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Anno XXXVI n.

246 Luglio-Agosto-Settembre 2014






































Provincia di Lombardia S. Carlo Borromeo
dei Frati Minori

Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 2

Nutrire il pianeta. Energia vitale Condividendo con tante altre persone il tema scelto per Expo 2015, ci lasceremo
accompagnare visivamente dalle copertine del nostro notiziario, attraverso i dipinti e le raffigurazioni che stanno
sotto i nostri occhi durante i nostri pasti.
Il refettorio non per i frati solo luogo di nutrizione ma di convivialit, scambio, dialogo e perch no
contemplazione. Non siamo solo ci che mangiamo ma siamo anche ci che contempliamo e ci nutriamo anche di
dialogo e bellezza; alla luce della Parola possiamo allora gustare un sapore nuovo in ci che mangiamo e scoprire
cosa davvero d energia alla nostra vita.










Ultima Cena
Anonimo area lombarda, sec.XVII, olio su tela, Convento S.Antonio Milano

Dalla cupa penombra dellarchitettura che fa da sfondo, emergono Ges e i Dodici, seduti intorno alla tavola
dellUltima Cena. Dalla figura di Ges che campeggia al centro dellassemblea, ha origine un movimento che
attraversa le figure dei discepoli fino a raggiungere lo spettatore a cui lasciato un varco per permettergli di
assistere alla scena. Alle spalle dei commensali, si muovono nella penombra tre figure femminili che servono a
tavola. Il colloquio degli apostoli si articola variamente tra le figure, da cui resta escluso Giuda, avvolto nel manto
giallo alla destra dello spettatore. Dalla parte opposta del tavolo il Discepolo amato (antitesi di Giuda) poggia il
capo sulla spalla del Maestro. Ges benedice la tavola e lagnello arrostito che diviene fulcro non solo della festa
ma anche della composizione. Lagnello pasquale al centro dellasse verticale della composizione su cui si
distribuiscono, dallalto in basso: la persona di Ges, un pane coperto da un tovagliolo, lagnello pasquale, un altro
pane su un piatto e ai piedi della tavola il vino in una fiasca in vimini, tenuto al fresco in un bacile.
Il vino, il pane e lagnello simboli eucaristico-pasquali rimandano direttamente alla persona di Ges, vero agnello,
vero pane. Questa serie di elementi allineata verticalmente verso lo spettatore invitandolo a prendere parte a ci
che sta succedendo. Questo invito ulteriormente sottolineato dallo spazio che si crea tra i due discepoli in primo
piano e dal pane sul piatto che sembra essere stato preparato per chi si affaccia alla scena, strumento e simbolo di
condivisione.
La centralit dellagnello sottolineata anche dal chiarore della tovaglia, e dalla direzione dei coltelli appoggiati
sulla tavola.
Giuda colui che si esclude dalla comunione con il Maestro, cos non solo volge lo sguardo altrove, ma sotto il
tovagliolo al posto del pane c la borsa dei denari per saziare altra fame. Ai piedi di Giuda, riverso nel bacile sta
inutilizzato o caduto un calice di vetro. Giuda non mangia e non beve altro che vuole assaporare.
In basso nellangolo a destra un cagnolino rivolge il suo sguardo allo spettatore, riportandoci al livello dei
cagnolini che stanno sotto la tavola del padrone in attesa che cada qualcosa da poter mangiare.

Fr. Carlo Cavallari



Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 3


Indice



Consiglio di Cooperazione Provincie Nord Italia 4
Bardonecchia 25-29 settembre 4
Calusco dAdda 6 settembre 7
Arco di Trento 9 settembre 10


Dalla Provincia 12
Festa della provincia di Lombardia Dongo 12



Testimonianze di Vita Fraterna 19
Ordinazioni diaconali 19
Monastero Cademario 21
OFS e GiFra 27
Eremo San Michele 29
La vigna 31


FilmiAmo 34


Notizie di Casa 36



Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 4


Consiglio di Cooperazione Province Nord Italia


Bardonecchia

26 Agosto
2014





Presiede lincontro Fr. Massimo Fusarelli. I Ministri sono tutti
presenti: fr. Bruno Bartolini, fr. Francesco Bravi, fr. Francesco Patton,
fr. Antonio Scabio, fr. Maggiorino Stoppa, fr. Mario Vaccari.
Alle 11.10 iniziamo la sessione di Consiglio, nel tempo occupato
dallincontro dei Gruppi Misti durante la Assemblea Definitri che si
sta svolgendo dal 25 al 29 agosto.
Viene concordata la sospensione del CdC previsto a Verona per il
mese di ottobre, a motivo dei 3 incontri che il Consiglio avr a
distanza di pochi giorni a breve: oltre al presente incontro, anche il 6 e
9 settembre.
Nome della Provincia: Fr. Massimo Fusarelli chiede ai Ministri di
pensare a 3 proposte per il Nome della Provincia da proporre ai
Definitori nella giornata di dopodomani durante la 13 Sessione della
Assemblea. Emergono tre proposte. Si concorda che la votazione
orientativa che verr chiesta alla Assemblea sia in forma palese per
alzata di mano; i singoli Definitri poi ratificheranno la votazione che
verr infine trasmessa al Definitorio generale.
Enti ed Economia: i Ministri e Fr. Massimo concordano nel constatare
il clima positivo che si sta creando nella Assemblea anche affrontando
in modo cos concreto le questioni economiche. Il Consiglio ritiene che
a seguito di ci che la Assemblea decider, sar importante un
incontro su queste questioni con il Ministro generale, per spiegare la
procedura che si sceglier di realizzare per il ridimensionamento degli
Enti. Fr. Massimo avr a breve un incontro con il Ministro generale e
potr gi accennare a tutto questo.
Fondo Missioni al popolo: su richiesta dei Responsabili del progetto
Missioni al popolo, vengono affrontate alcune questioni economiche
relative alla gestione del Progetto.
Auto per Visita canonica: si rende necessaria una automobile per la
Visita canonica che inizier ai primi di novembre e si protrarr fino a
marzo 2016. I Ministri a questo proposito concordano che si usi di
volta in volta una auto messa a disposizione dalle varie Province. Si
verificher comunque la fattibilit concreta di questa proposta, in
quanto il percorso progettato per la Visita suddiviso in blocchi di pi
settimane che comprendono Case di Province diverse.









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Fr. Mario Vaccari rende nota la spesa di onorario allavvocato Giacomo Bertolini per il suo
lavoro di consulenza riguardo agli Enti: si concorda di dividerla tra le 6 Province. Ci si
confronta quindi sulla necessit di essere seguiti anche in avvenire da esperti su queste
questioni: si concorda di chiedere allAvvocato Bertolini la sua disponibilit in merito e le sue
tariffe.
Fr. Massimo Fusarelli domanda se gli Economi abbiano trattato anche la questione dei
Rappresentanti legali: Fr. Mario Vaccari risponde che se ne parlato ma che si data la
precedenza al problema pi urgente che era quella degli Enti. Le due questioni non sono
comunque legate tra loro: un Rappresentante legale pu infatti esserlo di vari Enti.
Preventivo Software Data Base per la Segreteria OFM Nord: si sta valutando la possibilit di
disporre un Software per la gestione informatica dei dati completi di ogni frate, ad uso della
Segreteria della nuova Provincia che si andr a creare nel 2016. Verranno chiesti vari preventivi
e valutata la spesa e la opportunit.

Comunicazioni:
- i 4 futuri postulanti albanesi trascorreranno le 3 settimane di settembre a Verona san
Bernardino, prima di iniziare il postulato ad Arco di Trento;
- la Assemblea dei Definitri del Nord Italia del prossimo anno si svolger dal 24 al 28
agosto 2015;
- il Capitolo unitario del 2016 si svolger a Camposampiero (PD) dal 19 giugno al 2 luglio
2016. Il luogo stato scelto in riferimento alla significativit della figura di s. Antonio: la
vicinanza con Padova inoltre permetter una celebrazione presso la Basilica del Santo.
Concludiamo lincontro alle 12.50 per il pranzo.

