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Un incantesimo sumerico contro la Lamatu


Maria Vittoria T on ietti - Firenze

La tavoletta presa qui in esame si trova al Museo di Baghdad inven


tariata sotto il numero IM 21180X1; una copia del testo stata pubblicata
da J. J. A. van Dijk in TIM I X (beiden 1976) n. 63, Tav. L III-L IV ; mi
sura cm 1 0 , 5 x 7 x 3 e costituisce pi della met inferiore della tavoletta
originaria. Una fotografia dell'originale stata messa gentilmente a mia
disposizione dallo stesso prof, van Dijk, che colgo l'occasione per ringra
ziare per l'aiuto prestatomi durante questo lavoro, soprattutto per aver
potuto discutere con lui alcune interpretazioni del testo. Quest'ultimo
non stato ancora studiato. Nel catalogo introduttivo al volume citato
van Dijk si limita ad indicarlo come Lamatu, come risulta dalle rubriche
presenti sul recto e sul margine della tavoletta, senza per soffermarsi
ulteriormente sulla sua descrizione. egli stesso, tuttavia, che mi ha in
vitata ad occuparmi di questo testo, il cui interesse dato principalmente
dal fatto che esso costituisce, fra il materiale fino ad oggi pubblicato, il
primo esempio di incantesimo contro la Lamatu in lingua sumerica.
noto come all'interno della letteratura magica accadica gli incan
tesimi contro la demonessa Lamatu occupino un posto assai importante,
analogamente a quanto avviene per il pazzu2 e, sebbene in misura assai
minore, per Varit lli3: i testi ci presentano infatti questi tre demoni
assai precisamente definiti nelle loro caratteristiche, funzioni e prerogative,
differenziandoli nettamente dai numerosi altri demoni presenti ed operanti
in questo ambito magico-religioso che, caratterizzati quasi unicamente da
una loro identificazione con gli effetti nefasti provocati, non hanno che
una vaga ed indifferenziata connotazione personale4.
I testi concernenti la Lamatu, che ci sono giunti, sono divisibili in
due gruppi in cui alla diversa collocazione cronologica si accompagna una

1 Sotto questo numero sono catalogati pi esemplari i cui sottonumeri


non sempre sono identificabili; J. J. A . van Dijk nel catalogo introduttivo al
voi. T IM I X li distingue quindi come x, y, z.
2 Per la letteratura sul pazzu cfr. R . Borger, H K L I I I 85 e 87.
8 S. Lackenbacher, N o te sur Tardt lil , R A 65 (1971) 119-154.
4 S. Lackenbacher, R A 65 (1971) 148.
Orientalin

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differenza sostanziale della struttura formale e dello stesso contenuto5.


Il primo gruppo costituito da testi recenti, per lo pi appartenenti alla
serie canonica di questi incantesimi, compilata quasi sicuramente gi in
epoca cassita6, ed a noi giunta quasi per intero nella redazione della bi
blioteca di Assurbanipal. Vunica edizione di questa serie a tuttoggi
quella di D. W. Myhrman 7 che, tuttavia, fondata quasi esclusivamente
sui testi della collezione Kouyunjik del British Museum. Il numero di nuovi
testi pubblicati da allora tale da mostrare la necessit di una nuova edi
zione aggiornata8; ledizione di F. Kcher, che gi nel 1955 B. Landsberger
e Th. Jacobsen avevano annunciata9, non ancora stata pubblicata10.
Il secondo gruppo di testi, numericamente assai esiguo, rappresen
tato da alcuni incantesimi di epoca paleo-babilonese e paleo-assira, che
costituiscono gli esempi pi antichi del genere della Lamatu accadica.
Tali incantesimi, a differenza dei precedenti, non sono ordinati in serie,
sono assai brevi e non contengono elementi del rituale11.
Fra questi due estremi cronologici le attestazioni sono assai scarse
e non ci permettono di ricostruire uno sviluppo organico fra i due gruppi
in modo da chiarire come e quando la serie canonica si sia venuta costi
tuendo. Difficile in questo panorama la collocazione dei testi di Ugarit 12
che, tuttavia, testimoniano della diffusione areale degli incantesimi contro
la Lamatu al di fuori dellambito strettamente mesopotamico; lo stesso
pu dirsi del testo di B yblos13.
Quanto agli amuleti contro la Damastu, assai numerosi in epoca tarda,
1'esistenza di un amuleto di questo genere databile con sicurezza agli inizi
del periodo paleo-babilonese, YOS X I 64b, prova che anche la tradizione

5 Cfr. in proposito J. Nougayrol, La Lamatu Ugarit , Ugaritica 6


(1959) 404-405.
6 Secondo ropinione di J. Nougayrol, Ugaritica 6 (1959) p. 405-406; cfr.
anche W . von Soden, M D O G 85 (1953) 24; A . Falkenstein, ibid. 1-13; id. in
Die Altorientalische Literatur in Die Literaturen der Welt (Zrich 1964)
1-30, partie. 17.
7 D. W . Myhrman, Die Labartu Serie , Z A 16 (1902) 141-200.
8 Per un elenco di questi testi si veda J. Nougayrol, Ugaritica 6, 394 n. 7.
9 In J N E S 14 (1955) 14 n. 3.
10 H o potuto consultare una copia del testo critico che F. Kcher aveva
collegialmente lasciato al prof, van Dijk. Nel corso della trattazione quindi
le citazioni dalla serie canonica della Lamatu saranno fatte sulla base di questo
testo; riporteremo tuttavia per esteso lindicazione del testo dove contenuto
un determinato passo da noi citato qualora questo non sia gi presente nel
l'edizione di D. W . Myhrman.
11 Questi testi sono stati pubblicati da W . von Soden, in Or 23 (1954)
337-344; Or 25 (1956) 141-148; BiOr 18 (1961) 71-72. Numerosi altri testi di
questo tipo saranno pubblicati in Y O S X I .
12 Pubblicati da J. Nougayrol, Ugaritica 6 (1959) 393-408; per il problema
della collocazione cronologica di questi testi cfr. ibid. p. 404 sgg.
18 Pubblicato da J. Nougayrol, L a Lamatu B yblos, R A 65 (1971)
173-174.

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degli amuleti contro questa demonessa risale almeno agli inizi del II mil
lennio 14.
Tuttavia, nonostante che questo genere di incantesimi sia cos ampia
mente attestato ed occupi un posto cos importante nella letteratura accadica, non ne sono fino ad oggi stati individuati esempi in lingua sumerica.
Per questo motivo A. Falkenstein, ad esempio, ha sostenuto l'estraneit
di questo genere alla letteratura sumerica e la mancanza di demoni preci
puamente caratterizzati come la Uamastu in questo ambito magico reli
gioso, in cui operano essenzialmente farblose u d u g-Gestalten 15.
Per quanto riguarda la datazione il nostro testo pu senz'altro essere
considerato paleo-babilonese. Il ductus sicuramente non cassita, non pare
neppure posteriore al periodo di Abi-euh; somiglia piuttosto, con alcune
riserve, a quello di testi come TIM IV 36 e 39, dell'epoca di Rimsn di Uarsa,
del principio, quindi, o della fine del sec. X V III a.C. Che non sia possibile
far risalire troppo all'indietro la data della composizione di questo testo
provato da alcune particolarit grammaticali o lessicali, come la forma
del precativo h - t i - l a (cf. pi avanti a p. 00 il commentario alla
1. 1') e la forma ES s u8 - b a per s i p a alla 1. 24'.
In generale gli incantesimi contenuti nel nostro testo non presentano
esatti paralleli con quelli della serie canonica; questo fatto tuttavia non
meraviglia, poich abbiamo visto come per gli stessi testi accadici si abbia
una cesura abbastanza netta fra i testi pi antichi e la serie canonica; d'altra
parte, data l'esiguit del materiale, almeno allo stato attuale non si pos
sono trarre conseguenze attendibili dal fatto che, da un confronto del no
stro testo con i testi accadici pi antichi, non risultano evidenti paralleli.
Una eccezione a quanto detto sembra, per, essere rappresentata da
sei linee del nostro testo: come vedremo pi specificatamente in seguito,
le 11. 18'-23' di TIM I X 63 contengono, a nostro avviso, i corrispondenti
sumerici dei sette nomi della Lamatu, che aprono la prima tavoletta della
serie canonica accadica (1 I 1-8).
Nel suo attuale stato di incompletezza la tavoletta contiene un solo
incantesimo completo, sul recto; su questa stessa faccia si trovano la fine
di un altro incantesimo con rubrica, in sumerico come il precedente, e la
parte iniziale di un terzo, sempre in sumerico. Sul margine sinistro si trova
la fine di un incantesimo in accadico. In tutti e quattro i casi precedenti
si tratta chiaramente di incantesimi contro la Lamatu, come specificano
le rubriche dei primi due testi del recto e di quello sul margine, e il con
tenuto delle prime linee del terzo incantesimo del recto. Pi problematica
14 Ipotesi gi sostenuta da J. Nougayrol, Ugaritica 6, 404 e n . 89.
15 A. Falkenstein, Die Haupttypen der sumerischen Beschwrung, USS NF
I (1931) 1 n. 3 e p. 20.

