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4. La critica testuale

(testo ripreso da Roselyn Dupont-Roc, Il metodo della critica testuale, in: Daniel Marguerat [a cura],
Introduzione al Nuovo Testamento, Claudiana, Torino 24, pp. !24-!2"#

$l la%oro del testualista co&incia e%idente&ente con la lenta colla'ione dei di%ersi &anoscritti. Di
(ronte alla &assa dei testi&oni e delle %arianti, i &e&)ri del co&itato c*e accert+ il testo standard
scelsero ,4-.,uog*i %arianti, per i /uali si osser%a un nu&ero se&pre crescente di &anoscritti
signi(icati%i0 la lettura di nu&erosi (ra&&enti di papiro ric*iede l1inter%ento di specialisti di
paleogra(ia (c(r. *ttp:22333.uni-&uenster.de24TTe5t(orsc*ung#. $l la%oro di colla'ione si
estende se&pre pi6 anc*e alle %ersioni antic*e.
7ui a((rontere&o la critica testuale solo a partire dal &o&ento in cui gli specialisti ci o((rono, negli
apparati critici del 4estle-8land e soprattutto del 94T, un &ateriale di note%ole ricc*e''a e
a((ida)ilit:. 7uali sono /uindi i criteri utili''ati per accertare il testo;
<i distinguono tradi'ional&ente tre &odalit: operati%e della critica: la critica verbale, la critica
esterna e la critica interna. Le tre &odalit:, in teoria, possono a%ere luogo in successione, &a
%edre&o a c*e punto, a %olte, le loro (rontiere siano s(u&ate e in c*e &odo il testualista sia portato
a (ar entrare in a'ione si&ultanea&ente di%ersi punti di %ista critici.

a# La critica verbale consiste in una sorta di =puli'ia> del testo c*e si esplica nell1eli&inare
grossolani errori di copia0 i pi6 noti sono il con(ondere le consonanti onciali (A e n, l e P ecc.#, la
se&pli(ica'ione (aplografia# o, al contrario, il raddoppio (dittografia# di una consonante e il pas-
saggio da una riga all1altra /uando un1espressione ? ripetuta (homoioteleuton#. 8ltri errori sono
do%uti alla pronuncia o al carattere &ute%ole dell1ortogra(ia:
@ ? (re/uente la con(usione tra e e , cosa c*e a %olte (a sorgere un du))io tra indicati%o e
i&perati%o: in Ro&. !,,, la tradi'ione ? incerta tra :.|| :e:| (=noi sia&o in pace># e :.||
::| (=sia&o in pace>#0
@ il (eno&eno dello itacismo *a presto in(luen'ato la pronuncia di s%ariate lettere grec*e: :. e. u
ca&)iano pronuncia in =i>. $n Mt. ,",24, il cele)re Ioghion del =ca&&ello> c*e non pu+ passare
attra%erso =la cruna di un ago> *a solle%ato la /uestione0 la &aggior parte dei testi&oni riporta
sae| (=il ca&&ello>#, &a alcuni &anoscritti tardi%i riportano sa.e|. <i tratta di un se&plice
caso di iotacis&o e le due parole si pronunciano con la =i>; Appure do))ia&o notare la traccia di
un desiderio di attenuare la strane''a del testo, dal &o&ento c*e sa.e| signi(ica =una grossa
corda>; $n ogni &odo, (in dal % secolo Cirillo d18lessandria attesta /uesta lettura.

