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Il Magnetismo Gilbert fu il primo a studiare i fenomeni magnetici.

Egli individu nella Terra il grande magnete causa dellorientamento degli aghi magnetici usati nelle bussole. Un ago magnetico si orienta con una estremit verso il polo nord terrestre e con laltra verso il polo sud. Le due estremit dellago sono per questo dette polo nord e sud. Se nelle vicinan e dellago sono presenti dei magneti! lago risente dellattra ione magnetica di questi corpi" il suo polo nord viene attratto da quello del magnete e respinto dal polo sud del magnete. Lopposto accade al polo sud dellago. Una normale sbarretta di acciaio non # in grado di attrarre piccoli oggetti di ferro! ma se lavviciniamo o mettiamo in contatto con della magnetite essa acquisisce la propriet di attrarre gli oggetti in ferro" si dice che la sbarretta # magneti ata. Gli aggetti che acquistano artificialmente le propriet magnetiche sono detti calamite o magneti artificiali. Gilbert studi inoltre le analogie tra le cariche elettriche e i poli magnetici. La prima differen a # che non # possibile separare i poli magnetici di una calamita! infatti se si taglia a meta una calamita si formano due calamite che hanno entrambi i poli. $er questo aghi e calamite sono detti anche dipoli elettrici La seconda # che mentre un corpo elettri ato attira piccoli corpi di differenti sostan e la calamita attira pe etti di ferro o altri metalli. %nfine analogamente alle cariche elettriche poli magnetici diversi si attraggono mentre poli uguali si respingono. &oulomb fu il primo a capire che lintensit delle for e magnetiche diminuisce con il quadrato della distan a tra i poli. %l campo magnetico vettoriale ' ha per dire ione la retta lungo la quale si dispone un ago magnetico posto in un punto e verso quello che va dal polo sud al polo nord. $ossiamo costruire con un ago magnetico le linee del campo magnetico! la dire ione del vettore campo magnetico # la dire ione della tangente alla linea del campo. (ersted dimostr che un filo percorso da corrente elettrica provoca la devia ione di un ago magnetico posto nelle sue vicinan e ovvero il passaggio di corrente in un filo genera campo magnetico. Se mettiamo un filo conduttore lungo la dire ione del campo magnetico terrestre e sotto un ago magnetico parallelamente al filo quando facciamo passare la corrente lago oscilla e si dispone perpendicolarmente al filo. Se invertiamo il verso della corrente lago si mette sempre perpendicolare al filo ma orientato in modo opposto. Le linee del campo magnetico generato dal filo percorso dalla corrente sono le infinite circonferen e concentriche di cui il filo costituisce lasse. %l verso si ottiene con la regola della mano destra ovvero indicando col pollice il verso della corrente! le dita della mano chiudendosi indicano il verso delle linee del campo. &on questa esperien a capiamo che la corrente genera un campo magnetico e che la for a non # diretta lungo la congiungente i due corpi! ma perpendicolare al piano che contiene il filo e lago. )arada* scopri che un magnete esercita una for a su un conduttore percorso da corrente" egli ha disposto in un campo magnetico un filo conduttore sospeso in modo da potersi muovere lungo la dire ione verticale. +uando si fa passare corrente il filo subisce una for a perpendicolare al campo che # lungo la dire ione ori ontale e quindi il filo si muove verso il basso. ,mpere invece ha dimostrato che due fili conduttori rettilinei e paralleli si attraggono se la corrente li percorre nello stesso verso e si respingono se la corrente li percorre in versi opposti. La for a che si esercita ha modulo ) - . l i/ i0 1 r dove l # la lunghe a del filo sul tratto su cui si esercita la for a! i/ e i0 sono le intensit di corrente! r # la distan a dei fili e . # una costante che # pari a . 23104 e 23 # una costante detta permeabilit magnetica del vuoto. La costante . vale numericamente 0 5 /367 e la sua unit di misura # 81,9.

&onsiderando due fili paralleli percorsi da correnti di uguale verso e diciamo che la for a esercitata