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potrebbe essere la classificazione dell'incantesimo contenuto nel verso, in


quanto mancante dell'ultima parte e della rubrica; ma quasi certamente
esso costituisce la continuazione dell'ultimo incantesimo del recto.
Diamo a questo punto la trascrizione e la traduzione del testo. Questo,
oltre ad avere numerosi paralleli in testi pubblicati, ha un duplicato in
OECT V 55 alle 11. 17'-20' le quali, insieme alle tre linee seguenti, costitui
scono la parte pi interessante e di difficile interpretazione del nostro testo.
Trascrizione:
A = TIM I X 63
B = OECT V 55
R. A k-t[i*]-la [
]
A zi-an-na 1i-[p zi-k i-a h-p]
A z i-den-lil-l h-p [zi-dnin-lfi-l l>-p]
A z i-dasar-lu-i dumu-eridukl-g a -k e4 ^-p[]
5' A
inim -inim -m a-dDiMx( w + Gam) .me
A ^-dadag-ge an den -lil den-ki dn-irin-g a l
A an-im in-bi k i-im in -bi en-im in-bi du6? 16-im in -bi
A en-na l-lu dum u-dingir-ra-na n a -a n -g a -ti-la
A b a -ra -d a -k -e a ba-ra-da-nag-nag
10' A *l8gu-za ba-ra-da-tu s gis-n ba-ra-da -n
A *l8gu-za b a -ra -d a -tu s- -d
A gis-n b a -ra -d a -n - -d
A iban su r-a-a-zu -den -l -l-k a u-zu ba-ra-bi-in -tu m 4
A dDiMx.ME zi-an -n a fc-p z i-k i-a Ji-p
15' A zi-d in gir-gal-gal-e-n e fr-p
A
inim -inim -m a-dDiMx.ME
17' A dDiMx.ME mu dum u-an-na
B dDM.ME mu dum u-an-na
18' A dingir e-dingir-dum u-sila-ur[ikl-m a]
B e-dingir-dum u-sila,?-u rikl-m a
19' A AN.BU b a r-re 17 ka [m u-gl]
B AN.BU bar-ra ka m u-gl
20' A dingir i.ea .ra u [m u-un-bar]
B dingir i.b i .ea u m u-un-bar
21' A m s-s-ge ?-[m a ? gu b-ba?]
22' A zi-dingir-an-ki-k[a-ke4-n e ? fe-p]

16 Altre possibili letture di questo segno potrebbero essere 1 a g a r, che


ricorre anche in parallelo con e n , ed ancora i b !.
17 Sulla base del duplicato B :3 sembra di dover correggere in tal modo
il segno U della copia.

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23'
Vs.
25'

A
A
A
A
A
A
A
30' A
A
A
A
A
35' A
A
A
A
A
40' A
A
A
A
A
45' A
A
margine
T A

305

[k]i-m usen-an-na-[ka-da l)-dal-dal-e?]


su8-b a ki-k-ga tr-amas n[am-mi-in-gin]
z-sag-bi m u-un-lu z-m [s-tur-bi mu-un-lu]
sig- z-gis-n u -zu sig-s ai,.< >.GR-gi-[nu-zu]
gie-babbar-bi zi-da gb-bu -[m e-ni-ks]
ur-gi p-sag-g n-[a]
ur-babbar p-sag-g n-a
z-b su -m u -e-ti
duttu munu-ae-ga bur-u-m a-gal
um-ma bur-su-m a dinanna-ke4
zi-da gb-bu-ba -m u-e-re-sir518
- b -k -g a muetag .tag
nam-ub-eridukl-g a -m u-e-sum
dudug-ul a-l-hul dgidim-ul gal6-l[]-ul
dDIMx.ME dDIMx.A
lu-ul igi-ul ka-ul eme-ul
bar-s e-im -ta-gub
dudug-a*-ga dlamma-a-ga -im - da-su8-su8-ge-e
zi-an-na -p zi-k i-a fr-p
z i-den-lil-l fc-p z i-dnin-lil-l fc[-p]
z i-dnin-urta ur-sag-kala-ga-^ n -lfl-l b[-p]
z i-dnusku sukkal-ma-den-lfl-l-ka fc-p
zi-*[nin-subur] k a-ba-a-n i a[n]-g[im] nu-bru-da h-p
[zid
Ji-p]
sinistro:
[
-f]u -ru
[
]X a-a i-tu -u r
[
]x x -ti-la ?
inim -inim -m a-dDiMx.ME

Traduzione:
R.
T

5'

...
che
per
per
per

vi[va!
]
il Cielo sii [esorcizzata, per la Terra sii esorcizzata],
Enlil sii esorcizzata, [per Ninlil sii esorcizzata],
Asarlui, figlio di Eridu, sii esorcizzata],
incantesimo contro la Lamatu
che ella/egli sia purificata/o! An, Enlil, Enki, Nergal,

18
L a doppia linea che compare nella copia fra la linea 3 3' e la linea 3 4 '
in realt dovuta ad un'ombreggiatura in un punto di rottura della tavoletta
stessa. Stessa origine ha la linea in T IM I X 79 fra le 11. 6 e 7.

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17'
18'
19'
20'
21'
22'
23'

i sette cieli, le sette terre, i sette n, i sette piedistalli.


Fintantoch l'uomo, figlio del suo dio, vivr,
non dovrai mangiare cibo con lui, non dovrai bere acqua con lui,
non dovrai sederti sulla sedia con lui, non dovrai dormire sul letto
con lui,
non dovrai mai star seduta sulla sedia con lui,
non dovrai mai dormire sul letto con lui,
sulla tavola di tuo padre Enlil non dovrai posare la tua mano,
Eamatu, per il Cielo sii esorcizzata, per la Terra sii esorcizzata,
per i grandi dei sii esorcizzata.
incantesimo contro la Eamatu
Eamatu, il (suo) nome () figlia di An,
dea sorella del dio figlio della strada di Ur,
. . . che colpisce, essendo sopra . . . ,
dea, fuoco che si infiamma
volto giallastro, [colei che innalza il grido] di vittoria,
per gli dei del cielo e della terra [sii esorcizzata],
[possa tu volare c]on luccello del cielo!

Vs.

il pastore ha [fondato stabilmente] in luogo puro la stalla e l'ovile,

25'

la sua capra guida ha pascolato, la sua capretta [giovane ha pascolato] ;


lana di capra vergine, lana di caprtta ver[gine],
bianca e nera a destra e a sinistra le[gherai] ;
un cane nero che giace in una buca,
un cane bianco che giace in una buca,
al suo fianco prenderai;
la vecchia, la matrona Inanna,
alla sua (del letto) destra ed alla sua sinistra filer per te
Uttu ( = il filo di lino), la buona signora, la grande matrona;
del lardo puro spalmerai;
(su di lei) getterai l'incantesimo di Eridu:
possano il demone malvagio, l ' a - l a malvagio, lo spirito malvagio,
il diavolo malvagio,
la Eamatu, la Labasu,
l'uomo malvagio, l'occhio malvagio, la bocca malvagia, la lingua
malvagia,
allontanarsi da lui/lei!
possano avvicinarsi a lui/lei il demone buono e la divinit protettrice!
per il Cielo sii esorcizzata, per la Terra sii esorcizzata,
per Enlil sii esorcizzata, per Ninlil sii esorcizzata,
per Ninurta, eroe valoroso di Enlil, sii esorcizzata,
per Nusku, sublime messaggero di Enlil, sii esorcizzata,

10'

15'

30'
32'
33'
31'
34'
35'

40'

Un incantesimo sumerico contro la Eamatu

45'

307

per [Ninubur] il cui detto come quello di An non pu essere sciolto,


sii esorcizzata
sii esorcizzata,
per[

margine sinistro:
i'

