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Capitolo 4: Modalit nella fotografia con il flash EOS


Le quattro modalit creative presenti nelle fotocamere EOS impiegano ognuna il flash in maniera
differente. Queste differenze sono la principale causa di confusione quando si affronta la fotografia
con il flash con le fotocamere Canon.
Eccovi esposti alcuni concetti fondamentali necessari alla comprensione di come questa confusione
si
verifica.
4.1 Soggetto e sfondo nella fotografia con il flash
La tipica fotografia ottenuta con il flash presuppone l'esistenza di due regioni nella foto, il soggetto
(o primo piano), cio la zona dove viene effettuata la misurazione del flash e la messa a fuoco (ad
esempio una persona), e lo sfondo, cio tutto ci che illuminato da luce ambientale.
Questa distinzione importante perch tutti i flash portatili hanno una portata limitata. Fra le
domande tipiche riportate in apertura, scrivevo che non ci si pu aspettare di illuminare sfondi
molto grandi o lontani, di conseguenza la fotocamera quindi tratta soggetto e sfondo
differentemente con delle misurazioni indipendenti.
4.2 Luce di riempimento (fill flash)
La fotografia con il flash assume due forme basilari. Nel primo caso, il flash e la luce ambientale
sono misurati dai rispettivi sistemi di lettura e la fotocamera calcola l'esposizione ponendo il flash
come fonte di illuminazione principale. Questo pu portare alla sottoesposizione dello sfondo fino
all'estremo di ottenerlo completamente nero in caso di illuminazione ambientale insufficiente. Molti
pensano che questo sia l'unico scopo del flash: permettere di fotografare con poca luce.
Il flash per utile anche in caso luce forte o all'aperto per schiarire le ombre, ridurre il contrasto
dato dalla luce del sole o rendere pi brillante la foto senza esserne la fonte di luce principale. In
questo caso si parla di flash fill-in o luce/lampo di riempimento. Spesso questa tecnica desta
sorpresa nei non fotografi che non si aspettano di vedere usare il flash in pieno sole, impiegato
come una sorta di riflettore portatile per dare quel poco di luce in pi che manca in certe aree
dell'inquadratura.
Un tipico esempio pu essere una persona che indossa un cappello all'aperto in una giornata
soleggiata. La tesa del cappello pu proiettare un'ombra scura sulla faccia del soggetto e un piccolo
lampo flash pu alleggerirla piacevolmente. Un soggetto illuminato da dietro un altro caso molto
comune in cui il flash di riempimento torna utile. Non possibile ottenere l'esposizione corretta di
sfondo e soggetto avvalendosi solo di tempi e diaframmi, si otterr sempre un soggetto scuro o uno
sfondo sovraesposto. Altri usi possono consistere nel provocare un piccolo riflesso nell'occhio del
soggetto (chiamato catch light), stratagemma a volte impiegato anche dai fotografi naturalisti per
ottenere riflessi negli occhi degli animali per i quali, essendo a grande distanza, non otterrebbero
altri
benefici
dall'uso
del
flash.
In tutti questi casi, dal punto di vista della fotocamera, state utilizzando due fonti di luce allo stesso
momento. C' la luce ambientale che viene riflessa da ogni superficie presente nella scena e c' la
luce del flash che si aggiunge a quella gi esistente. Come sempre la luce ambientale viene regolata
da diaframma e otturatore e il flash viene regolato dal sistema di controllo elettronico (gestito dal
sistema di misurazione). Scegliendo la potenza del flash si va sostanzialmente a scegliere il rapporto
fra le due fonti di illuminazione presenti in scena.