26 agosto, nel pomeriggio:
Proseguiamo nel pomeriggio, alle ore 17.00, sempre nel tempo della sessione occupata dai
Gruppi Misti.
In questa seconda parte dellincontro, ci si sofferma particolarmente sulla programmazione dei
prossimi incontri CdC del 6 settembre a Baccanello e del 9 settembre ad Arco di Trento. Per
quanto riguarda lincontro della mattina di sabato 6 settembre, previsto il saluto a Fr.
Giuseppe Bonato che conclude il suo servizio di Maestro ad Arco di Trento, e lincontro con il
Segretariato F&S.
Per quanto riguarda invece lincontro di marted 9, lorario previsto dalle 9.30 fino alle 17, e
comporter al mattino lincontro con il Coetus della Fraternit formativa di Arco di Trento, e al
pomeriggio lincontro con il Coetus di Verona s. Bernardino.
Visita Canonica: si ipotizza durante il tempo della Visita canonica la partecipazione del
Visitatore Fr. Massimo ad un incontro del Definitorio di ciascuna Provincia.
Lultimo punto allODG laccompagnamento del CdC al lavoro dellAnimatore vocazionale
unico - viene rimandato, in quanto richiede di essere affrontato con calma e discernimento.
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Lo si prender in esame pi avanti, dopo che anche nei settori PG e CPV maturer la riflessione
e la accoglienza del Progetto formulato a tal riguardo dal CdC - di un centro unitario per la
pastorale di ambedue i settori - e fatto conoscere ai due frati responsabili con la lettera dello
scorso 25 giugno (Prot. 18/2014).
Fr. Massimo Fusarelli chiude il nostro incontro alle ore 18.30 per poter pregare il Vespro con gli
altri fratelli.

fr. Stefano Dallarda
Segretario


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I Sessione


Baccanello
di Calusco
dAdda

6 Settembre
2014








Presiede lincontro fr. Massimo Fusarelli. I Ministri sono tutti
presenti: fr. Bruno Bartolini, fr. Francesco Bravi, fr. Francesco Patton,
fr. Antonio Scabio, fr. Maggiorino Stoppa, fr. Mario Vaccari.
Iniziamo alle ore 9.00 con la preghiera ispirata dal Vangelo del giorno,
e preparata da fr. Stefano.
Saluto a fr. Giuseppe Bonato:
Il primo punto allODG prevede lincontro con fr. Giuseppe Bonato al
termine del suo servizio come Maestro dei Postulanti: fr. Giuseppe
ringrazia il CdC per la esperienza fatta in questi anni ad Arco di
Trento, e suggerisce alcune indicazioni per il cammino futuro. La
gratitudine reciproca, e fr. Giuseppe viene congedato.
Incontro con il Segretariato Formazione e Studi
Sono assenti fr. Fabio Piasentin, fr. Roberto Ranieri e fr. Giampaolo
Cavalli per impegni gi assunti in antecedenza. Allincontro partecipa
anche il Ministro provinciale francese, fr. Michel Laloux, insieme al
Segretario fr. Batitte, giunti a Baccanello per partecipare allinizio del
noviziato del postulante della Provincia francese, fr. Jean-Nol Daly.
Lincontro verte sui seguenti punti:
confronto sugli orientamenti e la prassi nelle diverse tappe
della Formazione iniziale;
partecipazione dei Vicemaestri al Segretariato;
legame tra Segretariato e CdC.

Fr. Massimo Fusarelli accoglie i responsabili dei Settori del
Segretariato presenti, sottolineando che questo incontro vuole anche
rappresentare un nuovo inizio per un collegamento pi efficace tra
CdC, Segretariato e Settori.

Fr. Lorenzo Raniero, Segretario, relaziona sul lavoro del Segretariato
nellanno 2013-14: i responsabili dei Settori si sono trovati 4 volte: la
prima si risolta in un breve incontro a carattere conoscitivo, mentre
nelle 3 seguenti si sono fermati pi tempo, rispettivamente il 21-22
gennaio a Baccanello, il 24 marzo a Bologna, a fine maggio a Genova.
La modalit di conduzione di questi incontri comprendeva uno spazio
di comunicazione e condivisione sulle situazioni delle varie Case di
formazione e dei Settori (Fope, Studi, Ministeri). Dal mese di gennaio
si aggiunta anche la riflessione ed il confronto sulla figura del
Responsabile ai Ministeri, e la richiesta al CdC di formalizzare e
ratificare la procedura da seguire in questi casi, e che ogni Guardiano
dovrebbe conoscere.
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Ci si interrogati e confrontati su alcuni contenuti della Formazione iniziale (trattati anche in
separata sede da fr. Lorenzo Raniero, fr. Andrea Contini e fr. Almiro Modonesi ) che
necessitano di cura e di valorizzazione: ad esempio la storia dellOrdine e la conoscenza del
patrimonio artistico e agiografico - temi che in noviziato non vengono affrontati o anche altri
come la fraternit evangelizzante. Si riconosce il ruolo importante che lo Studio teologico di
Verona e le settimane di studi francescani a Cavallino possono avere in tutto questo ambito.

Altri temi trattati: il rapporto tra la Formazione e lo studio e i suoi tempi, la Formazione
teologica dei fratelli laici, il rapporto tra Casa formativa ed esperienze pastorali (si ribadito che
queste ultime: siano finalizzate prima di tutto al bene del formando, si privilegino le nostre
realt pastorali, il formando sia accompagnato in queste esperienze da un Professo solenne)
Il lavoro che resta da fare:
i temi trattati non sono conclusi e necessitano ancora di tempo;
il contributo chiesto al Segretariato per il lavoro di preparazione al Capitolo generale
2015 sui testi inviati dalla Segreteria generale;
la FoPe (con il materiale che verr consegnato al Convegno di novembre);
il contributo sulla prospettiva qualificante;
il rapporto da curare tra i due Segretariati (Evangelizzazione e F&S);
il parere chiesto al Segretariato su alcuni articoli dei futuri SSPP da parte della
Commissione;
sarebbe da rivedere la Ratio Formationis interprovincialis.
Infine fr. Lorenzo, citando il Documento finale della Assemblea Definitri 2013 di Assisi al n
4.1, sollecita da parte del CdC una pi puntuale interazione con il Segretariato, e domanda che
si specifichi come questa collaborazione possa avvenire in modo pi proficuo.

Fr. Massimo Fusarelli rivolge un saluto ai nuovi Formatori, e ricorda che questo incontro e
quello di marted prossimo 9 settembre con il Coetus di Arco e di Verona hanno il carattere di
un nuovo inizio e vengono incontro a quanto espresso da fr. Lorenzo al termine della sua
esposizione. Il Ministro del territorio che seguir ciascuna Casa di formazione un ulteriore
segno del legame con il CdC. E necessario per cercare insieme il modo di attuare questo
legame, data la complessit della relazione tra le 6 Province, i Ministri e i Settori dei Segretariati.
Fr. Massimo ricorda inoltre a proposito della Formazione ai Ministeri - che nel prossimo
Convegno verr consegnata una proposta dei Maestri di PT italiani, che sar bene far conoscere
e pubblicizzare, dato che su questa questione c un vuoto legislativo; realisticamente bisogner
aspettarsi che ci vorr del tempo prima che questa prassi sia concretamente assimilata.

Segue un adeguato spazio di confronto e di dialogo. Vengono toccati i temi della interazione tra
CdC e Segretariati e Settori, dellAccompagnamento ai Ministeri, degli incontri tra i Formatori.
Si concorda con i Formatori che facciano avere al CdC, per il necessario confronto e la
approvazione, entro il 13 novembre i Progetti e i Programmi formativi di ciascuna Casa.
Vengono ringraziati e congedati i fratelli del Segretariato.



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Documento finale Assemblea Definitri di Bardonecchia:
Il Documento finale della Assemblea dei Definitri, conclusasi a Bardonecchia il 29 agosto
scorso, viene analizzato nella sua presentazione finale, comprensiva della introduzione e della
conclusione, e di brevi correzioni linguistiche. Le aggiunte e le modifiche vengono approvate. Si
concorda che il testo verr presentato per la prima volta ai Guardiani durante la Assemblea di
ottobre, e che per quella occasione venga stampato e preparato per la presentazione in aula. Si
concorda inoltre che nella stampa vengano inseriti per intero i 4 allegati, ma siano graficamente
ben distinti dal testo.
Fr. Massimo Fusarelli chiude lincontro alle ore 11.50 per poter partecipare al rito di iniziazione
alla Vita consacrata dei nuovi novizi.
















