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Il ruolo dellIndia nella pacificazione srilankese LIndia stata a lungo il Paese ad avere maggiore influenza sullo Sri Lanka,

, sebbene non abbiano sortito effetti concreti le sue politiche atte ad incoraggiare il governo locale verso una pace sostenibile. Nonostante limpegno attivo di Nuova Delhi e unassistenza finanziaria senza precedenti, il governo srilankese non riuscito a fronteggiare le sfide post-belliche: al contrario, il policy making governativo e il crescente potere dei militari hanno generato nuovi risentimenti che aumentano il rischio di un eventuale ritorno alla violenza. Dal rapporto stilato dallInternational Crisis Group emergono le quattro grandi priorit dellIndia nel rapportarsi allo Sri Lanka durante i due anni successivi alla sconfitta delle Tigri del Tamil (LTTE): fornire assistenza umanitaria ai profughi tamil a nord e ad est; sostenere progetti di sviluppo in particolare nel nord con prestiti a condizioni accettabili; promuovere una maggiore integrazione economica tra i due Paesi; fare pressione sul governo srilankese e sul principale partito politico tamil il Tamil National Alliance (TNA) affinch si adoperino per una soluzione negoziata del conflitto etnico attraverso una devoluzione del potere nelle aree a maggioranza tamil, a nord e ad est.

La crescente militarizzazione e cingalesizzazione della provincia settentrionale hanno incrementato linsicurezza, nonch la marginalizzazione politica dei tamil, e stanno minando le prospettive di riconciliazione inter-etnica. LIndia sembra riluttante a voler fare pressioni consistenti sul regime del presidente Rajapaksa: ci dovuto, in primis, alla sua lunga storia di interventi controproducenti in Sri Lanka. La maldestra strategia indiana di armare i militanti tamil negli anni 80 ha notevolmente ampliato il conflitto, inducendo parecchi cingalesi a sospettare un appoggio indiano ai tamil volto a indebolire o dividere il Paese, nonostante il cruciale ruolo di Nuova Delhi nel combattere le Tigri Tamil. La riluttanza indiana nel premere adeguatamente sul governo dello Sri Lanka anche dovuta a considerazioni di carattere strategico, segnatamente la volont di contrastare la crescente influenza cinese e il sostegno politico/finanziario di Pechino allesecutivo di Rajapaksa. Peraltro la tradizionale remissivit dellIndia nel lavorare attraverso organismi multilaterali, o in stretto coordinamento con altri governi, ha significativamente indebolito la sua capacit di influenzare lo Sri Lanka. Uno Sri Lanka pacifico e politicamente stabile rientra significativamente tra gli interessi di lungo periodo di Nuova Delhi. Ci nondimeno, lo stesso International Crisis Group ritiene che senza uninversione, da parte di Colombo, rispetto allattuale autoritarismo, centralizzazione del potere e repressione del dissenso, qualsiasi decentramento sar in re ipsa privo di significato e il rischio di un rinnovato conflitto aumenter. Alessio Stilo (pubblicato il 24 giugno 2011)