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5 Congresso Cgil Roma e Lazio 17-18-19 marzo 2014


Centro Congressi Frentani Roma

Documento politico
Regione Lazio e Roma Capitale: Dentro la crisi e dopo la crisi. Lo sviluppo sostenibile del territorio per una Regione virtuosa e una Capitale dinamica, sociale, inclusiva
Il documento nasce dal presupposto che non pi tempo di analisi e di dati macroeconomici. E tempo di azioni e di scelte coraggiose per invertire la tendenza e ridare speranze, pertanto non declina i singoli obiettivi ma si propone la visione complessiva delle politiche generali e in questottica considera parte integrante i contributi e le suggestioni della ricchezza del dibattito, degli emendamenti e dei documenti politici delle camere del lavoro, delle categorie e del documento finale dellassemblea delle delegate che hanno accompagnato il percorso congressuale fin qui svolto. Il congresso assume i contributi scaturiti dal dibattito, la relazione del segretario generale Claudio Di Berardino, lintervento della segreteria generale nazionale Susanna Camusso e le conclusioni di Vincenzo Scudiere della segreteria Cgil Nazionale. Limmobilismo della politica e delle classi dirigenti che hanno privilegiato la visione miope di provare a rispondere alle emergenze con la logica del lasciar correre, hanno prodotto lo sconquasso sociale ed economico che ci troviamo oggi ad affrontare. Spingere verso il basso salari, redditi da pensione e condizioni di lavoro, sottrarre diritti, ha avuto come risultato laumento delle diseguaglianze economiche, sociali e culturali e il sostanziale impoverimento dellintera regione. Dentro la crisi ci troviamo a confrontarci con le istituzioni che hanno finanze pubbliche dissestate, avendo prodotto negli anni passati deficit senza affrontare i problemi strutturali: alti livelli di disoccupazione e precariet che riguardano ormai non solo i giovani e le donne ma i sempre pi espulsi dal mondo del lavoro. La precariet ha determinato, per nuovi e vecchi lavoratori, condizioni di ricattabilit, sottoinquadramento, elevata subalternit. Allaumento della disoccupazione si accompagnato il messaggio del lavoro pur che sia. La nostra battaglia deve ripartire tenendo insieme la difesa e lestensione delle tutele fondamentali con la domanda di nuovi diritti che emerge in particolare dalle lavoratrici e dai lavoratori precari, discontinui, autonomi o non dipendenti. La Cgil di Roma e del Lazio invece convinta che bisogna cominciare ad agire sul dopo la crisi e spostare la sfida sul modello di sviluppo, che metta al centro della sua agenda il capitale umano inteso nella sua complessit di conoscenze, competenze, abilit, emozioni. Il nostro Piano del Lavoro parte integrante di questo documento, muovendo dalla volont di contribuire a realizzare un piano dazione capace in primo luogo di affrontare le emergenze, attenuandone gli effetti e, al tempo stesso, di definire strumenti e strategie a medio lungo termine. Il lavoro in testa il messaggio simbolo del nostro Congresso. 1

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Luscita dalla crisi deve avere come asse portante il lavoro, con al centro le persone, e i diritti/doveri di cittadinanza, la capacit di declinare politiche di sviluppo territoriali che partendo dai saperi distribuiscano la ricchezza in maniera equa. Lo sviluppo si fonda sulla creazione di buona e sicura occupazione, elevando il livello qualitativo del sistema produttivo e dellimpresa, superando la logica della svalutazione competitiva sui costi della produzione e del lavoro, in linea con gli obiettivi europei di sviluppo, innovazione, sostenibilit e coesione sociale. La crisi ha segnato i limiti di un modello Lazio che non ha affrontato i problemi strutturali, che non ha n programmato n investito, che ha prodotto debito pubblico, consumo indiscriminato del territorio, utilizzo inefficace e improduttivo delle aziende pubbliche e dei beni comuni con conseguente crisi del sistema della sanit pubblica e delle politiche di welfare e di assenza totale di politiche industriali. Il risultato stato il crescere di gravi squilibri territoriali e sociali, di desertificazione culturale ed industriale, di distorta distribuzione del reddito che ha visto spingere verso il basso il potere dacquisto di pensionate/i e dei lavoratrici e lavoratori. La nostra Regione ha dimostrato una debolezza strutturale ed una inadeguatezza delle classi dirigenti a trovare le risposte necessarie ed venuta meno la fiducia nelle integrit e nella correttezza delle istituzioni. La crescita e lo sviluppo che vengono sbandierate come la panacea risolutiva, non si pongono mai linsostenibilit sociale ed ecologica delle soluzioni da adottare; ovvero limpossibilit di avere un continuo aumento di beni e di consumi, avendo una popolazione in crescita e risorse materiali finite. Quello che serve una agenda politica regionale capace di affrontare le emergenze, che ci sono e non si possono celare, guardando nel contempo al futuro. Il benessere della popolazione, con particolare attenzione alle anziane e agli anziani, non un fatto residuale o costoso, invece un volano di sviluppo se legato alla capacit ed alla libert di scegliere in autonomia quale orientamento dare alla propria vita, a politiche che sappiano rimettere al centro la persona, alla capacit di mantenere in relazione generazioni, mentalit, umanit, culture diverse, per il diritto ad una vita buona e piena. Assume importanza la riorganizzazione dei livelli istituzionali (area metropolitana, autonomia dei municipi, accorpamento dei comuni, abolizione della comunit montane). Roma Capitale e Regione Lazio sono imprescindibili una dallaltra, nelle logiche di governo bisogna individuare modelli istituzionali e scelte economiche che tengano conto di questa specificit laziale. Diventa essenziale, come da noi pi volte ribadito, una maggiore collaborazione interistituzionale tra Roma Capitale e Regione Lazio su temi strategici quali: mobilit, trasporti, rifiuti, acque ed energia, infrastrutture materiali ed immateriali, urbanistica, sistema sanitario e socio sanitario. Nei rapporti con la Regione Lazio il recente accordo sulle addizionali regionali una parziale vittoria ascrivibile alla mobilitazione unitaria e allo stesso tempo il Patto per il lavoro e lo sviluppo, che sottoscriveremo con la Regione nei prossimi giorni, rappresenta un avanzamento rispetto allautismo istituzionale della precedente giunta e segnala limportanza, da noi sostenuta in questi anni, che gli sforzi di tutti gli attori sociali e politici siano rivolti a creare soprattutto buona e piena occupazione.

