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IPOTESI SU MARIA MADDALENA (prima ipotesi) Tratto, da: http://digilander.libero.it/laquestedugraal/Ifigli.

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PER CHI LEGGE: ATTENZIONE, AD ECCETTO DEI RIFERIMENTI TESTAMENTARI, LE ALTRE FON TI E TEORIE NON SONO AVVALORATE DA DOCUMENTI STORICI. Qui di seguito riportata l a teoria sulla vita di Maria Maddalena e dei presunti figli. Ma il condizionale d'obbligo. Tutti i testi che sostengono il legame tra Ges e Maddalena, si basano sul Vangelo Apocrifo [non autentico] di Filippo, ritrovato nel 1947 a Qumran e n on riconosciuto dalla Chiesa di Roma. Si sostiene che Maria Maddalena era incinta di tre mesi al momento della crocifi ssione. Lei e Ges avrebbero consolidato il loro Secondo Matrimonio con l'unzione di Betania nel marzo del 33 d.C. L'erede maschio di una successione patrimoniale difatti, doveva, idealmente avere il suo primo figlio il giorno del suo quarant esimo compleanno o gi di l. (Quattro decadi erano il periodo di "generazione dinas tica" ufficialmente riconosciuto). La nascita di un figlio ed erede dinastico av rebbe dovuto essere pianificata in maniera da avvenire in settembre: il mese pi s anto del calendario ebraico. Per quella ragione i rapporti sessuali erano consen titi solo nel mese di dicembre. Anche i Primi Matrimoni avevano luogo nel santo mese di settembre: il mese in cui ricorreva il Giorno dell'Espiazione. In teoria , un matrimonio dinastico sarebbe stato quindi programmato per il settembre, in cui lo sposo compiva 39 anni e l'attivit sessuale sarebbe iniziata nel dicembre i mmediatamente successivo. In pratica c'era sempre la possibilit che il primo nato fosse una femmina e proprio in vista di quest eventualit, la cerimonia del Primo M atrimonio, era anticipata al settembre in cui lo sposo compiva 36 anni. Il primo figlio poteva quindi nascere nel settembre del suo trentasettesimo compleanno. Se la sposa non rimaneva incinta in quel primo dicembre, la coppia avrebbe tenta to di nuovo un anno dopo e cos via. La nascita di un figlio maschio durante il qu arantesimo anno del marito, rientrava ampiamente nello standard generazionale. U na volta nato un figlio, non erano consentiti altri rapporti sessuali fra i geni tori per sei anni. D'altro canto se il neonato era una femmina, il successivo pe riodo di celibato era limitato a tre anni, fino ai "tempi della restaurazione" ( il ritorno allo stato coniugale). Il Secondo Matrimonio, veniva celebrato solame nte nel marzo successivo al concepimento, quando la sposa era incinta di tre mes i. Secondo questi usi il Primo Matrimonio di Ges ebbe luogo nel settembre del 30 d.C. (in cui compiva 36 anni) proprio il giorno in cui Maria Maddalena gli unse per la prima volta i piedi (Luca 7:37-38). Tuttavia non vi fu concepimento in qu el dicembre n in quello dell'anno successivo. Ma nel dicembre del 32 d.C si suppo ne che Maria Maddalena rimase incinta e unse debitamente la testa e i piedi di G es a Betania (Matteo 26:6-7, Marco 14:3, Giovanni 12:1-3) santificando cos formalm ente il loro Secondo Matrimonio nel marzo del 33 d.C. Si sostiene che Ges era nat o (contro le regole) il primo marzo del 7 a.C., ma per regolarizzare il suo stat o, il suo compleanno ufficiale era stato fissato il 15 settembre in linea con i requisiti messianici. Soltanto nel 314 d.C. l'imperatore romano Costantino il Gr ande, spost arbitrariamente la data del compleanno di Ges al 25 dicembre, data in cui viene ancora celebrato oggi e che molti ritengono il suo effettivo giorno di nascita. Costantino fece questo cambiamento per un duplice motivo. In primo luo go svincolava la celebrazione cristiana da qualsiasi legame ebraico: indicando c os che Ges era egli stesso un cristiano e non un ebreo. (Pi tardi anche la Pasqua f u allontanata dalla tradizionale festivit ebraica). In secondo luogo l'imperatore fece in modo che il compleanno ufficiale di Ges coincidesse e sostituisse, la co ntemporanea Festa pagana del Sole Invictor. Tuttavia al tempo di Ges il 15 settem bre del 33 d.C (sei mesi dopo la crocifissione) ricorreva il suo trentanovesimo compleanno ufficiale e in quel mese, Maria diede alla luce una bambina che venne chiamata Tamar: Palma, un nome tradizionale della stirpe davidica. Ges fu quindi obbligato a iniziare un periodo triennale di celibato fino ai "tempi della rest aurazione", come spiegato dettagliatamente negli "Atti 3:20-21". Il mese di sett

