad un certo punto a riprendere la respirazione e non
riusciamo a controllare volontariamente l interruzione della respirazioneA questo generatore automatico
bumbopontino arrivano: Afferenze propriocettive, controllo da parte dei chemocettori, controllo
volontario! Questo gruppo di neuroni a sua volta controlla l attivit dei muscoli respiratori e vedremo in che
modo..
Abbiamo dei neuroni bulbari che controllano inspirazione ed espirazione, abbiamo invece dei neuroni
Pontini che controllano ritmo e frequenza del respiro.. quindi i neuroni bulbari controllano maggiormente l
atto inspiratorio (la maggior parte del controllo maggiormente sull Inspirazione, perch lespirazione a
riposo un fenomeno Passivo!)il ritmo respiratorio deriva dall attivit di questa complessa rete
neuronale che comporta connessioni nervose tra neuroni pontini e bulbarila ventilazione inoltre
controllata dai centri celebrali superiori e dai 3 fattori chimici (CO2, O2, ioni H+)
Bulbo, Ponte, rete neuronale Bulbopontina e fattori chimici!
Nel bulbo il centro nervoso pi importante quello che chiamato Gruppo respiratorio Dorsale (DRG o
GRD) ed situato all altezza fra il nono e il decimo nervo cranicopoi c il Gruppo respiratorio Ventrale

anche questo ha un ruolo nella regolazionePi importante per quello dorsale perch qui ci sono dei
neuroni che controllano l atto Inspiratorio! Cosa vuol dire neuroni che controllano latto inspiratorio e
neuroni che controllano latto espiratorio? in che modo controllano unazione meccanica come questa?
Io li ho abbreviati in neuroni di tipo i (i perch controllano linspirazione) e neuroni di tipo e (che
controllano lespirazione)qual secondo voi la differenza? I neuroni di tipo i, scaricano potenziali durante
latto inspiratorio.. i neuroni di tipo e, scaricano potenziali durante latto espiratorio.quindi la rete
neuronale molto complessa (generatore pontobulbare) formata da un gruppo respiratorio dorsale e uno
ventrale, situati del BULBOil gruppo resp dorsale quello che controlla linspirazione ed il pi
importantea riposo questi sono i neuroni (neuroni di tipo i) che controllano latto respiratorio, perch
lespirazione normale principalmente un fenomeno passivo!
Il gruppo resp ventrale entra in gioco quando c un inspirazione forzata (chiamati appunto neuroni
inspiratori i+) e quando c una espirazione forzata! A riposo il gruppo resp ventrale quasi sempre
inattivo! Questa rete neuronale (gruppo ventrale e gruppo dorsale) pu essere lesa da traumi, se il trauma
a livello del bulbo e del ponte pu interrompere completamente la respirazione perch una lesione di
questa zona che controlla appunto il ritmo respiratoriopu essere danneggiato da edema celebrale
ovviamente, l accumulo di liquido nell interstizio a livello del ponte e del bulbo pu interrompere l atto
respiratoriopu essere interrotto da un eccesso di farmaci, esempio barbiturici!
Se si vanno a vedere il numero di neuroni attivi nel gruppo dorsale, durante linspirazione c un attivazione
cosiddetta A Rampa di tutti questi neuroni, cio si eccitano (scaricano potenziali d azione) in modo
graduale con un meccanismo a Feedback Positivo; c una salita cosiddetta A Rampa di tutto il gruppo
neuronale; nell atto inspiratorio man mano che si eccitano un piccolo gruppo di neuroni, si eccitano anche
quelli vicini di tipo i, in modo che c una rampa (salita).alla fine, durante l espirazione, se andiamo a
registrare l attivit elettrica di questi neuroni riscontriamo un fenomeno passivo (quindi anche dal punto di
vista elettrico), non registriamo cio dei potenziali.. Nell inspirazione successiva, di nuovo salita a rampa di
questi neuroni.. alla fine della rampa, cio quando tutti i neuroni di tipo i sono eccitati, abbiamo che il
volume corrente al massimo cio 500 mL
Nel bulbo c un generatore PRIMARIO (questa rete neuronale), abbiamo detto anche che ci sono neuroni
di tipo i e neuroni di tipo e, ognuno dei due tipi si regola a vicenda.. ovviamente ognuno di questi gruppi di
neuroni si autoeccita ma inibisce l'altro tipo (cio quando i neuroni di tipo i sono attivi, i neuroni di tipo e
sono inibiti dagli stessi neuroni di tipo i) .. Al contrario se io sto espirando in modo forzato (quindi quando
applico il gruppo ventrale) i neuroni di tipo e inibiscono quelli di tipo i.sostanzialmente questa rete
neuronale si autoeccita fra neuroni dello stesso tipo tramite feedback positivo, ma contemporaneamente
inibiscono quello dell altro tipo!