In base agli esempi che ho portato sopra, si potrebbe arrivare alla conclusione che tutta la fotografia
con il flash in realt l'impiego di una luce di riempimento per completare quella ambientale, con il
caso estremo in cui la luce ambientale risulta ininfluente per la resa della foto. Questa conclusione
si pu considerare corretta, ma comunque utile mantenere la distinzione in particolare per
comprendere pi facilmente la differenza fra il comportamento del flash della modalit P rispetto
alle
Av,
Tv
ed
M.
A differenza di altri sistemi fotografici (il Nikon in particolare), quello di Canon fatto in modo da
utilizzare sempre il flash di riempimento quando si impostano le modalit Av, Tv ed M, ed anche in
P se vengono misurati livelli di luce ambientale sufficientemente alti. Non esistono interruttori o
comandi separati per attivare o disattivare il flash di riempimento. Per i dettagli consultate la
sezione Confusione nella fotografia con il flash con fotocamere EOS.
4.3 Rapporti del flash di riempimento
Il rapporto del flash di riempimento descritto come la somma di luce ambiente e luce flash
comparato con la luce flash da sola. Il sistema Canon normalmente permette la regolazione della
luce flash in termini di compensazione con incrementi/decrementi di 1/2 o 1/3 di stop. Qual' la
relazione
fra
i
due
sistemi
di
notazione?
- rapporto 1 : 1 - al primo membro presente la luce ambientale pi la luce flash (0 + 1 per un totale
di 1) ed al secondo membro presente solo la luce flash (1), quindi siamo in presenza di sola luce
flash, di conseguenza non si tratta di luce di riempimento;
- rapporto 2 : 1 - in questo caso la luce totale doppia rispetto alla luce flash (1 + 1 : 1), quindi
abbiamo effettivamente un lampo di riempimento della stessa intensit della luce ambientale.
Tradotto nel funzionamento dei flash Canon significa che il flash ha un livello di compensazione 0
(zero). L'illuminazione apparir piatta e piuttosto innaturale;
- rapporto 3 : 1 - questa volta abbiamo il doppio della luce ambientale rispetto alla luce del flash (2
+ 1 : 1), questo rapporto si ottiene ponendo -1 come regolazione di compensazione flash, cio il
lampo sar di intensit dimezzata rispetto al valore che il sistema di lettura considera ottimale;
- rapporto 5 : 1 - la luce ambientale ora 4 volte quella del flash (4 + 1 : 1), e la otteniamo
impostando la compensazione flash a -2 stop. Generalmente i fotografi utilizzano queste due ultime
impostazioni per ottenere ombre pi chiare senza far apparire innaturale l'illuminazione.
Purtroppo il termine rapporto provoca confusione perch spesso significa cose differenti per
persone differenti. A volte si sente parlare di rapporto 1 : 1 quando si in presenza di uguali
quantit di luce ambientale e flash. Di conseguenza 2 : 1 andrebbe associato con la compensazione 1 stop e 4 : 1 con - 2 stop. In questo caso per si parla della luce emessa rispetto a quella
considerata ottimale anzich di quella riflessa e catturata dalla fotocamera.
Lavorare in base ai rapporti risulta molto comodo quando ci si trova in studio dove si ha il controllo
totale dell'illuminazione. Si pu spegnere la luce principale e misurare la luce di riempimento, si
pu spostare i vari flash per variarne l'intensit, ecc. Al contrario quando ci si trova nel mondo reale
non si ha tutto questo controllo. Il sole non si pu spegnere a piacimento e la misurazione flash ha le
sue "idee" su come considerare l'illuminazione corretta.