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La vicenda preoccupante del decreto Salva Roma rischia di determinare una parziale, ma importante ingerenza dello Stato centrale nellautonomia della Capitale. Rimane limportanza di determinare con certezza le risorse che consentano di poter pianificare le proprie attivit ed i propri servizi. Il piano triennale per la rimessa in equilibrio dei conti, deve diventare l occasione per rilanciare Roma Capitale, non pu essere redatto nel chiuso di una stanza, ma deve vedere la partecipazione e la condivisione delle forze sociali e un ruolo attivo dei municipi. Questi novanta giorni di tempo per redigere il piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale di bilancio devono servire a disegnare un nuovo destino per la Capitale dItalia. In questo senso urgente predisporre una proposta unitaria anche sul riassetto delle societ partecipate da Roma Capitale, che muova dalla razionalizzazione dellintero sistema, con lobiettivo di ridurre i costi inutili, tutelare i livelli occupazionali e retributivi e rilanciare i servizi pubblici, sociali e strumentali. La Cgil di Roma e del Lazio nel chiedere al Sindaco Marino e alla sua Giunta, segnali di rigore e trasparenza nella gestione delle societ municipalizzate e interventi che eliminino storture e sprechi nellamministrazione capitolina, si opporr per alla vendita, alla cessione di quote, alla liberalizzazione di servizi pubblici, al taglio di personale e alla riduzione dei sevizi sociali. La Cgil di Roma e del Lazio convinta dellintreccio tra pratiche partecipative e principio rappresentativo si adoperer perch lo statuto dellarea metropolitana preveda strumenti di democrazia deliberativa, valorizzi le vocazioni e i saperi territoriali e personali e favorisca condizioni di vita migliori. Riteniamo importante ladesione di tutti i comuni dellattuale provincia e lautonomia reale dei municipi romani Le privatizzazioni delle aziende strategiche non possono essere finalizzate al solo scopo di operazioni finanziarie. Le aziende pubbliche opportunamente risanate, devono diventare motore di sviluppo e di crescita nel nostro territorio rilanciando gli investimenti e loccupazione. . Politiche per lEuropa Una Europa diversa possibile. Nei prossimi mesi saremo chiamati a votare per il nuovo Parlamento Europeo che sar impegnato a disegnare il futuro dell'Europa e il destino degli Stati che ne fanno parte. La scelta a favore dellEuropa ha sempre segnato le azioni della Cgil di Roma e del Lazio. Il sogno di Spinelli, per essere compiuto, ha bisogno di unidea dellEuropa dei cittadini e dei lavoratori e non dei mercati finanziari. L'Italia, Paese fondatore, deve essere protagonista attivo e autorevole di questa fase di rifondazione dell'Europa, deve svolgere un ruolo trainante per promuovere nuovi assetti, secondo linee democraticamente decise che facciano dei cittadini dellunione i protagonisti di una nuova stagione. Una Europa pi comunitaria e meno intergovernativa, meno di Stati e pi di popolo, pi unita, pi democratica e meno distante dai cittadini, che abbandoni le politiche di austerit. Il risultato di queste politiche ha provocato un enorme disastro economico: la disoccupazione ha raggiunto il record del 12,2 % nella zona euro e alcune stime indicano che il 64 % dellaumento della disoccupazione nellUe alla fine si trasformer in disoccupazione di lunga durata. Occorre un impegno forte delle organizzazioni dei sindacati e dei lavoratori per una stagione dei diritti del lavoro, lesigibilit dei contratti in tutta larea comunitaria e politiche attive di sostegno al lavoro. Il Sindacato Europeo non pi inteso come una sommatoria delle specificit nazionale ma come sintesi di una visione politico sindacale progettuale che va ricercata e praticata Rafforzare il ruolo della CES e delle federazioni europee di categoria per svolgere un concreto ruolo contrattuale e vertenziale nel rispetto dei diversi contesti nazionali. 3