-Nella respirazione forzata, dove si attiva gradualmente il gruppo respiratorio ventrale, il gruppo dorsale
eccita quello ventrale!!!
Per capire meglio: io sono a riposo, che cosa attivato? Il gruppo dorsale
Quali tipi di neuroni sono attivati? Quelli di tipo i
Quali sono inattivati? Quelli di tipo e
Da chi sono inattivati i neuroni di tipo e? Dai neuroni di tipo i
Ora inizio un inspirazione forzata; a quel punto il gruppo dorsale attiva anche i neuroni del gruppo
ventrale.. quindi il ventrale entra in gioco solo nella respirazione forzatanel gruppo respiratorio ventrale
funziona comunque lo stesso meccanismo, quindi i neuroni tipo i+ inibiscono i neuroni di tipo e+ e
viceversa; si regolano luno con laltro!
Questi fin ora sono i neuroni BULBARI ma c anche un controllo da parte dei neuroni PONTINI, questi
controllano ritmo e frequenza del respiro!
A RIPOSO E TUTTO CONTROLLATO DAI NEURONI DI TIPO i E DAL GRUPPO RESPIRATORIO DORSALE

Solo recentemente si scoperto dei neuroni Pontini, che sembrano avere un controllo tonico sul ritmo e
sulla frequenza del respirosono state identificate 2 zone: il cosiddetto centro Apneustico, che nella
parte pi caudale del ponte; questo stimola sia linspirazione e contemporaneamente inibisce l espirazione;
Il centro Pneumotassico, nella parte rostrale del ponte, anche questo agisce sulla durata dell inspirazione e
contemporaneamente inibisce il centro apneustico.Quindi questi centri funzionano un po come il gruppo
ventrale e dorsale, una struttura inibisce l altra, e si autoeccitano al loro interno..
Non regolano L ATTO INSPIRATORIO (controllato solo dal gruppo dorsale) ma solo la frequenza.
Gruppo ventrale-dorsale e gruppo apneustico-pneumotassico sono collegate da una rete neuronale!
-Il gruppo dorsale si occupa dell atto inspiratorio quindi fondamentalmente del diaframma e degli
intercostali esterni.. il gruppo ventrale che si attiva nell inspirazione massimale e nell espirazione Attiva,
controlla gli addominali, intercostali interni, sternocleidomastoideo..
-Nel ponte abbiamo un centro pneumotassico che controlla la durata dell inspirazione e l attivazione di
questi neuroni aumenta la frequenza inspiratoria (Parliamo di frequenza e non di profondit del respiro)..
In un atleta il ritmo basale respiratorio pi basso perch lievemente bradicardico!
Il centro apneustico regola invece la profondit del respiro..
I centri pontini e bulbari non sono separati, ma connessi fra loro.. l attivit coordinata di questi due regola
lattivit ciclica dei muscoli respiratori.

La ventilazione reagisce a variazioni di CO2, O2, ioni H+


Queste variazioni agiscono sul generatore bulbopontino, nel senso che queste variazioni sono percepite da
chemocettori ma comunque connesse al generatore bulbopontino e cosi regolano la ventilazione; anche
qui si pu verificare una sorta di adattamento come nella condizione di Ipossia tipica dell alta quota vista la
scorsa volta.
-Eliminazione di CO2, assunzione di O2, mantenimento del PH..
Perch cosi importante l eliminazione di CO2? Perch determina Acidosi, e se questo si verificasse si
andrebbero ad alterare tutti gli enzimi (che agiscono a range di PH molto stretti); Per questo l eliminazione
di CO2 la funzione pi importante della respirazione, tant vero che il parametro che si va subito a
controllare!
Facciamo degli esempi: Diminuisce O2 causa aumento della ventilazione
Diminuisce il PH causa aumento della ventilazione
Se aumenta la CO2, la ventilazione va fino a 60-80 Litri al minuto
Il parametro pi importante che porta all aumento della ventilazione l aumento dell anidride carbonica
che deve essere eliminata!
Domanda: La ventilazione pi sensibile all O2, alla CO2 o agli ioni H+?
ALLA CO2, sono le variazioni di questa che provocano un forte aumento della ventilazione!