[
[
[

]...
]x non torni
] X X viva**
incantesimo contro la Eamatu

COMMENTARIO
l'-4\ Le prime linee della tavoletta costituiscono la parte finale di un
incantesimo contro la Eamatu, come risulta chiaramente dalla rubrica
alla linea 5\ Ben poco ci rimane del testo, considerato che quattro linee
sono occupate dalla formula z i . . . p , e che solo tre segni sono conser
vati all'inizio deirunica linea precedente. Tuttavia anche questo incante
simo era certamente redatto in sumerico. Per quanto riguarda linterpretazione della 1. T le tracce sono assai probabilmente da leggere & - t i 1 a. Si potrebbe tuttavia pensare a altre restituzioni come, per esempio,
1 i - d [ u 7]x(i<A?) [ g i r 5 - g i r 6- e ]
con h - d u 7 nel significato di
hitt19 architrave della porta cfr. CAD H s.v., e g i r 6- g i r 5 come
halpu entrare strisciando furtivamente, cfr. CAD H s.v.; si noti per
inciso come l'uso del verbo halpu attestato altrove in contesti concer
nenti la Lamatu, si veda in proposito CAD H s.v. halpu lb. Per la pre
senza della forma f c - t i - l a
usata soprattutto nei testi recenti in
luogo di - 1 i oppure - t i l - e ( d ) , cfr. ad es. CAD B s.v. haltu
p. 53. Si confrontino anche altre forme tarde del precativo come, ad esem
pio, - d a d a g - g a v. CAD
s.v. ebbu\ h - k - g a v. CAD E
s.v. ellu, particolarmente la.
2\ Per quanto riguarda la formula z i . . . p , questa compare nel no
stro testo tre volte, sempre in forme diverse: alle 11. 2'-4', alle 11. 14'-15',
l'unica volta che ricorre in una forma comune alla serie accadica (cfr. ad
es. Eamatu 2 1 57-58), ed alle 11. 41'-46' del verso, dove compare nella
forma pi estesa con la menzione di varie divinit. Per il valore di questa
formula ed il suo corrispondente accadico si veda A. Falkenstein, ESS
NF I 34-35. Per la serie degli incantesimi z i . . . p in particolare, si ve
dano E. Ebeling, ArOr 21 (1953) 357-423, partie. 357-403; e R. Borger,
AOAT 1, 1 sgg.; id., WO 5/2 (1970) 172-175.
18 Per la scrittura di questo vocabolo con il circonflesso sull'ultima vocale
si veda J. J. A . van Dijk, in: H S A O (Heidelberg 1967) 256-257.

308

M. V . Tonietti

5 '. Ito. rubrica uguale a quella usata nella serie canonica accadica;
da notare tuttavia nel nostro testo la mancanza del morfema del genitivo
- a k ( - m ) presente invece nel testo accadico come - k e 4: i n i m i n i m - m a -dDM.ME-k e4. Si noti inoltre la grafia particolare del nome
della demonessa il cui primo segno, per tutto il nostro testo, non scritto
con il segno dm (r a b + gam), bens con il segno DiMx(iy+GAM). Per quanto
riguarda la lettura del nome, una lettura /dim m e/ sembrerebbe contrad
detta da YOS X I 88, dove alla 1. 4 si ha una glossa al nome dDM.ME:
g a - b [ a - ] s * - k u ; si confronti in proposito anche il difficile passo
in UET V II 93,16-24, dove alla 1. 18 si ha l'equivalenza d *lsDM.ME =
dg [ a - x - x - q ] u - u m
(d-*18DM.ME sembra costituire in questo con
testo un errore per dDM.ME, dal momento che le equazioni delle linee pre
cedenti e seguenti elencano varii tipi di demoni: m a k i m - a r - r a a n - n a = i-lu -lu -a-a, da identificare con il demone hallulaja, cfr. CAD
s.v .; dDM.TUR.TUR = e-da-nu--um ; l i l 111 l i g i4 = li-li--um ;
per *18dm .me cfr. CAD A a s.v. arkill, che rimanda a MSE 6,191 g i s.r a b +
gan .me .addir = sa-gum-mar-gu-u = r-kil-la-a).
Quanto alla corrispondenza sum. dDM.ME = acc. Ha-ma-tum in
teressante notare come in un passo dell'edizione canonica accadica venga
fatta una differenziazione almeno ortografica fra i due nomi, mentre ge
neralmente in tutto il testo questi sembrano essere usati alternativamente,
a seconda che compaiano in un contesto sumerico od accadico, in perfetta
equivalenza di referente; il passo in questione costituito dalle linee 1
II 64'-67' (see. Myhrman, ZA 16, 154-155 col. I 34-37) che contengono
un'enumerazione delle diverse rappresentazioni della Eamatu, in parti
colare alle 11. 66'-67' si ha:

is-bat ardata la-ma-tum i-qab-bu-Si


is-bat Serra dDM.ME i-qdb-bu-Si
s afferra una ragazza la chiamano Eamatu,
se afferra un bambino la chiamano dm .me .
Questo fatto non sembra tuttavia avere una spiegazione chiara e soddi
sfacente.
6'-16\ Alla 1. 6' inizia un altro incantesimo, l'unico completo della ta
voletta, che si chiude alla 1. 16' anch'esso con la rubrica di incantesimo
contro la Eamatu. I/incantesimo abbastanza breve: a) 11. 6'-7', una for
mula introduttiva nota, in forma pi estesa, da alcuni incantesimi su amu
leti, placchette apotropaiche; b) 11. 8'-13', il tema centrale, del tipo che A.
Falkenstein riscontra come usuale negli incantesimi del Prophylaktischer
Typ 20; c) 11.14'-15', la formula conclusiva z i . . .p ; d) 1. 16', la rubrica,
identica a quella dell'incantesimo precedente.
80 A . Falkenstein, ESS N F I 40-43.

Un incantesimo sumerico contro la Lamastu

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6'-7\ La formula contenuta in queste prime due linee pu essere dunque


confrontata con il testo di alcuni amuleti apotropaici; tuttavia non fa
cile spiegarne la funzione grammaticale e sintattica nel contesto dellincantesimo e, di conseguenza, neppure il senso esatto e particolare che queste
linee dovevano avere nella bocca dell'esorcista. Riportiamo qui per esteso
quelli che ci sembrano essere i pi importanti fra i testi degli amuleti da
confrontare con le linee in questione.
a) Il primo testo preso in esame si trova in MLVS 2 (1934) 9-10, pub
blicato in trascrizione da F. Th. M. Bhl (la nostra trascrizione modifica
in parte, sulla base delle letture correnti, quella dell'autore):
1

en-nun-r-re ^-en-dadag-g[a]
an den-lfi den-ki dn-irin-gal
an-imin-bi ki-im in-bi
du8-im in-bi bra-im in-bi
5 zi-in -zi-la-a zi-i-la-a
u--la-a u -u -ti-la
u-u-m e-la-a
dDM.MEJ zi-an -n a fr-p z i-k i-a fc-p
en-na l-ul dum u-dingir-ra-ni k i-b gi4-g i4-d
10 b a-ra-an -d a -k -e
a ba-ra-an -da-n a8-n a 8
*18ban su r-a-a-zu -den-l -le su-zu b a -ra -b l-d u n
Il testo a, anchesso un incantesimo contro la Lamatu, costituisce
un chiaro parallelo al secondo incantesimo di A: 11. 6'-14': le linee a 1-4
sono praticamente identiche ad A 6'-7'; si noti tuttavia in A lomissione
deUa formula n - - n u - r u che, per altro, in a ricorre in una grafia
diversa dallusuale; le linee a 9-12 sono perfettamente parallele, sebbene
in forma succinta, ad A 8'-13'; la linea a 8 identica ad A 14', ma anteposta
nellordine di successione. In pratica lunico elemento di reale differenzia
zione tra i due testi sono le linee a 5-7 che mancano completamente in A.
Su queste tuttavia torneremo in seguito parlando degli altri testi.
b) Parallelo ai due testi precedenti un altro incantesimo contro la
Lamatu: YBC 5627, inedito (di prossima pubblicazione in YOS X I):
1

n--nu-ru ^-dadag-ge
an den-Ul den-ki dn-iriu-gal
an-im in-bi ki-im in-bi
du^-imin-bi z-im in-bi
du8-im in -bi bara-im in-bi
al-im in-bi bar-im in-bi
an-ki-im in-bi zi-im -zi-ra-a[?]
dNU.ME.i/A
[me-en?]

