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ALCHIMIA STELLARE NELLEGITTO ANTICO In alcuni topic precedenti abbiamo esaminato come ai testi delle Piramidi siano stati

affidati gli ultimi echi di un'operativit Teurgica ed Alchimica Stellare che era nata in epoca predinastica, che si era tramandata fino alle primissime dinastie. I Faraoni della V e della VI dinastia fecero scolpire nella pietra delle piramidi questi testi sacerdotali ed iniziatici, putroppo ancora poco studiati dai cultori moderni dell' ermetismo alchimico. I testi delle piramidi di Unas, di Pepi e di altri sovrani appartenenti a due sole dinastie dell'Antico Regno, fanno chiarissimo riferimento ad un sentiero teurgico alchimico trasmutatorio antichissimo in relazione ad Potenze Cosmiche veicolate da divinit di consapevolezza primordiale - Neteru - legate a specifiche costellazioni. Le formule rituali e gli inni, scandiscono le tappe di una via palingenetica attraverso il quale il Re diviene una stella imperitura integrando ed assumendo a s di volta in volta potenze numinose che incarnano diverse energie della via lattea secondo un antico calendario liturgico che trae la sua origine non nel nostro sistema solare, ma nella via Lattea. La Galassia e non il sole, la luna ed i pianeti, l'obiettivo del viaggio iniziatico dove alchemicamente il Ka realizza la potenza immortale del Ba, che a sua volta dischiude e mostra la fulgida radianza dell'Akh, per manifestarsi non pi come potenza di questo mondo o di questo sistema solare, ma Signore delle Potenze che hanno dato vita ad altri soli. Soli gerarchicamente piu' elevati del nostro, pi vicini per purezza della loro luce e qualit intrinseca al Grande Uno, origine del tutto e di ogni cosa, che si manifesta nella sua forma femminile come il grembo di Nuit, bagnato dall'oceano di Nun, il cui utero nasconde il seme primordiale in punto specifico del cielo, meta di ogni alchimista di evi che ai tempi di Cheope erano gi antichissimi e lontani, la cui acqua di vita primigenia ha fornito loro la materia per trasforarsi in Akhu, radianti Neter di consapevolezza primordiale, che possono di volta in volta scegliere se rimanere a governare i piani piu' elevati del manifesto o reintegrarsi oltre il velo dell'immanifesto. W. Budge e Maspero, insigni egittologhi della prima ora e padri della egittologia moderna, concordano nell'affermare che alcune formule dei testi delle piramidi riportino alcune parole oscure probabilmente gi agli scriba dell'epoca che li copiarono da raccolte oggi andate perdute appartenenti ad una antichit remota, che per struttura grammaticale e sintassi divergono dall'Egiziano dell'Antico Regno. In ogni caso i riferimenti delle divinit associate a diverse costellazioni indicano un filo di arianna che si snoda da una formula all'altra dei testi delle piramidi , che dischiudono a colui che sia iniziato alle scienze dell'astrologia delle stelle fisse (o astronomia sacra dei primordi) e della teurgia degli antichi Neteru non solo allegorie mitologiche, ma stadi specifici di un'opera alchimica stellare nella quale i corpi occulti Ka, Ba e Akh vengono lavorati secondo l'arte di Seshet - che applica la Regola di Mat che misura regola e armonicamente dispone - per manifestarsi come Akhu, splendente e radiante Questa scienza arcana basata sull'utilizzo di specifiche energie veicolate da Neteru di consapevolezza primordiale e potenze stellari senz'altro gerarchicamente superiore in termini di ottenimenti e realizzazioni all'alchimia solilunare basate sulle potenze e le forze heimarmeniche del nostro sistema solare, diffusasi nel periodo dinastico dopo il crollo dell'Antico Regno causato da invasioni straniere e profanazioni. Tra le antiche divinit stellari o meglio Neter ancestrali ricordiamo Metueret, Neit, Het-Heru, Sekhmet, Heru Wer (Horus l'antico, da tener ben distinto da Horus il giovane figlio di Iside), Sobek. Le divinit di origine eminentemente stellare, furono gi durante le primissime dinastie soppiantate da nuove giovani divinit, contro le quali gli antichissimi testi delle piramidi mettevano in guardia come pericolose divoratori di cuori, perch erano forze e potenze la cui egemonia era in via di affermazione nel ciclo che si approssimava, dominato non piu' dalle stelle imperiture ma dalle stelle erranti o pianeti che fanno da corte alla stella del nostro sistema solare, il Sole. Certamente per l'anima regale delle antichissime epoche predinastiche e delle prime dinastie che ascende nei cieli, divenendo egli stesso una stella imperitura secondo i testi delle piramidi, fermarsi a mezza strada nel sistema solare per