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LUnione Europea si deve far carico di un piano di investimenti, come proposto dalla CES, che preveda lo sviluppo alternativo al trasporto su strada, la riqualificazione energetica e lammodernamento della rete elettrica, con un chiaro passaggio alla produzione di energia da fonti rinnovabili e lautosufficienza come richiesto dalla Ferpa. Bisogna sbloccare gli investimenti pubblici e non contabilizzare come spesa corrente le risorse per la messa in sicurezza del territorio, il miglioramento della rete idrica e tutto ci che va verso uneconomia a basse emissione di carbonio. LEuropa deve essere vissuta come una opportunit, sia perch attraverso la politica regionale e di coesione stimola gli Stati a mantenere i loro investimenti per la crescita economica e sociale anche in periodi di recessione, sia perch la politica regionale europea un potenziale legittimante la costruzione europea Nel Lazio la politica economica ha mancato di strategia e di indirizzo nellutilizzo dei fondi europei, stata parcellizzata e incapace di assicurare allintervento la massa critica finanziaria necessaria per suscitare i cambiamenti. Bisogna assumere criteri-guida circoscrivendo lattenzione su azioni di sistema con chiara ragione comunitariaconnessi con gli obiettivi stabiliti da Europa 2020 e seguendo, secondo le priorit del sindacato, la bussola dei Fondi Europei. Il metodo da seguire dovr essere quello che l Europa ci indica: confronto continuo tra risultati attesi e conseguiti, sulla base di indicatori del risultato atteso che dovranno misurare la qualit della vita e il benessere dei cittadini. Bisogna costruire unEuropa dellaccoglienza, la questione dei rifugiati deve trovare una prima chiara condivisione di programma tra tutti i paesi europei al fine di non dare alibi alle politiche nazionali dei singoli stati. La Cgil di Roma e del Lazio nel sostenere un protagonismo pi attivo ed incisivo del sindacato europeo parteciper alla manifestazione Europea del 4 Aprile a Bruxelles contro le politiche di austerit e per un piano di investimenti per la crescita e continuare il proprio impegno nel consolidamento della rete dei Sindacati delle Capitali Europee.

Politiche per leguaglianza Le sfide vanno finalizzate alla ricerca delle eguaglianze. Diseguaglianze di reddito, di cultura, di formazione stanno raggiungendo livelli insostenibili; quando affermiamo di investire sul capitale umano e quindi sul valore delle diversit dellindividuo, significa costruire una societ delle opportunit, in cui ogni persona deve essere messa in condizione di esprimere la propria creativit. Una societ chiusa, egoista, intollerante quella che alimenta discriminazione, violenza, femminicidio, razzismo, omofobia e transfobia, paura del prossimo e mette a rischio lo sviluppo armonico della societ. Le ineguaglianze crescenti sono il primo ostacolo da rimuovere perch indeboliscono i processi democratici e il protagonismo e la partecipazione dei cittadini e delle cittadine alle scelte, ma soprattutto rendono le persone meno libere e succubi degli interessi dei pi forti. Disparit estreme pesano sul tessuto sociale gi profondamente modificato dalla frammentazione del mercato del lavoro, dalla dilagante precariet e dallassenza di politiche di integrazione per gli immigrati, che hanno alimentato gli egoismi e privato i lavoratori e le lavoratrici della loro autonomia. La disuguaglianza di genere uno di quei fattori strutturali che hanno reso il nostro Paese pi fragile di altri rispetto alla recessione e va perci colmata. Il lavoro delle donne una leva di 4

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sviluppo anche economico, occorrono azioni mirate ed integrate che tengano conto della specificit delloccupazione femminile, del nodo tra lavoro, welfare e politiche di conciliazione per uomini e donne, ed quanto chiediamo alla Regione Lazio nellambito di un nuovo piano per loccupazione femminile. Lautonomia economica delle donne fondamentale per non subire il ricatto della violenza. Occorre proseguire la battaglia per la riduzione delle tante forme di lavoro introdotte in questi anni dalla legislazione, mettendo in discussione la tesi diffusa che la precariet e la flessibilit siano la soluzione allelevato tasso di disoccupazione e di inattivit. Per questi motivi si deve definire un sistema di sostegno al reddito e di politiche attive, partendo dalla proposta che CGIL nazionale ha presentato sugli ammortizzatori sociali universali. Un sistema non pi passivo come quello attuale, che indubbiamente ha dato risposte al bisogno di sostegno al reddito delle persone nella gestione della difficile fase della crisi, ma che non garantisce loccupabilit e la riduzione della permanenza nello stato di disoccupazione e una risposta efficace ai lavori non standard. Si ritiene particolarmente importante qualificare il sistema della formazione continua, e delle politiche attive per il lavoro, anche per chi il lavoro ce l'ha e deve mantenerlo, in un quadro di integrazione dei servizi in ambiti territoriali, in questa logica va anche inserito un ripensamento sullutilizzo del lavoro socialmente utile. Bisogna quindi riorganizzare la governance dei servizi per limpiego. Garantendo lindirizzo e il controllo pubblico, un elevato standard di servizi su tutto il territorio, in grado di sostenere lampliamento dellutenza e di migliorare lofferta e, al tempo stesso, lintegrazione tra politiche attive e passive del lavoro e, in particolare, la riqualificazione dellofferta formativa e dellapprendistato; in tal senso limplementazione della garanzia giovani pu costituire unopportunit. Bisogna incentivare lapprendimento permanente, quale politica di intervento costante di aggiornamento e di riconversione professionale, nonch scelta di investimento per innalzare la qualit delloccupazione sul territorio, collegando lofferta formativa alle politiche di sviluppo locale. Va posta particolare attenzione alla dinamica domanda e offerta di lavoro nei settori dove la manodopera gestita dal caporalato, nello spirito della legge in discussione alla Regione Lazio. Per la Cgil di Roma e del Lazio si deve partire dallesperienza della legge sul Reddito Minimo Garantito che dovr essere rifinanziata ripensandola come integrazione e supporto nella gestione di percorsi di politica attiva del lavoro, capace di prendere in carico il soggetto gi nella fase prelavorativa, nelle fasi esperienziali di costruzione delle competenze professionali e lavorative, nelle fasi di transizione tra un lavoro e laltro e come reddito di ultima istanza per laccesso alla tutela previdenziale. A questo scopo occorre misurare e tenere in considerazione anche gli eventi della vita personale e favorendo i processi di conciliazione dei tempi e dei bisogni, anche attraverso lespansione ed il consolidamento dei servizi educativi per linfanzia e dellassistenza domiciliare degli anziani, disabili, servizi sociali che tradizionalmente ricadono sulle spalle delle donne e spesso ne impediscono laccesso e la permanenza nel mondo del lavoro. Attivare politiche dellinvecchiamento attivo, che significa invecchiare in buona salute, partecipare appieno alla vita della collettivit e sentirsi pi realizzati nel lavoro e nella societ, in poche parole vuol dire essere pi autonomi nel quotidiano e pi impegnati nella societ. Intraprendere, a ogni livello, azioni volte a migliorare le possibilit di invecchiare restando attivi e a potenziare la solidariet tra le generazioni.

