Sei sulla pagina 1di 8

PORN EMPIRE STRIKES BACK

(i porno-dipendenti esultano...)

original version: http://viaggioallucinante2punto0.blogspot.com/2008/02/il-porno-impero-


colpisce-ancora.html

PORNOWEB

I siti pornografici continuano a crescere, attirando molti più utenti di qualunque sito non-
porno. Gli analisti del settore parlano di una crescita “veloce e costante che ha superato,
senza conoscere crisi, le speculazioni e le bolle di tutti gli altri settori”.

Secondo uno studio effettuato dall'istituto di ricerca Hitwise nel 2004 sulla tipologia di siti
più visitati dagli internauti americani, le principali directory del porno, da sex.com a
playboy.com, allora attiravano molti più utenti Internet di qualunque altro riferimento in
rete, compreso il motore di ricerca Google.

La ricerca di Hitwise era stata condotta andando a "leggere" il giornale quotidiano del
traffico dei grossi fornitori di accesso: era risultato che i portali hard registravano un
numero di visitatori tre volte superiore a quello dei principali siti di ricerca.

L'industria online del porno, sul piano degli accessi sembra non avere concorrenti. Il
proliferare di servizi di hosting e housing per i porno-imprenditori dimostra che il pornoweb
gode di ottima salute.

Study: Web porn entices far more surfers than search USA Today 06 marzo 2004

Il porno è il sempreverde del web PI 07 GIUGNO 2004

Worldwide porn networks 'smashed' BBC News 26 febbraio 2004

World wide porn: 260 mn, growing 26 settembre 2003

Report says porn Web sites `exploding' as Internet goes unchecked 27 luglio 2005

The Explosion in the Number of Porn Sites on the Internet 11 settembre 2007

ISPs asked to block child porn sites on the Internet 8 aprile 2009

PORNOWEB 2.0

C'è qualcosa di sorprendente nella pornografia online, molto più dei suoi contenuti: i suoi
modelli di business e il loro modo di affermarsi.

Sono numeri straordinari quelli che stanno collezionando i nuovi siti del porno, non
riconducibili alle grandi società di settore. In particolare, i vari YouPorn, Porntube e Xtube,
siti che si spacciano per social networks mescolando contenuti amatoriali, prodotti dagli
utenti, a contenuti semiprofessionali e persino professionali. E anche per questi ultimi, si
tratta perlopiù di contenuti che provengono da nuovi centri di produzione online, piccole
società dedicate o persino gruppi di amici del mondo del video e del cinema che non
disdegnano di coltivare la propria insana "passione" per la pornografia.

Sono nati persino dei motori di ricerca dedicati esclusivamente alla navigazione del
pornoweb. Quello legale.

La nuova industria è quanto mai florida. Le cifre parlano da sé: un gruppo come Vivid
Entertainment, uno dei nomi di punta di un porno-businness da 12 miliardi di dollari l'anno,
che ha visto dimezzarsi le vendite dei suoi DVD dal 2004 ad oggi, sta valutando la
possibilità di acquisire YouPorn, il clone porno di YouTube, capace di raccogliere 15 milioni
di utenti in un mese e fatturare, senza alcuna vera struttura commerciale, più di 2,4 milioni
di dollari in un anno.

L'industria del porno è sempre stata all'avanguardia, capace di inventarsi nuove tecnologie
di compressione, di rendere veicolabile il video quando la banda larga era poco più di un
sogno, e oggi di far sbocciare nuovi sistemi di advertising, cross-promotion e online billing.
Il futuro del settore è fatto di acquisizioni, di nuove strutture commerciali, di nuove formule
pubblicitarie. Non sorprende, dunque, che Stephen Paul Jones, co-fondatore di YouPorn,
abbia proposto a Vivid il proprio portale: lo darà via per "appena" 20 milioni di dollari.

La Vivid nel frattempo ha fatto causa a PornoTube, un'altro porno-clone di YouTube


diventato destinazione prediletta per chi vuole inserire video porno senza filtri che
impediscano di diffondere anche materiale protetto da diritti d'autore. "PornoTube ha
costituito deliberatamente e consapevolmente una raccolta di opere in violazione dei
diritti... convogliando un enorme traffico di contatti da Internet, incrementando i suoi affari
e guadagnando da questa attività consistenti profitti".