)# La critica esterna de%e ini'ial&ente essere s%iluppata per se stessa. Consiste nel co&parare i
%ari testi&oni delle le'ioni %arianti, il loro nu&ero, la loro antic*it: e la loro /ualit: intrinseca.
Tutta%ia, nB l1antic*it: nB il nu&ero dei testi&oni rappresentano un criterio decisi%o: in e((etti,
testi&oni &olto antic*i co&e il papiro C
DD
possono recare c*iare corre'ioni di tipo docetico. 8llo
stesso &odo, il testo di Marcione ri(lette a %olte delle tenden'e ultra-paoline. CosE, nell1ese&pio
precedente&ente citato di Ro&. !,,, il nu&ero e l1antic*it: dei testi&oni a%re))ero potuto (are
decidere per il congiunti%o: i &anoscritti a, e F- (pri&a delle corre'ioni#, 82, C4, DD, --, due
&anoscritti della Vetus latina, la Vulgata, la siriaco-palestinese e la Peshitta presentano il
congiunti%o0 al contrario, G, e <- dopo le corre'ioni e altri pi6 tardi%i, recano l1indicati%o: ? il
contesto didattico e non esortati%o c*e *a (atto scegliere l1indicati%o agli editori del testo standard.
Accorre ri&etterlo in discussione;
Aggi si presta grande atten'ione al (atto c*e una %ariante sia attestata in pi6 tipi di testo.
Cro)a)il&ente, il testo standard sacri(ica troppo alla co&poste''a del testo egi'io e,
indu))ia&ente, lo (a%orisce in &aniera eccessi%aH Di (atto, le %arianti occidentali, in /uanto non
recensionali, sono or&ai se&pre pi6 %alori''ate. Ma anc*e /ui )isogna e%itare di per&ettere c*e si
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instauri un nuo%o tipo di &ito dell1origine. La critica testuale de%e &oltiplicare i criteri e de%e
essere se&pre circospetta.

c# La critica interna tenta di sti&are il %alore rispetti%o delle %ara&enti per la co&prensione del
testo0 essa si poggia su criteri di coeren'a interna del testo, di stile dell1autore0 in(ine, de%e tener
conto dei di)attiti dottrinali di un deter&inato periodo, dei /uali il testo pu+ essere un ri(lesso.
In certo nu&ero di principi o di regole pratic*e ser%ono spesso co&e criteri0 )isogna utili''arli
con pruden'a e destre''a, poic*B in /uesti ca&pi non c1? una regola assoluta:
@ lectio brevior: la le'ione pi6 )re%e ? la pi6 pro)a)ile0 gli scri%ano *anno se&pre a%uto la tenden'a
a precisare, a spiegare per (acilitare la lettura0
@ lectio difficilior: per la stessa ragione, la le'ione pi6 di((icile ? la pi6 pro)a)ile0 si corregge un testo
per renderlo pi6 accessi)ile e non per renderlo oscuroH
@ lectio difformis: nei passi paralleli dei %angeli, sar: pre(erita una %ersione di((erente poic*B s(ugge
alla tenden'a generale all1uni(or&a'ione0
@ lectio quae alias explixcat: in(ine, )isogna se&pre pre(erire la le'ione c*e spiega le altre e c*e pu+
essere indicata co&e =%ariante-(onte>. Tisc*endor( ritene%a c*e (osse =la pri&a tra tutte le regole>0
inglo)a tutte le altre e de%e essere considerata co&e il criterio essen'iale per sta)ilire il testo. L.
Jaganay la c*ia&a%a, con spirito, il =(ilo d18rianna> del testualista.
Mostrere&o con /ualc*e ese&pio c*e /ueste regole restano se&pre indicati%e, e c*e il testualista
entra in dialogo con la critica letteraria, tenendo conto del contesto %icino, del %oca)olario e dello
stile propri di un autore, e a %olte anc*e del progetto letterario e teologico di un1opera.

1. In pri&o la%oro consiste nel reperire le =glosse> o spiega'ioni aggiunte a &argine, c*e possono
essere passate nel testo nel corso di copie successi%e. Ci si tro%a allora alla (rontiera della critica
%er)ale, &a i tre approcci si ri%elano spesso necessari. 7uesto ? il pro)le&a posto dallKini'io della
Lettera agli L(esini: in tutti i &anoscritti in nostro possesso, linscriptio =agli L(esini>. Tertulliano,
per+, ci (a sapere c*e Marcione la considera%a una lettera ad Laodicenses, =ai Laodicesi>.
4ellKindiri''o ai destinatari di ,,,, il co&ple&ento :| `E|:c (=a L(eso>#, c*e do%re))e seguire il
participio del %er)o essere :e., a,.e., :e., euc.| (=ai santi c*e sono... >#, ? assente da testi&oni
i&portanti: C
4,
,a, (pri&a delle corre'ioni#, F, ,M-", Marcione secondo Tertulliano, Arigene,
Fasilio0 ? aggiunto a &argine di a, e di F0 ? in(ine entrato nel testo di 8, D, N, 9, della Vetus latina
e della Vulgata. Accorre notare c*e l1assen'a dell1articolo da%anti al participio, in C
4D
, rende
leggi)ile il testo: :e., a,.e., euc.| (=a coloro c*e sono santi>#. O certa&ente la le'ione pi6 )re%e, la
pi6 di((icile e, pro)a)il&ente, la %ariante-(onte. La lettera si presenta%a (orse co&e una lettera cir-
colare in%iata alle c*iese, lasciando c*e ciascuna c*iesa inserisse il proprio no&e nel testo; <are))e
un caso unico, e do%re&&o a%ere attesta'ioni di un nu&ero &aggiore di destinatari. L1assen'a
originaria di destinatari ? stata (orse corretta durante il $$ secolo; Jerso la (ine del secolo, $reneo,
poi il canone di Muratori, l1accolgono co&e lettera =agli L(esini>.
La co&plessa /uestione dei saluti e della dossologia (inale dell1Lpistola ai Ro&ani ? dello stesso
ordine: suggerisce di%erse edi'ioni della lettera, in particolare pri%e degli ulti&i due capitoli in
contesto &arcionita.