A questo punto risulta pi comodo parlare compensazione dell'esposizione flash (esattamente come
Canon affronta il tema) e lasciare il discorso sui rapporti solo per le situazioni in studio. Notate
anche che il termine rapporto (ratio) impiegato anche nel campo dei flash multipli, in particolare
quando si utilizzano i sistemi flash proprietari E-TTL.
4.4 Riduzione dell'auto-riempimento
Chiamata anche riduzione automatica dell'impulso flash su alcuni manuali Canon. Le fotocamere
EOS calcolano una normale esposizione flash senza compensazioni quando la luce ambientale 10
EV o inferiore. Quando per la luce ambientale tanta, come 13 EV o superiore, la fotocamera
passa automaticamente al flash di riempimento e quindi riduce la potenza in uscita del flash. Per
fare questo, in modalit TTL, la fotocamera riduce l'intensit del lampo di 1,5 stop. Fra 10 e 13 EV
la riduzione avviene di 1/2 stop per ogni EV.
In modalit E-TTL la fotocamera si comporta in modo simile, ma la riduzione di potenza sembra
arrivare a 2 stop. Canon non ha mai divulgato il suo algoritmo di riduzione del flash di
riempimento, ed apparentemente l'algoritmo confronta le due letture (prima e dopo il pre-lampo)
anche per determinare quali siano le aree fortemente riflettenti.
Alcune fotocamere di fascia medio-alta permettono di disabilitare questa funzione grazie ad una
funzione personalizzabile. Ricordate che la compensazione manuale che potete applicare
manualmente va sempre a sommarsi a quella automatica (a meno che la abbiate disattivata).
4.5 Sincronizzazione a bassa velocit
Quando si scatta una foto con flash e basse luci si possono fare due cose. Usare (o far usare alla
macchina) un tempo di esposizione veloce, minimizzando l'effetto mosso e illuminando solo il
soggetto in primo piano e lasciando scuro lo sfondo, oppure usare un tempo lento in modo da
permettere l'ingresso di una maggiore quantit di luce per rendere pi luminosi gli oggetti distanti e
non illuminati dal flash. Questa seconda tecnica chiamata sincronizzazione a bassa velocit (slow
scuter sync).
Sulle fotocamere EOS questa tecnica possibile solo nelle modalit Av, Tv ed M, di conseguenza
ne sono escluse le modalit scena e P (anche se su alcuni modelli in modalit ripresa notturna fa
eccezione se impostato il flash sulla prima tendina).
Un classico esempio sono le istantanee da turista dove c' qualcuno in piedi di fronte ad un
panorama notturno. Se usate un tempo troppo breve, il vostro amico sar dritto in piedi di fronte ad
un fondale completamente nero (a meno che non ci siano fonti di luce abbastanza forti o stiate
usando una sensibilit di sensore o pellicola sufficientemente alta). Senza scomodare queste
regolazioni di compromesso o cercando fortuna con gli ambienti, potete ottenere una foto con lo
sfondo esposto adeguatamente semplicemente rallentando i tempi di esposizione.
Naturalmente oltre certi limiti (variabili in base a focale ed alla presenza di stabilizzatori) si rende
necessario l'utilizzo di un cavalletto per evitare di trovarsi con immagini mosse, specialmente
quando si rallenta oltre al 1/15 di secondo.
In alcuni casi l'utilizzo di tempi lenti aiuta ad enfatizzare il dinamismo della foto. A volte combinare
un otturatore lento ed un lampo flash permettono di ottenere effetti di movimento molto
interessanti. A volte difficile pronosticare la resa, ma sicuramente vale la pena sperimentare
(specialmente da quando non si spreca pi pellicola). Un esempio calzante sono i giocolieri che
utilizzano strumenti infuocati. Il lampo congela il movimento, mentre l'otturatore lento cattura i
disegni proiettati dal fuoco (per ottenere i risultati migliori occorre tenere presente la teoria sulla

temperatura

della

luce).

4.6 Il tempo sincro-X (X-sync)


La sincronizzazione un parametro critico per la fotografa flash. Il lampo del flash estremamente
breve (in termini di millisecondi), e deve essere emesso quando l'otturatore completamente aperto.
Se il lampo viene lanciato mentre l'otturatore si sta aprendo o si sta gi chiudendo l'immagine non
risulter correttamente esposta.
Le moderne reflex (SLR) analogiche o digitali che siano, sono equipaggiate con un otturatore dotato
di una coppia di tendine che si aprono e chiudono davanti al supporto sensibile su cui verr
registrata l'immagine. Gli otturatori moderni scorrono verticalmente in modo da percorrere il
tragitto pi corto possibile (il movimento orizzontale il 50% pi lungo in virt del formato 3 : 2,
quindi pi lento), e sono suddivise in pi segmenti per rendere l'apertura/chiusura il pi rapida
possibile. Quando si impiegano i tempi pi rapidi, le due tendine si muovono quasi
contemporaneamente costituendo uno "spiraglio" mobile attraverso il quale la luce impressiona il
sensore o la pellicola.
Tutto questo si presenta come un problema quando si utilizza il flash. Poich il lampo di un flash
elettronico pi rapido del movimento di qualsiasi otturatore meccanico, se solo una parte del piano
focale aperta nel momento in cui viene emesso il lampo, solo una parte dell'immagine sar
esposta.
In base al modello di fotocamera, ci troviamo davanti a diversi tipi di otturatori, alcuni pi veloci di
altri, ma tutti hanno un tempo di esposizione oltre il quale non possibile esporre l'intera immagine
nello stesso istante. Questo tempo detto sincro-X (X-sync), chiamato a volte flash sync.

Capitolo 5: Confusione nella fotografia con il flash nel sistema EOS


La causa principale della confusione esistente nella fotografia con il flash del sistema EOS sta nella
maniera in cui le varie modalit (P, Av, Tv ed M) gestiscono il flash, specialmente in caso di luce
ambientale scarsa. Qui di seguito vi propongo un riassunto su come questi programmi agiscono nel
momento in cui si accende il flash. La tabella tratta l'argomento partendo dal presupposto di non
aver abilitato la modalit FP.

