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La Messa pi bella 28 ottobre 2011

Celebrazione eucaristica per i volontari della 35a Conferenza Animatori RnS



iniziata tra canti di gioia e un comune entusiasmo, la Celebrazione
eucaristica presieduta da don Guido Pietrogrande, consigliere spirituale
nazionale, per i volontari del servizio del RnS.

Che bello vedere che ci sono facce nuove! Ci significa che ci sono nuovi
volontari disponibili al servizio. Con queste parole illuminate dal suo sorriso
paterno, il Consigliere spirituale del Rinnovamento saluta i volontari della 35
Conferenza nazionale animatori. Quella dei volontari dice don Guido -, la
Messa pi bella.
Il commento di don Guido Pietrogrande al vangelo di Luca (cf 6, 13-19)
ricorda la scelta dei dodici e si sofferma su due apostoli. Simone,
soprannominato Zelota, inizialmente rivoluzionario, contro i romani, ma poi
convertito a Ges. E Giuda di Giacomo, lapostolo che un giorno rivolge a
Ges una domanda sul mistero rivelato dellamore del Padre, il mistero della
salvezza: Perch a noi dici tutto, e non agli altri? (cf Gv 14, 22). E Ges gli
risponde: Se uno mi ama, il Padre mio lo amer e verremo a lui e
prenderemo dimora presso di lui (cf Gv 14, 23). In questo modo continua il
Consigliere spirituale Ges ci rivela quella che linabitazione della
Santissima Trinit nei battezzati. Questo anche il segreto della vita nello
Spirito, quella vita interiore in cui la Santissima Trinit pone la sua dimora in
noi e noi abitiamo nel suo cuore. come se il Signore dicesse: Il tuo cuore
diventa la mia dimora, il tuo cuore sar la mia casa. C una reciproca
inabitazione. Ecco, in cosa consiste essere salvi.

Il Celebrante spiega poi che la scelta dei dodici apostoli avviene
conseguentemente a un dialogo di Ges con il Padre, dopo una preghiera. E
proprio la preghiera sar il filo conduttore di questa 35 Conferenza animatori,
preghiera che deve trasformarsi in azione, perch siamo sotto le mozioni
dello Spirito Santo, sottolinea don Guido. Levangelizzazione che nasce
dalla preghiera, e la preghiera stessa, devono scaturire da un sentimento
filiale verso Dio. Non possiamo essere propagandisti di Dio ma
semplicemente figli. Tutto deve avere origine proprio dalla stessa preghiera di
Ges al Padre e non si pu pregare per ottenere ma si deve pregare
inserendoci in quel flusso damore che c tra il Padre e il Figlio. Questo il
segreto della preghiera. Solo cos, da essa pu germogliare lazione. Anche il
volontariato deve fondarsi sulla preghiera e non su un semplice slancio di
generosit.
Questa 35 Conferenza conclude don Guido - davvero una svolta
epocale per il Rinnovamento e questo non deve spaventarci perch la
volont di Dio. Quando si prega, c sempre una conversione: il
Rinnovamento davvero cambiato perch si converte ogni giorno.
Domandiamo a Dio, che si realizzi ci che egli desidera da ognuno di noi
durante queste giornate. C una missione che ci attende!
Daniela Di Domenico

Una svolta epocale
Il saluto di Salvatore Martinez ai volontari del servizio

La Sala Blu del Palacongressi di Rimini si va riempiendo. E si anima pian
piano dei volti, dei saluti, dei sorrisi e delle voci degli oltre 250 volontari del
servizio. Tutti, fratelli dei gruppi e responsabili ai diversi livelli locali e
nazionali, giunti da tutta lItalia per preparare questa 35 Conferenza
nazionale animatori, si raccolgono intorno a Ges per levento che, come
consuetudine, d lavvio ai lavori della Conferenza: la Messa del servizio. Un
grande appuntamento di preghiera, di grazia e di fraternit che raccoglie
subito il senso dellEvento di queste giornate.

Ringraziamo lo Spirito Santo che ci ha portato qui per una "svolta"
epocale, per una "rivolta" spirituale, dice Salvatore Martinez salutando con
laffetto di sempre i fratelli intervenuti e riprendendo le parole di don Guido
Pietrogrande. La preghiera azione, gi movimento, sottolinea richiamando
le due parole chiave della Conferenza pregare e correre: Dopo 35 anni di
Conferenze chiediamoci se questo RnS fermo, se azionato o no dalla
preghiera, prosegue invitando tutti a chiedere anche a se stessi se la
preghiera ha veramente cambiato la propria vita nella famiglia, sul lavoro,
nella societ. San Paolo usa molto il verbo correre nelle sue Lettere
ricorda il Presidente , ma questo un verbo che oggi sentiamo anche noi
con maggiore forza perch il Papa ci chiede un nuovo impegno per una
nuova evangelizzazione. E noi continua Martinez quanto pi preghiamo,
tanto pi sentiamo lurgenza di fare nuovi cristiani, di salvare questo mondo
dalla deriva nichilista, la preghiera infatti non disincarnazione, ma azione.
Unazione che deve cominciare, in primo luogo, da noi stessi, unazione che
deve dissodare prima di tutto il nostro cuore.

Salvatore ricorda anche il cammino ricco di grazia, lopera dello Spirito nel
Rinnovamento, in questo anno che si va concludendo: lIncontro con il Papa
per la nuova evangelizzazione, e prima ancora il Pellegrinaggio delle famiglie
ad Ancona, e ancora prima la GMG di Madrid e la Formazione estiva e la
passata Convocazione: quanta grazia aggiunge per vedere come questo
Rinnovamento deve correre.
Abbiamo bisogno di essere uniti, dice concludendo il suo intervento, e
invita tutti i responsabili del servizio ad avvicinarsi per invocare su loro e
insieme a loro lo Spirito Santo perch ci dinamizzi. Una sola lode, un solo
cuore si alza verso Dio e la Parola dalla Seconda lettera di san Paolo ai
Corinzi (13, 5 ss.) scende come profezia a rafforzare tutti. Ci si saluta con il
bacio santo, come san Paolo raccomanda ai fratelli della Chiesa di Corinto,
pronti a vivere i giorni della Conferenza, a pregare e a correre per e nel nome
di Ges e nella sua benedizione: La grazia del Signore Ges Cristo, lamore
di Dio e la comunione dello Spirito siano con tutti voi.
Elena Dreoni


I saluti del card. Rylko e di Mons. Crociata

Agli oltre 4 mila animatori e responsabili, provenienti da tutta Italia e dai
Gruppi italiani presenti in Svizzera e Germania, sono arrivati i saluti e gli
auguri del card. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i
Laici; e di mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei.

Le parole chiave di questa vostra Conferenza scrive il card. Rylko sono
preghiera, Parola di Dio e nuova evangelizzazione, un percorso naturale,
perch chi nutre la propria relazione con Dio tramite la preghiera e la sua
Parola, non pu fare a meno di evangelizzare.

Inoltre, il Cardinale augura che: Che lesperienza della Pentecoste, da cui
nata la Chiesa e ogni comunit cristiana, vi spinga a curare sempre meglio
questo aspetto dellamicizia, del camminare insieme, per essere accanto
alluomo di oggi, cos bisognoso di Cristo.

Mons. Crociata, invece, nella sua lettera dice: Questo importante
appuntamento annuale vi vede radunati in docile ascolto della Parola, nella
certezza, sostenuta dalla fede, che la preghiera la motivazione profonda del
nostro agire, perch fa di noi quel terreno fecondo in cui essa pu radicarsi,
quale seme di un frutto immeritato, che si propagher sino agli estremi confini
della terra.

E conclude: Grato dellattenzione al Magistero episcopale, so che la
Conferenza di Rimini segna linizio del quadriennio di servizio degli organismi
pastorali dellAssociazione: auspico che quanti sono stati chiamati a tanta
responsabilit esercitino con generosit e dedizione il proprio ministero.



La 35 Conferenza Nazionale Animatori inizia a
correre 29 ottobre 2011
Accoglienza e intronizzazione della Parola

Mario Landi, coordinatore nazionale del RnS, ad accogliere e a dare il
benvenuto a responsabili, animatori e anziani convocati alloramai consueto
appuntamento con la Conferenza nazionale che li chiama ogni anno a Rimini
e che questanno li raduna attorno al tema: Pregate perch la Parola del
Signore corra (2 Ts 3, 1).

Ed la Parola di Dio che prende possesso della Conferenza giungendo in
processione solenne per essere intronizzata sul palco. Al suo seguito i
giovani, i membri di CNS, di Consiglio nazionale e i coordinatori regionali. I
giovani con in mano alcuni striscioni chiusi si fermano sotto il palco.
Don Guido Pietrogrande, consigliere spirituale nazionale, annuncia cinque
Parole scelte perch considerate fondamentali, invita lassemblea a porvi
unattenzione particolare perch queste devono raggiungere il cuore di tutti i
presenti e, man mano che vengono proclamate, gli striscioni si aprono
svelando i passi della Sacra Scrittura:
In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche
nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e
supplica per tutti i santi (Ef 6, 18).
Sedutosi, chiam i Dodici e disse loro: "Se uno vuole essere il primo,
sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti (Mc 9, 35).
Guai a me se non annuncio il Vangelo! (I Cor 9, 16).
Dio ama chi dona con gioia (II Cor 9, 7).
Ora voi siete corpo di Cristo ( I Cor 12,27)

Alla fine della proclamazione delle Parole, alcuni fratelli e sorelle
raggiungono tutti i settori della sala distribuendo dei bigliettini che le
contengono. Subito dopo don Guido invita tutti i fratelli che hanno ricevuto la
stessa Parola a proclamarla insieme a voce alta. Segno di un impegno
comune che si alza verso Dio.

Il canto dellAlleluja chiude il momento dellintronizzazione. Ora che
attraverso la sua Parola il Signore ha preso possesso del cuore
dellassemblea la 35 Conferenza animatori pu avere inizio.
Francesco Storino

Nella sottomissione a Ges la dignit di figli di Dio
Preghiera comunitaria carismatica

il Comitato Nazionale di Servizio che anima la preghiera in apertura della
35 Conferenza nazionale animatori. Lesortazione iniziale allaccoglienza
reciproca: Sii benvenuto nel nome del Signore, il saluto che si scambiano
tutti gli animatori presenti. La preghiera prosegue nel ringraziamento al
Signore per essere stati chiamati singolarmente, per essere stati accolti dalla
sua Parola e per la grande famiglia del Rinnovamento.

Affinch la Parola ricevuta possa agire nella vita di ciascuno e trasformare
ogni cosa necessario il dono dello Spirito che lassemblea invoca con fede.
La parola profetica proclamata nel corso della preghiera un invito a
donare al Signore quanto si ha di pi prezioso: Mentre Ges si trovava a
Betnia, in casa di Simone il lebbroso, gli si avvicin una donna con un vaso
di alabastro di olio profumato molto prezioso, e glielo vers sul capo mentre
stava a mensa. (Mt 26, 6-7).
a questo punto che don Guido Pietrogrande invita lassemblea a
inginocchiarsi davanti a Ges per sottomettersi alla sua signoria. Questo
gesto accompagnato dalle parole adoranti di Mario Landi: Tu sei il Re.
Aiutami a sottometterti tutto a cominciare dalla mia sofferenza e dalla mia
fragilit.
Dalla sottomissione a Cristo nasce la riscoperta della dignit dei figli di Dio
che porta alla gioia con cui i presenti innalzano canti di gloria al Signore.

A conclusione della preghiera Marcella Reni, richiamando il tema della
Conferenza, sottolinea che limperativo di questi giorni Pregate!!. Pi
preghiamo e pi diamo forza allo Spirito Santo, aggiunge Salvatore
Martinez, il quale ricorda che lo Spirito corre, ha fretta, e richiamando i
principali eventi che hanno caratterizzato la vita del Movimento in questi ultimi
mesi, definisce questi giorni di Rimini come una breve sosta, per riprendere
poi il cammino con una visione unitaria, e correre di nuovo anche noi verso
una nuova missione, una nuova evangelizzazione.
Anna Pugliese e Sandro Gallo

Le sfide della nuova evangelizzazione
Sintesi dell'introduzione di Mario Landi, coordinatore nazionale RnS

La 35 Conferenza nazionale animatori del Rinnovamento nello Spirito
Santo: unoccasione per ridare al Movimento un nuovo slancio di fede
carismatica ma anche unopportunit per rileggere le sfide del passato
nellottica di una nuova evangelizzazione. stato Mario Landi, coordinatore
nazionale del Rinnovamento, a proporre unintroduzione tematica della
Conferenza presentando in sintesi il cammino del passato quadriennio, il
tema di queste giornate e le attese per il futuro. Idee chiare e punti di
riferimento essenziali hanno introdotto i migliaia di animatori presenti nello
spirito dellincontro: Pregate perch la Parola del Signore corra (cf 2Ts 3,1).

Uno dei problemi del Rinnovamento ha spiegato Mario Landi la
sindrome dellanno zero, ossia concepire limpegno pastorale solo a partire
dalla propria elezione. Ma il Rinnovamento ha aggiunto ci precede nei
contenuti e proseguir anche dopo di noi. Nel servizio dobbiamo donare la
nostra vita soprattutto nel momento in cui lo Spirito Santo decide che parte
della nostra esistenza deve essere dedicato a un servizio.
Il cammino fatto con le ultime quattro Conferenze nazionali animatori, in
particolare, ha portato a riflessioni e ragionamenti importanti sulla potenza
della Parola (Eb 1, 3), sulla forza di Cristo che riveste dellarmatura di Dio (Ef
6, 10.11) e sul servizio con i fratelli (Ap 19, 10a). Cos siamo stati rafforzati
nella fede ha detto il Coordinatore per fare della nostra vita unofferta,
costruita sui fondamenti essenziali del Rinnovamento che ci ha preceduto. I
frutti sono i testi come Serviamo in Comunione, Abbiamo bisogno di questo
Rinnovamento e la novit del 2011 che il Vademecum, strumenti
indispensabili per mettersi alla scuola di Ges. A consuntivo del quadriennio
ha proseguito Landi possiamo dire che c stata una tensione verso le
quattro priorit spirituali e pastorali indicate nel 2007, ossia lesistenza di
unesperienza comunitaria, il risveglio e la pratica dei carismi, la diffusione
della spiritualit carismatica e del Progetto Unitario di Formazione. Il filo
conduttore stata una oggettivizzazione del cammino di fede ma anche
delle relazioni pastorali. In particolare, il livello diocesano ci ha qualificati
maggiormente sul piano ecclesiale e nella relazione con i Vescovi. C stato
poi il Patto dAmore che ha consentito di sovvenire concretamente e
materialmente alla vita della comunit del Rinnovamento, anche se oggi si
registra unesiguit delle risorse economiche. Ancora, i Ministeri e gli ambiti di
evangelizzazione che ci hanno visto sempre pi impegnati a livello ecclesiale
e poi la Pastoralit come progetto di vita. Alla fine il ci impegniamo come
responsabili e animatori di fronte a Dio. Ora attendiamo risposte e profezie e
il fondamento della vita del Rinnovamento rimane la preghiera. Preghiera
come fatto e non come semplice atto di culto consumistico. Chi prega nei
gruppi non rinuncia alla propria vita ma lassume in maniera sempre pi forte.
una preghiera che ci evangelizza per mezzo della Parola che ci raggiunge.
E quando siamo evangelizzati non possiamo che evangelizzare.
Evangelizzati, evangelizziamo e questo lo facciamo in comunione.

