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Realismo popolare e libero indiretto Il libero indiretto costituisce non soltanto una grande intuizione dal punto di vista

della critica letteraria, ma una linea operativa che contraddistingue loperazione stilistica pasoliniana nel suo complesso. lo stile pasoliniano stesso ad essere contraddistinto dal libero indiretto, e soprattutto riguardo alla sua opera cinematografica. Tutto il problema del libero indiretto deve essere affrontato a partire dalla mimesis, solo a partire dalla messa in questione del realismo e precisamente del realismo in letteratura che comprendiamo lo stile cinematografico di asolini, talvolta nominato sotto il titolo di realismo epico!religioso. Il primo passo quello di distinguere nettamente il realismo dal naturalismo" il naturalismo considera la realt# come un oggetto che si presenta naturalmente, appunto, ingenuamente. $a cosa qui dato di fatto, che si presenta ovunque identico come si presume che si debba presentare agli occhi imparziali dello scienziato% il naturalismo azzera il momento stilistico perch& considera il reale e locchio che guarda come irrelati, reciprocamente indifferenti, lunica operazione possibile quella di ricondurre minuziosamente i particolari cos' che non manchi nulla al resoconto imparziale di ci( che deve essere rappresentato. Il reale dato naturale. Il realismo agisce affatto diversamente, reale e occhio che guarda non sono qui due termini a s& stanti, ma compenetrati, coinvolti e cospiranti. $occhio stesso rifiuta la propria imparzialit# per disperdersi nelloggetto, e in qualche misura annullarsi nellidentificazione ad esso. )a questo stesso oggetto non a sua volta dato naturale, n& resoconto oggettivo" il realismo sempre soggettivo e anche quando si presenta sotto forma di rappresentazione sorda e puramente oggettiva, come in Sal, perch& quella realt# sorda e puramente oggettiva altro non che il rapporto di un particolare tipo di soggetto con le cose stesse. *el caso di +al( la regia stilizza e raddoppia la crudele oggettivazione cui il carnefice sottopone le vittime. $a riduzione a cosa perpetrata sui corpi, il regista la doppia con il suo stile. Il realismo ,prima di asolini solo il realismo in letteratura- non dunque realismo di una realt# oggettiva, ma sempre realismo di un sentimento del reale, e lo stile del realismo lo stile che si sforza non di riportare la realt# ma il sentimento della realt# che appartiene ad un determinato personaggio e al suo essere!nel!mondo. er questa

via il realismo stringe i propri rapporti con lespressionismo, molto pi. di quanto non faccia con il naturalismo, che appare invece sempre pi. come il suo opposto. / tirare asolini in questa prospettiva la lettura del fondamentale saggio di /uerbach. / partire dalle teorie di /uerbach asolini arriva a formulare la propria particolare e, a mio parere, incontrovertibile posizione rispetto al realismo dantesco. 0uello di 1ante sarebbe allora un realismo espressivo, dove la scelta del registro linguistico scelta stilistica, che esprime a sua volta una determinata coscienza sociologica. 1ante non solo fa parlare i propri personaggi come parlerebbero nella realt# allinterno dei discorsi diretti ,e questo sarebbe ancora naturalistico, come nel 2erga-, ma anche quando narra scompare stilisticamente per lasciare posto a stilemi e formule che esprimono il mondo di riferimento dei personaggi rappresentati, in tal modo egli viene meno come soggetto autore e padrone della realt# per farsi egli stesso abitatore linguistico del mondo che gli preme allespressione" con ci( egli non maestro ordinatore della realt#, ma preso nel vortice di un multiverso allinterno del quale la realt# si esibisce nella sua molteplicit# irriducibile attraverso le infinite tonalit# di sentimento del reale. Il cinema di asolini non intende fare nulla di diverso che ripetere in termini visivi questa funzione sociologica dello stile attraverso il discorso libero indiretto. 2anamente cercheremo nei contenuti e finanche nella sintassi la vera differenza che passa tra un film di asolini e laltro. nella realt# stessa che qui rimontata, nel modo differente secondo cui essa parla che troviamo la vera peripezia stilistica del regista. 0uestarte, questo modo di stilizzare quello del mimo" il mimo infatti diviene il suo oggetto e pratica cos' una mimesi espressiva in luogo di una mimesi semplicemente rappresentativa. /llo stesso modo asolini rifiuta di ordinare i pezzi di realt# secondo la sua personale posizione di intellettuale dallelevatissima e raffinatissima cultura, ma lascia che siano i personaggi che egli vuole esprimere ad ri!ordinare cinematograficamente la realt#. Il disinteresse di nei confronti dellattore deve essere letto in questa chiave" lattore secondario e inutile perch& il vero mimo sta dietro e non davanti alla telecamera% il personaggio non espresso dentro allimmagine, ma nel modo come limmagine stessa si presenta, nel modo come la realt# vista in quellimmagine. erci( lattore stesso solamente un corpo che deve essere intonato, adeguato al modo come quel mondo appare alla coscienza altra che