La P parziale di CO2 mantenuta intorno ai 40 mmhg..
Laumento degli H+ si pu avere ad esempio in seguito ad aumento metabolico, sforzo fisico e nelle
patologie come il diabete e luso di chetoacidi.
Quando diminuisce l O2? Perch la sua diminuzione comporta una variazione cosi piccola di ventilazione?
Perche l emoglobina anche se la P parziale dell O2 scende molto, riesce ad essere ancora saturata! Per
avere una forte diminuzione della P parziale di O2 bisogna avere un abbassamento sotto i 60 mmhg; nel
sangue arterioso circa 100 mmhg, quindi deve scendere di molto!
Questo lo possiamo notare sia in alcune patologie ostruttive molto gravi sia ad alta quota dove c una
forte riduzione della P parziale di O2 (a 3000metri), Questo uno stimolo per l aumento della ventilazione..
In linea generale, piccole variazioni di CO2 comportano un aumento della ventilazione!
Come percepiamo queste variazioni?
Queste sono variazioni chimiche, e sono determinate da chemocettori: nelluomo esistono

1) Chemocettori centrali
2) Chemocettori periferici
Prima di tutto, che cos un chemocettore?
un neurone che si eccita quando ci sono variazioni di O2, H+, CO2
-I chemocettori periferici sono situati nei glomi carotidei (sono i pi importanti) quindi alla biforcazione
della carotide, e nei glomi aortici. Sono principalmente sensibili a variazione di ossigeno, per vedremo che
sono anche in grado di percepire variazione di CO2 e ioni H+.. quando ad esempio si attiva l
iperventilazione da ipossia ad alta quota, quello che viene attivato il glomo carotideo.. questi recettori
periferici sono quelli pi sensibili alle variazione di ossigeno.. in cosa consistono? I glomi, sono gruppi di
cellule specializzate in cui abbiamo 2 tipi di cellule: le cellule di tipo 1 (che la cellula glomica vera e
propria) e le cellule di tipo 2 che sono cellule di sostegno di tutto il glomo!
Come funzionano le cellule glomiche? le cell glomiche percepiscono un abbassamento di ossigeno e
portano Afferenze attraverso il n. glossofaringeo le quali arrivano al generatore bulbo pontino; da qui si ha
l aumento della ventilazione..
Come avviene questa percezione chimica della variazione di ossigeno? Normalmente su queste cellule
glomiche ci sono dei canali del potassio che sono aperti in presenza di O2, quindi finch l Ossigeno
presente, il canale aperto.. che cosa fa il potassio normalmente in una cellula? ESCE dalla cellula, mentre
il sodio ENTRA; quando si abbassa lO2, il canale si chiude e il potassio resta dentro la cellula e questa si
depolarizza! Questa depolarizzazione in una cellula eccitabile comporta l attivazione dei canali del calcio
voltaggio dipendenti e induce esocitosi di neurotrasmettitori. Quindi la cellula si attiva e rilascia
neurotrasmettitori (sembra che sia la dopamina)
Questi glomi carotidei per abbiamo detto che intervengono solo quando ci sono grosse variazioni della
pressione arteriosa, e queste vanno sotto ai 60 mmhg; di norma non intervengono quindi nella normale
ventilazione dato che la P parziale di O2 in un individuo sano non si abbassa cosi tanto; ma si hanno in caso
di patologie come l asma o in altissima quota.. QUINDI LA VENTILAZIONE AUMENTA SOLO QUANDO L
OSSIGENO DIMINUISCE DI MOLTISSIMO (Ipossia)I glomi per, riescono ad essere attivati anche da
variazioni di CO2 e ioni H+; in realt CO2 e H+ stiamo parlando della stessa cosa perch se aumenta la CO2
aumenta anche l acido carbonico e quindi anche lo ione H+..In che modo si attivano quelle cellule
glomiche? Sostanzialmente nella cellula glomica lo ione H+ si accumula nel citoplasma, si attiva uno
scambiatore sodio-ioniH+, quindi se lo ione H+ si accumula nel citoplasma, esce e fa entrare sodioquest
entrata di sodio, grazie allo scambiatore sodio-calcio, induce un entrata di calcio.. cio il sodio accumulato
esce ed entra il calcioquindi come effetto dell accumulo intracellulare di ioni H+ c un entrata di
calciol ingresso di calcio induce esocitosi e liberazione del neurotrasmettitore! Quindi in generale un
aumento dello ione H+ comporta un aumento intracellulare di calcio!