Il Magnetismo dal campo magnetico del primo filo '/ sul filo 0 # )0 - i0 l0 : '/ dove i0 # la corrente che passa per il secondo filo e l0 la sua grande a. %l modulo di )0 - i0 l0 b/ sen;! ma siccome ; # <3= possiamo scrivere solo )0 - i0 l0 '/. Sapendo che '/ # '/ - . i/1r si arriva a dire che )0 - . i/ i0 l0 1r . La dire ione di )0 # perpendicolare al piano individuato dalla dire ione del filo 0 e del campo magnetico '. %l verso si ricava con la regola della mano destra. >a ci arriviamo alla formula di ' - 23 i 1 04r che # la legge di 'iot e Savart ed esprime il vettore campo magnetico generato da una corrente di intensit i che scorre in un filo rettilineo. Se consideriamo la for a sul filo / sar )/ - 23 i/ i0 l/1 04r. Tramite il principio della sovrapposi ione possiamo arrivare a trovare il campo generato da una spira e da un solenoide. &on il termine spira si intende un filo conduttore chiuso di forma circolare. %mmaginando di suddividere la spira in tratti di lunghe a infinitesima tali che possano essere considerati segmenti rettilinei possiamo determinare il campo da essa generato. Sommando i contributi di tutti i tratti si ottiene il vettore campo magnetico della spira. %l verso si ottiene con la regola della mano destra" se il pollice indica il verso della corrente nella spira le dita della mano chiudendosi indicano il verso delle linee di for a. Supponendo che la spira sia una circonferen a di raggio ? il campo magnetico al centro # ' - 23 i 1 0 ?. La dire ione sar perpendicolare al piano che contiene la spira e il verso si ottiene sempre con la regola della mano destra con le dita della mano chiusa che indicano il verso della corrente e il pollice che indica il verso di '. Un solenoide # un avvolgimento costituito da un filo conduttore avvolto a elica. Esso equivale ad un sistema di spire circolari tutte uguali affiancate. 8el caso la lunghe a del solenoide sia molto maggiore del suo raggio il campo magnetico # uniforme al suo interno e praticamente nullo allesterno. ,llinterno del solenoide la dire ione delle linee di for a del campo # parallela al suo asse e il verso # dato dalla regola della mano destra con le dita della mano chiusa che indicano il verso della corrente che circola nel solenoide e il pollice che indica il verso di '. %l campo magnetico allinterno di un solenoide pu essere considerato come somma vettoriale dei campi magnetici generati da ogni singola spira. Lintensit del campo # ' - 23 8 i 1 l. >ove 8 # il numero delle spire i la corrente che lo attraversa e l la sua lunghe a. %ndicando con n - 81l il numero delle spire per unit di lunghe a possiamo scrivere anche ' - 23 n i. $ossiamo anche studiare la for a che agisce su una spira di forma rettangolare. La forma rettangolare # solo legata alla semplicit della tratta ione" le conclusioni valgono per tutti i circuiti chiusi. Se consideriamo il campo magnetico prodotto dalla corrente che scorre nella spira in un punto sufficientemente lontano dalla spira stessa allora il campo # assimilabile a quello di un magnete a forma di barra! ossia ad un dipolo magnetico. Una spira posta in un campo magnetico parallelo ad essa a causa del verso della corrente nei suoi differenti rami # soggetta ad una coppia di for e che tende a farla ruotare. $erch@ nei tratti ori ontali della spira non agiscono for e essendo paralleli al campo. La spira ruota fino a disporsi in modo perpendicolare al campo. %n questa posi ione le for e tendono a deformare la spira e non piA a muoverla. %n questa situa ione il momento di tutte le for e # nullo. Essa # sottoposta a un momento meccanico B di modulo B - ) l sen ; - i l ' l sen ; - i l9 ' sen ; - i S ' sen ;. >ove S # la superficie della spira e ; langolo tra la dire ione della for a e il piano che contiene la spira. %ntroduciamo il vettore m che chiameremo momento magnetico della spira o momento di dipolo con le seguenti caratteristiche" Bodulo uguale a i S >ire ione perpendicolare al piano della spira Cerso definito dalla regola della mando destra" se le dita della mano chiudendosi indicano il verso della corrente che circola nella spira! il pollice indica il verso del vettore momento magnetico Se indichiamo con n un versore perpendicolare al piano della spira! con verso definito dalla regola

Il Magnetismo della mano destra! possiamo scrivere il momento magnetico della spira come" m - i S n Lunit di misura del momento magnetico # , m9 Dampere per metro quadratoE. %l momento meccanico B che agisce sulla spira si pu scrivere allora come" B - i S n : ' - m : '. &on modulo B - m ' sen ;. >ove ; # langolo formato tra i vettori m e '.