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In questa prospettiva necessario ridiscutere radicalmente limpianto della legge Fornero, tanto dal punto di vista dei vincoli improponibili rispetto alle quote previste per let di quiescenza, quanto per la tenuta complessiva di un sistema fondato esclusivamente sul calcolo contributivo ed intervenire sul pensionamento per il lavoro faticoso ed usurante. Lattuale sistema pensionistico non considera la condizione nella quale si troveranno i giovani e le donne, che oggi svolgono la propria attivit lavorativa in condizioni di precariet, part-time e discontinuit e che senza un adeguato contrappeso o un vincolo minimo sui coefficienti di trasformazione, vedranno riconosciuta una pensione che in molti casi si attester al di sotto del 50% dellultima retribuzione. Va contrastata la scelta del governo di bloccare laumento delle aliquote contributive dei lavoratori co.co.pro e partita iva. Il diritto alla pensione maturato dagli immigrati/e oggi non pu essere goduto in assenza di accordi bilaterali in caso di rientro in patria. Agli anziani e alle anziane che in questi tre anni hanno visto crollare il loro reddito per la mancata perequazione delle pensioni (12 miliardi), ed hanno svolto unimportante ruolo di ammortizzatore sociale nei confronti di figli e nipoti, va riconosciuto il diritto a un invecchiamento attivo e dignitoso. Per questo, anche in considerazione delle possibili ricadute legate alla spending review, sosterremo le iniziative unitarie dei pensionati ritenendo insufficienti le scelte del governo Renzi che non tengono conto dei sacrifici fatti da pensionati e pensionate in questi anni. Non pi procrastinabile ladozione di provvedimenti che garantiscano il diritto di cittadinanza a bambini figli di immigrati nati nel nostro territorio e il diritto al voto amministrativo. Occorre piena equiparazione di diritti per le coppie eterosessuali ed omosessuali: non esiste un riconoscimento legale delle unioni civili e della genitorialit. Chiediamo subito i registri delle unioni civili e una legislazione regionale avanzata che garantisca alle unioni civili diritti e tutele. Per uscire dal neutro, indispensabile analizzare le ricadute, diverse per donne e per uomini di ogni azione politica proposta, sia ex ante, sia ex post come valutazione effettiva degli effetti prodotti: una pratica, la rendicontazione e i bilanci di genere, che dovrebbe ormai essere pratica acquisita in maniera automatica da parte di ogni organismo pubblico o privato, e delle amministrazioni locali a partire dalla definizione dei LEP.

Politiche per la legalit La cultura della legalit e la lotta alla corruzione sono lulteriore sfida che il nostro territorio deve affrontare. Anche nel Lazio, anche a Roma, la malavita organizzata ha permeato il tessuto produttivo e controlla interi territori. Il vero problema oggi che diventa impossibile distinguere lillegalit dentro la legalit. Laddomesticamento delle norme, il cedimento etico e morale, la discrezionalit, il venir meno delle regole, il ricorso a procedure eccezionali, lurbanistica contrattata tutto ci ha prodotto corruzione, devastazione ambientale, espulsione di economia sana dal ciclo produttivo, riciclaggio di soldi sporchi. Le modifiche alla normativa sul DURC apportato dal decreto del fare e le ipotesi attualmente in discussione nel governo, destrutturano ulteriormente tali norme e garanzie e vanno decisamente verso una ulteriore produzione di illegalit Alla Regione Lazio chiediamo da subito una legge sugli appalti lavori beni e servizi, con lintroduzione della clausola di salvaguardia occupazionale e contrattuale per i lavoratori e le lavoratrici, il registro delle imprese sociali oltre allistituzione della stazione appaltante unica, contro il lavoro nero e per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Garantendo trasparenza, certezza dei costi, dei tempi e riduzione del contenzioso. 6