interagire ed intrattenersi con i giovani Neter quali Iside e gli alleati di Osiride - detti appunto divoratori di cuori significa ottenere una immortalit parziale e provvisoria , rinunciare ad una piu' alta e perfetta apoteosi nel cielo delle stelle fisse, che conferiscono invece una gloria immortale di milioni di anni ( termine col quale gli egiziani antichi indicavano l'immortalit dei Neteru o divinit di consapevolezza primordiale) ottenibile seguendo un calendario esclusivamente stellare che scandisce le operazioni della Alchimia Teurgica Stellari contenuta nei testi dele piramidi. Ma cosa vuol dire questo in termini tecnici ed operativi? Che l'alchimia dinastica, o piccola opera alchimica propagatasi poi nei millenni successivi fino ai testi alchimici di ispirazione Rosacroce (scandita dai ritmi di Fatiche di Ercole, Piccolo Magistero, Grande Magistero e Moltiplicazioni) di cui Kremmerz poco e male sapeva persino di quest'ultima, intende fissare un Ka o secondo legno di vita, che Agrippa avrebbe chiamato anima stante e non cadente che intende passare indenne il vincolo della seconda morte, utilizzando - per fissarsi nello stato di Nume Mondano - energie heimarmeniche planetarie e solilunari legate a questo sistema solare, che di per se contiene una macula fondamentale legato al tipo di luce della sua stella: il sole. La macula di questa stella data dalla imperfezione della sua luce sottile o heimarmene, che come tutti gli Dei dell'epoca dinastica e quelli greci di et classica, condizionata da fato e necessit. Anche gli dei delle civilt classiche sono subietti a tale legge necessitante tessuta nella trama e nell'ordito dal sole dalla luna ed i cinque pianeti, al contrario dei sistemi stellari gerarchicamente superiori, liberi da questi condizionamenti, perch modulanti energie pi alte e pure. L'opera al rosso dell'alchimia che opera con le forze di questo sistema solare utilizzata da tutte le alchimie successive a quelle dell'antico regno, non solo in egitto ma anche in altre terre, conduce al rimaner condizionati da Fato e Necessit. Ci corrisponde al' ottenere una immortalit parziale, condizionata e non completa, legata alla ciclicit di

questo sistema solare, rimanendone prigioniero senza poter andar piu' oltre, seppur si sia con successo realizzata l'opera al Rosso, concludendo il grande magistero e le 12 moltiplicazioni, poich da soli si cristallizzata una pietra, la cui cozione ha seguito i regime del sole e della luna e dei loro fratelli, stelle erranti, e non quella della via piu' alta, che attraversa le potenze e le potest poste nella via lattea. Chi conosce bene l'astronomia moderna e quella sacra antica sa catalogare immediatamente le diverse stelle in base al colore della propria luce. Gli antichi trattati astrologici della terra di Kem di cui l'egizio Tolomeo, "princeps astrologorum" nella sua tetrabiblos fa una ottima sintesi, forniscono la chiave di quali stelle sono utili, quali inutili e quali perniciose per l'opera stellare. Alla lettura attenta del quadripartito e delle Uranografie successive degli autori antichi, pertanto rimando i piu' arguti per capire, dopo una comparazione delle diverse stelle con la nostra, perch la luce del nostro sole contiene il germe del condizionamento, di cui fato e necessit sono gli alfieri. I motivi sono palesi se si versati in questa scienza, di cui ahim troppo poco i moderni cultori di ermetismo moderno si sono interessati. Molto ci sarebbe da dire su come Ausar-Osiride nei testi delle piramidi signore del Dwat stellare, una zona della nostra Galassia che si pone nel quadrante che si trova tra Sirio e le Pleiadi, mentre nelle successive dinastie che non usano piu' i testi delle piramidi stellari, ma nuove versioni del libro dei morti rappresentati dai libri dei sarcofaghi del Primo Periodo Intermedio fino alla fine del nuovo Regno, diviene signore dei morti e signore del Dwat infero posto nel mondo sotterraneo, che rovesciato rispetto al nostro perch cosi il mondo intermedio o astrale del nostro sistema solare rispetto alla Terra. L'accesso al Dwat Stellare era ormai perduto e ci si doveva accontentare delle acque inferiori e non di quelle superiori del firmamento, che i greci descrissero come Ade. L'ambiguita del ruolo di Ausar Osiride in periodi diversi la stessa giocata tra Heru-Wer l'antico ed Heru il giovane figlio di Iside e tra Aset-Iside ed Het-Heru hathor nello scambio di ruoli, funzioni ed attributi che da celesti divengono lunari-terrestri pur non potendo cancellare l'antica origine sothiaca, che in ogni caso nel Medio e nel Nuovo Regno passano in secondo piano. Per coloro