embre del 33 d.C coincise con la formale reintegrazione di Simone Zelota, nel ru olo di Padre della Comunit e in quell'occasione, Ges venne finalmente ammesso al s acerdozio: un rituale in cui egli "ascese al cielo". Sebbene riconosciuto da mol ti come il re davidico. Ges aveva lungamente chiesto di essere ammesso al sacerdo zio e in particolare nel "sancta sanctorum" dei sacerdoti anziani: il sommo mona stero, il "Regno dei Cieli". Una volta che Simone era stato riabilitato il desid erio di Ges venne esaudito: fu ordinato Sacerdote e portato in cielo dal "Capo de i Pellegrini", suo fratello Giacomo. In questo contesto fraterno, Giacomo, secon do l'antico linguaggio metaforico del Vecchio Testamento, era denominato "Nuvola ". Era stata una nuvola a condurre gli antichi israeliti nella Terra Promessa (E sodo 13:21-22) e l'apparizione di Dio a Mos sul Monte Sinai era stata accompagnat a non soltanto dal Tuono e dal Lampo, ma anche da una Nuvola (Esodo 19:16). Come "Tuono, Lampo e Terremoto", anche Nuvola venne tramandata come una designazione simbolica all'interno della Comunit. L'evento narrato nel Nuovo Testamento e gen eralmente noto come "L'Ascensione", sta a indicare l'elevazione di Ges al sacerdo zio. Non soltanto Ges parlava egli stesso in parabole, ma anche gli autori dei Va ngeli facevano altrettanto, usando allegorie e paralleli che erano eloquenti "pe r coloro che avevano orecchi per udire". Cos brani evangelici che sembrano sempli ci narrazioni sono anch'essi parabole. Come Ges disse ai discepoli (Marco 4:11-12 ): "A voi dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a coloro che son di fuori tutte queste cose si propongono per parabole: Acciocch riguardino bene, ma non veggano; e odano bene, ma non intendano ." L'Ascensione quindi un 'altra parab ola, come descritta negli Atti 1:9: "E dette queste cose, fu elevato, essi vegge ndolo; e una nuvola lo ricevette, e lo tolse d'innanzi agli occhi loro". Mentre Ges andava nel celeste regno sacerdotale, due sacerdoti angeli annunciavano che s arebbe tornato nella stessa maniera: "Ecco, due uomini si presentarono loro in v estimenti bianchi. I quali ancora dissero: Uomini Galilei, perch vi rifermate rig uardando verso il cielo? Questo Ges, il quale stato accolto in cielo verr nella mede sima maniera che voi l'avete veduto andare in cielo" (Atti 1:10-11). E cos Ges las ci il mondo di tutti i giorni per tre anni: tre anni in cui Maria Maddalena, la p resunta madre della sua bambina, non avrebbe alcun contatto fisico con lui. Dal sesto mese di gravidanza, Maria aveva il diritto di chiamarsi "Madre", ma dopo l a nascita di sua figlia e l'inizio dei tre anni di nubilato, sarebbe stata consi derata una "vedova". I figli dinastici venivano educati ed allevati in un centro monastico comunitario, in cui vivevano anche le loro madri (denominate vedove, o donne menomate: mogli nubili). E' appunto perch Ges stesso era stato allevato in un ambiente conventuale cos isolato che nei Vangeli si parla tanto poco della su a infanzia. Il periodo triennale di separazione monastica imposta a Ges, termin ne l settembre del 36 d.C e nel dicembre successivo egli pot riprendere i rapporti f isici con sua moglie. Ma Maria Maddalena nello stesso anno sembra che rimase di nuovo incinta per rispettare le regole messianiche nel tentativo di far nascere il nuovo Messia nell'"anno della restituzione" della moglie al successore davidi co (Ges). Dopo la nascita del figlio, che venne chiamato Ges (detto il Giusto), Ge s padre sembra che dovette osservare ben sei anni ancora di celibato monastico. N ella chiesa russa di Santa Maria Maddalena a Gerusalemme c' un magnifico ritratto di Maddalena, che raffigurata nell'atto di mostrare un uovo rosso a chi guarda. Questo il massimo simbolo della fertilit e di una nuova nascita. Durante questi anni di separazione Pietro sarebbe dovuto diventare il tutore di Maria Maddalena , ma Pietro aveva una cattiva opinione delle donne e non era disposto a stare ag li ordini di una sacerdotessa. L'opinione di Paolo sulle donne era ancora meno l usinghiera ed egli era nettamente contrario al loro coinvolgimento nelle questio ni di religione. I