310

M. V . Tonietti
dn u n -a b z u -

10

m [e -e n ?]

dn u n -u h -

[m e -e n ?]

dDM.ME z i-a n -n a h -p
z i-[k i-a h -p ] z i - de n -lil-[l h-p]

[an]-na sag m u-un-[] k i-a sa[g m ]u-[un-sig?]


inim -inim -m a-dDM.ME-kam
Il testo b differisce dai due testi precedenti per la mancanza del tem a
principale e n - n a

l - lu

d u m u - d i n g i r - r a - n a

. . . delle

11. 8 '-1 3 ' di A e delle 11. 9 -1 2 di a; per il resto presenta la stessa struttura.
c)

Il testo b ha un parallelo alle 11. 1-10 in un amuleto pubblicato da

W . G. Lam bert in Iraq 38 (1976) 61 -6 3 , della Collection de Serres; sulla


base dei testi precedenti sembra di poter invertire il recto ed il verso in
Iraq 3 8: recto = Face B , verso = Face A :
R

ft -d a -

Vs

d a -d a

10

dingir-l

15

udug/sr* 21 babad
zi-ib -i-la -a h
n u-m e-la-ah
i-ti-la -a h
gu-h-la-ah

den -lil
den -k i
5

dn -irin-g a l
n - -n u -r u
AN. AN

a n -a n -a n -a n -a n -a n -a n -a n -a n

d t V -d u 6?
N el testo c la formula

n - - n u - r u

stata posposta alla 1. 6 ;

le 11. 10-11 non sono chiaramente interpretabili, infatti ne incerta la stessa


lettura. assai interessante a questo punto rilevare nei tre testi a b c Tanalogia fra le 11. a 5-7 , b 7 -10, c 12-15:

z i-i n -z i-la -a h z i-h i-la -a h


h u -u h -la -a h u - h -t i-la
h u -u h -m e -la -a h
b
. . . z i -i m -z i-r a -a [ ?]
dN U .M E .iyA

dn u n -a b z u dnund h -

[m e -e n ?]
m [e -e n ?]
[m e -e n ?]

21 La lettura s u r quella proposta da W . G. Lambert in Iraq 38,63:11.


Ci pare tuttavia che la lettura u d u g sia preferibile anche sulla base della
1. 6 del testo d per cui tale lettura appare evidente; cfr. in proposito Ph. Talon,
propos d une graphie prsargonique de L 577 ( g i d i m ) , R A 68 (1974)
167-168, per una grafia arcaica di tale segno. Si confronti tuttavia anche la
nota seguente.

Un incantesimo sumerico contro la Lamatu

311

zi-ib-si-la-ah
nu-m e-la-ah
si-ti-la-ah
gu--la-ah
Sebbene nei tre testi manchi una completa identit per queste linee,
esse sono chiaramente confrontabili: le linee suddette ci presentano, con
molta probabilit, una lingua diversa dal sumerico; se accettiamo questa
ipotesi non sorprende che fonemi estranei al sumerico e per la cui registra
zione pu mancare, nel sistema grafico di questultima lingua, una con
venzione generale, siano trascritti diversamente nei diversi testi. Per la
comprensione del testo pu forse risultare di aiuto b che ci presenta quasi
un tentativo di interpretazione o traduzione secondo il sumerico di alcune
delle linee suddette: sembra cos di poter concludere che i passi in questione
contengono una serie di nomi di divinit. Non questa la sede per studiare
questo problema, che ci proponiamo di riprendere eventualmente in esame
in futuro; ci limitiamo qui a notare come uno di qusti nomi sia confron
tabile con un nome noto in ambito elamita: a 1. 6 u- -ti-la da confron
tare con k u -u k-til-la (MDP 4,191 No. 15:19 = MDP 22 No. 76) 22.
Le 11. 7-10 di c dove si ha la reiterazione dello stesso segno per pi
volte sono da considerare corrispondenti alla formula a n - i m i n - b i
k i - i m i n - b i . . . presente in A, a, e b. Ci risulta ancora pi chiara
mente dai due testi analoghi di cui facciamo seguire la trascrizione: qui,
con maggiore regolarit rispetto al testo c, lo stesso segno viene ripetuto
per sette volte.
d)
Il primo dei due testi BIN II 16, gi citato da W. G. Lambert
come parallelo al testo c:
R.

den-ni-nu-na
an-an-an-an-an-an-an
k i-k i-k i-k i-k i-k i-k i
zu -zu -zu-zu -zu -zu -zu ? 23
bra-bra-bra-bra-bra-bra-bra
udug-udug-udug-udug-udug-udug-udug?
nin-nin-nin-nin-nin-nin-nin

22 Cfr. I. J. Gelb - P. M. Purves - A. A . Mac Rae, Nuzi Personal Names,


OIP 57 (Chicago 1943) 266-267; cfr. anche ibid. 259-260 i nomi u r - p a a - a, u - u r - t i l - l a ,
u -r u -b e -a
che, in maniera assolutamente
ipotetica si potrebbero confrontare con una lettura s u r - b a - t i l
della
1. 11 del testo c.
28 incerto se qui il segno vada interpretato come z u o piuttosto come
d u6 che abbiamo visto ricorrere in contesti analoghi a questo (cfr. supra
A :7 ' p. 304, a:4 e b:4 p. 309, c:8 p. 310).

312

10

M. V . Tonietti

ezen-ezen-ezen-ezen-ezen-ezen-ezen?
den-lfi-e . . .
den-ki . . .
seguono tracce sul recto e, per altre 10 linee circa, sul verso.

e)
Il secondo testo, UMBS X III, 33, anch'esso un incantesimo, pa
rallelo ai testi precedenti soltanto nelle linee iniziali del recto:
R.

n?-an -a n -a n -a n -a n -a n -a n !
udug-udug-udug-udug-udug-udug-udug
an en den-l
en den-ki e dn-irin-gal . . .
. . . udug-ugx(BAD)-ga dasarlu -i a den -ki-ke4
-engur-ra-ka
sag im -m a-ni-dug4
lti- lu -pa- al-la bar-s m u-ta-gub
incantesimo: (per) i sette cieli, (per) i sette genii, (per) An, (per)
il signore Enlil, (per) il signore Enki, (per) il fratello ergai, . . . Asarlui, il figlio che Enki ha generato nella casa delTEngur, si posto
a fianco dell'uomo in pericolo 24.

Dagli esempi riportati risulta come le due formule a n - i m i n - b i e


a n ripetuto sette volte siano equivalenti; si pu supporre che l'esorcista
mormorasse i nomi di questi luoghi cosmici in extenso e che la forma a n - i m
i n - b i sia in realt semplicemente una convenzione scribale. Per quanto
riguarda l'interpretazione della formula, sembra che questa vada inquadrata nel
noto mitologema dei sette cieli, trattato, ad esempio, da B. Meissner in
Babylonien und Assyrien (Heidelberg 1925) II 110; la stessa spiegazione vale
naturalmente per gli altri luoghi cosmici menzionati, di alcuni dei quali, per
altro, non chiaro il significato preciso. Per questo mitologema e per il
significato cosmico-religioso del numero sette in ambito sumerico, si pensi anche
all'esempio della discesa di Inanna agli Inferi, in particolare alle 11. 14, 116,
122 (v. S. N. Kramer, JCS 5 [1951] 1-17).
Nonostante il confronto con i testi sopracitati la traduzione e l'in
terpretazione delle due linee in questione di A resta problematica, soprat
tutto per quanto riguarda il significato della forma verbale alla 1. 6': d a d a g - g e . Forme analoghe di ottativo del verbo d a d a g ricorrono
frequentemente nella letteratura magica sumero-accadica (la lettura
24
Per esempi ulteriori di passi analoghi cfr. V . Scheil, Saison de Fouilles,
137, Si 585 = R T 16 (1894) 184; CT X U V 33 I I I 5 '; CT U 142; R T 32 (1910)
189; N B C 3830 = Y O S X I 64b.