Una porno-causa speculare a quella, da un miliardo di dollari, intentata da Viacom contro


YouTube lo scorso marzo. Al centro di entrambe le controversie legali, il fatto di stabilire se
i siti di video-sharing violino il Digital Millennium Copyright Act, facendo circolare video
senza guadagnare direttamente dalla violazione. Vivid sostiene che PornoTube viola
anche le norme sulla pornografia infantile poiché non verifica l'età di quanti compaiono nei
suoi video.

Web 2.0 And Porn : How Free Porn is Becoming Big Business 05 febbraio 2008

YouPorn: anche la pornografia conosce il web 2.0

Il vecchio porno cede al porno 2.0 PI 22 novembre 2007

i video hard fai-da-te distruggono il mercato. Siffredi: "Così moriamo"

Obscene Losses novembre 2007

PORNO FORMATS

"Pirates", il pluripremiato successo del celebre regista Joone edito da Digital Playground, è
il lungometraggio scelto per aprire la strada a una decina di titoli per adulti che faranno la
loro comparsa sugli scaffali delle videoteche nel formato Blu-ray.
Meno di un anno fa, i produttori di intrattenimento vietato ai minori si erano schierati
compatti: HD DVD è il formato giusto, dicevano, i costi sono inferiori e il risultato è ottimo
per il consumatore. Oggi, però, le cose sembrano essere cambiate: "Un sacco di gente ci
scrive per chiedere quando produrremo film Blu-ray - racconta Joone - tutta gente che ha
comprato una PlayStation 3". E così, dopo meno di 12 mesi e appena quattro titoli
distribuiti in formato HD DVD, Digital Playground ha fatto marcia indietro. Entro marzo si
accinge a rilasciare il meglio della sua più recente produzione ad alta definizione su dischi
Blu-ray. "Quando si parla di qualità dell'immagine, non c'è differenza tra i due formati -
spiega sempre Joone - e al momento gli appassionati non hanno ancora preferenze
specifiche, visto che l'argomento è ancora una novità". Dunque "ci apprestiamo a
pubblicare i nostri titoli in entrambi i formati, almeno fino a quando non ci sarà un chiaro
vincitore".

I benefici di Blu-ray (costi a parte) sembrano evidenti: in un solo disco gli appassionati
potranno godersi l'intera epopea di Capitan Edward Reynolds, opposto al pirata rinnegato
Victor Stagnetti, compresi tutti gli extra in alta definizione.

Digital Playground Goes Blu-ray With Pirates 20 dicembre 2007

MOBILE PORNO

La porno-industria punta a conquistare anche il mondo dell'intrattenimento mobile. Presto


gli americani potranno usufruire di porno-contenuti direttamente sui propri telefonini
cellulari.

A differenza della porno-Europa, il porno-cellulare deve ancora prendere piede in Nord


America perché gli operatori se la devono vedere con gruppi religiosi e politici e genitori
preoccupati. La tendenza potrebbe cambiare, perché le compagnie telefoniche stanno
pianificando di allentare il controllo sui network per permettere una più ampia varietà di
gadget e servizi, introducendo nuovi strumenti per proteggere i minori. Inoltre, cellulari
sempre più avanzati e nuovi Web-browser come l'iPhone di Apple offrono maggior qualità
per immagini e video.

"Sarà impossibile impedire che l'intrattenimento per adulti conquisti i cellulari", ha spiegato
Gregory Piccionelli, avvocato specializzato in intrattenimento per adulti che lavora presso
la società legale Piccionelli & Sarno. Il porno-avvocato prevede che ai consumatori
americani saranno presto offerti porno-contenuti gratuiti sui cellulari accanto a servizi a
pagamento come video live o dating.

"Se non si evolve si muore", ha detto in un'intervista Jay Grdina, presidente della società
di intrattenimento per adulti ClubJenna, che ha cofondato con sua moglie, la pornostar di
fama mondiale Jenna Jameson. Il progetto di YouTube di espandersi su circa 100 milioni
di nuovi cellulari di ultima generazione potrebbe aiutare la causa.