in quel film prende la parola. Il fratello che il borghese si rappresenta ha tratti e movenze differenti dal fratello che si rappresenta il contadino, e in questa semplice considerazione si percorre tutto lenorme problema di una scelta stilistica non rappresentativa, ma espressiva. 3os' per il facchino4

Stile e critica 5cco dunque la funzione critica dello stile. espressa in negativo in questo passaggio di Empirismo eretico"
)a a me sembra impossibile affermare che rivivere i pensieri o rivivere il particolare discorso che esprime quei pensieri sia lo stesso fenomeno. 6n autore pu( rivivere i pensieri e non le parole che li esprimono, solo in un personaggio che abbia almeno la sua educazione, la sua et#, la sua esperienza storica e culturale" in altre parole, che appartenga al suo mondo. /llora accade un fatto terribile" che quel personaggio unito allautore dal fatto sostanziale di appartenere alla sua ideologia. $a cosa pi. odiosa e intollerabile, anche nel pi. innocente dei borghesi, quella di non sapere riconoscere altre esperienze vitali che la propria" e di ricondurre tutte le altre esperienze vitali a una sostanziale analogia con la propria. una vera offesa che egli compie verso gli altri uomini in condizioni storiche e sociali diverse. 6no scrittore borghese, anche nobile, anche alto, che non sappia riconoscere i caratteri estremi della diversit# psicologica di un uomo dalle esperienze vitali diverse dalle sue 7 e che, anzi, creda di impadronirsene cercando delle sostanziali analogie, quasicch& altre esperienze che la sua non fossero concepibili 7 compie un atto che il primo passo verso una forma di difesa dei privilegi e addirittura di razzismo" in tal senso egli non pi. libero, ma appartiene deterministicamente alla sua classe" non c pi. soluzione di continuit# tra lui e un commissario di polizia o un boia nei lager. 849 egli, cos', compie unincosciente e faziosa identificazione di tutto il mondo con il mondo borghese% e il suo personaggio non che la concrezione del proprio stato ideologico che ne rende impensabile ogni altro ,nella naturale presunzione della propria superiorit#-. ,pp. :;! ;<-

1a questo passaggio la domanda che sorge spontanea " quanto a fondo la rappresentazione pu( arrivare fino a far scomparire la possibilit# di un mondo altro e dunque far sorgere lodio verso ci( che nuovo, diverso, estraneo, straniero= er

asolini la gran parte dellattivit# rappresentativa artistica funziona precisamente riconducendo ad una organizzazione univoca, conforme, la realt#, riproducendo costantemente una realt# standardizzata secondo canoni che sono solo apparentemente neutrali, oggettivi o esteticamente fondati. In realt# il cinema, la televisione ,ma anche le molteplici forme di esperienza ed esistenza virtuale che esistono sulla rete- sono organizzate precisamente come una omologazione della realt#" esse presentano molti aspetti della realt#, ma di una realt# sola, dove tutto pu( essere comunicato o tradotto ,attraverso la sua banalizzazione- da una lingua allaltra senza curarsi ,o meglio preoccupandosi accuratamente e scientificamente- di far andare perduti aspetti essenziali e irriducibili che sono in ultima istanza le differenze fra lalto e il basso, gli sfruttatori e gli sfruttati, il carnefice e la vittima. 3os' si arriva a una realt# dove le differenze di classe sono state abolite semplicemente perch& la esperienza stessa interamente organizzata secondo il sentimento di realt# di una classe sola, che poi quella che ha vinto. $omologazione non si compie attraverso le opinioni, ma attraverso il modo in cui esse si formano, cio attraverso leducazione del modo in cui ciascuno crede di vedere qualcosa come una realt.