Un nuovo slancio missionario, quindi, che voluto anche dalla Chiesa e dal
Papa Benedetto XVI che ha costituto appositamente un nuovo Dicastero per
levangelizzazione con il documento di costituzione Ubicunque et semper,
sempre e dovunque abbiamo il dovere di annunciare il Vangelo di Ges
come risposta alla nuova crisi spirituale, ha sottolineato Mario Landi.
A conclusione sono stati presentati i diversi ambiti di evangelizzazione:
cultura, migrazioni, comunicazione, famiglia, liturgia, politica e pastorale
ordinaria nelle parrocchie. Un quadro ideale ha denunciato Landi - che si
scontra per con un quadro reale dove si identificano ancora gruppi autonomi
dal Movimento o gruppi che hanno la pretesa di sostituire la Pentecoste con
Babele, dove ciascuno cerca di farsi un nome. Oppure gruppi che si riducono
numericamente, che invecchiano o che diventano di tipo devozionale. Non
manca poi la diffusione della spiritualit carismatica improvvisata, senza una
riflessione comunitaria adeguata. Oggi ha annunciato c bisogno di
essere rievangelizzati attraverso la preghiera carismatica, i Seminari di vita
nuova, rievangelizzati dai giovani e dalle famiglie. Dobbiamo diventare lopera
dello Spirito Santo attraverso la preghiera che la forza profonda del nostro
agire. Dopo trentacinque anni lo Spirito Santo non si stancato di noi, per
questo il Rinnovamento pu solo continuare a correre!.
Laura Gigliarelli

Un pasto di vita eterna
Sintesi dell'omelia di S.E. Mons. Ambrogio Spreafico

Unomelia ricca di riflessioni e insegnamenti, che si inserisce perfettamente
nel nostro tempo di crisi, quella di mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di
Frosinone-Veroli-Ferentino, nella prima Celebrazione eucaristica della
Conferenza.

Nella sua omelia mons. Ambrogio Spreafico approfondisce il valore e i
significati del tema della Conferenza: la relazione tra preghiera ed
evangelizzazione.
Linvito del presidente Martinez a partecipare allIncontro di Rimini
loccasione per il Vescovo di gridare forte il profondo bisogno che c nel
mondo di pregare. Questi difficili tempi di crisi, che molti vogliono far credere
essere solo di natura economica e finanziaria, sono soprattutto tempi di crisi
spirituale. Senza Spirito ha ricordato il Vescovo non c vita e la forza
spirituale si riceve e si rafforza solo nella preghiera, in quel colloquio damore
tra luomo e Dio, attraverso cui noi impariamo a vedere e a pensare come il
Signore. Anche il Santo Padre Benedetto XVI ha sottolineato, nelle sue
ultime catechesi, lattuale urgenza di rinforzare il rapporto con il Signore
attraverso una scuola che insegni a pregare, la Scuola di Ges che per
primo stato esempio di autentica preghiera. Ogni cristiano che prega ha
continuato mons. Spreafico per sua natura un missionario perch la forza
spirituale che ha dentro di s diventa comunicativa.
Anche la Chiesa sta perdendo il suo spirito missionario poich ha perso di
vista il senso di Dio che solo nella preghiera e nelle Scritture pu essere
riscoperto e pu liberare luomo da inutili egoismi e false necessit.
Il Vangelo di questa giornata (Lc 14, 1-
11) si colloca subito prima della parabola
degli invitati al banchetto di nozze. Ges
osserva come gli invitati scelgono i primi
posti, una consuetudine comune anche
oggi. Invitati tutti a un banchetto speciale
manifestano il desiderio di predominare,
lossessione per false ricchezze ed
egoismo. Oggi pi che mai anche la nostra
societ manca di senso di umilt, di
solidariet verso chi meno fortunato. Ma
proprio in questo brano del Vangelo
troviamo la risposta a tali comportamenti
contrari alla dottrina cristiana: chi si esalta
sar umiliato, e chi si umilia sar esaltato.
Dunque conclude il Vescovo di
Frosinone Dio ha il grande desiderio di
incontrare tutti gli uomini per far gustare
loro il Cibo delizioso, la sua Parola di vita eterna.
Ancora una volta linvito a ognuno di noi a essere umili annunciatori del
Vangelo cosicch i nostri cuori possano essere guariti dallorgoglio e
dallegoismo per poter gustare la gioia e la bellezza della vita con Ges.
Anche Salvatore Martinez, nel salutare mons. Spreafico, ha ricordato la
crisi spirituale del secolo appena trascorso, un secolo buio ha detto ma
anche di risveglio dello Spirito Santo. Il Rinnovamento, ha aggiunto, un
segno della nuova Pentecoste della Chiesa. Riflettiamo affinch questa
Cultura di Pentecoste prenda forma. Quindi, il dono al Vescovo, come ormai
consuetudine, frutto del lavoro dei detenuti del Fondo Sturzo di Caltagirone.
Daniela Di Domenico

Cercare Ges, il Nazareno 30 ottobre 2011
Preghiera comunitaria carismatica

Gli animatori del Rinnovamento iniziano la preghiera del mattino della
domenica esprimendo a Dio la grande gioia di essere figli amati e il desiderio
di indossare labito nuovo per far festa con lui.
La proclamazione della parola apre il
cuore a una speranza nuova che guida
a riscoprire la propria vita: il Padre
della gloria, vi dia uno spirito di
sapienza e di rivelazione per una
profonda conoscenza di lui; illumini gli
occhi del vostro cuore per farvi
comprendere a quale speranza vi ha
chiamati, quale tesoro di gloria
racchiude la sua eredit fra i santi e
qual la straordinaria grandezza della
sua potenza verso di noi (Ef 1, 17b-
19a).
Lequipe di animazione della
preghiera dal palco invita i presenti,
sotto la potenza dello Spirito Santo, a
voltare le spalle a quelle cisterne
piene di crepe (cf Ger 2,13) dove si
cerca acqua inutilmente, per volgersi
definitivamente verso la vera sorgente
di acqua viva che Ges.
lui che rigenera la vita riversando nei cuori la sua acqua nuova. Occorre
cercarlo come gli apostoli Giovanni e Andrea: desiderosi di conoscere dove
abita per seguirlo nella sua casa. La parola profetica interroga i presenti:
Chi cercate?". Gli risposero: "Ges, il Nazareno". Disse loro Ges: "Sono
io!" (Gv 18, 5).

solo Cristo la risposta alle attese di ciascuno, perci don Guido esorta i
presenti a chiedersi se veramente lo hanno trovato, a cercarlo nuovamente
con tutto il cuore e a testimoniarlo con la propria vita.
Anna Pugliese e Sandro Gallo

Questa la giovent del Papa
Le testimonianze dei giovani del RnS che hanno partecipato alla GMG di Madrid.

Sara
stata per me unesperienza faticosa, sia fisicamente che
spiritualmente. Con queste parole esordisce Sara che dona la prima
testimonianza dei giovani del RnS che hanno partecipato alla Giornata
mondiale della giovent, lo scorso agosto a Madrid.
Non era la prima volta che Sara incontrava il Signore perch aveva gi
iniziato il suo cammino di fede e le sue aspettative nei confronti
dellesperienza che stata per vivere erano altissime. Sembrava per che il
Signore, gi dal viaggio di andata, trascorso per buona parte nel nervosismo
e nella delusione, non volesse soddisfarle. Poi, attraverso le parole di un
sacerdote, ricevute durante la confessione, si era resa conto che stava
cercando la GMG perfetta, la fine di un cammino, mentre in realt questa
esperienza lavrebbe portata a scoprire linizio di un nuovo cammino.

E proprio in un momento di deserto, vissuto in quelle giornate, che Sara
riuscita a percepire come in realt stava cercando affannosamente Ges solo
teoricamente, attraverso insegnamenti, catechesi, formazione che potessero
convincerla della fede mentalmente mentre in realt la conoscenza pi pura
dellamore di Dio passava attraverso i fratelli, da un semplice gesto di affetto,
da un sorriso.
Nonostante questo, accecata dai suoi desideri e dai suoi problemi, non
riuscita a vivere pienamente il momento della veglia con il Santo Padre a
Cuatro Vientos. stata la Messa con il Pontefice, il giorno dopo, a purificare il
suo cuore e a trasformare la sua tristezza in una gioia comunitaria. La Messa
ha rappresentato per lei il momento pi importante dellintera GMG.
Voglio ringraziare il Signore per avermi messo alla prova, per avermi dato la
forza di superarla, per avermi fatto capire che lui c, nella mia vita quando
tutto va bene e quando tutto va male e per questo io voglio dirgli il mio s
affinch ogni persona che conosco possa non sentirsi mai sola, ha detto
Sara e ha concluso la sua testimonianza con unesortazione di Benedetto
XVI: Non possibile incontrare Cristo e non farlo conoscere agli altri. Quindi
non conservate Cristo per voi stessi.
Grazia
La seconda testimonianza viene resa da Grazia, 22 anni. Visto il costo
oneroso, per potere partecipare alla GMG, lei e il suo gruppo hanno
preparato varie iniziative tra cui un musical, che li ha aiutati a raccogliere
fondi, ma soprattutto a raccordare i loro cuori e ad evangelizzare prima di
tutto se stessi. La giovane ha voluto ringraziare il Signore per le tante grazie
ricevute nei giorni della GMG, ma in particolare per averle dato la possibilit
di vivere questa esperienza con il suo fidanzato che non fa un cammino di
fede.
Le difficolt di tipo logistico: mancanza di alloggi certi e comodi, pochi
bagni, ritrovarsi a dormire sotto un porticato, non hanno impedito a lei e ai
suoi compagni di vivere alla grande la GMG. Anzi, proprio queste
situazioni - testimonia Grazia - ci hanno permesso di condividere
maggiormente le nostre esperienze e stringerci in un unico abbraccio in
Cristo.

Il momento che le rimasto pi impresso nel cuore e nella mente stato
quello della Veglia con il Santo Padre. Nonostante il diluvio, la pioggia, i
tuoni e i lampi noi siamo rimasti l, in quella spianata insieme ad altri due
milioni di giovani, mettendo veramente in pratica il tema della GMG: Radicati
e fondati in Cristo, saldi nella fede. Il Signore ha fatto comprendere a
Grazia limportanza del suo amore universale e quanto lui possa essere
vicino a ognuno: Ho incontrato tante persone diverse ma bastava guardarle
negli occhi per capire che ad accomunarci era un unico Dio. Infine la
giovane racconta come pochi giorni fa, andando alluniversit in autobus, ha
incontrato un ragazzo con la borsa della GMG e come questo episodio le
abbia fatto rivivere ancora una volta lemozione di quellevento.
Esta es la juventud del Papa! gridano infine gioiosamente i giovani della
GMG e se ne vanno salutando gli animatori con lInno di quelle giornate.
Francesco Storino

Abbiamo bisogno di nuovi profeti
Sintesi della relazione di S.E. Mons. Rino Fisichella

Araldi del Vangelo, nuovi profeti -
come furono Ezechiele, Geremia,
Isaia - capaci di rialzare un popolo a
terra, rinnovati evangelizzatori
guidati dallo Spirito Santo, che non
certo unappendice al mistero
della fede cristiana, ma, al contrario,
il suo centro. Questo il compito, la
vocazione del cristiano; questa la
missione del Rinnovamento nello
Spirito. Alla Conferenza nazionale di
Rimini interviene mons. Rino
Fisichella, presidente del Pontificio
Consiglio per la promozione della
nuova evangelizzazione.
Levangelizzazione non sar mai
possibile senza lazione dello
Spirito. Questo il tema, tratto dalla
Lettera di Paolo VI Evangelii
Nuntiandi. Mons. Fisichella
esordisce ricordando le parole di
Benedetto XVI allincontro con i
nuovi evangelizzatori di sabato 15 e
domenica 16 ottobre: La parola di
Dio sempre viva, in ogni momento della storia, fino ai nostri giorni perch
la forza della Parola non dipende anzitutto dalla nostra azione, ma da Dio.
lo Spirito Santo il cuore dellintervento a Rimini di mons. Rino Fisichella.
Uno Spirito da riconoscere, da cogliere, da diffondere, dal quale lasciarsi
trasformare e a cui obbedire. Spirito Santo che il protagonista
dellevangelizzazione e che, diceva Giovanni Paolo II, precede i missionari, li
accompagna nella predicazione, li segue nella missione. Ognuno di noi
continua Fisichella - deve divenire un profeta; cio possesso dello Spirito e
bocca mediante la quale Dio fa udire la sua voce. I Padri della Chiesa
parlavano dello Spirito, infatti, come della bocca di Dio: Questo essere
bocca dello Spirito ci riporta al giorno di Pentecoste, dove gli apostoli hanno
la forza di porsi nel mondo come testimoni della risurrezione del Signore.
Pentecoste e segni dei tempi. Dobbiamo essere capaci dice con forza il
Presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova
evangelizzazione - di guardare i segni dei tempi nuovi che vengono messi
dinanzi a noi per leggere la presenza sempre nuova dello Spirito che rinnova
e che provoca a una sempre pi ampia Pentecoste perch la bella notizia del
vangelo di Cristo raggiunga ogni persona fino agli estremi confini della terra.
Uno dei segni dei tempi proprio la nuova evangelizzazione, frutto pi
maturo del Concilio vaticano II. Se noi credenti per primi non
comprendessimo che lazione dello Spirito ci invia di nuovo nel mondo, in
primo luogo verso i fratelli e le sorelle che condividono lo stesso battesimo,
per scuotere lovviet che li avvolge in modo mortifero, allora dovremmo
dedurre che siamo dinanzi a una fede debole. Noi non siamo dei nostalgici n
degli utopici, ma cristiani che vivono loggi della fede, certi che oggi la
salvezza si attua. Riprendendo unimmagine del filosofo danese
Kierkegaard, Fisichella invita a uscire dal Cenacolo: Non possiamo starcene
seduti tranquilli nelle nostre chiese mentre fuori di quelle mura ben solide che
spesso non lasciano entrare il rumore esterno, gli uomini sono confusi,
paurosi. Ma dobbiamo spalancare le porte e andare nelle piazze, l dove
luomo vive, per dire con coraggio e franchezza che Cristo risorto!.