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Anche nella gestione dei servizi socio sanitari e sanitari, lassenza di regole rischia di produrre turbativa di mercato e scostamenti, anche rilevanti, in tema di qualit del servizio, vanno definiti accreditamenti per i soggetti che erogano prestazioni sociali e sanitarie che rispondano ai LEA e definizione quali-quantitativa delle figure professionali necessarie per i singoli servizi. Risulta improrogabile una rivisitazione delle politiche del settore commercio, per fronteggiare e rimuovere tanto il processo di deregolamentazione di fatto (centri commerciali), quanto il preoccupante processo di penetrazione della criminalit organizzata, a partire da alcuni luoghi simbolo di Roma (Caf de Paris). Chiediamo limmediato avvio di un confronto con le istituzioni che affronti il tema degli orari della citt e in particolare di quelli degli esercizi commerciali nei giorni festivi. Occorre pi trasparenza; non si deve pi permettere che controllati e controllori siano spesso, come succede oggi, lo stesso soggetto e i dati relativi ai bilanci e all'attivit della pubblica amministrazione devono essere, a disposizione di tutti, in maniera che ogni cittadino possa vigilare sul buon andamento dei pubblici uffici e possa esercitare quel controllo capillare che solo pu impedire corruzioni e abusi. I controlli devono diventare pi frequenti e rigorosi anche per le aziende private, che spesso aggirano con disinvoltura norme importanti, relative ad appalti, attivit finanziarie e sicurezza sul lavoro. Per raggiungere tutto questo c bisogno di una riforma della macchina amministrativa regionale e quella comunale, che nella semplificazione, non a scapito delle regole e della legalit, sia vicino ai cittadini per facilitare laccesso alle certificazioni e alle pratiche amministrative. Il susseguirsi di norme che modificano la tipologia degli interventi di controllo sulla regolarit dei rapporti di lavoro e il contrasto al lavoro nero progressivamente depotenziato, necessario intraprendere una serie di iniziative, coinvolgendo le istituzioni locali, affinch proprio a partire dalla P.A. venga messo in atto un contrasto forte allutilizzo delle collaborazioni coordinate e continuative e delle collaborazioni a progetto in violazione della normativa vigente. Stessa cosa accade per lattivit di controllo e verifica nella lotta allevasione fiscale. Le continue riorganizzazioni delle agenzie fiscali provocano larretramento dello Stato dal territorio e lo distolgono dal primario obiettivo che quello del recupero delle risorse evase. I beni confiscati alla mafia, cos come le terre pubbliche inutilizzate, devono ritornare nella disponibilit dei lavoratori e dei cittadini ed per questo che insieme a Libera siamo impegnati in una importante battaglia per la legalit che si concretizzata nella legge di iniziativa popolare Io riattivo il lavoro per lemersione alla legalit e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalit organizzata. La Cgil di Roma e del Lazio a partire dalliniziativa del 22 marzo 14 a Latina, nella piena condivisione della piattaforma, proseguir la sua azione, con Libera, contro le mafie.

Politiche per il benessere sociale Nel corso di questi ultimi anni i governi locali hanno garantito sempre meno diritti e servizi sociali ed educativi. La mancanza di coerenza e di un disegno organico di riordino istituzionale con il solo obiettivo di assestare la finanza pubblica ha ridotto in realt i servizi sul territorio. Gli standard di qualit dei servizi si sono notevolmente abbassati. Assistenza sanitaria, assistenza sociale, politiche di conciliazione, servizi sociali ed educativi, scuole per linfanzia, disabilit, sussidi, assistenza ai pensionati e ai meno abbienti, accesso alle risorse culturali, sostegno allinclusione degli immigrati, hanno visto progressivamente venir meno le risorse, la crisi 7