In Europa, il porno-mobile si è già affermato: nel 2007, l'industria ha incassato 775 milioni
di dollari e, secondo la società inglese Juniper Research, entro il 2012 arriverà a 1,5
miliardi.

3.3 Billion Mobile Porn Market 27 novembre 2006


Mobile porn market set to explode The Register 28 novembre 2006

The iPhone's Next Frontier: Porn Time 18 giugno 2008

PORNODIGITALE TERRESTRE

Da Gennaio, il monopolio delle offerte commerciali, che poi monopolio non è, vista la
presenza seppur debole di La7 Cartapiù, verrà ulteriormente intaccato da una nuova
società di telecomunicazioni che offrirà contenuti porno hardcore in pay per view sulle
frequenze del DTT nazionale in diretta concorrenza con la già nota Conto Tv. Pur senza
"Porno Sky", con il suo Hot Club, si potrà scegliere dove apprezzare le performance delle
varie Selen, Milly D’Abbraccio o magari della nostrana Lea di Leo: basterà un decoder
DTT già abilitato per la ricezione di Mediaset Premium o di La7 Cartapiù.

La società italo/francese Glamour Plus ha già pronte 500mila schede da 20 euro l’una,
valide per 5 notti di porno-programmazione. L’ingresso della Glamour Plus sul mercato
avverrà grazie alla piattaforma Pangea, la prima “multioperatore” (aperta cioè a più
soggetti che vogliano offrire diversi tipo di contenuti) dell’imprenditore delle tv locali
Maurizio Giunco. Gli accordi per avviare la vendita di smart card legate alla porno-
programmazione sono già stati sottoscritti.

Digitale Terrestre: Non solo Calcio, arriva il Porno in Pay Per View 02 novembre
2007

PORNO POLITICA

Per proteggere un grande ed essenziale bene comune, la libertà di espressione, la Corte


Suprema americana, sin dai tempi di Larry Flint, ha dichiarato incostituzionale la proposta
di combattere la diffusione del porno su Internet.

La crescente, dilagante, diffusione della pedopornografia, e degli orrendi traffici di bambini


costretti, nel migliore dei casi, a prostituirsi, usati come porno-attori, nei casi più estremi
violentati e uccisi per il godimento di pedofili sado-masochisti disposti a pagare fior di
quattrini, potrebbe far cambiare idea alla Corte Suprema rispetto all'industria del porno su
Internet, che dovrà essere chiamata ad assumersi tutte le sue responsabilità.

Una proposta di legge anti-porno é al Senato, in attesa di essere discussa, spinta da mesi
dal procuratore generale Alberto Gonzales. Una proposta che, se diventasse legge,
obbligherebbe i forntori di porno-contenuti online ad inserire in modo chiaro ed evidente un
bollino-disclaimer su ogni singola pagina sulla quale siano presentati materiali hard. Si
potrà ricorrere anche ad un codice che consenta di impedire ai bambini che navigano su
internet di accedere al pornoweb. Soprattutto per evitare che possano essere oggetto di
avances online.

"La crescita esponenziale di Internet ha fornito nuovi metodi ai sexual predators per
circuire i bambini che navigano - ha dichiarato il senatore John Kyl, portavoce di un gruppo
di 8 senatori repubblicani che sta portando avanti l'iter legislativo - occorre trovare nuovi
espedienti per impedire a questi depravati di entrare in contatto con i nostri giovani".

Pesanti le sanzioni previste per chi non si adeguerà ai nuovi standard: gli ISP che non
segnaleranno gli abusi sulle proprie reti rischieranno penali fino a 150.000 dollari per la
prima violazione, raddoppiando l'importo della multa ad ogni nuova infrazione. Per quanto
riguarda i webmaster, coloro che si renderanno colpevoli di negligenza, non ponendo
alcun avvertimento, rischieranno fino a 15-20 anni di prigione.

La proposta è stata però accolta con scetticismo dagli esperti, secondo cui dimostra una
scarsa dimestichezza del Legislatore con la rete. Le associazioni statunitensi per i diritti
civili (dei porno-dipendenti) continuano invece ad appellarsi alla libertà di espressione.
L'avvocato David Greene sottolinea come la legge, che non pone alcun confine tra
pornografia e arte, possa far recedere molti artisti come pittori e fotografi dal pubblicare i
loro lavori, per paura che possano essere classificati come pornografici e quindi
penalmente perseguibili.