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II Sessione


Arco di Trento

9 Settembre
2014



Iniziamo il nostro incontro alle ore 9.30 con la preghiera iniziale. Fr.
Massimo Fusarelli introduce i lavori ed accoglie il Coetus
formativo della fraternit di Arco di Trento (fr. Saverio Biasi, fr.
Devis Rutigliano, fr. Michele Passamani, fr. Enzo Pellegatta) per il
previsto incontro con il CdC allinizio del cammino del nuovo anno
e dellavvio della comunit FAV-Postulato. Dopo una
presentazione da parte del Guardiano fr. Saverio Biasi, del nuovo
Maestro fr. Devis Rutigliano e del Responsabile FAV fr. Michele
Passamani, si lascia uno spazio per un confronto su alcuni temi, e
precisamente: il ruolo specifico del Maestro e quello
dellaccompagnatore spirituale, le modalit del ricorso alle scienze
umane e alle diagnostiche psicologiche, la formazione dei
Formatori.
Fr. Massimo Fusarelli ringrazia i confratelli di Arco che vengono
congedati.
Aspetti economici del Progetto Missioni al popolo:
Su richiesta dei responsabili, fr. Federico Righetti e fr. Michele
Montemitro, dopo adeguato spazio di confronto, si concorda su
questi punti riguardanti la gestione economica delle Missioni al
popolo:
il fondo economico della Provincia lombarda riservato alle
Missioni al popolo diventi fondo unico a servizio del livello
1 del Progetto (residente nella Casa di Rezzato): questo unico
Fondo si alimenter come di consueto anche da ci che
rimane dei proventi delle Missioni, tolto il compenso ai
Missionari;
le spese sostenute dai frati del livello 2, est e ovest, saranno
possibilmente coperte dalle Case ove i frati risiedono;
il pulmino utilizzato a Chiampo da fr. Federico Righetti
rimarr in loco a servizio della zona est del Progetto;
verr acquistata una nuova auto ad uso di fr. Federico, la cui
spesa verr divisa tra le 6 Province; si chieder pertanto a fr.
Federico una proposta con due preventivi di spesa.

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Pomeriggio, ore 14.30:
Incontro con il Coetus formativo di Verona s. Bernardino:
A questa parte dellincontro assente fr. Francesco Patton che partecipa alle esequie del
Definitore provinciale e Guardiano di Mezzolombardo fr. Tarcisio Bortoli, morto
improvvisamente sabato 7 settembre.
Fr. Massimo Fusarelli introduce lincontro salutando i frati a nome di tutti e ringraziandoli
cordialmente per il difficile servizio formativo. Viene ribadito che il Ministro del luogo (fr.
Antonio Scabio) sar elemento di dialogo, di legame, di vicinanza tra CdC e Casa di
formazione. In questo incontro si dar spazio anche ad un confronto riguardo al ruolo che le
scienze umane possono avere nella formazione: le competenze reciproche, i limiti e le attenzioni
da salvaguardare. Dopo una presentazione da parte del nuovo Maestro, fr. Andrea Contini, e
del Guardiano, fr. Giampaolo Cavalli, lo scambio verte poi anche sulla ricca e complessa realt
di s. Bernardino, e precisamente sulla realt della mensa, sulla accoglienza, sul coinvolgimento
degli studenti nelle attivit pastorali, su alcune problematiche affettive. Il confronto e lo
scambio risulta per tutti ricco e fecondo per il cammino del nuovo anno, e si auspica che
favorisca un puntuale dialogo e collaborazione tra Casa di formazione, Segretariato F&S e CdC.
Fr. Massimo Fusarelli ringrazia e saluta i frati, e lincontro termina alle ore 16.48.


fr. Stefano Dallarda
Segretario


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Dongo
Palazzo
comunale

25 settembre
2014































Dalla Provincia






















































Egregio Signor Sindaco, un grazie sincero per l'ospitalit che
cos gentilmente ha voluto offrire a noi frati minori di Lombardia nel
giorno in cui ricordiamo gli anniversari pi significativi di
consacrazione religiosa e sacerdotale di alcuni confratelli unendoci,
come fraternit provinciale, ai frati della comunit di Dongo che
ricordano in questi mesi i quattrocento anni dell'arrivo dei frati minori
a servizio del santuario della Madonna delle Lacrime o del fiume
secondo l'antico titolo.

Il santuario e il convento furono costruiti per volont della gente del
posto e ancora oggi rivelano un profondo legame con il territorio e
con la chiesa locale. Il Santuario, affidato alla nostra cura pastorale,
considerato dalla gente del posto un punto di riferimento spirituale
molto importante, un luogo dello spirito profondamente inserito nel
tessuto della vita sociale ed ecclesiale e amato come un luogo del
cuore che custodisce la memoria viva della storia della propria gente,
delle proprie tradizioni. Questo ci impegna a custodire con amore e
con cura quanto ci stato affidato.

Il ricordo di una presenza carica di storia e la concomitante memoria
del percorso di vita francescana di alcuni confratelli, creano una
provvidenziale occasione innanzi tutto per noi frati, per collocare
dentro una storia pi grande il cammino della attuale fraternit
provinciale, tesa tra passato da riscoprire con rendimento di grazie,
un presente fatto da volti e storie precise e condivise e un futuro da
costruire nella consapevolezza del percorso verso la nascita della
nuova provincia. Ed sicuramente per la gente di Dongo un
conoscere ed apprezzare ancora di pi una presenza religiosa che ha
segnato e segna ancora la storia di questa comunit civile ed
ecclesiale. Una giornata dunque dove passato, presente e futuro
mirabilmente si intrecciano per aiutarci a sostenere l'impegno di tutti
noi con le nostre diverse responsabilit - a dare qualit alla nostra
vita civile e religiosa.

Saluto con sincero affetto tutti i miei confratelli, specie coloro che oggi
ricordano anniversari particolari di consacrazione religiosa o
sacerdotale. Un saluto e un ringraziamento al signor Parroco, al
Vicario foraneo a tutti i sacerdoti presenti; grazie per la fraterna
amicizia.

Saluto di fr. Francesco Bravi Ministro provinciale
per la festa della Provincia di Lombardia
Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 13

Un sincero grazie alla fraternit di Dongo per l'accoglienza fraterna e per tutto quello che i frati
hanno fatto per poter vivere al meglio questa giornata. Colgo l'occasione per ringraziare tutti i
cittadini donghesi ( quelli presenti ) per l'affetto, la vicinanza e l'attenzione che hanno sempre
dimostrato e ancora oggi dimostrano in tanti modi verso i loro frati.

A Lei signor Sindaco, ai sacerdoti, ai miei confratelli, a tutti i presenti l'augurio e il saluto
francescano di ogni Pace e bene.







































Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 14




Omelia di fr. Francesco Bravi
Convento di Dongo

Carissimi fratelli, mentre rendiamo grazie al Signore per chi tra noi oggi ricorda i
significativi anniversari di ordinazione sacerdotale e di professione religiosa, tutti insieme
accogliamo ancora una volta la Parola di Dio che, se da una parte illumina di luce nuova il
mistero eucaristico che stiamo celebrando, dall'altra ci invita a rivedere la nostra fedelt ad
una chiamata vocazionale che segna cos profondamente la nostra vita da diversi anni. Una
Parola dunque per tutti noi che siamo qui, una Parola per i fratelli festeggiati, una Parola
per tutta la nostra fraternit provinciale. Celebrare un anniversario di vita religiosa o
sacerdotale, o semplicemente fare memoria della nostra consacrazione, non solo scoprire
che il tempo passa con la sua ineluttabilit, come ci ha ricordato la prima lettura nel testo
del Qoelet, ma vivere tutto questo come una rinnovata occasione di grazia per metterci alla
continua ricerca di Ges, anche noi come Erode e probabilmente con intenzioni ben
diverse, per cercarlo continuamente in un profondo desiderio di vederlo, come ci propone
la pagina evangelica.

A tutti noi la Vergine del fiume e delle lacrime cos come raffigurata nell'immagine
venerata in questo santuario - offre nuovamente suo Figlio, ce lo dona come Parola viva ed
eterna, ce lo ripresenta come pane di vita che nutre il nostro cammino. La Vergine che qui
ha pianto ci invita innanzitutto a valutare come ci hanno ricordato la prima lettura e il
salmo responsoriale - in modo saggio e intelligente lo scorrere dei nostri giorni. Siamo
chiamati a non metterci all'ansiosa ricerca di una felicit altrimenti irraggiungibile; chiamati
a contare i nostri giorni per acquistare un cuore saggio; chiamati a cogliere con
semplicit e misura i beni che la vita offre nella consapevolezza dello scorrere del tempo;
chiamati a dare serena e pacificante concretezza al nostro vivere sine proprio che ci fa
considerare sempre penultime tutte le cose di questo mondo nella certezza che non c'
niente di nuovo sotto il sole; chiamati ogni giorno ad essere e non solo a dirci pellegrini e
forestieri in questo mondo consapevoli che vanit delle vanit..tutto vanit; chiamati
ad essere profondamente convinti di essere incamminati verso la terra dei viventi tanto
da vivere ogni attivit nel segno della finitezza e della provvisoriet, nella sicura certezza
che l'uomo ritorna alla polvere come ci ha ricordato il salmo 89. Un pianto quello della
Vergine che ci mette dunque in guardia; un pianto che ci invita come una buona madre
a ricentrare bene la nostra vita sulle cose che contano. E noi di fronte a tanto amore
abbiamo detto e diciamo con le parole del salmo: rendi salda per noi l'opera delle nostre
mani, l'opera delle nostre mani rendi salda. A te o madre affidiamo il nostro proposito e il
nostro anelito di santit che oggi rinnoviamo.