EXIF

In dettaglio:
5.1 Modalit Program ( P )
Il principio cardine di questa modalit quello di impostare il tempo di esposizione pi rapido
possibile in modo da poter usare la fotocamera a mano libera senza rischiare di ottenere immagini
mosse: se lo sfondo deve essere nero, cos sia!
La modalit P agisce in due modi in base alla luce ambientale presente:
1) se c' molta luce (13 EV o di pi) la fotocamera pensa che sia desiderato un flash di riempimento
per illuminare il soggetto in primo piano. La fotocamera misura la luce disponibile e regola i
parametri di conseguenza, poi imposta il flash per un lampo di riempimento per il soggetto in primo
piano.
2) se la luce ambientale poca (10 EV o meno), la fotocamera "conclude" che sia necessario
illuminare il soggetto in primo piano. Imposta un tempo compreso fra 1/60 e il sincro-X e regola il
diaframma in base alla sua programmazione. Il lampo molto pi potente che nel caso precedente.
A causa di queste regolazioni dell'otturatore, molto probabile che lo sfondo risulti scuro.
Su molte EOS (se non tutte), se viene attivato il flash (incorporato o esterno che sia), la modalit P
non consente lo shifting delle coppie tempo/diaframma (cio la possibilit di scambiare la coppia
con una equivalente). Si noti che anche la modalit DEP (o A-DEP) non funziona correttamente con
il flash attivato, il suo sistema di calcolo sostanzialmente il contrario della modalit P.
5.2 Modalit a priorit di diaframmi (Av)
La modalit Av vi permette di scegliere l'apertura di diaframma desiderata. La fotocamera sceglie il
tempo di esposizione fra il massimo di 30 secondi al minimo consentito (sincro-X) in modo da
esporre correttamente lo sfondo. Il flash viene calcolato dal sistema di misurazione dedicato e sar
di riempimento. E' possibile che il tempo calcolato sia molto lento, in questi casi consigliabile
utilizzare un cavalletto. In condizioni di luce molto scarsa, si pu affermare che la modalit Av
lavori sul principio della sincronizzazione a bassa velocit.
Esiste comunque un'eccezione a questo comportamento. Su alcuni modelli possibile impostare
una funzione personalizzata che blocchi il tempo di esposizione in modalit Av al tempo sincro-X.
In questo modo come se la fotocamera stesse lavorando in P.
La fotocamera impedir l'utilizzo di un tempo pi rapido del sincro-X (a meno di usare la funzione
FP), se nel mirino lampeggia il tempo di 30 secondi significa che non c' abbastanza luce per
ottenere l'esposizione desiderata e bisogna agire di conseguenza (aumentare l'apertura o la
sensibilit, ecc.). Se lampeggia il vostro tempo sincro-X, al contrario, c' troppa luce e si dovr
agire al contrario di come descritto prima. Unit flash come il 420EZ e il 430EZ funzioneranno in
modalit A-TTL, mentre il 540EZ lavorer solo in TTL. Fate attenzione, capita a volte che le
fotocamere di tipo A possano sottoesporre lo sfondo fino ad uno stop quando la luce ambientale
bassa ed attivata la misurazione E-TTL. Se incontrate questo inconveniente, potete confrontare i

parametri di scatto con la modalit M (che non risente di questo inconveniente) oppure impostare
una
compensazione
dell'esposizione.