Uno degli aspetti più controversi della legge è la "data retention". Gonzales e i senatori
ritengono che i provider debbano trattenere per un periodo di tempo non precisato i dati
dei navigatori, per consentire alle autorità di intervenire in caso di infrazioni. Da parte loro,
i providers dichiarano di voler cooperare con le forze dell'ordine, ma hanno già sottolineato
di volersi opporre alla proposta, avanzata del Governo, di creare un sistema di rating degli
ISP basato sulle violazioni riscontrate nella loro attività.

Se, da una parte, la legge tende a preservare gli utenti meno esperti che non hanno le
idee molto chiare sul da farsi una volta collegati, dall'altra sembra restringere la libertà di
navigatori più esperti che hanno esigenze diverse e penalizza gli ISP, che certo non
possono tenere sotto controllo tutto il proprio network. La speranza dei gruppi che si
battono per i diritti digitali è che l'iter della normativa consenta di integrare tutele e
garanzie per la libera navigazione in Internet.

Per promuovere la lotta al pedo-crimine, Gonzales ha fondato il Project Safe Childhood , di


cui fa parte la Child Predator CyberCrime Unit della Florida, che si aggiunge all' "Internet
Crimes Against Children (ICAC) Task Force Program", creato nel 1998 dal 1998
Department of Justice e l'Office of Juvenile Justice and Delinquency Prevention con lo
scopo di tutelare i minori esposti al rischio dei pedo-predatori che si annidano online. Nel
2003, il Kentucky State Police (KSP) ha messo su una Task Force di investigatori che,
insieme al National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC), fornisce
informazioni su tutti i casi di pedo-crimine venuti alla luce attraverso il CyberTipline,
accessibile via internet. Il centro fornisce anche servizi d identificazione delle vittime di
abusi e assistenza varia. Inoltre, la ICAC Task Force del Kentucky è impegnata nel fornire
corsi di addestramento che abbracciano tutti gli aspetti riguardanti i casi di "child
exploitation", dalla prevenzione alla cura delle vittime.

Recruits Sought for Porn Squad Washington Post 20 settembre 2005

Gonzales gives child porn 'wake-up call' 20 aprile 2006

Alberto Gonzales' Net-porn advice: Be graphic 30 luglio 2007

DIARIO DI UNA WEBCAM GIRL

Tra i 12 e i 15 euro per comprare il contatto mail o l’account Messanger, circa 40 per avere
il numero di cellulare, 3 euro al minuto per "appartarsi" in un cyber-privè con una ragazza
e da 1,50 a 2 euro al minuto per le telefonate erotiche. Queste alcune cifre del business
che gira intorno alle webcam girls, fenomeno nuovo di cui svela i segreti il libro, edito dalla
Mursia, "Diario di una Webcam Girl".

«La cam girl - racconta Hellen, nickname dietro al quale si cela una giovane di 24 anni che
vive a Milano, autrice del libro - è una ragazza che si spoglia davanti ad una webcam; ma
il rapporto con l’utente non si limita solo all’ambito sessuale, c’è chi paga anche solo per
parlare».

«Il sito, a cui ci si può iscrivere tranquillamente da Internet dando solo dati e coordinate
bancarie - riferisce Hellen - ha alcune regole ben precise: per esempio, non si possono
mai avere incontri personali con i clienti, tutto deve rimanere virtuale, non si possono dare
privatamente dati per i quali si deve pagare, come il telefono o la mail, inoltre è vietato
usare altri siti: alla fine, di tutto quello che ricavi, ti spetta di diritto il 40%, che viene
direttamente accreditato sul tuo conto corrente».

«Io ho cominciato per necessità - continua l’autrice - ora mi piace e mi diverto,


sinceramente non ci trovo nulla di male, sono tre anni che lavoro on line. Lo schermo dà
una posizione di forza. Prima di cominciare ero una ragazza timida e chiusa, esibendomi
su Internet ho acquisito più sicurezza in me stessa. Mi piace anche scrivere, ma non ho
intenzione di abbandonare per questo, però se capita l’occasione, ben venga».