La Vergine che qui ha pianto ci invita poi a cercare Ges con tutte le nostre forze nel
profondo desiderio di vederlo, di contemplarlo, di adorarlo. L'impegno a dare unit
profonda alla nostra esistenza proprio attorno a questa ricerca, che ovviamente diversa da
quella di Erode, e che deve connotare tutti i nostri giorni.
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Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 17

Qui allora non contano soltanto gli anni, pi o meno tanti di professione o di ordinazione, conta
quanto ancora e con quale amore ci possiamo definire cercatori del volto santo del Signore
Ges. Quanto e come facciamo dei nostri giorni un continuo pellegrinaggio nella fede , nella
speranza e nella carit per cercare la ragione profonda del nostro vivere e operare: il Cristo
Signore, che ci ha affascinato e ci ha fatto percorrere la via di Francesco nella famiglia dei Frati
minori. La Vergine che qui ha pianto ci invita ad essere come Lei pellegrina nella fede in una
continua riflessione che diventa verifica della vita nella meditazione degli eventi di suo
Figlio. Un pianto quello della Vergine che ci invita e ci sollecita a crescere continuamente in
una ricerca appassionata ed amante del Signore Ges, colui che abbiamo chiamato al canto al
Vangelo la via, la verit e la vita. A te o madre affidiamo il nostro proposito e il nostro anelito
di santit che oggi rinnoviamo.
Mi piace poi pensare che oggi la Vergine Maria in questa sua dimora pianga ancora, ma pianga
di gioia. Pianga di gioia per i suoi figli che ricordano un cammino di anni fatto di fatiche e di
slanci d'amore, carico di fedelt insieme alle inevitabili umane fragilit e peccati. Pianga di gioia
nel ricordo di una storia fatta di quattrocento anni di presenza francescana, insieme variopinto
di volti concreti di numerosi confratelli che hanno animato e servito questo luogo e questa
gente. Pianga di gioia nel vedere i nostri sforzi per dare una qualit sempre pi evangelica alla
nostra vita nel cammino verso la nascita della nuova Provincia. Pianga di gioia nel vederci
riuniti con Lei a pregare suo Figlio e a celebrare i misteri pasquali della nostra salvezza
riscoprendoci ed edificandoci ancora come fratelli. Mi piace poi pensare che queste lacrime di
Maria possano diventare anche le nostre, quelle di ogni frate minore lombardo o che per lo
meno le lacrime che ognuno di noi piange per i propri peccati, per le fatiche che fa a vivere
fedelmente quanto promesso al Signore, per le incomprensioni e le esclusioni che sperimenta,
per la solitudine e le malattie, per i limiti umani e per le infedelt dei fratelli che frenano i
desideri di una vita pi evangelica, si possano trasformare in lacrime di gioia, di speranza e di
condivisione in una rinnovata accoglienza di ogni fratello che con la sua storia, le sue scelte, le
sue fedelt e infedelt, sta scrivendo una pagina di vangelo vissuto.
Non siamo e non vogliamo essere un'insieme di piangenti, per altro un po troppo sentimentali e
retr, vogliamo semplicemente essere uomini di fede che rinnovano il loro impegno di servire il
Signore e i fratelli con tutta la loro umanit e che magari sanno anche piangere per la gioia di un
incontro fraterno, sanno commuoversi e piangere di gioia per tutto il bene che c' nell'altro e
nella bellezza di una storia concreta come la nostra presenza quattro volte centenaria di Dongo.
O Vergine delle lacrime e del fiume accogli i desideri profondi del nostro cuore; accogli la lode e
il rendimento di grazie di chi tra noi oggi ricorda anniversari importanti di vita francescana e
sacerdotale. O Vergine delle lacrime e del fiume riempi di consolazioni celesti tutti coloro che
qui ti invocano; a noi e a tutti rivolgi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo
esilio, Ges, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.


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Chiampo

27 settembre
2014



































































































Testimonianze di vita fraterna

Ordinazioni diaconali


Raccontare quanto il buon Dio sta operando nella mia vita, significa
testimoniare la misericordia che Egli continua ad usare verso di me, suo
servo.
Durante la settimana di esercizi in preparazione al Diaconato, siamo
stati aiutati a meditare sulla figura del servo del Signore descritta nel libro
di Isaia. Questo mi ha permesso di riflettere abbondantemente sul nuovo
servizio che il buon Dio mi chiama a svolgere allinterno della porzione di
Chiesa in cui sono inserito.
Prendere consapevolezza di essere suo servo e di dover portare la sua
missione di annunciare la sua parola a coloro che sono sfiduciati, mi ha
permesso di inquadrare nel giusto modo il servizio del Diaconato. Infatti
questo sguardo prospettico spazza via ogni ansia, in quanto io sono stato
chiamato ad essere suo servo fin dal seno materno, con la certezza di fondo
che il suo servo avr successo e sar onorato, anche se dovr passare per il
crogiuolo della sofferenza.
Il Signore, pi di prima, mi invita a fare attento il mio orecchio alla sua
parola ogni mattina, perch io possa parlare come suo discepolo e curare con
lolio della sua parola i cuori spezzati.
Sono consapevole dellaumento di responsabilit (e questo mi fa
tremare le gambe), ma sono ancor pi consapevole dellaumento della grazia
che il buon Dio non far mancare al suo servo.
Avanti con fiducia, quindi, in un cammino di sequela, che si fa sempre
pi totale e coinvolgente, di Colui che da sempre ha avuto cura speciale e
sollecitudine grande per me suo servo.
Davanti ho un chiaro modello di sequela nella figura della Vergine
Maria, la quale ha concepito e generato il Verbo della vita, diventando punto
di riferimento per coloro che vogliono servire e amare il Signore Dio vivo e
vero.
Non voglio dimenticare certo il serafico padre Francesco, il quale
seguendo Cristo Ges ha visto sbocciare la sua vita, attraverso una
trasformazione interiore che lo ha portato ad assaporare una dolcezza dove
prima aveva sperimentato lamaro.
Laugurio che faccio a me, e a coloro che leggeranno queste righe, di
gustare e vedere come buono il Signore verso coloro che ripongono il lui
tutta la loro speranza.

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Cademario

31 agosto
2014































Suor
M. Maddalena


















Dedicazione della chiesa e dellaltare del monastero Ss. Francesco e Chiara


Una piccola chiesa attorno al suo vescovo, che fa memoria delle sue origini
francescane
Insieme alle mie Sorelle qui presenti, desidero ringraziare con tutto il
cuore Mons. Valerio, nostro Vescovo, che ha voluto presiedere questa
celebrazione, insieme a Mons. Cusero, - la sua presenza un dono grande e
inaspettato! - che rappresenta per noi qui Papa Francesco. Questa loro
partecipazione ci fa sentire tutto laffetto e tutta la cura che ha per noi Sorelle
la Chiesa universale e in particolare quella ticinese a cui apparteniamo.
Il nostro Vescovo emerito Mons. Pier Giacomo purtroppo, per motivi di
salute, allultimo momento non ha potuto essere qui e labbiamo ricordato in
questa Eucaristia, per tutta la paternit grande che ha sempre saputo
dimostrarci, in momenti anche molto difficili.
Ringrazio P. Francesco Bravi ofm, nostro Ordinario, Provinciale della
Provincia del Frati Minori della Lombardia: la sua presenza assai preziosa,
perch corrisponde al desiderio che dalle sue origini questa nostra comunit
ha manifestato, di essere legata a Francesco dAssisi, di cui Chiara si sentiva
pianticella.
Grazie anche al Sindaco, Sig. A. Servalli, per essere qui con noi,
rappresentando tutti i cittadini di Cademario.

La fedelt e la novit di Dio
Il cuore tornato spesso, in questi giorni di preparazione alla festa di oggi,
alle due altre importanti feste del Monastero, quella dellInaugurazione il
28 maggio 1992 e quella dellErezione Canonica il 18 giugno 2006 -. A
queste due date alcuni tra noi sono stati presenti, altri non a tutte.
Personalmente ero assente allinaugurazione del Monastero e la mia
vocazione era ancora tutta nel cuore di Dio, cos come quella della
maggioranza di noi Sorelle presenti oggi.
Del giorno dellinaugurazione ho ascoltato per cos dire sulle
ginocchia delle mie sorelle e madri le parole che Mons. Corecco
pronunci nellomelia della S. Messa e che risuonano proprio oggi nel
loro significato pi vivo e pieno:

Una scintilla di amore per il Cristo si accende oggi qui in mezzo a noi,
che non stiamo ponendo la prima pietra di un monumento,
ma di una storia di persone, una storia che ci porta verso leternit.