5.3 Modalit a priorit di tempi (Tv)


Con questo programma la fotocamera permette di scegliere il tempo di esposizione. Di conseguenza
il diaframma viene automaticamente impostato in modo da avere un'esposizione corretta dello
sfondo. La potenza del flash viene determinata dal sistema di misurazione dedicato in modo da
fornire un adeguato riempimento sul soggetto. Sostanzialmente un comportamento esattamente
contrario
alla
modalit
P.
Se il valore di apertura massima del vostro obiettivo lampeggia nel mirino, significa che lo sfondo
non risulter adeguatamente illuminato, di conseguenza dovrete diminuire la velocit di esposizione
in modo da compensare l'ammanco di luce, altrimenti otterrete uno sfondo scuro. Utilizzare tempi
molto lenti comporter la necessit di un cavalletto.
Come sempre la fotocamera impedir l'impiego di un tempo troppo rapido (a meno di utilizzare la
funzione FP). Se nel mirino lampeggia il valore della minima apertura possibile con il vostro
obiettivo, allora in scena c' ancora troppa luce e per compensare sar necessario aumentare la
velocit di esposizione, o diminuire la sensibilit di sensore/pellicola (o anche avvalendosi anche
della funzione FP, se lo ritenete necessario), oppure ancora si potrebbe spegnere il flash e usare dei
riflettori per modificare la luce ambientale per dirigerla sul soggetto.
Unit flash come il 420EZ e il 430EZ funzioneranno in modalit A-TTL, mentre il 540EZ lavorer
solo in TTL. Fate attenzione, capita a volte che le fotocamere di tipo A possano sottoesporre lo
sfondo fino ad uno stop quando la luce ambientale bassa ed attivata la misurazione E-TTL. Se
incontrate questo inconveniente, potete confrontare i parametri di scatto con la modalit M (che non
risente di questo inconveniente) oppure impostare una compensazione dell'esposizione.
5.4 Modalit manuale (M)
In questultimo caso, il fotografo a decidere come sar l'esposizione agendo direttamente su tempi
e diaframmi. Il sistema di misurazione flash si occuper di calcolare un lampo di riempimento per
illuminare il soggetto principale. Questo sistema in netto contrasto rispetto ai tempi in cui il
fotografo era costretto a portare con se delle tabelle per calcolare la giusta intensit del lampo.
Ecco come il flash funziona in modalit M. Attenzione, in questo paragrafo si parla solo
dell'esposizione manuale, la quale utilizzer il sistema di misurazione TTL/E-TTL. La trattazione
sulle impostazioni manuali del flash avr in seguito il suo capitolo specifico.
- Impostate la fotocamera in modalit M.
- Impostate diaframma e tempo di esposizione in modo da avere lo sfondo correttamente illuminato.
- Premete il pulsante di scatto a met, se il vostro flash ha un display, verranno visualizzate le
informazioni sulla distanza che il flash pu coprire.
- Se il vostro obiettivo dotato di scala delle distanze, potete controllare che il soggetto sia entro la
portata del flash.

- Se la spia ready accesa, potete premere il pulsante di scatto fino in fondo e ottenere la fotografia.
Il sistema di misurazione del flash (TTL o E-TTL) calcoler l'esposizione corretta per il soggetto.
Se il vostro flash non possiede il display, naturalmente non avrete l'anteprima delle informazioni.
Anche se siete dotati di display, questo non fornir informazioni se avete regolato la testa del flash
in posizioni differenti da quella base (in asse con l'obiettivo). Le informazioni mostrate potrebbero
essere errate se avete montato un diffusore o altri accessori. Alcuni Speedlite come il 540EZ o il
580EX possono mostrare le informazioni sulla distanza in metri o piedi, dipende dal sistema
metrico/imperiale impostato (c' un piccolo interruttore nel vano batterie). Altri, come il 430EZ,
sono in grado di funzionare con un solo sistema di misurazione, quale dipende solo dal mercato di
vendita originario. Gli esemplari veneuti negli Stati Uniti sono impostati in piedi, tutti gli altri in
metri. Altre unit pi recenti come i 580EX II possono cambiare unit di misura grazie alle
impostazioni personalizzate.
5.9 La misurazione dello sfondo nella fotografia con il flash
Le fotocamere EOS adottano diversi schemi di misurazione in base al modello in questione. Questi
sistemi di misurazione includono il valutativo (da 3 a 63 zone o pi nel caso delle recenti 1D X o
1D C), il parziale (6,5% o 10,5% dell'inquadratura, a volte collegato al punto AF attivo), la media
pesata al centro e la spot. Quando non viene impiegato il flash, questi sistemi di misurazione sono
utilizzati normalmente per la misurazione della luce sul soggetto. Al contrario, quando si usa il flash
la fotocamera ha bisogno di misurare la luce sullo sfondo e non sul soggetto, quindi, entro i limiti
del possibile, gli schemi di lettura devono cambiare. E questo varia da fotocamera a fotocamera.
Le EOS con misurazione a zona singola come la T90 (che si pu considerare a tutti gli effetti
l'anteprima del sistema EOS) e la EOS 1000F per gestire i sistemi TTL ed A-TTL usano il sistema
a media pesata al centro. Le EOS dotate di sistemi di misurazione a segmenti multipli utilizzano
quelli pi esterni per la misurazione TTL ed A-TTL (il sensore valutativo suddiviso in diversi
schemi a seconda di quanti del numero di zone di cui composto, in generale vengono selezionati i
segmenti
pi
vicini
agli
angoli
dell'inquadratura).
Molte delle EOS dotate di pulsanti per attivare la misurazione parziale non usano i segmenti esterni
quando questo tasto viene premuto. Al loro posto vengono usati gli schemi per la misurazione
parziale della luce ambientale. Le T90, EOS-1, 700, 750 e 850 fanno eccezione, infatti non
permettono la misurazione parziale per il flash. Sfortunatamente Canon non ha pubblicato le
specifiche di come il sistema E-TTL effettua la misurazione della luce ambientale, quindi non
possibile
trattarlo.
5.10 Gli schemi di misurazione flash
Le informazioni sugli schemi di misurazione sono piuttosto scarse, soprattutto sull'E-TTL.
Schemi di misurazione E-TTL ed E-TTL II
La fotocamera utilizza il sistema di misurazione valutativo per calcolare l'esposizione flash basata
sui dati forniti dal pre-lampo. Molte fotocamere non dotate si sistema E-TTL II, quando vengon
usate con messa a fuoco automatica, impiegano sempre la misurazione valutativa attorno al punto
AF selezionato, non impiegano mai la lettura spot o parziale. In caso di messa a fuoco manuale,