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finanziaria si riversata soprattutto su questo capitolo di spesa. Tagli indiscriminati, la drammatica carenza degli organici colmata con lutilizzo dei precari non stabilizzati, inefficienza dei servizi e nuovi bisogni ci impongono la ricerca di servizi sociali pi efficienti che siano in grado di erogare ai cittadini standard di qualit elevati e percorsi di stabilizzazione per i precari della P.A.. Il welfare va considerato non esclusivamente un costo ma un volano di sviluppo. Pi servizi sui territori, attraverso la piena realizzazione dellintegrazione tra servizi sociali e sanitari in ogni distretto, una maggiore responsabilit e pi risorse ai governi di prossimit, per rendere realmente esigibile la contrattazione territoriale e sociale. La gestione pubblica deve costituirne la regola, e non una possibile forme tra tante. Siamo contrari al modello basato sulla privatizzazione dei servizi sociali, c bisogno anche di nuove forme di gestione e di un protagonismo del no profit sociale, ma sempre allinterno di un perimetro in cui lo Stato regoli e controlli e non perda la capacit di tutelare con equit e giustizia le persone in difficolt. Il debito sanitario accumulato negli anni nella nostra regione per riportare il sistema in un equilibrio complessivo va ridotto senza che i provvedimenti ricadano sulla cittadinanza e sul territorio. Per affermare il sistema sanitario pubblico nel Lazio bisogna innovare sistemi di governance e rinegoziare limpostazione del piano di rientro: necessario realizzare un potenziamento della rete dei servizi, sviluppare nuove forme di aggregazione della medicina generale, serve un assistenza domiciliare di qualit e pi assistenza territoriale e cure primarie h24, il programma di apertura di case della salute deve essere parte di una pi generale programmazione, incluso una rete ospedaliera che garantisca emergenze e cure per patologie acute. Vanno definite regole omogenee che garantiscono qualit dei servizi erogati, dai vari soggetti pubblici, privati convenzionati, terzo settore. Bisogna partire dalla qualit e quantit delle risorse umane e definire piani di tutela occupazionale e limplementazione delle tante professionalit presenti, soprattutto a fronte delle crisi oggi esistenti. La Regione deve garantire la corretta applicazione della L.194, limitando la pratica dellobiezione di coscienza ed il rafforzamento della rete dei consultori, presupposto essenziale per garantire la salute riproduttiva, la libert e lautodeterminazione delle donne, nonch labolizione della legge 40, cos come vanno garantire politiche per il sostegno alle adozioni e la salute delle donne anziane. Politiche per il territorio e lambiente In questi decenni c stata una forte sottovalutazione del problema e gli ultimi eventi atmosferici hanno dimostrato lestrema fragilit del territorio e della rete infrastrutturale. Decenni di inadeguate politiche di manutenzione, prevenzione e messa in sicurezza del territorio evidenziano lassenza di una cultura attenta e rispettosa dellambiente in cui viviamo. Chiediamo un piano pluriennale di manutenzione del territorio, urbana e della mobilit e la costituzione di un ATO regionale per un uso della risorsa acqua pi efficiente e razionale. Bisogna intervenire sulle drammatiche emergenze del nostro territorio, sul sistema fognario e delle acque, sulla messa in sicurezza di scuole, strade ed edifici pubblici e sulla loro efficienza energetica. Una programmazione seria, laffidamento degli appalti deve rispondere alla logica della responsabilit, tempi e crono-programmi devono essere rispettati. Lemergenza abitativa non si pu affrontare con lapproccio degli ultimi anni che non ha prodotto nessun risultato se non laumento delle occupazioni abusive ed esasperato il clima sociale. 8

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Sono maturi i tempi per mettere in campo nuove idee e ripensare completamente le politiche abitative tutte rivolte al consumo di territorio e nessuna pianificazione e programmazione, sperimentando anche forme di co-housing sociale che favoriscano lintegrazione tra le generazioni. Chiediamo alle amministrazioni di sottoscrivere un patto per laffitto sostenibile. Il Comune di Roma deve da subito predisporre un bando unico delle emergenze abitative, indispensabile per effettuare un monitoraggio preciso che certifichi esattamente i bisogni e le necessit reali, ripristinando le assegnazioni attraverso la certezza delle regole e il ripristino della legalit. Necessaria una riforma degli Ater e lassegnazione delle case popolari a chi ha veramente diritto e bisogno. Siamo convinti che la scelta politica di consumo del suolo, attraverso la quale i comuni si sono finanziati le spese correnti non pi perseguibile, per il rilancio della filiera delle costruzioni c bisogno di un serio piano strategico di rigenerazione urbana, messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente e individuazione delle metodologie per gli edifici a consumo di energia zero, grandi opere di recupero urbano, di riqualificazione e di rigenerazione delle periferie, di costruire sul costruito. Sottoscrivere patti con le amministrazioni locali per facilitare gli interventi di messa in sicurezza e di tutela del territorio e di efficienza energetica del patrimonio edilizio, e della qualit del lavoro. I temi della mobilit dovranno necessariamente essere affrontati in un contesto globale, che muova dalla rivisitazione del processo di urbanizzazione e moderne infrastrutture. Il percorso strategico da seguire vede il livello regionale come il bacino unico di riferimento, tanto per la realizzazione delle politiche di settore, quanto per il dimensionamento aziendale del trasporto su gomma e su ferro. La mobilit pubblica e sostenibile deve disegnare un territorio che risponda alle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici, pensionati e pensionate e dei cittadini, che possa contribuire a migliorare la qualit della vita anche pensando ai nuovi insediamenti, allinvecchiamento della popolazione e alle modifiche demografiche intervenute. Il rilancio dellAeroporto di Fiumicino e del Porto di Civitavecchia, con infrastrutture moderne ed attente alla sostenibilit possono essere importanti volani di sviluppo per far fronte allincremento di traffico previsto sia delle merci che delle persone e per consolidare i collegamenti nazionali ed internazionali. Avviare e concludere nel contempo le altre opere della mobilit gi appaltate. Le citt che svolgono una funzione importante per lo sviluppo sostenibile devono investire sulle Smart Grid per migliorare la qualit della vita dei cittadini-e, lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate. La Regione Lazio deve attuare un piano di investimenti per completare in tutto il territorio la banda larga e sviluppare lagenda digitale. La stessa raccolta differenziata e il ciclo dei rifiuti deve diventare occasione di sviluppo e crescita. Va aumentata la differenziata per rendere le citt pi pulite e costruire un ciclo integrato dei rifiuti. Lobiettivo quello di avere un unico gestore pubblico che garantisca trasparenza negli appalti e labbattimento degli sprechi e conseguente gestione industriale del riciclo, del riuso e del recupero.

