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MERCOLED 20 OTTOBRE 2004

LA REPUBBLICA 45

DIARIO
DI

LINVENZIONE MEDIEVALE CHE IL PAPA VUOLE CAMBIARE


La discesa di Cristo al Limbo di Mantegna

Istituita una commissione teologica per studiarne la riforma


ualche giorno fa Giovanni Paolo II ha ricevuto la Commissione teologica internazionale e lha invitata a ripensare la questione del limbo e dei bambini morti senza battesimo in nome di una prassi pastorale pi illuminata. E pu sembrar strano, oggi che a quanto pare la nozione di limbo si appresta ad andare in pensione, che vi sia stato un tempo, neppure troppo lontano, in cui attorno alla sua natura si accendevano fieri dibattiti teologici, che potevano anche avere, come nel famoso caso del Sinodo di Pistoia del 1786, non irrilevanti ricadute politiche. Come capita con le nozioni-limite (limbus, in latino, significa bordo, limite), terra di nessuno, zona grigia di confine in cui si stemperano i conflitti senza che con questo essi perdano la loro virulenza, anche il concetto di limbo, tipico della tradizione cattolica, , per cos dire, un luogo residuale, dove sono confluiti i problemi salvifici ed escatologici che non trovavano una soluzione soddisfacente n nel predestinazionismo agostiniano e nella sua peculiare ed elitaria concezione della salvezza n nel suo gemello speculare, il pelagianesimo, con il suo concetto di una natura umana non macchiata fin dalle origini dal peccato e, dunque, aperta a vie salvifiche pi universali. Quale era il destino finale domanda decisiva in ogni religione di salvezza che si rispetti di tutti coloro che non avevano potuto conoscere lannuncio salvifico del Cristo e della sua Chiesa? Interrogativo che, tradotto nel linguaggio di questa particolare economia salvifica, diventava: possibile salvarsi senza essere battezzati in re e cio senza aver potuto avere accesso ai codici di ingresso che la Chiesa cattolica aveva elaborato come fattore decisivo della propria identit? Se era vero che al di fuori della Chiesa non vi era salvezza, quale era allora il destino di tutti coloro, dai bambini morti senza battesimo alla schiera, destinata ad accrescersi in modo incontrollabile in epoca moderna, di tutti coloro che non erano stati raggiunti dal suo annuncio salvifico? La risposta fu, appunto, il limbo, un luogo non ben precisato nella geografia dellaldil, che presentava il vantaggio, nella sua indeterminatezza, di poter essere visto come anticamera dei due luoghi escatologici forti: linferno e il paradiso. Cristo, con la sua passione, morte e risurrezione, aveva sconfitto definitivamente le potenze infernali, anche se, nella prospettiva di storia della salvezza propria del messaggio protocristiano, la realizzazione concreta di questo regno, con il preludio di un interregno millenario, si sarebbe avuta soltanto alla fine dei tem-

La storia religiosa e simbolica diventa una metafora delloggi


di questo modello, che trov unespressione sapiente nella Summa teologica di Tommaso, per rinascere a nuova vita con la Conquista: il limbo doveva essere un luogo veramente capiente per poter accogliere tutti gli uomini giusti che, non certo per cattiva volont, erano morti non solo prima di Cristo, ma anche dopo la propagazione di un messaggio che ora si rivelava, di fronte allestensione dei nuovi mondi, tremendamente circoscritto. Di qui un fiume di disquisizioni teologiche, talora di altissimo livello, che trovarono nuovo alimento nel giansenismo e nelle sue polemiche virulente con tutte quelle posizioni, come quelle dei nuovi ordini missionari, i gesuiti in testa, che concedevano troppo alla natura umana, per di pi di popolazioni selvagge, natura irrimediabilmente corrotta dal peccato originale e di per s incapace di salvarsi. La storia del limbo cattolico , dunque, la storia di un luogo teologico in cui si intrecciano, in modo soltanto a prima vista paradossale, pi che nel caso dei due luoghi escatologici per antonomasia, il paradiso e linferno, nodi e conflitti teologici di grande momento, che investono alla fine la volont redentrice di Dio e i limiti dellazione salvifica della Chiesa. Pensato inizialmente come luogo per risolvere le aporie del destino finale di quei giusti, dellantico patto come del paganesimo precedente allincarnazione, che non avevano potuto conoscere il Cristo, esteso poi, in seguito al trionfare del dogma del peccato originale, ai bambini morti senza battesimo, come il suo precedente biblico, lo sheol, esso dovette la sua secolare fortuna al fatto di poter accogliere tutte quelle figure residuali che, come ombre prive ormai di vera realt teologica, non rientravano nei quadri salvifici saldi e sicuri della Chiesa di tipo costantiniano. la crisi di questo tipo di chiesa, manifestata dal Concilio Vaticano II, ad aver in fondo gettato le premesse per lattuale liquidazione. La volont salvifica universale di Dio e laltrettanto universale capacit di mediazione del Cristo rendono obsoleta una nozione che alla fine minaccia la stessa onnipotenza divina e, in particolare, la sua misericordia, come del resto ricorda indirettamente lunico breve cenno presente nel catechismo della Chiesa cattolica (1261). Priva di evidenti riscontri evangelici e di una sicura tradizione ecclesiastica, la nozione di limbo, col suo esclusivismo religioso, sembra ormai non pi in grado di essere difesa con convinzione da una Chiesa che ha fatto dei diritti umani la sua bandiera: non ha, in fondo, ogni uomo in quanto tale, se non cattolico, il diritto di non essere predestinato al limbo?