due uomini, quindi, esclusero deliberatamente Maria dal nuovo movimento in qualsiasi ruolo e per garantire il suo totale allontanamento, la d ichiararono pubblicamente eretica perch era un'intima amica di Elena-Salom, consor te di Simone Zelota. Nel frattempo si sostiene che Ges e Maria ripresero la loro vita coniugale nel dicembre del 43 d.C, sei anni dopo la nascita del loro figlio maschio. Ges non si preoccupava troppo dell'atteggiamento di Pietro e Paolo nei confronti di Maria, poich conosceva bene Pietro ed era consapevole del fanatismo di Paolo. In realt, preferiva di pi che sua moglie fosse associata alla fazione gn ostica di Simone ed Elena (o ai nazareni di Giacomo) anzich al nuovo modello di m

inistero propugnato da Pietro e Paolo che attuava la discriminazione sessuale. D opo tutto, Maria (insieme a Marta) era stata la devota "sorella" di Simone/Lazza ro a Betania e si conoscevano bene, Fu in questo periodo che Maria rimase di nuo vo incinta. Nella primavera del 44 d.C, Ges era partito per una missione in Galaz ia (al centro dell'Asia Minore) con il capo proselito (capo dei gentili converti ti), Giovanni Marco. Durante la loro assenza, Giacomo e i suoi nazareni divenner o una crescente minaccia per l'autorit romana a Gerusalemme. Come diretta consegu enza, l'apostolo Giacomo Boanerges fu giustiziato per ordine di Erode di Calcide nel 44 d.C. (Atti 12:1-2). Simone Zelota fece subito avvelenare Erode-Agrippa p er rappresaglia ma fu poi costretto a fuggire. Taddeo tuttavia non fu altrettant o fortunato: mentre tentava di fuggire oltre il fiume Giordano, fu catturato da Calcide e sommariamente giustiziato. Questo pose Maria Maddalena, presunta incin ta, in una situazione precaria poich Calcide sapeva che era amica di Simone. Chie se cos protezione all'ex scolaro di Paolo, il giovane Erode-Agrippa II (allora dic iassettenne). Egli la invi puntualmente nel suo possedimento in Gallia dove Erode -Antipa e suo fratello Archelao, erano stati mandati in esilio. Pi avanti nell'an no, Maria sembra diede alla luce il suo secondo figlio in Provenza: e c' uno spec ifico ma generico riferimento a questa nascita nel Nuovo Testamento: "il verbo d i Dio crebbe e si moltiplic" (Atti 12:24). Questo figlio sarebbe stato chiamato G iuseppe (detto il Rama-Theo), e fu l'importantissimo prosecutore della dinastia, che attraverso di lui continu in Giosu. Ipotetica discendenza da Ges: Ges il Cristo = Santa Maria Maddalena Damaris (Tamar) nata nel 33 d.C. Ges II il Giusto (Gais) nato nel 37 d.C Giuseppe il Rama-Theo (Josephes) nato nel 44 d.C Non risultano matrimoni e figli per Tamar. Da Ges II il Giusto nascerebbe Galains ma qui il ramo si estingue. Da Giuseppe il Rama-Theo nascerebbe Giosu e da qui (v edi dinastia francese) la linea prosegue. CONCLUSIONI: Secondo le fonti catare, al suo arrivo in Francia Maria Maddalena stava aspettan do il terzo figlio, Giuseppe (detto il Rama-Theo), che in teoria far proseguire l a dinastia, ma di questo non abbiamo notizie certe. Attraverso l'interpretazione filologica delle fonti testamentarie, possiamo invece definire una vita di Ges d iversa da quella proposta dalla Chiesa Romana. Il problema che ci si pone, prima di cercare suggestive ipotesi dinastiche, comprenderne il motivo. La diffusione dei Vangeli, cos come li conosciamo, avvenne dopo la legittimazione del Cristian esimo in Occidente, nel 313 d.C., con l'Editto di Milano. Il Primo Vescovo, nomi nato da Costantino nel 314 fu Silvestro, che fu incoronato durante una ricca cer imonia. In questo modo i cristiani avrebbero potuto sopravvivere, ma in realt Sil vestro, aveva accettato che il Cristianesimo rappresentasse le tradizioni pagane del culto del sole insieme con altri insegnamenti di origine siriana e persiana che erano presenti a Roma. La nuova Chiesa Romana fu cos costruita per soddisfar e tutte le fazioni influenti. Ma all'interno del Cristianesimo, non vi era una l inea unitaria: c'erano gli gnostici, che insistevano che la materia era corrotta , i manichei, che insegnavano che il materialismo era una malvagia invasione del lo spirito sacro, i seguaci della tradizione nazarena, i quali sostenevano la ca usa originaria di Ges piuttosto che gli insegnamenti di Paolo (Ges come potente si gnore celeste, da venerare, piuttosto che Messia portatore di un cambiamento per la societ). I nazarei, cristiani giudaici, controllavano molte chiese del Medio