Un incantesimo sumerico contro la Lamatu

313

d a d a g giustificata come risultante dalla sincope della forma redu


plicata di z a l a g : z a 1 a-g - z a 1 a g -> z a ( 1 ) a g - z a ( 1 ) a g > z a g z a g [cfr. ad es. s a r ~ s a ( k ) a r, b u\ ~ b u ( l ) u ] , dove z e d
sono registrazioni diverse di uno stesso fonema, come ad es. in u d x = z ;
come prova ulteriore di tale lettura si cfr. la forma presente alla 1. 1-2 del
testo c: - d a - d a - d a , da interpretare probabilmente come forma
debole del verbo triplicata); cfr. ad es. E. Reiner, urpu, AfO Beih. 11
(Graz 1958) Tav. V-VI 168 sgg.: l - u x - l u - b i - e n - s i k i 1 - 1 a
- e n - d a d a g - g a = amlu utu Ulti Ixbib possa quest'uomo di
venire puro, essere purificato et passim. Nel nostro contesto tuttavia
non chiaro il legame sintattico-grammaticale che unisce la forma verbale
con ci che segue: di questa sarebbero possibili, a rigore, due diverse tra
duzioni: a) che sia purificato b) che An, Enlil, . . . purifichino ; con
siderazioni di ordine grammaticale rendono tuttavia improbabile questa
seconda traduzione: innanzitutto i vari soggetti mancherebbero della mar
ca dell'ergativo, in secondo luogo il verbo precederebbe i soggetti; inoltre
la prima traduzione pare confermata dal confronto con contesti analoghi,
come ad es. il passo di urpu sopra citato dove la forma verbale sumerica
tradotta dall'accadico Itbib il cui soggetto chiaramente l'uomo per cui
viene recitato l'incantesimo; per ulteriori esempi si cfr. CAD E s. v. ebbu.
Per la variante grammaticale - e n - d a d a g - g a che compare nel
testo parallelo a :l, cfr. supra25.
8-13'. Queste linee contengono il tema principale dell'incantesimo in
una forma che ricorre frequentemente, specialmente nel Prophylaktischer
Typ 2. Il tema compare naturalmente nei diversi testi con alcune va
riazioni; in particolare nei testi pi recenti presente generalmente in una
forma assai ampliata, come ad esempio in GT X V I 11 V 54 - V I 2; il nostro
testo invece, in accordo con quanto avviene generalmente nei testi pi
antichi, ne porta una versione abbastanza ridotta. Si confronti in proposito
A. Falkenstein, LSS NF I 42-43.
8'. Per il noto uso del preformante n a + i n g a , composto dal prefor
mante n a ( < a - n a ) dell'indefinito e dal preformante i n g a del com
parativo, si confronti Th. Jacobsen, AS 16, 73-74 n. 4 e in particolare il
passo citato da A. Falkenstein, ZA 47 (1942) 218-219: e n - n a we-duruntr-li-bur n i n - du t u - m u n a - a n - g a - t i - l a - n i i g i - n i 1 - g u b - b u fintante che W. e N. vivranno ella li servir .
9'. Per il parallelismo . . . k a . . . nag e per la grafia sillabica di
questi vocaboli si veda, tra l'altro, A. Falkenstein, ZA 55 (1963) 58 ad
11. 41-42.

25 Cfr. commentario alla 1. 1 p. 307.


26 Cfr. p. 308, commentario alle 11. 6'-16'.

314

M. V . Tonietti

10' . da notare che la marca suffisso di seconda persona singolare, pre


sente nelle forme verbali della linea precedente, manca nella forma b a r a - d a - t u s , nonostante che il soggetto di questo verbo sia chiara
mente identico al precedente. Si confronti in proposito anche la 1. 13':
s u - z u b a - r a - b i - i n - t u m 4 dove il verbo ugualmente alla 2a
pers. sing., come conferma il pronome possessivo che lo precede; non si
tratta tuttavia di un esempio isolato, bens di un fenomeno abbastanza
frequente in contesti analoghi: cfr. supra p. 00 il testo a 1. 12: s u - z u
b a - r a - b i - d un e inoltre CT X V I 11 V 54 - VI 2; per ulteriori esempi
v. A. Falkenstein, LSS NF I 42-44.
11'-12'.. Si noti la contrapposizione tra le forme verbali di aspetto mo
mentaneo delle linee precedenti: b a - r a - d a - t u s etc., e la ripetizione
degli stessi verbi airaspetto durativo ed iterativo: b a - r a - d a - t u s - d e t c .27.
13'. Per s u . . . t i i m, equivalente in questo contesto all'accadico qtam
ablu, cfr. CAD A x s. v. ablu; per l'uso di t u m4 come variante grafica
di t m cfr. per es. u - n i i b - i - i n - 1 u m4 (lo scriba) che posa
la mano (sulla tavoletta) TCL X V I 88 V 29; si veda inoltre sull'argomento
. Sjberg, Nanna-Suen (Stockholm 1960) 21 ad 1. 10.
interessante rilevare come la Lamatu sia nei testi costantemente
definita figlia di An e come quindi possa sorprendere la paternit di
Enlil espressa alla 1. 13', spiegabile forse come un errore dovuto alla cri
stallizzazione di un formulario quale si trova alle 11. 8'-13', usato meccani
camente, senza essere pi analizzato, per vari tipi di demoni; una simile
contraddizione sembra tuttavia esservi anche nella serie canonica accadica:
in un passo di questa infatti (Lamatu 2 II 32) si ha: il-lik mrat da-nim
a-na pa-an den-lil ab-a i-b a k -k i. . .
14'-16'. Per la formula z i . . . p si veda il commentario alla 1. 2'; per
la rubrica, quello alla 1. 5'.
17'-23'. Queste linee fanno parte di un nuovo incantesimo; costituiscono
la parte pi interessante della tavoletta, ma anche quella di pi difficile
interpretazione.
Abbiamo visto che il nostro testo ha, per le 11. 17'-20', un duplicato B
in OECT V 55; nell'introduzione a detto volume gli autori scrivono a pro
posito di questo testo, p. 12 n. 71 : note 1. 1: dd m - m e m u d u m u a n - n a, either my Lamashtu, daughter of An' or Lamashtu (whose)
name (is) Daughter of A n '". La nostra scelta della seconda traduzione
si fonda su di un'ipotesi interpretativa dell'intero passaggio, dalla 1. 17'
alla 1. 23': le linee in questione devono, infatti, essere interpretate alla luce
27
Per le corrispondenti forme accadiche cfr. C A D
p. 387 ad es. la ta-at-ta -n a -d -d -a b-u CT X V I 26, 26.

Aa s. v. abu, partie,

Un incantesimo sumerico contro la Lamatu

315

delle linee iniziali della serie canonica della Lamatu; in particolare le li


nee 1 I 1-8 che ne costituiscono un chiaro parallelo. Nelle linee suddette
sono enumerati i vari nomi della Lamatu, sette come quelli di InannaItar, con cui vi sono, come si vedr in seguito, alcuni punti di contatto.
Sono questi nomi, pi o meno variati, che si ritrovano nel nostro testo
nella versione sumerica. Per rendere pi chiaro il confronto fra le due ver
sioni sar opportuno dare insieme i testi sumerici ed il testo accadico:
TIM I X 63, 17'-23' = A
OECT V 55 = B
Eamatu 1 I 1-8 = C 28
1 A
B
C
2 A
B
C
3 A
B
C
4 A
B
C
5 A
C
6 A
C
7 A
C
8 A
C

mu dumu-an-na
dD M .M E mu dumu-an-na
n dDM.ME DUMU.AN.NA um-d itn(pi-en)
dingir e-dingir-dumu-sila-ur[ikl-ma]
e-dingir-dumu-sila!-u rikl-m a
d-nu-u a-hat ilni (dingir .ME) su-qa-a-ti 29
AN.BU bar-re1 k [a mu-gl]
AN.BU bar-ra ka m u-gl
al-u pat-ru 30 qaqqada(sag .du ) i-lat-tu-u
dingir i.ea .ra u [m u-un-bar]
dingir i .b i.ea u m u-un-bar
re-bu-u i-d -t 31 i-nap-pa-hu
nm--ge ?-[m a ?]
ha-an-u il-tum d pa-nur-d ak-su 32
om. ?
dD iM x .M E

e-u pa-qid qti(u ) le-qat

di R . N i . N A 33

zi-dingir-an-ki-k[a-ke4-n e ? h-p]
se-bu-u ni{mu) i/m (dingir .me) rabuti(GAL.M'E) lu-u ta-ma-ti
[k]i-m uen-an-na-[ka-da e-dal-dal-e?]
it-ti 34 isr(muen) am(an- ) lu tap-par-ra-d35 . . .