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Davvero non abbiamo posto in questi anni solo delle nuove pietre alledificio della chiesa di
Cademario, o al nuovo edificio monastico che abbiamo potuto costruire con laiuto di Dio, ma
abbiamo costruito una storia, una storia di amicizia, legami di vera parentela spirituale, che
spesso divengono pi forti se possibile di quelli di sangue.
Scorgo ora con grande riconoscenza dei volti che sono come una memoria storica per la
nostra comunit e il segno commovente della tenerezza e fedelt del Signore alla nostra piccola
fraternit:
- Madre Chiara Raffaella, abbadessa del nostro Monastero Madre di S. Erminio, a Perugia,
presente, come un segno di provvidenza grande e di unit, a tutte e tre le tappe pi
importanti della nostra storia;
- Tra le nostre sorelle desidero ringraziare in particolare Sr. Maria Giuseppina, prima
responsabile della comunit, e Sr. Chiara Noemi, prima maestra: le prime fondatrici (o
sfondatrici!); Sr. Chiara Myriam che stata nostra madre per molti anni -, se posso dire,
il Giovanni Paolo II della nostra piccola comunit, a cui ha dato per sempre unimpronta
e un volto di comunione e di apertura grande: queste tre piccole grandi donne ci hanno
guidate al largo in tanti momenti di difficolt, di guado e di prova, con una fede
nuda e coraggiosa, spesso con lacrime che rimangono nascoste nel cuore di Dio per il
Paradiso sono certa che grazie alla loro fede, speranza e carit che Dio ci ha fatto la
grazia di essere qui oggi, e cresciute e moltiplicate
- Mons. Valerio e P. Francesco Bravi, nostro Provinciale, gi presenti allerezione canonica
- Vari volti di amici qui presenti che il Signore ha legato alla nostra storia e che qui non
posso ricordare purtroppo ad uno ad uno (ma lo abbiamo fatto volentieri nel cuore nel
corso di questa celebrazione).
Il cuore va anche ai nostri cari defunti , Mons. Torti, alcuni sacerdoti a noi cari e tanti altri, che ci
hanno sostenute con particolare affetto e ora seguono il nostro cammino dal Cielo.
Ci sono per anche nuovi volti, amicizie nate da poco, o che stanno nascendo, e che sono il
segno della fantasia sempre nuova di Dio.

Una dimora di Dio ma anche delluomo
Dio ha voluto per noi questa bellissima vocazione: essere
dimora di Dio con gli uomini, ove lieta risuona la liturgia di lode e la voce degli uomini si
unisce ai cori degli angeli nella preghiera incessante per la salvezza del mondo
(cfr. Preghiera di Dedicazione nel rito della dedicazione).
Vorremmo mostrare umilmente al mondo, nella misura in cui Dio ce ne dar la forza e il
coraggio, quanto bello, amabile, desiderabile e fonte di gioia abitare nella casa del Signore!
Testimoniando questa bellezza, speriamo di attirare al Suo cuore tanti altri uomini e di
riscaldarne i cuori al focolare del Suo amore! Si apre oggi unintera messe davanti ai nostri
sguardi: il compito della nuova evangelizzazione, linvito che possiamo rivolgere assieme, se
uniamo le forze, alla riscoperta delle radici Cristiane del nostro continente, della nostra
Europa

Una casa costruita da una comunit, ma anche da un popolo
Ringrazio pertanto, a nome di tutte le mie sorelle qui presenti, quanti in mille modi hanno
collaborato alla costruzione di questa dimora di Dio - non fatta da mano duomo e al contempo
opera delle nostre mani che Dio ha portato a compimento per noi.
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Ringrazio larchitetto Cedro che ha sapientemente disegnato il progetto del nuovo monastero e
pazientemente si disposto allascolto di noi sorelle, che abbiamo pensato a lungo gi sulla
carta queste mura e questi spazi, perch potessero essere luogo dello Spirito.
Ringrazio le imprese, gli ingegneri, gli artigiani e i muratori che con lesperienza, larte, il lavoro
delle mani e dellintelligenza e il sudore della fronte hanno lavorato qui.
Ringrazio quanti sono stati mossi a simpatia e tenerezza per noi, cos da mettere gratuitamente
a disposizione i mezzi materiali per far fronte alle importanti spese della costruzione.
Ringrazio anche le persone cui il Signore ha ispirato la generosit di unofferta speciale delle
loro lacrime, sofferenze, malattie, acqua che si unita alla calce di queste mura
Cos Dio e uomo, materia e Spirito sono per sempre uniti in ununica opera!
Questa casa rimarr per sempre indissolubilmente dimora di Dio con luomo, costruita da
una comunit di Sorelle ma anche costruita da un intero popolo.
La tappa vissuta oggi ci lega per sempre assieme, in vocazioni differenti ma unite, in varie
sfumature di bellezza, nellunica comunione con Cristo Sposo della Chiesa e ci porta verso
leternit anche proprio assieme.
Soprattutto vogliamo dire tutta la nostra gioia di appartenere a questa bella e accogliente chiesa
del Ticino, Galilea delle genti, terra di mezzo poi di appartenere ai nostri cari fratelli frati
minori e cappuccini, della Svizzera, della Lombardia e del Nord Italia (!), poi a tutti i
sacerdoti cui spetta un posto speciale nei nostri cuori di claustrali, e infine alle tante famiglie e
consacrati laici, al TerzOrdine francescano con cui camminiamo assieme.

Una dedicazione del nostro cuore a Dio e ai fratelli
Dedicando oggi a Cristo il cuore del nostro Monastero che sono la chiesa e laltare -,
dedichiamo tutto il nuovo Monastero, nel quale ci troviamo a vivere con grande riconoscenza e
gioia gi da due anni circa.
Sia questa per sempre Casa di Dio, luogo di incontro con la sua presenza che sempre ci
trasforma, con la sua bellezza misteriosa che ci attrae, luogo per sperimentare la sua
accoglienza, la sua porta sempre aperta per noi, la sua infinita misericordia.
Dedicando il cuore del monastero, non possiamo non
dedicare anche il nostro cuore a voi, carissimi fratelli e
sorelle qui presenti ricordati tutti nella odierna Eucaristia,
assieme a quanti non hanno potuto partecipare di persona e
ai cari defunti:
Maria, Vergine fatta Chiesa, faccia di tutti noi il Corpo santo
del Signore e ci renda Sua dimora santa, gioiosa, bella,
accogliente!

Fare memoria e ringraziare suscita e attira lo Spirito Santo
Desidero comunicare infine che ogni anno avremo la gioia di
rinnovare la grazia e la memoria di questa vocazione e
missione di essere totalmente dedicate al Signore, al suo
servizio di lode e di intercessione per tutto il popolo.
Nellultima domenica di agosto di ogni anno celebreremo la
festa di questa Dedicazione solenne e rinnoveremo il nostro
grazie a Dio per questa stupenda vocazione, che per tutti!