LIMBO
Quella terra dove siamo sospesi
GIOVANNI FILORAMO
pi. Come preannuncio di questa sconfitta, egli era disceso agli inferi dove aveva liberato i giusti dellantico patto, dai patriarchi ai profeti, che non avevano potuto conoscere direttamente il suo annuncio, ma che, in questo modo, potevano, seppur indirettamente, pregustarne gli esiti finali (ben presto, a questi si aggiunsero i giusti pagani). Nel tentativo teologico decisivo, che sta alla base del costituirsi stesso dellidentit del cristianesimo, di rileggere le scritture ebraiche secondo la prospettiva del compimento, i giusti dellantico patto si trovarono cos collocati, come luogo escatologico, nel seno di Abramo, considerato unanticamera del paradiso: una prefigurazione del limbo dei fanciulli inventato da Agostino. Questo secondo tipo di limbo, anticamera dellinferno, rispondeva, in un periodo in cui il nemico prevalente di una chiesa ormai imperiale era diventato il nemico interno, leretico che ne minacciava lunit dai donatisti a Pelagio a una esigenza intraecclesiale decisiva, che si incontrava, nellAgostino dottore implacabile di una dottrina della grazia tanto audace quanto impietosa, con lesigenza di fondare una concezione di chiesa in grado di realizzare il modello disegnato nella Citt di Dio, imperniato sulla dottrina del peccato originale e di una salvezza conseguibile soltanto attraverso limperscrutabile intervento della grazia divina. A tutela di questo bastione della fede Agostino pose una concezione del battesimo e del suo valore intrinsecamente salvifico, che aveva come inevitabile corollario lesclusione dalla salvezza e dalla visione beatifica di Dio, che ne costituiva lessenza, tutti coloro, a partire dai bambini non battezzati, che non avessero potuto conoscere la mediazione salvifica dellistituzione ecclesiastica. Sono note le fortune medievali

FRANCO MARCOALDI

AL DI l delle questioni strettamente teologiche e delle lontane reminescenze scolastiche sul luogo ultraterreno che accoglierebbe i bambini morti prima di ricevere il battesimo, cosa evoca in noi questa parola per sua stessa natura sospesa, indeterminata? Che allude allorlo, al margine, al confine? A uno stato larvale e trasognato? Lo psicoanalista francese JeanBaptiste Pontalis ne parla come di una paradossale via di mezzo, qualcosa a cavallo tra linquietudine permanente e la calma assoluta di colui che non ha niente da temere e quasi pi nulla da sperare. Per certo il limbo una figura che sotto molti aspetti sembra attagliarsi perfettamente al contemporaneo agnosticismo; allesistenza di chi, privato della visione di Dio, vive nellincompiutezza, nellimperfezione di un luogo indefinito dove si oscilla perennemente tra il sogno e la realt; dove dunque tutto possibile, ma la ricerca di senso tanto pi faticosa perch priva di fondamenti: lasciate alle spalle colpa e redenzione, si procede sorretti soltanto da una malcerta identit.

