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Ogni anno riordino il "laboratorio".

Non troppo sovente perch altrimenti non trovo pi nulla e mi deprimo davanti a un p iano di lavoro intonso e troppo libero, ma almeno una volta all'anno si', perch i l casino a un certo punto pare prendere vita e aumentare da solo, credo che quan do non ci sono le cose prendano vita propria e si muovano, si accoppino e si mol tiplichino oppure, trascurate, si prendano una vacanza e spariscano. In quell'occasione scopro i pezzi che credevo perduti e che ho faticosamente ric ostruito e realizzato in scratch, pulisco gli attrezzi e li rimetto nelle rastre lliere, riordino per categorie colori, lime, stucchi e prodotti vari, punte e fr esette, faccio il tagliando agli areografi (averne pi di uno serve anche a usare l'areografo bisognoso di manutenzione solo per campiture vaste e tirare fuori un o "ripulito" per i particolari fini finch tutti diventano sputacchiosi e bizzosi) . In quell'occasione scopro sopratutto che l'80% delle attrezzature ancora al suo posto dall'anno scorso, polverosa ma nuovissima. Ho lavorato un anno con il 20% del capitale investito. Una industria che ragionasse cos sarebbe fallita da tempo, ma noi siamo degli hob bisti, degli appassionati, mica dei manager! Comperiamo sempre, di tutto e il meglio, quello che ci consigliano e quello che ci colpisce al mercatino, la novit recensita da Modeltime e il pezzo d'antiquaria to. E quando l'amico ci chiede "... ma ce l'hai il maccanicco taldeitali?" che soddi fazione rispondere "Certo... l'ho comperato due anni fa' quando l'ho visto in un mercatino di Vattelapesca, era una novit assoluta!" A volte modellismo significa non realizzare ma "possedere", se ce l'hai (il mode llo ultimo grido, l'erba trifoglio in fotoincisione o il prodotto che fa' i mira coli) allora sei un giusto, uno che sulla mappa.. gi il cappello, ragazzi! Eppure ci sono modellisti che hanno forse un po' pi tempo di noi, le mani di un n eurochirurgo, gli occhi di un falco e la pazienza di Giobbe e con un coltellino svizzero, una limetta per unghie, un tronchesino e un paio di pinzette mettono i nsieme modelli che ci fanno sbavare. Sono rimasti in pochi, ma ci sono. Sono i McGiver del nostro hobby, un mito, ma non vorremmo mai essere nei loro pa nni a disinnescare in una giungla con il coltellino svizzero un ordigno nucleare con il display del countdown che scandisce gli ultimi secondi. Useremo solo il 20% dell'armamentario acquistato ma quell'80% che sta li', fermo ai box in attesa di scendere in pista chiss quando, ci serve per la nostra sere nit, per rassicurarci, per dirci "dai, coraggio, ci sono io li' se proprio non ci riesci". E sapere che ci sono ci rende pi sicuri.

E poi in fondo il mercato sta' a galla anche per questo, per le scatole che rest ano sugli scaffali e gli attrezzi che non usiamo ma che potremmo usare. Cos come in garage avr almeno cinque set di chiavi (a bussola, aperte e a stella, a tubo e a pipa, speciali, metriche e in pollici), decine di cacciaviti, mezza d ozzina di trapani