38 L e varianti al testo accadico saranno riportate in nota, ma soltanto


nel caso che abbiano una reale importanza ai fini dellinterpretazione del testo
sumerico; i testi in cui compaiono tali varianti sono: x = IM 74648 (non pub
blicato, usato da F. Kcher secondo la trascrizione di K . Deller); y = amuleto
in RA 18 (1921) 198, pi. 1 Nr. 3; z = B E 12003 (F. Weissbach, Babylonische
Miscellen, Tav. 15 Nr. 1, amuleto).
29 y, z: siea.me
80 y, z: gIr

31 x:
88 z:
88 y:
84 x,
85 z:

izi; z: Gi
sig7
ir .n i.na ; z : *.ni.ni
y: k i ; z: gim

DAE.DAE

316

M. V . Tonietti

I sette nomi di Inanna-Itar costituiscono un esempio analogo al


nostro, di sette nomi riferiti ad una divinit. Tuttavia, dal punto di vista
della struttura grammaticale e sintattica, le linee del nostro testo ed un'enu
merazione dei nomi di Inanna come quella presente in SBH 56 Vs. 57-70
presentano alcune differenze.
17'. d u m u - a n - n a uno degli epiteti pi frequenti della Damastu;
si confronti ad es. la serie canonica II 28; ibid. 2 IV 9 et passim; lo stesso
epiteto ricorre anche nella traduzione accadica: marat Aa-nim, cfr. ibid.
2 I 33; 2 II 16 etc.
18'. Il testo B omette il d i n g i r iniziale. In realt la mancanza di questo
vocabolo, semplice apposizione del soggetto, la Damastu, non altera il
significato del testo; sembra tuttavia preferibile la versione di A che inizia
con d i n g i r , come avviene alla 1. 5 del testo accadico, dove il 5 nome
inizia con il-tum; si pu pensare ad una funzione analoga per il d i n g i r
al principio della 1. 4 ( = A 20'), mentre ci pare pi dubbio per quello
della 1. 3 ( = A 19') (cfr. commentario a detta linea). Per quanto riguarda
il segno dopo dumu , che in A chiaramente il segno sila , in B si ha invece
un segno parzialmente corrotto che sembrerebbe piuttosto un secondo
dumu , interpretabile forse, tuttavia, come un siua di cattiva grafia, non
pi riconoscibile come tale una volta corrotto; in ogni caso preferibile
la lezione di A per la perfetta corrispondenza con suqti del testo ac
cadico. Demoni o divinit d i n g i r - d u . m u - s i i a - u r ikl - m a dio
figlio della strada di Ur (si noti che il testo sumerico omette la marca di
plurale rispetto a quello accadico, che per non menziona la citt di Ur)
non sono, a quanto sappiamo, noti da altri contesti; tuttavia per un tipo
analogo di epiteto usato in ambito sumerico per dei demoni, si possono
confrontare gli epiteti dei demoni inseguitori di Dumuzi nel sogno di
Dumuzi , in particolare alla 1. 12636: l u g a l - r a d u m u - u r lklm a m i n - m m u - u n - s i - r e7 - i due figli di Ur mossero con
tro il re. Riteniamo quindi che, con molta probabilit, nel nostro testo
non si tratti della divinit dE.AN.TUR, che compare nelle liste di divinit
come uno dei figli di Ninsun, la cui presenza in testi come il nostro ci
per sconosciuta. Per questa divinit si veda L 331, 17; Panth. 1261;
SLT 121 Vs. 6 (cfr. Ch. F. Jean, Babyloniaca 13 [1933] 70-71) e dupl. in
CT DI 150; di recente S. Dackenbacher, RA 71 (1977) 40:13.
19'. La spiegazione della prima parte di questa linea assai difficile;
anche in questo caso pare da escludere il confronto con il dio <d> a n - b u
che spesso compare nei testi in grafie differenti e sprovvisto di determina
tivo; cfr. CT XU II 3 IV 20 e n - b u - n i, dupl. VS I I 11 V 21 a n - b u - x ;
TCD X V 4, 83 e n - b u n ; SBH 48, 16 de n - b u - u 1 - e / de n - b u * Cfr. B. Alster, Dumuzi*s Dream (Copenhagen 1972) 66.

Un incantesimo sumerico contro la Lamatu

317

n e; Panth. 901,2. Una lettura come quella alla 1. 1 ( = A 17') iniziante


con d i n g i r possibile, ma lascia tuttavia inspiegato il significato del
bu b a r re- che segue; sulla base del confronto con il testo ccadico
non sarebbe da escludere che con a n si indicasse un metallo da confrontare
con fatru / / gIr ; resta, tuttavia, ugualmente difficile l'interpretazione del
segno b u ; d'altra parte nei testi lessicali fino ad ora noti non si ha menzione
di un metallo a n .bu sul tipo di a n .n e o a n - b a rx; si confronti tuttavia
CAD A, s. V. annaku: a m - m u - a VAS 10, 201:10; A. Sjberg, ZA 55
(1962) 258; m - u A S K T 129:29 sg., dove forse la grafia con la bilabiale
pu testimoniare la presenza di una b o di un altro fonema trascrivibile
alternativamente con m o con b. Si noti inoltre la corrispondenza b a r =
le-lu-u (CAD s. V. Ietu) ; per la seconda parte della linea la lettura incerta;
se b a r - r e in a n .bu b a r - r e corrisponde al letu del nome accadico,
metallo che s p a c c a i, si pu forse tradurre k i r i x ( K A ) / k a m u - g l
che sul naso / sulla bocca ; non chiaro tuttavia il senso preciso.
20'. Per questa linea il testo accadico ha una chiara corrispondenza in
SBH 56 Vs. 64, dove appunto il quarto nome della dea Inanna-Itar suona:
robu itu napihtu, corrispondente al sumerico della linea precedente (1. 63)
l i m m u - k a m - m a mu i z i - g a r s a r - s a r .
Nei testi A e B linterpretazione molto difficile soprattutto per quanto
riguarda la prima parte della linea: i due testi in questione hanno in questo
punto due letture diverse: A: i.la .r a ; B: i .b i .ea ; sulla base del testo
accadico e di SBH 56 il segno si pu forse spiegare come una forma o
semplicemente una grafia particolare dellES e = i z i = itu (cfr. MSI*
4, 36:90) fuoco ; i segni b i .ea in B possono essere confrontati con il verbo
naphu di testo accadico; i numerosi corrispondenti sumerici di questo
verbo possono forse essere considerati come una serie di varianti grafiche o
fonetiche di un fondamentale verbo base: b u7, b* -arNE, bi"lrNE, bu-urbur,
BUL, fra cui non avrebbe difficolt ad essere annoverata, dal punto di vista
fonetico, una forma b i l , date la mobilit della vocale del verbo e la pre
senza di una forma con l finale, alternante con r (per tale alternanza cfr.
A. Falkenstein, Das Sumerische [Leiden 1959] 28 9 Ib); cfr. AHw s.v.
napahu. Per u - b a r = wuuru v. L 374, 120; Or 35 (1966) 296; RA
19 (1922) 179; JCS 5 (1951) 12:300.
21'. Il duplicato B termina con la linea precedente. In A conservata
soltanto la prima parte di questa linea. Qui tuttavia il parallelismo con
il testo accadico sembra chiaro: la corrispondenza m s = pnum evi
dente; per quanto riguarda ci che segue non si hanno altre attestazioni
di un'espressione m s - s - g e ; la variante al testo accadico s i g 7
verde-giallastro per aksu rende tuttavia possibile un'interpretazione di
- g come grafia sillabica di s i g7 (si veda a questo proposito A. Fal
kenstein, LSS NF I 16 n. 4 e 60 n. 2 sulla frequenza delle grafie sillabiche,
Orientalin