alcuni altri corpi, passano alla lettura a media pesata al centro. Purtroppo questo comportamento
dell'algoritmo E-TTL pu essere fonte di problemi, esso infatti si comporta come un sistema di
misurazione spot. Molte lamentele sul comportamento del flash E-TTL sembrano essere dovute
proprio a questo comportamento. Se la fotocamera basa la lettura su un oggetto molto scuro o nero,
molto probabile che la foto risulti sovraesposta (o il contrario se l'oggetto molto chiaro). La
soluzione pi semplice a questo problema l'utilizzo della funzione FE-L in modo da pre-calcolare
il flash su un oggetto dal tono medio e poi ricomporre. Purtroppo in caso di dover scattare foto
rapidamente come ai matrimoni o per riprese di sport, questa pratica risulta essere poco pratica e
conviene
impostare
la
lettura
sullo
schema
a
media
pesata.
Casi particolarmente sfortunati ed ostici della misurazione E-TTL sono le EOS D30 e D60. La EOS
10D invece "risolse" il problema bloccando la lettura sempre sullo schema a media pesata.
Il sistema E-TTL II, al contrario, calcola ogni zona del sensore valutativo prima e dopo il prelampo, pesando ogni singola zona indipendentemente e considerando in modo particolare quelle
zone giudicate essere pi riflettenti delle altre. Tutto questo significa che, contrariamente al sistema
precedente, non esistono schemi di misurazione precostituiti poich vengono calcolati in tempo
reale.
NOTA: Dal momento che non ci sono documenti dettagliati sulla tecnologia E-TTL/E-TTL II,
questi ultimi paragrafi non possono essere considerati attendibili al 100% perch si basano
sull'osservazione empirica e sui pochi dati disponibili.
Non ricomponete l'inquadratura se usate il flash.
Il fatto che la fotocamera basi la lettura del luce flash nella zona pi vicina al punto AF attivo da
tenere sempre in mente. Se avete l'abitudine di mettere a fuoco, usare il blocco dell'esposizione
automatica e ricomporre l'inquadratura, ricordatevi sempre di non usare questa tecnica con il flash.
La misurazione del flash avviene dopo quella della luce ambientale, quindi state bloccando
l'esposizione automatica di quest'ultima (AE-L) ma non quella del flash, di conseguenza
ricomponendo l'inquadratura otterrete solo alterare in maniera incontrollata le condizioni di luce gi
calcolate. E' consigliabile scegliere il punto di messa a fuoco pi vicino a alla posizione effettiva del
soggetto nell'inquadratura in modo che la misurazione del flash vada a buon fine.
Ci sono solo due eccezioni a questa regola. La prima sono i corpi macchina di tipo A dotati della
funzione FE-L. Questi corpi sono in grado di bloccare l'esposizione flash esattamente come il
blocco AE, consentendo di ricomporre l'immagine. Il secondo caso sono i corpi dotati della
tecnologia E-TTL II che in virt del differente sistema di lettura (che pu coinvolgere anche i dati
sulla distanza da soggetto) sono meno vulnerabili a questo comune errore di misurazione della luce.
Capitolo 9: Consigli sull'uso del flash
9.1 Qualit della luce
Sono sicuro che tutti abbiamo ritirato un rullino dal laboratorio pensando che fosse stupendo, per
accorgerci poi che le luce sono venute tutte dure e deludenti. Come fanno i professionisti a ottenere
sempre foto stupende? Beh, ci sono molte ragioni, ma trattandosi di un articolo sul flash, mi
limiter a descrivere solo su questo argomento.
Il problema pi grosso la qualit della luce. Per ottenere risultati dell'aspetto professionale in
genere si cerca un'illuminazione morbida (con ombre dai margini sfumati) oppure una luce che non

provenga

dalla

fotocamera.