LIMBO.

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DIARIO

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STORIA DELLALDIL

LALDILA E con Tommaso DAquino che si afferma la divisione dellaldil in cinque luoghi distinti. Il mondo delle anime separate si organizza in inferno, paradiso purgatorio e limbo (dei padri e dei bambini)

LINFERNO E il luogo dei dannati, il regno di Satana dominato dalla sofferenza e dalle pene. Prima fra tutte la pena dellassenza della visione di Dio. Tra i supllizi infernali pi ricorrenti vi quello del fuoco

IL PURGATORIO Vi soggiornano le anime di coloro che, morti in grazia di Dio, debbono purificarsi dei loro peccati. La dottrina stata definita dopo lunghe controversie soltanto nel 1439 (Concilio di Firenze)

SIAMO UN PAESE A MET CHE AI COLORI DECISI PREFERISCE IL PASTELLO

LITALIA CHE DEL LIMBO HA FATTO LA SUA FORZA


FRANCESCO MERLO

I LIBRI
DANTE ALIGHIERI Inferno. La Divina Commedia, SEI 1990 ( a cura di S. Jacomuzzi) Zanichelli 1985 (a cura di Tommaso Di Salvo) La Nuova Italia 1967 (a cura di Natalino spegno) JEANBAPTISTE PONTALIS Limbo. Un piccolo inferno pi dolce, Raffaello Cortina 2000 JACQUES LE GOFF La nascita del Purgatorio, Einaudi 1982 (1996) FRANCO CARDINI Il limbo della modernit, Guaraldi 1994 Il medioevo, Giunti 2001 FRANCO CARDINI MASSIMO MIGLIO Nostalgia del Paradiso. Il giardino medievale, Laterza 2001 GIORGIO AGAMBEN La comunit che viene, Bollati Boringhieri 2001 MARIO LUZI LInferno e il limbo, SE 1997 FRANCO MARCOALDI Celibi al limbo, Einaudi 1995 TOMMASO DAQUINO Summa Theologiae, San Paolo Edizioni 1962

a circa un mese la Commissione Teologica Internazionale, presieduta dal solito cardinale Ratzinger, sta seriamente studiando labolizione del Limbo, una vera rivoluzione per il cielo, ma soprattutto per la terra dove verrebbe infatti cancellato uno dei quadri concettuali pi confortevoli per la nostra fragile vita, quello dellincertezza e del dubbio. Speriamo dunque che anche questa Commissione si impantani, si areni, italianamente si insabbi nel suo limbo perch qui rischiamo dessere aboliti propri noi italiani che del limbo in terra abbiamo fatto il nostro luogo delezione, sempre al di qua delle scelte forti, nette e definitive, noi che siamo gli eroi della civilt dello zero a zero, e da sempre siam sospesi: tra pace e guerra, tra lotta e governo, tra Inferno e Paradiso. Per quel che riguarda il cielo, gli alti prelati del Vaticano potrebbero in fondo cavarsela con una maxi sanatoria, una sorta di condono dove luna tantum da pagare, non osiamo immaginare in che forma, dovrebbe ovviamente essere uguale per tutte le anime da traslocare in Paradiso: per i bimbi morti senza battesimo, per gli adulti virtuosi che vissero prima di Cristo, come Platone e Virgilio, ma anche per tutte quelle persone per bene decedute s in epoca cristiana, ma in luoghi lontani da Cristo, come era lAmerica sino al 1492, prima cio che vi arrivassero i missionari conquistatori spagnoli. E per lasciando a Ratzinger e alla sua Commissione tutta la responsabilit di definire questo avanzamento di carriere celesti, su di noi ricadranno le conseguenze terrene dellabolizione del limbo. Perch eliminare il limbo non significa solo modificare il passato dellumanit, ma anche il presente. Sparisce o, se preferite, viene messa ad esaurimento, per decisionismo teologale, la figura dellindeciso, e dunque il momento dellindecisione, la fase della preparazione della decisione e perci, alla fine, il ragionamento, che in Italia non significa solo bizantinismo. Il limbo stato ed il limite ma anche il pregio di noi italiani, con le nostre virt cristiane praticate nella dolcezza dei precristiani, noi che non accettiamo i toni accesi del fanatismo ma viviamo naturalmente i valori della religione, noi che vogliamo bene al Crocifisso anche quando non ci crediamo e comunque senza troppe pratiche spagnole, senza celebrazioni ed esibizioni fondamentaliste alla Buttiglione, noi che siamo caritatevoli ma non andiamo a messa, stiamo con la civilt ebraica occidentale ma flirtiamo con il ter-