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Cronaca 31 agosto 2014

Tra tutti gli eventi vissuti dalla nostra piccola fraternit nei suoi 22 anni di presenza a
Cademario, la dedicazione della chiesa e dellaltare indubbiamente il culmine, il sigillo
definitivo di Dio che ha stretto con noi unalleanza e ha deciso di porre la sua dimora su questo
monte, in questa porzione di chiesa ticinese.
Ci siamo preparate al 31 agosto con stupore e gratitudine; don Nicola Zanini, cerimoniere
vescovile e fedele amico della comunit, ci ha introdotte con una lezione nella ricchezza dei
segni liturgici del rito e il 28 agosto ha predicato il ritiro fornendoci alcuni spunti di
meditazione a partire dal testo della preghiera di dedicazione. Questa giornata stata una
pausa ristoratrice nel bel mezzo dei preparativi e del grande trambusto che regnava in casa in
quei giorni, non solo per la presenza degli artigiani che dovevano posare laltare e lambone, ma
anche perch, nellimminenza della scadenza delle garanzie di cantiere, si erano date
appuntamento altre dittepareva di essere tornate in cantiere e Ges ha condiviso con noi la
precariet e il disagio. Da luned 25 agosto, infatti, il tabernacolo si spostato in biblioteca dove
celebravamo lUfficio divino e la S. Messa. Al termine della giornata di ritiro una ricca
condivisione fraterna ha permesso di donarci reciprocamente ci che lo Spirito stava dicendo al
nostro cuore; pur nella diversit delle esperienze personali e del tempo trascorso a Cademario
alcune parole erano ricorrenti: meraviglia, gioia, gratitudine per essere state scelte dal Signore
ad essere spettatrici della sua opera, per aver visto crescere, nella fatica e nella pazienza dei
giorni, una dimora costruita non da mani duomo- perch solo lonnipotenza di Dio poteva
compiere il miracolo di un nuovo monastero e di una chiesa- eppure anche edificata con i
talenti, lo sforzo, la collaborazione delluomo.
Sabato 30 abbiamo accolto tra noi Madre Chiara Raffaella Sara, abbadessa del nostro monastero
madre di Perugia che ha condiviso tanti momenti importanti della nostra storia: la sua presenza
semplice e fraterna stata un dono per tutte e ci ha fatto sperimentare labbraccio delle sorelle
della Federazione, ricordandoci le nostre origini. Dopo una notte di temporali e ancora qualche
rovescio di pioggia al mattino, il tempo stato clemente (sicuramente il Signore ha premiato la
perseveranza e la fede di quanti, e in prima fila la nostra sr. Giuseppina, hanno pregato) e ha
permesso alle centinaia di persone convenute (si sono stimate circa 400 presenze) di assistere
comodamente allesterno della chiesa dove erano stati installati 3 maxischermi. S, nei volti di
questo popolo per la gran parte ticinese era evidente come il Monastero sia ormai inserito nella
chiesa locale!
La celebrazione iniziata alle ore 16 con una processione partita dalla sacrestia allestita per
loccasione in un parlatorio, mentre noi Sorelle e il resto dei sacerdoti e del popolo di Dio
attendeva in chiesa e allaperto. S.E. Mons. Valerio Lazzeri, Vescovo di Lugano, presiedeva il
rito; accanto a lui concelebrava S.E. Mons. Diego Causero, Nunzio apostolico in Svizzera, e il
M.R.P. Francesco Bravi ofm. nostro ordinario.Il servizio liturgico era assicurato da don Nicola
Zanini, dal diacono don Fabio Minini e da alcuni seminaristi della nostra Diocesi.Il sig. Antonio
Bonvicini, organista della cattedrale di Lugano, ha suonato lorgano. Allesterno il servizio
dordine stato garantito in maniera esemplare da alcuni Scout del Ticino. I segni di questo rito
sono stati molto pregnanti: il rito dellaspersione sui presenti, a memoria del nostro battesimo, e
sulle pareti della chiesa a ricordare che in Cristo il male sconfitto; la benedizione del nuovo
ambone con lintronizzazione della Parola.
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Lomelia di Mons. Valerio stata costellata di riferimenti allesperienza dei nostri santi
fondatori. Quindi, dopo la recita del credo, il canto delle litanie dei santi e la deposizione delle
reliquie dei santi Francesco e Chiara ai piedi dellaltare hanno reso manifesta quella comunione
che gi ci lega con quanti sono nella Gerusalemme celeste. Il momento culminante stato per,
dopo la preghiera di dedicazione pronunciata dal Vescovo, lunzione dellaltare e delle croci
della chiesa con il sacro crisma, mentre noi sorelle cantavamo Myron santo, dolce rugiada,
Cristo in principio e crisma nel tempo, santifica noi. Quando dopo lincensazione, la
preparazione dellaltare, laccensione di tutte le luci lorgano e le campane hanno accompagnato
il momento di festa, davanti ai nostri occhi tutto risplendeva di bellezza e gloria! Anche il
momento della consacrazione del pane e del vino stato particolarmente intenso: mentre noi
eravamo inginocchiate,di fianco e dietro di noi i numerosi sacerdoti concelebranti in piedi con le
mani elevate ci hanno fatto sperimentare la forza dello Spirito che riempie tutto luniverso.
Prima della benedizione finale, il Nunzio Apostolico ha letto il telegramma con la benedizione
apostolica di Papa Francesco e Madre Maddalena, ripercorrendo anche le tappe salienti della
nostra storia, ha ringraziato quanti hanno lavorato per la costruzione del nuovo Monastero,
quanti hanno contribuito con la loro generosit, le loro preghiere e sofferenze alla realizzazione
dellopera. Un semplice rinfresco preparato sul piazzale del monastero ha concluso la festa,
offrendoci anche la possibilit di salutare i presenti in un parlatorio preparato con una
separazione sul cancello del passo carraio.
In questi giorni, entrando in coro, si sente ancora il buon profumo del crisma: nutrite alla mensa
della Parola e del corpo di Cristo, anche la nostra vita dedicata a Lui possa essere per sempre
offerta gradita al Padre che diffonde nel mondo il profumo delle realt celesti.


Le vostre Sorelle di Cademario


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Milano

20
settembre
2014































Fr. Giuseppe
DellOrto
Assistente
Regionale Ofs













Sabato 20 Settembre si tenuto, presso il Convento dei Cappuccini a
Milano in piazza Velasquez, lincontro degli Assistenti spirituali locali OFS e
GI.FRA di tutte le Obbedienze, a livello regionale, dellOrdine dei Minori e
del TOR.
stato un momento voluto fortemente dai Ministri Provinciali e dagli
Assistenti nazionali OFS per cercare di rivitalizzare il rapporto esistente tra il
Primo Ordine, il TOR e lOFS attraverso lattenzione premurosa degli
Assistenti locali e la loro formazione personale.
da qualche anno che non si teneva un incontro per gli Assistenti locali e
ormai si sentiva lesigenza di riprovare a ritrovarsi insieme per un cammino
di formazione che, ci auguriamo, ora continui con costanza nel futuro.

Durante la fraterna mattinata intervenuto fr. Roberto Francavilla,
Assistente Nazionale di turno, introdotto dalle parole di Lorenzo Verri,
Ministro Regionale OFS. Fr. Roberto ha voluto sostenere e incoraggiare il
servizio degli Assistenti locali, sottolineando limportanza
dellaccompagnamento spirituale affinch i vari membri delle fraternit OFS
siano aiutati nellintessere relazioni fraterne autentiche: nel sostenere questa
tesi si appoggiato alle parole di Papa Francesco, con la Evangelii Gaudium, ai
numeri 169-173 e 284-288. Di seguito ha ricordato lesperienza di don Tonino
Bello, Terziario francescano, che ha fatto della convivialit fraterna un
principio fondamentale per il proprio ministero sacerdotale.
Dopo lintervento di fr. Roberto, lincontro proseguito con vari liberi
interventi dei presenti. Nel fare una sintesi di tali interventi mi piace
evidenziare due aspetti: aver notato, da una parte, la passione presente in
alcuni frati nel vivere il proprio servizio a favore dellOFS, dallaltra la fatica
di portare avanti questo incarico da parte di tutti, dovuta sostanzialmente
alle troppe cose che gi fanno i singoli frati e a una certa ignoranza (nel
senso etimologico del termine) nei confronti della realt OFS.

Con questo primo incontro si auspica, ovviamente, che lintesa, la passione,
lattenzione e la relazione fraterna con lOFS possano crescere sempre pi,
secondo il desiderio originario del Serafico Padre Francesco, che si rivolto
con premuroso amore ai fratelli e alle sorelle della penitenza, esortandoli
allamore verso Dio e verso il prossimo (cf. FF 200-201: Lettera ai fedeli).
Lincontro si poi concluso in convivialit fraterna con il pranzo, insieme ai
frati della fraternit.


Incontro assistenti locali OFS e GiFra

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Eremo
S. Michele
Tremosine
(BS)







































Chiara








































raccontare agli altri l'esperienza che abbiamo condiviso nel tempo di
Eremo a Tremosinesembra un racconto semplice perch semplici sono state
le attivit che ci hanno impegnato: svegliarsi, pregare, riflettere, vivere la
messa, cucinare, mangiare, chiacchierare facendo la classifica dei piatti pi
prelibati, riposarema provate voi a condividere tutto questo 24 ore su 24
per 5 giorni con 5 perfetti estranei, senza il cellulare che funzioni e con 4 ghiri
come compagni di stanzada un affare semplice, diventa unavventura di
quelle che piacciono a Dio! Dove, nonostante il ritmo lento, la quotidianit
non propone cose eccezionali da fare, perch la ricchezza sta nella
disponibilit a rischiare per costruire legami che dicono la Verit di ci che
sei. Legami con Dio, col creato, con te stesso, con lo sconosciuto che hai
accanto.
La bellezza di questo tempo, che ognuno ha scelto di ritagliarsi, risiede
proprio nello sguardo e nei gesti ricevuti in dono e donati, attraverso i quali
intuire e far intuire allaltro lAmore di Dio, che lorigine di quei doni
scambiati. Questo tempo ha concesso a ciascuno di noi, e credo di poter
esprimere unesperienza condivisa da tutti, di rientrare in se stessi per
rispolverare e focalizzare lessenziale della nostra identit di creature nel
dialogo con Dio e con laltro: noi stessi ci siamo riconfermati figli del Padre
che si prende cura di noi e laltro sconosciuto ha finito per diventare un
familiare, del quale adesso, dopo tre settimane e con la geografia che ci
separa, ne avvertiamo forte una presenza-assenza. Penserete voi che forse
familiare sia davvero una realt un po eccessiva e quindi forse un modo di
dire.sapete, potreste aver ragione se questa familiarit fosse opera nostra,
fatta da mani duomo ma, guardandoci in faccia nellultima colazione,
abbiamo avuto tutti la chiara percezione che questo fosse il miracolo che Dio
aveva in serbo per noi. Che sia stato Dio a radunarci e a sorridere dei nostri
caratteri diversi, dei nostri precedenti vissuti cos lontani ma che, per opera
sua e coraggio nostro nel fidarci, sono riusciti a stare insieme, felici, in
armonia.
Le avventure che Dio propone sono cos, sembrano un po folli perch a lui
che scegli di lasciare il pallino del gioco, ti fidi! Lui per non si accaparra il
ruolo del protagonista principale ma lavora per permettere alla libert di
ciascuno di diventare protagonista a sua volta, senza escludere il fratello.
Queste sono le due meraviglie del regnare di Dio ma per me la seconda,
davvero la pi strabiliante: protagonisti senza soffocare il fratelloessere
forti perch capaci di mettere la propria forza, la propria capacit di
condividere a servizio del pi debole, anche se si fa fatica. La Vera forza che
si realizza nella capacit di lasciare spazio, di far essere laltro anche se
sconosciuto. Questo il segreto con cui Dio costruisce le Famiglie attraverso
di noi.