Una missione, quella della nuova evangelizzazione, in cui necessario
dice riprendendo le parole del vescovo Fausto (V secolo) - fare
ininterrottamente memoria degli apostoli e dei vangeli. La fede, ci che d
senso alla nostra vita, va studiata giorno dopo giorno. La nuova
evangelizzazione, nella quale tutti siamo inseriti, obbliga a ritrovare non solo
un linguaggio accessibile al nostro contemporaneo, ma anche nuove forme di
evangelizzazione che permettano la conoscenza e laccredito dei contenuti
della fede.
Mons. Fisichella richiama alla preghiera e sottolinea il senso della liturgia,
spazio privilegiato a cui ritornare per vedere in atto la presenza efficace dello
Spirito e nutrire la nostra vocazione allevangelizzazione. Infine ricorda che
essere nuovi evangelizzatori significa essere testimoni di speranza in un
mondo che lha persa, in una societ vecchia, in cui la seconda causa di
morte tra i giovani il suicidio. Sperare contro ogni speranza la sfida della
fede.
Lucia Romiti

Testimoniate la passione per il Vangelo!
Sintesi dell'omelia di S.E. Mons. Rino Fisichella

Fratelli e sorelle, ogni volta che nella santa Liturgia si legge la Parola di
Dio, Dio stesso che parla. Cos mons. Rino Fisichella, presidente del
Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, si
rivolto durante lomelia ai migliaia di fedeli del Rinnovamento spiritualmente
uniti nel giorno del Signore.
Ges ci rivolge ancora il suo
insegnamento e ci ripete lo stesso
avvertimento: state attenti perch non
siate come quelle persone che dicono e
non fanno. E noi a chi apparteniamo, a
quelle stesse persone? ha chiesto
provocatoriamente il Vescovo - Qual la
nostra condizione? Di quelli che dicono e
non fanno? Di quelli che annunciano e non
testimoniano con la vita? La fede ha
esortato la vita che noi siamo chiamati
a porre in essere. Testimoniare vuol dire
annunciare e vivere.
Commentando il Vangelo di Matteo e le
letture del giorno, Fisichella ha messo in
evidenza, in particolare, due elementi
fondamentali e non trascurabili. Voi non
ascoltate il primo rimprovero di Ges,
seguito da un altro importante
ammonimento, avete vissuto parzialit nel vostro insegnamento. Troppe
volte ha spiegato impediamo a noi stessi di essere la bocca dello Spirito.
Se luomo pieno di s lo Spirito non riesce a entrare. Al contrario, il cuore
deve essere vuoto per riempirsi della Parola di Dio. soprattutto il peccato di
ipocrisia, evidenziato nel Vangelo di Matteo, il rischio di oggi. Falsi! Non siete
voi stessi quando annunciate, cambiando continuamente il vostro volto. Ma
se non poniamo ascolto alla Parola, come potremo annunciare? La fede
viene dallascolto e proprio questo porta allobbedienza della fede, che la
prima dimensione. Diversamente la conseguenza sarebbe drammatica: usare
parzialit nellinsegnamento. Dov la radicalit della Parola di Dio che viene
annunciata? Non siamo noi forse incapaci di dare a questa radicalit tutto il
suo peso e tutto il suo valore? Guai a noi ha proseguito Fisichella - se
dovessimo cadere nella stessa ipocrisia degli antichi. La Parola di Dio non
pu essere amputata. su questa Parola che noi saremo realmente
giudicati. E proprio perch si tratta di una Parola di misericordia e di amore
radicale e non conosce tramonto. Amare dare tutto se stessi. Allora chi di
voi si esalter sar umiliato e chi si umilier sar esaltato. Lascolto richiede
lumiliazione, cio riconoscere lazione di Dio.

Un compito difficile ma che si ispira allesempio della Vergine Maria ha
aggiunto il Vescovo - in lei che riconosciamo la realt della promessa fatta
da Cristo. Maria ha accolto nella sua vita la propria vocazione: diventare
madre, donando tutta se stessa senza alcuna resistenza.
poi lapostolo Paolo a ricordare limpegno, il duro lavoro e la fatica a
cui siamo chiamati: annunciare il Vangelo di Dio. La parola fatica ha
spiegato Fisichella - nella lingua latina si traduce anche con la passione.
Ecco, noi dobbiamo perseguire la passione per il Vangelo in modo da portare
a ogni creatura la Parola di salvezza. Questo sar lindice della nostra
credibilit.
Infine lultimo invito: abbiamo bisogno ha concluso il Vescovo di
uomini e di donne con la mente illuminata dalla Parola di Dio e con il cuore
aperto alla grazia che trasforma. Solo cos Dio potr di nuovo tornare in
mezzo agli uomini del nostro tempo che lo hanno dimenticato. Possa la
giornata di oggi diventare per ognuno di noi un rinnovato annuncio dellamore
del Padre!.
Laura Gigliarelli

TESTIMONIANZE
A conclusione della Messa

Rosario

Una storia di riconciliazione e guarigione quella di Rosario. Prima la strada
poi la camorra dove entra a far parte in modo organico a soli 17 anni nel
1978. Lo status di camorrista e gli apparenti privilegi di cui godeva lo
portavano a credere, illudendosi, di essere uscito finalmente dalla sua
emarginazione e di avercela fatta. Avrebbe difeso questo status a ogni costo,
anche uccidendo. Nel 1991, dopo alcuni anni, che lui definisce vissuti in
totale follia, lultimo arresto e, con esso, anche un grande vuoto da colmare
e un silenzio assordante a cui dare voce. stato lamore per la mia famiglia
a salvarmi, racconta Rosario, che aveva compreso come tutto ci che aveva
fatto lo aveva allontanato anche da suoi cari: Molto spesso ho cercato di
ritrovarmi negli occhi mio padre e mia madre, ma limmagine che riflettevano
non mi piaceva, ero diventato una specie di mostro e volevo farla finita .
Ecco allora la decisione di prendere lunica strada percorribile:
rimpadronirsi di se stesso e della sua dignit di uomo, anche se mai avrebbe
immaginato quanto dolore portasse con s la strada della consapevolezza e
della presa di coscienza di tutte le brutalit commesse nel passato. Quante
lacrime avevo sparso intorno a me? Quanta indicibile sofferenza avevo
contribuito a portare nella vita di tanti genitori, figli, fratelli e sorelle?. Queste
alcune delle domande che ricorrevano in modo frequente nella mente di
Rosario e che gli provocavano non poco dolore, anche fisico, attraverso forti
emicranie.
Il Signore aveva deciso di darmi unaltra possibilit, continua Rosario
facendo riferimento allincontro con alcune persone speciali che lo hanno
sostenuto e aiutato in un viaggio difficile fatto di riflessione e autocritica.
Confessare i propri delitti e recidere tutti i legami con la criminalit e la sua
terra di origine non sarebbero bastati a colmare la grande sete di
riconciliazione che cera nel suo cuore.
La svolta vera arrivata quando ha avuto la possibilit di incontrare i
familiari di vittime del crimine organizzato, grazie al Progetto Sicomoro
portato avanti dallorganizzazione Prison Fellowship Italia e patrocinato dal
Ministero della Giustizia.
Ho partecipato a otto incontri - continua Rosario tra sette detenuti e
alcuni parenti di vittime di mafia con storie pesantissime alle spalle. E
racconta di persone come Mario che porta il peso di un figlio ucciso dalla
mafia e Nicoletta che ha subito la stessa sorte per il fratello.
Eravamo gli uni davanti agli altri volontariamente, quasi come se ci
stessimo cercando da tanto tempo, afferma Rosario. Nonostante la
consapevolezza che erano previsti otto incontri, nei primi due non sono
riuscito a parlare, ma col passare del tempo il Signore lo ha aiutato a
dilatare il cuore assetato di riconciliazione e guarigione, grazie anche a un
episodio successo nel corso degli incontri: una delle partecipanti, Nicoletta,
non potendo intervenire a un incontro ha inviato un messaggio che ha
commosso cos profondamente Rosario da consentirgli di riconciliarsi con
stesso.
Lello
La seconda testimonianza viene resa da Lello, coordinatore del gruppo
Maria di Nazareth della diocesi di Roma ovest. Il gruppo era impegnato da
alcuni anni nella diffusione della cultura di Pentecoste attraverso un corso di
bioetica nelle parrocchie. Un giorno padre Angelo, colpito positivamente da
questa esperienza, chiese al gruppo di replicarlo anche nella sua parrocchia
di Primavalle. La partecipazione di numerosi parrocchiani spinse Lello e gli
altri responsabili del gruppo a proporre lesperienza del Roveto ardente
notturno mensile al quale partecip con entusiasmo buona parte della
comunit parrocchiale. Nonostante la non profonda simpatia da parte di
padre Angelo nei confronti dei movimenti, il gruppo RnS, riconoscendo la sua
profonda docilit allo Spirito, os spingersi ancora pi avanti proponendogli
lesperienza del Seminario di vita nuova nello Spirito Santo.

Miracolosamente continua Lello padre Angelo accolse la proposta con
tale entusiasmo da costruire lintero progetto pastorale parrocchiale attorno al
Seminario, ritenendo questa proposta un valido strumento di
evangelizzazione.
A questo punto il gruppo Maria di Nazareth propose al parroco una vera e
propria missione parrocchiale.
A settembre di questanno, dopo aver ricevuto il mandato dal Vescovo,
partita la missione. Linizio del Seminario stato preceduto da un Concerto di
musica cristiana, Una speranza nuova, che si tenuto sul sagrato della
Chiesa di Primavalle. Tra i relatori del Seminario, che ha avuto inizio il 7
ottobre scorso, il presidente Salvatore Martinez, il coordinatore nazionale
Mario Landi e il direttore Marcella Reni.
Gi vediamo grandi conversioni e grandi segni, afferma Lello. Il 18
dicembre prossimo si concluder questa esperienza con la preghiera di
effusione su oltre duecento persone.
Francesco Storino

Pomeriggio del 30 ottobre 2011
Dalla preghiera alla missione
Sintesi della relazione introduttiva ai simposi sulla spiritualit carismatica del RnS

Don Guido Pietrogrande
A precedere i simposi in cui si articolano i lavori pomeridiani nel secondo
giorno della Conferenza prevista una relazione introduttiva. Lo scopo
quello di specificare lo sguardo dinsieme con cui gli animatori del
Rinnovamento sono invitati a entrare nei temi che verranno trattati subito
dopo nei simposi.

La Parola guida di questa relazione pu essere sintetizzata nello spazio di
un versetto: Terminata la preghiera, colmati di Spirito Santo proclamavano la
Parola di Dio con franchezza (At 4, 31), ma don Guido Pietrogrande richiama
tutto il passo da cui tratta (vv. 23-35) e in cui si racconta di Pietro e
Giovanni, rimessi in libert a patto di non far pi correre la Parola: la prima
persecuzione che incombe sulla Chiesa di Gerusalemme.
Il Consigliere spirituale nazionale del RnS esamina i dettagli del brano per
sottolineare lo stile che caratterizza la preghiera e il discernimento nella prima
comunit cristiana. Una comunit profetica, capace di inquadrare le proprie
situazioni di vita come parte della missione affidatagli da Dio. la preghiera
che libera dalla paura, porta a vedere la persecuzione come continuit della
Passione di Cristo, permette di discernere nuove opportunit di
evangelizzazione, intercede per ottenere da Dio la franchezza necessaria per
annunciare il Vangelo e attende nella comunione una rinnovata Pentecoste.
Don Guido prosegue il suo intervento immaginando lapplicazione degli
elementi essenziali raccontati nel passo degli Atti in situazioni che spesso
capitano nella realt vissuta nei gruppi e nelle comunit del RnS. Nella
preghiera che libera (cf At 16, 25-26), converte (cf. 1 Cor 14, 24-25) e invia in
missione (At 13, 1-4) si diventa grembo per quel Dio a cui tutto possibile.
Bruna Pernice
Il Membro aggiunto del Consiglio nazionale per lambito missioni richiama
gli animatori del Rinnovamento a concepire i luoghi di preghiera dei gruppi
come luoghi che possano tremare della potenza dello Spirito e in cui tutti
possano essere colmati di Spirito Santo. Bruna Pernice prosegue il suo
intervento sottolineando come la Preghiera comunitaria carismatica sia un
mezzo privilegiato di evangelizzazione nel Rinnovamento: La Parola di Dio,
proclamata sotto la guida profetica dello Spirito, opera nella vita e cambia la
storia. Io sono convinta che lincontro di preghiera carismatica o questo o
non !.

Giovanni Paolo II nella Novo millennio ineunte richiama la Chiesa a
scrutare questo segno dei tempi: C una diffusa esigenza di spiritualit
un rinnovato bisogno di preghiera (n. 33).
Con cinque parole chiave invita poi gli animatori a riflettere sulle
opportunit di nuova evangelizzazione a disposizione del RnS.
Aprire i nostri cenacoli, ricordandosi che lunit la strada maestra
sulla quale la Parola corre.
Osare, ma senza improvvisare, non ci sono ambienti o situazioni
precluse al Vangelo.
Questa lora della famiglia, c un corredo carismatico ricevuto con
il sacramento del matrimonio attraverso il quale la famiglia deve
continuare ad essere veicolo di diffusione del Rinnovamento.
I giovani per i giovani, discepoli e missionari di Cristo, per gli ultimi,
per i poveri, per la salvaguardia del creato, per la giustizia.
Accendere il fuoco della missione.
Il mondo in fiamme, diceva S. Teresa DAvila, non possiamo sprecare il
tempo.
Sandro Gallo

Amare il matrimonio per servire Dio
Simposio su:Le famiglie rievangelizzano il RnS e lo diffondono

La storia delle nostra salvezza cominciata con un s detto
incondizionatamente da Maria a Dio. Con queste parole, Amabile Guzzo,
membro del Comitato nazionale di servizio, apre i lavori del simposio di
approfondimento sulla spiritualit carismatica della famiglia. Filippa
Passarello, gi delegata nazionale dellambito Famiglia, e Maria Tortonese,
delegata nazionale del ministero di Intercessione per i sofferenti, raccontano
le loro esperienze maturate nellambito dei corsi dedicati alle coppie e alle
relazioni famigliari.