Il Magnetismo %l flusso del campo magnetico ' attraverso una superficie S # uguale al prodotto scalare tra il vettore ' e il versore n perpendicolare alla superficie! moltiplicato per il valore della superficie S. F - ' 5 n S - ' S cos; %n generale dove la superficie non # piana o il campo non # uniforme in tutti i punti della superficie # necessario suddividere la superficie in parti molto piccole da considerarle piane e sommare i flussi. %l flusso generato da un filo percorso da corrente su una superficie cilindrica # nulloG infatti la dire ione del campo # parallela alle basi e il campo non le attraversa! ma non attraversa neanche la superficie laterale perch@ # diretto lungo la tangente. Se consideriamo uno spicchio di cilindro dove non passa il filo conduttore possiamo dire che il flusso # nullo sulle superfici superiore! inferiore! frontale! posteriore. Sulla superficie destra e sinistra avremo F - 'S e F - 6'S. $erch@ esse sono disposte lungo i raggi del cilindro e sono perpendicolari alla dire ione del campo! per il verso delle superfici # opposto quindi i due flussi sono uguali! ma di segno oppostoG sommando tutte le componenti torniamo sempre a 3 quindi possiamo concludere che il flusso del campo magnetico attraverso una qualsiasi superficie chiusa # 3. +uesto # il teorema di Gauss. +uesto ci fa capire che a differen a del campo elettrico le linee del campo sono aperte! mentre le linee del campo magnetico sono chiuse! perch@ nel campo magnetico non # possibile separare i poli! mentre nel campo elettrico possiamo separare le cariche. La circuita ione del campo ' lungo una linea chiusa # &b - H ' 5 Is dove si intende che la linea generica chiusa sia stata suddivisa in intervalli piccolissimi Is in cui il campo ' possa esse considerato costante. La circuita ione # quindi la somma dei prodotti scalari tra ' e Is. &onsideriamo il campo generato da un filo percorso da corrente. Le linee di for a del campo sono circonferen e concentriche con il filoG il modulo del campo # ' - .i1r e come Is possiamo indicare la circonferen a 04r quindi &b - H ' 5 Is - .i04r1r - 23 i04r104r - 23 i. >a qui # evidente che la circuita ione non dipende dal raggio della circonferen a. &onsideriamo ora la circuita ione lungo una linea ,'&>, che non circonda il filo. La circuita ione risulta nulla nei tratti ,' e &> perch@ in questi tratti il campo # perpendicolare allo spostamento. 8ei tratti '& e >, siccome la circuita ione non dipenda dal raggio # uguale nei due tratti! ma il segno # opposto perch@ i due tratti vengono percorsi in senso opposto" i loro contribuiti alla circuita ione si annullano e la circuita ione totale lungo i due tratti # uguale a 3. $ossiamo concludere dicendo che la circuita ione lungo una linea chiusa che non circonda il filo # uguale a 3. Se prendiamo diversi fili percorsi da corrente la circuita ione lungo una linea chiusa che li circonda # la somma delle circuita ioni dei campi generati dalle singole correnti! ma occorre associare un segno algebrico ad ogni circuita ione" positivo se il campo generato ha lo stesso verso di percorren a della linea chiusa! negativo nel caso opposto. La circuita ione risulta &b - 23 Di/ J i0 J iKE. $er determinare quanto detto si introduce in concetto di corrente concatenata. Una corrente si dice concatenata a una linea chiusa se attraversa la superficie delimitata dalla linea chiusa. ,rriviamo cosi ad enunciare il teorema di ,mpere" la circuita ione di un campo magnetico ' lungo una linea chiusa # uguale alla somma algebrica delle correnti concatenate alla linea stessa &b - 23 H i. %l teorema di ,mpere mette in rela ione cosi come il teorema di Gauss per il campo elettrico! il campo con le sue sorgenti" il campo elettrico e le cariche! il campo magnetico e le correnti" poich@ il campo magnetico ha una circuita ione lungo una linea chiusa diversa da 3 esso non # conservativo e non # possibile parlare di energia poten iale magnetica. Una for a si dice conservativa quando la sua circuita ione lungo una linea chiusa # 3.

Il Magnetismo Sia il campo elettrico che il campo gravita ionale hanno un carattere radiale! ovvero le intera ioni presentano le seguenti caratteristiche" Sono dirette lungo la congiungente dei corpi che interagiscono La loro intensit dipende solamente dalla distan a dei corpi! o in altri termini i due campi sono conservativi. La for a gravita ionale neLtoniana # conservativa perch@ il lavoro compiuto lungo una qualunque linea chiusa # nullo. +uindi il lavoro per spostare un corpo di massa m da un punto , a un punto ' non dipende dal percorso seguito! ma solamente dalla posi ione dei due punti. H ) 5 Is - 3 per ogni linea chiusa. La circuita ione del campo gravita ionale M lungo L # H M 5 Is dove Is rappresenta uno spostamento elementare lungo la linea chiusa L su cui il campo pu essere considerato costante. +uindi possiamo affermare che" un campo M # conservativo se la sua circuita ione lungo una linea chiusa # nulla H M 5 Is - 3 per ogni linea chiusa. La circuita ione di un campo cosi come il flusso non # una grande a fisica ma una matematica. %l campo gravita ionale # conservativo perch@ # conservativa la for a gravita ionale. +uindi la fun ione energia poten iale sar U - 6 G B m 1 ? e il poten iale gravita ionale C - U 1 m - 6 G B 1 r. $er quanto riguarda il campo elettrico sappiamo che se esso # generato da una carica puntiforme # conservativo e in base al principio di sovrapposi ioni tutti i campi elettrici formati da cariche in quiete sono conservativi. La circuita ione del campo elettrico E lungo una linea chiusa # nulla H E 5 Is - 3 per ogni linea chiusa. La fun ione energia poten iale elettrica esprime il lavoro della for a elettrica per spostare una carica q da un punto , a un punto ' distanti rispettivamente ?a e ?b da una carica + sorgente del campo. L - UD,E N UD'E - + q1O 4 P3 D/1?a N /1?bE Se poniamo uguale a 3 lenergia poten iale di una carica posta a distan a infinita dalla carica sorgente + UD'E - 3 abbiamo UD,E - + q1O 4 P3 ?a