2. La critica interna resta ancora %icina alla critica %er)ale (intanto c*e rile%a le ar&oni''a'ioni tra
passi paralleli, soprattutto nei %angeli. <i tratta di una tenden'a spesso inconscia del copista c*e
conosce a &e&oria il testo pi6 di((uso, di solito il Jangelo di Matteo, e c*e spesso allinea su /ue-
st1ulti&o gli altri %angeli. Nacendo ri(eri&ento all1i&presa di Ta'iano nel suo iatessaron, o
=Jangelo ar&oni''ato>, si parla talora di =ta'ianis&i>. $$ (eno&eno, del resto, si %eri(ica ancora
oggi nei lettori c*e &escolano i %angeli e tentano, in &aniera pi6 o &eno consape%ole, di ridurre le
tensioni, se non addirittura le contraddi'ioni, dei testiH
In ese&pio %era&ente note%ole ? /uello del Cadre nostro nella %ersione di Lc. (Lc. ,,,2-4#. La
&aggior parte della tradi'ione &anoscritta, i grandi onciali a,, 8, D, P, 7, le (a&iglie N
,
e N
,-
, la
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&oltitudine dei &inuscoli )i'antini, la Vetus latina e la Vulgata aggiungono, alle cin/ue ric*ieste di
Lc., le due do&ande di Mt.0 il Jaticanus F-, la siriaco-sinaitica, Marcione, Arigene e 8gostino
*anno conser%ato il testo )re%e, la cui an'ianit: ? con(er&ata dal papiro C
M!
.

3. In ese&pio tratto dal Jangelo di 9io%anni per&ette di cogliere dal %i%o i con(litti dottrinali c*e
*anno scosso il $$ secolo:
$n 9io%. ,,,,, i papiri C
DD
e C
M!
,

tutti i grandi onciali e i &inuscoli, %ale a dire al te&po stesso la
tradi'ione egi'ia e la tradi'ione )i'antina, oltre al codice di Fe'a, recitano: =Lssi c*e non sono nati
da sangue, nB da un %olere di carneQ>, c*e caratteri''a i credenti. Tutta%ia, un &anoscritto della
Vetus latina ()# e i Cadri latini pi6 antic*i ($reneo latino, Arigene latino# presentano la (rase al
singolare ri(erendosi al Cristo: =Lgli c*e non ? nato da sangueQ>. $l peso della critica esterna ? tale
c*e la discussione pu+ se&)rare inutile dal principio. Ma i testi&oni latini risalgono alla &et: del
$$ secolo. <i tratta di una a((er&a'ione di tipo docetico, all1interno del con(litto cristologico, oppure
di una a((er&a'ione della %erginit: di Maria; $reneo (!ontro le eresie $$$,,D,2# e Tertulliano (alla
carne del !risto R$R# leggono il testo al singolare e lo applicano al concepi&ento %irginale.
Tertulliano, del resto, accusa gli gnostici %alentiniani di a%erlo corrotto %olgendolo al plurale per
sostenere la loro conce'ione del cristiano =spirituale>. 4el J secolo, Cirillo legge il plurale e collega
il concepi&ento %irginale e il )attesi&o dei cristiani co&e nascita dall1alto.