RISCHI

Se si abolisse il limbo si finirebbe per abolire noi italiani che ne abbiamo fatto un luogo delezione, noi che siamo gli eroi della civilt dello zero a zero, da sempre sospesi tra pace e guerra

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zomondismo degli arabi, siamo stati comunisti ma dentro la Nato, a fianco degli americani ma corteggiando Gheddafi, noi atlantici e mediterranei, noi sempre sul lembo del mondo, noi abitanti del limbo. Abolire il limbo significa abolire lItalia che al rosso fuoco infernale o al giallo del Paradiso preferisce il pastello, le sfumature tenui la cui forza sta nella durata, nella sobriet, nella discrezione. Del resto, anche da morti, il limbo ci si addice di pi del Paradiso con tutte quelle

sue accecanti beatitudini. Sarebbe in fondo molto meglio per noi soggiornare nel limbo, senza troppi eccessi mistici, sitting on the fence come dicono gli inglesi, sedendo nel recinto tra due giardini. Beati s ma con quel tanto di malinconia, di tristezza e di mancanza, di cui lungamente disquisirono i teologi del Concilio di Trento, una malinconia che sempre ci pare necessaria alla felicit, magari passeggiando con i peripatetici, discutendo di potenza con Aristotele o par-

lando di Iraq con Pericle o spiegando a Mos che anche ai suoi tempi cera gi chi attraversava il mare, senza miracoli, con le barche e con le navi, con i remi e con le vele e senza neppure bagnarsi la barba. Come si sa, i teologi medievali inventarono il limbo, che appunto il lembo, vale a dire lorlo dellAldil, la parte pi estrema, lanticamera, non pensando tanto alle anime dei bimbi che morirono quando erano ancora innocentemente infettati dal peccato originale n certamente a quelle dei non-nati, degli aborti, degli embrioni e degli ovuli appena fecondati che oggi preoccupano il ministro Sirchia, il governo Berlusconi, lonorevole Rutelli e tutti i don Abbondio che hanno paura dei referendum. Come spiega Jeffrey Burton Russel nella sua autorevole Storia del Paradiso, pi ancora che per le anime dei bimbi i teologi medievali erano preoccupati per la sorte dei loro colleghi filosofi pagani che sembravano aver riconosciuto tante parti di Verit. Insomma linvenzione del Limbo fu un salvataggio corporativo, un riconoscimento per la categoria dei Professori di Verit. E infatti Dante nel limbo incontra Omero e Orazio, Ovidio e Lucano, e poi Enea, Anchise, Elettra, Ettore, Cesare, la regina delle Amazzoni Pantasilea e, in sereno e signorile isolamento, persino il Saladino, sultano dEgitto, celebrato per le virt cavalleresche e per la sua liberalit. Dunque oggi labolizione del limbo

MINIATURA
Nella miniatura, Ges libera i giusti dal limbo dal codice De Predis, conservato alla Biblioteca Reale di Torino. A sinistra, linferno, alle cui porte Dante colloca il limbo

AGOSTINO

DANTE ALIGHIERI

Chiunque perci desidera fuggire le pene eterne, non solo devessere battezzato, ma anche giustificato in Cristo, e cos deve passare dal Diavolo a Cristo
De Civitate Dei 412-426

Gran duol mi prese al cor quando lo ntesi, per che gente di molto valore conobbi che n quel limbo eran sospesi
Inferno Canto IV

JACQUES LE GOFF

GIORGIO AGAMBEN

Il limbo dei bambini non sullo stesso piano degli altri luoghi dellaldil Esso risponde al caso degli esseri umani che non sono gravati da peccati personali
La nascita del Purgatorio 1981