Luce morbida e luce dura


La differenza fra luce morbida e luce dura sta principalmente nelle dimensioni relative delle
sorgente rispetto al soggetto. La luce morbida proviene da sorgenti di grandi dimensioni, la luce
dura da sorgenti piccole. Pensate a quando la luce del sole filtra attraverso le nuvole: le ombre si
ammorbidiscono. Al contrario la luce di un occhio di bue su un palco scenico molto pi "affilata".
La luce dura produce ombre dai margini netti, enfatizzando i difetti del viso e della pelle (tranne in
casi controllati in cui si fotografi una pelle liscia come il marmo che sia naturale o coperta da un
pesante
trucco).
I flash portatili sono progettati per funzionare come piccoli occhi di bue, essendo essi ampi solo
pochi centimetri quadrati. Questo in parte dovuto alla necessaria portatilit del flash, in parte
perch concentrando il lampo possibile raggiungere distanze maggiori. Infatti ogni
"ammorbidimento" porta ad una riduzione di potenza e quindi di portata. Tutto si traduce in una
luce piuttosto dura. A volte benvenuta, ma a volte no.
La maniera pi semplice per ammorbidire la luce quella di far rimbalzare il lampo su superfici pi
ampie. Muri o soffitti bianchi sono l'ideale, in alternativa si possono usare dei riflettori portatili. Si
possono usare anche diffusori portatili da attaccare alla testa del flash in modo da indirizzare il
lampo in pi direzioni. Ricordate solo che il colore delle superfici su cui rimbalzer il lampo tinger
la luce aggiungendo delle dominanti potenzialmente indesiderate. I flash da studio (quelli grandi,
alimentati a corrente alternata) sono spesso usati con ombrellini o softbox per ampliare le
dimensioni della sorgente di luce. Gli ombrelli (riflettenti) sono rivestiti di bianco, argento o oro per
ottenere differenti effetti di luce quando essa vi rimbalza. Vengono montati di fronte al flash in
modo da raccogliere il lampo e rifletterlo. I softbox invece sono degli scatoloni vuoti con l'interno
riflettente e con un frontale in tessuto bianco nel quale viene inserito il flash, ed il loro compito
quello
di
diffondere
la
luce
prodotta.
I flash portatili non hanno la potenza necessaria ad illuminare una grande studio (soprattutto se
vengono utilizzati i diffusori). Ma, se non potete spendere moltissimo e lo studio piccolo, uno
Speedlite con ombrellino (o anche un ombrello normale con l'interno dipinto di bianco) pu
risultare estremamente utile nel gestire l'illuminazione. Si pu anche improvvisare un diffusore con
semplici tessuti bianchi davanti al flash e cos via. Anche in questo caso l'uso di una fotocamera
digitale ha grandi vantaggi, infatti potendo mostrare istantaneamente il risultato consente
l'immediata
correzione
o
modifica
del
set-up
delle
luci.
Ricordate sempre che la cosa importante la dimensione RELATIVA della fonte di illuminazione.
Un grande softbox molto lontano dal soggetto risulter essere relativamente piccolo, mentre uno pi
piccolo ma posto molto vicino risulter essere grande. La collocazione dei diffusori sempre molto
importante. Molto spesso negli studi i softbox sono posizionati appena fuori dall'inquadratura.
Naturalmente la luce dura non un male in senso assoluto. Spesso si rivela utile (specialmente se
nelle mani di un fotografo esperto) nell'isolare un soggetto dallo sfondo, o enfatizzando certi tipi di
composizioni. Il motivo per cui ho focalizzato l'attenzione sulla luce morbida che per i
principianti pi facile imparare a gestire quest'ultima che quella dura.
Luce lontano dall'asse
L'altro elemento che pregiudica la resa di una foto che la luce del flash viene emessa da troppo