Oriente. Inoltre erano guidati dai famosi discendenti in linea di sangue dalla f amiglia di Ges, i Desposyni (eredi del Signore). Nel 318 d.C. una delegazione di Desposyni sbarc ad Ostia e da l proseguirono fino a Roma, dove, nel Palazzo Latera nense, appena costruito, gli uomini furono ricevuti in udienza dal vescovo Silve stro. I Desposyni affermarono con forza che la Chiesa doveva legittimamente aver e il proprio centro a Gerusalemme e non a Roma, sostennero che il Vescovo di Ger usalemme doveva essere un vero Desposynos ereditario. Le loro richieste caddero nel vuoto: per loro non c'era posto e gli insegnamenti di Ges erano stati sostitu iti da una dottrina che era stata modificata in modo da essere pi consona alle es igenze imperiali. Costantino inoltre al Concilio di Nicea del 325, specul sui cri stiani paolini che attendevano prima o poi un secondo avvento del loro Messia, d opo aver fallito precedentemente (Ges) nel rovesciare il dominio romano. Costanti no, approfitt di questo fallimento per diffondere l'idea che Ges non era l'atteso Messia come si era creduto ma dato che era stato lui a dare la libert ai cristian i all'interno dell'Impero, il vero salvatore era stato lui. Ges e Dio dovevano co s fondersi in una sola entit in modo che il Figlio fosse identificato con il Padre . Al Concilio di Nicea accadde quindi che Dio fosse formalmente definito Uno e T rino: una divinit comprendente tre parti coeguali e coeterne, Padre, Figlio e Spi rito Santo. C'erano, comunque, alcuni vescovi che si opponevano a questo nuovo d ogma. Molti delegati al Concilio erano teologi della vecchia scuola, i quali sos tenevano che Ges era il Figlio e inoltre che il Figlio era stato fatto carne da D io, ma non era Dio egli stesso. Il principale portavoce di questa fazione era un anziano prete libico d Alessandria, chiamato Ario. Seguaci di Ario (ariani) che i n seguito saranno banditi. E fu cos che designando Dio come il Padre e il Figlio, Ges venne opportunamente messo da parte come una figura di nessun importanza prati ca. Adesso spettava invece all'imperatore essere considerato il dio messianico. Ora c'erano soltanto due oggetti ufficiali di culto: la santa Trinit di Dio e l'I mperatore: il neo designato salvatore del mondo. Chiunque contestasse ci in quals iasi modo veniva subito dichiarato eretico. Nel 391 d.C il nuovo imperatore Teod osio band tutte le forme di religione e ogni genere di rito religioso che non fos se quello della Chiesa Romana, pena la morte. Proib in particolare i raduni di gr uppi cristiani non ortodossi. Durante tutto questo tempo, tuttavia, la tradizion e nazarena in Medio Oriente venne mantenuta. Di fatto i nazarei erano i pi puri f ra i veri cristiani. Il loro approccio alla Trinit era semplice: Dio era Dio, Ges era un uomo: un Messia umano erede della stirpe davidica e non potevano credere che Maria, madre di Ges, fosse fisicamente vergine. Nestorio, patriarca di Costan tinopoli dal 428, d'accordo con i nazarei, sostenne che era chiaro che Ges era un uomo, nato in modo assolutamente normale da un padre e da una madre. Di consegu enza l'idea nazarena/nestoriana che Maria fosse una donna come le altre, fu cond annata dal Concilio di Efeso nel 431 ed ella fu poi venerata come mediatrice (o interceditrice) fra Dio e i mortali. Lo stesso atteggiamento della prima Chiesa Romana verso le donne, lasciava riflettere. Quinto Tertulliano sosteneva la rego la per cui: "Non permesso a una donna di parlare in chiesa, n le permesso di batt ezzare, n di offrire l'Eucaristia, n di rivendicare per s una parte in qualsiasi fu nzione maschile, meno che mai nell'ufficio sacerdotale". Tertulliano stesso segu iva semplicemente le opinioni espresse dai capi della Chiesa prima di lui, in pa rticolare Pietro e Paolo. Nel trattato copto "Pistis Sophia" (La Saggezza della Fede), Pietro protesta contro la predicazione di Maria Maddalena e chiede a Ges d i farla tacere, di impedire di minare la sua supremazia. Ges invece rimprovera Pi etro e Maria pi tardi confessa: "Pietro mi fa esitare. Ho paura di lui perch odia la razza femminile". Al che Ges replica: "Chiunque sia ispirato dallo Spirito, de ve parlare per decreto divino, sia esso uomo o donna". Opponendosi alla