Gli abitanti del limbo Come lettere rimaste senza destinatario, questi risorti sono rimasti senza destino N beati come gli eletti n disperati come i dannati
La comunit che viene 1990

sarebbe il perfezionamento di quel salvataggio dei Professori di Verit, proprio come vorrebbero fare i sindacati pi corporativi alluniversit: passaggi di carriera senza concorso. Certo, labolizione del limbo creerebbe fenomeni di immigrazione controllata che muterebbero anche la composizione anagrafica del Paradiso, innanzitutto infantilizzandolo, ma anche imbottendolo di dottrina. Perci il nuovo segretario della Commissione Teologica, padre Luis Ladaria, intervistato domenica scorsa dal quotidiano Avvenire, ha detto che il problema enorme e che non si possono anticipare le conclusioni di un lavoro che appena cominciato, che coinvolge teologi di tutti i continenti e che chiama in causa la Teologia dogmatica, lo studio della Bibbia, la stessa storia della Teologia, al punto che non sar possibile pronunciarsi prima di due o tre anni. Qualora davvero abolisse il limbo come condizione intermedia, senza sofferenze, ma anche senza la gioia della visione beatifica di Dio, la Commissione dovrebbe infatti mettere mano alla ristrutturazione del Paradiso, e non solo innalzandone gli standard di recettivit. Il Paradiso, oltre ad essere un luogo fisico sia pure non immaginabile, anche una sostanza per godere la quale bisogna avere la grazia. Ma lope legis trasporta e non trasforma, promuove ma non surroga competenze. Le anime del limbo passeranno in Paradiso ma non avendo avuto la grazia di vedere Dio, non possono goderne. Starebbero dunque in Paradiso come beati a met tra beati completi, proprio come quei professori che sono andati in cattedra per concessione ministeriale e non per scienza comprovata da un concorso superato. Attenzione: questa volta il problema non burocratico, n

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IL PARADISO E il luogo di letizia dove andranno a finire i giusti dopo la morte. Nella Bibbia il giardino paradisiaco localizzato nellEden, in cui Dio pone Adamo ed Eva dopo la creazione

I DUE LIMBI Nel Limbo dei padri si trovano i giusti vissuti prima della nascita di Cristo. Laltro il il Limbo dei bambini morti senza battesimo, che, per il peccato originale, non possono vedere Dio