Unesperienza familiare

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Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 31



Caprino
Veronese
(VR)

19-21
settembre
































Marilisa
Bravi














Fedele il Signore in tutte le Sue parole.(Salmo 144,14)
Cosa ti aspetti dalla Vigna? A questa domanda che mi stata fatta dai frati la
sera di venerd poco dopo il mio arrivo ho detto: Gioia e risposte.
Anche di vendemmiarebeh s, le mie mani hanno toccato poco in tutti
questi anni, ma i miei piedi han fatto tanta strada e il mio cuore anche,
eppure non ho mai fatto loperaia in una vigna, non mi sono mai messa a
salario dal padrone!
Vado a letto la prima sera piena di aspettative e con una sensazione di
abbandono, ho visto intorno a me volti giovani e assetati di Lui, di incontrare
lindomani il Padrone nel Suo campo e mi sento bene, mi sento a casa, anche
se ancora non conosco quasi nessuno.
Sveglia, lodi e gi la Sua parola arriva. Parla di terreni, inizia il Padrone del
campo a spiegarmi come Lui getta i semi, a come li ha messi anche nel mio, e
gi mi spiazza perch scopro che questo seminatore, questo coltivatore di vite
semina ogni terreno, e ogni terreno lo riceve non lavevo mai letto cos
questo passo, non avevo capito questo particolare, la mia attenzione si sposta
dal terreno e va al seme che gi stato buttato.
Arriviamo nella vigna, guanti e forbici, gambe forti e mani curiose di chi
vuole toccare quei frutti della terra e lavorare, lavorare con il corpo e con il
cuore.
Mentre vendemmiamo iniziano gli scambi di parole, pochi sguardi, gli occhi
sono tutti concentrati a cercare i grappoli tra i pampini, ma sembra che
danziamo a ritmo di sforbiciate, tra le parole che ci scambiamo e pezzi delle
nostre vite che raccontiamo ai nuovi amici si sente il rumore deciso del taglio
e poi il tonfo leggero del grappolo che cade nel timo c una certa magia,
diventiamo fratelli e compagni operai di quella vigna e nello stesso tempo
pensiamo a Ges, alle Sue parole.
Gi, per la prima volta io vendemmio, e mentre passo di filare in filare mi
chiedo perch Ges abbia avuto cos a cuore limmagine di questa vite; chiss
in Palestina a quei tempi forse per Ges questo era un paesaggio
famigliare mi piace questo pensiero e le mie mani continuano quellallegro
sforbiciare.
Fra Matteo arriva con la saggezza del buon maestro nascosta sotto due
bizzarre bretelline da contadino e mi spiega che nellantico testamento la vite
e i suoi tralci erano limmagine del popolo d Israele, Ges prende il vecchio e
lo fa nuovo questi tralci ora siamo noi, Rimanete in me!.



La vigna

Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 32

I miei occhi di contadina inesperta si trovano a scegliere quali grappoli cogliere e quali lasciar
seccare o cadere: alcuni chicchi sono grossi, gonfi e li assaggiamo con la sete che il nuovo sole ci
sta regalando, ma altri sono piccoli, secchi e il padrone che passa amabilmente a controllare il
nostro lavoro ci aiuta a capire quali frutti non cogliere; io mentre scelgo e passo oltre penso alla
fatica di quel tralcio, alle stagioni che ha passato, alla pioggia e alla grandine che questanno lo
ha devastato e con grande dignit penso anche a quel tralcio secco, che ha ricevuto la stessa cura
e la stessa attenzione del viticoltore eppure ora il momento del raccolto, ora quel tralcio va
tagliato.
Quante riflessioni nascono in me, mi sento un piccolo tralcio di questa grande vite (un ettaro di
terreno, che a noi sembra gi tanto grande), come sono i miei frutti?
Veniamo accolti a pranzo da una famiglia amica dei proprietari della vigna, restiamo tutti
piacevolmente sorpresi dalla generosit di tanta accoglienza, mangiamo in fraternit il buon
cibo che le nostre cuoche ci han preparato accanto ad un bicchiere di buon mosto e gustiamo il
dono dei dolci e di quella ospitalit gratuita che ci viene regalata senza un perch perch
siamo umili operai nella stessa vigna.
Il lavoro riprende fino a sera, la gioia cresce di filare in filare, cos come larmonia tra di noi,
guardiamo incuriositi il padrone esperto che riempie i tini ripassando tra i filari che avevamo
appena dato per fatti, quanta pazienza il Signore ci vuole insegnare! Quanti frutti dobbiamo
imparare a cogliere! Qualcuno si butta sul carro delluva, abbiamo voglia di mischiarci in questa
natura, quasi immergercie le cinque e mezza arrivano troppo presto! Stanchi ma felici ci
avviamo verso il meritato riposo e la cena, ma sappiamo che il meglio deve ancora venire,
sappiamo che il Padrone ci aspetta per parlarci, per dare a ciascuno ci che aveva stabilito.
E cos grazie a Suor Margherita e Fra Enrico viviamo il momento della veglia, stretti in cerchio
intorno alla croce e davanti al calice col vino buono: la cena del Signore. E il Padrone arriva
puntuale, arriva e parla a ciascuno di noi; una veglia forte, ripercorriamo ognuno passo dopo
passo sulle note delle Sue parole damore per noi un po tutta la nostra vita, lo riconosciamo
quando si preso cura di noi, ecco, alla mente arriva ora quella volta dinverno in cui il tralcio
doveva essere potato, ecco, riconosciamo la mano che ha preso in mano la nostra vita,
riconosciamo quel preciso istante, sentiamo nella bocca il gusto di quel chicco che non era
abbastanza maturo e ha portato acidit nella nostra storia, lo gustiamo attentamente secondo
per secondo, e poi ancora consegniamo alle stesse mani che han tagliato e colto frutti il compito
di disegnare coi nostri colori le tinte del nostro fallimento, di quel giorno che non ci avremmo
pi creduto in noi stessi, e poi ecco ancora, come in una corsa verso lamato Lo vediamo
arrivare saltando per le colline di questo vigneto che ormai ha assunto tutte le sfumature della
nostra vita e ci gustiamo lincontro con Ges, con lAmato bevendo dal Suo calice.
una storia damore, e quando sei innamorato non puoi essere triste!
domenica mattina, la festa della gioia, il giorno del raccolto arrivato in abbondanza,
nuovamente alla Sua mensa non possiamo che ascoltare la Sua Parola, sentire la bont che ha
avuto nel dare a ciascuno di noi la sua ricompensa e torniamo a casa vivi, fratelli e amati.

Grazie a chi si preso cura di noi, grazie a Fra Gibo, a Fra Matteo, a Fra Enrico e Suor
Margherita, grazie a chi ci ha fatto dono di questa gratuit e grazie al Padrone della Vigna per
essere stato fedele, come sempre alle Sue promesse.


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Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 34

























































FilmiAmo


Scheda
a cura di
Fr. Davide
Sironi



Anime nere
di Francesco
Munzi


Drammatico
Durata 103 min.
Italia-Francia
2014















Anime nere


Lanima ha un colore. E si vede. Nelle vicende di una famiglia
calabrese dellAspromonte segnata da un delitto passato e rinchiusa in
presente senza futuro. Due fratelli Luigi e Rocco - trapiantati a
Milano sono trafficanti internazionali di droga, il fratello maggiore
Luciano - rimasto nel paese dorigine alleva capre. Le loro vite si
rincontreranno per risolvere un problema causato dallorgoglio e dalla
vendetta di Leo, il figlio di Luciano. Il nero qui il colore della
criminalit, del potere, del lutto, del male. E il colore delle notte in cui
piombano queste vite che sembrano incapaci di scegliere la luce.



