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LO SCAVO

STRATIGRAFICO:
TEORIA
DELLA STRATIFICAZIONE

~ w&I ~ er .def~nirsicome. di- solo i nomi e abbandonando gli tazione: l'archeologo non è plU
~~~~~~sclphna stOrIca articoli, i pronomi, i verbi, tutti gli chiamato a estrarre, a liberare dalla
autonoma, l'archeo- accessori sintattici. Significherebbe, terra gli oggetti da studiare, ma
logia ha dovuto altrimenti detto, condannarsi a non interroga il terreno, esamina la stra-
compiere in questo capire assolutamente nulla». tificazione, vi individua e legge i
ultimo secolo una L'assunto da cui parte, infatti, la segni dell'uomo.
sorta di rivoluzione ricerca scientifica in campo archeo- L'obiettivo di uno scavo, dunque,
copernicana, che logico è profondamente diverso: il non è piu solo quello di riportare
l'affrancasse dai le- territorio in cui viviamo e il terreno alla luce un tempio, un teatro o una
gami con l'antiqua- che ci apprestiamo a scavare non chiesa, ma quello di comprendere
ria e ne precisasse i sono che il prodotto di un continuo tutte le tracce e le testimonianze
rapporti con la sto- divenire, di una continua trasforma- che sono celate nella stratificazione
ria dell'arte antica. Questa rivolu- zione in cui si intrecciano fenomeni e di cui, all'inizio, nOI! si sospetta
zione può essere efficacemente sin- naturali e attività umane. Ogni atti- nemmeno l'esistenza. E la stratifi-
tetizzata in una frase di sir Morti- vità umana (come del resto ogni cazione, dunque, a dettare gli
mer Wheeler, uno dei grandi mae- fenomeno naturale) lascia infatti obiettivi, i metodi e i tempi della
stri dell'archeologia britannica tra una traccia nel terreno; si tratta di ricerca.
le due guerre: «l'archeologo non tracce piu o meno evidenti, talvolta Per usare un gioco di parole, si
scava oggetti, ma esseri umani». quasi invisibili, che costituiscono la potrebbe sintetizzare che nel suo
Queste parole riflettono un salto testimonianza dell'evoluzione natu- lavoro l'archeologo non può piu
di qualità nel lavoro dell'archeolo- rale e storica di un sito. tendere solo a trovare nel minor
go. In esse si prende coscienza che, Lo scopo della ricerca archeologi- tempo possibile ciò che cerca, ma
come afferma altrove il celebre ar- ca sarà dunque quello di ricostruire deve essere pronto a cercare - cioè
cheologo francese Leroi-Gourhan, la storia della presenza umana su' individuare, documentare, com-
«scavare la terra ed estrarne via via un territorio partendo proprio dal- prendere - ciò che trova. E il suo
gli oggetti che ci colpiscono la fan- l'analisi dei segni che questa vi ha mestiere non sta solo nel conoscere
tasia o che ci piacciono sarebbe lasciato. Il terreno e il semplice i monumenti e i manufatti antichi,
un'operazione tanto poco saggia strato con i suoi materiali trovano ma consiste soprattutto nel leggere
quanto copiare un testo prendendo in quest'ottica una completa rivalu- e nell'ascoltare quelle «storie» che
la terra può raccontare a chi sa
decifrare e intendere il suo linguag-
gio. Da questo punto di vista, la
scienza archeologica ha piu di qual-

/
/ / che punto di contatto con la scienza
geologica: ambedue si occupano del
'/ terreno e delle sue trasformazioni,
individuando le nella stratificazione
del suolo.
Il concetto stesso di stratificazio-
ne - e del suo studio, cioè la strati-
grafia - prende le mosse della geo-
logia, anche se deve essere ampia-
mente rivisto per venire applicato
all'archeologia. I punti di contatto
sono evidenti: la formazione della
stratificazione archeologica, cosi co-
me di quella geologica, è dovuta a
due fenomeni fondamentali, la di-
struzione (o erosione) e la costruzio-
J ne (o accumulo). Tutte le trasforma-
1 zioni che avvengono in un paesaggio
possono essere ricondotte all'azione
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