Politiche industriali ed efficienza energetica

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La Regione Lazio deve impegnarsi a definire una politica industriale che a partire dalla difesa delle tante realt manifatturiere di qualit presenti ne favorisca la rinascita attraverso un approccio innovativo alle politiche industriali che parta dalla capacita delle imprese di affrontare in modo continuativo il cambiamento allinterno dellazienda e in modo cooperativo con il contesto sociale in cui limpresa e inserita. E importante, anche, restituire centralit alle politiche per linternazionalizzazione: lapertura al commercio estero, in una fase, come quella attuale, di perdurante stagnazione della domanda interna, rappresenta il principale motore di crescita delleconomia locale. Puntare allinnovazione e alla competitivit. Bisogna promuovere politiche industriali che abbiano lobiettivo di accrescere gli investimenti e, da questi, generare innovazione nella consapevolezza che le azioni innovative sono pi efficaci se operate in rete. Si pensi, ad esempio, al sistema della filiera orizzontale, dove imprese che svolgono la stessa fase del processo produttivo possono tramite la costruzione di reti, catene organizzate o relazioni - accrescere la competitivit delle proprie produzioni in termini qualitativi, quantitativi e di efficienza. Puntare sui settori trasversali capaci di generare filiere produttive in grado di rafforzare e integrare la cooperazione produttiva tra PMI e artigianato allinterno di una economia a ciclo locale. Vi poi la necessit di creare dei poli regionali in cui la promozione della ricerca, della tecnologia e dellinnovazione sia favorita dal partenariato tra gli operatori (imprese, Universit, pubblica amministrazione). La definizione di un piano industriale deve avere la sostenibilit energetico-ambientale come scenario strategico entro il quale muoversi. In un quadro organico di sviluppo impostare una approfondita analisi delle opportunit e delle eccellenze partendo dalle realt territoriali considerando le grandi aree urbane come motore allo sviluppo. Riconversione industriale ed energetica con formazione professionale legata ai nuovi mestieri. Istituire un fondo per la crescita dellimprese che investono in nuove tecnologie, domotica, accessibilit urbana, qualit dei prodotti e agevolazione al credito per le imprese che investono nella sostenibilit, e presentano piani di assunzione per la ricerca, lo sviluppo e le applicazioni di innovazione ambientale ed energetica. Le politiche industriali devono contenere un piano energetico regionale fondato sullefficienza energetica, su un mix, per gestire la fase transitoria, tra fonti rinnovabili e tradizionali per creare una stabilit della rete. La Regione Lazio nellambito di un piano strategico di politica industriale coerente con gli indirizzi dati deve sviluppare tutte quelle azioni necessarie, a partire dalla riforma e dalla semplificazione della macchina amministrativa, per attrarre capitali esteri di quelle aziende che decidono di investire nel nostro territorio, di mantenere le grandi aziende, e rilanciare le tante aree di crisi. Gli accordi di programma, sul modello di quello sottoscritto con Mise e Regione su Frosinone possono essere lo strumento pi adatto per la gestione delle crisi. Politiche per il fisco La Cgil di Roma e del Lazio ritiene obiettivo strategico la riduzione delle tasse sui redditi da lavoro e da pensione. Le politiche fiscali adottate in questi anni da parte delle giunte regionali e comunali hanno scaricato il debito delle amministrazioni sui cittadini. Registriamo laddizionale regionale media pi alta, dovuta agli automatismi fiscali previsti a causa del deficit sanitario, e le addizionali comunali tra le pi alte con un importo medio di 130 euro che pagano ad esempio i cittadini romani. Siamo impegnati, gi dal ricordato memorandum sottoscritto con la Regione Lazio, ad introdurre 10

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rimodulazioni rispetto agli attuali scaglioni con lobiettivo di raggiungere una maggiore equit e progressivit della fiscalit locale in analogia con la normativa nazionale. Vanno avviate tutte quelle azioni straordinarie per il recupero dellevasione fiscale e tariffaria tra le quali sottoscrivere accordi con le amministrazioni comunali per il recupero dellevasione di tributi locali, regionali e dei crediti Inps in virt di specifici protocolli dintesa da siglare rispettivamente con lAgenzia delle Entrate, la Regione Lazio e lInps. Le risorse cos recuperate devono essere investite sul sociale. In questottica e nello spirito dellequit e della progressivit il documento impegna le strutture territoriali ad aprire un confronto con le amministrazioni locali sulle tasse e le tariffe comunali. Chiediamo a Comuni e Regione lapplicazione di protocolli e convenzioni finalizzati al potenziamento degli strumenti di contrasto e alla sinergia degli interventi sul territorio.