Il terzo film di Francesco Munzi avrebbe sicuramente meritato un
riconoscimento, non solo di pubblico e di critica, allultima Mostra del
Cinema di Venezia perch unopera girata con maestria che incide
lanima dello spettatore. Liberamente tratto dallomonimo romanzo di
Gioacchino Criaco, Munzi racconta il dramma di una numerosa
famiglia calabrese da sempre in lotta per sopravvivere in un territorio
aspro come il nome che porta, duro come le rocce che lo circondano. Il
padre stato ammazzato a tradimento anni prima a causa di una lite
per un riscatto e questo sangue versato sembra aver macchiato
indelebilmente lesistenza dei figli. Luciano Fabrizio Ferracane - il
fratello maggiore vive ad Africo il paese natale, fa il pastore e cerca di
rimanere estraneo ai traffici illeciti degli altri due fratelli, Luigi
Marco Leonardi - e Rocco Peppino Mazzotta -, immigrati a Milano
dove gestiscono lo smercio di enormi quantit di droga proveniente da
un cartello sudamericano con base in Olanda. Leo, figlio di Luciano,
non accetta la rassegnazione del padre, ai suoi occhi codardia, e vuole
seguire le orme degli zii. Parte per Milano, ma prima distrugge la
vetrina di un bar a colpi di fucile come avvertimento al proprietario
che gli ha mancato di rispetto. Questo episodio levento scatenate di
una catena inarrestabile di violenza. Luigi fa ritorno al paese per
sistemare la bravata del nipote, ma resta coinvolto nelle mai sopite
faide tra famiglie. Il potere cresciuto a livello internazionale si sgretola
in un piccolo paesino calabrese. Gli arcaici rancori, i sospetti, le
nascoste trame malavitose per eliminare i clan concorrenti sfociano in
una tragedia degna dei drammi greci. Anche Rocco torna ad Africo per
piangere il fratello e per chiudere definitivamente i conti con la
famiglia rivale.







Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 35


Scorrer altro sangue.
Munzi realizza un film potente, duro, attraversato da una tensione costante, dove il non detto
pi eloquente del detto. Bravi tutti gli attori che sanno trasmettere il malessere dellaanima. Un
film di straordinario impatto visivo e simbolico, dominato dal nero: la fotografia fortemente
contrastata con predominanza dei toni scuri, i protagonisti sono vestiti di nero, le loro auto sono
nere, i loro capelli, i loro occhi, il loro sguardo. Luciano teso tra oscurit e luce, le donne di
famiglia vestono sempre il lutto. Tutto manifesta visivamente la loro anima nera. Solo Valeria
Barbora Bubolova -, la moglie di Rocco, di origine milanese, ha capelli chiari e veste con abiti
colorati: un corpo estraneo, ma subir le spietate conseguenze del male che contamina
chiunque. Anche la lingua oscura e dura, un dialetto spigoloso che si contrappone alla
musicalit dello spagnolo. Luigi quando ritorna ad Africo dismette gli abiti scuri, sembra
respirare aria diversa, canta, ma lo spirito malavitoso lo possiede. Anche la festa a Milano o in
Calabria - passa per lo sgozzamento di un vitello o di un capretto, si versa sangue, ci si sporca le
mani: simbolicamente un presagio. Il rapporto con la realt sotto il segno della morte altrui,
necessaria per la propria sopravvivenza. Ma il sangue versato colora lanima. Il potere necessita
della vendetta, la propria incolumit del tradimento. C un mare nero che tutto bagna.
Sembra non esserci speranza. La dimensione religiosa superstizione, Cristo e la Madonna sono
nominati solo per giurare vendetta, come mitologiche figure apotropaiche. Anche chi ha lottato
per unaltra vita alla fine non regge al dolore, allineluttabilit del destino. Si bruciano i ricordi
di un passato drammatico che non lascia vie duscita. Bisogna eliminare tutto ci che ancora ha
un legame con un male che sta addosso come la pelle, che sta dentro come laria che si respira.
Eliminare affetti e se stessi.
Il mare blu che accarezza la spiaggia e un gregge appare come un mito di altri tempi, appartiene
a una vita primitiva che sembra avere possibilit desistenza solo nella memoria e nella rinuncia
al mondo reale.


Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 36


Notizie di Casa




















































A cura di
fr. Enzo
Pellegatta



06
Lovere
(BG)


07-08
Milano

14-16
Albino (BG)
25
Chiampo (VI)


27
Paisco Loveno
(BS)


















Luglio

Monastero di Lovere: alle 15.30 si celebrano nella chiesa del monastero i
funerali di suor Maria Fedele, chiamata alla Gerusalemme celeste il giorno
04 luglio.

Curia provinciale: si riunisce il Consiglio di Cooperazione.


Il Definitorio si raduna per la Seconda Sessione del tempo forte.

Ha inizio la Marcia Francescana che nella prima parte, attraverso i Monti
Lessini, giunge fino a Verona. Come ogni anno si conclude poi alla
Porziuncola il giorno 3 agosto.

27, Paisco Loveno (BS): per iniziativa del Comune, viene collocata e
benedetta una targa commemorativa in onore di fr. Abele Calufetti e fr.
Ilarino Mastaglia in una cappella del cimitero del loro paese natale. Il rito si
svolge a conclusione dellEucaristia celebrata nel cimitero stesso alle ore
11.00.


Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 37



























































18-22
Monte Mesma
(NO)
25-29
Bardonecchia
(TO)

31/08 - 05/09
Cavallino (VE)





06
Baccanello
di Calusco DAdda
(BG)














09
Arco di Trento (TR)







15
Turate (CO)

25
Dongo (CO)








Agosto

Fr. Massimo Fusarelli predica un corso di Esercizi spirituali per i frati del
Nord Italia.

I sei Definitri del Nord Italia si riuniscono con il Consiglio di
Cooperazione per lAssemblea annuale.

Nella casa Regina Mundi si svolge la Settimana francescana il cui tema
riguarda la Vita Seconda di Tommaso da Celano. In concomitanza ha
luogo la Settimana terapeutica.

Settembre

06, Baccanello: si riunisce in mattinata il Consiglio di Cooperazione dei
Ministri provinciali. A fine mattinata si celebra il rito della Vestizione.
Vestono i panni della prova Christian Vallarsa e Daniele Viviani della
Provincia Veneta, Giovanni Mariotti della Provincia Trentina, Simone della
Fondazione Beato Egidio di Assisi (Palestrina) e Jean Noel della Provincia
Francese. Presiede il Ministro della Lombardia fr. Francesco Bravi, assieme
al Ministro del Veneto fr. Antonio Scabio, al Ministro del Piemonte fr.
Maggiorino Stoppa, al Ministro della Liguria fr. Mario Vaccari, al Ministro
di Emilia-Romagna fr. Bruno Bartolini, al Ministro del Trentino fr.
Francesco Patton. Nel pomeriggio alle ore 16.00 concludono il Noviziato
con la Professione temporanea fr. Matteo Rizzo e fr. Francesco Bogoni della
Provincia del Veneto. LEucaristia presieduta dal Ministro della Liguria
fr. Mario Vaccari. Fr. Jak Kolgjeraj e fr. Kastriot Demaj della Provincia di
Albania emetteranno la Professione a Scutari il giorno 17 p.v.

Si riunisce il Consiglio di Cooperazione formato dai sei Ministri provinciali
del Nord assieme al Delegato del Ministro generale fr. Massimo Fusarelli e
al Segretario fr. Stefano Dallarda. In mattinata si incontra con il Coetus
formatorum di Arco. A pranzo si aggiungono i sette componenti del
Coetus formatorun di Verona san Bernardino, che si incontrano con il
Consiglio nel pomeriggio.

Nella chiesa parrocchiale si celebra alle ore 21.00 la s. Messa in suffragio e
ricordo di fr. Angelo Radaelli.

Nel convento della Madonna delle lacrime si celebra la festa della
Provincia.







Anno XXXVII n. 246 Giugno-Luglio-Agosto 2014 38



















27
Chiampo (VI)





















Nel santuario del Beato Claudio Granzotto, alle ore 11.00, S.E. Mons.
Beniamino Pizziol, Vescovo di Vicenza, conferisce lOrdine del
Diaconato a fr. Davide Ferla e fr. Sandro Audagna (Piemonte), fr. Enrico
Russotto (Lombardia), fr. Franco Drigo (Veneto).