«Tutto quello che ricavi dipende molto da te, da quante ore resti collegata. So che ci sono
tante donne che guadagnano abbastanza da mantenersi, quindi evidentemente un buon
profitto c’è e si può ottenere. Gli utenti più o meno sono sempre gli stessi, nel giro di una
settimana potresti arrivare a conoscerli quasi tutti, ovviamente esclusi quelli sporadici; ce
ne sono alcuni che si sono iscritti già agli esordi del sito. Gli uomini decidono di entrare in
queste chat per i più svariati motivi: chi per solitudine, chi per evadere, altri ancora per
gioco o solo per fare quattro chiacchiere. Mi dà molto fastidio il luogo comune per cui la
cam girl sarebbe una sorta di prostituta e chi usufruisce del servizio un disperato senza
altre alternative: sono entrata in contatto anche con personaggi dello spettacolo, dunque è
evidente che non è solo questo, c’è anche una buona dose di curiosità».

«Non voglio rappresentare una categoria anagrafica e non credo che questo sia solo un
fenomeno giovanile - conclude la ragazza - ognuna fa le sue scelte, io racconto solo la
mia storia: on line si possono trovare studentesse che hanno bisogno di soldi per pagare
gli studi come donne di 50 anni che cercano un modo di guadagnare per aiutare il marito
ad arrivare a fine mese o per mantenere i figli. Limitare l’esperienza al mondo dei ragazzi
è riduttivo, non ci sono solo adolescenti che si spogliano per comprarsi il vestito firmato o
le scarpe all’ultima moda».

Secondo un’indagine effettuata da uno dei siti più frequentati dai giovani, studenti.it,
sarebbero 75.000 le studentesse che utilizzano il proprio corpo per pagare gli studi, circa il
21% delle 350.000 studentesse lavoratrici, che vengono pagate per fare, oltre alle cam
girl, anche le escort, le cubiste, le ballerine di lap-dance, fino ad arrivare alla prostituzione
propriamente detta. Dati simili si possono riscontrare anche in altri stati europei, e sono
molto simili a quelli registrati in Spagna, Francia, Inghilterra e Germania.

«È un fenomeno che mi pare strettamente legato alla richiesta. Più le ragazze vengono
cliccate più guadagnano. E questo potrebbe configurare l’istigazione alla prostituzione»,
commenta la psicologa Rita Parsi, presidente della fondazione Movimento Bambino. «La
maggior parte di queste ragazze - osserva - mancano completamente di un’educazione
sessuale e sentimentale, non hanno per sé stesse nessuna autostima o considerazione.
Per consumare si consumano, si vendono come oggetti per trarre un reddito che poi
utilizzano per acquistare. È l’emblema della società del consumo estremo».

«Dietro questo fenomeno si riscontra solitudine e esibizionismo, l’utilizzo di sé come


prodotto morto, perchè non ha vita, non esiste, è virtuale - continua la psicologa - non c’è
nenche più il contatto fisico e la conoscenza che si ha con la prostituzione tradizionale. In
più, in un mondo dove si sente sempre più parlare di aggressioni e violenze sessuali, lo
schermo diventa un protettore, dà la possibilità di una revanche malata, provocare senza
rischiare nessuna conseguenza, per provare sensazioni di potere».

Webcam Girls: la ragazze della webcam accanto - AgoraVox


Italia

Helen, Diario di una webcamgirl

LINKS

Porn putting on its Sunday best BBC News 23 gennaio 2009

Il Porno è il vero motore della tecnologia 20 luglio 2009

iSex: How pornography has revolutionised technology The Independent 17 luglio


2009

Project Safe Childhood

Internet Crimes Against Children

National Center for Missing & Exploited Children

Italy - Missing Children Website

Movimento Bambino

LA COSPIRAZIONE DEL SILENZIO

ABUSO

RAPPORTO PEDOFILIA

CULTURA DELLO STUPRO

SCHIAVE DEL SESSO

STORIA DELLA PROSTITUZIONE

PORN FOR THE MASSES

PORNO IMPERO
PORNOCULTURA

RIVOLUZIONE SESSUALE