Filippa Passarello ricorda le tappe principali che hanno segnato la nascita
e la diffusione degli incontri rivolti alle famiglie, e lo fa partendo proprio
dallesperienza personale maturata con suo marito Gino. Da subito
racconta Gino e io abbiamo capito che Dio avrebbe realizzato qualcosa di
grande per noi. Abbiamo preso consapevolezza che anche nel sacramento
del matrimonio c un potenziale di grazia straordinario. Il Signore sempre
stato con noi lasciandoci scoprire pian piano che il matrimonio una
Pentecoste permanente. Ed proprio attraverso il matrimonio che il Signore
li ha chiamati a svolgere la loro missione di evangelizzazione e di fede. La
convinzione e la determinazione a servire Dio spingono Filippa e Gino a dare
vita, in Sicilia, ai primi corsi del RnS per coppie. In seguito vengono chiamati
dal Comitato regionale di servizio a far parte del ministero per la Famiglia. I
corsi di spiritualit, da piccole presenze a livello diocesano, si arricchiscono in
poco tempo del Seminario di vita nuova diffuso dalla Sicilia allEmilia
Romagna e poi a livello nazionale. Questo continua Filippa era diventato
per noi un imperativo: far sentire alla famiglia la buona notizia del dono
ricevuto nel matrimonio e farla diventare protagonista della nuova
evangelizzazione.
Durante il Seminario ogni coppia chiamata a ripercorrere il proprio
cammino coniugale e familiare come storia sacra, storia abitata da Dio.
Vogliamo far capire ai giovani conclude Filippa che anche il
fidanzamento un tempo di grazia Ogni sera preghiamo per tutte le coppie
e le famiglie del mondo perch possano rinascere e ritrovare il coraggio del
cammino verso la santit.
Maria Tortonese condivide gli inizi della sua esperienza risalente a 30
anni fa, in parte legata a una intuizione profetica di Diana Trov, prima
coordinatrice regionale del Piemonte e Valle DAosta, che fond a Torino la
Comunit di Ges. Allinizio degli anni 80, laver condiviso del tempo con
alcune comunit francesi, fece nascere nella Comunit, di cui anche Maria
faceva parte, il bisogno di unesperienza che potesse sostenere e
rivitalizzare il rapporto di coppia cos da creare famiglie cristiane capaci di
sostenere se stesse e gli altri.
Ma solo nel 91 si realizza la prima esperienza di formazione con
insegnamenti concreti e semplici per coniugi e coppie.
I Sentieri di vita nuova, da subito un successo, sono rivolti a chi, con umilt,
sa comprendere il bisogno di lasciarsi aiutare nel cammino di grazia
matrimoniale, anche se non del Rinnovamento o non credenti.
I corsi sono un cammino di preghiera, di guarigione e di crescita; si
propongono di meravigliare, stupire, far riscoprire la bellezza del matrimonio
attraverso una tappa fondamentale: lincontro con Dio.
Anche chi in principio venuto per pura curiosit ha concluso il cammino
e alla fine ha ringraziato di questa vita nuova che iniziata.

Daniela Di Domenico

Una primavera carismatica under trenta
Simposio su: I giovani rievangelizzano il Rinnovamento e lo diffondono

Un titolo accattivante quello del simposio dedicato ai ragazzi: I giovani
rievangelizzano il Rinnovamento e lo diffondono. Sono stati Gianfranco
Pesare, gi coordinatore regionale della Puglia e Maria Pia Candelaresi,
delegata regionale Giovani del Piemonte-Valle dAosta, a guidare la
riflessione sul tema. Una partecipazione massiccia nel Padiglione E che ha
visto la presenza non solo dei giovani ma anche di molti pastorali e animatori
spinti dallurgenza di una nuova evangelizzazione.
Lo scopo di questo incontro la testimonianza - ha esordito Pesare, che
ha subito aggiunto il Rinnovamento, la Chiesa e la societ ci stanno
ricordando che i giovani sono una priorit. Anche il mondo di oggi vuole
essere forever young, per sempre giovane, ma la fotografia attuale evidenzia
tra i ragazzi un malessere dellanima. Alcol, droga, sesso sfrenato li
allontanano da Dio. E il risultato sono chiese deserte, un analfabetismo
biblico, meno matrimoni e meno battesimi. Se continuiamo cos ha
proseguito nei prossimi trentanni lEuropa sar completamente
scristianizzata. Ci devono interrogare le parole del Papa Benedetto XVI
quando dice: Dio sparisce dallorizzonte degli uomini.

Una generazione senza Dio, quindi, e i segni sono evidenti. Basta
guardare i giovani negli occhi ha affermato Gianfranco Pesare per vedere
il loro male interiore, un malessere che ci deve spingere come sottolineano
anche i Vescovi ad unemergenza educativa. Hanno bisogno di amore, di
testimoni in cui riporre la propria fiducia e di un futuro pi sicuro e meno
incerto.
Occorre creativit e fantasia, proprio come ha fatto il Beato Wojtyla che
invent lApostolato delle escursioni e le Giornate Mondiali della Giovent.
Avere il coraggio di osare ha sottolineato Pesare stando con i giovani,
usando il loro linguaggio, il loro modo di comunicare anche attraverso le
nuove tecnologie. Non solo parole ma anche fatti come dimostra
lesperienza della comunit Magnificat Dominum di Foggia. Proprio
Gianfranco Pesare ha testimoniato le meraviglie che il Signore ha compiuto
con suo figlio e tutti i ragazzi della sua comunit. Dovevamo trasmettere ai
nostri giovani lesperienza che ci aveva cambiato la vita: lamore di Dio e
leffusione dello Spirito Santo. Era giunto il momento di proporre il Seminario
di vita nuova, intitolato per loccasione Sulle vie dello Spirito. Ai trentasei
ragazzi della comunit se ne sono aggiunti altri, per un totale di centonovanta
iscrizioni e novantasei giovani che al termine del cammino hanno ricevuto la
preghiera di effusione. Una grazia che si ripetuta lanno seguente con una
seconda edizione del seminario. Come Rinnovamento ha concluso Pesare
abbiamo unarma potente che proprio il Seminario di vita nuova. Non
dobbiamo guardare noi stessi ma alzare lo sguardo verso il Signore, restare
sempre in ascolto della parola di Dio e allargare gli orizzonti senza avere
paura.

E dopo la Puglia toccato a Maria Pia Candelaresi raccontare lesperienza
del Piemonte-Valle dAosta. Nella veste di delegata dei giovani si fatta
testimone e partecipe - come ha detto lei stessa - di una nuova primavera
carismatica under trenta. Da tre anni responsabile dei giovani nelle due
regioni, Maria Pia ha condiviso la grande gioia e le meraviglie della
misericordia di Dio. Una grazia che non certo come la pianta di ricino
cresciuta vicino a Giona dalla sera alla mattina ha sottolineato la
Candelaresi - ma il frutto di tanto lavoro. Nel 2008 la precedente delegata
ha ricordato Maria Pia a breve si sarebbe trasferita in Lombardia per lavoro
e io umanamente ero la persona meno adatta per questa delega: superati i
quarantanni, salute compromessa, marito nel Comitato regionale di servizio
e tre figli adolescenti, in pi un padre gravemente malato. Ma nonostante i
calcoli umani lo Spirito Santo stava gi installando in me il carisma
necessario, lapplicazione delegata giovani. E di fatto arrivata la chiamata,
ufficializzata dal Comitato regionale. Quando ho iniziato ha raccontato
lequipe dei giovani era composta solo da tre membri che stavano tenendo
acceso il fuoco dello Spirito. Ma il Signore Ges mi tranquillizzava. Mi
ricordava che anche io ero stata giovane, che i tre figli adolescenti erano una
fonte inesauribile dinformazioni, che la precedente delegata era a
disposizione per trasmettermi la memoria storica. In sostanza, non dovevo
inventarmi nulla perch esisteva gi il progetto nazionale per lAmbito
Giovani, livello C del Progetto Unitario di Formazione. Ma non ultimo,
conservavo tutte le esperienze sullevangelizzazione vissute e assimilate
sotto lala di don Dino Foglio al Gaver. Con laiuto del Comitato regionale del
Piemonte-Valle dAosta, in breve tempo, da tre membri iniziali lequipe
passata a un numero di venti unit, ciascuno rappresentante una diocesi
diversa. proprio vero che solo chi evangelizzato pu evangelizzare e
proporre una via duscita, una scialuppa di salvataggio, come risposta alla
tanta sete del mondo. I giovani ha esortato Maria Pia Candelaresi devono
portare nei gruppi la loro freschezza, testimoniare agli incontri diocesani, o
collaborare per momenti spirituali durante le convocazioni, regionali e
nazionali. La nostra esperienza ha aggiunto ci vede oggi impegnati nella
Chiesa. Siamo presenti nella Commissione regionale di Pastorale giovanile,
attraverso cui il Signore ha allontanato tanti preconcetti errati nei confronti del
Rinnovamento. Siamo nel mondo con iniziative varie, ad esempio il catering
carismatico, a cui si invitano parenti e amici da evangelizzare. Gli invitati
vengono per mangiare ma poi, senza accorgersene, si ritrovano
nellabbraccio di Dio. Ora ha concluso ci prepariamo al Capodanno ad
Alassio. Imprevedibile, lo Spirito Santo soffia dove vuole!.
Laura Gigliarelli

Dallamore di Dio allamore dei fratelli
Simposio su: La preghiera comunitaria carismatica come spiritualit missionaria

La preghiera comunitaria carismatica non come una questione
ministeriale ma vista come evento da rileggere nella prospettiva
dellevangelizzazione: partendo da questa considerazione, Sebastiano
Fascetta ha posto un importante interrogativo, nel corso del suo intervento,
sulla percezione della preghiera allinterno del Rinnovamento. Siamo
consapevoli che un vero strumento di evangelizzazione? ha chiesto
Fascetta agli animatori presenti in sala. Crediamo veramente di ricevere,
attraverso di essa, una carica profetica per testimoniare la gioia dellincontro
con Cristo risorto?. La tendenza a fare della vita delluomo un continuo
contrasto dualista tra vita e fede, tra realt umana e spirituale, comporta una
difficolt a comprendere il ruolo della preghiera nella vita di tutti i giorni: il
Tabor non il luogo in cui godere della gloria dellunzione dello Spirito ma il
punto da cui scendere per incontrare luomo.

La luce della trasfigurazione deve riflettere sul volto di ciascuno e nella vita
di tutti i giorni: la preghiera, quindi, mezzo di conversione, relazione vitale
da cui discendono le scelte esistenziali, il luogo in cui si fa esperienza di
Dio, esperienza che deve diventare comunicazione di salvezza per gli altri. Lo
scopo delleffusione dello Spirito Santo la santit di vita: se, come affermato
da Giovanni Paolo II, non c santit senza preghiera, la preghiera a tutti
gli effetti strumento che umanizza, educazione alla vita umana.
Fascetta elenca, quindi, alcune implicazioni spirituali, comunitarie e
personali che derivano dalla preghiera comunitaria carismatica, secondo la
prospettiva dellevangelizzazione.
I carismi: lo Spirito li elargisce e vanno accolti con gratitudine e senso di
responsabilit. Essi sono dati per levangelizzazione, che a servizio della
Verit.
Laccoglienza: non c evangelizzazione se non con unaccoglienza senza
frontiere dellumano di ciascuno. Ges vede il potenziale di bene di
ciascuno ha sottolineato Fascetta. Siamo anche noi capaci di fare questo?
Prima di fissare il cuore verso Cristo, abbiamo occhi per vedere le persone in
mezzo a noi? La paura dellaltro sempre pi radicata.

La libert: la lode, la gestualit nella preghiera carismatica, la preghiera
guidata da carismi di animazione non sono frutto di una regia ma della
libert nella reciproca fiducia tra fratelli. Sappiamo annunciare questa
libert? Se c libert, essa non pu essere annunciata da un popolo triste.
Larte della preghiera la pi difficile ma necessaria per essere rigenerati:
dobbiamo favorire un clima di libert interiore per testimoniare la forza
profetica della preghiera di lode.
La compassione: se la libert lode, la compassione lintercessione, il
fare nostra la sofferenza degli altri, fare noi un passo per avvicinare Dio e
laltro. Non dobbiamo chiudere gli occhi dinanzi allaltro e fare questo
passo solo umanamente, ma anche nello Spirito.
La mitezza: dinanzi allo scatenarsi della violenza nella quotidianit, nelle citt,
nel linguaggio, nelle relazioni, dinanzi alla dignit delluomo, non si deve
rispondere con violenza ma con mitezza. Il mite colui che combatte contro
lingiustizia. Mite colui che ha una parola ferma sul male e sul peccato ma
non ne fa giudizio, non fa coincidere il peccato con il peccatore, perch
luomo pi grande del peccato e Dio lo salva.
Al termine, la condivisione degli animatori ha fatto da risonanza a quanto
emerso nel corso della relazione.
Elsa De Simone

Seminario di vita nuova, una missione e
unopportunit
Simposio su: Il Seminario di vita nuova nello Spirito come prima evangelizzazione
dei non credenti e rievangelizzazione dei credenti

Il Seminario di vita nuova come strumento di grazia, luogo di
evangelizzazione, esperienza di Dio che deve farsi vita. Nel simposio
dedicato a Il seminario di vita nuova nello Spirito come prima
evangelizzazione dei non credenti e rievangelizzazione dei credenti, si
ribadita con forza la necessit di promuovere questa realt fondante del
Rinnovamento, ad intra e soprattutto ad extra; di spendere in essa il proprio
tempo, le proprie energie, mente e cuore, lasciandosi guidare dalla fantasia
dello Spirito.
A portare la loro testimonianza, Paolo Scavolini, diacono e gi
coordinatore diocesano di Pesaro, e Daniele Mezzetti, gi coordinatore
regionale dellUmbria.

Scavolini ha raccontato lesperienza di Seminario di vita nuova realizzata
nel 2006 nella parrocchia di S. Maria di Loreto, arcidiocesi di Pesaro.
Unesperienza nata da una forte comunione tra i gruppi, dalla Parola
profetica, dalle indicazioni dei vescovi e dallappello al RnS di Giovanni Paolo
II: Fate conoscere e amare lo Spirito Santo. Unesperienza rivolta
soprattutto a coloro che non hanno conosciuto e sperimentato lamore di
Dio. 400 le adesioni raccolte, grazie anche alla collaborazione del parroco,
che in occasione dellannuale benedizione pasquale ha fatto conoscere
capillarmente liniziativa. Di 400, 153 erano persone non appartenenti ad
alcun tipo di cammino ecclesiale. Oltre allorganizzazione pratica ha
continuato Scavolini sono stati necessari tanta preghiera, adorazione
eucaristica, digiuni offerti e mobilitazione, sempre nella preghiera, di tutti i
monasteri dellarcidiocesi. Moltissimi i frutti raccolti, tra cui due vocazioni
sacerdotali.
Daniele Mezzetti ha parlato dei Seminari di vita nuova in Umbria,
individuati e promossi come volano per far rifiorire tutte le realt regionali del
RnS. Tanto che, in pochi anni, gruppetti di 4 o 5 persone si sono trasformati
in solidi gruppi di 100 aderenti, capaci di dar vita a loro volta a Seminari di
vita nuova.