10

vicino all'asse della fotocamera. Come gi descritto, questa posizione molto innaturale poich
nella vita di tutti i giorni siamo abituati ad avere fonti di illuminazione lontano dalla nostra testa
(ricordate l'esempio del casco da minatori?), quindi un trucco importante quello di allontanare il
flash dalla fotocamera o di usare un set-up con flash multipli. Le maniere pi comuni per fare
questo sono i cavi prolunga (per allontanare un singolo flash dalla fotocamera) oppure i trigger
radio per attivare pi di un'unit flash da remoto. La soluzione wireless sicuramente la pi
versatile per collocare pi unit flash sulla scena. Comunque in entrambi i casi sarete in grado si
scegliere da quale posizione illuminare il soggetto (dal basso, dall'alto, dai lati, ecc.) per generare le
ombre che pi vi aggradano. La luce proveniente dall'asse della fotocamera risulta spesso piatta e se
non

l'effetto
ricercato,
apparir
del
tutto
sgradevole.
Anche la soluzione del lampo di rimbalzo consente di ottenere una luce laterale (ed sicuramente la
maniera pi economica per farlo), ma sottoposto a tutti i vantaggi e svantaggi del caso.
Come sempre il digitale viene in aiuto nello sperimentare i diversi set-up.
9.2 Consigli generali
- Quando usate il flash on-camera rimuovete il paraluce dall'obiettivo. Esso potrebbe proiettare dei
coni d'ombra nella parte bassa della foto.
- Non avvicinatevi mai a meno di un metro dal soggetto (a meno di avere un flash macro). Potreste
trovare sulle foto molto simili a quelle che possono proiettare i paraluce. L'uso di un flash separato
con un piccolo diffusore pu risolvere questo problema.
- Se la testa del flash non girata in avanti, controllate sempre la sua posizione prima di cambiare
l'orientamento della fotocamera (paesaggi/ritratti) perch se fosse in una posizione non adeguata
potreste ritrovarvi delle foto male illuminate. E' possibile anche che alcune foto siano illuminate
correttamente ed altre in modo sbagliato se la testa del flash punta in una direzione non adatta ad
uno
dei
due
orientamenti
possibili.
- Se state facendo dei ritratti ed avete il flash montato sulla fotocamera, assicuratevi di non coprirlo
con la mano sinistra.
- Se la vostra fotocamera ha pi di un punto AF non usate la tecnica della ricomposizione, ma
selezionate il punto AF pi vicino alla posizione del vostro soggetto. Se invece avete a disposizione
una fotocamera dotata di sistema di misurazione E-TTL ed un flash compatibile potete utilizzare la
funzione FE-L per ricomporre l'inquadratura.
- Se dovete scattare numerose foto in rapida successione, utilizzate pile al NiCd, NiMh o al litio (se
il vostro flash compatibile) al posto delle normali alkaline. Questi tipi di pile consentono al
condensatore di ricaricarsi pi rapidamente e godrete di questo beneficio. L'unico inconveniente la
durata inferiore delle pile al NiCd, cosa che costringerebbe a portare con se delle pile di riserva.
Un alternativa sono i pacchi batteria, ma anche questi sono soggetti a pro e contro (vedi sezione
apposita).
9.3 Consigli sulla fotografia in interni o in spazi stretti
- Usate il lampo di rimbalzo su pareti o soffitti, i vantaggi si noteranno. Fate solo attenzione se le

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superfici

sono

particolarmente

colorate

perch

possono

provocare

delle

dominanti.

- Se non volete usare il lampo di rimbalzo, usate un piccolo diffusore per ammorbidire il lampo.
- Fate attenzione a non indirizzare il lampo su superfici come vetri o specchi. I riflessi non sono
facilmente controllabili ed esiste il rischio che il sistema di misurazione venga ingannato sbagliando
l'esposizione.
9.4 Consigli sulla fotografia in esterni o in spazi larghi
- Non usate il lampo di rimbalzo. A meno di usare pannelli riflettenti portatili sarebbe inutile. Al
suo posto pi utile mantenere la testa del flash in asse con la fotocamera oppure usare dei diffusori
portatili.
- Nonostante sia probabile che non vogliate usarli per che riducono la potenza del flash, l'impiego di
pannelli diffusori consigliabile perch ci si pu sempre avvicinare al soggetto e ammorbidendo la
luce le foto spesso risultano pi gradevoli.
- Se fotografate delle persone a grande distanza, ricordate che vi state esponendo al rischio
dell'effetto occhi rossi. Le ragioni di questo sono state descritte nell'apposita sezione. Per ridurre
questo rischio cercate di allontanare il flash dalla fotocamera, magari con un cavo prolunga.