presenza di Maria fra i discepoli, Simon Pietro, nel Vangelo apocrifo di Tommaso, disse loro: "Che Maria (Maddalena) se ne vada, giacch le donne non sono degne di vivere ". Nel Vangelo apocrifo di Filippo, Maria Maddalena considerata il simbolo della saggezza divina. Tutti questi testi, furono tuttavia censurati ed eliminati dai Vescovi di Roma, perch minavano il predominio del sacerdozio solo maschile. Inve ce fu dato grande risalto all'insegnamento di Paolo nel Nuovo Testamento: "La do nna impari con silenzio, in ogni soggezione. Ma io non permetto alla donna d'ins egnare, n d'usare autorit sopra il marito, ma ordino che stia in silenzio" (1 Timo

teo 2:11-12). Le donne dovevano quindi essere escluse a tutti i costi. Altriment i, continuando cos la presenza della Maddalena avrebbe finito col prevalere: come moglie di Ges, non soltanto era la regina messianica, ma anche la madre dei veri eredi. Per secoli dopo la sua morte, il retaggio di Maria rimase la pi grave min accia per la Chiesa che aveva deciso in favore della successione apostolica (att raverso i Pontefici), rispetto alla discendenza messianica (attraverso la Casa d i Ges). L'ipotesi pi credibile, che a diffondere la novella dei figli di Ges siano stati i movimenti ritenuti eretici, come i Catari ed i Templari. Entrambi sostenevano c he Ges non era morto sulla croce e non riconoscevano l'autorit temporale della Chi esa di Roma e cercarono, in diversi modi, di affermarsi in Francia come nuova gu ida spirituale a discapito della Chiesa Cattolica. Qui di seguito riportata la teoria sulla vita di Maria Maddalena. Ma il condizio nale d'obbligo. Tutti i testi che sostengono il legame tra Ges e Maddalena si bas ano sul Vangelo Apocrifo [non autentico] di Filippo, ritrovato nel 1947 a Qumran e non riconosciuto dalla Chiesa di Roma. Maria Maddalena sarebbe morta nel 63 d.C, all'et di 60 anni, in quella che oggi S t. Baume, nella Francia meridionale. Maria non era semplicemente un nome ma un t itolo di distinzione, essendo una variazione di Miriam (il nome della sorella di Mos e Aronne). Le Miriam (Marie) partecipavano ad un ministero formale all'inter no di ordini spirituali. Mentre i "Mos" guidavano gli uomini nelle cerimonie litu rgiche, le "Miriam" facevano altrettanto con le donne. Maria Maddalena viene dapprima descritta nel Nuovo Testamento come una donna "da lla quale erano usciti sette demoni" (Luca 8:2) e pi avanti lo stesso Vangelo, af ferma che era una peccatrice. Ma, oltre a ci, viene ritratta in tutti i Vangeli come una leale compagna, prefer ita da Ges. Prima del matrimonio, le marie erano soggette all'autorit del capo deg li Scribi, che al tempo di Maddalena, era Giuda Iscariota. Il capo degli Scribi era anche il demone sacerdote "Numero 7" ed i sette "Sacerdoti Demoni", costitui vano un gruppo formale di opposizione ai sacerdoti che, a loro volta, rappresent avano le "sette luci della Menorah". Questi sacerdoti avevano il compito di sorv egliare le donne nubili della Comunit. Dopo il matrimonio Maddalena non fu pi sottoposta a tale sorveglianza. Quindi "i sette demoni uscirono da lei" e le fu consentito di avere rapporti sessuali seco ndo le regole spiegate prima. Come accennato, il suo non era un matrimonio qualunque e Maria fu soggetta a lun ghi periodi di separazione dal marito: periodi durante il quale non veniva consi derata una moglie, ma una "sorella" (in senso religioso). Nella societ le sorelle avevano lo stesso rango loro assegnato nella comunit ed erano considerate vedove (donne menomate), un gradino sotto quello di "almah". Cos un almah (vergine) si sposava e saliva al rango di madre, ma durante i periodi di separazione coniugal e veniva retrocessa ad un rango inferiore a quello originario di donna nubile. Il padre di Maddalena era il capo dei sacerdoti (subordinato al sommo sacerdote) Siro il "Giairo". Il sacerdote Giairo officiava nella grande sinagoga marmorea a Cafarnao e la sua carica era ereditaria, riservata esclusivamente ai discendenti di Giair (Numeri 32:41). Nel Nuovo Testamento Maddalena viene menzionata per la prima volta quan do i Vangeli raccontano la storia della sua resurrezione come figlia di Giairo, nel 17 d.C. Essere "resuscitata" (simbolicamente dalle tenebre eterne) si riferiva alla prom ozione ad un rango pi elevato all'interno della "Via".