4. Cer concludere, dire&o ancora due parole sulla /uestione posta da alcuni %ersetti (addirittura
pericopi# assenti da una note%ole parte della tradi'ione &anoscritta, &entre l1altra parte li conosce.
<i tratta, in particolare, della pericope della donna adultera &a anc*e, in Lc, dellKagonia 9etse&ani
(Lc. 22,4--44# o del =Cadre, perdona loro> (Lc. 2-,-4#. La decisione degli editori del testo standard ?
stata /uella di inserire nel testo /uesti %ersetti, &a tra parentesi /uadre, per segnalare l1incerte''a
della tradi'ione o, addirittura, il (atto c*e il passaggio non appartene%a al testo d1origine &a
%eni%a &antenuto co&e una tradi'ione cristiana antica. 7uesti sono casi in cui, in &odo
particolar&ente c*iaro, la critica testuale de%e entrare in dialogo con la critica letteraria, sen'a
perdere tutta%ia la sua speci(icit:.
$l testo di Lc. 22,4--44 (| e: au: a,,:e, av` eua|eu :|.cu| au:e|. sa. ,:|e:|e, :| a,|. a
:s::|:c::e| vecu::e sa. :,:|::e e .e, au:eu c:. ee. a.a:e, sa:aa.|e|:e, :v. :| ,|#
illustra )ene la di((icolt:: i due %ersetti c*e insistono sull1agonia terri)ile di 9es6, sostenuto da un
angelo, nel giardino degli uli%i sono assenti da gran parte dei grandi onciali (a,, 8, D, P#, dal
papiro C
M!
e da N
,-
, dalla siriaco-sinaitica, da 8&)rogio e 9erola&o, nonc*B da Arigene. 8l
contrario, sono presenti nel codice di Fe'a D, 7, le (a&iglie N
,
, nella Vetus latina, nella siriaca
curetoniana e nella Peshitta, nella Vulgata, in 9iustino e in $reneo. La situa'ione ? dun/ue assai
con(usa, &a l1o&issione se&)ra in gran parte egi'ia: un1alta cristologia *a potuto ri(iutarsi di
attri)uire al Cristo una tale angoscia e di i&&aginare c*e un angelo potesse essere di con(ortoH
Tutta%ia, la critica interna non pu+ discernere c*iara&ente la %ariante-(onte, poic*B si pu+ anc*e
presupporre la %olont: di insistere sullKu&anit: di 9es6. La critica tenta dun/ue di poggiarsi su
criteri stilistici. <%ariate parole del %. 44 sono degli *apa5 nell1opera di Luca0 )isogna pertanto
proi)irne lKuso all1autore; $n(ine, si tiene conto dell1econo&ia d1insie&e del racconto della pas-
sione: se il 9es6 di Luca &uore serena&ente sulla croce ri&ettendo il suo spirito nelle &ani del
Cadre, l1autore non *a (orse %oluto rie/uili)rare il ritratto espri&endo innan'itutto l1angoscia
&olto u&ana del Niglio in /uesta scena decisi%a;
La discussione di /uesto ese&pio *a (atto inter%enire degli ele&enti di critica letteraria:
innan'itutto la no'ione di =%oca)olario> di un autore, collegato alle sue a)itudini stilistic*e, poi la
costru'ione d1insie&e di un racconto. 7uesto tipo di critica si ? s%iluppato sotto il no&e dE critica
razionale. Riguarda lo stile proprio di un autore, &a anc*e il carattere pi6 o &eno letterario del
greco utili''ato. L1interesse c*e suscita ? grande, &a non ? al riparo da certi risc*i e in particolare
dal risc*io di un circolo %i'ioso: si accerta il testo di un autore a partire da un %oca)olario e dai
tratti stilistici osser%ati... sul testo accertatoH 8ncora una %olta, la pruden'a ? d1o))ligo.
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<e le doppie parentesi /uadre del testo standard &antengono l1a&)iguit:, poic*B &ani(estano il
ri(iuto di (are una scelta, ser%ono anc*e a sottolineare i&&ediata&ente al lettore la %aria)ilit: del
testo in passi cosE i&portantiH
Cer ulteriori appro(ondi&enti, clicca /ui (testo in italiano#.