21

M. V . Tonietti

318

anche insolite, nei testi pi antichi di incantesimi; cfr. anche J. Nougayrol,


Conjuration ancienne contre Samana, ArOr 178-4 [1949] 213-226).
Per quanto riguarda la seconda parte della linea restano nel testo
sumerico soltanto tracce del primo segno. Tuttavia sembra possibile avan
zare un-ipotesi di ricostruzione: innanzi tutto la 1. 5 del testo accadico, il
quinto nome, cio, della Lamatu, sembrerebbe avere la sua corrispondenza
conclusa nella prima parte della 1. 5 = 21' di A: m s - s - g e ; d'altra
parte la 1. 22' corrisponde alla settima e non alla sesta linea del testo ac
cadico; parrebbe in tal modo che nel testo sumerico fosse omesso il sesto
nome della Lamatu. Si pu forse supporre che la linea presunta mancante
costituisse in realt la seconda parte della 1. 5 = 21' di A in cui, dopo il
m s - s - g e iniziale, restano soltanto tracce di un segno - ; una
possibile integrazione emerge dal confronto con SBH 56 Vs. 65-66:
i - uk a m - m a

mu

a - m a g u b - b a

ha-an-Su ir -n i- na [uzzuzat*]
quinto nome (di Inanna-Istar) colei che stabilisce la vittoria ' .
La grafia ir -n i- na per irnittu = - m a della linea sumerica precedente,
in SBH 56 Vs. 66, pu essere confrontata con quella presente alla 1. 6 di C:
diR.Ni.NA; si portati a pensare che anche in questo caso si tratti di una
grafia errata o, piuttosto, di una seconda forma dello stesso vocabolo
irnittu, gi, per altro, attestato in un passo concernente la Lamatu: Ugaritica 6, 403: 5: [-]kan ir-nit-ti (il determinativo divino, presente soltanto
in a, pu essere forse considerato un tentativo di interpretazione da parte
dello scriba). Se accettiamo quest'interpretazione possiamo tradurre il
le-qat diR.Ni.NA del testo accadico che consegue la vittoria; veniamo
cos ad avere la corrispondenza con il testo sumerico per cui il confronto
con SBH 56 sembra autorizzare una restituzione - [ m a g u b b a / s - s ] . Questa interpretazione della linea accadica differisce da
quella di D. W. Myhrman, ZA 16 (1902) 155:6 che traduce Angenommene
der Gttin Irnina; di F. Thureau-Dangin, RA 18 (1921) 198:6 adopte
d'Im in a; di F. Lutz PBS 1/2 p. 74: taken into the hands of Irnina;
come pure quella di CAD L s.v. leq 1 e) 2', che sulla base della variante
Ti-at un-ni-ni (Weissbach, Mise. tav. 15 n. 1:8) legge le-qat un[\)-ni-na
che accetta la preghiera , epiteto che male sembra adattarsi alla Lamatu.
22'. In questa settima linea la corrispondenza fra i testi accadico e su
merico evidente: anche se non esattamente corrispondente all'accadico
ilni rabuti, il sumerico d i n g i r - a n - k i - k a - k e 4- n e ricorre an
che nella serie canonica in espressioni analoghe, v. Lamatu 2 I 58. Alla
fine della linea possiamo con sicurezza integrare - p .
23'. Chiara qui la corrispondenza m u e n - a n - n a : issr Same;
la variante di z (cfr. n. 34) sembra autorizzare ad integrare all'inizio della

Un incantesimo sumerico contro la Lamatu

319

linea sumerica il segno k i, corrispondente alTaccadico itti ; la variante


DAL.DAX, sempre in z, suggerisce il verbo da integrare alla fine della linea
in A, come corrispondente dellaccadico tapparra. (Per la rappresenta
zione della dea alata cfr. l'esaltazione di Inanna partie. 1. 27 e 1. 35 87.

Verso
Il verso della tavoletta sembra continuare il recto senza lacune; in
tal caso anche questultimo incantesimo va considerato contro la Damastu,
in quanto continuazione dellultimo incantesimo del recto; nel caso invece
che qui abbia inizio un nuovo incantesimo la definizione del suo genere
si presenta come pi problematica.
24'-27'. U linee in questione presentano un tipo di introduzione mito
logica noto da altri testi, si confronti ad es. J. J. A. van Dijk, HS AO 259, 8;
inoltre il nostro testo ha un parallelo alle 11. 24'-33' in Assur 17721g =
VAT 13660+14047 R. II 29-40, inedito, e K 4905 col. V (CT X V I 48)
6 sgg., translitterati e tradotti da E. Ebeling in AfO 16 (1952/3) 301-302;
riportiamo questo testo, unicamente nelle 11. 29-35, parallele ad A 11. 24'27'; dalla 1. 36 il testo infatti assai lacunoso e nelle linee seguenti il pa
rallelismo non pi rigoroso.
Il testo in questione appartiene alla serie utukk lemntu:
n l(! sic Ebeling)-sipa-k-ga tr ama nam -m i-in-gin
30

re-u -ti ellu tar-ba-sa u su-pu-ra -kin-ma


edin-x sipa ddum u-zi-da-ke4: ina $e-ri r e -i-i ^dumu-zi
[z]-sag!-b i (Ebeling: []-dul-bi) m u-u[n-l]u z-m s-tur-bi m u-un-lu

ti-tul-lu-(7) i- r e -i en-zu la-li-i*-d i-r e -i

35

[sig] kirx(SAr,.sn,A4) gs<-nu>-z[u] sig mis-gr gs-nu-zu gi* babbar-ra


(Ebeling: du )
[-rat pu]-ha-te la pe-te-te -rat -ni-qi [ . . . ] la pe-te-te pe-a-a

u $al-m[t]
4 linee di tracce probabilmente parallele al nostro testo
Incantesimo: il puro pastore ha fondato la stalla e lovile, nella steppa
del pastore Dumuzi pascola la sua capra guida, pascola la sua capra
e capretta, lana di unagnella vergine, lana di una capra [ . . . ] vergine,
nera e bianca . . .
I due testi sono, come si vede, strettamente paralleli ed sulla base
di VAT 13660+ che sono fondate le integrazioni ad A; fra le differenze
pi importanti fra i due testi da notare la mancanza in A della 1. 31 di

87 W . W . Hallo - J. J. A . van Dijk, The Exaltation of Inanna (New-Haven Uondon 1968) 18; cfr. anche ibid. 51.

320

M. V . Tonietti

VAT 13660+. Non invece possibile stabilire con certezza la presenza


0 meno delle 11. 27'-30' di A neir altro testo, data la lacunosit quasi com
pleta di quest'ultimo nella parte finale della tavoletta. Dato che VAT
13660+ appartiene alla serie utukk lemntu, se riteniamo che il testo di A
faccia parte di un incantesimo contro la Eamatu, dobbiamo pensare che
il passo in questione sia un tema usato in diversi tipi di incantesimi contro
1 demoni, cosa comune nella letteratura magica sumerica; si veda il com
mentario alle 11. 8'-13' e, in generale, A. Falkenstein, ESS NF I passim.
24'. Per s u - b a ES per s i p a si veda A. Poebel, StOr 1 (1925) 116-124.
Ea forma ES sorprende in questo contesto; la sua presenza parrebbe di
mostrare che la data della composizione del testo non pu essere di molto
anteriore al periodo paleo-babilonese (cfr. supra p. 303).
25'. Per una lettura u d* di z si veda B. Eandsberger, MSE 8/1, 28
n. 192a; z - s a g va qui considerato nella sua accezione semantica ori
ginale di capra capo, guida, con riferimento quindi all'et ed all'im
portanza dell'animale, in opposizione alla z - m S - t u r del secondo
emistichio, e non quindi nel significato traslato corrispondente all'accadico
riksu, markasu (per questo si veda . Sjberg, OrS 20 [1971] 164:9; id.
Or 35 [1966] 302 sgg.). Si noti che in VAT 13660+ z - s a g reso in
accadico con utullu da intendere qui secondo v. Dijk non nel significato
di pastore , probabilmente, ma in quello di gregge .
26'. Ea lettura z e h di sai,. S.gr proposta in MSE 8/1, 56 sulla base
di Proto-Ea 432: z i - i h = sai<+ S+ gr , si fonda su una lettura errata
del passo citato da B. Eandsberger, come ha comunicato oralmente al
prof. J. J. A. van Dijk il prof. A. Sjberg. da notare nel nostro testo la
grafia difettosa sai^.gr .
Ee 11. 26' sgg. hanno numerosi paralleli nella letteratura magica: come
incantesimo contro una demonessa si confronti Yardat-Ul (v. n. 3) grou
p e II col. I l i 4'-12; cfr. anche E. Reiner, urpu V-VI 144/145 sgg.; R.
Borger, AOAT 1, 12 serie degli incantesimi z i . . . p par. X V II-X V III.
Con la 1. 26' ha inizio la parte prescrittiva del rituale, facilmente riconoscibile dal preformante - presente in ciascuna forma verbale (cfr.
ESS NF I 58) che oppone il gruppo di futuri delle 11. 26'-35' al lungo periodo
delle 11. 36'-39'.
28'. Il cane ricorre assai di frequente nei testi riguardanti la Eamatu.
Cfr. ad es. nella serie canonica: Eamatu 2 II 8 sgg., dove si ha un rituale
abbastanza simile al nostro; esempi di rituali veramente uguali a quello
presente nel nostro testo non si hanno in testi sulla Eamatu.
Per p - s a g fossa, buca, pozzo = atpu (cfr. AHw s. v. atpu),
cfr. E. Reiner, urpu III 92; A. Sjberg, JCS 25 (1973) 131 ad 1. 132 luc
cello e il pesce1 . 52 p - s a g - s a a r - d u b - b a - k a . . . . . . u n
buco in un mucchio di terra ; per ulteriore letteratura sul vocabolo cfr.
ibid. 141.