Per Maddalena si trattava di una iniziazione spirituale: se le prime "resurrezio ni" per i ragazzi avvenivano all'et di 12 anni, per le ragazze avveniva a 14. Maria Maddalena spos dunque Ges all'et di 27 anni (nel 30 d.C), rimase incinta nel dicembre del 32 d.C e l'anno seguente diede alla luce Tamar. Nel 37 d.C diede al luce Ges il Giovane e nel 44 d.C, quando aveva 41 anni, nacque il suo secondogen ito, Giuseppe. A quel tempo Maddalena era a Marsiglia, in Francia. Il suo esilio venne racconta to da Giovanni, nella "Rivelazione" (12:1-17), in cui descrive Maria e suo figli o e narra della sua persecuzione, della sua fuga e della caccia al resto del suo seme (i suoi discendenti) condotta senza tregua dai Romani. Oltre a Maria Maddalena, fra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C, c'erano Marta e la sua serva Marcella. C'erano anche l'apostolo Filippo, Maria Iacopa (moglie di Cleofa) e Maria Salom (Elena). Il luogo dove sbarcarono in Provenza era Ratis, d ivenuto poi noto come Les Saintes Maries de la Mer. Tra le fonti scritte sulla v ita di Maria Maddalena in Francia, troviamo "La vita di Maria Maddalena", di Rab an Maar (776-856), arcivescovo di Magonza (Mainz) e abate di Fuld. Una copia del manoscritto fu scoperta all'Universit di Oxford all'inizio del 1400 e ispir a Wil liam di Waynflete l'idea di fondare il Magdalen College nel 1448. "Sainte Marie Madelaine", del frate domenicano Pre Lacordaire un'opera particolarmente istrutti va, al pari de "La lgende de Sainte Marie Madelaine" di Iacopo da Varazze, arcive scovo di Genova (n.1228). Il culto pi attivo della Maddalena s'insedi infine a Ren nes-le-Chateau, nella regione della Linguadoca. Ma anche altrove, in Francia, sorsero molti santuari dedicati a S. te Marie de M adelaine, fra cui il luogo della sepoltura a Saint Maximin-la-Sainte Baume, dove i monaci dell'ordine di San Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba in ala bastro dall'inizio del 400. Un'altra importante sede del culto della Maddalena f u Gellone, dove l'Accademia di Studi Giudaici fior durante il IX secolo. La chiesa a Rennes-le-Chateau fu consacrata a Maddalena nel 1059 e nel 1096, l'anno della Prima Crociata, ebbe inizio la costruzione della grande Basilica di Santa Maria Maddalena a Vzelay. Fu qui che nel 1146 l'abate cistercense Bernardo di Chiarava llle predic la Seconda Crociata al re Luigi VII, alla regina Eleonora, ai loro cav alieri e ad una congregazione di 100.000 persone. Nel redigere la Costituzione d ell'Ordine dei Cavalieri Templari nel 1128, san Bernardo menzion specificatamente il dovere di "obbedienza a Betania, il castello di Maria e Marta". E' quindi mo lto probabile che le grandi cattedrali di "Notre Dame" in Europa, tutte sorte pe r volere dei Cistercensi e dei Templari, fossero in realt dedicate a Maria Maddal ena. Ma finalmente dall'attenta lettura sempre per opera di Iacopo da Varazze de lla famosa "Legenda Aurea", uno dei primi libri stampati a Westminster da Willia m Caxton nel 1483, emerge la verit. Il libro una raccolta di cronache ecclesiasti che che narrano dettagliatamente le vite di alcune figure di santi. Molto venera ta, l'opera veniva letta in pubblico regolarmente (spesso tutti i giorni) nei mo nasteri e nelle chiese medievali dell'Europa continentale. Ma leggiamo insieme i brani [autentici del testo] che raccontano la vita di Maria Maddalena: "Maria n acque da una famiglia nobilissima che discendeva dalla stirpe regale; il padre s i chiamava Siro e la madre Eucaria. Insieme al fratello Lazzaro e alla sorella M arta possedeva Magdala, che si trova vicino a Genezareth, Betania, vicino a Geru salemme e una gran parte di quest'ultima citt. Quando i fratelli si divisero fra di loro tali beni, Maria ebbe in sorte Magadala, donde prende il nome di Maddale na, Lazzaro ebbe una parte di Gerusalemme e Marta, Betania. Maddalena era dunque ricchissima, quanto ricca altrettanto bella e non rifiutava al proprio corpo al cun piacere tanto che era da tutti chiamata la peccatrice. Cristo in quel tempo stava predicando l vicino, ed essa, per divina ispirazione, si rec nella casa di S imon lebbroso dove Cristo si era fermato; Ma non osando, la peccatrice, mostrars i nel contesto dei giusti rimase in disparte; lav, con le sue lacrime i piedi di Ges, li asciug con i capelli e accuratamente li unse con l'unguento prezioso. Pens