E nel panorama dei Seminari umbri, brillano quelli per i giovani, promossi in
collaborazione con la pastorale giovanile e allinterno dei quali i gruppi di
condivisione sono condotti dai giovani stessi. Agli effusionandi dice
Mezzetti noi abbiamo parlato della vita, rimandando a dopo le questioni
teologiche. Il Seminario infatti prima di tutto unesperienza le catechesi
stesse devono essere di natura esperienziale -, alla quale deve seguire un
periodo di discepolato. Perch ha continuato Mezzetti senza discepolato
la percentuale di ritenzione di un seminario del 20% circa, con un
discepolato ben condotto invece del 70% e le persone che vanno via non si
perdono, ma trovano altre strade.
Al termine Mezzetti ha dato alcuni consigli pratici, esortando: Parlate alle
persone con il cuore di quello che vi successo quando il torrente dello
Spirito Santo vi ha attraversato la vita; non abbiate paura di annunciare
Cristo; dimostrate il vostro amore per i fratelli curandoli durante il Seminario,
entrando nelle loro vite, permettendogli, con equilibrio e delicatezza, di
aprirsi, e continuate a curarli dopo, durante il discepolato.
Al termine dei due interventi si sono susseguite altre testimonianze di
Seminari in Italia, tutte positive e cariche di frutti. A tirare le fila del simposio,
Dino De Dominicis, che ha sottolineato alcune esperienze di Seminari di vita
nuova che parlano a nuove fasce: alle coppie, ai cresimandi, ai fidanzati. E
ha invitato ad avere pi coraggio, pregando incessantemente per poter
essere pronti a percorrere queste nuove vie aperte dal Signore.
Lucia Romiti

Incontro serale 30 ottobre 2011
Insieme per il bene comune
Incontro di Cultura di Pentecoste

Incontro di Cultura di Pentecoste sul tema: No, non dobbiamo affliggerci
come chi non ha speranza (cf 1 Ts 4, 13): una speranza che attira dentro il
presente il futuro (Spe salvi, n. 7) (Dalla prolusione del cardinale Angelo
Bagnasco al Consiglio permanente della CEI; Roma 26 settembre 2011)

Lincontro di Cultura di Pentecoste ormai un appuntamento che non pu
mancare durante la Conferenza animatori, anche perch d loccasione ai
responsabili di altri Movimenti e personalit del mondo sociale e politico di
stare insieme e mettere in comune le proprie esperienze. Alla tavola rotonda,
che si tenuta in sessione serale alle ore 21.30, moderata da Umberto
Folena, caporedattore centrale di Avvenire, hanno partecipato Maria Voce,
presidente dei Focolari, Andrea Olivero, presidente delle Acli e Salvatore
Martinez, presidente del RnS, che sono stati interpellati sul tema molto
attuale della partecipazione dei cattolici alla vita sociale e politica del nostro
Paese, in un tempo di profonda crisi, non solo economica, ma anche etica e
sociale.

Lincontro di questanno avviene allindomani del Forum di Todi dello
scorso 17 ottobre su La buona politica per il bene comune.

I cattolici protagonisti della politica italiana, un avvenimento storico nel
mondo cattolico in cui si sono incontrati alcuni leader delle principali realt
ecclesiali e sociali e che ha avuto una ripercussione positiva anche durante
questa Conferenza; oltre agli ospiti previsti, infatti, se ne sono aggiunti altri
come Raffaele Bonanni, segretario confederale della Cisl, Natale Forlani,
portavoce del Forum delle associazioni cattoliche del lavoro e Franco
Pasquali, coordinatore di Retinopera, che hanno portato il loro saluto e hanno
testimoniato la nuova stagione di amicizia fra le varie componenti del
variegato mondo cattolico.
I relatori della Tavola rotonda hanno rimarcato la novit che stiamo
vivendo: associazioni che sono nate con specificit e storie diverse, ritrovano
oggi motivazioni per stare insieme e il linguaggio, a volte incomprensibile nel
passato, diventa elemento comune di comunicazione, sia allinterno del
mondo ecclesiale, che nella societ civile. il miracolo della Pentecoste,
che riunisce i cuori e il linguaggio diventa comprensibile a tutti, ha
sottolineato Salvatore.

Nel passato i Movimenti sono stati attivi, ma abbiamo puntato sulle nostre
forze e non sono mancati i fallimenti - ha confessato Andrea nel suo
intervento. Noi dobbiamo credere nella potenza di Dio e dire sempre che
siamo solo servi, strumenti nelle mani di Dio, a cui appartiene la nostra vita.
La profezia non un sogno, ma una visione, ha rimarcato Maria Voce, e
come credenti siamo invitati a testimoniare questa visione di un mondo nuovo
e di una generazione nuova, confortati dalla presenza della Madre, che
genera nuovi figli.
Donato Sciannameo


Luned 31 ottobre 2011
Egli tutto!
Preghiera comunitaria carismatica

La terza giornata che vede il popolo degli animatori riunito a Rimini inizia
con un lieto fuori programma: il saluto di Maria Voce, presidente del
Movimento dei Focolari, che ha voluto incoraggiare tutti i partecipanti a
portare avanti i frutti di comunione che si sono intessuti tra i Movimenti
ecclesiali, a partire dallIncontro del 1998, voluto da Giovanni Paolo II.
Dobbiamo diventare un movimento di movimenti afferma con gioia - per
rendere la Chiesa sempre pi bella nellunione con Dio e tra di noi.

La preghiera comunitaria carismatica che segue si apre con linvito a fare
tre passi in avanti: il primo nella fede, il secondo fisicamente a significare
lingresso nel territorio santo, il terzo nella preghiera, alzando una potente
lode a Dio. Cos il popolo degli animatori pu essere rianimato e rafforzato,
cos pu affidare ogni cosa, ogni progetto a Dio che tutto. E la Parola del
Signore puntualmente risponde agli oranti invitandoli a esaltarlo attraverso in
una forte preghiera di lode: "Egli tutto!". Come potremmo avere la forza per
lodarlo? Egli, il Grande, al di sopra di tutte le sue opere. Il Signore terribile e
molto grande,e meravigliosa la sua potenza. Nel glorificare il Signore
esaltatelo quanto potete, perch ancora pi alto sar (Sir 43, 27-30).
Sinvoca lo Spirito, ciascuno nella propria vita e poi anche in quella del
fratello o sorella seduto accanto. Ed ecco gli si present un angelo del
Signore e una luce sfolgor nella cella. Egli tocc il fianco di Pietro, lo dest e
disse: "Alzati, in fretta!". E le catene gli caddero dalle mani. E l'angelo a lui:
"Mettiti la cintura e legati i sandali". E cos fece. L'angelo disse: "Avvolgiti il
mantello, e seguimi!". Pietro usc e prese a seguirlo, ma non si era ancora
accorto che era realt ci che stava succedendo per opera dell'angelo:
credeva infatti di avere una visione. (At 12,7-9), la parola profetica che
scende sullassemblea per essere pregata e meditata.

Ecco, annuncia lquipe di animazione della preghiera, questo il momento
favorevole per fare un passo avanti nella nostra volont: affidarsi totalmente a
Ges perch si sciolga ogni catena e paura che possa frapporsi tra noi la
grazia di Dio, il momento di indossare il mantello della fede che fa sentire
tutta la sua forza e la sua potenza. La preghiera si conclude con una accorata
professione di fede da parte del popolo degli animatori che ripetono a gran
voce: Ges, io credo in te.
Francesco Storino

Con lorgoglio di essere cristiani
Testimonianza delle famiglie che hanno partecipato al IV Pellegrinaggio delle
famiglie per la famiglia

La famiglia viva. Evviva la famiglia!, con questo grido gioioso sale sul
palco una rappresentanza delle famiglie che hanno partecipato al
Pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia, svoltosi questanno ad
Ancona il 10 settembre scorso, nellambito del 25 Congresso eucaristico
nazionale. Presentate da Marcella Reni, che accogliendole ribadisce: Una
famiglia ci vuole!, portano la loro testimonianza. A prendere la parola Luca e
Monica, chiamati a vivere il Pellegrinaggio di Ancona come testimoni per la
regione Toscana nellambito famiglia.

Una volta arrivati subito abbiamo percepito lamore che in quel luogo era
presente ha detto Luca. Siamo diventati una sola famiglia di famiglie in
unione trinitaria con Cristo; Ges era (ed ) insieme a noi e con lui dopo la
preghiera iniziale ci siamo incamminati dentro la citt con lorazione del Santo
Rosario.
Luca ha continuato a raccontare rivivendo lemozione di quellevento: Una
citt intera si era bloccata e un fiume di persone lesercito di Cristo
conquistava la citt e si sviscerava per la strada principale in direzione del
porto come se poi da l partisse per tutto il mondo unesplosione di questa
testimonianza di famiglie cristiane riunite. Un Pellegrinaggio che, come ogni
anno, vuole testimoniare che la famiglia c, esiste ed presente. Che ha
creato comunione fraterna anche con gli abitanti del luogo. stato
emozionante continua Luca vedere come Cristo stava operando insieme
a Maria Nostra Madre Celeste, stata unonda durto che la famiglia ha
voluto dare per risvegliare i cuori delle persone. Particolarmente toccante il
momento in cui durante la preghiera ed i canti, con la fierezza e lorgoglio di
essere cristiani, venivano alzate al cielo le mani con il Rosario.

Anche a nome delle altre famiglie presenti Luca esprime la gioia con cui
insieme hanno vissuto queste sensazioni che sono uniche e difficili da dover
testimoniare, pertanto ha detto non possiamo far altro che invitare le
famiglie a viverle in prima persona, lamore per Cristo che ci tiene uniti e
suscita in noi unintesa damore e un calore coniugale. In conclusione,
Marcella Reni ha dato appuntamento a Pompei per il Pellegrinaggio Famiglie
2012.
Elena Dreoni

Non ci si pu chiamare da soli
Sintesi della relazione di S.E. mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste

forte certamente, sia tra i genitori che tra gli insegnanti e in genere tra
gli educatori, la tentazione di rinunciare, e ancor prima il rischio di non
comprendere nemmeno quale sia il loro ruolo, o meglio la missione ad essi
affidata (Lettera di Benedetto XVI alla diocesi di Roma, 21/01/2008).
Da questa Lettera trae spunto S. E. mons. Giampaolo Crepaldi per
introdurre la sua relazione, dal momento che essa rappresenta uno dei
richiami allurgenza educativa ai quali hanno voluto rispondere i vescovi
italiani nel 2010 tracciando gli Orientamenti pastorali dellEpiscopato italiano
per il decennio 2010-2020.


Dal numero 24 di questi Orientamenti tratto il tema dellampia e
dettagliata relazione del vescovo: Lo Spirito del Signore Ges suscita e
alimenta le molteplici dimensioni dellazione educativa. Esse sono
complessivamente quattro: la dimensione missionaria, quella ecumenica e
dialogica, quella caritativa e sociale e quella escatologica.
Solo in campo materiale possibile un progresso addizionabile; nellambito
etico e morale ogni generazione deve sempre prendere nuovamente le sue
libere decisioni. accaduto invece che unintera generazione di genitori, in
Europa, non si sia sentita in dovere di educare i propri figli agli stessi valori a
cui essi stessi erano stati educati.
Interrompendo il dialogo tra generazioni gli uomini hanno smarrito la loro
identit e hanno tentato di auto-determinarsi. Una nuova antropologia ha
smesso di considerare luomo come vocazione, come relazione, come
risposta a una chiamata e ha iniziato a considerarlo un prodotto di se stesso.
Ma la dignit non pu essere data da se stessi, n da un qualunque
soggetto collettivo; essa pu essere solo ricevuta da Dio. Non pu esserci
umanesimo senza riferimento allAssoluto.
A questo punto mons. Crepaldi pone alcuni interrogativi: possibile
lavorare per la salvezza materiale senza prima aprirsi a una salvezza
spirituale ed eterna? Ci si pu chiamare da soli? Luomo pu farsi da
s?. Luomo fatto da s una storia vecchia e falsa, unambizione
fallimentare che gronda sangue e va smascherata.

La principale ideologia del mondo odierno il riduzionismo conclude il
vescovo essa spezzetta la realt in ambiti. La persona ridotta ai suoi soli
geni e neuroni, lamore a chimica, la famiglia a un accordo, i diritti a desideri,
la democrazia a una procedura, la procreazione a riproduzione in laboratorio,
la scienza a esperimento, la cultura a opinioni, la verit a sensazioni,
lautenticit a coerenza con la propria auto-affermazione. Tutti questi
riduzionismi costituiscono le bestemmie moderne contro lo Spirito Santo.
necessario far tornare a dialogare la ragione con la fede. Occorre un
allargamento della ragione, che essa non pu darsi da sola. Occorre
lallargamento del cuore.
Anna Pugliese e Sandro Gallo

La Croce: trono di Dio
Sintesi della omelia di S.E. mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste

larcivescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi, a celebrare, a
seguito della sua relazione, la Santa Messa nella terza giornata della
Conferenza.
Nel luned della 31 settimana del tempo ordinario, la Chiesa ci propone
due Letture, una piuttosto complicata, dice mons. Crepaldi mettendone in
rilievo i due passaggi fondamentali: la chiamata e la vocazione, che
provengono direttamente dal Padre. I doni e la chiamata di Dio sono
irrevocabili, dice lArcivescovo ricordando la Lettera ai Romani (11, 29).
Nello stesso brano troviamo la giustificazione alla irrevocabilit della
chiamata: Da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose, anche la gloria
nei secoli (cf v. 36). Per Cristo tutto stato creato. La nostra vita stessa
iscritta in Cristo e per questo porta al Padre che, per sua straordinaria
misericordia, perdona i peccati degli uomini.

Sentirsi oggi, in questa santa Eucaristia ha continuato mons. Crepaldi -,
oggetti della misericordia del Padre, associati a Cristo, che il principio di
tutto e anche della nostra esistenza, ci fa capire come questa vocazione
alimentata dallo Spirito del Padre e del Figlio, ed allo stesso tempo la
questione centrale della nostra esistenza. Se la risposta a questa chiamata
sar positiva, saremo salvati.
Il brano del Vangelo ricorda invece le parole di Ges sulla scelta degli
invitati a un banchetto (cf Gv 14, 12-14), una logica in totale contrapposizione
con quella dei nostri tempi rivolta al proprio profitto e interesse. Quella che
emerge dalle parole di Giovanni la logica del Vangelo dice mons.
Crepaldi la logica di Dio. Dunque, quando offri un pranzo o una cena, non
invitare i tuoi amici, i tuoi fratelli o quei ricchi vicini perch ti invitino anchessi
a loro volta Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi,
zoppi, ciechi e sarai beato perch non hanno da ricambiarti. Se Dio dovesse
giudicare gli uomini dai loro meriti e ricambiarli con la stessa moneta, non
potrebbero mai essere perdonati. Ma la misericordia del Padre grande e
proprio questo deve essere il cuore dellannuncio gioioso dei cristiani al
mondo. Solo il suo Spirito capace di aprire i cuori alla fiducia e alla
speranza. Troppi spiriti contrari a Dio, oggi, stanno massacrando il cuore
delluomo.