Un incantesimo sumerico contro la Lamastu

321

30'. Qui, come alla 1. 27' ed alla 1. 33', il pron. sufi, - b i da considerarsi
probabilmente riferito al letto intorno al quale viene eseguito il rituale;
cfr. in proposito Lamatu 2 II 8 sgg.
31'. Alle IL 31'-34' si ha un esempio di metonimia38; il soggetto del
verbo alla 1. 33' rappresentato dalla 1. 32': Inanna ed i suoi epiteti; 1' og
getto, dalla 1. 31': la dea Uttu, ipostasi del lino, che, in particolare, in
questo contesto sembra rappresentare la treccia , la cordicella , il
filo di lino, g u , che ricorre esplicitamente nei passi paralleli al nostro:
cfr. ardat ..Kit groupe II col. I l i 8'-9' g u - m i n - a - 1 a b - b a m e - n i - i r 5 filerai una cordicella, una treccia doppia; E. Reiner,
urpu V -V I 146 di n a n n a - k e 4 g u du t t u - d a s i b a - n i - i n s Inanna prepar la treccia di Uttu (secondo un uso della metonimia
che ricorre nei testi letterari anche con altre divinit, come ad es. Ezinu
e Nisaba). Per il significato di b u r - u - m a ( - g a l ) cfr. l'inno a
Nisaba (D. Reisman, AOAT 25, 357 sgg.) 1. 1 great matriarch ; id.,
Two Neo-Sumerian Hymns (Ann Arbor 1969) 121; W. W. Hallo, CERA
17 (1969) 122 n. 6 great alderwomen; W. Rmer, S K IZ (Leiden 1965)
173.
35'. Per questa linea, che segna la fine del rituale e che ricorre in maniera
frequente negli incantesimi, cfr. A. Falkenstein, LSS NF I 30; una formu
lazione leggermente diversa della stessa linea si ha in alcuni incantesimi
particolari del tipo Marduk-Ea: da s a r - l - h i n a m - s u b b a a n - s u m Marduk gett l'incantesimo , cfr. LSS NF I 70.
36'. Inizia la formula di chiusura dell'incantesimo che, come avviene
generalmente, segue direttamente il rituale. Questa formula ricorre in
vari tipi di incantesimi pi o meno variata per ampiezza, a seconda del
numero di demoni, esseri o sostanze malefiche che vi compaiono; una for
mula di questo tipo in forma estesa e completa si ha in K A R I 24 Vs. 15
sgg.; E. Reiner, urpu I X 81 sgg.; per questa formula e per ulteriori sue
attestazioni si veda ancora A. Falkenstein, LSS NF I 62-67.
41'. Il testo termina, seguendo lo schema pi consueto, con la formula
z i . . . p , che qui compare nella forma pi estesa di tutto il nostro testo:
le prime due linee sono identiche alle 11. 2'-3' del recto; prosegue poi secon
do uno schema gi visto alla 1. 4' del recto, associando ad ogni divinit
menzionata un suo epiteto caratteristico; una simile struttura ben nota
dalla stessa serie degli incantesimi z i . . . p ; cfr. in proposito E. Ebeling,
ArOr 21 (1953) 385 sgg.
45'. Questa linea presenta delle difficolt nella stessa lettura. Nella lar
cuna andato perduto il nome della divinit; ci rende pi difficile l'inte
grazione dell'epiteto che segue. Per k a - b a = i/ pi, epi pi l'apertura

88 Cfr. H . Lausberg, Elementi di retorica (Bologna 1969) 218 b.

322

M. V . Tonietti

della bocca, il parlare L 15, 36, si veda A. Sjberg, ZA 55 (1962) 9 sg.


n. 32; frequenti sono le forme con il pronome suffisso di 3a persona sing.:
TCI/ V I 51, 5-6: k a - b a - a - n i = epi pu; TCI/ X V 8, 155 = 167:
k a - b a - n i g i r i x - z a l s - g a - m l a sua apertura della bocca
piena di gioia. La locuzione ricorre frequentemente in epiteti divini,
cfr. K. Tallqvist, StOr 7, 318: dk a - b a - n i - n a m - t i - l a il suo
parlare vita ; dk a - b a - n i - s i l i m - m a il suo parlare salute
etc. Per ulteriori esempi cfr. F. Thureau-Dangin, RA 31 (1944) 109; A.
Falkenstein, SGL I 71 sg. Un esempio assai simile al nostro contesto si
ha in SLTNi 19 Vs. 9 con dupl. M E I 4 IV, fine (tav. X X III) (cfr. Th.
Jacobsen, JNES 12 [1953] 181): e n n - k a - b a - a - n i (dupl. e n
n i - d u u - g a - n i ) n i n u - k r - r u il signore il cui verbo cosa
immutabile , epiteto di Enlil.
Una possibile integrazione pu essere proposta sulla base del confronto
con una linea della serie An = Anum: alla 1. 35 il testo K 4340+79-7-8, 294
(CT X X I V 1 sgg.) ha: d i n g i r k a - b a - a - n i a n - n a - k e 4 n u k r - r u epiteto di dn i n - s u b u r s u k k a l g i s u m - m u . La
presenza in A di - g i m anzich - k e 4 sembra non costituire una diffi
colt: le due forme si ritrovano infatti in contesti paralleli: si confronti ad
es. VS X V II 13,21: s - a n - n a - k e , - e n - d a d a g - g e ; mentre
E. Reiner, urpu, Appendix, Vs. 28: s - a n - g i n 8 f r - e n - d a d a g g a.
L'unico punto di divergenza tra i due testi parrebbe quindi essere
dato dal verbo finale: k r in K 4340+ , b r in A; si pu quindi avan
zare Tipotesi che lepiteto con b r (qui nel significato di sciogliere
[cfr. AHw s. V. paru]), costituisca una variante di quello presente in
K 4340+ e i due verbi vadano considerati sinonimi. Si propone quindi
di integrare il testo in A restituendo il nome di Ninubur nella prima parte
della linea: z i - [ dn i n - u b u r ] k a - b a - a - n i a n - g i m n u b r u - d a - p per Ninubur, il cui detto / il cui * verbo \ come
quello di An, non pu essere sciolto .

Margine sinistro
Sul margine sinistro della tavoletta conservata la parte finale delle
tre ultime linee di un incantesimo contenuto probabilmente nella parte
inferiore del verso. Le prime due linee farebbero pensare ad un incantesimo
in accadico; per una loro possibile restituzione si pu pensare ad una forma
del verbo taru ritornare, correntemente usato negli incantesimi; forse:
[kma . . . la i-f]u -ru c o me . . . non ritorna, cfr. ad es. UFBG 371. Si
confronti in proposito, nella serie canonica stessa (1 II 19): um-ma a-na
annanna mr annanna ta-tur-ri- ta-sa-ni-gi-um-ma se tu torni da

Un incantesimo sumerico contro la L amastu

323

NN, figlio di NN, se tu ti accosti a lui ; cfr. inoltre J. Nougayrol, Ugaritica


6, 398: III 15' sg.: um-ma a-na tu-si-4 ta-sa-ha-ri ta-tu-r[a](?)-ma
se (mai) verso la casa da cui esci ti rivolgi e ritorni
ibid. 402 col. di destra 3' sg.:
um-ma a + n a an-ni-[i] t[a]()-tu-ur-ri ta -k [a(i)-a-d i(i?)]
se tu ritorni verso questa casa e la raggiungi (??)
ibid. col. di sinistra 14':
___]ta-t4r-ur-ra ___ ] (vi) tornerai .
Per l'uso di questo verbo alla fine di incantesimi cfr. J. Nougayrol,
Ugaritica 6, 398 n. 36.
Via I. Nardi 30
1-50132 Firenze