ava frattanto il fariseo Simeone: 'Come pu permettere un profeta di essere toccat o da una peccatrice?'. Ma il Signore ne riprov l'orgogliosa giustizia rimettendo alla donna ogni peccato. Costei infatti quella Maria Maddalena a cui il Signore accord ogni favore ed ogni senso di benevolenza: scacci dal suo corpo sette demoni , l'accolse nella sua amicizia, si degn di essere suo ospite ed in ogni occasione le fu difensore". Da un brano seguente: "quattordici anni dopo la passione del Signore, quando Ste fano era stato gi martirizzato e gli altri discepoli scacciati dalla Giudea, i se guaci di Cristo si separarono per le diverse regioni della Terra per diffondere la parola di Dio. Tra i settantadue discepoli c'era il beato Massimino a cui fur ono affidati da S. Pietro, Maria Maddalena, Lazzaro, Marta, Marcella (la domesti ca di Marta) ed il beato Celidoneo, cieco dalla nascita e risanato da Cristo e m olti altri cristiani furono posti dagli infedeli su di una nave e spinti in mare senza nocchiero perch vi perissero; ma per volere divino giunsero a Marsiglia do ve non vi fu alcuno che li volesse ricevere nelle proprie case, cosicch dovettero ripararsi sotto il porticato di un tempio." Nel lungo brano successivo Maria Maddalena dopo aver visto entrare la gente del posto in un tempio per sacrificare agli idoli, inizi a predicare la parola di Cri sto. In tanti rimasero ammirati dalla sua eloquenza fino a quando arriv il princi pe di quella provincia, insieme alla moglie ad implorare dagli dei la grazia di Dio. Qualche giorno dopo Maria Maddalena apparve in sogno alla moglie del princi pe e le disse: 'Voi possedete molte ricchezze ma lasciate che i santi di Dio muo iano di freddo e di fame'. Dopo il terzo sogno, la donna decisamente impaurita, decise assieme al marito di seguire il consiglio di Maria. Il principe ospit i cr istiani e dette loro il necessario per vivere. Un giorno il principe le chiese: 'Credi di poter difendere la fede che vai predicando?' E quella: 'Sono pronta a difendere la fede ogni giorno, rafforzata dalla testimonianza dei miracoli e del la predicazione di Pietro, vescovo di Roma'. Disse allora il principe assieme al la moglie: 'Ecco noi siamo pronti a prestar fede alle tue parole se ci impetrera i un figlio da Dio che adori'. Allora la beata Maria Maddalena preg Iddio per lor o e la sua preghiera fu ascoltata perch la donna si trov ben presto incinta. Allor a il principe decise di recarsi da Pietro per sapere da lui se era vero quanto M addalena aveva detto di Cristo. Nel viaggio per la donna partor per morire subito dopo nel bel mezzo di una tempesta. Il principe riusc a terminare il viaggio e ar riv a Roma dove rimase due anni, istruito nella fede da San Pietro. Al ritorno vi a mare giunse vicino al colle dove aveva deposto il corpo della moglie e lasciat o il figlio nato, che nel frattempo fu mantenuto in vita dalla Maddalena. E rivo lgendosi a lei, il principe le chiese il miracolo di restituire la vita alla mog lie. La donna si svegli e disse: "grandi sono i tuoi meriti beata e gloriosa Mari a che mi hai aiutato nel parto e dopo, in ogni mia necessit". Poco dopo il principe sal sulla nave con la moglie e il figlio per approdare a Ma rsiglia. Appena arrivati trovarono la Maddalena che predicava con gli altri apos toli. A quel punto le si avvicinarono ai piedi in lacrime, le raccontarono l'acc aduto e ricevettero il sacro battesimo. Abbatterono poi tutti i templi dedicati agli idoli situati a Marsiglia ed eressero chiese al signore e Lazzaro divenne v escovo di quelle citt. Dopo poco la Maddalena e gli altri discepoli si recarono a d Aix in Provence, dove con molti miracoli convertirono il popolo alla fede di C risto e il beato Massimino, fu ordinato vescovo. Frattanto la beata Maddalena, d esiderosa di dedicarsi alla contemplazione delle cose celesti, si rec nel deserto e vi rimase per trent'anni.' Verso la fine, Jacopo di Varagine racconta: 'Al tempo di Carlo Magno, nell'anno 745, Giravolo, Duca di Borgogna, non riuscendo ad avere figli, donava gran parte dei suoi averi ai poveri e costruiva chiese e monasteri. Quando ebbe costruito il monastero di Vezelay, l'abate di questo convento su richiesta del Duca, mand u n monaco con una scorta alla citt di Aix en Provence, per vedere se poteva portar e via i resti di Maria Maddalena. Quando giunse nella predetta citt trov che era s

tata distrutta dalle fondamenta dai pagani ma scoperse per caso un sepolcro su c ui una lapide di marmo stava ad indicare che l dentro vi era il corpo di Maria Ma ddalena. Quando scese la notte il monaco ruppe la lapide e prese le ossa.' I lettori vanno informati che Jacopo da Varazze scrisse la 'Legenda Aurea' basan dosi principalmente sui testi della 'Storia Ecclesiastica', della 'Storia Tripar tita', 'La vita dei Santi Padri', 'I dialoghi di San Gregorio' e dei vangeli apo crifi. Nella Legenda sono cos numerose le incongruenze cronologiche, storiche e geografi che. Nel caso della storia su Maria Maddalena evidente che si tratti semplicemente di una parabola, nella quale il cristianesimo vince su ogni avversit ed ostacolo e riesce a portare pace, giustizia e fratellanza in terre lontane (La Francia). Da l punto di vista tecnico la prima perplessit emerge da un viaggio cos lungo, dalla Palestina alla Francia, su una barca affollata di gente che per affrontare una distanza cos lunga nel Mar Atlantico, sarebbe dovuta essere grande, di ottimi mat eriali, quindi resistente e con un ottimo timoniere. Ma da quanto stato scritto non c'erano piloti, ne remi, ne vele e gli infedeli, che si auguravano la morte dei cristiani di certo non si preoccuparono