Politiche per la cultura e la conoscenza E necessario guardare alla conoscenza ed al sistema culturale per la capacit di preservare il tratto identitario e sviluppare buona occupazione ed economie di filiera. Questa opportunit, per essere colta, ha bisogno di politiche e di governance adeguate. A Roma e nel Lazio presente unestesa economia cognitiva e culturale: universit, istituzioni culturali, enti di ricerca, le scuole dellautonomia, un vasto patrimonio artistico ed archeologico, accademie e conservatori, sistema bibliotecario e museale, industria del cinema e culturale, ricreativa e dello spettacolo. La CGIL di Roma e del Lazio ritiene che questa sia una grande opportunit che, se portata a sistema, potrebbe costituire un volano per lo sviluppo del nostro territorio con ricadute pi ampie a cominciare dal turismo e dai comparti produttivi ad alta composizione tecnologica. A titolo esemplificativo vogliamo individuare quattro ambiti utili ai fini del nostro ragionamento da inserire e governare in una politica di carattere distrettuale: conoscenza, turismo, ricerca e innovazione, cultura e spettacolo. Politiche per la rappresentanza La Cgil di Roma e del Lazio deve proseguire le scelte fatte con la conferenza organizzativa del 2012, che partivano dallanalisi dello stato di salute dellorganizzazione, dalla crisi gi in atto e dal bisogno di riunificare la rappresentanza del lavoro frammentato costruendo partecipazione e azione collettiva a partire anche dalla domanda individuale intercettata dai nostri servizi presenti sul territorio. Le priorit che declinammo nel documento finale sono ancora attuali: il bisogno di rafforzare e decentrare nel territorio la rappresentanza attraverso la presenza e lautonomia delle categorie, la piena integrazione tra tutela collettiva e tutela individuale e la piena realizzazione della democrazia paritaria. Bisogna adeguare il modello di rappresentanza al cambiamento del mercato del lavoro a tutti i livelli dellorganizzazione, avendo chiaro che il lavoro precario sta superando di gran lunga il lavoro a tempo pieno e stabile e riqualificando attraverso il modello dellinclusivit tutti i livelli di contrattazione: dal CCNL alla contrattazione di secondo livello e alla contrattazione sociale e territoriale e garantendo risorse stabili e progetti mirati. Le camere del lavoro devono rendere effettiva lintegrazione tra tutela collettiva e individuale costruendo un sistema di accoglienza unico e qualificato agendo anche sulladeguamento di sedi e di personale, sugli orari di apertura, sul potenziamento delle reti informatiche e degli applicativi,

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valorizzando le competenze e le professionalit delle compagne e dei compagni del nostro sistema dei servizi. Inoltre lo stesso Piano del Lavoro lancia una sfida anche noi, al bisogno di un ammodernamento e di un rafforzamento della contrattazione, affiancando alla naturale contrattazione delle condizioni di lavoro anche una crescente contrattazione territoriale, affinch difesa dei livelli occupazionali, diritti nel lavoro e diritti di cittadinanza siano coerenti con gli obiettivi dello sviluppo e della sostenibilit. Una sfida impegnativa, che sollecita una crescita culturale di tutta lorganizzazione ed offre terreni importanti di partecipazione attiva e di alleanza tra soggetti aventi ruolo diverso ma valori ed interessi convergenti che rifondi un nuovo patto sociale. La contrattazione il valore e lidentit del sindacato confederale. Senza la contrattazione e gli avanzamenti conseguenti si assiste ad un indebolimento complessivo della nostra azione e della nostra rappresentanza e di conseguenza un venir meno della nostra funzione e del nostro ruolo. La Cgil di Roma e del Lazio ritiene che per evitare i fenomeni di esclusione dalla contrattazione, le deroghe continue e gli accordi separati, la stessa va legata a incontrovertibili criteri di rappresentanza che vanno estesi a tutti i settori. In tal senso, pur rispettoso delle diverse sensibilit, il Congresso ritiene che il regolamento attuativo dellaccordo su rappresentanza e democrazia cos come deliberato dallorganismo di Cgil Nazionale, deve essere portato a conoscenza e diffuso tra lavoratori e lavoratrici iscritti e sottoposto al voto certificato. La negoziazione sociale e territoriale va estesa in ogni comune per discutere di bilanci, di tassazione locale, di evasione fiscale e tariffaria, di politiche della casa, di politiche sociali e quanto necessario per il benessere delle persone. Questo consente al sindacato sul territorio, attraverso la partecipazione attiva, di svolgere un controllo democratico delluso delle risorse, verificare e contrastare la corruzione. Va dato seguito a quanto deliberato nella nostra conferenza di organizzazione, va sviluppata e rafforzata la contrattazione di sito, vanno costituiti coordinamenti di delegati tra leghe SPI, FLAI e comitati degli iscritti nelle camere del lavoro comunali. La riforma organizzativa avviata nel 2012 va compiutamente definita e completata attraverso un percorso condiviso e partecipato entro marzo 2015; senza tacere sulle scelte decise ma non perseguite da tutte le nostre strutture; in questo senso lordine del giorno votato al C.D. del 6 dicembre 2013 parte integrante di questo documento e proprio perch deciso tutti insieme va portato a pieno compimento. Per rispondere al meglio alle sfide che la nostra organizzazione dovr affrontare serve mettere al centro unadeguata politica dei quadri, anche attraverso il sostegno al progetto di formazione continua e diffusa, per garantire il rinnovamento dellorganizzazione e lobiettivo della democrazia paritaria e una adeguata rappresentazione di giovani e migranti.

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