INTERVISTA A MARC AUG

COS NATO IL NON LUOGO


FABIO GAMBARO
Parigi ellimmaginario religioso, dice Marc Aug, laldil sempre legato a una definizione spaziale con una sua precisa iconografia. Ci vale soprattutto per linferno e per il paradiso, ma anche per il purgatorio. Il limbo invece resta uno spazio indefinito e senza unidentit precisa. E uno spazio non rappresentabile. Lantropologo Marc Aug il teorico dei nonluoghi. Quegli spazi sradicati da un contesto, nei quali non v nulla che simbolizzi unidentit specifica o una relazione con la storia. Sono gli aeroporti, i supermercati, le stazioni di servizio sempre uguali ai quattro angoli del pianeta. Per Aug, nei nonluoghi gli individui si spogliano della loro identit e della loro storia, restano come sospesi a mezzaria, svincolati dal passato come dal futuro, senza radici e senza relazioni. Si tratta di una condizione molto particolare, il cui archetipo pu essere individuato proprio nellidea di limbo. Dante parla di foresta di spiriti spessi... Sono ombre che tra di loro non comunicano. Il limbo in fondo nasce da un compromesso che permette di salvare dallinferno gli innocenti non battezzati, i quali per sono condannati allassenza di paradiso e soprattutto allassenza di relazioni. Nel cristianesimo essere separati da Dio significa essere separati dagli altri. Quella del limbo quindi una condizione di solitudine. Da questo punto di vista, esso certamente un nonluogo in cui si vive una sospensione infinita che allontana per sempre dalla felicit. Purtroppo ci accade anche nella nostra realt, allinterno dei limbi sociali. A cosa si riferisce? Attorno a noi vivono persone che, non usufruendo dei diritti elementari, sono di fatto relegate in una sorta di limbo sociale. La loro una condizione negativa, il cui statuto definito da una privazione. Sono i non aventi diritto, i senza documenti, i senza fissa dimora. Sono persone, che pur senza essere incolpate di nulla, si trovano in uno stato di emarginazione sociale senza sbocchi. E di attesa infinita... Purtroppo s. Il trascorrere del tempo vivibile solo in presenza di un passato e di un futuro. Lattesa indefinita negazione della temporalit. Queste persone hanno spesso reciso i legami con il loro passato e le loro radici, pur non avendo futuro n speranza. Di conseguenza, nel loro tempo non ci sono pi punti di riferimento. Limmigrato che sbarca sulle coste europee, finendo in un centro di accoglienza, vive spesso questa situazione. Spera di essere entrato in un purgatorio, ma poi scopre di essere rinchiuso per sempre in un limbo. Come accade al protagonista di Terminal, lultimo film di Steven Spilberg? Esatto. Per altro il film racconta la storia vera di un iraniano bloccato da molti anni allaeroporto di Parigi, un non luogo per eccellenza dominato dalla desimbolizzazione della vita e dalla desocializzazione delle relazioni. Il legame sociale un legame simbolico fondamentale, che, se inserito in una dimensione spaziotemporale precisa, ci consente di autorappresentarci la realt. Se tale legame viene meno, ci troviamo invischiati in un universo incomprensibile e senza contorni, vale a dire in una sorta di limbo moderno. Leternit senza tempo del limbo mal si concilia con laccelerazione spazio-temporale che domina la nostra societ, non crede? Il nonluogo inteso come limbo il negativo, in senso fotografico, della realt in cui viviamo. E un presente senza immagini in un mondo dominato dalla spettacolarizzazione. E un momento di sospensione, che, se temporaneo, pu anche essere paradossalmente positivo. Nel limbo dei nonluoghi c infatti chi prova un senso di libert. Capita anche a lei? S, ma a patto che si tratti di un limbo provvisorio. Una parentesi nel flusso continuo della vita. In aereo, ad esempio, mi sento sempre molto bene, perch sono in una condizione disolamento, lontano dal mondo e dalle relazioni. L, mi riposo dalla fatica della mia identit sociale. E una sensazione molto piacevole, ma solo perch provvisoria. Il limbo ha anche a che fare con loblio? S. Viviamo in una realt dominata dalla memoria, ma sappiamo benissimo che non possiamo ricordare tutto, altrimenti rischiamo la saturazione. E importante saper dimenticare. E innanzitutto saper dimenticare se stessi, che poi significa dimenticare anche gli altri. Naturalmente, non si tratta di un atteggiamento da adottare sempre. Pu per essere una condizione necessaria quando abbiamo bisogno di una di tregua nella battaglia della vita. E naturalmente molto pi facile dimenticare e dimenticarsi quando si nel limbo dei nonluoghi. Oppure nel limbo del sonno. Insomma, da un punto di vista metaforico, il limbo ancora unidea produttiva... S. In fondo, quando siamo dumore uggioso, trasformiamo il mondo in un limbo, procedendo a una sorta di detemporalizzazione della realt che ci circonda. Il che vale anche sul piano collettivo. Oggi, ad esempio, siamo in una situazione di questo tipo. Parliamo volentieri di fine della storia e delle grandi narrazioni. E ci percepiamo come prigionieri di un mondo senza futuro, anche se levoluzione rapidissima della scienza sembrerebbe indicare il contrario. Insomma, abbiamo la sensazione di vivere in unepoca da cui non ci aspettiamo nulla. Ecco perch la nostra vita ci appare a volte come un limbo quotidiano. Un limbo che non ha pi nulla a che fare con la teologia.

I FILM
LIMBO Una cantante di blues in Alaska trova finalmente luomo giusto. Ma finir con lui e la propria figlia anoressica su unisola gelida e deserta in attesa della salvezza o della morte. Il finale non scioglie il dubbio. Di John Sayles del 1999. TERMINAL Un colpo di stato cancella la validit dei documenti di un uomo appena sbarcato dallEuropa dellEst allaeroporto JFK di new York. Luomo non pu essere accettato dagli uffici dellimmigrazione e nemmeno essere rimpatriato. Vive cos senza identit n status preciso nel terminal. Di Steven Spielberg con Tom Hanks e Catherine Zeta-Jones (2004). THE OTHERS Una madre e i suoi figli vivono in una villa della campagna inglese. Si scoprir che sono morti, ma non possono lasciare la terra e andare nellaldil finch non sciolgono alcuni legami con quella casa. Di Alejandro Amenbar, con Nicole Kidman, del 2001.