che sia accostano allo studio dell'ermetismo Horus (Heru) sempre Horus sic et simplciter e non sanno che i testi delle Piramidi si interrogano in merito ponendo la domanda specifica: "Sei Tu Horus l'antico o sei Horus il giovane figlio di Iside e di Osiride?" Specificando che si tratta di due divinit totalmente diverse e da non confondere operativamente. Nomi, quindi, apparentemente uguali, ma che celano principi e potenze numinose diverse gerarchicamente separate da un abisso. Abisso nel quale si manifesta lo iato primordiale del Fiat firmamentum im medio aquarum et separet aquas ab aquis. Separazione delle acque celesti superiori, dalle acque celesti inferiori. L'anima Mundis una, ma le sue gerarchiche manifestazioni amano la regola, la proporzione ed il numero che ne qualifca le parti distinguendole con ermetica saggezza allo scopo di ricomporne l'armonia celeste perduta. Dall'abisso di cio' che si manifestato al di qua, al di sotto delle acque celesti per amministrare le energie di un ciclo che si allontana dalla perfezione dei tempi antichi quando dal nostro piccolo Sole Giallo trapelavano sula terra anche energie stellari, e da cio' che al di l di esso, nelle acque celesti superiori e che un tempo era facilmente raggiungibile partendo da Sirio per giungere fino alle costellazioni boreali. Ci che al di qua l'universo condizionato e limitato del nostro sistema solare sul quale regnano Iside e Osiride, Horus il giovane e l'ascoso Amun signori dei tempi nuovi, sempre piu' lontani dall'et dell'Oro nella quale fu eretta la sfinge, nel 10550 A.C. quando il sole sorgeva nel punto gamma, a primavera, nella costellazione del Leone. Le tradizioni dossografiche narrano che Pitagora di Samo and in terra di egitto nel VI secolo a.c. pper studiare nei templi normalmente preclusi ai barbari greci come lui. Se vi si sia recato realmente o meno non si sa visto la mancanza di fonti storiche specifiche ma solo la presenza di dossografia. In ogni caso anche se fosse andato realmente nel Regno dei Faraoni per abbeverarsi all'antica saggezza di quel nilo celeste tanto agognato, purtroppo questo era gi in secca nelle ultime dinastie sacerdotali povere nello spirito nei confronti di quelle dell'Antico Regno e le sue povere acque ormai prossime a disseccarsi. Infatti quando Pitagora parla della musica delle sfere celesti si riferisce ai movimenti di Sole, Luna e de pianeti che produrrebbero, a causa dei loro movimenti di rotazione e rivoluzione, un suono continuo impercettibile dall'orecchio umano, e tutti insieme produrrebbero un'armonia. Ma quanto piu' alta sarebbe l'estasi e l'applicazione ermetica di musica ben piu' alta derivante da altri soli ed altre stelle, la cui natura ben piu' alta e prossima al Sommo, dei piccoli pianeti e del nostro povero piccolo sole, che tanto d in testa a neotradizionalisti ed imperialisti pagani......accecandoli e colpendoli con serie insolazioni. In altro ambito abbiamo visto come tradizioni come quella vedica pongano i supremi Vati dotati del potere di Rivelare la conoscenza primigenia - i sette Rishi che rivelano i Veda o Sapta Rishi- siano legati direttamente alle sette stelle dell'Orsa maggiore e non ai sette pianeti della tradizione astrologica classica sia vedica che egizio-babailonese. Ai sette pianeti, nella tradizione vedica, verranno legati astrologicamente altri Deva, potenze e numi gerarchicamente inferiori ai Sapta Rishi. Adesso in basso un reperto egizio che testimonia gli ultimi echi di una antica pratica alchimica stellare, che molto probabilmente fu copiato sul sarcofago reale dai sacerdoti della casa della vita da manoscritti ben piu' antichi, come suprema protezione per il viaggio nel Dwat del Faraone a memento di antichissime pratiche palingenetiche

L'adepto rappresentato nella tradizionale iconografia mummiforme. Tuttavia non porta la tradizionale barba racchiusa nell'astuccio, cosa che dovrebbe indicare qualcosa di importante agli osservatori piu' attenti rispetto alla struttura mummiforme