di farli viaggiare su una buona barc a. Che si tratti di una favola si comprende dalle incongruenze del testo, dove M addalena prima in un luogo e dopo in un altro. Diversi autori hanno dunque costr uito il 'fidanzamento' di Ges e la Maddalena e la storia dei loro figli in terra francese (da cui avranno poi origine i Merovingi) sul viaggio di Maddalena racco ntato (da tutte le fonti) nelle modalit sopracitate. La 'Legenda Aurea', scritta dal 1255 al 1266, sar divulgata attraverso i secoli e dalla quale diversi pittori prenderanno spunto per dipingere episodi del viaggio della Santa e di cui venne probabilmente a conoscenza anche Leonardo. Ma da qui tutto il resto fantasia e utilizzo furbo della storia, quanto l'esistenza del Priorato di Sion. CONCLUSIONI: In nessun passo nei Vangeli scritto che Maddalena fosse una 'prostituta', tutt'a ltro: dalle varie vite sulla santa scritte nei primi secoli dopo Cristo, sembra che Maddalena nacque in una famiglia importante e suo padre, Siro il 'Giairo', e ra il sacerdote che officiava nella grande sinagoga a Cafarnao. Un informazione ri portata da diversi autori, nella quale si pu supporre ci sia una mezza verit. Nata nel 3 d.C, sulla base di interpretazioni molto forzate sui vangeli apocrifi ma, nota importante, nessuno riporta notizie sul matrimonio, si sposerebbe con Ges a 27 anni, nel 30 d.C. Nel 33 d.C nascerebbe (dalla lettura non di vangeli ma di fonti apocrife, romanzate) la figlia Tamar, nel 37 Ges il Giovane. Entrambi non s eguirono (e non si spiega il motivo) la madre nel viaggio che Maddalena avrebbe affrontato nel 44 d.C, per sfuggire alla persecuzione dei Romani, in cui ci sare bbero stati anche Marta, Marcella, l'apostolo Filippo, Maria Iacopa, la zia di G es, poich moglie di Cleofa e madre di Giacomo, Maria Salom (Elena) e la loro domest ica, Sara l'Egiziaca. Di queste ultime tre donne nel 1148 sarebbero stati ritrov ati i resti nella chiesa di Les Saintes Maries de la Mer. Dal XVI secolo si svilu pper inoltre un insolito pellegrinaggio in onore di Sara da parte di comunit prove nienti dai Balcani. Il luogo dove sbarcarono in Provenza sarebbe Ratis, dove in quel periodo si venerava il dio egizio Ra, divenuto poi noto come Les Saintes Ma ries de la Mer. Maddalena quando part sarebbe stata incinta di Giosu, che sarebbe poi nato in territorio francese. I testi medievali che riportano la notizia del viaggio, sono: 'La vita di Maria Maddalena' di Raban Maar (776-856), 'Sainte Mar ie Madelaine' del frate domenicano Pre Lacordaire, 'La lgende de Sainte Marie Made laine' e la 'Legenda Aurea' di Iacopo da Varazze o Varagine, arcivescovo di Geno va (n.1228). Il culto pi attivo della Maddalena s'insedi a Rennes-le-Chateau, nella regione del la Linguadoca, dove la chiesa a suo nome, fu consacrata nel 1059 e nel 1096. Su

questo luogo di culto e sul radicamento nella zona della figura di Maddalena, na sce la speculazione nel 1900 su Rennes-le-Chateau e sugli improbabili legami din astici, sostenuti da personaggi legati ad ambigui gruppi francesi esoterici, a f ine di notoriet e di lucro. Lo stesso luogo di sepoltura della donna, non sarebbe nei dintorni di Rennes-le-Chateau ma, credendo per un attimo alla Legenda Aurea , basata su scritti dei primi secoli dopo Cristo, a Vezelay, in Borgogna, a sud di Auxerre, probabilmente nella Basilica di Santa Maria Maddalena. Ges non avrebbe mai raggiunto Maria Maddalena in Francia per continuare a spostarsi in Medio Ori ente, fino alla sua morte per diffondere e instaurare un nuovo ordine. Su Giusep pe, il presunto figlio di Cristo nato in Francia, non si hanno documenti e crona che storico-religiose del tempo per poter affermare che da lui nacque la dinasti a che sarebbe proseguita attraverso Aminadab e successivamente nei Merovingi. Co me consuetudine medievale, gli avvenimenti storici nel tempo venivano plasmati n elle leggende, in tradizioni locali, in testi letterari, quelli che diffonderann o il ciclo del Graal, forma simbolica e allusiva per tramandare la presenza di C risto nella storia. L'ipotesi pi credibile e ad avvalorarla la pubblicazione della Legenda Aurea in t empi sospetti, che durante la nascita dei movimenti eretici in Francia, come i C atari e i Templari, si cercher in tutti i modi di scalfire il potere temporale de lla Chiesa Romana, insinuando il dubbio sugli avvenimenti storici del Cristianes imo, per instaurare un nuovo ordine religioso, filo-cristiano, indipendente da R oma. Un tentativo che in passato venne gi portato avanti dai Merovingi, poi estinti ne l 751 d.C. A tal proposito va detto che per la teoria dinastica, la scelta dei M erovingi come discendenti di Ges stata la pi facile in quanto fu l'unica dinastia che rifiut l'incoronazione del Re, da parte della Chiesa di Roma. Tutta la storia della dinastia di Ges, non nient'altro che una clamorosa opera le tteraria, ma con chiari interessi di parte, che gioca sul filo della storia attr averso interpretazioni evangeliche e sui famosi papiri ritrovati a Qumran.