-I chemocettori centrali: sono situati sulla faccia ventrale del bulbo, vicini ai centri di regolazione
respiratoria bulbare, tra i nervi cranici 5 e 12..questa zona chemosensibile, sensibile a variazioni di CO2
nel sangue arterioso (quindi differenza con i chemocettori periferici); nel sangue arterioso la P parziale di
CO2 40 mmhg! Questi chemocettori intervengono anche nella normale ventilazione!!!! La CO2 ha la
capacit di diffondere attraverso la barriera ematoencefalica, queste aree chemosensibili sono a stretto
contatto col liquido cefalospinale nel bulbo, quindi adesso vedremo come la diffusione della CO2 attiva
questa regione chemosensibile stimolando di conseguenza la ventilazione. Quindi se si innalza la CO2,
questa deve essere eliminata; l eliminazione avviene per via riflessa attraverso la ventilazione!
Sostanzialmente succede che nel sangue si ha un aumento di CO2, questa diffonde nel liquido cefalospinale
a livello del bulbo ventrale, qui si lega all H2O, si produce acido carbonico che a sua volta si scioglie in ioni
idrogeno e ioni bicarbonato, lo ione idrogeno attiva i chemocettori centrali e questi stimolano i centri
respiratori bulbari che sono situati li vicino per aumentare la ventilazione polmonare. Lo stimolo chimico
della cellula chemocettiva centrale quindi lo ione H+ che deriva da un aumento di CO2.

Il centro bulbare che di conseguenza aumenta la ventilazione quello Dorsale, situato molto vicino a
queste aree chemosensitive. L aumento della CO2 chiamata Ipercapnia!
Quando possiamo avere ipercapnia? Quando la respirazione compromessa per qualsiasi motivo:
situazione di Ipoventilazione!
nellipercapnia in seguito a ipoventilazione, il controllo principale dato quindi dai chemocettori centrali
attivati dalla diffusione della CO2 nel liquor; in misura minore, l aumento di CO2 equivale ad un aumento di
H+ arterioso , questo attiva anche i chemocettori periferici ad aumentare la ventilazione (in misura molto
minore rispetto ai chemocettori centrali dove la reazione velocissima).
Se ad esempio abbiamo unacidosi metabolica in un paziente diabetico, in cui leccesso di chetoacidi induce
un aumento di H+ nel sangue arterioso e questo comporta principalmente la stimolazione di chemocettori
periferici (glomi aortici e carotidei), questi centri induco un aumento della ventilazione per riportare gli ioni
H+ ad una situazione normale. Questo perch l iperventilazione dovuta all aumento di ioni H+ induce un
abbassamento della CO2 arteriosa e riporta anche il PH ematico alla situazione normale.
Perch la variazione di H+ in un paziente diabetico non viene percepita dai chemocettori centrali? Perch
mentre la CO2 diffonde facilmente attraverso la barriera ematoencefalica, gli ioni H+ no!
Ovviamente nellalcalosi metabolica esattamente il contrario: si pu avere quando la concentrazione di
ioni H+ si abbassa!
Quindi ricapitolando: una situazione di acidosi metabolica comporta un aumento di ventilazione
(iperventilazione); un alcalosi metabolica comporta una riduzione della ventilazione.
La respirazione per pu essere controllata anche volontariamente
Posso decidere di ipo o iperventilare, o di trattenere il respiro. Posso trattenere il respiro per fino ad un
certo punto, questo perch? Se io trattengo il respiro la CO2 si sta accumulando, questa ipercapnia lo
stimolo riflesso per cui non si pu trattenere a lungo il respiro!
La respirazione pu essere influenzata anche da:
-afferenze Ipotalamiche: quindi possiamo avere la temperatura che in genere aumenta la frequenza e
diminuisce il volume corrente; Un innalzamento della temperatura ad esempio durante la febbre, in genere
comporta una ventilazione frequente ma a minor volume corrente.
-stati emotivi: iperventilazione in condizioni di ansia, ipoventilazione quando si rilassati
-ritmo sonno-veglia: durante il sonno respiriamo pi lentamente perch diminuisce la frequenza cardiaca e
tutto il metabolismo.
Sapete che non bisogna iperventilare in maniera massimale prima di andare in apnea, perch?
Iperventilando incamero O2 ma altero i livelli di CO2 e dato che lo stimolo pi importante per riprendere la
ventilazione proprio la CO2, la persona che va in apnea quindi non si rende conto che finito l ossigeno a
sua disposizione!