Sta fissando una stella da cui promanano tre raggi, il cui numero dovrebbe immediatamente far riflettere sulla natura specifica dell'operazione. A sinistra abbiamo il simbolo del Ba, uccello con testa d'uomo, sopra il geroglifico delle gambe che sta per camminare, viaggiare, e accanto a destra ancora altre due stelle, quindi tre in tutto. Il ba quindi attraverso questa pratica alchimica intraprende il suo cammino nelle stelle, ed anche se dotato di ali, viaggia spostandosi di stella in stella. L'indicazione poi di quale costellazione si tratti, da evincersi dalla intera raffigurazione e dalle tre stelle ssociate, chiara per gli addetti ai lavori. Pertanto il Ba dell'Iniziato si sta nutrendo di energia stellare di questa specifica costellazione, costellazione che sar leit motive di tanti altri testi egizi antichi, per mezzo di una pratica teurgico-alchimica antichissima e segretissima, del quale il faraone Zoser della terza dinastia, signore della stupenda piramide a gradoni di Saqqara ha lasciato testimonianza nel suo serdab. Digressione Quando incontrai Verginelli, nonostante avevo solo 21 anni, e ci intrattenemmo assiduamente per diversi mesi vedendoci anche due volte a settimana nella sua casa sul lungotevere nei pressi del vecchio edifico San Michele, e poi piu' sporadicamente, avevo gi incontrato Petriccione che mi aveva iniziato al Grande Arcano sacerdotale dell'alchimia solilunare o calendario segreto liturgico, visto che l'altro lo avevo scoperto da me. Nelle infinite discussioni con Verginelli, tra i suoi stop and go, ad un certo punto realizzai con chiarezza che Kremmerz ignorava totalmente il grande arcano dell'Arte regia, o calendario corretto delle operazioni alchimiche, perch non aveva mai parlato, manco nell'ordine egizio - come dopo ebbi ulteriori conferme leggendo il corpus, dei tre anni necessari alla conclusione del piccolo magistero, dei sette anni del grande magistero e dei dodici anni delle moltiplicazioni. Kremmerz conosceva di fatto solo la tecnica - e non le applicazioni complete- del separando lunare, o Fatiche di Ercole, che secondo tutti i maestri alchimisti degni di questo nome sono fuori dell'opera alchimica, e servon solo a preparar dalla materia volgare, il mercurio filosofale o materia dei filosofi da sottoporre a cozione secondo i regimi dei tre fuochi, governati dal fuoco filosofale nel piccolo magistero e negli ulteriori regimi Ma Kremmerz di questi ulteriori regimi del piccolo magistero, del grande e della moltiplicazioni e dell'accensione del fuoco filosofico passando da una triangolo all'altro dell'esagramma del grande arcano, della notte e del giorno, nulla sapeva. Si invento' la storia dell'Ibis e del separando mercuriale, per coprir le lacune che possedeva. Aveva solo frammenti di conoscenza e con essi n lui n alcuno dei suoi discepoli e maestri mai ottennero l'ibis, e purtroppo manco un separando lunare ben fissato, visto che della proporzione delle ore della luna tutto ignoravano. E mentre io disegnavo le sinusoidi del sole, della luna e dei pianeti su carta, Verginelli che aveva gi piu di 80 anni e io solo 21, stava li con gli occhi strabuzzati a chiedermi di ripetere ancora ed ancora come le ore del giorno e della notte in cui operarie di alchimia si armonizzassero con i ritmi del sole della luna e degli altri pianeti. IO all'inizio pensavo che mi interrogasse, ma quando ammise candidamente che di questo nulla sapeva, e che voleva che gliene parlassi ancora, presi congedo, andandomene sol soletto per la mia strada, viaggiando per terre d'oriente tra India e Nepal a studiar con kaulika e grandi maestri tantrici tibetani, sulla terza cordigliera delle ande per tomar el san pedro con los curanderos del tercero nivel, che parlavano di stelle e di come nel livello piu' alto dello cimanesimo antico delle civilt preincaiche come quella Chavin, l'ultimo viaggio magico era proprio verso le stelle, liberandosi dalle forze di questo sole e di questa luna antichi tiranni. Ma i loro dei, il serpente, il giaguaro e l'acquila, durante l'ultima assunzione rituale con i miei maestri sciamani del san pedro, che contiene un alcaloide simile al peyotel, mi dissero che il tempo di star con loro nella terza cordigliera delle ande era ormai giunto al termine, e che dovevo tornamene al di la' del mare in una terra secca calda e desertica dalla quale ero partito. Allora tornai in egitto e ristudiai cio' che gi sapevo dell'alchimia soli-lunare che oggi chiamo "La Piccola Opera" sotto un'altra luce. Entrai nella piramide di Unas con amici esperti egittologi che mi spiegarono i geroglifici antichi, e simultaneamente con traduzioni alla mano passai solo li dentro ore ed ore, a guardare e meditare visto che la piramide era gi chiusa al pubblico e si poteva visitare solo con permessi speciali. Ma a quei tempi i soldi per me gi non erano piu' un problema. Prima di andare in sudamerica avevo nel frattempo lavorato a wall street a New York ed avevo accumulato una discreta fortuna, che molti non guadagnerebbero forse manco in 5 vite, che utilizzavo per viaggiare e pagare cio' che si doveva per finanziare le spedizioni che mi interessavano Poi passarono gli anni e tutto divenne sempre piu' chiaro. Intelligenti Pauca Per Aspera ad Astra