si tratta di un paradosso dellironia, invece un rebus teologico, e non di poco conto. C infatti il rischio che il Nuovo Paradiso diventi a pi livelli, come uno stadio, con le gradinate e la tribuna vip, un Paradiso insomma un pochino infernale. Del resto anche in Terra lInferno guadagnerebbe terreno. Niente pi Limbo in Terra significherebbe infatti lInferno per i problematici, lassimilazione del dubbioso nellignavo. Basta con i cacadubbi, con color che son sospesi. Alla fine dunque sarebbe un beneficio per i morti ma un danno per i vivi le cui scelte sarebbero obbligate e affrettate, e tutti i gattini diventerebbero ciechi. Pensateci: senza limbo muterebbe lantropologia, si trasformerebbero anche la politica e la geopolitica. Non ci sarebbero pi i neutrali e Dio entrerebbe in rotta di collisione con i moderni terzisti, che ci sono particolarmente cari, perch nellItalia di oggi, pur commettendo tanti errori, occupano il luogo della preparazione della decisione, si sospendono dai luoghi noti e si appendono in quelli ignoti, e non per ignavia ma per formare, sotto traccia, nuovi codici. Nel limbo non ci sono i N-N e neppure i pavidi, gli opportunisti e i cerchiobottisti che sono tutti destinati allInferno. Nel limbo stanno quelli che si mettono in confidenza con il nuovo, si aprono con curiosit verso dati pregiudicati. Il limbo il luogo dove si prepara la scelta, dove domina la sfumatura. C un bel racconto di Borgese, scritto nel 1921 quando lItalia era prossima alla guerra civile. Borgese, che sarebbe diventato limpidamente antifascista senza mai darsi al

comunismo racconta la storia di Rub, un giovane avvocato siciliano che assiste con sgomento e con tormento alla lotta di classe, anche lui sitting on the fence, cercando nel Limbo il suo

Marc Aug, antropologo, Directeur dtudes presso lcole des hautes etudes di Parigi. Tra le sue opere, Nonluoghi (Eletheura) e Rovine e macerie (Bollati Boringhieri). Giovanni Filoramo insegna storia del cristianesimo allUniversit di Torino di recente ha pubblicato Che cos la religione (Einaudi). Franco Marcoaldi poeta e scrittore

GLI AUTORI

Liconografia del limbo risente inevitabilmente della rappresentazione pi celebre. Quella che ne fa Dante nel Canto IV dellInferno, dove i bambini morti senza battesimo sono appena menzionati, mentre il poeta si concentra sui grandi spiriti vissuti prima della nascita di Cristo

LE IMMAGINI

Virgilio, la guida che vi incontr Dante. Ebbene per caso a Rub capita di morire a Milano incidentalmente travolto da una carica della polizia intervenuta a reprimere una rivolta popolare. Rub mor da eroe. Ma di quale delle due parti opposte? Rub scrisse poi Borgese nel 1934 quando era in esilio in America un mio libro fortunato, nel senso che ebbi senza merito la fortuna di scoprire un mito. Rub lItalia di oggi, il mondo di oggi, fascistacomunista, con due tessere in tasca.... Borgese nel 21 stava nel limbo, la maniera pi pericolosa di stare sopra le macerie delle appartenenze che sotto invece erano (e sono) abitate dai topi. Ed , quello stare senza starci, la qualit migliore degli intellettuali italiani. Basta pensare a Montanelli, che stava con la sinistra pur essendo di destra, o a Lucio Colletti, che stava con la destra pur essendo di sinistra, o a Norberto Bobbio che stava con i socialisti pur essendo anticraxiano. Lo stare senza starci, la malinconia del Limbo, consente il distacco ma anche lironia, lallegria sapida persino, la libert della critica acuta e corrosiva pi verso il proprio campo che contro quello degli avversari: il limbo come partcepazione civile, ma senza le beatitudini paradisiache del tifo. E il Limbo il terzismo teorizzato da Paolo Mieli? Certo luogo di pensatori e di filosofi. Dante incontra anche Democrito, Anassagora, Eraclito e Zenone nel luogo dei cacadubbi che costretti ad abolirsi probabilmente finirebbero quasi tutti allInferno. Forse per questo lavora Ratzinger? Per mandare allInferno i nostri poveri terzisti?

DANTE
Dante Alighieri e, sullo sfondo, una rappresentazione dellinferno. A sinistra, una miniatura che raffigura la discesa di Cristo al limbo