Concludendo, il Vescovo di Trieste rivolge un invito ai presenti. Come
Maria dobbiamo lasciarci riempire dallo Spirito e dire a Cristo il nostro fiat.
Nella Croce c il trono di Dio, e lo Spirito Santo ce lo ricorda. Il mondo
produce crocifissi e la Croce libera i crocifissi del mondo. Il mondo massacra
le anime e il Crocifisso le riempie del suo Spirito prima di morire.
Daniela Di Domenico

Signore, tu sei la nostra salvezza
Testimonianza a conclusione della Messa

A rendere testimonianza sono Fabrizio e Ilenia della comunit RnS Regina
Pacis di Tolentino, sposati da 14 anni con tre figli. Ad agosto di questanno
decidono di prenotarsi per partecipare alla Scuola animatori di Foligno. La
mattina stessa della partenza Fabrizio viene sottoposto a una TAC e gli viene
diagnosticato un tumore al rene sinistro.

Anche se con sentimenti di paura e angoscia, Fabrizio e Ilenia partono lo
stesso per Foligno confidando nella parola di Dio. Durante lesperienza
vissuta alla Scuola animatori Fabrizio ripete spesso le parole di esortazione
ascoltate durante gli incontri: Signore, non riesco a comprendere la tua
volont, ma ti ringrazio e ti lodo. Grazie alla preghiera di sostegno dei fratelli
Fabrizio ha la possibilit di sperimentare una profonda pace interiore,
ritrovando una rinnovata fiducia in Dio. Fabrizio e Ilenia ritornano a casa
accompagnati dalle parole della Lettera ai Romani: offrite i vostri corpi come
sacrificio vivente (Rm 12, 1).

Dopo aver superato positivamente lintervento chirurgico, gli sposi
comprendono subito che quella sofferenza sarebbe servita per rinsaldare il
loro matrimonio. Voglio spendere questa nuova chance di vita che il Signore
mi ha donato per il regno e la gloria di Dio, ha affermato Fabrizio dal palco,
raccontando di come il Signore abbia aperto la strada a lui e a sua moglie -
alla quale era intanto stata affidata la responsabilit di delegata regionale per
i giovani - di un rinnovato impegno nella comunit di appartenenza, svolto
con un entusiasmo e una gioia crescenti. Con forza gridiamo al Signore
hanno concluso i coniugi marchigiani -: Tu sei la nostra salvezza, Alleluja.
Francesco Storino

Sessione pomeridiana del 31 ottobre 2011
Rinnovamento, opera di Dio
Sintesi della relazione a cura del CNS e CN

Siamo opera sua, creati in Cristo Ges per le opere buone che Dio ha
preparato, perch in esse camminassimo (Ef 2, 10). Questo il tema delle
relazioni che hanno preceduto linizio dei simposi. Relatori, il coordinatore
nazionale RnS Mario Landi e Angelo Civalleri, membro aggiunto del
Consiglio nazionale per lAmbito progetti.

Landi ha invitato a riappropriarsi del senso di appartenenza al RnS, della
consapevolezza di essere opera grande di Dio, chiamata a operare a sua
volta. E ha ricordato le parole rivolte dai Papi al Movimento. Giovanni Paolo
II, nel 2002, lo defin dono speciale dello Spirito Santo alla Chiesa in questo
nostro tempo; ancora prima Paolo VI lo aveva detto chance per la Chiesa.
In ultimo lesclamazione di Benedetto XVI: C bisogno di questo
Rinnovamento!.

Mario Landi si soffermato sul modo di operare del Rinnovamento, lo
stesso, ha detto, usato da Ges nel capitolo 4 del vangelo di Luca: Lo
Spirito del Signore mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto
messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e la vista ai ciechi (cf
vv 18-19). Questa lopera del Rinnovamento nei nostri gruppi e nelle nostre
comunit. La nostra opera unopera fondata sullopera stessa di Dio. Di
fronte alle povert morali, spirituali, noi dobbiamo portare il lieto annuncio:
ogni uomo vale infinitamente agli occhi di Dio. Opera, sono i Seminari di vita
nuova e i tanti progetti che il Rinnovamento sta coltivando; opera lo stare
insieme negli organi pastorali; infatti Pentecoste ha continuato il
Coordinatore nazionale non genera unesperienza dello Spirito individuale,
genera invece il Corpo mistico di Ges, genera s nel Rinnovamento un
cambiamento di vita personale, ma che poi trova la sua verifica nello stare
insieme allinterno di un gruppo. Landi ha poi sottolineato la vocazione degli
animatori e dei responsabili del Rinnovamento a farsi servi, la stessa di Ges:
umilt, per, non significa irrilevanza ecclesiale, storica e sociale; Ges si fa
servo non perch si sente inutile, ma perch il figlio di Dio. E ancora,
Mario ha invitato alla sobriet, che non pu diventare pauperismo; si legge
infatti nel vangelo di Matteo: Cos risplenda la vostra luce davanti agli
uomini, perch vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro
Padre che nei cieli (Mt 5, 16). Le opere devono essere fatte bene e non
presentate con sciatteria. Infine, il Coordinatore nazionale ha ricordato,
citando le parole del cardinale Suenens, che non si entra nel Rinnovamento,
ma il Rinnovamento che entra in noi. Ed elencando le realt in cui il
Movimento impegnato, ha concluso: In tutte le opere del RnS, lunica
nostra preoccupazione che sia glorificato il Signore. E dipende solo da noi.

Dopo Landi stata la volta di Angelo Civalleri che, in una relazione molto
puntuale, ha attualizzato il passo Ef 2, 10. C un atto di libert alla base
dellappartenenza al RnS: Voi non appartenete a voi stessi (cf 1 Cor 6, 19),
infatti noi non ci apparteniamo poich sia che viviamo, sia che moriamo,
siamo del Signore (Rm 14, 8b). Questa appartenenza divina giustifica la
nostra libert, non la annulla e non la lede, perch il Signore lo Spirito e,
dove c lo Spirito del Signore, c libert. Liberamente ha spiegato
Civalleri abbiamo deciso di aderire al RnS; liberamente abbiamo accettato
la candidatura come membri di un Organismo pastorale di servizio e la
successiva elezione, per la quale abbiamo promesso priorit e impegno:
aspetti che determinano la nostra identit. Civalleri ha sottolineato lurgenza
dellevangelizzazione: necessario che si manifesti la bellezza della vita
nuova nel far gustare la gioia di essere cristiani e il puro orgoglio di essere
cattolici. Per questo lo Spirito Santo ci ha fatti eredi dellappartenenza alla
Chiesa, incarnata nei suoi pastori, ma anche nel ministero servizio di noi
laici. Quindi anche a noi spetta il compito di trasmettere il messaggio cristiano
in un modo creativo, originale e potente, cos da diventare fermento in una
societ delusa e lontana; nello stesso tempo impulso e germe di un fecondo
sviluppo spirituale anche allinterno del nostro Movimento. Di qui, la
necessit di una seria riflessione: C in noi lo zelo per la casa del Signore e
lo slancio per lopera voluta da Dio? Oppure c trascuratezza, tiepidezza,
svogliatezza? Chiediamoci se siamo fedeli leali o dei disertori. tempo di
Rinnovamento, tempo di Pentecoste, tempo di maturit, ha stigmatizzato
Civalleri. tempo di diventare oblativi, di donarsi, poich il non donarsi non
soltanto impoverisce noi stessi ma impoverisce il nostro prossimo.
Confermiamo e rinnoviamo il nostro impegno a essere servi di Cristo, a farci
servi dei nostri fratelli. In questo contesto di novit e di fraternit operante
possiamo immaginare il RnS come un grande cantiere aperto perch
ciascuno di noi compia le opere buone che Dio ha predisposto perch noi le
praticassimo (cf Ef 2, 10). A ognuno una consegna: Persevera nel tuo
impegno e dedicati a esso (cf Sir 11, 20).
Lucia Romiti

Duc in altum!
Simposio su: Lappartenenza al RnS non cresce senza maturazione personale e
comunitaria

Carla Osella, membro di CNS.

Ci troviamo in un tempo in cui, superato il tradizionalismo passivo delle
ideologie, dobbiamo ricostruire gli uomini e non le strutture. Il Rinnovamento,
raccogliendo lesortazione del Magistero che pi volte ha richiamato
limportanza della formazione per avere cristiani pi maturi, indica la
formazione al servizio ministeriale nella Chiesa e nella societ quale frutto
della vita nuova nello Spirito (Statuto RnS, n. 2).

Sono numerosi gli strumenti che il Rinnovamento ha a disposizione per la
formazione: il gruppo, il Seminario di vita nuova, il Progetto unitario di
formazione, i ritiri, le Convocazioni, le Conferenze, le Scuole nazionali,
leditoria.

A proposito del Seminario di vita nuova Carla sottolinea come questo
strumento debba essere visto come uno strumento non solo ad intra ma
anche ad extra, esortando i presenti a proporlo coraggiosamente nelle
parrocchie e nelle diocesi.
Osella prosegue il suo intervento richiamando il Progetto unitario di
formazione, lo strumento formativo del Movimento. necessario che i
membri del RnS realizzino una formazione permanente per poter realizzare la
missione del Rinnovamento nella Chiesa e per la Chiesa e poter essere
cristiani maturi in un mondo che ha sempre pi bisogno di testimoni veraci
che sappiano mettersi in gioco per Cristo.
Dario Sacchini, membro aggiunto del CN per lambito famiglia.

Il Rinnovamento crescer se coloro che vi sono chiamati per servire Cristo
sapranno bere il calice che questo servizio richiede. Attraverso un accenno
alla sua esperienza personale, Dario confida ai partecipanti al simposio come
la chiamata al servizio possa far sperimentare linquietudine per la propria
debolezza, possa far sentire macinati, trafitti, come tutto ci possa far
aprire gli occhi sui bisogni dei fratelli, che troppo spesso ci sono passati
davanti senza che ce ne accorgessimo.
The day after la definizione che Sacchini propone per descrivere la
Cultura di Pentecoste; non il giorno di Pentecoste, ma il giorno dopo, tutto il
periodo cio che segue alla discesa dello Spirito Santo. Poi entra pi
approfonditamente nel tema della maturazione personale e, citando Giovanni
Paolo II, ricorda che non si pu essere veri cristiani se non si prima veri
uomini. Il cristiano deve essere capace di mettere a frutto i doni ricevuti, e
non perdere mai di vista limportanza di un abbraccio, di una carezza. E
richiamando ancora le parole del Beato, Duc in altum!, esorta i presenti a
far s che i gruppi e le comunit del RnS lascino le acque tranquille del porto
per andare in mare aperto, pronti anche a farsi cogliere da qualche onda
inaspettata.
Il relatore ha infine consegnato ai presenti alcune esperienze concrete di
Cultura di Pentecoste vissute nella diocesi di Roma, quali input da utilizzare
in chiave testimoniale per mostrare che spesso ci che il Signore chiede
semplicemente di utilizzare gli strumenti che lui stesso ci dona.
Anna Pugliese e Sandro Gallo

Se tutti sostengono il Rinnovamento
il Rinnovamento sostiene tutti
Simposio su: Lappartenenza al RnS non cresce senza impegno nellunione
fraterna:
Il Patto damore per il RnS. Il sostegno fraterno. LEditoria

Donato Sciannameo
Partendo dalla testimonianza della sua esperienza personale, Donato
Sciannameo, direttore della rivista Rinnovamento nello Spirito Santo, ha
voluto sottolineare limportanza della preghiera e della comunit nella vita di
chi aderisce al Rinnovamento.

La preghiera: fondamentale il rapporto con Dio afferma Sciannameo ,
il contatto con Ges, ascoltare Ges che parla. Benedetto XVI ci ricorda che
parliamo a Dio per poter parlare di Dio. Occorre fare silenzio e dare posto
a lui, perch Dio ispira tutto il bene che possiamo fare. E per noi del RnS la
riscoperta dello Spirito Santo nella propria vita, con tutta la sua potenzialit e
creativit, non pu che arricchire la nostra testimonianza.
Secondo elemento fondamentale continua la comunit o il gruppo di
preghiera dove si vive lesperienza di fede: non siamo soli, Ges ce lo aveva
promesso, siamo in compagnia di tanti fratelli che condividono il cammino di
fede. Non ce li siamo scelti, ma li ha scelti Ges. naturale che possano
nascere situazioni di incomprensioni: ogni convivenza sociale porta problemi,
a maggior ragione coi fratelli che non abbiamo scelto. La preghiera fatta con
tutti i fratelli del gruppo ci aiuta a sperimentare la comunione fraterna, e ci fa
diventare famiglia in cui esercitare i carismi perch cresca.
Se il RnS la tua famiglia chiede provocatoriamente il Direttore della
Rivista , come puoi non interessarti di tutti i problemi che vive, compreso
quello economico? Ogni appartenente a una famiglia deve preoccuparsi che
tutti i suoi familiari abbiano il necessario per poter vivere decorosamente e
dignitosamente. Oltre al proprio gruppo, c la grande famiglia del RnS a
livello nazionale, a cui ciascuno di noi appartiene. Ecco allora il senso delle
iniziative che vengono proposte dal Rinnovamento perch questo interesse
possa esplicitarsi in iniziative concrete.
Sostegno fraterno: ogni gruppo devolve una quota annuale per sostenere
la vita del Movimento, facendo s che sia espressione del diretto
coinvolgimento di tutti i fratelli. Donato ha ricordato la sua esperienza di
devolvere lequivalente del pranzo per il RnS, il 14 marzo, in occasione della
Giornata del Ringraziamento. Perch il digiuno la forma privilegiata?
Perch tutti, anche i poveri nella loro condizione, possono offrire lequivalente
di un pranzo. Tutti livellati dal desiderio di fare un sacrificio per uno scopo
benefico. Ma il Rinnovamento da qualche anno, nella convinzione che tutti
siano chiamati a contribuire al sostegno fraterno, propone un gesto di
comunione fraterna, un Patto damore con il Signore, in cui ogni singolo
aderente in modo diretto decide di destinare almeno l1 per cento del proprio
reddito netto al sostentamento della vita del Movimento. uniniziativa
precisa il Direttore personale e privata, che solo il Signore che legge nei
cuori, conosce e benedice. Ma il vero patto damore, che porta poi a ciascuno
a sostenere anche economicamente la vita del Movimento, quello che
ciascun membro fa, nellintimo, a tu per tu con il Signore.
Donato conclude il suo intervento parafrasando uno spot che va in onda in
queste settimane sulle reti televisive nazionali: Se tutti sostengono il
Rinnovamento, il Rinnovamento sostiene tutti.

