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Da politici a cacciatori di like.


Elezioni 2016, guida alla vittoria
Strumenti tradizionali nel dimenticatoio, le prossime elezioni di primavera
sanciranno la vittoria di chi sapr meglio ascoltare la nuova piazza, quella
digitale. Una conversazione con uno dei massimi esperti italiani di new media,
Giovanni Boccia Artieri: "Attenzione al collasso dei consensi, Marino insegna"
Venerd, 6 novembre 2015 - 09:33:00
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di Alberto Berlini

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Trasformare i like in voti. Ed proprio nell'agor del web, siano essi


social network o semplici siti di movimenti cresciuti dal basso che si
giocher la prossima campagna elettorale.
In tal senso il peso di strumenti pi tradizionali come la
cartellonistica, manifesti e "santini" verranno ridimensionati nelle
prossime campagne di comunicazione politica, spiega ad
Affaritalianit.it Giovanni Boccia Artieri, uno dei massimi esperti
italiani di nuovi media e docente all'universit di Urbino.
Abbiamo recentemente visto come una parte di opinione
pubblica non rappresentata immediatamente dai mass media
abbia preso voice sul caso delle dimissioni del sindaco Marino a
Roma attraverso luso dei social media. E abbiamo visto come
lemergere di una strategia del consenso online abbia collassato
con lesperienza di piazza, trasformando i like in volti di
manifestanti a sostegno di Ignazio Marino.
In tal senso le prossime campagne vedranno sempre di pi crescere
questa interazione fra il web e la piazza, tra una visibilit di
contenuti di campagna e di supporto attraverso hashatg e il
riempimento di spazi pubblici a supporto di iniziative o
nellautoproclamazione di iniziative da parte di cittadini-attivisti. Il
peso di strumenti pi tradizionali come la cartellonistica verranno
ridimensionati, anche in nome di una politica che vuole ostentare
meno se stessa e lanciare un messaggio pi etico. La presenza di
esponenti del M5S in tal senso costruir una cartina di tornasole
efficace.
Un addio alla vecchia comuncazione politica, cosa cambia?
Ci troveremo probabilmente di fronte ad una crescita della
diffusione di video dei candidati sui diversi canali social network,
con strategie di circolazione adatte a viralizzarli in modo da
raggiungere nicchie di cittadini, toccati da tematiche specifiche.
Parliamo anche di costi, quanto deve essere strutturata una
campagna, penso ad esempio post sponsorizzati sui social media
pi popolari. possibile ipotizzare uno spostamento dei budget
fissati dei partiti e movimenti dalle campagne off line alle
campagne on-line?
I costi per la sponsorizzazione di contenuti online sono
straordinariamente contenuti rispetto ai costi tradizionali della
campagna politica. Dipende ovviamente dagli obiettivi, ma la
circolazione di un contenuto garantisce anche la messa in
connessione di persone attorno ad un candidato. I veri costi
staranno nellinvestire in consulenti politici esperti di campagne con
il digitale, non solo digitali ma, appunto, con il digitale. Capaci ad
esempio di implementare lanalisi dei dati (Big Data) nelle strategie
qualitative di contatto one to one (small data).
possibile quantificare quale tipo di benefici in materia di
interazione con l utente elettore possa avere una campagna
svolta on-line?
Larticolazione di un rapporto tra online e porta a porta ha un
valore straordinario oggi. Lonline consente di consolidare gli
attivisti, di creare un rapporto forte tra community (online) e
comunit (off line, nel territorio); ma consente anche di individuare
potenziali elettori, simpatizzanti, iscritti a mailing list o partecipanti
a discussioni attorno ad hashtag o che commentano pagine del
candidato. E la visibilit che si trasforma in valore.
Quali sono i possibili strumenti? penso, ad esempio, al uso dei
sondaggi anche all'interno di Twitter come recentemente
implementato dal social network americano.
Il digitale radicamento territoriale. Pagine che si rivolgono al
locale di Facebook sono una buona piattaforma di endorsement.
Alla luce dell'agenda setting specifica di un media online e rispetto
ad un media tradizionale, quanto una campagna web-based pu
davvero spostare voti in una elezione amministrativa dove i valori
in campo sono quanto di pi tocca materialmente la vita del
singolo cittadino?
Abbiamo spesso questa idea che i social network si occupino della
politica nazionale, di operazione di branding politico e per un certo

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versante cos: Renzi su Twitter o Salvini su Facebook, per parlare


dei loro due canali preferiti, producono contenuti che strizzano
locchio ai giornalisti ed ai media e non tanto ai loro elettori. Ma il
valore locale della politica si radica nei social network che sono oggi
di quanto abbiamo di pi potente per mettere in relazione territorio
e valori, community e comunit.
Possono davvero i social media catturare il malcontento e
trasformarlo in proposte di governo? E con quali mezzi e
strumenti?
Il disagio, il malcontento per alcune caratteristiche della propria
citt e penso a Roma e Milano come realt s locali ma con un
tessuto sociale variegato e complesso da aree metropolitane trovano in Rete oggi spazi per dare voce al dissenso (pensiamo alla
pagina Roma fa schifo, per esemplificare), mostrano gruppi e
istanze.
, infine, possibile immaginare alla nascita di nuovi strumenti o
strutture che possono sostituirsi come arene digitali o saranno
ancora le piazze ad essere la cartina tornasole della forza di un
partito o di un movimento?
Fare comunicazione politica significa non solo dire online ma
ascoltare online. I like non sono voti e promuovere slogan/hashtag
non significa avere un progetto politico. Ma vero che attraverso
lonline possibile connettersi con i propri elettori in modi pi
personali e, soprattutto, metterli in connessione tra loro, significa
sperimentare nuove possibilit di micro-finanziamento (online
fundraising), mostrare ad ognuno che il proprio impegno per il
candidato ha un valore. Fosse anche solo quello di donare 2 euro e
condividere contenuti alle proprie reti sociali. La piazza non
sparisce, ma sar sempre meno gestita solo dallalto. Sar sempre
pi il punto di arrivo di un percorso cominciato altrove (online).
Giovanni Boccia Artieri docente di sociologia dei media digitali
Universit di Urbino Carlo Bo, coordinatore del Corso di Laurea in
Informazione Media Pubblicit, autore di Gli effetti sociali del web,
edito da Franco Angeli.

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