Luciana Leone
il caporedattore della Rivista Rinnovamento nello Spirito Santo e del
trimestrale Alleluja a sviluppare la seconda parte di questo Simposio. Ricorda
gli inizi del Movimento e i mezzi che ne hanno aiutato e spinto la diffusione;
mostra con orgoglio ed emozione i primi numeri delle nostre riviste, delle
audiocassette. Sottolinea limportanza dei canti che fin dalle prime
musicassette tanti cuori hanno convertito a Ges. E dei cd che oggi animano
le preghiere e le Sante Messe nelle parrocchie. Presenta quel lavoro, che
molti non conoscono, necessario per portare nei nostri incontri nazionali e
locali, dai libri ai depliant, dai cd al Sito, dalle Riviste, finanche alle lettere
circolari: tutti veicoli importantissimi per far correre la parola di Dio,
aiutandoci a incarnare la Cultura di Pentecoste: unespressione che non
appena un motto, uno slogan, ma che indica con quale prospettiva, con quale
chiave di lettura, con quali occhiali dobbiamo leggere la Storia, dice con
forza Luciana Leone, sottolineando ancora che Cultura di Pentecoste
cultura dello Spirito Santo, cultura dello spirituale, con la quale dobbiamo
interpretare e vivere ogni ambito del reale, della vita umana, sociale, affettiva,
amicale, lavorativa. Ecco perch le nostre pubblicazioni non parlano solo di
spiritualit, ma anche di temi sensibili, di procreazione responsabile, di
famiglia, di impegno sociale e di tanto altro ancora.

Giovanni Paolo II continua il Caporedattore nella sua ultima lettera
apostolica Il rapido sviluppo, sulle comunicazioni sociali scrive: I mezzi di
comunicazione sociale hanno raggiunto una tale importanza da essere per
molti il principale strumento di guida e di ispirazione per i comportamenti
individuali, familiari e sociali. E con uno sguardo attento ai tempi che
viviamo Luciana Leone aggiunge come luomo di oggi sia bombardato da
informazioni di ogni tipo, spesso ingannatrici. Oggi pi che mai
confondiamo la salvezza e la felicit con le opportunit materiali e pratiche
che il mondo ci offre. Per combattere e contrastare tutto questo nelle nostre
mani c il vaccino della parola di Dio. Allora riviste, libri e tutto il materiale
prodotto, diventa un aiuto indispensabile per noi stessi e per i nostri gruppi.
Esorta gli animatori presenti a sostenere questo importante lavoro, a
diffondere questi strumenti importanti nel mondo sempre pi scristianizzato; a
sostenere e diffondere le Riviste nei gruppi: Sono strumento di formazione e
di informazione, sono appartenenza al nostro Movimento, identit di uno
stesso popolo: il popolo di Dio. Donato Sciannameo e Elena Dreoni

Appartenenza partecipazione
Simposio su: Lappartenenza al RnS non cresce senza esperienza e
partecipazione:
La Convocazione nazionale. La Conferenza nazionale animatori. LAssemblea
nazionale.
La Fraternit dei Comitati regionali si servizio. Le Scuole nazionali. Il Pellegrinaggio
in Terra Santa

La dimensione dellappartenenza declinata nelle dinamiche dellesperienza
e della partecipazione sono state al centro del simposio affidato a Dino De
Dominicis e a Paolo Zunino.

Membro di Comitato nazionale di servizio e responsabile dellArea
partecipativa, Dino De Dominicis ha innanzitutto sottolineato che
lappartenenza al Rinnovamento ha la sua origine, la sua fonte
nellappartenenza a Cristo: senza di essa non si riesce a comprendere la
forza, la gioia, la bellezza di appartenere al dono dello Spirito Santo che il
RnS.
Leffusione dello Spirito Santo insieme alla sua accoglienza levento
determinante che cambia la vita. Lappartenenza senza partecipazione
attiva alla vita del RnS comporta il rischio di non cogliere le novit dello
Spirito che muovono il Rinnovamento, e questo soprattutto oggi, alla luce di
nuove dinamiche formative che si sono rese necessarie nel corso degli anni.
Assemblea dei Comitati diocesani il livello della diffusione capillare della
grazia del RnS , fraternit dei Comitati regionali, Conferenza animatori e
Convocazione nazionale sono alcuni segni della lunga storia damore e di
fedelt di Dio con il popolo del Rinnovamento, che si incarna anche in
questi luoghi di ascolto, di verifica, di evangelizzazione. De Dominicis ha
puntato, inoltre, lattenzione di tutti su una crisi della testimonianza che si
esplicita soprattutto nella difficolt a riscoprire la potenza straordinaria
dellopera del Signore nella propria vita. Con la Parola diciamo ma dov
tuo fratello? (cf Gen 4, 9): siamo tutti corresponsabili, responsabili della
crescita dei fratelli perch il Movimento cresca e il Signore manifesti la sua
grazia. E concludendo il suo intervento, De Dominicis ha invitato i presenti a
confidare nel Signore facendo ciascuno la propria parte: Diamo ragione
della gioia che in noi: facciamo la nostra parte, fidiamoci del Signore pi di
noi stessi.

Il Rinnovamento non un gruppo di preghiera, un elenco di gruppi e
comunit, n il risultato della loro somma: essenzialmente una grande
famiglia. Portando la testimonianza della sua diretta esperienza, Paolo
Zunino ha parlato dellorganizzazione dei grandi eventi del Rinnovamento,
presentandoli come occasioni imprescindibili di crescita per la grande
famiglia RnS. Alla vigilia dellanno giubilare, dei quarantanni della
presenza del Rinnovamento in Italia, il Presidente della Cooperativa servizi
ha voluto esortare gli animatori a una partecipazione pi attiva agli eventi del
RnS: A distanza di 35 anni dal raduno del 1978, durante levento di Rimini
continuiamo regolarmente a rimanere stupiti davanti alla perenne novit dello
Spirito. Limpressione per che ultimi anni, tuttavia, si sia andato sempre
pi affievolendo limpegno a testimoniare la ricchezza e la potenza che
regolarmente si sprigionano. La causa principale pu essere sintetizzata in
una sola espressione: mancanza di senso di appartenenza. Di contro, Paolo
Zunino ha affermato la sua soddisfazione nel riscontrare una crescita del
numero dei partecipanti alla Conferenza animatori.
La presentazione di tutte le fasi di organizzazione dei grandi eventi RnS e
le difficolt oggettive e concrete affrontate dal Movimento sono state,
successivamente, spunto di uninteressante condivisione che ha visto i due
relatori impegnati a rispondere a domande che hanno evidenziato differenti
problematiche. A conclusione dellincontro, tutti gli animatori si sono affidati a
Maria, ponendo nelle sue mani la prossima 35 Convocazione nazionale.
Elsa De Simone

Luoghi del Rinnovamento per una riscoperta
identit
Simposio su: Lappartenenza al Rinnovamento non cresce senza luoghi identitari


Appartenenza, crescita, identit e comunione. Sono queste le parole chiave
del simposio di approfondimento suoi luoghi identitari del Rinnovamento,
guidato nella sessione pomeridiana da Amabile Guzzo, membro del
Comitato nazionale di Servizio e da don Fulvio Bresciani, membro aggiunto
del Consiglio nazionale ambito Giovani.
Nella vita del Rinnovamento la bellezza dellappartenenza segnata
dallidentificazione di un punto di riferimento fisico e visibile in cui potersi
riconoscere. Cos i relatori hanno presentato quelle opere buone (cf Ef 2,
10) che il Signore ha preparato dallorigine del Rinnovamento in Italia. Tutti
quei luoghi che mano a mano sono stati scelti come casa e sede per i
cammini di formazione ai vari livelli: la casa di Lozio aperta nel 78, le sedi
nazionali e regionali, la casa di Roma o di Loreto, la Casa Paolo VI al Gaver,
quella di Nazareth nel prossimo futuro, la missione e la struttura in Moldavia.
Senza dimenticare che luogo identitario sono anche gli organi pastorali di
servizio dei vari livelli, come ha specificato Amabile Guzzo.
Con la sua testimonianza, attraverso le diverse dinamiche pastorali vissute
nel gruppo, poi in diocesi, in regione e non ultimo nel Comitato nazionale,
Guzzo ha spiegato come lappartenenza di ognuno al Rinnovamento nello
Spirito non pu fare a meno dellidentificazione con il pastorale del gruppo o
con il Comitato nazionale, con il livello diocesano e quello regionale. Siamo
sicuri ha aggiunto - che lidentit si trasmette non tanto con i documenti o
con gli statuti, anche se questi sono importanti, ma con lesperienza di vita
fraterna e con la nostra testimonianza di fede carismatica nel Cristo Ges.
Unidentit quella del Rinnovamento garantita anche dalla Chiesa, che ha
compiuto il primo discernimento sulla vita del Movimento, con lapprovazione
dello Statuto nel 2002, ma anche dalle scuole estive di formazione, luoghi e
opportunit dove si cresce nellappartenenza, ha aggiunto Amabile Guzzo.
Oggi, in particolare, dobbiamo chiederci ha continuato se i nostri amici o
conoscenti nellincontro del gruppo trovano un luogo dove sperimentare
laccoglienza e la fraternit. Ci che dobbiamo salvaguardare, prima di ogni
altra cosa, sono la comunione e la fratellanza.

Una responsabilit e unidentit che si riflettono anche negli aspetti
economici della vita del Movimento. I dati del Patto damore, ad esempio
ha sottolineato il Membro del Comitato nazionale , registrano un
dimezzamento delle persone che inizialmente lo hanno sostenuto. Dobbiamo
crescere nel sostegno fraterno, nella fede e nelle scelte, per fare della volont
di Dio ci che buono, a lui gradito e perfetto (Rm 12, 2).
Unidentit che non solo pastorale ma che si identifica e trae riferimento
anche dai luoghi fisici e dalle missioni. Allinizio erano le case di alcune
famiglie ad ospitare lincontro di preghiera e garantire lautenticit della
proposta stato ricordato durante il simposio , poi nel tempo, il grande
numero di fratelli ha spinto a cercare luoghi pubblici per presentarsi e
proporsi ad altri fratelli. Cos si pensato anche alla casa di via degli Olmi a
Roma ha raccontato don Fulvio - come luogo di riferimento per tutto il
Rinnovamento italiano. Ognuna di queste realt ha aggiunto ci definisce,
ci rappresenta, come se fosse nostra e crea pi passione dentro il cuore
obbligando a una riflessione: Quella la mia casa di rinnovato!. E proprio
qui a Rimini e nella sua fiera, quanti ricordi ha sottolineato con nostalgia
don Fulvio -, quanta disponibilit al servizio! Questa fiera era la nostra sede
ufficiale per un pugno di giorni ed eravamo fieri di esserci. Dobbiamo tornare
a essere Un solo Rinnovamento nello Spirito ha raccomandato
mettendoci a servizio dei pi bisognosi proprio con il nostro stile carismatico.
Nelle missioni come la Moldavia, ma anche in tutte le realt socio-caritative
che ci vedono ormai impegnati, occasioni di crescita nel confronto con quei
luoghi dove scopri che ad agire il medesimo Spirito e che anche l sei a
casa, sei del Rinnovamento. Ricordiamoci ha concluso don Fulvio Bresciani
che ci sono dei luoghi che ci identificano. C un modo di essere ma anche
un modo di vivere. Il Rinnovamento siamo noi!.
Laura Gigliarelli


Sessione conclusiva 1 novembre 2011
Uomini nuovi: questo il mandato
Preghiera comunitaria carismatica

La preghiera comunitaria che apre la sessione conclusiva della 35
Conferenza nazionale animatori inizia con un richiamo alla festa di tutti i
Santi. Ce festa in cielo e anche qui sulla terra. Siamo uniti alla moltitudine
dei nostri omonimi che stanno in cielo e, come loro, rendiamo lode davanti
al trono di Dio, annuncia festosamente lquipe di animazione della
preghiera mentre sintonano canti di gloria e lode al Signore. Il primo forte
invito ad aprire gli occhi del cuore, della mente e della volont perch si
possa riconoscere profondamente la presenza di Ges che passa in mezzo
al suo popolo. E si d gloria al nome del Signore a una sola voce, per tutti
coloro che non lo invocano mai, per quelli che lo bestemmiano, per i gruppi
che vivono al loro interno divisioni, per i politici e i governanti.

Gloria al tuo nome sulla terra: questo il grido di battaglia, suggerito dagli
animatori della preghiera, dellesercito di Dio che avanza in mezzo al suo
popolo come un prode valoroso. Ma nessuno pu invocare il nome di Ges
senza laiuto dello Spirito Santo.
Maranath sinvoca - sulle nostre divisioni, sul nostro consiglio e
intelletto, maranath sulle nostre vite e su quelle delle nostre comunit che
hanno bisogno di essere trasformate. Il Signore non si fa attendere e si
manifesta attraverso la sua Parola profetica: In verit, in verit ti dico, se
uno non nasce da acqua e da Spirito, non pu entrare nel regno di Dio. Quel
che nato dalla carne carne e quel che nato dallo Spirito Spirito (Gv
3,5-6).
uno Spirito di discernimento quello che sceso in mezzo a noi. Diamo
un nome a questa carne si esorta dal palco -, diamo un nome al nostro
peccato, alle nostre schiavit, ai nostri troppi accomodamenti. Questa la
sollecitazione, linvito a deporre ai piedi di Ges tutti i peccati e le ferite
perch possano essere lavati dal suo sangue. Sinvoca il nome di Ges sui
peccati di superbia, di orgoglio, di egoismo, di lussuria, sulle catene dellira,
della maldicenza, dellodio e dello sdegno, per tutti i vincoli e le dipendenze,
comprese quelle create con i fratelli dei gruppi, condizionandoli o bloccando
la loro vita carismatica.

Oggi vogliamo dire s al Signore, non vogliamo tirarci indietro, vogliamo
dare tutto per il regno di Dio. Ancora sinvoca il nome di Ges in modo che
la parola di Dio inizi a correre con maggiore forza. Lassemblea ha la
conferma di essere veramente unita alla Gerusalemme celeste attraverso
unaltra Parola profetica: Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perch il
cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era pi. Vidi anche la
citt santa, la nuova , scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa
adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorer tra di loro ed essi saranno
suo popolo ed egli sar il Dio-con-loro. E terger ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sar pi la morte, n lutto, n lamento, n affanno, perch le cose di
prima sono passate. (Ap 21, 1-4).
Uomini e donne nuovi, famiglie nuove, organismi pastorali nuovi e un
Rinnovamento nello Spirito nuovo Questo il mandato che il Signore lascia
a conclusione della preghiera.
Francesco Storino

Nessun avaro ha in eredit il regno di Dio (cf. Ef 5, 5)
Comunicazioni del direttore del RnS Marcella Reni

Come consuetudine, nel giorno conclusivo della Conferenza il Direttore
del Movimento rivolge agli animatori la sua comunicazione sulle attivit del
RnS.

Il primo punto trattato riguarda la missione in Moldavia dove il RnS,
presente gi da un decennio nella citt di Chisinau, da pochi mesi presente
anche con un secondo gruppo nella regione di Transnistria. Qui la fede di
fatto perseguitata, ma nonostante le difficili condizioni ci sono uomini e donne
che compiono con grande generosit opere di sostegno spirituale e
materiale.
Marcella Reni prosegue proiettando in sala alcune fotografie per far
conoscere ai presenti i luoghi in cui ha sede lAssociazione e i volti di quanti
al suo interno operano con gioia al servizio del Movimento, in modo spesso
silenzioso e nascosto, ma prezioso e indispensabile.
Infine il Direttore richiama limportanza del Patto dAmore, unalleanza che
ciascun aderente fa con il Signore per sostenere concretamente le opere che
Dio vuole compiere attraverso il RnS. Nel rispondere a chi a volte si chiede
se non sia opportuno ridurre le attivit e gli impegni del Rinnovamento,
Marcella afferma: Io penso che il RnS stia facendo troppo poco. Non si tratta
di ridurre ma di stare nel sogno di Dio, al quale noi tutti abbiamo offerto la
vita proprio attraverso il Rinnovamento.
Anna Pugliese e Sandro Gallo

Un super amore il segreto
della Chiesa e del Rinnovamento
Sintesi della relazione conclusiva di Salvatore Martinez

Apritemi le porte della giustizia. Vi entrer per ringraziare il Signore (cf
Sal 118, 19). Con questo invito, rivolto ai migliaia di animatori e responsabili
radunati nellultimo giorno della 35 Conferenza nazionale Animatori,
Salvatore Martinez ha esortato tutti a ringraziare il Signore per i tanti benefici
ottenuti da Dio e anche per quanti, nei giorni di Rimini, sono stati preziosi
strumenti, per parlare dei disegni e dei progetti di Dio.

Dalla Lettera ai Colossesi stato tratto il tema della relazione conclusiva:
Pregate perch Dio apra la porta della Parola (cf Col 4, 3). Una Parola
liberata dallo Spirito Santo, una Parola da accogliere, ma che si scontra
ancora con la chiusura spirituale degli uomini. Richiamando lespressione di
Paolo (cf 2 Cor 6, 11-13), il Presidente ha ricordato: nei nostri cuori che
siamo alle strette; non possiamo essere cristiani dal cuore socchiuso. Poi
lesortazione: Tutta la vita del Rinnovamento stata messa a nudo davanti a
voi. Aprite il cuore per ascoltare, per aderire, con unadesione che viene da
Dio per la potenza dello Spirito Santo. E se anche come lapostolo Paolo ci
sentiamo in catene, facciamo s che questa sofferenza per il Vangelo ha
annunciato non incateni la nostra libert. La porta della Parola come una
serratura a tre mandate: c quella del cuore di Dio, quella delluomo e
quella della storia. Attraverso questi tre giri di chiave ecco che Chiesa che si
rinnova. Ecco il Rinnovamento nello Spirito Santo!.

Un Rinnovamento che ha una storia, una memoria, un deposito da
tramandare: Ci precedono quarantanni di vita del Movimento ha ricordato
Martinez ma loro del Rinnovamento deve essere ancora sottoposto al
crogiolo della profezia. E il compito dei responsabili e degli animatori
chiamati a diventare, dal giorno della loro elezione e prima ancora
delleffusione, profeti nella Chiesa e nella storia. Una consapevolezza
necessaria per affrontare lurgenza della nuova evangelizzazione.
Preghiera e Parola, questi sono i fili doro che hanno intessuto i giorni
della Conferenza, sui quali ritessere il RnS, nella consapevolezza che
accanto allurgenza della formazione, non deve mai mancare la
consapevolezza della potenza della preghiera, non una teoria, ma una forza
che trasforma, una potenza che cambia la vita.
A proposito del ruolo dello Spirito Santo, Martinez ricorda due importanti
passaggi di Paolo VI: il primo, del 64, in cui il Pontefice invitava la Chiesa a
tributare allo Spirito un culto supremo e amoroso, per svelare il mistero
nascosto e il segreto della vita della Chiesa; il secondo, del 75, in cui
esplicitava che tale segreto si chiama infusione (sinonimo di effusione) dello
Spirito Santo, cio un dono di eccellenza del Padre, un super amore. Un
super amore che deve essere reso visibile nei gruppi, nei pastorali, nelle
comunit. Di fronte a questo super amore, si chiede il Presidente, quanti
hanno detto di s dubitando? difficile perseverare ma dobbiamo continuare
a costruire e a difendere le meraviglie di Dio, sentendoci partecipi di questo
mistero. Questa ha aggiunto la nostra fede carismatica, questa la
chiamata di Dio, questa la sua opera, e si chiama Rinnovamento nello
Spirito Santo!.

Richiamando ancora lapostolo Paolo (cf Ef 1, 18-19), Martinez ha poi
presentato alcune indicazioni fondamentali: Dobbiamo chiedere la luce del
cuore per conoscere la speranza della nostra vocazione; comprendere le
ricchezze di gloria che il Signore ci assegna come eredit; conoscere la
potenza, lefficacia, la forza e il vigore che Dio ci d attraverso la presenza e
lazione dello Spirito. Con questa straordinaria ricchezza ha raccomandato
il Presidente noi possiamo vivere la realt terrena ma con gli occhi fissi al
Cielo.
Una vocazione e un mandato che devono essere sempre sottoposti al
discernimento per non cadere in uno dei campi dazione preferiti dal maligno,
quello dellerrore, invisibile, subdolo, terribile: Nella morale, nella politica,
nella teologia rischiamo di mettere in svendita la nostra eredit santa. Se
siamo stati chiamati ad una responsabilit ecclesiale, in un movimento
ecclesiale ha detto ancora Martinez rivolgendosi a tutti i membri degli
organismi pastorali il nostro impegno non deve essere secondario a quello
della parrocchia o di altri incarichi. Si deve fare una scelta, come esigenza di
giustizia, in nome dellelezione e della fiducia che i fratelli hanno riposto in
noi!.
Una responsabilit ecclesiale che verr anche sottoposta a verifica entro la
fine del 2012, come indicato pi volte da Martinez e dal Comitato Nazionale
di Servizio: Le omissioni e i ritardi si recuperano; ma se come responsabile
non sei pronto, allora cedi il posto a chi ha la forza e la passione di servire.
Dobbiamo arrivare al quarantesimo con una nuova generazione Occorre
responsabilizzare i responsabili e rianimare gli animatori.

Infine, avviandosi alla conclusione, il Presidente indica alcuni elementi
indispensabili al Rinnovamento: I nostri gruppi e comunit hanno bisogno di
fraternit, senza la quale lappartenenza si sgretola, lamore annacquato e
lautorit vissuta come una strategia umana; hanno bisogno di essere
comunit vive, che favoriscano una comunione vera e attrattiva intorno
allEucaristia e alla Parola; hanno bisogno di formazione, perch il
Rinnovamento non sia una una generica esperienza spirituale ma un
cammino di fede (cf Giuseppe Betori, approvazione dello Statuto revisionato,
2007), che sappia dare risposte concrete e sapienti alle sfide di oggi.
Infine, linvito forte a spendersi per levangelizzazione, alla proposta di
portare almeno una persona nuova in un anno, a fondare almeno un gruppo
nuovo in ogni Diocesi, a iniziare ovunque nuovi Seminari di Vita nuova.
Nel chiudere il suo intervento e nellincoraggiare i presenti, pronti a ripartire
con rinnovato impegno, il Presidente Martinez non pu fare a meno di
ricordare i frutti di un cammino che dura da quarantanni. Per farlo legge,
commosso, alcune righe dalla lettera di Adam, un giovane immigrato di 16
anni, accolto dal RnS ad Aidone, in Sicilia: Grazie per tutto quello che fate
per noi. Voi siete molto pi belli delle camere che ci avete regalato Io non
potr mai capire completamente tutto il bene che riempie il mio cuore!.
Laura Gigliarelli

Patto damore: siamo noi la carit di Dio
Si rinnova per tutti gli animatori e i responsabili presenti il Patto damore

Lo Spirito movimento e la sala ora tutta in movimento. Animatori e
responsabili, dinamizzati dalleffusione continua di queste intense, benedette,
giornate vivono profondamente il momento del Patto damore.

In uno sguardo dinsieme sulla sala, sembra di vedere il popolo degli
animatori che in file ordinate va, come consuetudine nel momento della
Messa, a ricevere lEucaristia, ma ora non stanno andando a prendere Ges.
Vanno verso di lui con un foglietto ripiegato in mano: limpegno del Patto
damore, e stanno andando a dare, a contribuire, a sovvenire, come si fa in
famiglia, alle necessit del Movimento.

Un patto diverso da qualunque altro, perch fatto con Dio, un Patto
damore scritto con linchiostro dello Spirito come sottolinea dal palco
Salvatore Martinez sulla tavola del nostro cuore. Un patto che secondo lo
stile di Dio produce frutti gi nel momento in cui ci si impegna a sottoscriverlo.
E mentre tutta lassemblea ordinatamente raggiunge il palco, dove possibile
consegnare il Patto sottoscritto, sul palco si avvicendano fratelli che sentono
lurgenza di dire il loro grazie per le meraviglie compiute da Dio. Un lavoro
che da precario diventato stabile per un fratello che si era comunque
impegnato nel Patto. La confessione di un altro di aver dichiarato il falso,
per aver versato molto di pi di quanto il suo effettivo stipendio gli
consentisse e la piacevole sorpresa di aver ricevuto, dopo un po di tempo,
molto, molto di pi di quello stipendio. La gioia di un fratello che ha potuto
firmare il Patto damore allindomani di un contratto a tempo indeterminato.

Infine, un gesto di ringraziamento comunitario sigilla questo momento di
vita comunitaria cos importante. Lo annuncia Salvatore Martinez, mentre tutti
i membri del Consiglio nazionale riempiono il palco. Don Guido Pietrogrande,
a nome della Chiesa, consegna al Presidente del Rinnovamento la Parola
perch possa correre nel Movimento e ad opera del Movimento. Salvatore la
prende in consegna a nome del Rinnovamento: Obbediremo a questo
comando, Signore. E la Parola che viva, vita, linfa di Dio, passa tra le
mani dei membri del Comitato nazionale di servizio e di tutti i membri del
Consiglio. Ed la stessa Parola di Dio a concludere il tempo del Patto
damore con lui: Se le primizie sono sante, lo sar anche tutta la pasta; se
santa la radice, lo saranno anche i rami. Se per alcuni rami sono stati tagliati
e tu, essendo oleastro, sei stato innestato al loro posto, diventando cos
partecipe delle radice e della linfa dolivo, non menar tanto vanto contro i
rami! Se ti vuoi proprio vantare, sappi che non sei tu che porti la radice, ma
la radice che porta te (Rm 11, 16-18). Ma la Parola, come annunciato dal
Presidente, vuole raggiungere fin dora anche i fratelli dei nostri gruppi:
Quanto a loro, se non persevereranno nellinfedelt, saranno anchessi
innestati; Dio infatti ha la potenza di innestarli di nuovo!.
Elena Dreoni


Santit fa rima con felicit
Celebrazione eucaristica nella solennit di Ognissanti

mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, a presiedere la
Celebrazione eucaristica conclusiva della 35 Conferenza nazionale
animatori.

Nella giornata in cui la Chiesa festeggia la solennit di Ognissanti, il
Vescovo ha ricordato che la santit ci di cui il mondo ha bisogno, eppure
non siamo fedeli alla chiamata del Signore: dobbiamo accogliere il suo
messaggio con umilt e semplicit di cuore. Il discorso della Montagna
riportato nel brano del Vangelo (cf Mt 5, 1-12a) pone laccento sullo stato di
beato, sulla santit che fa rima con felicit, come indicato da mons.
Lambiasi. Il messaggio delle beatitudini sempre attuale ma complesso,
perch il messaggio della santit declinato sul versante della felicit:
dinanzi a questa ovviet non rischiamo il rigetto, piuttosto lassuefazione che
altro non se non lanticamera del rigetto stesso, ha indicato il Vescovo di
Rimini.

Per questo, per veicolare il messaggio che lega santit e felicit, lunico
canale possibile quello della testimonianza, di cui anche oggi si registrano
casi ed esempi di straordinaria bellezza. Due le testimonianze di vita
ricordate: padre Fausto Tentorio e la giovanissima Giulia Gabrieli, esempi di
vite vissute nella consapevolezza dellunico Amore a cui le loro esistenze si
sono rivolte. Emblematico il testamento di p. Fausto, il missionario del
Pontificio Istituto missioni estere ucciso il 17 ottobre ad Arakan, nella
provincia di Nord Cotabato: Riconoscente a Dio per il grande dono della
vocazione missionaria, sono cosciente che essa comporta la possibilit di
trovarmi coinvolto in situazioni di grave rischio per la mia salute e incolumit
personale Tutto accetto con fiducia dalle mani di Dio, e offro la mia vita per
Cristo e la diffusione del suo Regno. Estremamente emozionante anche la
testimonianza della piccola Giulia Gabrieli, la quattordicenne morta per una
malattia incurabile lo scorso 19 agosto a Bergamo, mentre a Madrid si
concludeva la Via Crucis dei giovani della GMG. Questa giovane, che pure
ha accolto inizialmente la malattia con un moto di rabbia e ribellione, ha fatto
dei suoi due anni di sofferenza un percorso di santit. A chi andava a
salutarla ha raccontato: Ho passato il tempo a ripetere a tutti di non fare la
caccia al tesoro senza il tesoro. Giulia non aveva trovato solo il tesoro, la
perla preziosa del Vangelo. Lei aveva trovato nella sofferenza la mappa per il
Tesoro. La testimonianza della bellezza della vita deve passare
necessariamente attraverso la consapevolezza della sua essenza: Bisogna
accorgersi di quanto sono importanti le cose di ogni giorno continua mons.
Lambiasi. Il demone della tristezza, che complica tutto, sta facendo danni
nelle nostre comunit cristiane. Preghiamo perch il Signore ci dia testimoni
coraggiosi che non si facciano abbattere dal vittimismo.
Al termine della Celebrazione eucaristica, il presidente Martinez ha
ringraziato il Vescovo per aver mostrato esempi di una santit praticabile.
Abbiamo tra noi tante anime elette e tante ne incontriamo ogni giorno.
Tornando a casa, indossiamo nuovamente i calzari per andare ad annunciare
che dello Spirito del Signore piena la terra.
Elsa De Simone